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Tag: Sanremo 2023

Urso: da domani per i distributori di carburanti scatta l’obbligo di esporre il cartellone con il prezzo medio

Urso: da domani per i distributori di carburanti scatta l’obbligo di esporre il cartellone con il prezzo medioRoma, 31 lug. (askanews) – “Da domani, come previsto nel decreto legge Trasparenza di gennaio, scatta il tabellone sul prezzo medio” dei carburanti. Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, in una conferenza stampa sul caro carburanti. “Da domani ciascun cittadino può verificare quando va a fare benzina se viene sottoposto a un costo superiore a quello medio. Il consumatore potrà accertarsi e scegliere”. “Riteniamo sia possibile così contenere i prezzi e contenere l’aumento qualora ci fosse delle quotazioni internazionali”, ha aggiunto Urso.

Si tratta dell’obbligo di esporre il prezzo medio regionale su rete stradale, per la rete autostradale il prezzo medio nazionale. Il dato verrà comunicato al ministero alle otto del mattino. Sia la rilevazione in aumento sia in diminuzione. Sono previste delle sanzioni sulla base di controlli della Guardia di Finanza. “Nell’ultima settimana c’è stato un aumento del prezzo medio di 4 centesimi in conseguenza degli aumenti dei prezzi internazionali del greggio ma siamo ben lontani da quanto accadeva prima del tetto al prezzo del gas e da domani come previsto nel decreto legge Trasparenza di gennaio scatta il tabellone sul prezzo medio”.

Accordo di collaborazione tra askanews e l’agenzia spagnola Servimedia

Accordo di collaborazione tra askanews e l’agenzia spagnola ServimediaRoma, 31 lug. (askanews) – Operativo, dal 1 agosto 2023, l’accordo di cooperazione, in ambito editoriale, siglato tra l’agenzia di stampa italiana askanews e quella spagnola Servimedia. La partnership prevede lo scambio dei rispettivi contenuti giornalistici tra le due redazioni, con l’obiettivo di stimolare i rapporti bilaterali sul piano politico, economico e culturale, così come di sviluppare nuovi ambiti di collaborazione transnazionale per offrire un effettivo servizio informativo ai cittadini italiani e spagnoli.

Per il direttore responsabile di askanews, Gianni Todini “questa intesa con Servimedia, realtà unica nel panorama dell’informazione primaria a livello internazionale, nasce sulla base di una profonda condivisione di valori e comunione di intenti”. “Askanews – aggiunge il direttore Todini – è stata “la prima agenzia di stampa italiana a dedicare una intera rete esclusivamente al sociale e al non profit, focalizzando la copertura informativa multimediale sulle sfide della persona e delle comunità, della crisi climatica e della sostenibilità, della salute e del welfare, della ricerca e dell’innovazione, della coesione e inclusione, del lavoro e dell’economia civile”. Il direttore generale di Servimedia, José Manuel González Huesa, considera questo accordo tra due media “leader, in Italia e in Spagna, un grande passo avanti per il mondo dell’informazione”. E, ricorda che dal 1989 Servimedia è “il leader del giornalismo sociale in Spagna e un caso unico al mondo in quanto ha più del 60% dei suoi professionisti con disabilità”. Conclude Gonzales Huesa: “l’impegno delle nostre agenzie di stampa viene così riaffermato con questo accordo, che metterà in evidenza le notizie che interessano realmente i cittadini, come la salute, l’istruzione, la casa e l’ambiente, senza dimenticare la politica e l’economia. Questo patto stabilirà un nuovo standard nel panorama dell’informazione europea”.

Vino, il 2 agosto “Novant’anni di bollicine” arriva a Nizza Monferrato

Vino, il 2 agosto “Novant’anni di bollicine” arriva a Nizza MonferratoMilano, 31 lug. (askanews) – Quinta tappa a Nizza Monferrato (Asti) per “Novant’anni di bollicine”, la mostra itinerante del Consorzio Asti Docg, che da mercoledì 2 agosto (inaugurazione alle 18.30) fino al 2 settembre approda negli spazi del Foro Boario Pio Corsi.

L’allestimento, curato da Pier Ottavio Daniele in collaborazione Giancarlo Ferraris, Andrea Triberti, Massimo Branda, Luca Percivalle, Zeta Solution e Designstudio25, “accende i riflettori sull’evoluzione e la crescita socioeconomica della denominazione spumantistica più antica d’Italia che oggi produce 100 milioni di bottiglie, raccontata attraverso le campagne di comunicazione che hanno fatto la storia della pubblicità enoica nel Belpaese”. In esposizione, per un viaggio nel tempo iniziato con la prima tappa lo scorso anno in occasione del novantesimo compleanno del Consorzio, oltre 60 tra manifesti originali, filmati e immagini rare e introvabili delle grandi case spumantiere italiane a partire dalle prime immagini pubblicitarie ai poster di grandi artisti come Leonetto Capiello e Armando Testa passando per i caroselli televisivi in bianco e nero degli anni Cinquanta fino gli spot contemporanei con protagonisti personaggi sportivi e star di Hollywood.

Il tour di “Novant’anni di bollicine” si concluderà alla chiesa di San Giuseppe ad Alba (Cuneo), dal 7 ottobre al 7 dicembre. A Nizza Monferrato la mostra è aperta dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Per le altre giornate è possibile visitare l’allestimento su prenotazione.

Clima, da Enea le mappe delle aree costiere a rischio inondazione

Clima, da Enea le mappe delle aree costiere a rischio inondazioneRoma, 31 lug. (askanews) – Enea ha sviluppato un nuovo servizio in grado di mappare le aree costiere a rischio inondazione per il cambiamento climatico che abbina modelli ad alta risoluzione, tecnologie satellitari e rilievi sul campo. Il nuovo servizio climatico è stato messo a punto da un team di ricercatori composto da climatologi, esperti GIS, oceanografi e geologi ed è stato presentato al XXI Congresso International Union for Quaternary Research (INQUA), una delle più importanti conferenze internazionali sulle scienze del Quaternario che si è svolta di recente a Roma. Ad oggi, sono state completate le mappe di Follonica-Piombino e Marina Di Campo in Toscana, Fertilia-Alghero in Sardegna e Parco Nazionale del Circeo (Latina-Sabaudia) nel Lazio, mentre sono in via di definizione quelle dei litorali della Spezia, Roma, Napoli, Brindisi, Taranto e Cagliari.

Il nuovo servizio di mappatura – si legge nella notizia pubblicata sull’ultimo numero in italiano del settimanale ENEAinform@ – intende fornire a decisori pubblici e pubbliche amministrazioni centrali e locali le tendenze evolutive del territorio, in modo da pianificare le strategie di adattamento al cambiamento climatico. “I risultati dei nostri studi hanno dimostrato che entro la fine del secolo, i beni maggiormente esposti al rischio di inondazione sono le zone umide, le aree di retrospiaggia e retroduna e alcune infrastrutture marittime”, sottolinea Sergio Cappucci del Laboratorio Enea di Tecnologie per la dinamica delle strutture e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico. “Per ciò che riguarda le zone umide e le aree di retrospiaggia – aggiunge – il rischio di inondazione rispetto all’attuale livello medio del mare è dovuto alla bassa quota e alla subsidenza, mentre per le infrastrutture costiere come porti, opere di difesa, moli, casse di colmata, la causa sembra riconducibile al naturale affondamento sul fondo marino”.

Nello specifico, l’approccio innovativo si compone di tre fasi: nella prima, grazie all’utilizzo dei modelli digitali del terreno di alcune delle piattaforme nazionali ed europee (come il Portale Cartografico Nazionale per i modelli digitali e il programma Copernicus per i movimenti verticali della superficie terrestre), vengono individuate le aree costiere che nei prossimi decenni saranno più vulnerabili alle variazioni del livello del mare. La seconda fase riguarda la valutazione approfondita delle categorie di beni più esposte alle inondazioni. “Grazie alla disponibilità di Modelli Digitali Terrestri (DTM) del periodo 2008-2012 con dati ad altissima risoluzione per quasi tutto il territorio nazionale (da 5x5m fino a 1x1m), siamo in grado di effettuare analisi preliminari su vaste porzioni di territorio, in tempi relativamente brevi”, spiegano Gaia Righini e Lorenzo Moretti della Divisione Enea di Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali.

“Nelle proiezioni di aumento del livello del mare dell’IPCC mancano i dettagli regionali che sono fondamentali per lo studio di un’area così ‘speciale’ come quella del Mediterraneo”, evidenzia Roberto Iacono, del Laboratorio Enea di Modellistica climatica. “In questo contesto la messa a punto del nuovo approccio consente di valorizzare gli sforzi che la comunità scientifica ed europea stanno facendo per condividere piattaforme di dati e informazioni ambientali e per realizzare un servizio climatico open access ad alta risoluzione, con scenari sempre più affidabili e realistici, al fine di valutare gli impatti futuri del cambiamento climatico e pianificare opportune strategie di prevenzione e adattamento”. La terza fase consiste nei rilievi sul campo. Misure, campionamenti, datazioni e rilievi geologici consentono, infatti, di migliorare la qualità dei dati e dei modelli digitali della superficie terrestre, ma anche di individuare le diverse componenti che contribuiscono agli scenari indicati nelle mappe di inondazione e che i satelliti non sono ancora in grado di rilevare singolarmente, vale a dire tettonica, subsidenza, carico e compattazione dei sedimenti litosferici, aggiustamento glaciale e variazioni delle falde acquifere conseguenti allo sfruttamento delle risorse idriche.

“Come ricorda il titolo ‘Time for change’ del Congresso INQUA 2023, è tempo di cambiare e, grazie a questo nuovo approccio, Enea può fornire in tempi rapidi un contributo a un inevitabile cambio di passo rispetto alle metodologie utilizzate fino ad oggi. Ad esempio, attraverso valutazioni e calibrazioni in tutto il territorio nazionale che consentirebbero di arrivare a una più puntuale definizione di quelle aree in cui la probabilità di inondazione deve essere considerata in dettaglio al fine di evitare rischi per le popolazioni e gli insediamenti produttivi”, conclude Sergio Cappucci.

Vitovska e i suoi fratelli: i gioielli del Carso figli di pietra e fatica

Vitovska e i suoi fratelli: i gioielli del Carso figli di pietra e faticaMilano, 31 lug. (askanews) – ‘Il Carso è molto più di un’entità geografica, è uno scrigno di tesori culturali che raccontano storie millenarie e tradizioni tramandate di generazione in generazione. È nostro dovere custodire questa ricchezza e garantire che sia trasmessa alle future generazioni, perché possano continuare a godere di un patrimonio unico e di straordinario fascino’. Sono parole pronunciate dal presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso-Kras, Matej Skerlj, nel corso del convegno che ha aperto la 17esima edizione di ‘Mare e Vitovska’ nel meraviglioso Castello di Duino (Trieste).

L’associazione è nata nel febbraio 2013 sulle ceneri del Consorzio Collio-Carso: ‘Avevamo delle discrepanze interne – racconta Skerlj ad askanews – e per una piccola realtà come la nostra il Consorzio era un impegno gravoso, soprattutto dal punto di vista burocratico e dei costi, così nove membri (di cui otto produttori) hanno fondato l’Associazione, che è molto più snella da gestire e oggi è la refente per la Regione e il ministero per il Disciplinare Carso-Kras Doc’. Oggi i soci sono 25 vignaioli carsolini che fanno più o meno il 70% delle circa 900mila bottiglie prodotte ogni anno in tutto il Carso. Numeri piccoli, per non dire piccolissimi, ma del resto, la provincia di Trieste rappresenta circa il 4% della produzione totale del Friuli Venezia Giulia che complessivamente conta circa 23mila ettari vitati sui più o meno 680mila del vigneto Italia, il 3,3%. Del resto qui i piccolissimi vignaioli sono un’infinità e producono ancora piccole quantità di vino per uso domestico o per le ‘osmize’, i locali tipici di queste zone dove si vendono e si consumano vini , salumi e formaggi direttamente dai produttori. Il Carso è un altopiano roccioso calcareo con un terzo della superficie in Friuli-Venezia Giulia, due terzi in Slovenia e una piccola parte in Croazia. Il Carso Triestino si snoda tra i 200 e i 400 metri di altitudine, fino a scivolare nelle acque del Golfo del capoluogo friulano, e incontrare la provincia di Gorizia. Perché, comanda il Disciplinare, la Doc Carso-Kras ‘comprende in tutto o in parte i comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino e Sgonico in provincia di Trieste e Doberdò del Lago, Sagrado e Savogna d’Isonzo in provincia di Gorizia’. Oggi è in parte brullo, in parte bosco e in parte ricoperto da una vegetazione spontanea e selvaggia con le piante che spuntano dalle fessure della pietra, tra le quali si ritagliano faticosamente spazio leviti, divise in tanti, piccoli, appezzamenti che mettono a dura prova gli altrettanto tanti, piccoli, produttori. Pendenze, roccia, bora, lavorazioni manuali, rese basse: questa è da sempre terra di fatica e oggi di viticultura eroica che ha per protagonisti uomini e donne indissolubilmente legati alla loro terra.

‘Questo nostro Carso è piccolissimo, lungo e stretto, e quello che ci ha sempre caratterizzato è la sofferenza che le nostre viti hanno nel trovare quella poca terra che c’è in profondità e che si rispecchia non solo nel vino che bevi ma anche nelle persone che qui vivono’ spiega ad askanews il produttore Sandi Skerk, aggiungendo che ‘però, ogni cosa sofferta poi dà delle grandi soddisfazioni nella vita come nel vino: io penso che chi riesce a rispettare e adattarsi in vigna e in Cantina a questo territorio tortuoso e difficile, viene ripagato all’ennesima potenza’. ‘Chi è in sinergia con questa terra viene risarcito nel lavoro che fa, neanche se ne rende conto, è una cosa automatica’ continua, sottolineando che ‘quindi i giovani che credono veramente nel Carso penso abbiano un grande futuro davanti’. Come e forse più di altre terre di confine, il Carso ha un grande fascino perché è un contenitore di storie, culture e tradizioni che uniscono popoli che i confini e la Storia hanno più volte diviso e contrapposto. Lo sintetizza a suo modo, nell’introduzione al libro ‘Vitovska frutto del Carso’ realizzato quest’anno dall’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras, Carlin Petrini: ‘Ci sono luoghi del cuore che condensano valori e amicizie, che mi fanno sentire a casa quando ho la fortuna di tornarci. Uno di questi è, senza alcun dubbio, il Carso’.

‘Noi non siamo in Friuli, siamo nel Carso che è tutta un’altra cosa’ dice ad askanews Benjamin Zidarich, uno dei vignaioli più conosciuti e apprezzati di questa terra così vicina a Trieste ma così lontana dal concetto stesso di città. Lo dice camminando tra i suoi filari a Prepotto di Duino Aurisina, passeggiando su quei ’20 centimetri di terra sopra la pietra’, dove la vigna cresce robusta facendo penetrare le sue radici per metri e metri, guardando sempre il mare. Come tutti i carsolini, anche lui appartiene alla comunità slovena, autoctona come i vitigni di cui qui tutti si prendono cura: Vitovska, Malvasia e Terrano. Il Carso ‘è un modo di essere e di pensare’ prosegue Zidarich, ma è anche un elemento identitario, di appartenenza, di comunità: il luogo del cuore, il porto franco. Il Carso non è il Friuli, come non è la Slovenia, come non è la Croazia. E’ per l’appunto Carso e chi ci abita sente di essere suo figlio e di dover rinnovare il patto con la terra e il legame con la tradizione. Anche chi da tempo qui innova, come lui, Skerk, Skerlj e Kocjancic (così come Kante e Vodopivec che non fanno parte dell’Associazione), lo fa sempre rivendicando le proprie radici, il rispetto per la storia della propria famiglia e per la natura in cui vive. ‘Il Carso è un territorio unico nella regione Friuli Venezia Giulia ma come storia, tradizione, cultura e microclima è un territorio differente, con una viticoltura totalmente diversa rispetto ad altre zone, con un suolo di terra rossa, ricca di ferro e con sotto la pietra che c’è esclusivamente qui’ continua Zidarich, produttore celebrato che però rimarca come ‘per diventare grandi e fare storia, prima di tutto serve verità, semplicità, un prodotto naturale e bisogna fare squadra, perché la squadra è molto importante sul territorio: siamo tutti diversi l’uno dall’altro ma ognuno deve portare il proprio mattone per costruire la casa’.

E a un evento come ‘Mare e Vitovska’ la volontà di fare squadra di questo affiatato gruppo di vignaioli è sotto gli occhi di tutti, così come la partecipazione attiva dei protagonisti della gastronomia del territorio. La comune visione d’intenti a partire dall’obiettivo di una qualità indiscutibilmente alta, si concentra in particolare sulla Vitovska, vitigno autoctono a bacca bianca che da qualche anno rappresenta la realtà più importante e interessante del panorama enologico locale. ‘E’ l’unico vitigno autoctono che ogni Cantina del Carso ha e quindi è il simbolo di questo pezzo di terra e da vita a vini fini ed eleganti’ sintetizza Skerk, a cui fa eco Zidarich ricordando che ‘è una varietà storica che si coltiva solo nel Carso italiano e sloveno, che resiste alla bora e ha una buccia molto spessa che si presta perfettamente alla macerazione. E’ un vino molto semplice – aggiunge – al quale ogni produttore dà qualcosa di se stesso attraverso vinificazioni e invecchiamenti diversi, lavorandolo in pietra o in anfora o in legno’. Il senso strategico di puntare su questo vino, lo spiega sempre ad askanews Matej Skerli: ‘Quando ti poni di fronte al mercato devi essere molto chiaro e presentarti con un unico biglietto da visita e questo è la Vitovska, il vitigno più tradizionale e più legato al territorio, il più nostro’. La Vitovska è l’unico vitigno locale che in questi ultimi anni ha registrato una crescita di popolarità ben oltre i confini regionali, dato che oramai ben oltre metà del fatturato si fa con l’export. Merito di un gruppo di rigorosi artigiani del vino, tra loro amici, che ci ha creduto e ha capito come valorizzarla facendo vini naturali che macerano le bucce e affinano nel tempo. In questa profondità, priva di superflue concentrazioni e superate ruvidità, ritrovi il terroir e il carattere unico del Carso di cui ogni vignaiolo fornisce uno spaccato, una sua interpretazione. ‘Noi puntiamo sulla tutela della Vitovska ma non abbiamo armi a disposizione perché la Legge non prevede la tutela del vitigno ma solo la tutela geografica di un nome’ spiega il presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso-Kras, conscio che dal punto di vista della promozione non basta ‘spingere’ un vino, ma serve ‘spingere’ un territorio con tutti i frutti che la sua terra produce’. ‘Essendo piccoli siamo i primi a volere creare un legame con gli altri prodotti, mieli buonissimi, olio, prosciutto, formaggi e dare vita ad un gruppo di amici che abbiano voglia di promuovere insieme il Carso’ spiega Skerlj, aggiungendo che ‘speriamo di riuscirci con il Gruppo di azione locale (Gal) sotto il logo del Carso, e poi ad esempio fare ‘sistema’ con il Collio, unire le Strade (del vino e dei sapori, ndr): sarebbe bello anche perché i visitatori si divertirebbero moltissimo a scoprire vini di alta gamma così diversi tra loro’. Un ragionamento che smentisce l’accusa che questa Associazione di produttori carsolini siano ‘contro tutto e tutti’, anche per la loro scelta di non aderire al Consorzio dei Consorzi (Uni.Doc FVG). ‘Siamo contrari alla politica che pone tutti i terreni sullo stesso piano, è contro natura, appiattisce e allinea tutto al basso, bisogna piuttosto evidenziare le differenze e le peculiarità di ogni territorio’ spiega Skerlj, sottolineando che ‘per questo siamo contrari alla Doc Friuli e alla Doc Pinot Grigio, grandi Denominazioni dove si mettono sullo stesso piano suoli e microclimi diversi’. Un discorso che potrebbe valere anche per lo stesso Carso, ad esempio con l’individuazione di una sottozona nella fascia vicina al Comune di Muggia, il Breg, che ha la peculiarità di un suolo caratterizzato dal ‘flysch triestino’, una stratificazione di marne siltose e arenarie. Ma al momento quella che è stata identificata è quella del rosso Terrano, al centro del primo progetto di Doc transnazionale europea: ‘Abbiamo già un Disciplinare comune con il Kras (il Carso sloveno) e mi pare che a Bruxelles le cose stiano andando avanti’ racconta Skerlj, evidenziando che in caso di riconoscimento ‘non credo ci sarebbero grandi problemi ad allargare il discorso agli altri vitigni’. ‘Penso che quello che serve è iniziare ad incontrarsi con maggior frequenza e intraprendere delle strade comuni’ prosegue, concludendo: ‘sono processi lunghi, anche perché in Slovenia, dove esiste sia il Consorzio che l’Associazione, ci sono anche delle realtà molto grandi e quindi è più complesso identificare degli orizzonti comuni’. Questi sono i viticoltori del Carso-Kras, artigiani di grandi vini capaci di guardare oltre ogni confine.

Santanchè: prorogato al 15 settembre bando fondo montagna da 200 mln

Santanchè: prorogato al 15 settembre bando fondo montagna da 200 mlnRoma, 31 lug. (askanews) – La data di scadenza del bando sul Fondo da 200 milioni stanziati dal Ministero del turismo per promuovere l’attrattività turistica e incentivare i flussi nei luoghi montani e nei comprensori sciistici è stata prorogata al 15 settembre 2023, un aiuto doveroso nei confronti degli operatori del turismo e dell’accoglienza anche alla luce di quanto richiesto sul progresso degli impianti. Lo comunica il ministero del Turismo in una nota.

“Il fondo da 200 milioni – commenta il ministro Daniela Santanchè – è un cardine della strategia del Ministero del turismo finalizzata alla valorizzazione della montagna mediante la realizzazione di interventi di ristrutturazione, ammodernamento e manutenzione degli impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale. Intendiamo, così, fornire un sostanziale sostegno alla programmazione e all’organizzazione del turismo montano, che finora non era stato considerato con la giusta attenzione. Invece, noi sappiamo bene quanto la montagna sia fondamentale per i flussi turistici italiani e stranieri, generando, solamente nell’ultima stagione invernale, un giro d’affari intorno ai 10 miliardi di euro, che ha quindi sfiorato i dati record pre-pandemici. Ma non è un mercato che vive solo d’inverno: gli ultimi studi ci dicono che, specie in seguito alla pandemia, sempre più turisti scelgono le destinazioni montane nei mesi estivi, raggiungendo una quota stimata di 71 milioni di presenze, e questo ci deve indurre a pianificare azioni più mirate in ottica di destagionalizzazione. Inoltre, questo investimento è orientato a innalzare la qualità dei servizi, che sono determinanti per essere altamente competitivi nel mercato globale. Solo in questa maniera possiamo riuscire a rendere strutturali quei numeri che quest’anno, come tutti gli indicatori più autorevoli prevedono, saranno superiori ai dati del 2019 – anno che ha visto l’Italia affermarsi come leader, in Europa, in termini di Pil generato dalle province e dai territori montani”.

Istat: a luglio l’inflazione cala al 6,0%, il carrello spesa è a +10,4%

Istat: a luglio l’inflazione cala al 6,0%, il carrello spesa è a +10,4%Roma, 31 lug. (askanews) – A luglio l’inflazione registra una variazione su base mensile dello 0,1% e un aumento del 6,0% su base annua, in calo dal 6,4% di giugno. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat. Con il rallentamento di luglio, l’inflazione torna allo stesso livello di aprile 2022 (+6,0%). La dinamica – commenta l’Istat – è ancora fortemente influenzata dall’evoluzione dei prezzi dei Beni energetici e riflette anche il rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei prodotti alimentari lavorati e dei servizi. Rallenta, inoltre, l’inflazione di fondo, che a luglio si attesta al +5,2%. In attenuazione, per il quinto mese consecutivo, risulta infine la dinamica tendenziale del “carrello della spesa”, scesa a luglio al +10,4%.

Rdc, Ciriani: basta assegni vitalizi per ottenere i voti

Rdc, Ciriani: basta assegni vitalizi per ottenere i votiMilano, 31 lug. (askanews) – “Tutti sapevano che il Reddito di cittadinanza doveva interrompersi. La stessa misura, quando è stata creata, doveva essere temporanea, per incrociare tra domanda e offerta di lavoro. Ma non è avvenuto perché è diventata una misura elettorale che costava dieci miliardi all’anno. L’importante è il cambio di filosofia. Non è più basata sul patto, ‘ti lascio a casa e tu in cambio mi voti’, ma si aiutano le imprese ad assumere i giovani e chi non lavora. Chi non può lavorare viene assistito, ma chi può è giusto che lavori, perché solo così una persona ha la sua dignità. Noi non torniamo indietro”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, intervistato da La Stampa.

“È pericoloso agitare la piazza – ha aggiunto -. I Cinque stelle hanno creato un’enorme leva elettorale, assegni vitalizi per ottenere voti. Un sistema viziato alla base. E se qualcuno lo difende evocando la piazza si comporta in maniera irresponsabile”.

Russia: attacco ucraino con i droni contro la stazione di polizia a Bryansk

Russia: attacco ucraino con i droni contro la stazione di polizia a BryanskRoma, 31 lug. (askanews) – Una stazione di polizia nella regione russa di Bryansk, al confine con l’Ucraina, è stata colpita nella notte in un attacco ucraino con droni senza causare vittime: lo ha annunciato oggi il governatore regionale, Alexander Bogomaz, in un messaggio su Telegram.

“Le forze ucraine hanno attaccato il distretto di Troubchevsky durante la notte”, ha scritto Bogomaz. “Un drone ha colpito la stazione di polizia in questo distretto. Nessuna vittima”, ha aggiunto, precisando che le finestre e il tetto dell’edificio sono stati danneggiati.

Istat: il Pil frena nel secondo trimestre a -0,3% (+0,6 su anno)

Istat: il Pil frena nel secondo trimestre a -0,3% (+0,6 su anno)Roma, 31 lug. (askanews) – L’economia italiana frena nel secondo trimestre dell’anno. Il Pil registra una flessione dello 0,3% rispetto al primo trimestre dell’anno, quando la crescita era risultata positiva in misura dello 0,6%. Lo rileva l’Istat nella stima preliminare. Il Pil è aumentato dello 0,6% in termini tendenziali, rispetto al secondo trimestre 2022. “Nel secondo trimestre del 2023 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e sia aumentato dello 0,6% in termini tendenziali. Il secondo trimestre del 2023 ha avuto tre giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2022”.

Nel primo trimestre il Pil è aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% nei confronti del primo trimestre del 2022. “La variazione congiunturale – spiega l’Istat – è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca sia in quello dell’industria, mentre il valore aggiunto dei servizi ha registrato un lieve aumento. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto nullo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2023 è pari allo 0,8%”.

“Questo risultato – evidenzia ancora l’Istat – di cui va messa in evidenza la natura preliminare, è dovuto ad una flessione sia del settore primario, sia di quello industriale, a fronte di una moderata crescita del comparto dei servizi. Dal lato della domanda la flessione proviene dalla componente nazionale al lordo delle scorte, con la componente estera netta che ha fornito un apporto nullo”.