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Tag: Sanremo 2023

Coldiretti bio: eccesso burocrazia pesa su record del bio italiano

Coldiretti bio: eccesso burocrazia pesa su record del bio italiano

Roma, 23 feb. (askanews) – Sui record del biologico italiano pesa la minaccia dell’eccesso di burocrazia che colpisce le imprese agricole bio, costrette a un surplus di adempimenti che sono superiori fino al 30% rispetto all’agricoltura tradizionale, già peraltro più che vessata dalle “carte”. E’ la denuncia di Coldiretti Bio in occasione del convegno inaugurale del Sana, con la presenza del vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri, e della presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni.

Secondo un’indagine del Crea l’eccessiva burocrazia è la causa dell’abbandono della produzione biologica in ben otto casi su dieci. L’aggravio di oneri amministrativi e le complicazioni ad essi legata, spesso prive di senso, pesa soprattutto sulle aziende di piccole e medie dimensioni – spiega Coldiretti Bio – inducendole a rinunciare alla certificazione. Da qui la richiesta di Coldiretti di procedere a una semplificazione del quadro normativo per il settore, dove gli obiettivi europei di snellimento, anche nell’ultima proposta di revisione del regolamento europeo, sono rimasti ancora una volta sulla carta.

Ridurre la burocrazia significa – spiega Coldiretti Bio – difendere i record del biologico italiano che vanta la leadership Ue grazie alle 84mila aziende agricole attive sul territorio nazionale, più del doppio della Germania e un terzo in più della Francia. Quasi un campo su cinque in Italia (19%) è coltivato con metodo bio, ma in diverse regioni la percentuale sale addirittura oltre il 25%, tanto da aver raggiunto con quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati dalla Ue nell’ambito della strategia Farm to Fork. L’Italia è anche il primo paese europeo produttore di cereali, ortaggi, frutta e olivo biologici.

Un’ulteriore opportunità di sviluppo del settore può sicuramente venire dal nuovo marchio del biologico italiano, recentemente approvato in conferenza Stato Regioni. Uno strumento importante per aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e valorizzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy, anche rispetto a un trend che nel 2024 ha visto un aumento delle importazioni di prodotti biologici dall’estero, cresciute del 7,1% rispetto all’anno precedente.

“Consolidare le filiere agricole di prodotto biologico italiano, attraverso i contratti di filiera, e la sempre maggiore presenza di prodotti biologici nei mercati di Campagna amica sono gli strumenti che stiamo mettendo in campo per favorire la conoscenza e la valorizzazione del bio italiano – sottolinea la presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni -, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il consumo interno di questa eccellenza del nostro agroalimentare”.

Nuovo accordo Banca Mps-Parmigiano Reggiano su pegno rotativo

Nuovo accordo Banca Mps-Parmigiano Reggiano su pegno rotativo

Roma, 23 feb. (askanews) – Banca Monte dei Paschi di Siena e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano hanno sottoscritto un nuovo protocollo di intesa per rafforzare gli strumenti di accesso al credito delle imprese del comparto. L’accordo introduce un modello strutturato di verifica, attestazione e valorizzazione delle forme di Parmigiano Reggiano DOP destinato alla costituzione del pegno rotativo a garanzia dei finanziamenti bancari. Il protocollo definisce, in modo puntuale, le attività di controllo quali-quantitativo, la procedura di attestazione delle partite di prodotto e le modalità di collaborazione tra Banca, Consorzio e consorziati, assicurando standard omogenei, trasparenza dei costi e maggior tutela, sia per gli operatori che per il sistema creditizio.

Grazie al nuovo processo previsto dall’accordo, Banca MPS potrà velocizzare le istruttorie creditizie e creare un meccanismo virtuoso di condivisione delle informazioni, volto a rafforzare l’assistenza finanziaria fornita ai consorziati.

Il Consorzio si impegna a effettuare, tramite personale ispettivo, verifiche documentali e fisiche sulle forme oggetto di pegno, rilasciando attestazioni necessarie alla costituzione, integrazione o sostituzione delle partite costituite in garanzia. Tra le attività incluse, vi è la verifica della corrispondenza tra forme, registri e codici identificativi; la valutazione economica delle giacenze sulla base dei listini della Camera di Commercio di Parma; il rilascio di attestazioni periodiche in occasione dei controlli di qualità delle forme di Parmigiano Reggiano DOP previsti dal disciplinare; la trasmissione alla Banca di attestazioni e verbali di ispezione, compresi i casi di difformità.

L’accordo è stato sottoscritto a Suzzara (MN), zona del Parmigiano Reggiano DOP, presso la sede operativa dei Magazzini Generali Fiduciari di Mantova SpA, la società del Gruppo Montepaschi specializzata nell’offerta di stagionatura e conservazione del formaggio a pasta dura. Per Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, “in anni caratterizzati dalle incognite legate alle incertezze macroeconomiche, questa è un’ottima opportunità di sviluppo per offrire alle nostre aziende l’accesso al credito e garantire liquidità durante la fase di stagionatura della nostra Dop. L’obiettivo è rafforzare la solidità delle aziende, sostenendone la crescita e la competitività”.

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

Roma, 23 feb. (askanews) – “La Spagna non ha partecipato alla riunione della Consiglio per la pace (Board of Peace, Ndr). L’Autorità nazionale palestinese non è stata nemmeno invitata e, pertanto riteniamo che” il Consiglio voluto dal presidente Trump “non rappresenti un elemento utile per portare avanti la soluzione dei due Stati, che è la soluzione auspicata non solo dalla Spagna ma anche dall’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea.

“Per questo motivo – ha proseguito Albares Bueno – riteniamo che sia stato un errore, un grave errore, che la Commissione europea abbia partecipato alla riunione” del Board of Peace “del 19 febbraio. Essa non rappresenta la posizione dell’Unione europea, non è la posizione dell’Unione europea, che è quella della soluzione dei due Stati, e quindi la Commissione, a nome dell’Unione europea, non avrebbe potuto partecipare perché non aveva un mandato in tal senso e quindi non avrebbe dovuto partecipare”.

“In ogni caso – ha sottolineato il ministro degli Esteri spagnolo – c’è un accordo di pace che non viene rispettato a sufficienza, assistiamo a un cessate il fuoco che viene violato sistematicamente, continuiamo a vedere morti a Gaza con grande frequenza, gli aiuti umanitari arrivano a fatica quando invece dovrebbero arrivare in modo massiccio e ciò che chiediamo è che anche l’Unione europea si pronunci chiaramente e prenda provvedimenti sia sulla lentezza di un accordo di pace che non porta i suoi frutti, sia sulla lenta ma inesorabile annessione della terra palestinese in Cisgiordania con misure inaccettabili, come l’iscrizione delle terre palestinesi nei registri immobiliari israeliani e il tentativo di soffocamento economico dell’Autorità palestinese da parte di Israele, trattenendo le tasse”.

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

Roma, 23 feb. (askanews) – “La Spagna non ha partecipato alla riunione della Consiglio per la pace (Board of Peace, Ndr). L’Autorità nazionale palestinese non è stata nemmeno invitata e, pertanto riteniamo che” il Consiglio voluto dal presidente Trump “non rappresenti un elemento utile per portare avanti la soluzione dei due Stati, che è la soluzione auspicata non solo dalla Spagna ma anche dall’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea.

“Per questo motivo – ha proseguito Albares Bueno – riteniamo che sia stato un errore, un grave errore, che la Commissione europea abbia partecipato alla riunione” del Board of Peace “del 19 febbraio. Essa non rappresenta la posizione dell’Unione europea, non è la posizione dell’Unione europea, che è quella della soluzione dei due Stati, e quindi la Commissione, a nome dell’Unione europea, non avrebbe potuto partecipare perché non aveva un mandato in tal senso e quindi non avrebbe dovuto partecipare”.

“In ogni caso – ha sottolineato il ministro degli Esteri spagnolo – c’è un accordo di pace che non viene rispettato a sufficienza, assistiamo a un cessate il fuoco che viene violato sistematicamente, continuiamo a vedere morti a Gaza con grande frequenza, gli aiuti umanitari arrivano a fatica quando invece dovrebbero arrivare in modo massiccio e ciò che chiediamo è che anche l’Unione europea si pronunci chiaramente e prenda provvedimenti sia sulla lentezza di un accordo di pace che non porta i suoi frutti, sia sulla lenta ma inesorabile annessione della terra palestinese in Cisgiordania con misure inaccettabili, come l’iscrizione delle terre palestinesi nei registri immobiliari israeliani e il tentativo di soffocamento economico dell’Autorità palestinese da parte di Israele, trattenendo le tasse”.

A Trieste la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”

A Trieste la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”

Roma, 23 feb. (askanews) – La mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale, arriva a Trieste e fino al 1° marzo 2026 sarà esposta negli spazi della Sala Xenia, affacciata su Riva III Novembre.

L’esposizione, nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – divenuto da sei anni anche programma televisivo in onda su Rai (prossima messa in onda il 21 marzo in seconda serata su Rai 1) – utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno, in un unico messaggio di vita.

L’arrivo della mostra a Trieste nasce dalla sensibilità e dall’impegno della Presidente della LILT Trieste, Sandra Dudine, che ha riconosciuto nell’esposizione un importante strumento di educazione, prevenzione e consapevolezza per il territorio. Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno all’interno di un vissuto familiare doloroso fatto di perdite importanti.

“Women for Women Against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale con la violenza o il tumore in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial del giornalismo, del cinema e dello spettacolo impegnati nella sensibilizzazione sulle tematiche e premiati con il camomilla Award, riconoscimento ufficiale della kermesse,contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Scatti d’autore firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi italiani. Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Riferimento prende forma nella fotografia che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta.

Trieste, città di confine, di mare e di pensiero, è da sempre un laboratorio di convivenza, scambio culturale e profondità umana e ha fatto della cultura, della scienza e dell’apertura mentale la propria identità. La scelta della Sala Xenia, affacciata su Riva Tre Novembre, non è casuale. Un luogo di passaggio e di incontro diventa così spazio simbolico di un racconto che riguarda tutti, non solo le donne, ma l’intera comunità. Portare qui Women for Women Against Violence significa inserire il progetto nel tessuto vivo della città rendendolo accessibile, visibile e partecipato.

L’ingresso gratuito, la forza delle storie vere e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale, capace di stimolare empatia, riflessione e partecipazione attiva.

L’iniziativa si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica, Polizia di Stato, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Ordine dei Medici di Trieste, Fondazione Italia Giappone, Casa Internazionale delle Donne, GOAP – Centro Antiviolenza, Lions Club Duino Aurisina, AMMI – Associazione Mogli Medici Italiani. Hanno inoltre aderito la Questura di Trieste e la sezione triestina “Aliano Bracci” dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (ANPS), che in occasione dell’inaugurazione donerà una mimosa a tutte le donne presenti, gesto simbolico di vicinanza e rispetto.

Un progetto itinerante, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti.

Sanremo, gli Statuto tornano al Festival dopo oltre 30 anni

Sanremo, gli Statuto tornano al Festival dopo oltre 30 anni

Roma, 23 feb. (askanews) – Era il 1992 quando una giovane band ska torinese calcava il palco del Festival di Sanremo, in gara tra le novità della 42esima edizione. Il brano aveva un titolo ironico e premonitore: “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo”. Oggi, a oltre trent’anni di distanza, la formazione guidata da Oskar Giammarinaro torna a esibirsi nella settimana della kermesse. L’appuntamento è per mercoledì 25 febbraio, a mezzanotte, nella cornice di Casa Sanremo, dove gli Statuto — attualmente in tour con Barley Arts — eseguiranno dal vivo tutti i brani di “Riskatto” (1999) con gli arrangiamenti originali dell’epoca. In scaletta non mancheranno le hit storiche come “Abbiamo vinto il Festival”, “In Fabbrica”, “Ragazzo Ultrà” e molti altri brani simbolo del loro repertorio.

L’album cult “Riskatto”, ristampato di recente assieme a “Tempi Moderni” (1997), raccoglie 14 brani: undici versioni in italiano dei grandi classici dello ska inglese firmati da Madness, The Specials, Bad Manners e The Selecter; due riletture in chiave ska di classici italiani degli anni ’60 come “Bandiera Gialla” e “Bada Bambina”; e un brano dedicato al Grande Torino nel cinquantenario della tragedia di Superga, “Grande”, con testo dello scrittore Gianpaolo Ormezzano. Prodotto da Carlo Ubaldo Rossi, l’album vanta la partecipazione di Rettore, che interpreta la versione italiana di “On My Radio” dei The Selecter.

La scelta di dedicare un intero disco allo ska 2-Tone nacque anche dalla spinta del pubblico: dopo un album privo di brani ska, i fan chiedevano a gran voce un ritorno alle radici. Un percorso iniziato fin dagli esordi, quando la band proponeva cover dei The Specials con testi riadattati in italiano, come testimonia la prima demo-tape “Torino Beat” del 1984, contenente le versioni di “Concrete Jungle” e “Rat Race”.

Dal 22 al 24 maggio la nuova edizione di Distinti Salumi a Cagli

Dal 22 al 24 maggio la nuova edizione di Distinti Salumi a Cagli

Roma, 23 feb. (askanews) – Torna a Cagli dal 22 al 24 maggio Distinti Salumi, la manifestazione dedicata alla norcineria artigianale di qualità, presentata domenica 22 febbraio alla Slow Wine Fair 2026 a BolognaFiere in concomitanza con SANA Food.

La manifestazione è realizzata in collaborazione con Slow Food Italia e Slow Food Marche, con il patrocinio della Regione Marche e dell’Unione Montana del Catria e Nerone e riunisce nel centro storico della città la migliore norcineria artigianale italiana. “Siamo orgogliosi di annunciare che la nostra città tornerà ad accogliere Distinti Salumi, una manifestazione di grande prestigio che celebra l’arte norcina e la cultura del buon cibo — ha dichiarato il sindaco di Cagli, Alberto Alessandri – Per tre giorni il centro storico si trasformerà in un vero palcoscenico dell’eccellenza gastronomica, animato da degustazioni, incontri, percorsi didattici e iniziative culturali capaci di raccontare un territorio attraverso i suoi sapori più autentici”.

“Come Regione Marche crediamo fortemente nel gioco di squadra come strumento per valorizzare le eccellenze del nostro territorio, un patrimonio prezioso che va custodito e salvaguardato – sottolinea Francesca Pantaloni, assessore al Bilancio della Regione Marche – In questo percorso è significativa la sinergia con Slow Food e con la città di Cagli: insieme dimostriamo come istituzioni, associazioni e comunità locali possano lavorare fianco a fianco per promuovere produzioni di qualità, sostenibili e profondamente radicate nella nostra storia. Le Marche custodiscono una grande ricchezza, legata al paesaggio e alle eccellenze tramandate di generazione in generazione, che abbiamo il dovere di preservare”.

Confindustria: nel 2025 bene farmaci e metalli, giù auto e moda

Confindustria: nel 2025 bene farmaci e metalli, giù auto e moda

Roma, 23 feb. (askanews) – Bene nel 2025 il settore farmaceutico e quello dei metalli. In caduta il comparto dell’auto e della moda. L’industria italiana, in aggregato, nel corso del 2025 è transitata lentamente prima a una fase di “fine caduta”, poi verso fine anno a quella di un “parziale e debole recupero”: non siamo ancora arrivati a una netta inversione di tendenza. Nella media dell’anno, inoltre, l’industria ha registrato comunque una nuova riduzione in termini di produzione, seppur molto contenuta (-0,2%), dopo l’ampia caduta del biennio 2023-2024 (-2% e -4%). E’ la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria.

Ci sono indizi di un miglioramento anche a livello settoriale: il numero di settori industriali in crescita è aumentato nel 2025, rispetto al 2024: sono saliti a 9, da 4. Questo perché 6 settori hanno cambiato segno da negativo a positivo (tra cui i macchinari, a un modesto +0,04%) e solo 1 da positivo a negativo (la carta, a un moderato -0,1%).

Tuttavia, solo 3 settori manifatturieri (su 22) sono cresciuti sia nel 2024 che nel 2025, troppo pochi per una dinamica aggregata robusta. Viceversa, ben 12 settori hanno registrato cali in entrambi gli anni. Il campo di variazione, almeno, è divenuto meno ampio nel 2025, da -10% a +4%, (rispetto al “-23%, +8%” del 2024), soprattutto perché i cali maggiori nel 2025 sono stati più contenuti.

Automotive e “moda” in difficoltà. Questi due settori hanno vissuto due anni di caduta, anche se attenuata nel 2025. Per il settore auto (-10,3%), tra i motivi ci sono i prezzi in salita, l’incertezza sulle normative, l’aumento dell’import. Il tessile-abbigliamento-pelli (-5,5% in aggregato) è penalizzato dal calo dell’export e dalla fiducia delle famiglie ancora bassa, in un’economia che cresce poco. La chimica è l’unica che, in controtendenza, segna un calo nel 2025 (-2,6%) più ampio del 2024: è un settore con problematiche strutturali, perché risente dell’energia cara utilizzata anche come materia prima e registra in tutta Europa chiusure di impianti e casi di conversione a nuove produzioni (bioraffinerie, accumulo di energia).

Farmaceutica e metallurgia si rilanciano. La farmaceutica, tra i settori in crescita (+3,8%), ha visto salire fortemente l’export: +28,5% su base annua, il più elevato tra tutti i comparti, con un surplus estero di 11,4 miliardi che conferma una forte specializzazione internazionale; spicca la crescita verso gli Usa (+54%), legata all’accumulo di scorte. Anche il settore metallurgico (+4%) è stato sostenuto moderatamente nel 2025 dal canale dell’export, nonostante gli elevati dazi imposti dagli Usa (su acciaio e alluminio).

Il settore alimentare è cresciuto in entrambi gli anni (+2,6% in media la produzione nel 2024-2025), tra i pochi a non aver subito cadute, insieme agli “altri mezzi i trasporto”, nonostante entrambi rallentino nel 2025. Si conferma una caratteristica storica dell’alimentare, cioè l’essere un settore “anti-ciclico”, che va bene nei periodi difficili per l’economia. Considerata la sua stazza (15,2% dell’industria, come produzione venduta), l’alimentare dà in tali periodi un vitale supporto al resto dell’attività.

Ci sono dei fattori trasversali che frenano tutti i settori industriali, anche se con diverse intensità, così come l’intera economia italiana: l’energia cara; il dollaro debole, i dazi e quindi l’export di beni in calo; l’elevata incertezza, l’alta quota di risparmio delle famiglie e quindi i consumi fiacchi.

Viceversa, aiutano l’industria i tassi di interesse minori rispetto al 2023, il credito per le imprese che è ripartito, la buona dinamica degli investimenti, specie in macchinari, che crea domanda per vari settori.

Per l’anno appena iniziato, non sono ancora disponibili hard data di fonte Istat, ma solo alcuni indicatori congiunturali relativi al primo mese, che suggeriscono un lieve miglioramento. La dinamica che dovrebbe prevalere nel 2026, per l’aggregato della manifattura italiana, è, secondo il Centro Studi di Confindustria, di una moderata crescita, tornando quindi al segno positivo dopo tre anni negativi: si tratterebbe, in realtà, di un parziale recupero dei livelli persi negli ultimi anni. In un simile scenario, alcuni settori potrebbero smettere di perdere produzione, mentre potrebbe aumentare ancora il numero di settori che registrano un aumento. Non abbastanza, in alcuni casi, per sanare le perdite recenti, ma almeno l’inizio di un sentiero positivo.

Cia: su Pac serve posizione netta su risorse e governance

Cia: su Pac serve posizione netta su risorse e governance

Roma, 23 feb. (askanews) – Serve una posizione netta su risorse, governance e vincoli di destinazione dei fondi nell’ambito del Qfp 2028-2034. Contro il declino minacciato dal Fondo unico, si converga con forza affinché le disposizioni relative alla Pac post 2027 abbiano almeno un regolamento specifico e non vengano disperse in quello dei Piani di partenariato (Nrpp). Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, in vista del Consiglio Agrifish e Affari Generali, al via oggi, e mentre parte il countdown per salvare le sorti di tutta l’agricoltura europea.

+”La riforma della Pac sta entrando nella fase cruciale del negoziato Ue ed è fondamentale che le prossime decisioni garantiscano agli agricoltori una prospettiva di stabilità, semplificazione e, soprattutto, certezza giuridica – fa sapere il presidente nazionale di Cia, Fini al ministro dell’agricoltura, Lollobrigida, e al ministro per gli affari europei, Foti – Rivendichiamo con orgoglio l’aver scongiurato l’ipotesi di tagli lineari al bilancio Pac, oltre il 20%, e di aver ottenuto un incremento di circa un miliardo di euro per l’agricoltura nazionale rispetto alla programmazione attuale, ma la partita resta ancora aperta”.

Ancora in mobilitazione, quindi, come nelle manifestazioni di Bruxelles e Strasburgo, Cia punta i riflettori sull’architettura della Pac e sulle criticità insite nei Piani di partenariato nazionale e regionale: allocazione non ideale per la politica agricola, “aprirebbe la strada a distorsioni della concorrenza nel Mercato Unico e a una perdita della visione strategica europea. Inoltre, invece di semplificare, questa frammentazione -chiosa Fini- rischia di generare una burocrazia eccessiva per le autorità nazionali e per i beneficiari”.

Imperativo per Cia intervenire sulla specificità dei testi legislativi. In sostanza no al Regolamento Nrpp, sì ai Regolamenti settoriali Pac e Ocm. Resta la complessità, ma si potrà contribuire – secondo Cia – a preservare la coerenza del quadro normativo e la competenza in capo ai ministri dell’Agricoltura.

Poi l’affondo sulle promesse della von der Leyen: “occorre garantire maggiore chiarezza e certezza giuridica affinché la quota del 10% del target rurale sia, effettivamente, vincolata al settore agricolo – conclude Fini – e che eventuali margini di flessibilità per l’utilizzo dei fondi non allocati siano destinati prioritariamente agli agricoltori. Queste sono le nostre priorità negoziali. L’Italia non arretri, difenda con determinazione un pilastro essenziale per la sicurezza alimentare e la vitalità delle aree rurali”.

Pil, Confindustria: peggiora scenario inizio 2026, zavorra export e consumi

Pil, Confindustria: peggiora scenario inizio 2026, zavorra export e consumi

Roma, 23 feb. (askanews) – Peggiora lo scenario a inizio 2026. In Italia, dopo il buon quarto trimestre 2025, con +0,3% per il Pil, trainato dagli investimenti del Pnrr, a gennaio migliora la fiducia delle famiglie e accelerano i servizi. La dinamica dell’industria resta volatile e la risalita lenta, penalizzata dal dollaro più svalutato e da consumi ancora fragili. Il costo dell’energia alto e in salita può scendere grazie alle norme approvate dal Governo. E’ il quadro che emerge dalla congiuntura diffusa dal Centro Studi di Confindustria.

Continua il rincaro del prezzo del petrolio: 71 dollari al barile a febbraio (63 a dicembre). Dopo la fiammata a gennaio, il prezzo del gas resta a 33 euro/Mwh (da 28 a fine 2025). Il dollaro più svalutato sull’euro (1,18 a febbraio), sull’attesa di una Fed più incline ai tagli, attenua solo in parte i rincari (e frena l’export). Il decreto varato dal governo viebne giudicato “positivo” e può ridurre il prezzo dell’energia per famiglie e imprese in modo sostanziale, se approvato dalla Commissione europea.

Risale il costo del credito. A febbraio il tasso sui Btp italiani cala di poco (3,36%), mentre si è fermato l’aumento del Bund in Germania (2,97%): lo spread si restringe ancora (+39 punti base, appena +15 in Spagna). La Bce, intanto, è ferma da metà 2025 a un tasso di riferimento del 2%, anche se l’inflazione nell’Eurozona è scesa su valori moderati (+1,7% a gennaio). In tale contesto, il tasso pagato dalle imprese italiane ha esaurito il calo e inverte la rotta (3,58% a dicembre, da 3,38% a settembre).

A dicembre la produzione industriale è tornata a calare (-0,4%, dopo +1,5%), ma il quarto trimestre è rimasto positivo (+0,9%): c’è una risalita ma fragile, perché i dati mensili sono molto volatili e la domanda (da export e consumi) rimane debole. A gennaio il Pmi migliora lievemente, restando in area recessiva (48,1 da 47,9), in lento aumento anche la fiducia delle imprese (89,2 da 88,5).

A dicembre le vendite al dettaglio sono calate (-0,9% in volume), quasi azzerando la crescita nel quarto trimestre (+0,1%); a gennaio, però, aumentano gli acquisti di autovetture. La fiducia delle famiglie migliora un po a inizio 2026, mentre il numero di occupati, pur contraendosi lievemente a fine 2025, cresce comunque di +0,3% nel quarto. Cala molto, invece, la fiducia delle imprese nel commercio, sebbene i giudizi sulle vendite restino positivi.

A dicembre la spesa dei turisti stranieri cresce poco (+2,5% tendenziale). Nel primo mese del 2026 l’Hcob-Pmi, già in zona espansiva, indica un rafforzamento del settore (52,9 da 51,5). Anche la fiducia delle imprese nei servizi segna un aumento robusto a gennaio (103,4 da 100,2).

L’export italiano di beni, seppur in crescita a dicembre (+0,6%, a prezzi costanti), cala nel quarto trimestre (-1,9%). In modesta espansione l’import (+0,1% mensile e +0,4% trimestrale).

Dinamiche molto eterogenee tra paesi e settori nel 2025 evidenziano una rapida riconfigurazione degli scambi dopo gli shock: l’export è stato trainato dai farmaci verso gli Usa, dai metalli in Svizzera; la filiera farmaceutica ha anche generato gran parte del balzo dell’import da Cina e Usa. Le prospettive a gennaio 2026 restano deboli secondo gli ordini esteri manifatturieri, seppure in lieve miglioramento.