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Autore: Redazione StudioNews

Industria eurozona torna a calare a luglio: -0,3% mese, -2,2% annuo

Industria eurozona torna a calare a luglio: -0,3% mese, -2,2% annuoRoma, 13 set. (askanews) – È tornata a calare a luglio la produzione dell’industria nell’area euro, con un meno 0,3% rispetto al mese precedente dopo la dinamica piatta segnata a giugno e le contrazioni di maggio (-0,9%) e aprile (-0,2%). Lo riporta Eurostat, secondo cui nel paragone su base annua la produzione risultava diminuita del 2,2% a luglio, uno smorzamento rispetto almeno 4,1% di giugno.


Guardando ai dati mensili, la flessione più forte a luglio ha riguardato i beni di consumo durevoli (-2,8%), seguiti dai beni di investimento (-1,6%) e dai beni intermedi (-1,3%). In Italia, ricorda l’ente di statistica comunitario, a luglio la produzione industriale aveva registrato un calo dello 0,9% rispetto al mese precedente.

Pil, Confindustria: nel III trim. servizi frenano ma industria cala meno

Pil, Confindustria: nel III trim. servizi frenano ma industria cala menoRoma, 13 set. (askanews) – Dopo il +0,2% registrato dal Pil italiano nel secondo trimestre dell’anno, con l’export che perde quota, le indicazioni per il terzo trimestre sono di minore crescita nei servizi e di un’attenuazione nel calo dell’industria. L’inflazione rallenta nell’Eurozona e “finalmente famiglie e imprese saranno aiutate dal taglio dei tassi, che stimola consumi e investimenti”. Risale però il prezzo del gas in Europa. E’ il quadro che emerge dalla Congiuntura Flash diffusa dal Centro Studi di Confindustria.

Comitato militare Nato a Praga, mentre cresce la rabbia di Mosca

Comitato militare Nato a Praga, mentre cresce la rabbia di MoscaPraga, 13 set. (askanews) – La massima autorità militare della Nato, il Comitato militare, si riunisce oggi e domani a Praga, in Repubblica Ceca. Il tutto mentre si consuma una forte crisi diplomatica tra Mosca e Londra e dopo le roventi dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin sul rischio di una “guerra” se all’Ucraina fosse consentito di utilizzare armi a lungo raggio fornite dalla NATO per colpire obiettivi all’interno della Russia, come richiesto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Oltre alla minaccia russa di “decisioni appropriate”. Intanto il primo ministro britannico Keir Starmer è oggi a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Joe Biden , dove dovrebbe chiedere l’approvazione degli Stati Uniti per un piano che consentirebbe all’Ucraina di utilizzare il missile britannico “Storm Shadow” per colpire obiettivi all’interno della Russia.


Mosca sta evidentemente flettendo i muscoli. Il ministero della difesa russo ha affermato che il suo personale di servizio impegnato in esercitazioni nel Mare di Barents ha condotto test di lancio di missili da crociera e ha anche partecipato a esercitazioni per simulare la caccia e l’inseguimento di sottomarini nemici. Ha descritto le esercitazioni come un successo. La Russia sta conducendo la sua più grande serie di esercitazioni navali dall’era sovietica. È dunque particolarmente rilevante l’incontro Nato del week end di persona a Praga, con i Capi di stato maggiore della difesa che discuteranno degli sviluppi strategici militari all’interno dell’Alleanza. Gli interventi di apertura spetteranno al presidente del Comitato militare della NATO, ammiraglio Rob Bauer, al presidente della Repubblica Ceca Petr Pavel e al capo di stato maggiore ceco, tenente generale Karel Rehka.


Da notare che Pavel è stato eletto presidente della Repubblica Ceca a gennaio 2023. Con l’appoggio del governo di centrodestra, ha sconfitto l’ex primo ministro populista Andrej Babis. Un segnale forte inviato dalla popolazione nonostante i poteri limitati, nella Repubblica Ceca, del capo dello Stato. E da notare anche che Pavel in passato ha guidato il Comitato militare della Nato. “La prima sessione vedrà i Capi di Stato maggiore della Difesa dei Paesi Nato affrontare la realizzazione delle decisioni prese dagli alleati al Summit di Washington nel luglio 2024” si legge in una nota dell’alleanza. “Mentre l’Alleanza celebra il suo 75esimo anniversario, i leader della Nato stanno adottando misure importanti per rafforzare ulteriormente la deterrenza e la difesa, rafforzare il supporto a lungo termine all’Ucraina e approfondire le partnership globali” si aggiunge.


Nella seconda sessione, il comandante supremo alleato in Europa, generale Christopher G. Cavoli, informerà i capi della difesa sui progressi dell’implementazione dei piani DDA. Questi piani rendono l’Alleanza più forte e più capace di scoraggiare e, se necessario, difendersi da qualsiasi potenziale avversario. Come parte del pacchetto di supporto della Nato all’Ucraina, questa sessione discuterà anche dell’istituzione del Nato Security Assistance and Training for Ukraine (Nsatu), un nuovo comando progettato per pianificare, coordinare e organizzare la fornitura di assistenza alla sicurezza. Nella terza sessione, il comandante supremo alleato per la trasformazione, generale Philippe Lavigne, fornirà informazioni e aggiornamenti sulla trasformazione bellica dell’Alleanza in conformità con il NATO Defence Planning Process (NDPP). Tra gli altri argomenti, i capi di stato maggiore della difesa discuteranno del lancio del NATO-Ukraine Joint Analysis, Training, and Education Centre (JATEC), un importante pilastro della cooperazione pratica, per identificare e applicare le lezioni apprese dalla guerra della Russia contro l’Ucraina e aumentare l’interoperabilità dell’Ucraina con la Nato.


Il Comitato militare si riunisce in una sessione dei Capi di Stato maggiore della Difesa due volte l’anno presso il Quartier generale della Nato a Bruxelles, e una volta l’anno si tiene una conferenza da uno Stato membro alleato. Il Comitato militare si riunisce per discutere delle operazioni, missioni e attività della Nato e per fornire al Consiglio del Nord Atlantico una consulenza militare senza vincoli e basata sul consenso su come l’Alleanza può affrontare al meglio le sfide della sicurezza globale. Su base giornaliera, il suo lavoro è svolto dai Rappresentanti militari permanenti presso il Quartier generale della Nato a Bruxelles.

Teatro, pop, rock, lirica e balletto nella stagione di Dubai Opera

Teatro, pop, rock, lirica e balletto nella stagione di Dubai OperaRoma, 13 set. (askanews) – Al via la nuova stagione di Dubai Opera che conferma la propria vocazione di primo hub culturale nel Medio Oriente, piattaforma di dialogo artistico dal pop all’opera lirica, dal balletto classico ai ritmi più contemporanei, dal jazz e musical alla sinfonica, passando per i grandi eventi rock e il folk internazionale, e ancora circo contemporaneo, le rassegne di musica da film e da camera: crocevia di suoni, lingue e culture. Racconterà in oltre 50 produzioni internazionali il mondo senza confini delle arti.


Dopo una stagione che ha superato tutte le precedenti in termine di affluenza del pubblico e ampiezza della proposta artistica, Dubai Opera presenta la stagione 2024-25 con oltre cinquanta appuntamenti internazionali e trasversali d ogni genere, oltre dieci compagnie al loro debutto in UAE, più di mille artisti coinvolti provenienti da tutto il mondo e rassegne uniche nel Middle East, come quella dedicata alla musica da camera grazie anche alla collaborazione con Steinway e quella dedicata alla musica da film. La nuova stagione è stata presentata in occasione della settimana d’apertura, dal 13 al 21 settembre, animata da tre importanti produzioni provenienti dall’Opera e Balletto Nazionale di Varsavia, le cui maestranze artistiche vantano una lunga e solida tradizione sia in campo operistico, sia soprattutto nel balletto e nella musica sinfonica: Aida, composta da Verdi per festeggiare l’apertura del Canale di Suez, il balletto Giselle di Adam, caposaldo del Romanticismo in danza, e la Nona Sinfonia di Beethoven con il suo possente organico sinfonico e vocale, tutte guidate dal direttore francese Patrick Fournillier. La produzione di Aida sarà quella storica del regista e scenografo italiano Roberto Laganà Manoli, scomparso nel 2020 ed anche quella di Giselle riporta in vita la storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot che debuttò nel 1841 all’Opera di Parigi. Inoltre, ogni serata d’apertura del singolo titolo in questa settimana si configurerà proprio come un Grand Gala per celebrare in festa la ripartenza.


Alla settimana delle grandi aperture seguirà poi una prima capsule pop-melodica tra Italia e Francia, con l’ex top model ed ex premiere dame Carla Bruni impegnata nel suo repertorio di canzoniere francese, sua seconda lingua madre, quindi con le hits mondiali dell’italiano Umberto Tozzi, autore e primo interprete di alcune delle canzoni più eseguite al mondo come “Gloria”. Questa trama melodica riaffiorerà poi in stagione ad ottobre con il trio italiano Il Volo e in chiave più dance con la cantautrice e modella britannica Sophie Ellis-Bextor. Il pluripremiato compositore e polistrumentista argentino Gustavo Santaolalla, già doppio Oscar, doppio Grammy, 19 Latin Grammies, doppio BAFTA e Golden Globe, aprirà invece il filone della grande musica di matrice cinematografica, jazz e folk, seguito subito dopo dal celebre ensemble cubano Buena Vista Social Club, quindi dal grande pianista jazz Brad Meldau e dall’omaggio alla vera divina del Medio Oriente Umm Kulthum, affidato alla voce di Lubana al-Quntar, cantante siriana nata in una famiglia di celebri musicisti e oggi comunemente ritenuta anche in Occidente, la miglior interprete della tradizione araba fino alla lirica. Il jazz vedrà il suo apice nella Giornata Mondiale del Jazz il 30 aprile con la All Star Big Band targata Blue Note, mentre la musica da film vedrà un’intera settimana ad essa dedicata con l’Orchestra Sinfonica di Stato armena impegnata sulle partiture di Colazione da Tiffany, Back to the Future, Star Wars e Casablanca.


Questa continua alternanza di generi pensata per un pubblico giovane, dinamico, curioso e internazionale, sarà la vera cifra stilistica di questa seconda stagione disegnata dal 39enne ceo italiano Paolo Petrocelli, che vedrà già il 17 ottobre il ritorno del grande balletto con il Romeo e Giulietta di Prokofiev nella celebrata produzione disegnata da Benjamin Millepied. Il corpo di ballo sarà il prestigioso L.A. Dance Project e l’importante produzione verrà presentata quest’anno solo a Sydney e Dubai. Sempre nel solco del grande balletto in reinterpretazione contemporanea, a maggio arriverà la celebrata produzione del famoso coreografo Edward Clug per il Lubiana Festival del capolavoro Carmina Burana di Orff, mentre la danza in veste più classica tornerà poi con The Nutcracker del Teatro di Astana in dicembre per festeggiare le festività natalizie insieme al grande Gospel di The Kingdom Choir e alla brillante serata di fine anno con il deejay superstar Parov Stelar. Il ciclo della grande danza contemporanea ripartirà già il 15 gennaio con il celebrato balletto Modanse della star russa Natalia Zakharova, etoile del Bolshoi e creatrice di questo celeberrimo progetto dedicato alla vita e all’intramontabile cifra stilistica di Coco Chanel. Comprenderà poi anche lo spettacolo Tango After Dark prodotto a Broadway da grandi campioni di tango argentino su musiche di Astor Piazzolla ad aprile e lo spettacolo dell’ensemble britannico STOMP con il loro travolgente ritmo urban tribale a maggio, al loro debutto in UAE.


Il 19 ottobre si inaugurerà poi un’altra delle trame sottese alla stagione, quella del grande rock storico con Glenn Hughes, bassista e voce dei Deep Purple, a celebrare in nuova formazione i 50 anni del caposaldo Burn, album indimenticabile della band che ha fatto la storia del rock e non solo. Questo filone proseguirà poi a gennaio con tre date dedicate al grande rock in versione sinfonica grazie alle produzioni anglosassoni con l’orchestra sinfonica di Stato armena dedicate a Led Zeppelin, Nirvana e Michael Jackson e subito seguite dalla Dire Straits Legagy, autentica leggenda del Brits pop formata da Alan Clark, Phil Palmer, Danny Cummings, Mel Collins, Jack Sonny, Trevor Horn, Primiano di Biase e Marco Caviglia, vere icone del rock con e oltre Dire Straits. Tra fine ottobre e inizio novembre partirà invece il filone musical con la prima delle due produzioni di quest’anno: lo storico Singin’ in the Rain prodotto dal celebrato regista del West End di Londra Jonathan Church, con la coreografia di Andrew Wright e la scenografia di Simon Higlett; poi a febbraio ’25 il thriller musical Sweeney Todd di Stephen Sondheim firmato da Victorian Opera e New Zeeland Opera, entrambi al loro debutto nell’area emiratina. Tra il 14 e il 21 febbraio 2025, grazie alla residenza artistica del Teatro Nazionale di Brno, erede contemporaneo del più antico teatro dell’Europa centrale e del patrimonio musicale dell’impero asburgico, si tornerà in area classica con il balletto La Bayadere, simbolo della celebre scuola russa di Petipa, il Requiem di Mozart per il grande sinfonismo e l’Eugene Onegin per l’opera russa per eccellenza. La trama cameristica e sinfonica, che nella sua forma festivaliera in collaborazione con Steinway avrà luogo dal 6 al 25 aprile, partirà già il primo novembre con Vivaldi, The Four Seasons Recomposed by Max Richter, il pluripremiato compositore anglo-tedesco che ha reso una versione post-minimalista e contemporanea del capolavoro settecentesco, ancora oggi il brano di musica classica più ascoltato al mondo. La versione di Richter, che verrà interpretata a Dubai dai Virtuosi di Kyiv con il violino solista dell’eccellente Anastasya Petryshak, collaboratrice stabile di Andrea Bocelli, è stata usata con grande successo anche nella colonna sonora della serie HBO L’Amica Geniale. Richter stesso giungerà poi eccezionalmente a debuttare sul palco di Dubai e nel Medio Oriente con il suo nuovo progetto elettro-acustico In a Landscape, la cui versione discografica uscirà per DECCA ad inizio settembre. Punta di spicco di questo filone sarà anche il doppio concerto il 4 e 5 gennaio Global Waltzing – from Strauss to Hans Zimmer che, oltre alla partecipazione straordinaria di Zimmer stesso, vedrà il famoso ensemble fondato dal violinista, compositore, direttore, regista e comico russo Alexej Igudesman misurarsi con la grande tradizione del valzer viennese fino alla musica cinematografica di Zimmer. Fondamentale e vera esclusiva culturale di Opera Dubai è poi il lungo ed intenso percorso dedicato ai grandi interpreti della tradizione musicale araba contemporanea: oltre al dovuto omaggio all’età d’oro del genere e alla sua prima divina Umm Kulthum ad ottobre, si proseguirà con la cantautrice algerina di origine berbera Souad Massi, il crossover sinfonico dell’emiratino Ihab Darwish, il jazz di Ibrahim Maalouf, la fusione arabo-greca di Guy Manoukian, la R&B del duo Majid Jordan, il nomade tuareg nigeriano e star assoluta Bombino ed infine il trio transgenerazionale della famiglia di Marcel Khalife, vera icona della poesia araba e del nuovo dialogo musicale tra Medio Oriente ed Occidente. Paolo Petrocelli, Sovrintendente della Dubai Opera, ha dichiarato: “Siamo lieti di tornare con una stagione davvero inclusiva, con un’offerta che copre l’intero spettro delle arti performative, dall’opera, il balletto, la sinfonica, al musical, la musica pop, rock, jazz e folk. Dubai Opera si conferma, dunque, una delle organizzazioni culturali più vibranti dell’intero Medio Oriente”.

Design, a Londra i 70 anni di ‘Interni’ con archistar global

Design, a Londra i 70 anni di ‘Interni’ con archistar globalRoma, 13 set. (askanews) – Architetti e designer di fama internazionale riuniti all’Istituto Italiano di Cultura di Londra per parlare di “Storia del design e dell’architettura e FuoriSalone”, un evento organizzato dall’Istituto diretto da Francesco Bongarrà in collaborazione con la rivista Interni in occasione del suo settantesimo anniversario.


Deyan Sudijc, ex Direttore del Design Museum di Londra e della rivista Domus, editorialista per Interni e co-autore del libro “30 Years of FuoriSalone”, il famosissimo designer Ron Arad, il Direttore dello Studio Zaha Hadid, Michele Pasca di Magliano e l’architetto Claudia Pasquero, specializzata in biotecnologie ambientali, moderati dall’architetto Carlo Biasia, hanno parlato ad una qualificatissima platea di architetti e designer per la stragrande maggioranza britannici del design in generale, del loro legame professionale ed artistico con il nostro Paese, delle nuove tendenze, e dei propri progetti nell’immediato e nel futuro. “È un enorme piacere accogliere qui questi importantissimi esponenti del design e dell’architettura a livello globale – ha detto Bongarrà, presentando gli ospiti alla sala gremita – e sono felice di far continuare la collaborazione dell’Istituto di Cultura di Londra con Interni, un rapporto proficuo che dura ormai da anni, e di fare gli auguri di compleanno a questa meravigliosa rivista”.


Deyan Sudjic ha espresso il suo apprezzamento per la felice collaborazione lavorativa tra il mondo del design britannico e italiano “Italy, thank you!” ha esclamato, ricordando poi gli anni in cui a Milano, capitale per eccellenza del Design Italiano grazie anche a importanti iniziative quali la Triennale, il Salone del Mobile e, naturalmente, il FuoriSalone, si sono formati quegli architetti e designer ancora oggi tra i piu’ noti nel mondo, quali Gio’ Ponti, Achille Castiglione ed Enzo Mari, per citarne solo alcuni, e le riviste specializzate quali Domus, Abitare e Interni, spesso dirette da architetti. Ron Arad ha parlato della sua esperienza al Salone e al FuoriSalone. “E’ stato proprio a Milano – ha sottolineato – che ho incontrato tutti i miei eroi, Castiglione e Mari innanzitutto, ma anche Ettore Sottsass. Ed è in Italia – ha continuato – che si trovano i migliori artigiani, quelli in grado di realizzare dei prototipi che risultano poi essere di qualità superiore al prodotto industriale finito”. Sullo sfondo, le immagini di alcuni degli oggetti di design realizzati da Arad, dal famosissimo BookWorm in poi.


Michele Pasca di Magliano ha mostrato al pubblico alcuni dei principali progetti dello Studio Zaha Hadid da lui diretto: “Uno studio che cresce continuamente. Il nostro team ora comprende 500 persone, seguiamo progetti in tutto il mondo”. A partire dai notissimi “Citylife” a MIlano, e il MAXXI a Roma, ma anche l’Henderson a Hong Kong, la Unicorn Island a Sichuan, il New Science Centre a Singapore, e molti altri. “Al momento abbiamo 40 cantieri aperti in 28 Paesi “, ha aggiunto. Infine, Claudia Pasquero, di ecoLogic Studio, ha descritto il suo lavoro incentrato sul bio design digitale e sulla ricerca della nuova tecnologia della natura: “Un esempio per tutti – ha spiegato – e’ il Tree.One, un esempio di biotecnologia che ridefinisce i confini di cio’ che e’ naturale, e ci permette di osservare le ripercussioni sulla nostra vita futura”.


Prossimo appuntamento con l’architettura ed il design all’Istituto di Cultura di Londra mercoledi 18 settembre. Sul palco di Belgrave Square ci saranno l’architetto Mario Cucinella, autore del padiglione Italiano all’EXPO 2025 Osaka, in conversazione con Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile di Milano, moderati dalla curatrice Priya Khanchandani, in presenza dell’Ambasciatore Mario Vattani, Commissario Generale per l’Italia a EXPO 2025.

Lazza pubblica Zeri in più (Locura) feat. Laura Pausini

Lazza pubblica Zeri in più (Locura) feat. Laura PausiniMilano, 13 set. (askanews) – L’hanno annunciato in condivisione sui social, e un primissimo assaggio sonoro è arrivato dall’installazione in Piazza XXV Aprile a Milano: a una settimana esatta dall’uscita di Locura, Lazza pubblica oggi per Island Records Zeri in più (Locura) feat. Laura Pausini.


Apripista dell’album, il brano spariglia tutti i pronostici per portare l’asticella ancora più in alto nella scala della sperimentazione: non il classico pezzo pop, ma un banger dalle batterie essenzialmente trap, che arriva dritto come un treno, e dove la voce della regina della musica italiana nel mondo si svela in una veste totalmente inedita, per spingersi in un territorio introspettivo profondo e complesso. Se è vero che eri in più (Locura) è nato da un’idea non convenzionale di Lazza, che per questo brano ha pensato all’artista più italiana possibile, un nome gigante nel nostro panorama musicale e internazionale, nonché sincera amica, altrettanto vero è che Laura Pausini ha accettato la sfida con entusiasmo e con la voglia di mettersi in gioco, prendendo parte a un campionato tradizionalmente non suo. Il risultato è un brano crudo e viscerale, che apre il disco e ne sintetizza immediatamente il concept: zeri in più, problemi in più, la mia locura.


Di tinte dark si tinge anche il video di eri in più (Locura) , fuori ora per la regia di Late Milk. Trasposizione in immagini della narrativa del brano, frame dopo frame emerge tutto il senso di isolamento, solitudine e tormento interiore che i due artisti da record, al centro della scena, cantano.

Campania, Fi: Piantedosi sarebbe candidato di altissimo livello

Campania, Fi: Piantedosi sarebbe candidato di altissimo livelloMilano, 13 set. (askanews) – “Se il Ministro Piantedosi accettasse la candidatura a presidente della Regione Campania, sarebbe un candidato di altissimo livello. Noi di Forza Italia ne saremmo orgogliosi”. Lo dice Fulvio Martusciello, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo, commenta l’ipotesi della candidatura in Campania del Ministro degli interni Matteo Piantedosi affacciata “ieri del segretario dell’UDC, Lorenzo Cesa, nell’ambito di una riflessione sulla candidatura per la Campania. Qualora ci fosse la disponibilità del Ministro, fermo restando che saranno i vertici del partito a decidere, in Campania chiuderemmo la questione in due minuti. Lo ritengo uno dei migliori Ministri di questo governo”, conclude Martusciello.

UN Tourism lancia le linee guida per gli investimenti in Armenia

UN Tourism lancia le linee guida per gli investimenti in ArmeniaMilano, 13 set. (askanews) – UN Tourism, l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite, arricchisce le sue linee guida per gli investimenti con una nuova edizione dedicata al potenziale dell’Armenia. “Tourism Doing Business – Investing in Armenia” è una pubblicazione dedicata agli investitori e ai professionisti del turismo che hanno bisogno di un approfondimento “sul settore turistico armeno, sul patrimonio culturale unico dell’Armenia, sulla sua solida crescita economica e il suo ambiente favorevole agli affari”.


“L’Armenia è una destinazione turistica in ascesa e allo stesso tempo la sua attenzione alle riforme economiche, allo sviluppo delle infrastrutture e alla promozione degli investimenti esteri diretti l’ha posizionata come l’economia a più rapida crescita in Europa” ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite per il Turismo, Zurab Pololikashvili, aggiungendo “queste nuove linee guida sottolineano l’impegno dell’Armenia a promuovere un ambiente favorevole per i capitali internazionali e mostrano le opportunità che il settore turistico del Paese offre agli investitori di tutto il mondo”. L’Organizzazione mondiale del turismo ricorda che negli ultimi anni, il Paese caucasico ha registrato una notevole crescita come destinazione turistica: i turisti internazionali nel Paese hanno raggiunto i 2,3 mln nel 2023, con un aumento del 22,3% rispetto al 2019. Questa crescita “supera notevolmente la media regionale dell’Europa Centrale e Orientale e inoltre, le entrate turistiche internazionali in Armenia hanno raggiunto i 3 mld di dollari nel 2023, con un aumento del 97% rispetto al 2019” . Le Linee guida mettono in luce la posizione strategica dell’Armenia, al crocevia tra Europa, Asia e Medio Oriente, e evidenziano la sua politica di esenzione dal visto d’ingresso per i cittadini di circa 70 Paesi. L’Armenia offre inoltre voli diretti da oltre 50 città in Europa, Medio Oriente e Asia e i suoi principali aeroporti gestiscono complessivamente oltre 4 milioni di passeggeri all’anno.


“Negli ultimi anni l’Armenia ha dimostrato una notevole resilienza e crescita economica” ha rimarcato la direttrice esecutiva del Turismo delle Nazioni Unite, Natalia Bayona, spiegando che “gli arrivi di turisti internazionali sono aumentati di quasi il 25% rispetto ai livelli pre-pandemia, mentre l’arrivo di investimenti in tutti i settori testimonia ulteriormente la fiducia nel potenziale turistico dell’Armenia. Siamo orgogliosi di collaborare con l’Armenia – ha concluso – per presentarla come destinazione d’investimento attraverso queste ultime linee guida dell’Onu sul turismo”. Per quanto riguarda le opportunità per gli investitori, l’Organizzazione precisa che gli afflussi di investimenti diretti esteri (Ide) hanno raggiunto quasi un miliardo di dollari nel 2022, il massimo storico. Una tendenza che è proseguita nel 2023, con un totale, secondo l’Unctad, di 443 milioni di dollari. Inoltre, le ultime stime delle autorità armene indicano che la cifra per il 2023 si aggira intorno ai 580 milioni di dollari, “a testimonianza della crescente fiducia internazionale nel mercato armeno”.


Le nuove linee guida analizzano i fattori che contribuiscono a rendere l’Armenia, e il suo settore turistico, una proposta attraente per gli investitori stranieri. In particolare l’UN Tourism sottolinea che l’Armenia ha registrato una crescita del PIL dell’8,7% nel 2023, la più rapida in Europa, con previsioni di crescita del 6% nel 2024. L’economia ha inoltre registrato un’espansione costante, trainata da settori strategici come il turismo, l’informatica e l’agricoltura. La Banca centrale armena è riuscita a mantenere bassi e stabili i tassi di inflazione, mentre il Paese vanta anche una forza lavoro altamente istruita con un tasso di alfabetizzazione superiore al 99%. Infine, la pubblicazione precisa che la legge sugli investimenti esteri “consente la partecipazione illimitata di capitale straniero, garantendo la parità di trattamento tra investitori stranieri e nazionali”, e il governo offre interessanti incentivi fiscali, come l’esenzione dall’Iva per i servizi turistici e significative agevolazioni fiscali per gli operatori di strutture ricettive. L’appartenenza all’Unione economica eurasiatica (Ueea) consente inoltre di accedere ad un mercato unico di circa 185 milioni di consumatori, e l’accordo di partenariato globale e rafforzato (Cepa) Ue-Armenia rafforza inoltre i legami con l’Unione europea.

Liguria, Rixi: non possiamo perdere, io sarò capolista Lega

Liguria, Rixi: non possiamo perdere, io sarò capolista LegaMilano, 13 set. (askanews) – “Il sindaco di Genova Marco Bucci è il miglior candidato possibile, perché con lui si va delineando un centrodestra aperto e ampliato alla società civile”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il leghista Edoardo Rixi, uno dei possibili candidati del centrodestra alla presidenza della Liguria, prima che venisse scelto proprio Bucci per provare a prendere il posto di Giovanni Toti, dimessosi in seguito all’inchiesta sulla corruzione portata avanti dalla Procura di Genova. Ma in Liguria, dice Rixi, vice di Matteo Salvini al Ministero delle Infrastrutture, “non ci possiamo permettere di perdere. È una delle regioni con il maggior numero di infrastrutture da portare a termine. Il governo crede molto negli investimenti fatti nella nostra regione. Ai tempi della ricostruzione del ponte Morandi, dicevano che Bucci era il sindaco del fare. Per l’attuale governo, questa è una garanzia. E per quel che mi compete, intendo metterci la faccia. Mi candiderò come capolista della Lega per stare vicino a Marco, non intendo in alcun modo lasciarlo solo in questa battaglia.Al netto delle scelte e degli impegni che ognuno ha, tutti devono fare la loro parte in una campagna elettorale che sta assumendo un significato nazionale”, dice Rixi.


Che quanto alla malattia di Bucci, osserva: “Come tanti altri lavoratori o tante persone con incarichi importanti, affronta il suo male con coraggio e abnegazione. Tutti i suoi dati recenti sono positivi, e Marco ha un grande coraggio. Nel momento in cui ha accettato, è perché se la sente. Anche dopo la complicata operazione del giugno scorso, quando i medici gli avevano imposto tre mesi di riposo assoluto, lui due giorni dopo era in ufficio a lavorare”. La malattia però non può essere un tema politico: “A mio avviso, no. Nei mesi scorsi, mi dava molto fastidio il fatto che se ne parlava già al passato, mentre invece Marco continuava a lavorare nonostante tutto. Questa candidatura è anche una risposta alle maldicenze di parte. Si vota per la persona e le sue capacità, non per la sua cartella clinica, che pure lui con grande onestà ha praticamente reso pubblica”.

Milano, tre morti in incendio in emporio articoli cinesi

Milano, tre morti in incendio in emporio articoli cinesiMilano, 13 set. (askanews) – È di tre morti il bilancio di un incendio avvenuto ieri sera intorno alle 23.00 a Milano in un emporio di articoli cinesi in via Ermenegildo Cantoni 3. Le vittime sono tutte giovani e di nazionalità cinese: si tratta di due fratelli di 19 e 17 anni ed un’altra di 24 anni.


Sul posto sono intervenuti cinque mezzi del Comando di Milano che hanno lavorato tutta la notte per domare le fiamme e poi procedere alla messa in sicurezza del magazzino. Indagano carabinieri e polizia scientifica per capire le dinamiche del tragico evento. Sul posto anche 118 e polizia locale. I Vigili del fuoco stanno ancora lavorando per procedere al raffreddamento degli ambienti ed al conseguente smassamento.