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Tag: Sanremo 2023

Frana Niscemi, Licheri (M5s): chiesta Commissione d’inchiesta

Frana Niscemi, Licheri (M5s): chiesta Commissione d’inchiesta

Roma, 26 feb. (askanews) – “Ho presentato una proposta di inchiesta parlamentare con l’istituzione di una Commissione sugli eventi franosi di Niscemi. Ciò che è accaduto non è una mera fatalità, ma una tragedia annunciata che impone chiarezza su cause, prevenzione, monitoraggi e responsabilità. È necessario verificare se tutto ciò che doveva essere fatto per la sicurezza del territorio sia stato realmente attuato. Lo dobbiamo ai cittadini che non possono continuare a pagare il prezzo di ritardi, sottovalutazioni, omissioni e menefreghismi. Servono verità, trasparenza e scelte concrete per evitare che simili tragedie si ripetano”. Lo comunica in una nota il senatore M5s, Pietro Lorefice, segretario di Presidenza del Senato.

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Milano, 26 feb. (askanews) – “I sogni si fanno quando si dorme e noi non dormiamo. Questa è un’idea a occhi aperti. Sarà stato intuito, cavalcare l’entusiasmo di un’Olimpiade di successo, ma ho detto: dobbiamo mantenere viva l’attenzione sul Paese con una nuova candidatura”. Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, in un’intervista a La Repubblica, a propossito di un’eventuale candidatura di Roma a ospitare una delle prossime edizioni delle Olimpiadi estive.

“I Comitati olimpici hanno l’esclusiva facoltà di selezionare e designare la città candidate a ospitare i Giochi. Nessuna città è conosciuta nel mondo come Roma, che ha gia una dotazione di impianti sportivi adeguati. Ma la candidatura è possibile se tutti, governo, enti locali, federazioni sportive, Coni, Sport e Salute, condividono l’idea: serve questo per evitare gli errori nel passato” ha aggiunto riferendosi al 2016, quando la sindaca della capitale, Virginia Raggi, fece tramontare la corsa di Roma ai Giochi del 2024.

Quanto all’ipotesi 2036 o 2040 per Buonfiglio è “da valutare, ma il 2036 è molto vicino”. Alla domanda se ne abbia parlato nei giorni scorsi con la presidente del Cio, Kirsty Coventry, Buonfiglio ha risposto: “I complimenti che ci sono stati fatti, dalla presidente Coventry ma anche dagli altri dirigenti del Cio, tutti molto entusiasti, sono il più bel segnale. Perché è il riconoscimento della nostra credibilità, non solo dei classici valori degli italiani”.

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Olimpiadi, Buonfiglio(Coni): Giochi a Roma non sono un sogno

Milano, 26 feb. (askanews) – “I sogni si fanno quando si dorme e noi non dormiamo. Questa è un’idea a occhi aperti. Sarà stato intuito, cavalcare l’entusiasmo di un’Olimpiade di successo, ma ho detto: dobbiamo mantenere viva l’attenzione sul Paese con una nuova candidatura”. Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, in un’intervista a La Repubblica, a propossito di un’eventuale candidatura di Roma a ospitare una delle prossime edizioni delle Olimpiadi estive.

“I Comitati olimpici hanno l’esclusiva facoltà di selezionare e designare la città candidate a ospitare i Giochi. Nessuna città è conosciuta nel mondo come Roma, che ha gia una dotazione di impianti sportivi adeguati. Ma la candidatura è possibile se tutti, governo, enti locali, federazioni sportive, Coni, Sport e Salute, condividono l’idea: serve questo per evitare gli errori nel passato” ha aggiunto riferendosi al 2016, quando la sindaca della capitale, Virginia Raggi, fece tramontare la corsa di Roma ai Giochi del 2024.

Quanto all’ipotesi 2036 o 2040 per Buonfiglio è “da valutare, ma il 2036 è molto vicino”. Alla domanda se ne abbia parlato nei giorni scorsi con la presidente del Cio, Kirsty Coventry, Buonfiglio ha risposto: “I complimenti che ci sono stati fatti, dalla presidente Coventry ma anche dagli altri dirigenti del Cio, tutti molto entusiasti, sono il più bel segnale. Perché è il riconoscimento della nostra credibilità, non solo dei classici valori degli italiani”.

L.elettorale, pronto testo riforma maggioranza, in giornata in Parlamento

L.elettorale, pronto testo riforma maggioranza, in giornata in Parlamento

Roma, 26 feb. (askanews) – E’ stato raggiunto nella notte, a quanto si apprende, un accordo in maggioranza sul testo di riforma della legge elettorale. L’intesa siglata nella riunione fiume degli sherpa che si è tenuta ieri dovrà ora essere suggellata dai leader, ma – sempre secondo quanto viene riferito – il testo dovrebbe essere depositato già nelle prossime ore.

Si tratta dunque di una legge proporzionale con premio di maggioranza per chi supera la soglia del 40%. Non ci sono le preferenze caldeggiate da Fdi che però non rinuncia a presentare un emendamento in merito durante l’esame del provvedimento. Resta invece l’ipotesi del ballottaggio qualora nessuno ottenesse il 40% dei voti, sul quale invece si erano registrate le resistenze degli alleati. Non ci sarà il nome del candidato premier sulla scheda che sarà però indicato nel programma che i partiti presenteranno al Viminale.

Ue, Urso: sospendere Ets in attesa della revisione, è tassa sulle imprese

Ue, Urso: sospendere Ets in attesa della revisione, è tassa sulle imprese

Milano, 26 feb. (askanews) – “Il sistema Ets, così come concepito, rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività. Ne chiederemo la sospensione alla Commissione europea, fino a una sua profonda revisione che intervenga sia sui parametri di riferimento delle emissioni, sia sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite, e che introduca finalmente un meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del CBAM”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo ieri sera a Bruxelles alla riunione dei Paesi ‘Friends of Industry’, il format informale che riunisce i ministri dell’Industria di alcuni Stati membri europei – tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca – per coordinare le posizioni in vista del Consiglio Competitività.

Nel confronto tra i ministri dell’Industria, sottolinea una nota del Mimit, Urso ha posto l’accento sulla competitività industriale e sulla necessaria coerenza tra revisione del CBAM e riforma dell’Ets, rilevando come entrambi gli strumenti dovranno essere pienamente allineati e funzionali alla tutela della base produttiva europea. Un’impostazione, quella sostenuta dall’Italia, che ha contribuito significativamente a orientare il documento finale condiviso dai Paesi partecipanti.

Lo stesso orientamento sarà ribadito stamane da Urso prima alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore, in corso a Bruxelles con uno specifico focus sul settore della chimica, e successivamente ai lavori del Consiglio Competitività. “La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici – ha spiegato Urso -. Il sistema Ets, alle condizioni attuali, è inefficace e dannoso perché si traduce in un mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività. Servono regole chiare e strumenti di verifica affidabili, che evitino distorsioni lungo le filiere. CBAM ed ETS devono diventare strumenti a supporto dell’industria, non fattori che ne indeboliscono la competitività”.

Stellantis chiude 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi euro

Stellantis chiude 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi euro

Milano, 26 feb. (askanews) – Stellantis chiude il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro dovuta a 25,4 miliardi di oneri straordinari per la revisione della strategia sull’elettrico, la cui diffusione è più lenta del previsto, e per rimettere al centro la libertà di scelta dei clienti con un’offerta completa di alimentazioni, incluso il diesel.

I ricavi netti sono stati pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto al 2024, principalmente a causa degli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi nel primo semestre del 2025. Le consegne sono state pari a 5,5 milioni di auto, in aumento dell’1%. La perdita operativa rettificata è stata di 842 milioni di euro con un margine Aoi negativo di -0,5%. Il flusso di cassa industriale è risultato negativo per 4,5 miliardi di euro. L’impatto dei dazi Usa è stato di 1,2 miliardi di euro, per il 2026 la stima è di 1,6 miliardi di euro.

“I risultati dell’esercizio 2025 riflettono il costo della sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica e della necessità di reimpostare il nostro business mettendo al centro la libertà di scelta dei clienti. Nella seconda metà dell’anno abbiamo iniziato a vedere i primi segnali positivi di progresso”, ha detto il Ceo, Antonio Filosa.

La seconda metà del 2025, ovvero i primi sei mesi pieni sotto la guida del nuovo Ceo Antonio Filosa, ha visto un miglioramento della crescita dei ricavi e del flusso di cassa industriale. I ricavi netti di Stellantis sono aumentati del 10% a 79,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2024. La perdita netta è di 20 miliardi di euro, rispetto a -127 milioni del I semestre. Il risultato operativo adjusted è negativo per -1,38 miliardi con un margine negativo del -1,7%. Il flusso di cassa industriale del secondo semestre, negativo per 1,5 miliardi di euro, rappresenta un miglioramento di circa il 50% rispetto al primo semestre 2025 e del 73% rispetto al secondo semestre 2024.

Le consegne hanno raggiunto i 2,8 milioni di unità, +11% rispetto al secondo semestre 2024. Tutte le regioni che hanno registrato un aumento dei volumi. In evidenza il Nord America +39% a 825mila auto che beneficia delle azioni intraprese per la riduzione delle scorte. La nuova ondata di prodotti amplia la copertura del mercato con l’aggiunta di prodotti in nuovi segmenti e opzioni di motorizzazione in Nord America, Europa allargata, Sud America e Medio Oriente e Africa.

La liquidità industriale disponibile era di 46 miliardi di euro alla fine del 2025. Per preservare una struttura patrimoniale solida, il Cda ha autorizzato la sospensione del dividendo 2026 e l’emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.

Stellantis conferma la guidance finanziaria e prevede un ritorno a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027. Per il 2026 il gruppo prevede un miglioramento progressivo di ricavi netti a singola cifra. In miglioramento anche il margine Aoi e free cash flows industriali dopo 2 miliardi di oneri relativi al secondo semestre 2025. Stellantis stima miglioramenti progressivi dal primo semestre al secondo semestre 2026.

Kim Jong Un: rappresaglie terribili contro chi ci attacca

Kim Jong Un: rappresaglie terribili contro chi ci attacca

Roma, 26 feb. (askanews) – Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha minacciato “terribili attacchi di rappresaglia” contro qualsiasi forza che compia azioni militari ostili contro la Corea del Nord, intervenendo alla parata notturna a Pyongyang per la chiusura del congresso del Partito del lavoro.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di Stato Kcna, Kim ha dichiarato che le forze armate nordcoreane sono “pienamente pronte ad affrontare qualsiasi circostanza” e colpiranno immediatamente chiunque violi la sovranità e la sicurezza del Paese. Ha inoltre definito la difesa del “diritto all’esistenza e allo sviluppo dello Stato e del popolo” come il compito prioritario assoluto dell’esercito.

La parata, svoltasi ieri sera in piazza Kim Il Sung, ha visto esibizioni aeree e la partecipazione di diverse unità militari, comprese quelle impiegate in operazioni all’estero e reparti del genio. Secondo fonti sudcoreane, alcuni di questi contingenti sono stati dispiegati a sostegno della Russia nella guerra in Ucraina.

Nel resoconto ufficiale non è stato tuttavia fatto riferimento alla presenza di sistemi d’arma strategici, come il missile balistico intercontinentale Hwasong-20 presentato nell’ottobre scorso, segno che tali armamenti non sarebbero stati mostrati durante la sfilata.

Il nono Congresso del Partito del lavoro, iniziato la scorsa settimana, ha definito le linee politiche dei prossimi cinque anni nei settori della difesa, dell’economia e della politica estera, ribadendo la centralità della deterrenza militare nella strategia di Pyongyang.

Figlia di Kim Jong Un “clona” il padre: sempre più probabile erede

Figlia di Kim Jong Un “clona” il padre: sempre più probabile erede

Roma, 26 feb. (askanews) – Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha rafforzato la percezione che la giovanissima figlia, probabilmente dodicenne, Kim Ju Ae, possa essere scelta come erede della dinastia, mostrandosi in pubblico con la ragazza durante la parata militare a Pyongyang in occasione dell’VIII Congresso del Partito dei lavoratori coreani.

Le fotografie diffuse giovedì dai media di Stato nordcoreani mostrano Kim e la figlia adolescente affiancati mentre assistono a una vasta sfilata militare. Entrambi indossano giacche di pelle nera identiche, uno stile distintivo spesso associato all’immagine del leader nordcoreano nelle apparizioni ufficiali, mentre accanto a loro, in alcune immagini e più defilata, compare anche la riservata moglie Ri Sol Ju.

Secondo osservatori sudcoreani, che prestano grande attenzione alla geografia del potere nordcoreano che si mostra plasticamente in queste occasioni solenni, l’uso dello stesso abbigliamento del padre ha un forte valore simbolico nella cultura politica di Pyongyang, dove la dinastia Kim fonda la propria legittimità sulla cosiddetta “linea di sangue del Paektu”, il mito rivoluzionario che giustifica il potere ereditario della famiglia al vertice dello Stato.

Altre immagini mostrano Ju Ae camminare sul tappeto rosso accanto al padre mentre riceve il saluto dei vertici militari.

Il Servizio nazionale di intelligence sudcoreano (Nis) ha riferito il 12 febbraio alla commissione parlamentare competente che la giovane si troverebbe “nella fase di designazione come successore” e che sono state rilevate circostanze in cui avrebbe espresso opinioni su alcune politiche.

La presenza della figlia di Kim Jong Un è stata confermata per la prima volta dai media nordcoreani nel novembre 2022, quando fu descritta come “figlia amata” durante il lancio del missile balistico intercontinentale Hwasong-17.

Secondo l’intelligence sudcoreana, inoltre, Kim Jong Un avrebbe recentemente assegnato alla figlia il ruolo di “direttrice generale dei missili”, con l’obiettivo di consentirle un precoce controllo sull’apparato militare. Pur essendo formalmente ricoperta dal funzionario Jang Chang Ha, la carica vedrebbe la figlia del leader ricevere rapporti dai generali e impartire direttive, nonostante la sua giovanissima età.

Inoltre, ci sarebbero anche dei movimenti attorno al nome stesso della ragazza, che non è mai stato ufficialmente diffuso da Pyongyang. La questione non è secondaria: analisti osservano che anche il nome di Kim Jong Un rimase segreto fino al settembre 2010, quando fu presentato pubblicamente come successore con il grado di generale dell’Esercito popolare.

In effetti, il nome Ju Ae emerse nel 2013 dalle dichiarazioni dell’ex cestista statunitense Dennis Rodman dopo una visita in Corea del Nord. Successivamente il disertore nordcoreano Ryu Hyun Woo riferì che il nome significa “amore principale”, scelto dal leader per indicare una figlia destinata a essere particolarmente amata. Negli anni sono però circolate varianti come Ju Ye o Ju Hye, alimentando l’ipotesi di un eventuale cambio di nome in concomitanza con la designazione a erede, pratica già attribuita allo stesso Kim Jong Un prima della sua successione.

Ju Ae è stata presentata per la prima volta al pubblico nel 2022 durante un test di missile balistico intercontinentale e da allora è apparsa sempre più spesso accanto al padre in eventi militari e cerimoniali di alto profilo. Pyongyang non ha mai confermato l’età della ragazza, ritenuta dagli analisti nei primi anni dell’adolescenza.

Le apparizioni congiunte e i richiami visivi allo stile di Kim sono interpretati dagli osservatori come segnali di una possibile preparazione alla successione in un sistema politico dominato dalla continuità dinastica della famiglia Kim, al potere in Corea del Nord da oltre settant’anni.

Atletica, Roma nel circuito European Marathon Classics

Atletica, Roma nel circuito European Marathon Classics

Roma, 26 feb. (askanews) – Vienna tiene a battesimo un nuovo progetto continentale che unisce sport, turismo e identità europea. Tra le protagoniste c’è la Acea Run Rome The Marathon (22 marzo), inserita nel circuito European Marathon Classics, insieme ad altre sette grandi corse del continente.

L’annuncio ufficiale è arrivato nella cornice del Castello di Schönbrunn, a Vienna: nasce così una sfida che mette in rete otto maratone iconiche, distribuite tra marzo e ottobre, con l’obiettivo di rafforzare la sinergia tra città europee attraverso lo sport e promuovere una partecipazione responsabile e sostenibile.

Per Roma si tratta di un ulteriore riconoscimento internazionale. La maratona della Capitale aprirà il circuito il 22 marzo, con 36mila iscritti e 130 nazioni rappresentate, confermando una crescita costante e un respiro sempre più globale. Il nuovo progetto consolida il ruolo della gara romana all’interno di una rete che attraversa l’Europa da sud a nord, collegando culture, comunità e tradizioni podistiche differenti.

Il circuito riunisce otto prove storiche: oltre alla maratona romana, fanno parte della serie la Vienna City Marathon (19 aprile), la TCS London Marathon (26 aprile), la Zurich Rock’n’Roll Running Series Madrid (26 aprile), la Maratona di Copenaghen (10 maggio), la Maratona di Varsavia (27 settembre), la EDP Lisbon Marathon (10 ottobre) e la Mainova Frankfurt Marathon (25 ottobre). Otto città, un’unica identità visiva e un percorso condiviso che punta a valorizzare la dimensione europea della corsa su strada.

Il format prevede che i partecipanti completino almeno cinque maratone in cinque città diverse per ottenere il titolo di “European Marathon Classics Finisher” e ricevere una medaglia speciale, pensata come oggetto da collezione personalizzabile attraverso badge magnetici dedicati a ciascuna gara. Non è previsto un limite di tempo per completare la sfida.

Uno degli elementi distintivi del progetto è il riconoscimento dei risultati storici: verranno valorizzate anche le performance delle edizioni passate, grazie a un lavoro di archivio che consentirà ai runner di integrare nel proprio profilo le maratone già concluse negli anni precedenti.

Le iscrizioni alla serie sono gratuite e già aperte online, mentre restano valide le modalità di registrazione previste dai singoli eventi. Con le European Marathon Classics prende forma una piattaforma comune che unisce tradizione e innovazione, rafforzando la collaborazione tra alcune delle più importanti maratone del continente e trasformando la distanza dei 42,195 chilometri in un filo rosso capace di collegare l’Europa da Roma a Copenaghen.

Kim Jong Un apre la porta al dialogo con Trump

Kim Jong Un apre la porta al dialogo con Trump

Roma, 26 feb. (askanews) – La Corea del Nord, per bocca del leader supremo Kim Jong Un, ha lasciato aperta la porta a una possibile ripresa del dialogo con gli Stati Uniti, irrigidendo al contempo la propria ostilità verso la Corea del Sud, in una linea che secondo gli analisti mira a gestire direttamente i rapporti con Washington escludendo Seoul.

Nel resoconto diffuso oggi sul congresso del Partito del lavoro, svoltosi per una settimana a Pyongyang, il leader Kim Jong Un ha affermato che “non c’è motivo per cui non possiamo andare d’accordo con gli Stati Uniti”, a condizione però che Washington rispetti “l’attuale posizione del nostro Stato sancita nella Costituzione” e abbandoni la sua “politica ostile” verso la Repubblica popolare democratica di Corea.

“La prospettiva delle relazioni tra Corea del Nord e Stati Uniti dipende interamente dall’atteggiamento della parte statunitense”, ha dichiarato Kim, aggiungendo che Pyongyang è pronta sia alla “coesistenza pacifica” sia a una “eterna contrapposizione”, e che la scelta “non dipende da noi”. Secondo gli esperti, il riferimento alla “posizione attuale” indica la richiesta nordcoreana di essere riconosciuta come Stato dotato di armi nucleari e l’abbandono dell’obiettivo statunitense della denuclearizzazione come precondizione per il dialogo.

La posizione, già espressa da Kim nel settembre scorso, aumenta secondo gli analisti la probabilità di una risposta positiva alle aperture del presidente Usa Donald Trump, atteso in visita in Cina ad aprile. Pyongyang potrebbe tentare di ottenere il riconoscimento del proprio status nucleare sfruttando i progressi nei programmi missilistici e nucleari e il rafforzamento dei legami con la Russia.

Sul fronte intercoreano, invece, Kim ha sancito un ulteriore irrigidimento, definendo le relazioni con la Repubblica di Corea (Corea del Sud) “il più ostile rapporto tra Stati” e dichiarando che Pyongyang “non ha nulla da discutere” con Seoul, che sarà “esclusa per sempre dalla categoria dei compatrioti”. Il leader ha inoltre respinto come “ingannevole” la politica conciliatoria del presidente sudcoreano Lee Jae-myung e avvertito che la Corea del Nord intraprenderà “qualsiasi azione” in risposta a eventuali “atti provocatori”, affermando che “non si può escludere il completo collasso” del Sud in caso di escalation.