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Tag: Sanremo 2023

Sostenibilità, a Riso Scotti finanziamento da 7 mln da Unicredit e Sace

Sostenibilità, a Riso Scotti finanziamento da 7 mln da Unicredit e SaceMilano, 1 ago. (askanews) – Riso Scotti ha ricevuto un finanziamento di sette milioni di euro da UniCredit, con utilizzo di fondi della Banca europea degli investimenti, assistito da garanzia SupportItalia di Sace.

Il prestito, di durata quinquennale, spiega una nota, è finalizzato a supportare il piano di investimenti triennale del gruppo pavese in ottica di automazione e innovazione. È un finanziamento “futuro sostenibile”, la gamma di prodotti per le imprese che si impegnano a migliorare il proprio profilo di sostenibilità, e gode di un beneficio sul tasso iniziale correlato a due parametri: riduzione delle emissioni CO2 ed erogazione di formazione ai dipendenti su tematiche Esg. Garanzia SupportItalia è lo strumento straordinario del gruppo Sace previsto dal Decreto Aiuti per sostenere le esigenze di liquidità e investimenti delle imprese italiane impattate dal conflitto russo-ucraino.

“Dal 1860, Riso Scotti rappresenta una storia di tradizione, legata ad uno dei cibi più antichi e diffusi; si pone oggi l’obiettivo di guardare all’innovazione, per interpretare il riso al meglio e declinarlo in proposte contemporanee – afferma Dario Scotti, presidente e ad di Riso Scotti – La presenza del marchio e dei prodotti in oltre 80 Paesi nel mondo impone da un lato una capacità di coniugare gusto, bontà e salute in un’alimentazione davvero globale, dall’altro una estrema attenzione alla sostenibilità non solo del prodotto, ma anche dei processi che UniCredit e Sace ci stanno aiutando ad implementare”.

Mare, Mediterraneo da remare PlasticFree 2023 fa tappa a Gaeta

Mare, Mediterraneo da remare PlasticFree 2023 fa tappa a GaetaRoma, 1 ago. (askanews) – Dopo il lancio della XIII edizione a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, è iniziato il tour lungo le coste italiane di Mediterraneo da remare #PlasticFree 2023. Ieri, la campagna itinerante promossa dalla Fondazione UniVerde, in collaborazione con Marevivo e con l’adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto, ha fatto tappa a Gaeta, perla del Mar Tirreno con le sue spiagge premiate con la Bandiera Blu.

“Se non si parte subito con politiche coraggiose e impegno civico, nel 2050 avremo più plastica che pesci nei nostri mari. Per questo motivo è importante fare fronte comune e collaborare per il bene dei nostri mari. – ha affermato il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio – Le nostre coste rappresentano un formidabile attrattore turistico ma sono sempre più minacciate dall’inquinamento causato dalla dispersione di plastiche e questa triste realtà deve guidarci nella ricerca di azioni e strumenti per proteggere l’ambiente in cui viviamo”. L’ex Ministro dell’Ambiente ha poi sottolineato che la tutela degli ecosistemi marini “non è un impegno stagionale, ci dobbiamo occupare del mare sempre, come dimostra il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu ottenuto, per il decimo anno consecutivo, da Gaeta. Senza iniziative concrete sui territori non si possono conseguire gli obiettivi nazionali ed internazionali di miglioramento della qualità ambientale”.

Eurozona, S&P: a luglio peggior crollo manifaturiero dal 2009

Eurozona, S&P: a luglio peggior crollo manifaturiero dal 2009

Roma, 1 ago. (askanews) – Si conferma il collasso del settore dell’industria manifatturiera dell’area euro: l’ultima indagine presso i responsabili degli approvvigionamenti delle imprese, l’indice Pmi, a 42,7 punti su luglio ha segnato il valore più basso da 38 mesi a questa parte, a fronte dei 43,4 punti di giugno. Secondo questo indicatore, di S&P Global, l’indice della produzione è crollato a 42,7 punti, dai 44, 2 giugno, il minimo da 38 mesi. I prezzi di vendita dei beni manufatturieri nell’area euro in media hanno subito il collasso più pesante dal settembre del 2009.

“Escludendo i mesi colpiti dalle restrizioni pandemiche – osserva S&P – le riduzioni osservate per la produzione manifatturiera e la domanda dei beni dell’eurozona sono state le maggiori dalla crisi finanziaria del 2008-09”. Secondo Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank che collabora all’indagine “la recessione del manifatturiero rimarrà ancora un po’. Il maggiore declino della produzione, dei nuovi ordini e del volume degli acquisti di inizio del terzo trimestre conferma la nostra idea che il corso generale dell’economia sarà turbolento durante la seconda parte dell’anno. La difficoltà del settore manifatturiero è il risultato del classico ciclo delle giacenze – rileva – dove le aziende hanno acquistato troppo materiale”.

“Le imprese quindi si stanno adattando alla nuova realtà di ridotta domanda e tempi medi di consegna più veloci, e ci sarà qualche reazione esagerata in termini di destoccaggio. Di conseguenza, sono previsti nel 2024 nuovi aumenti dei livelli di magazzino, facendo uscire il settore dalla contrazione. Fino a quel momento avremo davanti tempi difficili”, avverte. “L’ennesimo e ulteriore peggioramento del livello del lavoro inevaso ha causato, anche se modestamente, una nuova riduzione dei livelli del personale. Le aziende manifatturiere hanno sofferto per il calo globale di questo settore, specialmente per ordini diretti verso le destinazioni chiave quali Usa e Cina. I nuovi ordini esteri, incluso il traffico intra eurozona, pertanto, sono diminuiti molto velocemente. La Banca Centrale Europea sarà quindi felice di osservare che la deflazione dei prezzi di vendita ha preso di nuovo vigore, diminuendo al tasso più rapido in quasi 14 anni. Detto questo, la preoccupazione sull’inflazione dei servizi rimane ancora in cima all’ordine del giorno”, conclude.

Istat: la disoccupazione cala al 7,4% a giugno, il minimo da 14 anni

Istat: la disoccupazione cala al 7,4% a giugno, il minimo da 14 anniRoma, 1 ago. (askanews) – A giugno il tasso di disoccupazione in Italia è calato al 7,4%, con 1 milione 867 mila disoccupati totali, 178 mila in meno rispetto allo stesso mese di un anno prima (-8,7%) e 44 mila in meno rispetto a maggio (-2,3%). Lo riporta l’Istat, secondo cui la disoccupazione risulta di 0,2 punti percentuali più bassa dal mese precedente e di 0,8 punti percentuale inferiore a un anno prima. Il livello segnato dalla disoccupazione a giugno è il più basso dall’aprile del 2009, secondo le tabelle storiche pubblicate dall’Istat.

“A giugno 2023 prosegue la crescita dell’occupazione (+82 mila rispetto al mese precedente) e il numero degli occupati sale a 23milioni 590mila – rileva l’istituto di statistica -. Rispetto a giugno 2022, gli occupati sono 385mila in più, per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi che ha più che compensato la diminuzione dei dipendenti a termine. Su base mensile, il tasso di occupazione sale al 61,5%, mentre quelli di disoccupazione e di inattività calano al 7,4% e al 33,5% rispettivamente”.

Lavoro, Istat: disoccupazione cala al 7,4% a giugno, minimo 14 anni

Lavoro, Istat: disoccupazione cala al 7,4% a giugno, minimo 14 anniRoma, 1 ago. (askanews) – A giugno il tasso di disoccupazione in Italia è calato al 7,4%, con 1 milione 867 mila disoccupati totali, 178 mila in meno rispetto allo stesso mese di un anno prima (-8,7%) e 44 mila in meno rispetto a maggio (-2,3%). Lo riporta l’Istat, secondo cui la disoccupazione risulta di 0,2 punti percentuali più bassa dal mese precedente e di 0,8 punti percentuale inferiore a un anno prima. Il livello segnato dalla disoccupazione a giugno è il più basso dall’aprile del 2009, secondo le tabelle storiche pubblicate dall’Istat.

“A giugno 2023 prosegue la crescita dell’occupazione (+82 mila rispetto al mese precedente) e il numero degli occupati sale a 23milioni 590mila – rileva l’istituto di statistica -. Rispetto a giugno 2022, gli occupati sono 385mila in più, per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi che ha più che compensato la diminuzione dei dipendenti a termine. Su base mensile, il tasso di occupazione sale al 61,5%, mentre quelli di disoccupazione e di inattività calano al 7,4% e al 33,5% rispettivamente”.

In Myanmar grazia parziale a San Suu Kyi: cancellate 5 condanne su 19

In Myanmar grazia parziale a San Suu Kyi: cancellate 5 condanne su 19Roma, 1 ago. (askanews) – L’ex leader civile del Myanmar Aung San Suu Kyi, detenuta dal giorno del colpo di stato militare nel Paese del 2021, ha ottenuto oggi la grazia parziale dalla giunta al potere nell’ambito di un’amnistia generale concessa ad oltre 7.000 prigionieri in occasione della Quaresima buddista, secondo quanto riferito dai media statali martedì. “Il presidente del Consiglio amministrativo statale ha graziato Daw Aung San Suu Kyi, che è stata condannata dai tribunali competenti, ai sensi della legge sui diritti umani”, ha affermato l’emittente.

Aung San Suu Kyi è stata condannata a 33 anni di carcere per una serie di accuse tra cui corruzione, possesso illegale di walkie-talkie e violazione delle restrizioni per la pandemia di Covid. La grazia, ha però precisato la televisione statale, riguarderebbe solo 5 delle 19 condanne a suo carico e per questo motivo non è chiaro se il provvedimento le sia sufficiente per lasciare la sua con dizione di detenuta agli arresti domiciliari. Il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani ha spiegato su Twitter che la grazia parziale ad Aung San Suu Kyi rappresenta “il più bel finale dopo anni di battaglie per la sua libertà”. “Ricordo ancora il nostro incontro 10 anni fa in Myanmar, donna coraggiosa e autorevole da sempre in prima linea per la salvaguardia della democrazia e dei diritti umani”, ha scritto il ministro. Aung San Suu Kyi è stata vista in pubblico solo una volta da quando è stata arrestata a seguito dle golpe l’1 febbraio 2021. L’ex leader civile e premio Nobel per la Pace è stata immortalata in alcune foto scattate dai media statali in un’aula di un tribunale di Naypyidaw, la capitale costruita nella giungla dall’esercito.

La scorsa settimana, Aung San Suu Kyi è stata trasferita dalla sua cella a un edificio governativo, secondo un rappresentante del suo partito politico. Nel suo nuovo alloggio avrebbe incontrato Ti Khun Myat, presidente dell’Assemblea dell’Unione (la camera bassa del Myanmar), e Deng Xijuan, inviato speciale della Cina per gli Affari asiatici. Inoltre, l’11 luglio scorso il ministro degli Esteri della Thailandia, Don Pramudwinai, ha rivelato agli omologhi dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) riuniti a Giacarta, in Indonesia, di averla incontrata personalmente nei giorni precedenti e di averla trovata in buona salute fisica e mentale. Il colpo di Stato in Myanmar ha fatto precipitare il paese del sud-est asiatico in un conflitto che ha provocato lo sfollamento di oltre un milione di persone, secondo le Nazioni Unite. Destituito il legittimo governo civile, la giunta ha imposto lo stato d’emergenza, che ha ripetutamente rinnovato con la conseguenza di un continuo rinvio delle elezioni promesse non appena completato il golpe. L’ultima proroga, per i prossimi sei mesi, è stata annunciata oggi e, secondo la giunta militare, avrebbe l’obiettivo di preparare il voto.

Myanmar, grazia parziale per Aung San Suu Kyi: cancellate 5 condanne su 19

Myanmar, grazia parziale per Aung San Suu Kyi: cancellate 5 condanne su 19Roma, 1 ago. (askanews) – L’ex leader civile del Myanmar Aung San Suu Kyi, detenuta dal giorno del colpo di stato militare nel Paese nel 2021, ha ottenuto oggi la grazia parziale dalla giunta al potere nell’ambito di un’amnistia generale concessa ad oltre 7.000 prigionieri in occasione della Quaresima buddista, secondo quanto riferito dai media statali martedì. “Il presidente del Consiglio amministrativo statale ha graziato Daw Aung San Suu Kyi, che è stata condannata dai tribunali competenti, ai sensi della legge sui diritti umani”, ha affermato l’emittente.

Aung San Suu Kyi è stata condannata a 33 anni di carcere per una serie di accuse tra cui corruzione, possesso illegale di walkie-talkie e violazione delle restrizioni per la pandemia di Covid. La grazia, ha però precisato la televisione statale, riguarderebbe solo 5 delle 19 condanne a suo carico e per questo motivo non è chiaro se il provvedimento le sia sufficiente per lasciare la sua con dizione di detenuta agli arresti domiciliari. Il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani ha spiegato su Twitter che la grazia parziale ad Aung San Suu Kyi rappresenta “il più bel finale dopo anni di battaglie per la sua libertà”. “Ricordo ancora il nostro incontro 10 anni fa in Myanmar, donna coraggiosa e autorevole da sempre in prima linea per la salvaguardia della democrazia e dei diritti umani”, ha scritto il ministro.

Aung San Suu Kyi è stata vista in pubblico solo una volta da quando è stata arrestata a seguito dle golpe l’1 febbraio 2021. L’ex leader civile e premio Nobel per la Pace è stata immortalata in alcune foto scattate dai media statali in un’aula di un tribunale di Naypyidaw, la capitale costruita nella giungla dall’esercito. La scorsa settimana, Aung San Suu Kyi è stata trasferita dalla sua cella a un edificio governativo, secondo un rappresentante del suo partito politico. Nel suo nuovo alloggio avrebbe incontrato Ti Khun Myat, presidente dell’Assemblea dell’Unione (la camera bassa del Myanmar), e Deng Xijuan, inviato speciale della Cina per gli Affari asiatici. Inoltre, l’11 luglio scorso il ministro degli Esteri della Thailandia, Don Pramudwinai, ha rivelato agli omologhi dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) riuniti a Giacarta, in Indonesia, di averla incontrata personalmente nei giorni precedenti e di averla trovata in buona salute fisica e mentale.

Il colpo di Stato in Myanmar ha fatto precipitare il Paese del sud-est asiatico in un conflitto che ha provocato lo sfollamento di oltre un milione di persone, secondo le Nazioni Unite. Destituito il legittimo governo civile, la giunta ha imposto lo stato d’emergenza, che ha ripetutamente rinnovato con la conseguenza di un continuo rinvio delle elezioni promesse non appena completato il golpe. L’ultima proroga, per i prossimi sei mesi, è stata annunciata oggi e, secondo la giunta militare, avrebbe l’obiettivo di preparare il voto.

Aung San Suu Kyi è stata graziata per 5 capi d’accusa su 19

Aung San Suu Kyi è stata graziata per 5 capi d’accusa su 19Roma, 1 ago. (askanews) – L’ex leader civile del Myanmar, Aung San Suu Kyi, detenuta dal colpo di stato militare nel Paese del 2021, ha ottenuto la grazia per 5 delle 19 condanne ricevute dopo il suo arresto e al momento non è chiaro se questo provvedimento parziale, deciso dalla giunta, le sarà sufficiente per lasciare la sua condizione di detenuta agli arresti domiciliari. Lo ha riferito la televisione di Stato, precisando che la frazia è stata decisa nell’ambito di un’aministia concessa dalla giunta militare al potere ad oltre 7.000 prigionieri in occasione della Quaresima buddista.

Fitto: sul Pnrr abbiamo fatto un lavoro complesso apprezzato dalla Commissione Ue

Fitto: sul Pnrr abbiamo fatto un lavoro complesso apprezzato dalla Commissione UeRoma, 1 ago. (askanews) – Sul terza e quarta rata del Pnrr “è stato fatto un lavoro molto complesso ed articolato che ha portato, e ne sono molto soddisfatto, ad un apprezzamento anche pubblico della Commissione europea. Il che testimonia che il confronto costante non solo sta producendo risultati positivi ma è strada sulla quale il governo punta”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione il Pnrr, Raffaele Fitto, intervenendo in Aula alla Camera.

Lievi rincari dei carburanti nel primo giorno di obbligo di esposizione del prezzo medio

Lievi rincari dei carburanti nel primo giorno di obbligo di esposizione del prezzo medioRoma, 1 ago. (askanews) – Prezzi medi dei carburanti in lieve aumento, dopo che ieri il petrolio Brent ha chiuso sopra quota 85 dollari, ai massimi da metà aprile. La media nazionale della benzina in “fai da te” è a un passo da 1,91 euro/litro, gasolio sopra 1,76 euro/litro. Da segnalare nuovi rialzi questa mattina sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Secondola rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP e Tamoil hanno aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1909 euro/litro (+1 millesimo, compagnie 1,917, pompe bianche 1,892), diesel self service a 1,763 euro/litro (+1, compagnie 1,771, pompe bianche 1,742). Benzina servito a 2,043 euro/litro (+1, compagnie 2,089, pompe bianche 1,952), diesel servito a 1,898 euro/litro (+2, compagnie 1,945, pompe bianche 1,804). Gpl servito a 0,700 euro/litro (invariato, compagnie 0,710, pompe bianche 0,687), metano servito a 1,416 euro/kg (+2, compagnie 1,418, pompe bianche 1,412), Gnl 1,242 euro/kg (invariato, compagnie 1,253 euro/kg, pompe bianche 1,236 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade, riporta la testata specialistica: benzina self service 1,981 euro/litro (servito 2,229), gasolio self service 1,848 euro/litro (servito 2,105), Gpl 0,838 euro/litro, metano 1,542 euro/kg, Gnl 1,353 euro/kg.