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Tag: Sanremo 2023

L’esercito iraniano sostiene di aver ucciso oltre 100 marines Usa nella base di Dubai

L’esercito iraniano sostiene di aver ucciso oltre 100 marines Usa nella base di Dubai

Roma, 4 mar. (askanews) – L’Iran sostiene che almeno 100 marines statunitensi sarebbero stati uccisi in un attacco iraniano a una base statunitense a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha dichiarato il quartier generale del comando militare iraniano.

“C’erano circa 160 Marines di stanza nella base statunitense di Dubai. Secondo le informazioni ricevute, a seguito dell’attacco con droni e missili a questa base, gli Stati Uniti hanno perso più di 100 Marines”, si legge nella dichiarazione del comando, come riportato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.

Alcuni media iraniani parlano di quaranta militari americani uccisi. Non vi è al momento alcuna conferma o riscontro da fonti non iraniane.

Aifo: dai frantoi partirà il rilancio della filiera olivicola

Aifo: dai frantoi partirà il rilancio della filiera olivicola

Roma, 4 mar. (askanews) – Si chiude con un bilancio positivo la partecipazione di Aifo, Associazione Italiana Frantoiani Oleari, a Sol Expo – Full Olive Experience 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’intera filiera dell’olio di oliva. Tre giornate intense di incontri, confronto e dialogo. La partecipazione rientrava nel Programma Operativo 2026 di Italia Olivicola, sostenuto dal Regolamento (UE) 2021/2115, a conferma dell’impegno nel promuovere qualità, innovazione e valorizzazione delle produzioni certificate.

Durante la manifestazione, Aifo ha incontrato frantoiani, operatori della filiera, buyer, stakeholder istituzionali e rappresentanti del mondo associativo, consolidando relazioni e aprendo nuove prospettive di collaborazione. “Particolarmente significativo – spiega Aifo in una nota – è stato il momento di incontro e confronto con il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra, occasione utile per ribadire il ruolo centrale dei frantoi nella trasformazione olearia italiana e la necessità di continuare a investire in ammodernamento tecnologico, qualità e valorizzazione delle produzioni”.

“Sol Expo si conferma un momento importante per il nostro settore – dichiara il presidente Alberto Amoroso – I frantoi rappresentano il cuore della trasformazione olearia italiana e devono essere sempre più protagonisti nei processi di innovazione e valorizzazione della qualità. Il confronto avviato in questi giorni, anche con il sottosegretario La Pietra, dimostra che la filiera ha la volontà di fare sistema e di costruire una rappresentanza forte, capace di dialogare con le istituzioni e di sostenere concretamente le imprese”.

L’edizione 2026 della fiera ha messo al centro temi strategici come l’ammodernamento tecnologico dei frantoi, la sostenibilità ambientale dei processi produttivi e la crescente attenzione del mercato verso qualità certificata e tracciabilità. “Il futuro dell’olio extravergine italiano – conclude Amoroso – si costruisce partendo dai frantoi, investendo in competenze, tecnologia e capacità di fare squadra”.

Ddl Antisemitismo, passa il testo della maggioranza. Pd si divide

Ddl Antisemitismo, passa il testo della maggioranza. Pd si divide

Milano, 4 mar. (askanews) – Passa in Senato, il ddl antisemitismo. E passa nella versione voluta dalla maggioranza, senza alcuna delle modifiche chieste da una parte delle opposizioni. Ecco allora che a favore si esprimono il centrodestra, con i senatori di Italia Viva e Azione; contrari M5s e AVS; si astiene il Pd, che però registra il voto favorevole di 6 suoi esponenti. Il risultato finale è di 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astenuti, con il testo che viene trasmesso alla Camera.

Resta dunque la definizione di antisemitismo adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), citata nell’articolo 1 e contestata dal centrosinistra che chiedeva di sostituirla con la meno controversa Dichiarazione di Gerusalemme. E non viene espressamente chiarito che criticare le azioni del governo di Israele non costituisce atto di antisemitismo, come chiedevano diversi emendamenti. “Abbiamo fatto tre proposte semplici, se una sola fosse stata accolta avreste avuto l’unanimità del Parlamento”, ha affermato in Aula il capogruppo Dem Francesco Boccia, annunciando l’astensione. Votano invece a favore i “riformisti” del Pd: Graziano Delrio, Filippo Sensi, Walter Verini, Pier Ferdinando Casini, Sandra Zampa e Alfredo Bazoli; Simona Malpezzi avrebbe votato anche lei sì, ma è in India. A spiegare la scelta è Delrio: “Votiamo a favore, non in contestazione e in dissociazione dal nostro partito, ma perché crediamo che questo provvedimento rompa un silenzio e una timidezza nella cultura democratica del Paese, che non ha discusso abbastanza di questa emergenza e di questo problema”.

Contro le opposizioni si scaglia Ester Mieli, che svolge per Fdi la dichiarazione di voto: “Come fate ad astenervi e a votare contro? Tutto questo si chiama indifferenza: l’indifferenza di chi fischietta e aspetta che passi il tempo. E c’è anche un po’ di ipocrisia. La verità è che tutto è chiaro: dove state voi e dove stiamo noi, chiamati a delle responsabilità”.

Marco Bussone eletto nuovo presidente di Aiel-Cia

Marco Bussone eletto nuovo presidente di Aiel-Cia

Roma, 4 mar. (askanews) – Marco Bussone è stato eletto nuovo presidente di Aiel – Associazione italiana energie agroforestali nel corso dell’assemblea straordinaria e ordinaria dei soci, riunitasi oggi nella sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (Padova). L’assemblea ha inoltre approvato il Piano programmatico 2026-2029 e rinnovato il Consiglio Direttivo e gli altri organi associativi.

Giornalista professionista, laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino, Bussone è presidente di UNCEM – Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani dal 2018. Nel suo percorso ha maturato una consolidata esperienza lavorando sui temi dello sviluppo territoriale, della gestione sostenibile delle risorse forestali, delle energie rinnovabili e del dialogo istituzionale a livello locale, nazionale ed europeo.

La sua elezione avviene in una fase di evoluzione normativa e di trasformazione del mercato, in cui la filiera foresta-legno-energia è chiamata a rafforzare il proprio ruolo nel percorso di decarbonizzazione e nelle politiche per la qualità dell’aria. “La filiera legno-energia non è un settore marginale – ha detto – è parte dell’economia reale della montagna e delle aree interne, è presidio ambientale, è gestione attiva del bosco, è prevenzione del dissesto idrogeologico. Ma è anche la risposta alla Strategia forestale nazionale di fronte alle crisi che continuano a minacciare la sicurezza energetica nazionale. L’economia del bosco è una priorità che riguarda l’intero Paese”.

Nel suo intervento, Bussone ha indicato le priorità della nuova governance associativa: stabilità normativa e fiscale per dare certezze alle imprese, rafforzamento della qualità e della trasparenza del mercato, sviluppo della filiera nazionale dei biocombustibili legnosi, pieno riconoscimento delle bioenergie nei piani energetici per il raggiungimento delle quote d’obbligo di energia da fonti rinnovabili.

“Alle aziende serve un quadro regolatorio chiaro, stabile e coerente – ha proseguito – che valorizzi chi investe in innovazione e qualità. Il nostro obiettivo sarà garantire stabilità normativa e certezza fiscale, rafforzare la qualità e la trasparenza del mercato e sostenere lo sviluppo della filiera nazionale, valorizzando il contributo delle biomasse legnose nel raggiungimento degli obiettivi energetici e ambientali italiani ed europei”.

Il 5 marzo Ue torna a discutere il divieto del ‘meat sounding’

Il 5 marzo Ue torna a discutere il divieto del ‘meat sounding’

Roma, 4 mar. (askanews) – Il 5 marzo durante i negoziati trilaterali tra Commissione, Parlamento e Consiglio l’Europa tornerà a discutere il divieto del ‘meat sounding’. I decisori europei torneranno a esaminare la possibilità di vietare termini come “bacon” e “burger” per i prodotti plant-based. La proposta, presentata dall’eurodeputata francese Céline Imart, riprende un’iniziativa analoga già respinta dal Parlamento europeo nel 2020. Nel 2025, tuttavia, l’Europarlamento si è espresso a favore di restrizioni in materia, ma un approccio restrittivo all’etichettatura dei prodotti vegetali potrebbe incidere sullo sviluppo del settore delle proteine alternative, che in Italia potrebbe generare fino a 10 miliardi di euro di valore aggiunto entro il 2040.

Il dossier sarà oggetto di confronto tra Commissione, Parlamento e Consiglio nei negoziati trilaterali dopo che a dicembre non era stato possibile raggiungere un’intesa su un testo comune. I decisori politici potrebbero arrivare a vietare una lunga lista di termini tra cui alcuni comunemente usati per i prodotti vegetali, come ‘burger’ e ‘salsiccia’.

Secondo una recente analisi realizzata dalla società di consulenza Systemiq, con il supporto del Good Food Institute Europe, che le proteine alternative potrebbero invece diventare tra i principali motori dell’innovazione industriale europea. Secondo il rapporto, con un sostegno moderato, il settore potrebbe generare entro il 2040 fino a 10 miliardi di euro di valore aggiunto per l’economia italiana, creare oltre 30.000 posti di lavoro e rafforzare il posizionamento del Paese come hub strategico della bioproduzione in Europa. L’espansione del mercato dei prodotti vegetali alternativi a carne e latticini potrebbe inoltre più che raddoppiare la domanda europea di colture proteiche come piselli, fave, lenticchie e ceci, offrendo nuove opportunità di diversificazione agli agricoltori.

L’analisi sottolinea anche l’importanza di evitare restrizioni alle denominazioni dei prodotti vegetali e di adottare una terminologia condivisa, in grado di rafforzare la riconoscibilità e la fiducia dei consumatori. Alex Holst, vice responsabile delle relazioni istituzionali presso GFI Europe, ha dichiarato: “Limitare l’uso di termini familiari come “burger” significherebbe trattare i consumatori come se non sapessero distinguere ciò che acquistano. I dati dimostrano il contrario: queste denominazioni sono ormai parte del linguaggio comune e non generano confusione”.

LegaCoop: con guerra Golfo export a rischio e costi alle stelle

LegaCoop: con guerra Golfo export a rischio e costi alle stelle

Roma, 4 mar. (askanews) – La nuova guerra nel Golfo scatenata da Usa e Israele all’Iran “proietta ombre pesanti su comparti chiave dell’export made in Italy e riaccende il dossier della sicurezza alimentare nazionale”. L’allarme arriva da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, che fotografa una situazione di estrema fragilità per le filiere nazionali, già provate da anni di instabilità globale. “Siamo di fronte a un nuovo scenario di guerra che già drena risorse alle nostre cooperative – dichiara Cristian Maretti – L’incremento dei costi energetici e di alcuni fattori di produzione quali i concimi sono una tassa occulta sulla produzione, ma è sul fronte dei trasporti che la situazione sta diventando critica. Prodotti simbolo del nostro export, come kiwi e mele, che stavamo spedendo con successo verso i mercati orientali, oggi non possono più raggiungere tali mercati oppure subiscono rallentamenti non sopportabili a lungo termine per la natura dei prodotti facilmente deperibili oltre a rincari insostenibili dei costi delle tratte marittime. Raggiungere certi mercati è diventata un’impresa non solo logistica, ma anche economica”.

C’è da dire che “occorre evidenziare il danno immediato determinato dai numerosi container già imbarcati e in transito che attualmente non possono raggiungere le destinazioni nei tempi previsti con danno economico dovuto alla perdita del valore del prodotto oltre all’elevato costo della logistica”. Questo perché “il blocco o il rallentamento delle rotte attraverso il Golfo costringe le navi a percorsi più lunghi e costosi, con il rischio concreto di perdere fette di mercato faticosamente conquistate a favore di competitor geograficamente più avvantaggiati”.

Ma la preoccupazione di Legacoop Agroalimentare va oltre la contingenza economica dell’export. Maretti invoca una visione di sistema che l’Europa e l’Italia non possono più rimandare: la capacità di garantire cibo alla popolazione anche in scenari di crisi prolungata. “Questa crisi ci ricorda, brutalmente, che la sicurezza alimentare non può essere data per scontata – sottolinea Maretti – È necessario quello che definisco un ‘pensiero lungo’: non possiamo limitarci a gestire l’emergenza quotidiana. L’Italia deve dotarsi di adeguate riserve strategiche alimentari. Serve una pianificazione seria che metta al riparo le filiere e i consumatori dai ricatti dei mercati energetici e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali”.

Secondo Legacoop Agroalimentare, il concetto di sovranità alimentare deve tradursi in azioni concrete: stoccaggio, tutela delle produzioni interne e una logistica che non sia totalmente dipendente dai capricci dei corridoi internazionali in aree di guerra. “Il cibo è un asset strategico quanto il gas e l’elettricità – conclude Maretti – Senza una strategia sulle riserve e un sostegno immediato alle imprese che esportano, rischiamo di pagare un prezzo altissimo in termini di tenuta sociale ed economica”.

Dagli ori olimpici alla tavola: Brignone socia dei ristoranti Miscusi

Dagli ori olimpici alla tavola: Brignone socia dei ristoranti Miscusi

Milano, 4 mar. (askanews) – Dalla straordinaria impresa dei due ori alle recenti olimpiadi di Milano-Cortina alla ristorazione. Federica Brignone investe nella catena della ristorazione Miscusi, che ha fatto della pasta fresca il suo punto di forza. La campionessa olimpica, infatti, è entrata in Miscusi come socia e sport ambassador, rafforzando, spiega l’azienda di food retail, “il posizionamento del brand come promotore di uno stile di vita sano, attivo e consapevole”.

Non si tratta, dunque, di una collaborazione, ma di un ingresso diretto nella società di cui l’atleta non ha voluto rendere nota la quota, e che, spiegano, nasce “da una visione condivisa: riportare la pasta al centro di una narrazione moderna dell’energia, lontana da estremismi e mode alimentari, e fondata su equilibrio, qualità e movimento”.

Miscusi è la catena di ristoranti fondata nel 2017 da Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese che propone piatti di pasta realizzati freschi nel pastificio presente in ogni locale. Oggi conta su oltre 20 ristoranti lungo tutto lo Stivale con un fatturato al 2025 di 16 milioni e un Ebitda di 1,5 milioni di ebitda 2025. Alla fine del prossimo anno la società punta a raggiungere un Ebitda di 4 milioni e rafforzare la crescita in Italia.

“L’alimentazione è parte del mio lavoro tanto quanto l’allenamento – commenta Federica Brignone – La pasta è sempre stata una presenza naturale nella mia dieta: mi dà energia, mi aiuta nel recupero e mi permette di affrontare carichi intensi con continuità. Entrare in Miscusi come socia significa sostenere un progetto che mette al centro il benessere delle persone, che punta a diffondere uno stile di vita mediterraneo fatto di valori in cui credo. Mangiare bene non è una rinuncia, è una scelta di forza. Eat pasta, ski fasta!”

“Federica incarna perfettamente il nostro modo di intendere lo sport e l’alimentazione – dichiara Alberto Cartasegna, Ceo e co-founder di Miscusi – Le sue vittorie raccontano disciplina, metodo e consapevolezza: gli stessi valori che vogliamo portare nel mondo della ristorazione con la nostra pasta. Il suo ingresso in società rafforza il nostro impegno nel promuovere un’alimentazione equilibrata, capace di sostenere performance e benessere quotidiano”.

In un mercato sempre più influenzato dalle mode alimentari, Miscusi con questa operazione punta a consolidare il proprio posizionamento nel dialogo tra sport, nutrizione e cultura alimentare italiana, scegliendo una voce credibile per raccontare il ruolo dei carboidrati nella dieta di tutti i giorni.

Agea presenta ad Avezzano la nuova assistente virtuale

Agea presenta ad Avezzano la nuova assistente virtuale

Roma, 4 mar. (askanews) – Agea apre in Abruzzo, ad Avezzano, un tour di incontri che toccherà molte regioni, sia di competenza OP Agea sia degli altri Organismi Pagatori Regionali, per presentare un nuovo strumento digitale: l’Assistente Virtuale. L’incontro con gli agricoltori della Marsica è stato organizzato con Coldiretti. La nuova procedura intelligente – Assistente Virtuale – studiata dalla Direzione per la gestione, lo sviluppo e la sicurezza dei sistemi informativi, rappresenta un’evoluzione fondamentale nel rapporto tra i Centri di Assistenza Agricola (CAA) e gli agricoltori.

Il funzionamento è semplice e personalizzato. Da una parte, l’Assistente Virtuale mira ad agevolare la compilazione del fascicolo aziendale attraverso una componente informativa statica, relativa alla normativa di settore: questa funge da base di conoscenza centralizzata e costantemente aggiornata, finalizzata a guidare l’operatore del CAA e l’agricoltore attraverso sia la raccolta sistematica dei regolamenti unionali e nazionali che disciplinano la PAC 2023-2027, sia le istruzioni operative in termini di supporto immediato per la corretta interpretazione delle circolari AGEA per la costituzione e l’aggiornamento del Fascicolo Aziendale.

Durante l’incontro, si è evidenziato che questa procedura consente di ridurre il rischio di errori formali in fase di compilazione. Dall’altra parte, l’Assistente Virtuale garantisce anche una componente dinamica e decisionale che rappresenta il cuore innovativo del sistema, trasformando i dati grezzi in informazioni di business. L’operatore del CAA e l’agricoltore, attraverso interrogazioni dinamiche, sono infatti messi nelle condizioni di avere, in tempo reale, una stima del valore reddituale derivante dalle diverse opzioni di domanda e la sostenibilità economica delle scelte produttive rispetto ai requisiti di ammissibilità degli aiuti unionali.

Il Fascicolo Aziendale diventa così, un vero e proprio strumento di pianificazione economica, visualizzando in anticipo l’impatto dei contributi sul bilancio aziendale.

Cia: da guerra rischio nuova crisi energetica e prezzi

Cia: da guerra rischio nuova crisi energetica e prezzi

Roma, 4 mar. (askanews) – L’ennesima emergenza geopolitica, con la guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, non può trascinare il Paese nel vortice di una nuova crisi energetica e dei prezzi, per una dipendenza da materie prime strategiche che va urgentemente affrontata sia a livello europeo che italiano, a tutela di famiglie e imprese, della tenuta del comparto agricolo e della sicurezza alimentare globale. Il Governo, dunque, riveda subito le sue scelte politiche e cambi passo, a partire dal Dl Bollette. A dirlo, è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, esprimendo preoccupazione per l’escalation di fuoco in Medio Oriente e la stabilità mondiale a repentaglio.

Per Cia ancora una volta, gli eventi mostrano la vulnerabilità italiana rispetto all’approvvigionamento di gas e petrolio e la necessità di mettere concretamente in piedi un modello alternativo che il Dl Bollette “sta di fatto disincentivando, a cominciare dal taglio degli aiuti alle imprese agricole produttrici di biogas”. “Attenzione – aggiunge Fini – il provvedimento è attualmente in Parlamento per la sua conversione in legge e si può invertire la rotta a sostegno dei costi energetici agricoli e della transizione green nazionale. Il Dl Bollette può essere davvero di visione di fronte a un cotesto incerto e che negli ultimi giorni si è ulteriormente e drammaticamente aggravato. Servono misure straordinarie e immediate contro il caro-bollette e a salvaguardia della produttività agricola, di nuovo tragicamente centrale, con i costi energetici (a partire dal gasolio agricolo) che sono tornati inesorabilmente a salire, mettendo ulteriormente a rischio la sostenibilità economica delle imprese. Eppure -aggiunge Fini- il comparto primario resta l’arma di ricatto nei conflitti e non la risorsa vitale per l’umanità intera e per questo da preservare”.

Per lo stesso motivo, il governo deve sollecitare l’Europa per un intervento rapido sulla disponibilità di fertilizzati, che in buona parte transitano da Hormuz, ribadendo un vincolo pericoloso con quelle aree di guerra, come da Russia e Bielorussia. Vista la situazione, poi, “spingere per piani strategici di stoccaggio e pretendere la sospensione immediata del CBAM, il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere applicata sui fertilizzanti, una mannaia sui rincari alle porte”.

L’Italia non molli neanche sul fronte dazi Usa. “Va chiarito che l’alternativa assoluta non può essere esplorare altri mercati -commenta Fini- perché quello statunitense non è sostituibile per vini, formaggi e salumi italiani. Bene ha fatto il Parlamento Ue a bloccare il voto sull’accordo di quote agevolate per l’import di prodotti statunitensi. Dalla Commissione – conclude – l’Italia deve, invece, pretendere di più”.

Chiesa, Delpini: perdono e riconciliazione uniche speranze umanità

Chiesa, Delpini: perdono e riconciliazione uniche speranze umanità

Milano, 4 mar. (askanews) – Si è da poco conclusa nel Duomo di Milano la celebrazione promossa dalla Diocesi per pregare per le vittime di tutte le guerre, secondo quanto proposto dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee). L’iniziativa rientra nel percorso quaresimale denominato “Catena eucaristica” che coinvolge le Chiese europee e vuole essere un’esperienza di comunione e un segno visibile di speranza per l’intero continente.

Alla Messa, presieduta da mons. Carlo Azzimonti, Moderator Curiae, è seguita l’adorazione eucaristica. Nella sua meditazione l’Arcivescovo ha affermato: “I potenti della terra sembrano impegnati a procurarsi e a procurare infelicità ai popoli di tutta la terra e noi siamo qui con la nostra impotenza a intercedere per la pace disarmata ma incapace di essere disarmante”.

“In un momento in cui sembra che tutti siano contro tutti – ha continuato mons. Delpini -, siamo qui a dichiarare l’intenzione di percorrere la via improbabile percorsa da Gesù e cioè di non essere contro nessuno e di vivere a favore di tutti. Si accumulano sulla faccia della terra vittime senza numero, senza nome. La morte è l’unico esito di questo assurdo sperpero di ogni risorsa e i vincitori esibiscono come trofei i volti di quelli che sono riusciti a uccidere, come in epoche barbariche”.

“Ma noi – ha concluso l’Arcivescovo – siamo qui insieme con Gesù a intercedere per tutti e a professare la nostra fede nel Signore che ha vinto la morte e costringerà i nemici a guardarsi in faccia e a riconoscere che l’unica speranza dell’umanità è il perdono, la riconciliazione e la pace. Ecco, a questo ci invita questa catena eucaristica di preghiera per le vittime di tutte le guerre: alla preghiera, alla compassione, alla carità”.

In una breve intervista rilasciata al canale YouTube della Diocesi al termine della celebrazione, mons. Delpini ha poi aggiunto: “I cristiani non si fermano mai al senso di impotenza perché pregano, e pregando non chiedono a Dio di fare quello che loro non riescono a fare, ma chiedono il dono dello Spirito, per intuire quali strade percorrere per reagire a questa situazione sconcertante. Non riusciamo a disarmare nessuno, ma cominceremo a disarmare le nostre parole, come dice il Papa, a guardare negli occhi tutte le persone che incontriamo, per sentirci chiamati a quella fraternità universale che possiamo costruire insieme”.