Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Autore: Redazione StudioNews

Giappone, preoccupazione per deprezzamento yen che accelera

Giappone, preoccupazione per deprezzamento yen che acceleraRoma, 17 ago. (askanews) – Lo yen è calato ulteriormente oggi, scendendo a un livello rispetto al dollaro che non si vedeva da nove mesi a questa parte.

Per acquistare un dollaro ieri a New York ci volevano 146 yen e questo livello è stato mantenuto anche oggi negli scambi al mercato di Tokyo. Invece per acquistare un euro sono necessari quasi 159 yen. La valuta giapponese è scesa a un livello inferiore rispetto a quella per la quale, a settembre dello scorso anno, sono intervenuti il governo di Tokyo e la Banca del Giappone.

Il fenomeno del deprezzamento dello yen (definito “en-yasu” in giapponese) è innescato dagli aumenti dei tassi da parte della Fed e della Bce per contenere i rischi inflazionistici mentre la Banca del Giappone continua a mantenere una politica monetaria lasca. Inoltre, la crisi immobiliare e finanziaria in Cina ha prodotto una tendenza ad acquistare dollari come beni rifugio.

Due giorni fa il ministro delle Finanze giapponese Shunichi Suzuki ha affermato che Tokyo sta osservando “con un alto livello di allerta” l’andamento dei mercati di cambio all’estero e che potrebbe “assumere iniziative appropriate in caso di eccessivo movimento”.

Andreoni (Simit): in Italia tornano a salire i casi di Covid-19 (ci sono quasi 10 morti al giorno)

Andreoni (Simit): in Italia tornano a salire i casi di Covid-19 (ci sono quasi 10 morti al giorno)Roma, 17 ago. (askanews) – “L’attuale stato epidemiologico internazionale mostra la circolazione di nuove varianti di Omicron che stanno determinando un aumento dei casi in diversi Paesi, che richiede pertanto la massima attenzione per valutare l’andamento futuro. In Italia si sta verificando un incremento del numero dei casi e persistono circa dieci decessi ogni giorno, cifra tutt’altro che trascurabile. Ci troviamo pertanto di fronte a una situazione epidemiologica complessa, in quanto i soggetti ultrasessantenni hanno un’immunità ridotta dovuta al fatto che hanno eseguito l’ultimo richiamo vaccinale più di sei mesi fa. È auspicabile che la vaccinazione autunnale venga fatta con i diversi vaccini oggi disponibili, sia quelli a mRna che quelli proteici adiuvati”. Lo sottolinea Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Per questo gli infettivologi Simit accolgono con soddisfazione le indicazioni date dalla Direzione Generale per la Prevenzione del Ministero della Salute che raccolgono nella maggior parte quelle rilevate nel documento congiunto realizzato dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica.

Con la circolare del 14 agosto, infatti, la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute ha varato le indicazioni preliminari per la campagna di vaccinazione autunnale e invernale contro il Covid-19. Un impegno volto a proteggere soprattutto i soggetti fragili, che possono essere ancora esposti agli effetti più gravi del SARS-CoV. In particolare, è previsto l’avvio di una campagna nazionale di vaccinazione anti COVID-19 con l’utilizzo di una nuova formulazione di vaccini a mRNA e proteici (formulazione aggiornata monovalente XBB 1.5), la cui approvazione da parte di EMA e AIFA è prevista per fine estate/inizio autunno e di cui si prevede la disponibilità di dosi a partire dal mese di ottobre. L’obiettivo è quello di prevenire la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di COVID-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, e proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. A questi gruppi di persone e in generale ai soggetti più fragili (che include anche, tra gli altri, operatori sanitari, malati cronici, pazienti immunodepressi) è raccomandata e offerta una dose di richiamo a valenza 12 mesi con la nuova formulazione di vaccino aggiornato. La vaccinazione è consigliata anche a familiari e conviventi di persone con gravi fragilità. Relativamente alle tempistiche di somministrazione, si prevede la possibilità di somministrazione della dose di richiamo a distanza di almeno 3 mesi dall’ultima dose o dalla diagnosi di infezione da SARS-CoV-2. Eccetto alcuni casi, sarà possibile anche la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri vaccini (come quello antinfluenzale).

Covid, Andreoni (Simit): in Italia salgono casi. Quasi 10 morti al giorno

Covid, Andreoni (Simit): in Italia salgono casi. Quasi 10 morti al giornoRoma, 17 ago. (askanews) – “L’attuale stato epidemiologico internazionale mostra la circolazione di nuove varianti di Omicron che stanno determinando un aumento dei casi in diversi Paesi, che richiede pertanto la massima attenzione per valutare l’andamento futuro. In Italia si sta verificando un incremento del numero dei casi e persistono circa dieci decessi ogni giorno, cifra tutt’altro che trascurabile. Ci troviamo pertanto di fronte a una situazione epidemiologica complessa, in quanto i soggetti ultrasessantenni hanno un’immunità ridotta dovuta al fatto che hanno eseguito l’ultimo richiamo vaccinale più di sei mesi fa. È auspicabile che la vaccinazione autunnale venga fatta con i diversi vaccini oggi disponibili, sia quelli a mRna che quelli proteici adiuvati”. Lo sottolinea Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Per questo gli infettivologi Simit accolgono con soddisfazione le indicazioni date dalla Direzione Generale per la Prevenzione del Ministero della Salute che raccolgono nella maggior parte quelle rilevate nel documento congiunto realizzato dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica.

Con la circolare del 14 agosto, infatti, la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute ha varato le indicazioni preliminari per la campagna di vaccinazione autunnale e invernale contro il Covid-19. Un impegno volto a proteggere soprattutto i soggetti fragili, che possono essere ancora esposti agli effetti più gravi del SARS-CoV. In particolare, è previsto l’avvio di una campagna nazionale di vaccinazione anti COVID-19 con l’utilizzo di una nuova formulazione di vaccini a mRNA e proteici (formulazione aggiornata monovalente XBB 1.5), la cui approvazione da parte di EMA e AIFA è prevista per fine estate/inizio autunno e di cui si prevede la disponibilità di dosi a partire dal mese di ottobre. L’obiettivo è quello di prevenire la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di COVID-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, e proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. A questi gruppi di persone e in generale ai soggetti più fragili (che include anche, tra gli altri, operatori sanitari, malati cronici, pazienti immunodepressi) è raccomandata e offerta una dose di richiamo a valenza 12 mesi con la nuova formulazione di vaccino aggiornato. La vaccinazione è consigliata anche a familiari e conviventi di persone con gravi fragilità. Relativamente alle tempistiche di somministrazione, si prevede la possibilità di somministrazione della dose di richiamo a distanza di almeno 3 mesi dall’ultima dose o dalla diagnosi di infezione da SARS-CoV-2. Eccetto alcuni casi, sarà possibile anche la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri vaccini (come quello antinfluenzale).

Il bilancio ufficiale delle vittime degli incendi alle Hawaii è salito 111

Il bilancio ufficiale delle vittime degli incendi alle Hawaii è salito 111Roma, 17 ago. (askanews) – – Il bilancio ufficiale delle vittime degli incendi alle Hawaii è salito a 111. Lo ha indicato un comunicato della Contea di Maui.

Il comunicato afferma che a partire da ieri, mercoledì, sono state confermate 111 vittime e nove persone sono state identificate. Sono state finora informate famiglie di cinque dei deceduti. Il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare, poiché le autorità continuano a cercare nelle zone bruciate. Il governatore delle Hawaii, Josh Green, ha dichiarato che probabilmente ci sono oltre mille persone ancora disperse.

Il bilancio delle vittime rende gli incendi, iniziati la settimana scorsa come incendi di sterpaglie sulle isole di Maui e Hawaii, i più letali nella storia degli Stati Uniti dal 1918 a oggi.

Coldiretti: il conto dei danni provocati all’agricoltura dal maltempo ha superato i 6 miliardi

Coldiretti: il conto dei danni provocati all’agricoltura dal maltempo ha superato i 6 miliardiMilano, 17 ago. (askanews) – L’ultima ondata di maltempo fa salire il conto delle perdite provocate all’agricoltura dal clima anomalo del 2023 con danni che, tra coltivazioni e infrastrutture, supereranno i sei miliardi dello scorso anno. La stima è di Coldiretti dopo l’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla provincia di Torino.

La coltura più danneggiata, sottolinea la Coldiretti, è il mais che è ormai in fase di raccolta con interi campi abbattuti dal forte vento e schiacciati dalla grandinata. Una beffa per gli agricoltori che hanno visto distruggere la produzione proprio alla vigilia del raccolto necessario per l’alimentazione del bestiame. “Perdere il mais o il fieno significa – precisa la Coldiretti – perdere materie prime indispensabili per le filiere del latte e della carne così importanti per il soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in un momento in cui si sta già scontando gli effetti della guerra e della speculazione. Per questo è fondamentale che le aziende agricole siano messe in condizione di potere assicurare i raccolti distrutti da eventi calamitosi come questi”.

Maltempo, Coldiretti: conto danni all’agricoltura ha superato i 6 miliardi

Maltempo, Coldiretti: conto danni all’agricoltura ha superato i 6 miliardiMilano, 17 ago. (askanews) – L’ultima ondata di maltempo fa salire il conto delle perdite provocate all’agricoltura dal clima anomalo del 2023 con danni che, tra coltivazioni e infrastrutture, supereranno i sei miliardi dello scorso anno. La stima è di Coldiretti dopo l’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla provincia di Torino.

La coltura più danneggiata, sottolinea la Coldiretti, è il mais che è ormai in fase di raccolta con interi campi abbattuti dal forte vento e schiacciati dalla grandinata. Una beffa per gli agricoltori che hanno visto distruggere la produzione proprio alla vigilia del raccolto necessario per l’alimentazione del bestiame. “Perdere il mais o il fieno significa – precisa la Coldiretti – perdere materie prime indispensabili per le filiere del latte e della carne così importanti per il soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in un momento in cui si sta già scontando gli effetti della guerra e della speculazione. Per questo è fondamentale che le aziende agricole siano messe in condizione di potere assicurare i raccolti distrutti da eventi calamitosi come questi”.

Meeting Rimini, R. Lombardia: ci saremo con i nostri prodotti tipici

Meeting Rimini, R. Lombardia: ci saremo con i nostri prodotti tipiciMilano, 17 ago. (askanews) – Regione Lombardia sarà presente al Meeting di Rimini con i prodotti tipici, le produzioni di qualità e le tradizioni di trasformazione dei prodotti locali. “Ogni giorno, grazie all’Ente regionale servizi agricoltura e foreste della Lombardia (Ersaf), l’agricoltura dei diversi territori – ha annunciato la Regione – con le distintività di ogni angolo della nostra regione, sarà in vetrina e declinata attraverso degustazioni, percorsi sensoriali e veri e propri ‘incontri’ con i profumi e i sapori della tradizione”.

“Cibo e vini lombardi tornano al Meeting per offrire ai visitatori un assaggio delle eccellenze che la nostra regione produce in territori differenti tra loro ma tutti straordinariamente unici” ha commentato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ricordando che “l’agricoltura lombarda è la prima in Italia per Pil e che ha un patrimonio immenso che conta 75 produzioni Dop e Igp tra vino, formaggi, salumi, olio, prodotti ittici e miele, a cui si aggiungono centinaia di specialità dei territori, ognuna delle quali rappresenta un biglietto da visita che per conoscere borghi e luoghi più o meno noti della Lombardia”. “Compito della Regione – ha concluso l’assessore – è sostenere ogni giorno questo sistema produttivo fatto da grandi realtà che si affiancano a piccoli artigiani, con la missione di doverle difendere da chi vuole ‘appiattire’ le tipicità, ridurle a dati in etichette fuorvianti o, ancor peggio, attaccarle sui mercati con pallide imitazioni”.

Turismo, Toti: basta dire che in Italia tutto costa caro

Turismo, Toti: basta dire che in Italia tutto costa caroGenova, 17 ago. (askanews) – “Basta dire che in Italia tutto costa caro, cosa peraltro non vera vista la grande varietà di scelta, perché in questo modo non faremo altro che convincere i milioni di turisti del mondo a non scegliere il nostro Paese per le loro vacanze”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“L’Italia – aggiunge Toti – è una super potenza culturale e turistica, siamo il Paese più bello del mondo: dovremmo concentrarci sulla promozione delle nostre città d’arte, sui musei e i monumenti, sul mare cristallino, sulle maestose montagne, sui caratteristici borghi, sugli eventi che vengono organizzati in location mozzafiato, sulle bontà enogastronomiche. Invece, puntiamo quotidianamente il dito su quello che non funziona, postiamo sui social scontrini di conti esagerati, enfatizziamo i comportamenti negativi degli operatori turistici, addirittura riusciamo a paragonarci con Paesi che non hanno neanche un milionesimo della nostra storia e delle nostre eccellenze”. “Si tratta – sottolinea il governatore ligure – di un comportamento a dir poco controproducente, che dimostra tra l’altro uno scarso attaccamento alla nostra terra e che non aiuta affatto un mercato sempre più competitivo come quello del turismo internazionale. Così creiamo un danno a noi stessi, al nostro turismo e alle tante imprese che ogni giorno danno lavoro a milioni di italiani. Al contrario invece – conclude Toti – continuiamo a lavorare sodo per destagionalizzare il turismo e fare in modo che non sia solo l’estate a trainare il settore, proprio come stiamo facendo in Liguria, investendo nella comunicazione, sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione professionale”.

Toscana, Giani: disponibili a gestire museo napoleonico Elba

Toscana, Giani: disponibili a gestire museo napoleonico ElbaFirenze, 17 ago. (askanews) – In risposta a un’interrogazione che riguarda indirettamente la Regione Toscana, formulata da Marco Stella (FI) e da altri consiglieri regionali sull’eccessiva limitazione di apertura per giorni ed orari dei musei napoleonici dell’isola d’Elba, che sono di competenza statale e di conseguenza direttamente riferibili al Ministero dei Beni culturali, il presidente della Toscana, Eugenio Giani ha affermato: “La Regione ha impostato una politica di valorizzazione e sviluppo della rete museale molto forte sul territorio toscano con forti investimenti sulla futura creazione di musei di interesse internazionale quali gli Uffizi diffusi per la Villa di Careggi, la trasformazione in museo assieme al Ministero della Villa medicea dell’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino, la nuova apertura del museo Siviero in piazza Poggi a Firenze, la trasformazione in centro espositivo per la fotografia dell’Excelsior di Montecatini e per il liberty il recupero delle ex Terme del Corallo a Livorno. Siamo disponibili ad assumerci, in accordo convenzionale con il Ministero, la gestione del museo della Residenza napoleonica al fine di garantire ben maggiori orari di apertura e una promozione adeguata al significato culturale che può richiamare la presenza di Napoleone Bonaparte all’Elba”.

Il presidente Giani ha inoltre aggiunto: “Del resto il dibattito in corso in Consiglio regionale sulle integrazioni alla legge regionale 21/2010 sui beni culturali porta a garantire in ogni comune della Toscana una presenza di museo di civico o comunque di un centro illustrativo della storia locale a conferma della volontà di promuovere sempre più l’attenzione di cittadini e turisti verso la conoscenza della storia e della cultura fortemente attrattiva in tutto il mondo della Toscana”.

Iran, benzina troppo…economica. Ft: numerose conseguenze negative

Iran, benzina troppo…economica. Ft: numerose conseguenze negativeRoma, 17 ago. (askanews) – Mentre i governi occidentali lottano per tenere sotto controllo i prezzi del carburante, la leadership iraniana deve affrontare un problema molto diverso: la sua benzina è semplicemente troppo economica. Lo riporta il Financial Times spiegando che ingenti sussidi statali assicurano che i prezzi iraniani partano da soli 0,03 dollari al litro, una frazione degli 1,10 dollari pagati alle pompe statunitensi o degli 1,88 dollari che gli automobilisti nel Regno Unito pagano per rifornire le loro auto, per non parlare degli attuali prezzi alla pompa in Italia che hanno spesso superato i 2 euro.

L’Iran, ricco di petrolio, compete con la Libia e il Venezuela, che ha riserve di petrolio maggiori dell’Arabia Saudita, nel gruppo dei paesi con la benzina più economica del mondo. Ma ora un crescente divario tra l’offerta – che è limitata dalla capacità di raffinazione interna – e l’aumento della domanda ha costretto le autorità iraniane a sfruttare le sue riserve strategiche e importare benzina per la prima volta in un decennio. Ciò avviene in un momento difficile per il presidente Ebrahim Raisi e il suo governo intransigente, che ha lottato per ribaltare un’economia colpita dalle sanzioni statunitensi.

Il regime ha anche paura di come l’opinione pubblica reagirà al primo anniversario del mese prossimo dell’uccisione di Mahsa Amini, un iraniano curdo di 22 anni. La sua morte durante la custodia della polizia ha scatenato le manifestazioni di massa che hanno attanagliato il paese per mesi l’anno scorso. I funzionari iraniani – scrive ancora il Ft – hanno affermato che la domanda di carburante raffinato è aumentata di un quinto da marzo, ma che i limiti alla capacità di raffinazione hanno impedito al paese di convertire altro petrolio greggio in prodotti utilizzati nei veicoli.

Mentre il governo subisce una perdita significativa importando carburante a prezzi di mercato e poi vendendolo ai consumatori a un prezzo molto più basso, c’è una crescente pressione per porre fine agli anni di benzina ultra-economica a cui gli iraniani si sono abituati. Mohammad-Reza Mir-Tajeddini, un membro del parlamento, questa settimana ha dichiarato ai media locali che i sussidi per il carburante sono ora tre volte superiori al budget totale per lo sviluppo del Paese, ma “nessuno osa parlare” di un aumento del prezzo della benzina.

In questo modo si rischia di innescare nuovamente le proteste che hanno seguito l’ultima volta che le autorità hanno aumentato i prezzi nel 2019. Più di 300 persone sono state uccise in una successiva repressione delle violente proteste di strada, secondo Amnesty International. Il prezzo di 0,03 dollari al litro viene pagato per una quota mensile di 60 litri e raddoppia all’incirca per qualsiasi importo oltre tale soglia. Ma alcuni automobilisti hanno dovuto affrontare limitazioni nelle ultime settimane dopo che gli è stato detto di pompare non più di 40 litri in ogni stazione di rifornimento.