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Autore: Redazione StudioNews

Tennis, Djokovic celebrato (e in lacrime) in Serbia

Tennis, Djokovic celebrato (e in lacrime) in SerbiaRoma, 13 set. (askanews) – Accoglienza da eroe per Novak Djokovic al suo ritorno in patria in Serbia dopo la conquista del 24esimo slam nella finale degli Us Open contro Daniil Medvedev. Il 36enne serbo, grande appassionato di pallacanestro, ha partecipato alla festa riservata alla nazionale di basket per la conquista della medaglia d’argento ai mondiali. Ad accoglierli al Palazzo Vecchio di Belgrado, città natale del tennista, un bagno di folla di quasi 50 mila persone.

Affacciato al balcone del Palazzo Vecchio, Nole ha mostrato il trofeo, per poi ringraziare, visibilmente commosso, tutto il pubblico presente e complimentarsi con i giocatori serbi per il grande risultato ottenuto. “Ci sono pochi momenti che mi lasciano senza parole, e questo è uno di quelli. Un’emozione del genere non accadrà più” ha detto nel suo discorso il 24 volte campione slam. Tra i momenti più emozionanti, la dedica e l’abbraccio con Borisa Simanic, lo sfortunato cestista 25enne che a seguito di complicazioni dopo una gomitata ricevuta durante un match della competizione mondiale, ha subito l’asportazione di un rene. Djokovic ha infine concluso il suo discorso con un messaggio d’amore per la sua nazione: “Voglio concludere con questa frase: Nessuna nazione sportiva al mondo ha lo spirito che abbiamo noi. Viva la Serbia!”.

Viminale: in tre giorni sbarcati 8.141 migranti

Viminale: in tre giorni sbarcati 8.141 migrantiRoma, 13 set. (askanews) – In poco meno di tre giorni, da lunedì 11 a oggi (dato aggiornato alle ore 8), sono sbarcati sulle coste italiane 8.141 migranti. E’ l’ultimo dato disponibile aggiornato del ministero dell’Interno.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono arrivati nel nostro Paese 123.863 migranti quasi il doppio rispetto ai 65.517 arrivi del 2022. Dall’inizio del 2023, sono 11.630 i minori non accompagnati giunti in Italia (dato aggiornato all’11 settembre) contro i 14.044 del 2022.

Roma, Gualtieri inaugura ad Acilia nuovo nido: fermo da 10 anni

Roma, Gualtieri inaugura ad Acilia nuovo nido: fermo da 10 anniRoma, 13 set. (askanews) – Sopralluogo del sindaco di Roma Roberto Gualtieri a Acilia, nel X Municipio, dove con le assessore alla Scuola, Claudia Pratelli, e ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini, ha consegnato e inaugurato la nuova sede del nido “I Girasoli”. “Qui – ha dichiarato Gualtieri – finalmente, avranno a disposizione un bellissimo spazio dove iniziare il loro percorso di crescita, di scoperta del mondo, di formazione e costruzione di amicizie e competenze”.

“Da 10 anni il progetto di trasferire il nido in questo edificio era fermo, tanto che era stata soprannominata ‘scuola fantasma’ – ha raccontato il sindaco sui suoi social -. Grazie alla proficua collaborazione tra Campidoglio e Municipio, è stata impressa un’accelerazione, e si sono così finalmente completati i lavori mancanti ed i relativi collaudi. Ora finalmente potrà vivere e animarsi dell’allegria, della vivacità e della bellezza dei nostri piccoli”. “Grazie alle assessore Pratelli e Segnalini, al presidente Falconi e vicepresidente del X Municipio Prodon e all’assessore Morelli per il grande lavoro di squadra che ha permesso di raggiungere questo traguardo importantissimo, non solo per il quartiere ma per tutta la città. Un ringraziamento speciale alle educatrici e agli operatori che hanno lavorato tutta l’estate per essere pronti oggi”, ha aggiunto Gualtieri.

“Per noi la scuola è fondamentale per educare, per includere, per sostenere anche le famiglie e la loro vita lavorativa e quindi stiamo lavorando tantissimo per tariffe più basse, per rimodulare gli orari, per avere nidi e scuole accoglienti, che sono una cellula fondamentale della nostra società. Buon inizio anno scolastico a tutte le bambine e a tutti i bambini, alle loro famiglie e a tutta la comunità educante del nido ‘I Girasoli’”, ha concluso.

Migranti, Viminale: in tre giorni sbarcati in 8.141

Migranti, Viminale: in tre giorni sbarcati in 8.141Roma, 13 set. (askanews) – In poco meno di tre giorni, da lunedì 11 a oggi (dato aggiornato alle ore 8), sono sbarcati sulle coste italiane 8.141 migranti. E’ l’ultimo dato disponibile aggiornato del ministero dell’Interno.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono arivati nel nostro Paese 123.863 migranti quasi il doppio rispetto ai 65.517 arrivi del 2022. Dall’inizo del 2023, sono 11.630 i minori non accompagnati giunti in Italia (dato aggiornato all’11 settembre) contro i 14.044 del 2022.

Golf, il Team Europe di Ryder Cup al BMW PGA Championship

Golf, il Team Europe di Ryder Cup al BMW PGA ChampionshipRoma, 13 set. (askanews) – Il Team Europe di Ryder Cup sarà sul tee di partenza del BMW PGA Championship (14-17 settembre), uno dei tornei più prestigiosi nel calendario del DP World Tour, giunto alla 69ª edizione, quarto dei cinque inseriti nelle Rolex Series e dotato di nove milioni di dollari di montepremi. Una prova generale a due settimane dalla sfida con il Team Usa che si disputerà per la prima volta in Italia sul percorso del Marco Simone Golf & Country Club (Guidonia Montecelio – Roma) dal 29 settembre al 1° ottobre.

Sul percorso del Wentworth Club, a Virginia Water in Inghilterra, sarà un autentico show con tanti campioni, tra i quali sei tra i primi 15 del ranking mondiale e con l’Italia che sarà rappresentata da Francesco ed Edoardo Molinari, due dei vice capitani della compagine continentale, e da Guido Migliozzi. Difende il titolo Shane Lowry, impresa piuttosto complicata con gli altri undici del Team Europe ben determinati a conquistare il titolo, in una gara che viene ritenuta una sorta di quinto major, a iniziare da Rory McIlroy, numero due del World Ranking, e da Jon Rahm, numero tre, con il primo vincitore nel 2014 ed entrambi due volte secondi, l’ultima lo scorso anno quando furono superati di un solo colpo dall’irlandese. E ancora Viktor Hovland (n. 4), che ha da poco vinto la FedExCup intascando 18 milioni di dollari, Matt Fitzpatrick (n. 8), Tyrrell Hatton (n. 13), anche lui a segno nella gara (2020), e Tommy Fleetwood (n. 14), passando per l’esperienza di Justin Rose, l’entusiasmo dei debuttanti Robert MacIntyre e Sepp Straka e la freschezza di Nicolai Hojgaard e di Ludvig Aberg, vincitore dell’Omega European Masters, anche loro al primo confronto con gli Usa. Dello staff saranno in campo, oltre ai due Molinari, con Francesco sul gradino più alto del podio nel 2018, anche il capitano Luke Donald (doppietta per lui 2011-2012) e altri due dei cinque vice capitani, Thomas Bjorn e Nicolas Colsaerts. Assente ii quinto, José Maria Olazabal.

Non è tutto, perché in un field di gran livello la lista dei favoriti è comunque molto lunga. Citiamo, tra i tanti, Thriston Lawrence. Pablo Larrazabal, Ockie Strydom e Adrian Meronk, due volte vincitori in stagione, Billy Horschel e Danny Willett, che hanno conquistato il titolo nel 2021 e nel 2019, Tom Hoge, Vincent Norrman, il quale svolge attività sul PGA Tour e che la scorsa settimana ha messo la sua firma sull’Horizon Irish Open. Vincitori azzurri e record – Francesco Molinari è stato il terzo italiano a trionfare nel BMW Championship (battendo McIlroy) preceduto da Costantino Rocca (1996), che superò di due colpi Nick Faldo e Paul Lawrie, e Matteo Manassero (2013) dopo spareggio a tre con Simon Khan e Marc Warren. Inoltre gli azzurri hanno ottenuto due secondi posti con Baldovino Dassù (1979) e con lo stesso Francesco Molinari (2017).

Il primato di vittorie è di Nick Faldo con quattro, che è giunto anche tre volte secondo. Lo seguono con tre Peter Alliss, Bernhard Langer e Colin Montgomerie e con due, oltre a Donald, anche Seve Ballesteros, Tony Jacklin, Ian Woosnam e Anders Hansen. Presenti otto past winner. Oltre ai sette citati ci sarà anche David Howell (2006) che nell’occasione raggiungerà le 721 presenze sul DP World Tour eguagliando l’attuale recordman, lo spagnolo Miguel Angel Jimenez. L’inglese, 48enne con cinque titoli sul circuito, ha finalizzato la stagione a questo obiettivo che ha raggiunto in maniera quanto meno insolita, perché nelle 14 presenze stagionali è sempre uscito al taglio. Tuttavia è destinato prendere il comando di questa classifica con l’iberico fermato dall’età (59 anni).

Caldo estremo e inondazioni: rischi per la filiera globale dell’abbigliamento

Caldo estremo e inondazioni: rischi per la filiera globale dell’abbigliamentoMilano, 13 set. (askanews) – Il caldo estremo e le inondazioni stanno minacciando i principali centri di produzione di abbigliamento a livello globale e metteranno a rischio oltre 65 miliardi di dollari di esportazioni in quattro centri di produzione strategici entro il 2030. È quanto emerge da una recente ricerca condotta dal Global Labor Institute (GLI) della Cornell University e dalla società globale di gestione degli investimenti Schroders sull’impatto economico dei cambiamenti climatici – in particolare caldo estremo e inondazioni – sui produttori di abbigliamento e sui lavoratori del settore. I ricercatori hanno analizzato le produzioni di abbigliamento vulnerabili al clima in Bangladesh, Cambogia, Pakistan e Vietnam, che complessivamente rappresentano il 18% delle esportazioni globali di abbigliamento, ospitano circa 10.000 fabbriche di abbigliamento e calzature e impiegano 10,6 milioni di lavoratori.

Sulla base di proiezioni, i ricercatori hanno analizzato i livelli futuri di caldo e inondazioni per questi Paesi. Questi dati sono stati poi utilizzati per stimare i risultati a livello di settore per il 2030 e il 2050, confrontando uno scenario di “adattamento al clima” con uno scenario di “caldo elevato e inondazioni”. I risultati mostrano che il caldo estremo e le inondazioni comporteranno una perdita significativa di profitti e di posti di lavoro in tutti e quattro i Paesi, a causa di una crescita più lenta del settore, dovuta a una minore produttività. Rispetto a uno “scenario di adattamento al clima”, lo scenario “caldo estremo e inondazioni” mostra un calo di 65 miliardi di dollari nei profitti previsti tra il 2025 e il 2030, pari a una diminuzione del 22% dei profitti da esportazione. Allo stesso modo, lo scenario “caldo elevato e inondazioni” analizzato mostra che verrebbero creati oltre 950.000 nuovi posti di lavoro in meno, pari a un calo del 7%. Queste proiezioni aumentano significativamente per il 2050, con un calo del 68,6% dei profitti da esportazione e 8,64 milioni di posti di lavoro in meno nello scenario “caldo elevato e inondazioni”.

Inondazioni violente e ondate di calore stanno già segnando queste regioni. Nel 2022, un terzo del Pakistan è stato sommerso a causa di inondazioni senza precedenti mentre, all’inizio di quest’anno, a Dhaka, c’è stata un’ondata di calore durata undici giorni commentato:con temperature che hanno raggiunto i 40,2 gradi centigradi. “Le inondazioni e il caldo estremo rappresentano un rischio significativo per tutti gli attori della produzione globale di abbigliamento: lavoratori, produttori, autorità di regolamentazione, investitori e marchi stessi – è il commento di Jason Judd, direttore esecutivo di Cornell GLI ha – Ma nessuno, nella propria pianificazione, tiene conto dei costi effettivi dei danni causati dal clima. L’industria dell’abbigliamento e le autorità di regolamentazione hanno per lo più strutturato le loro risposte al clima sulla base di temi di mitigazione – emissioni, uso dell’acqua e tessuti riciclati. Ignorano i problemi climatici che colpiscono direttamente e drammaticamente i fornitori e i loro lavoratori. Gli incubi climatici del Nord globale sono già evidenti in Bangladesh, Pakistan, Cambogia e altrove. La vita, per non parlare del lavoro, diventerà molto difficile in questi e in molti altri centri strategici da cui i marchi di abbigliamento e i rivenditori dipendono per la produzione”.

“L’aumento dello stress termico e le inondazioni intense rappresentano 65 miliardi di dollari di mancati profitti da esportazione e quasi un milione di posti di lavoro per le principali regioni produttrici di abbigliamento nel 2030, con un aumento significativo nel 2050 – sottolinea Angus Bauer, responsabile della ricerca sugli investimenti sostenibili di Schroders – Questi problemi comportano rischi concreti per i marchi, i rivenditori e gli investitori, in quanto si manifestano attraverso perdite di produttività, attività immobilizzate o entrambi. Questa ricerca evidenzia l’urgente necessità di agire. Gli investitori devono iniziare a fare engagement con le aziende di abbigliamento e gli stakeholder per garantire che inizino a misurare e ad affrontare le sfide significative dell’impatto fisico del clima sui lavoratori e sui modelli di business. Inoltre, le aziende di abbigliamento devono cercare di collaborare con i fornitori e lavorare con i concorrenti, le organizzazioni di lavoratori e i responsabili politici per progettare strategie di adattamento adeguate che tengano conto dell’impatto sui lavoratori. La pianificazione dell’adattamento potrebbe avere ritorni positivi sugli investimenti per il settore e rappresenta una cruciale integrazione agli sforzi di mitigazione”. L’analisi rileva inoltre che i rischi di inondazioni e caldo sono un problema diffuso per la produzione di abbigliamento e non si limitano a queste quattro regioni. I ricercatori hanno analizzato la vulnerabilità al clima di 32 centri di produzione di abbigliamento, in termini di esposizione a calore e umidità estremi e a inondazioni fluviali e costiere. Molti altri centri di produzione si sono evidenziati per la loro vulnerabilità a entrambi, in particolare Colombo (Sri Lanka), Managua (Nicaragua), Chittagong (Bangladesh), Port Louis (Mauritius), Yangon (Myanmar), Delhi, Bangkok e le regioni di Dongguan-Guangdong-Shenzhen in Cina.

Inoltre, lo studio analizza anche il modo in cui questi problemi si manifestano per i marchi e i rivenditori. I ricercatori hanno mappato l’impatto della catena di fornitura di sei marchi globali di abbigliamento che rappresentano un’ampia varietà di modelli di business, nei quattro centri di produzione. Per vedere nello specifico come le problematiche si riflettono sulla produzione, i ricercatori hanno esaminato i costi in termini di produttività dovuti agli impatti del caldo e delle inondazioni per un marchio campione come esempio. L’analisi suggerisce che il danno stimato alla produttività derivante dall’impatto dello stress termico e delle inondazioni nelle sole città di Ho Chi Minh e Phnom Penh potrebbe equivalere al cinque percento dei profitti operativi consolidati per anno. I risultati ribadiscono la necessità che i marchi promuovano misure di adattamento. L’analisi rileva che le strategie di investimento e di finanziamento della transizione per l’industria dell’abbigliamento devono includere nuovi costi nei loro piani. “Le perdite e i danni dovuti al clima per i produttori e i lavoratori sono trattati dai marchi come delle esternalità, un problema di qualcun altro. – dice ancora Judd – Le nuove regole di due diligence in Europa spostano una parte della responsabilità sui marchi e i rivenditori e questo può portare a maggiori investimenti nell’adattamento – luoghi di lavoro più freschi, prevenzione delle inondazioni e sistemi di protezione sociale di base. Tuttavia, le misure per caldo e inondazioni non compaiono nelle bozze iniziali, perché l’industria è concentrata sulla mitigazione. Fondamentale sarà l’introduzione di standard e protocolli per le ore di lavoro, i livelli di sforzo, il riposo e l’idratazione da comunicare quotidianamente, nonché l’applicazione di sanzioni significative in caso di violazione degli standard. I lavoratori hanno bisogno di questi investimenti ora, perché gli standard per il caldo estremo e le protezioni contro le inondazioni sono inesistenti o i sistemi sono facilmente aggirabili. Inoltre, per far fronte ai costi quotidiani prodotti dai danni climatici, i lavoratori hanno bisogno di sistemi di protezione sociale e di salari adeguati. E infine, i regolatori e i marchi devono trattare gli eventi di caldo estremo e inondazioni come rischi per la salute”.

IG, De Castro: ministro Planas a Bruxelles per accelerare negoziato

IG, De Castro: ministro Planas a Bruxelles per accelerare negoziatoMilano, 13 set. (askanews) – “Dopo il lavoro preparatorio delle scorse settimane, la settimana prossima ci incontreremo con il presidente del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura, lo spagnolo Luis Planas, per dare un’accelerata decisiva al negoziato che porterà al nuovo Regolamento europeo sulle indicazioni geografiche, con l’obiettivo di concludere il negoziato nel mese di ottobre”. Così Paolo De Castro, relatore per il Parlamento Ue del provvedimento su Dop e Igp, annuncia la missione del ministro spagnolo Luis Planas a Bruxelles, dove apparirà anche davanti alla Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale dell’Eurocamera per presentare le priorità del semestre di presidenza spagnola del Consiglio, iniziato lo scorso luglio.

“Il nostro lavoro in difesa della qualità e dell’eccellenza europea prosegue su tutti i fronti: proprio ieri la Plenaria di Strasburgo ha deciso quasi all’unanimità di creare un sistema di indicazioni geografiche anche per le nostre eccellenze artigianali, garantendo protezione a livello europeo a tutti quei prodotti, frutto della maestria degli artigiani, le cui qualità sono essenzialmente legate alla zona di produzione” ha spiegato De Castro, aggiungendo che “i mosaici di Ravenna, le maioliche faentine, fino ai vetri di Murano, potranno infatti fregiarsi del marchio Igp europeo, tramite un sistema basato non solo sull’autodichiarazione, ma rafforzato da controlli ad hoc che gli Stati membri dovranno implementare”. “Si tratta di un passo avanti importante, che segue e trae ispirazione da quanto l’Unione è riuscita a fare in decenni di legislazione per la tutela e promozione dei prodotti agro-alimentari di qualità” ha proseguito l’europarlamentare Pd, concludendo “una storia di successo europea che vogliamo continuare a fare evolvere con un nuovo regolamento ambizioso sul fronte della semplificazione, della protezione e della sostenibilità: il lavoro delle prossime settimane insieme al Ministro Planas e alla presidenza spagnola sarà decisivo in questo senso”.

Roma, Scozzese: bilancio Capitale 2022 -28,2 mln. Non preoccupa

Roma, Scozzese: bilancio Capitale 2022 -28,2 mln. Non preoccupaRoma, 13 set. (askanews) – Il bilancio consolidato di Roma capitale, che comprende i conti delle sue società partecipate, ha chiuso nel 2022 “in leggera flessione rispetto all’anno precedente” riportando un risultato economico con una perdita di -28,8 milioni di euro. Lo ha spiegato l’assessora capitolina al Bilancio Silvia Scozzese, presentando per la prima volta in commissione capitolina Bilancio, presieduta dalla consigliera dem Giulia Tempesta, il progetto di Consolidato 2022 della Capitale che l’Assemblea Capitolina dovrà approvare entro il 30 settembre. Una cifra che “non desta alcuna preoccupazione”, ha aggiunto Scozzese, “e riflette l’aumento degli accantonamenti, più favorevoli negli anni passati”, con un “delta negativo, rispetto all’annualità precedente da 64 milioni di euro”.

Il risultato di esercizio per l’anno 2021, a quanto legge Askanews nella relazione allegata al Bilancio, è stato di +35,5 milioni. Per quanto riguarda le aziende capitoline “l’unico risultato negativo si rileva per Roma Metropolitane, che è in liquidazione ma c’è un percorso in campo per risolvere i suoi problemi che riguardano assetti giuridici e contenziosi”, ha ricordato Scozzese. Tra le variazioni segnalate dall’assessora, gli 831,3 milioni di euro di svalutazione dei crediti, in crescita rispetto ai 335,8 accertati nel 2021: “abbiamo la necessità di rivedere queste partite, infragruppo e rispetto terzi, e questa è una cifra importante”.

Nel perimetro del Bilancio consolidato capitolino sono compresi i risultati 2022 di Acea, Æqua Roma, Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi, Ama, Centrale del latte, Azienda farmasociosanitaria capitolina (Farmacap), Palaexpò, Accademia nazionale Santa Cecilia, Fondazione Cinema per Roma, Fondazione Mondo digitale, Fondazione Musica per roma, Fondazione Roma solidale, Fondazione Teatro dell’Opera di Roma capitale, Risorse per Roma, Roma Metropolitane (in liquidazione), Roma servizi per la mobilità, Zètema progetto cultura. “Il gruppo Comune di Roma è sano – ha dichiarato Scozzese – e ha la oggi la patrimonializzazione e la stabilità per continuare a gestire le proprie attività”. La presidente Tempesta ha annunciato di voler “chiudere in commissione la prossima settimana il lavoro sul Regolamento delle entrate, con la redazione degli emendamenti, e già dalla prossima settimana, o inizio della successiva, lavorare sull’espressione di parere sul Consolidato, visto che c’è una scadenza di legge per l’approvazione in Assemblea Capitolina al 30 settembre. Siamo nei tempi”.

Ambiente, al via raccolta e riciclo sigarette elettroniche usate

Ambiente, al via raccolta e riciclo sigarette elettroniche usateRoma, 13 set. (askanews) – Logista Italia e Federazione Italiana Tabaccai (FIT) hanno firmato un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per organizzare a livello nazionale la raccolta e il ritiro di sigarette elettroniche e dispositivi riscaldatori di tabacco esausti.

Il circuito organizzato di raccolta, istituito da Logista e FIT – informa una nota – ha lo scopo di incrementare il ritiro di questi piccoli dispositivi elettronici usati, gratuitamente e senza obbligo da parte dei consumatori di acquistare un dispositivo nuovo (formula “uno contro zero”). L’accordo di programma ha quindi la finalità di “perseguire un più elevato livello di protezione dell’ambiente mediante una gestione più efficace del ritiro, della raccolta, del trasporto, del riciclaggio e della preparazione per il riutilizzo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccolissime dimensioni generati da riscaldatori di tabacco, sigarette elettroniche e relativi componenti”.

Logista, che assicura la distribuzione di e-cig e dispositivi riscaldatori di tabacco a oltre 60.000 punti vendita in Italia – con il supporto di Federazione Italiana Tabaccai – si impegna a collocare i contenitori per la raccolta dei suddetti rifiuti elettronici nelle tabaccherie e negli altri punti vendita che aderiranno all’iniziativa. I rifiuti raccolti verranno poi trasportati in appositi luoghi di raggruppamento istituiti da Logista, da dove, grazie al prezioso supporto del Centro di Coordinamento RAEE, saranno avviati agli impianti di trattamento. Tutti i dati relativi a raccolta e trasporto saranno elaborati e aggiornati da Logista e comunicati telematicamente al MASE per garantire piena e completa tracciabilità. Logista e FIT, in ossequio all’accordo con il MASE, provvederanno a sensibilizzare i punti vendita e i consumatori al fine sia di aumentare la quantità dei rifiuti elettronici ritirati, sia di mantenerne inalterate le caratteristiche per favorire, dopo apposita preparazione, il riutilizzo e un efficace riciclaggio. A questo scopo Logista e FIT hanno predisposto una campagna informativa per contraddistinguere e far individuare ai consumatori i punti vendita muniti degli appositi contenitori per il ritiro dei dispositivi esausti.

“Siamo orgogliosi di aver concepito e portato ad attuazione un’iniziativa che porterà un sensibile contributo alla riduzione dell’impatto ambientale – ha sottolineato Federico Rella, vicepresidente e responsabile Corporate Affairs di Logista Italia -. Il progetto rientra nella politica di sostenibilità che Logista ha avviato da tempo in tutte le sue attività, dall’impiego di fonti di energia rinnovabile nel 99% delle nostre sedi operative, al riciclo e riutilizzo delle scatole di cartone dove ogni giorno vengono consegnate le merci. Inoltre, abbiamo avviato una transizione che nei prossimi cinque anni porterà ad una flotta di trasporto completamente alimentata da fonti rinnovabili. Vorrei altresì ringraziare per l’impegno la struttura del Ministero che ha creduto e lavorato con grande dedizione fin dall’inizio a questo progetto”. “Con questa iniziativa, – ha dichiarato Mario Antonelli, presidente nazionale FIT – la categoria dei tabaccai con la sua capillarità territoriale conferma il ruolo degli esercenti quali operatori di prossimità a beneficio della cittadinanza in quanto fornitori di una serie di servizi utili alle comunità territoriali, e ora anche come collaboratori indispensabili per il sostegno delle politiche di salvaguardia ambientale e di risparmio energetico perseguite dal Governo”.

Ryanair a Urso: ritiri decreto illegale, rispettare diritto Ue

Ryanair a Urso: ritiri decreto illegale, rispettare diritto UeMilano, 13 set. (askanews) – Ryanair torna di nuovo all’attacco e chiede al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, “di ritirare il decreto illegale sul controllo dei prezzi, di cui né lui né il suo ministero sono in grado di spiegare il funzionamento”.

“Il decreto sul controllo dei prezzi – sottolinea in una nota la compagnia aerea – viola il Regolamento Ue 1008/2008 sui servizi aerei, che garantisce a tutte le compagnie aeree dell’Ue la libertà di fissare i prezzi e che negli ultimi anni ha permesso di abbassare le tariffe e di ottenere un’incredibile crescita del traffico in Italia”.