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Tag: Sanremo 2023

Unionbirrai: bene emendamenti su birra in Coltiva Italia

Unionbirrai: bene emendamenti su birra in Coltiva Italia

Roma, 2 mar. (askanews) – Dall’istituzione del “turismo brassicolo”, con l’estensione alla birra delle norme previste per l’enoturismo dando vita alle “strade della birra”, alle semplificazioni fiscali e amministrative per i microbirrifici, fino al rifinanziamento del fondo per le filiere strategiche che include espressamente quella brassicola. Sono questi gli obiettivi di diversi emendamenti presentati al DDL “Coltiva Italia” per sostenere il comparto della birra artigianale italiana, accolti positivamente da Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.

Tra gli interventi di maggiore rilievo figura l’introduzione di un articolo interamente dedicato al “turismo brassicolo”, che estende al comparto della birra artigianale le disposizioni già previste per l’enoturismo. La norma definisce il turismo brassicolo come l’insieme delle attività di conoscenza della birra nei luoghi di produzione, le visite alle coltivazioni di orzo e luppolo, la degustazione e la commercializzazione della birra aziendale in abbinamento ad alimenti, oltre a iniziative didattiche e ricreative. Viene inoltre prevista l’applicazione al settore brassicolo della disciplina delle “strade del vino”, equiparando di fatto il comparto a quello vitivinicolo anche sotto il profilo della promozione territoriale.

Un ulteriore emendamento rafforza la promozione dei microbirrifici quali espressione della produzione artigianale e territoriale, consentendo loro di svolgere attività di vendita, somministrazione e accoglienza in modo funzionalmente integrato alla produzione, senza modifica della destinazione d’uso dei locali.

“Da tempo Unionbirrai promuove il turismo brassicolo come leva strategica per lo sviluppo dei territori – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai – I birrifici artigianali non sono solo luoghi di produzione, ma presìdi culturali e mete da visitare, parte integrante di itinerari turistici capaci di valorizzare le eccellenze locali. L’estensione alla birra delle norme previste per l’enoturismo rappresenterebbe un riconoscimento importante per il nostro settore”.

Sul fronte delle semplificazioni fiscali e amministrative, gli emendamenti prevedono modalità di circolazione semplificata per la birra ad accisa assolta prodotta dai microbirrifici e demandano al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’adozione di ulteriori misure di snellimento in materia di accertamento e contabilizzazione. “Le semplificazioni proposte vanno nella direzione di ridurre il carico burocratico che grava sui piccoli produttori, consentendo loro di concentrarsi sulla qualità e sull’innovazione – prosegue Ferraris – Un quadro normativo più chiaro e coerente è fondamentale per sostenere la crescita dei microbirrifici italiani”. Unionbirrai valuta positivamente anche il rifinanziamento del fondo per la tutela e il rilancio delle filiere strategiche, tra cui quella brassicola. “Gli emendamenti presentati al DDL ‘Coltiva Italia’ rappresentano un segnale concreto di attenzione verso un settore che contribuisce in modo crescente all’economia agricola e alla valorizzazione delle produzioni locali”, conclude Ferraris.

”ProWein Agora”: a fiera Dusseldorf nuovo format su futuro del vino

”ProWein Agora”: a fiera Dusseldorf nuovo format su futuro del vino

Milano, 2 mar. (askanews) – La 32esima edizione della fiera professionale “ProWein” di Dusseldorf presenta “ProWein Agora”, un nuovo format pensato come palcoscenico dedicato alle strategie future del vino e dei distillati. Per tre giorni, dal 15 al 17 marzo, il programma offrirà circa 14 ore di interventi rivolti agli operatori del commercio al dettaglio, della ristorazione, dell’industria e della distribuzione, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per orientarsi in mercati in rapido cambiamento.

Gli organizzatori della manifestazione tedesca, spiegando che la novità nasce dalla domanda che attraversa oggi il settore: come saranno acquistati, venduti e presentati vini e distillati sui mercati di domani, quali target, tecnologie e concept determineranno la crescita e l’accesso a nuovi clienti, quali mercati offriranno ancora margini di sviluppo. “ProWein Agora” si propone di rispondere a questi interrogativi con una forte attenzione al medio e lungo periodo, più che alle singole tendenze del momento. In un contesto che vede il marketing del vino confrontarsi con una crescente frammentazione dei mercati e con scelte operative sempre più complesse, Agora punta a concentrare temi chiave in una serie di keynote brevi e focalizzate. L’idea è quella di sostituire le impressioni e le intuizioni con analisi fondate su dati, prospettive comparate e indicazioni operative per i modelli di business.

Il programma prevede sessioni condensate di 20 minuti, distribuite lungo tutte le giornate di fiera. I visitatori professionali potranno comporre un proprio percorso su misura, seguendo gli interventi che mostrano come posizionare e vendere con successo vini e liquori sugli scaffali, nei punti vendita fisici e nei canali digitali. Le analisi toccheranno l’Europa, il Nord e Sud America e l’Asia, offrendo una lettura comparata di mercati, canali e aree di crescita.

“ProWein Agora” si articolerà intorno a quattro assi tematici: nuovi mercati, nuovi consumatori, nuova tecnologia e nuovi prodotti. Quindi dalle aree che offrono le prospettive di crescita più interessanti, con un confronto sulle categorie che stanno tenendo nonostante le difficoltà congiunturali e sugli spazi in cui gli investimenti possono risultare più remunerativi, ai valori che guidano le scelte delle nuove generazioni, ragionando sull’impatto dei nuovi trend su assortimenti, politiche di prezzo e linguaggi di comunicazione. Dall’uso dell’IA, i nuovi canali di vendita online e le dinamiche del social-commerce, valutandone l’impatto su vendite, visibilità e costruzione del marchio, fino ai nuovi concept che possano offrire un reale potenziale commerciale, su come i vini di alta gamma possano riposizionarsi e sulle ragioni per cui le proposte più legate al lifestyle attirano oggi un’attenzione particolare.

Il format prevede inoltre ogni giorno a mezzogiorno uno spazio chiamato “Futurist”, in cui figure di riferimento del settore e di ambiti contigui proporranno una sintesi degli sviluppi che potrebbero modificare nel lungo termine il business del vino e dei distillati. In trenta minuti verranno affrontati temi come la revisione delle strategie, l’evoluzione del retail e i fattori che influenzano le scelte del consumatore nel momento dell’acquisto.

Le giornate si chiuderanno con “WeinVisions”, un momento pensato per un confronto più informale. Qui troveranno spazio interventi sul linguaggio del vino e sulla distanza che spesso si crea tra il gergo professionale e la percezione dei consumatori. La riflessione riguarderà in particolare il modo in cui i produttori e gli operatori possono raggiungere pubblici nuovi senza perdere credibilità, ma alleggerendo le barriere comunicative che ancora oggi limitano l’accesso a una parte della domanda potenziale.

“Con il lancio di ProWein Agora, ProWein assume un ruolo di leadership” ha dichiarato il direttore Frank Schindler, spiegando che il programma affronta i cambiamenti del mercato e le sfide che il settore si trova ad affrontare. Le sessioni saranno accessibili senza preregistrazione, seguendo la formula che privilegia chi partecipa con anticipo e pianifica il proprio percorso.

Referendum, Anpi: il 6 marzo maratona su media e social per il No

Referendum, Anpi: il 6 marzo maratona su media e social per il No

Roma, 2 mar. (askanews) – Venerdì 6 marzo, dalle ore 10, in diretta dalla Casa Internazionale delle Donne di Roma, prenderà il via “100 voci per il No” una grande maratona radio tv e social promossa dall’Anpi nazionale per sostenere le ragioni del No al referendum sulla riforma Nordio.

L’iniziativa sarà svolta con la collaborazione di Articolo21, del Comitato della società civile per il No, del Comitato degli Avvocati per il No, del Comitato dei 15 per il No, del Comitato Giusto dire No.

Un’intera giornata di interventi, analisi, testimonianze che vedrà alternarsi ai microfoni artiste e artisti, magistrate e magistrati, giornaliste e giornalisti, sindache e sindaci, docenti universitari, rappresentanti di associazioni e organizzazioni sindacali.

E’ previsto l’intervento di Giovanni Bachelet, Gianfranco Pagliarulo, Rosy Bindi, Edmondo Bruti Liberati, Giuseppe Giulietti, Roberto Gualtieri, Paolo Berizzi, Emilio Ricci, Paolo Fresu, Emiliano Manfredonia, Matteo Lepore, Walter Massa, Armando Spataro, Silvia Albano, Gad Lerner, Vincenzo Vita, Vittorio Di Trapani, Gaetano Azzariti, Paolo Borrometi, Tomaso Montanari, Salvatore Borsellino, Alfredo Morvillo, Lorenza Ghidini, Chiara Gabrielli, Christian Ferrari, Benedetta Tobagi, Roberto Zaccaria, Carlo Guglielmi, Marino Sinibaldi, Maura Cossutta, Massimo Villone, Alfiero Grandi.

Mondi diversi – cultura, giustizia, informazione, istituzioni, associazionismo – uniti nella difesa dei principi costituzionali.

La maratona sarà trasmessa dal vivo sul canale YouTube dell’Anpi nazionale https://m.youtube.com/@anpinazionalePartigiani, sui profili Facebook Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Anpi e Patria Indipendente, su www.collettiva.it, sui canali delle associazioni e organizzazioni sindacali partecipanti, sulle frequenze FM e web di varie radio, in streaming su www.RadioCom.tv e tramite le sue app per smartphone e PC. A condurre in studio la maratona saranno Altero Frigerio, Filippo Giuffrida Répaci, Roberta Lisi, Natalia Marino.

“100 voci per il No vuole essere uno spazio aperto di informazione, per approfondire i contenuti della riforma e offrire efficaci strumenti di comprensione ai cittadini e alle cittadine. Un’iniziativa collettiva e unitaria che mette al centro la Costituzione, il pluralismo e la partecipazione. Per un No consapevole e responsabile”.

In Lidl Italia arriva nuovo ceo Brandenburger: accelererà svuluppo insegna

In Lidl Italia arriva nuovo ceo Brandenburger: accelererà svuluppo insegna

Milano, 2 mar. (askanews) – Lidl ufficializza la nomina di Martin Brandenburger a ceo dell’insegna nel nostro Paese. Brandenburger prende il posto di Massimiliano Silvestri, che a novembre aveva lasciato la carica di amministratore delegato di Lidl Italia dopo 6 anni e 24 in azienda.

“Assumo la guida di Lidl Italia con grande determinazione e sguardo rivolto al futuro – dichiara Brandenburger – Questa azienda ha costruito una storia straordinaria, ma il nostro obiettivo oggi è scrivere un nuovo capitolo, ancora più ambizioso. Non ci limiteremo a gestire il presente: vogliamo accelerare il nostro percorso di innovazione per definire i nuovi standard della distribuzione in Italia. La nostra sfida sarà quella di evolvere il modello di business ponendo al centro le persone, la sostenibilità e la valorizzazione del made in Italy, che porteremo con ancora più forza sui mercati internazionali. Insieme a una squadra di oltre 23.000 collaboratori, siamo pronti a cogliere le nuove opportunità del mercato con coraggio e visione strategica”.

Nel suo nuovo ruolo, spiega una nota, Brandenburger avrà il compito di imprimere una forte accelerazione al percorso di sviluppo dell’insegna che ha da poco toccato il traguardo degli 800 punti vendita, rafforzando il posizionamento di Lidl non solo come punto di riferimento per la spesa, ma come motore innovativo per l’economia del Paese e per l’export del made in Italy.

Martin Brandenburger ha ricoperto per 4 anni il ruolo di Ceo di Lidl in Grecia e a Cipro, delineando la traiettoria di entrambi i mercati grazie a un pensiero strategico e a una visione chiara. Vanta una dinamica carriera di 18 anni in Lidl, dove ha ricoperto diverse posizioni strategiche in vari Paesi europei, tra cui Croazia, Svizzera, Italia e Malta, oltre ad aver consolidato le sue competenze in ambito logistico presso la casa madre.

L’azienda inoltre comunica il passaggio di Sebastiano Sacilotto, attuale chief people officer, a Chief operations officer, ruolo precedentemente ricoperto da Roberto Eretta che, in un’ottica di sviluppo professionale, andrà a svolgere la stessa funzione presso Lidl Gran Bretagna. Marco Monego subentra come nuovo chief people officer, carica sinora ricoperta in Lidl Germania. Infine, il ruolo di chief merchandising officer viene affidato a Maria Lovecchio.

Obesità, tra consapevolezza e percezione di sé: edulcoranti alleati

Obesità, tra consapevolezza e percezione di sé: edulcoranti alleati

Milano, 2 mar. (askanews) – L’obesità in Italia non è più un tabù estetico, ma una patologia riconosciuta per legge (primato mondiale). E anche gli italiani si dimostrano preparati e con le idee chiare: 3 su 4 riconoscono obesità e sovrappeso come gravi rischi per la salute e la maggioranza della popolazione è consapevole delle cause e dei principali strumenti di prevenzione. Eppure, esiste un evidente divario tra consapevolezza generale e percezione di sé di fronte alla bilancia: sebbene l’8,9% degli intervistati risulta clinicamente obeso (BMI – Indice di Massa Corporea, dall’inglese Body Mass Index), solo il 2,7% si definisce tale. A dirlo è un’indagine di AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food (condotta su un campione di oltre 1.000 connazionali di età compresa tra i 18 e i 70 anni) che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità (4 marzo), pone l’accento sull’importanza di saper riconoscere questa patologia, promuovendo un corretto stile di vita e il ruolo che gli edulcoranti possono giocare – all’interno di una dieta sana ed equilibrata – nel ridurre l’intake di zuccheri.

“L’obesità – spiega Luca Piretta, medico gastroenterologo, nutrizionista e professore di allergie e intolleranze alimentari presso l’Università Campus Bio Medico di Roma – è una patologia cronica che richiede un approccio multidimensionale. Non basta guardare a fattori metabolici, genetici e psicologici. Sono determinanti anche le scelte alimentari sane ed uno stile di vita attivo. E in questo contesto i dolcificanti possono essere un valido aiuto non solo per ridurre l’intake giornaliero di zuccheri e l’apporto calorico, ma anche per soddisfare il desiderio di dolce senza alterare i livelli di glucosio nel sangue”.

Secondo l’Italian Barometer Obesity Report 2025 negli ultimi decenni l’obesità si è trasformata da problema individuale a emergenza sanitaria globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce una pandemia non trasmissibile, che interessa oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Anche in Italia il trend è in costante crescita: oggi l’obesità colpisce il 12% della popolazione adulta, pari a oltre 6 milioni di individui, mentre il 47% degli adulti italiani risulta in eccesso di peso. Rispetto al 2003, il numero di persone con obesità è aumentato del 38%, con una crescita particolarmente marcata tra i giovani adulti. Malgrado ciò, lo studio AstraRicerche per il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food evidenzia una distorsione della percezione individuale.

A sottostimare il proprio peso è il 17,7% degli intervistati, con picchi tra gli uomini (26%, in particolare Gen X e Baby Boomers) e tra chi risulta obeso secondo il BMI (ben 73%). Al contrario, la sovrastima del proprio peso è un fenomeno che riguarda più le donne (17% contro una media del 9,9%) e chi risulta sottopeso secondo il BMI (72%). In generale, quando parliamo di obesità, gli italiani la identificano correttamente come una condizione multifattoriale. Tra le principali cause vengono annoverate la sedentarietà (citata dal 66,6% del campione), un’alimentazione ipercalorica (56,4%) e l’eccesso di zuccheri (55,9%) e grassi (52,6%). Accanto a questi emergono anche i fattori ormonali (48,8%), lo stress (38,5%, in particolare donne e giovani delle Gen Z e Millennials) e la predisposizione genetica (35,8%). Gli aspetti psicologici (26,1%, che salgono però a 37% tra le Gen Z e a 48% tra le donne della Gen Z) e i problemi del sonno (19,7%) sono presenti, ma meno.

Per contrastare il problema, la ricetta degli italiani resta lo stile di vita: mangiare sano (63%), muoversi di più (62,8%) e svolgere attività fisica regolare (62,2%) sono le strategie indicate da più di 6 italiani su 10. Gli edulcoranti vengono promossi come alleati funzionali: la maggioranza sa che possono essere usati a casa al posto dello zucchero (70%) e che rappresentano uno strumento utile per ridurre l’assunzione calorica (59,2%). Oltre metà del campione riconosce anche il loro ruolo nel supportare le linee guida nutrizionali sulla riduzione degli zuccheri (51,8%) e nel controllo della glicemia (51,2%). Secondo l’indagine di AstraRicerche, gli edulcoranti sono utilizzati da oltre un terzo degli italiani (36,6%, specie tra la Gen Z e i Millennials). L’uso in famiglia è diffuso soprattutto tra adulti ed è spesso personale (60,4%). Gli edulcoranti entrano nella routine non come soluzione occasionale ma come sostituto abituale dello zucchero.

Perché si usano. Le motivazioni sono fortemente legate alla salute: limitare l’assunzione di calorie (45,6%, soprattutto per le donne), gestione del peso (41,4%, uomini e giovani) e gestione del diabete (32,6%). Il gusto è un driver secondario citato dal 21,3% (28% tra i Millennials).

Cosa si sceglie. La stevia emerge come scelta principale (44,9%, in particolare donne), seguita da aspartame (23%, scelto soprattutto dagli uomini e dai Baby Boomers) e saccarina (17,9%). L’eritritolo guadagna terreno tra i più giovani (17,1%, GenZ e Millennials). Non emerge un formato nettamente prevalente: il 34,5% sceglie il formato liquido, in gocce (specie le donne e i giovani della Gen Z e Millennials), il 32,3% quello in polvere (uomini e Gen Z), il 28,3% le bustine singole (uso crescente con l’età) e il 20,9% le compresse (donne e Baby Boomers).

Come si usano. L’uso degli edulcoranti è diffuso soprattutto nel caffè (76,5%), seguito dalle bevande calde (44,1%): in entrambi i casi l’uso è più femminile e crescente con l’età. I giovani amano sperimentarli anche nella preparazione di dolci (31% Gen Z, rispetto alla media del 21,8%), ma anche per dolcificare yogurt (29% Gen Z vs media 19,3%), cereali (22% tra i Millennials vs media 14,2%,) e frullati (15% tra gli uomini della Gen Z vs media 9,1%).

Luca Piretta ha sviluppato con il Gruppo Edulcoranti di Unione Italiana Food un set di consigli pratici su come combattere l’obesità (anche con l’aiuto dei dolcificanti) attraverso una dieta sana e bilanciata e stili di vita salutari: 1) Adozione di un’alimentazione equilibrata e ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre per sviluppare un microbiota intestinale più in linea con un soggetto magro. 2)Attività fisica regolare tra cui camminare, correre, andare in bicicletta o nuotare (almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa ogni settimana). 3) Rispettare i tempi dei pasti (crononutrizione) e quindi i ritmi del nostro orologio biologico per supportare la prevenzione dell’obesità. Per esempio, saltare la prima colazione è un fattore di rischio. 4) Mantenere il consumo di zuccheri semplici sotto il 15% delle calorie totali giornaliere. Nell’ambito di una strategia nutrizionale più ampia possono svolgere un ruolo utile in tal senso gli edulcoranti, perché consentono di dolcificare un alimento o una bevanda senza apportare calorie e senza rinunciare alla piacevolezza del gusto. 5) Non sottovalutare il sonno sia per chi è in sovrappeso che per chi non lo è. Dormire tra le 7 e le 9 ore a notte è fondamentale, in quanto la mancanza di sonno può influire negativamente su regolazione dell’appetito e scelte alimentari. 6) Monitoraggio del comportamento alimentare, del peso e dello stato emotivo, coadiuvato dalla consulenza professionale (es. nutrizionista, psicologo).

Cia: subito tavolo nazionale per salvare filiera italiana zucchero

Cia: subito tavolo nazionale per salvare filiera italiana zucchero

Roma, 2 mar. (askanews) – Aprire subito un tavolo nazionale con tutti gli attori del comparto bieticolo-saccarifero per definire un piano straordinario di rilancio della produzione di zucchero 100% italiano. È la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani, che sottolinea come la situazione critica della filiera imponga un confronto urgente con le istituzioni per individuare soluzioni condivise.

Negli ultimi vent’anni, infatti, l’Italia ha progressivamente smantellato uno dei suoi comparti storici. Prima della disastrosa riforma dell’OCM Zucchero del 2006, il Paese contava oltre 250.000 ettari coltivati a barbabietola, 19 zuccherifici attivi lungo la penisola e una produzione superiore a 1,5 milioni di tonnellate, che garantiva la piena autosufficienza nazionale. Oggi le superfici si sono ridotte a meno di 19.000 ettari complessivi e l’import copre circa l’80% del fabbisogno interno.

Non solo. Ora, ricorda Cia, con la decisione di Coprob Italia di sospendere per il 2026 il funzionamento dello stabilimento di Pontelongo, nel Padovano, resta un unico zuccherificio attivo e operativo in Italia: quello di Minerbio, in Emilia-Romagna. Per Cia, si tratta di un brutto colpo in uno degli ultimi importanti areali di produzione – il Veneto con circa 4.000 ettari – che mette in pericolo centinaia di posti di lavoro, diventando al contempo l’emblema della crisi del settore e del rischio di vedere la parola fine alla produzione di zucchero in Italia.

Eppure, la barbabietola resta una coltura strategica per l’economia di diversi territori e per l’equilibrio agronomico delle aziende, grazie al suo ruolo nelle rotazioni e nella fertilità dei suoli. A pesare, nel tempo, dinamiche globali aggressive sui prezzi, aumento dei costi energetici, regole europee stringenti sui fitosanitari e concorrenza extra-Ue senza reali condizioni di reciprocità.

Secondo Cia, però, ormai non è più tempo di interventi tampone o di gestione dell’emergenza. È necessario un confronto che coinvolga agricoltori, industria di trasformazione e istituzioni, per costruire una prospettiva credibile di rilancio. Serve una strategia strutturale: misure settoriali nazionali e regionali, regole uguali per l’import e investimenti in innovazione, anche a partire dalle Tecniche di evoluzione assistita.

“Non possiamo permettere che l’Italia esca definitivamente dalla produzione di zucchero – dichiara il presidente nazionale, Cristiano Fini – Chiediamo al governo di convocare con urgenza un tavolo di filiera per salvaguardare un comparto che significa lavoro, sostenibilità e tradizione agricola”.

Barilla al fianco di Dynamo Camp per raccolta fondi Biscotti di felicità

Barilla al fianco di Dynamo Camp per raccolta fondi Biscotti di felicità

Milano, 2 mar. (askanews) – Barilla sarà al fianco di Dynamo Camp per la raccolta fondi Biscotti di felicità. Si tratta del primo evento di piazza nazionale di Dynamo, uno dei primi centri italiani di terapia ricreativa per bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, che toccherà 18 regioni e oltre 100 piazze italiane il 14 e il 15 marzo. Ad accompagnare lo staff della Fondazione ci saranno 3.000 volontari, tra cui alcuni dipendenti del gruppo di Parma, che distribuiranno 40mila biscottiere in edizione limitata Dynamo contenenti una confezione di Abbracci Mulino Bianco. L’azienda alimentare affianca la Fondazione, con cui collabora dal 2019, contribuendo anche alla copertura di una parte rilevante dei costi dell’iniziativa.

Tramite una donazione, gli aderenti potranno sostenere il progetto, nato per sensibilizzare sul grave isolamento personale, sociale ed economico che vivono molte famiglie con figli affetti da gravi patologie o disabilità, e volto a sostenere i programmi di Dynamo dedicati a bambini, ragazzi e famiglie.

“In Barilla crediamo che il cibo possa essere un potente veicolo di vicinanza e condivisione – ha dichiarato il gruppo – Con ‘Biscotti di felicità’ vogliamo trasformare un gesto semplice, come donare e ricevere un biscotto, in un segno concreto di supporto alle famiglie che affrontano ogni giorno la complessità di una patologia grave. Essere al fianco di Dynamo Camp significa stare vicino a queste famiglie con un aiuto reale e tangibile”.

I volontari Barilla saranno in piazza insieme allo staff di Dynamo per “Biscotti di felicità”, con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere la partecipazione gratuita di famiglie con bambini affetti da patologie gravi o croniche ai programmi di Dynamo Camp.

Afidop: cresce visibilità formaggi Dop-Igp in menu ristoranti

Afidop: cresce visibilità formaggi Dop-Igp in menu ristoranti

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025, rispetto al 2023, è cresciuta del 20% la visibilità dei formaggi Dop-Igp nei menu dei ristoranti italiani e nel 52% dei casi le denominazioni sono citate correttamente. Alcuni formaggi arrivano quasi al 100% di correttezza. E’ il risultato delle ricerca promossa nel 2025 da Afidop per analizzare la presenza e la corretta comunicazione dei formaggi DOP e IGP nei menù online della ristorazione italiana.

Dopo il progetto pilota realizzato nel 2023, che aveva coinvolto un numero limitato di Consorzi associati Afidop (Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Quartirolo Lombardo, Taleggio, Fontina, Montasio e Provolone Valpadana), l’edizione 2025 ha esteso l’indagine a tutti e 22 i Consorzi DOP e IGP aderenti ad Afidop, offrendo una visione completa dell’universo delle Indicazioni Geografiche tutelate dall’Associazione.

L’analisi online 2025 ha rilevato la presenza di almeno una delle denominazioni oggetto di studio in 2.630 locali, pari al 24,4% del panel analizzato. Il dato è sostanzialmente in linea con l’indagine del 2023 (25,3%), ma assume un particolare rilievo considerando l’ampliamento del numero di denominazioni analizzate, che oggi comprende sia formaggi DOP sia IGP. Nel complesso sono stati individuati 8.058 contenuti, con una crescita significativa della media di riscontri per locale, passando da 2,56 a 3,06 (+20%), a conferma di una maggiore visibilità delle Indicazioni Geografiche nei menù online.

Come già emerso nel 2023, le denominazioni tutelate sono presenti in tutte le province italiane. Firenze e Bologna si confermano ai primi posti per numero di menù che riportano formaggi DOP e IGP. Tra i formaggi DOP, le denominazioni più diffuse restano Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana e Gorgonzola, che insieme rappresentano il 78% dei contenuti rilevati. L’analisi si è però concentrata anche sulla correttezza delle citazioni. In questo ambito emerge un dato significativo: il Gorgonzola registra il più alto livello di attenzione, con il 33,8% delle citazioni pienamente conformi ai disciplinari. Seguono Parmigiano Reggiano (15,4%) e Grana Padano (11,3%).

Alcune denominazioni risultano citate sempre in modo accurato, tra cui Asiago, Caciocavallo Silano, Fontina, Montasio, Piave, Strachitunt, Salva Cremasco e Taleggio. In particolare, il Gorgonzola raggiunge il 99% di correttezza, seguito da Pecorino Romano e Bitto (entrambi al 94%). Nel complesso, la corretta adesione ai disciplinari di produzione è stata riscontrata nel 52% dei casi, con un miglioramento rispetto al 2023.

Per le denominazioni già incluse nello studio del 2023, si osserva un miglioramento generalizzato nella precisione delle citazioni. Il Gorgonzola passa dal 94% al 99%, il Parmigiano Reggiano dal 23% al 37% e il Grana Padano dal 22% al 29%. Restano tuttavia alcune criticità, soprattutto nella citazione di denominazioni più articolate o molto note, che tendono a essere abbreviate o utilizzate in modo generico. Un segnale positivo riguarda l’aumento dell’utilizzo dell’acronimo DOP nei menù online, mentre l’indicazione della stagionatura resta una pratica ancora limitata, ma in crescita rispetto al 2023.

Gruppo Sparkasse e Consorzi Agrari a sostegno imprese agricole

Gruppo Sparkasse e Consorzi Agrari a sostegno imprese agricole

Roma, 2 mar. (askanews) – Accordo tra il Gruppo Sparkasse e Consorzi Agrari d’Italia per sostenere le imprese agricole italiane. Sparkasse è il primo gruppo bancario indipendente con sede nel Nord Est, composto da Sparkasse-Cassa di Risparmio di Bolzano e CiviBank-Banca di Cividale e l’intesa ha l’obiettivo di garantire agli agricoltori liquidità e supporto per l’accesso ai mezzi tecnici, ai servizi (tra cui mangimi, impiantistica, sistemi di irrigazione e soluzioni per l’agricoltura di precisione), nonché di favorire l’innovazione tecnologica e la transizione energetica. Tutto a condizioni agevolate e con modalità di rientro in linea con i flussi di cassa e con i tempi propri dell’agricoltura.

Grazie a “Risultato Sicuro”, la storica iniziativa di CAI che, dal 2022 al 2025, ha permesso di concedere fidi a tasso zero per oltre 157 milioni di euro per un risparmio complessivo che si può stimare attorno ai 6 milioni di euro di interessi, le aziende agricole, clienti del Gruppo Sparkasse, potranno attingere a un plafond dedicato e programmare annualmente gli acquisti di mezzi tecnici.

Risultato Sicuro è infatti un servizio di credito a tasso zero, esclusivo della rete Consorzi Agrari d’Italia, al quale ha aderito il Gruppo Sparkasse per la gestione delle forniture agricole. “Il finanziamento è valido per acquisti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e CAI si farà carico della quota interessi e delle commissioni sul fido, a partire dall’apertura del rapporto fino al 31 dicembre 2026”, spiega Andrea Galliazzo, Responsabile Prodotti Finanziari per i clienti di Cai.

Istat: nel 2025 Pil a +0,5%, deficit-Pil cala al 3,1%

Istat: nel 2025 Pil a +0,5%, deficit-Pil cala al 3,1%

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat rivedendo al ribasso la precedente stima, diffusa il 30 gennaio, che dava una crescita a +0,7%.

Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,1%, a fronte del -3,4 % nel 2024. Ad ottobre scorso, nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, il governo prevedeva di raggiungere il 3,0%. Un’eventuale discesa sotto il 3% permetterebbe all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo.

Il debito è salito al 137,1% dal 134,7% del 2024. Il saldo primario è positivo e pari a 16.860 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil pari a +0,7% da +0,5% del 2024, soprattutto per la forte crescita delle entrate (+46,5 miliardi). Il saldo di parte corrente è anch’esso positivo e pari a 48.576 milioni di euro in miglioramento rispetto al 2024 (era 36.218 milioni). Questo risultato rispecchia una crescita delle entrate correnti (+41,8 miliardi) più sostenuta di quella delle uscite correnti (+29,4 miliardi).

Dal lato della domanda interna si è registrato un incremento in volume del 3,5% degli investimenti fissi lordi e dello 0,9% dei consumi finali nazionali rispetto al 2024. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le importazioni di beni e servizi sono salite del 3,6% e le esportazioni dell’1,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil in volume per 1,5 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta e della variazione delle scorte sono stati negativi per 0,7 e 0,2 punti rispettivamente.

Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume dello 0,3% nell’industria in senso stretto, del 2,4% nelle costruzioni e dello 0,3% nelle attività dei servizi, mentre si è registrata una lieve flessione dello 0,1% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

Nel 2025 la pressione fiscale complessiva è risultata pari al 43,1%, in aumento rispetto all’anno precedente (era 42,4%), per effetto di una crescita delle entrate fiscali e contributive (+4,2%) superiore a quella del Pil a prezzi correnti (+2,5%). “La pressione fiscale è aumentata di 0,7 punti percentuali”, ha spiegato l’Istituto.

Il Conto consolidato delle Amministrazioni pubbliche sarà trasmesso all’autorità statistica europea, come da Regolamento, entro il 31 marzo. Il conto – ha spiegato l’Istat – è suscettibile di modifiche a conclusione del processo di notifica per deficit eccessivo, il 21 aprile 2026, se dovessero essere disponibili informazioni più aggiornate.