R. Lombardia conferma allerta arancione per possibili temporali fortiMilano, 4 ago. (askanews) – Il Centro funzionale monitoraggio rischi della Regione Lombardia ha confermato l’allerta arancione (rischio moderato) per possibili temporali forti per tutta la giornata del 4 agosto. Inoltre ha diramato un’allerta gialla (ordinario) per rischio idrogeologico che resterà attiva fino alle prime ore del 5 mattina.
A seguito del violento temporale che si è abbattuto sulla città nei giorni scorsi, il Comune di Milano ha predisposto la chiusura e il divieto di accesso a tutti i parchi recintati. Durante le allerte meteo vige anche il divieto di accesso ai parchi non recintati e alle aree verdi aperte. Considerata la situazione meteo avversa, si raccomanda altresì di evitare le aree con impalcature dei cantieri, dehors e tende, e ai proprietari si chiede di metterle in sicurezza. È importante anche provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dal vento. Il Centro operativo comunale (COC) della Protezione civile resta attivo per monitorare e coordinare gli eventuali interventi.
Russia, per l’oppositore Navalny altri 19 anni di carcereRoma, 4 ago. (askanews) – Un tribunale di Mosca ha condannato Alexei Navalny ad altri 19 anni di reclusione, in un carcere di massima sicurezza, per la sua attuale condanna per estremismo. Si tratta della terza pena detentiva inflitta al leader dell’opposizione, uno dei più intransingenti critici del presidente Vladimir Putin, la più lunga finora.
Il 47enne sta già scontando oltre 11 anni di carcere per frode e altri presunti crimini, a suo giudizio condanne fasulle. Il movimento politico di Navalny è stato precedentemente messo fuori legge e dichiarato “estremista” dalle autorità russe, ovviamente vicine a Putin.
Ok alla delega per il nuovo fisco. Resta il nodo copertureRoma, 4 ago. (askanews) – Via libera finale della Camera dei deputati in terza lettura al disegno di legge delega sulla riforma fiscale con 184 voti favorevoli 85 voti contrari. Il provvedimento, presentato il 23 marzo, è stato licenziato in prima lettura dalla Camera il 12 aprile ed in seconda lettura con modifiche dal Senato il 2 agosto.
Come promesso dal governo il disegno di legge viene quindi convertito prima della pausa estiva del Parlamento in modo da poter iniziare ad esercitare la delega, che vale 24 mesi, già entro quest’anno con il varo dei primi decreti delegati. L’esecutivo dovrà fare i conti con le risorse a diposizione e con ogni probabilità le prime misure ad essere attuate saranno quelle che non richiedono coperture. Il ddl disegna la cornice della riforma fiscale che non dovrà comportare oneri per le casse dello Stato, né aggravi della pressione fiscale. In buona parte si finanzierà con la revisione delle oltre 600 tax expenditure, che hanno un costo di 165 miliardi, ma nel corso dei prossimi due anni serviranno ulteriori risorse per rivedere il sistema delle entrate.
La delega, definita dal viceministro all’economia Maurizio Leo “una svolta nel nostro sistema tributario”, tocca infatti tutti i tributi, diretti e indiretti, degli enti territoriali, doganali e sui giochi. Per l’Irpef si prevede la revisione di aliquote e scaglioni con la prospettiva dell’aliquota unica (flat tax). Ma questo è un obiettivo graduale di legislatura come ha anche precisato Leo alla Camera: “Le famose quattro aliquote rendono la vita difficile ai contribuenti, vogliamo addolcire la curva iniziando da tre aliquote per arrivare gradualmente verso la flat tax, senza abbandonare la logica della progressività che si può ottenere anche attraverso il meccanismo delle deduzioni e delle detrazioni”.
L’Ires, che versano le società di capitali, sarà più bassa sulla quota di reddito che viene destinata a investimenti o assunzioni. Una parte importante della delega è riservata alla semplificazione dei procedimenti dichiarativi, accertativi, di riscossione e del contenzioso. Quanto alle procedure di accertamento, il nuovo fisco punta sul potenziamento della cooperative compliance e sull’istituzione del concordato preventivo biennale per i contribuenti, titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomi, di minori dimensioni. Con quest’ultimo istituto, in sostanza, i contribuenti avranno la possibilità di aderire alla proposta che formula l’Agenzia delle Entrate sulla base delle informazioni contenute nelle banche dati, per il pagamento delle imposte sui redditi per due anni. Eventuali maggiori o minori redditi imponibili rispetto a quelli proposti dall’Agenzia diventano irrilevanti ai fini del pagamento delle imposte, fermi restando gli obblighi contabili e dichiarativi.
Questa misura ha attirato molte critiche dalle opposizioni che la vedono come un allentamento della lotta all’evasione tanto da spingere lo stesso Leo ad affermare in Aula che “Il concordato preventivo biennale non è un regalo agli evasori, tutt’altro. Si basa sulla tecnologia, sull’intelligenza artificiale, sull’interoperabilità delle banche dati, sull’analisi predittiva”. Il primo esame della Camera ha apportato una serie di modifiche al testo. Tra le principali figurano l’aliquota agevolata per le tredicesime, gli straordinari sopra una certa soglia e i premi di produttività e la possibilità di rateizzare il pagamento degli acconti e del saldo Irpef per gli autonomi e gli imprenditori individuali. Più “pesanti” gli emendamenti approvati in seconda lettura al Senato come lo stop al pignoramento automatico sui conti correnti che avverrà solo dopo una procedura semplificata ed informatizzata. A Palazzo Madama sono state poi escluse le sanzioni penali per dichiarazione infedele per le imprese che aderiscono all’adempimento collaborativo e che hanno comunicato in via preventiva l’esistenza di rischi fiscali. Inserito anche l’istituto dell’adempimento collaborativo per chi trasferisce la residenza in Italia o in Italia detiene un reddito oltre un milione anche attraverso un trust. Via libera inoltre a Rid e pagamenti elettronici per gli adempimenti tributari, alla disponibilità dei modelli fiscali due mesi degli adempimenti e alla riduzione dei tempi di rimborso per i contribuenti più affidabili individuati secondo l’indice ISA. Alla ripresa di settembre il primo passaggio per arrivare all’implementazione concreta della delega sarà la definizione della Nadef e quindi degli spazi di bilancio, che allo stato attuale appaiono strettissimi, a disposizione dei decreti delegati. “Quando avremo certezze sulle risorse faremo previsioni sull’attuazione delle misure. Dobbiamo attendere l’andamento dei conti del 2023 e la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza” ha spiegato Leo riconoscendo che “nel 2024 potranno entrare in vigore i provvedimenti della riforma che non richiedono coperture, ad esempio quelle sui procedimenti”. Oltre ai voti della maggioranza, la delega ha incassato il voto favorevole di Azione-Italia Viva “dovuto al fatto – ha spiegato Luigi Marattin – che ricalca in toto il lavoro parlamentare fatto nella scorsa legislatura e confluito nella delega Draghi”. Arriva invece un giudizio decisamente negativo del Pd che con la segretaria Elly Schlein definisce la delega fiscale una misura che “rende più profonde le già insopportabili iniquità del sistema fiscale con la introduzione di nuovi regimi di favore che sottraggono altri redditi alla progressività e violano il principio di equità orizzontale”. Bocciatura netta anche dal M5S che con il capogruppo in commissione finanze della Camera, Emiliano Fenu, rileva che “questa riforma è una patacca che non abbasserà le tasse di mezzo euro, perché non sa o non ha il coraggio di recuperare davvero risorse utili ad alleviare il carico tributario a lavoratori, famiglie e imprese”. Alleanza Verdi Sinistra sottolinea che nella delega “non c’è nessuna misura per alzare la tassazione sulle rendite, sulle grandi ricchezze e sugli extraprofitti da indirizzare al welfare e per abbassare la pressione fiscale sui soliti noti” mentre per +Europa “i principi della delega fiscale sono molto ampi, quasi una delega in bianco” mentre “è sparita dai radar la digitalizzazione del catasto, una misura di civiltà”.
Fisco, ok a delega per la ‘svolta’. Resta il nodo copertureRoma, 4 ago. (askanews) – Via libera finale della Camera dei deputati in terza lettura al disegno di legge delega sulla riforma fiscale con 184 voti favorevoli 85 voti contrari. Il provvedimento, presentato il 23 marzo, è stato licenziato in prima lettura dalla Camera il 12 aprile ed in seconda lettura con modifiche dal Senato il 2 agosto.
Come promesso dal governo il disegno di legge viene quindi convertito prima della pausa estiva del Parlamento in modo da poter iniziare ad esercitare la delega, che vale 24 mesi, già entro quest’anno con il varo dei primi decreti delegati. L’esecutivo dovrà fare i conti con le risorse a diposizione e con ogni probabilità le prime misure ad essere attuate saranno quelle che non richiedono coperture. Il ddl disegna la cornice della riforma fiscale che non dovrà comportare oneri per le casse dello Stato, né aggravi della pressione fiscale. In buona parte si finanzierà con la revisione delle oltre 600 tax expenditure, che hanno un costo di 165 miliardi, ma nel corso dei prossimi due anni serviranno ulteriori risorse per rivedere il sistema delle entrate.
La delega, definita dal viceministro all’economia Maurizio Leo “una svolta nel nostro sistema tributario”, tocca infatti tutti i tributi, diretti e indiretti, degli enti territoriali, doganali e sui giochi. Per l’Irpef si prevede la revisione di aliquote e scaglioni con la prospettiva dell’aliquota unica (flat tax). Ma questo è un obiettivo graduale di legislatura come ha anche precisato Leo alla Camera: “Le famose quattro aliquote rendono la vita difficile ai contribuenti, vogliamo addolcire la curva iniziando da tre aliquote per arrivare gradualmente verso la flat tax, senza abbandonare la logica della progressività che si può ottenere anche attraverso il meccanismo delle deduzioni e delle detrazioni”.
L’Ires, che versano le società di capitali, sarà più bassa sulla quota di reddito che viene destinata a investimenti o assunzioni. Una parte importante della delega è riservata alla semplificazione dei procedimenti dichiarativi, accertativi, di riscossione e del contenzioso. Quanto alle procedure di accertamento, il nuovo fisco punta sul potenziamento della cooperative compliance e sull’istituzione del concordato preventivo biennale per i contribuenti, titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomi, di minori dimensioni. Con quest’ultimo istituto, in sostanza, i contribuenti avranno la possibilità di aderire alla proposta che formula l’Agenzia delle Entrate sulla base delle informazioni contenute nelle banche dati, per il pagamento delle imposte sui redditi per due anni. Eventuali maggiori o minori redditi imponibili rispetto a quelli proposti dall’Agenzia diventano irrilevanti ai fini del pagamento delle imposte, fermi restando gli obblighi contabili e dichiarativi.
Questa misura ha attirato molte critiche dalle opposizioni che la vedono come un allentamento della lotta all’evasione tanto da spingere lo stesso Leo ad affermare in Aula che “Il concordato preventivo biennale non è un regalo agli evasori, tutt’altro. Si basa sulla tecnologia, sull’intelligenza artificiale, sull’interoperabilità delle banche dati, sull’analisi predittiva”. Il primo esame della Camera ha apportato una serie di modifiche al testo. Tra le principali figurano l’aliquota agevolata per le tredicesime, gli straordinari sopra una certa soglia e i premi di produttività e la possibilità di rateizzare il pagamento degli acconti e del saldo Irpef per gli autonomi e gli imprenditori individuali. Più “pesanti” gli emendamenti approvati in seconda lettura al Senato come lo stop al pignoramento automatico sui conti correnti che avverrà solo dopo una procedura semplificata ed informatizzata. A Palazzo Madama sono state poi escluse le sanzioni penali per dichiarazione infedele per le imprese che aderiscono all’adempimento collaborativo e che hanno comunicato in via preventiva l’esistenza di rischi fiscali. Inserito anche l’istituto dell’adempimento collaborativo per chi trasferisce la residenza in Italia o in Italia detiene un reddito oltre un milione anche attraverso un trust. Via libera inoltre a Rid e pagamenti elettronici per gli adempimenti tributari, alla disponibilità dei modelli fiscali due mesi degli adempimenti e alla riduzione dei tempi di rimborso per i contribuenti più affidabili individuati secondo l’indice ISA. Alla ripresa di settembre il primo passaggio per arrivare all’implementazione concreta della delega sarà la definizione della Nadef e quindi degli spazi di bilancio, che allo stato attuale appaiono strettissimi, a disposizione dei decreti delegati. “Quando avremo certezze sulle risorse faremo previsioni sull’attuazione delle misure. Dobbiamo attendere l’andamento dei conti del 2023 e la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza” ha spiegato Leo riconoscendo che “nel 2024 potranno entrare in vigore i provvedimenti della riforma che non richiedono coperture, ad esempio quelle sui procedimenti”. Oltre ai voti della maggioranza, la delega ha incassato il voto favorevole di Azione-Italia Viva “dovuto al fatto – ha spiegato Luigi Marattin – che ricalca in toto il lavoro parlamentare fatto nella scorsa legislatura e confluito nella delega Draghi”. Arriva invece un giudizio decisamente negativo del Pd che con la segretaria Elly Schlein definisce la delega fiscale una misura che “rende più profonde le già insopportabili iniquità del sistema fiscale con la introduzione di nuovi regimi di favore che sottraggono altri redditi alla progressività e violano il principio di equità orizzontale”. Bocciatura netta anche dal M5S che con il capogruppo in commissione finanze della Camera, Emiliano Fenu, rileva che “questa riforma è una patacca che non abbasserà le tasse di mezzo euro, perché non sa o non ha il coraggio di recuperare davvero risorse utili ad alleviare il carico tributario a lavoratori, famiglie e imprese”. Alleanza Verdi Sinistra sottolinea che nella delega “non c’è nessuna misura per alzare la tassazione sulle rendite, sulle grandi ricchezze e sugli extraprofitti da indirizzare al welfare e per abbassare la pressione fiscale sui soliti noti” mentre per +Europa “i principi della delega fiscale sono molto ampi, quasi una delega in bianco” mentre “è sparita dai radar la digitalizzazione del catasto, una misura di civiltà”.
Squeri (Steriltom): maltempo e dumping Cina minacce per industria pomodoroMilano, 4 ago. (askanews) – “I dati pubblicati dall’Anicav, che stimano una raccolta di pomodoro per il 2023 pari a 5,6 milioni di tonnellate, sono sicuramente un buon dato sulla carta anche se temo troppo ottimistico, almeno per il Nord Italia”. Lo dichiara in una nota Alessandro Squeri, direttore generale di Steriltom, azienda di produzione della polpa di pomodoro a livello europeo.
“Gli effetti delle ultime gravi grandinate che hanno colpito il nostro territorio, infatti, hanno fortemente ridotto gli ettari da raccogliere e le relative rese. Questo dato è vero soprattutto in Romagna dove ai danni ingenti causati dall’alluvione di maggio si sono aggiunte cinque grandinate. Ora tutti contiamo sulla bravura e l’esperienza dei nostri agricoltori, che possano almeno recuperare il salvabile, anche se di fronte a certe situazioni non resta molto da fare”. La campagna nel Nord Italia – aggiunge Squeri – è compromessa e temo perdite di oltre il 15% rispetto alle stime iniziali, con punte del 30% in certe aree”. “Ai danni già gravi del maltempo – prosegue – si aggiunge poi la minaccia derivante dalla concorrenza straniera, soprattutto cinese, che porta in Europa concentrato di pomodoro a prezzi fuori mercato. La produzione europea, e in particolare quella italiana, si è sempre contraddistinta per la sostenibilità e la sicurezza che offre al consumatore finale. Certo, i prodotti provenienti da alcuni Paesi extraeuropei costano meno, ma in cambio di livelli di pesticidi pericolosi, di danni ambientali, assenza di tracciabilità e controlli nella filiera e così via. Per non parlare poi dei temi etici come il rispetto delle popolazioni locali e i lavori forzati in campo riconosciuti in alcuni casi anche dall’Onu”.
“È evidente – continua Squeri – che di fronte al dumping di questi Stati l’industria da sola non ha molti mezzi di contrasto. Servirebbe un intervento a livello europeo che auspichiamo possa ridare al mercato interno maggiori tutele, e alle importazioni dai Paesi Terzi regole più stringenti soprattutto in termini etici e di sostenibilità, così come fatto di recente per esempio da Stati Uniti e Inghilterra”. “Come Steriltom – sottolinea Squeri – nonostante le difficoltà evidenti, ci stiamo organizzando per garantire le quantità prenotate dai nostri clienti storici, lavorando insieme ai nostri oltre 200 agricoltori e ai nostri 700 dipendenti, grazie ai quali, nel 2022, abbiamo lavorato oltre 420mila tonnellate di pomodoro con un fatturato di 155 milioni di euro”. Numeri che, conclude, “ci auguriamo di raggiungere e di superare anche per la campagna del 2023”.
Fisco, Porta (Pd): bocciato Odg rientro pensionati italiani da esteroRoma, 4 ago. (askanews) – “Oggi, durante l’esame della Delega al governo per la riforma fiscale, sono intervenuto in Aula per chiedere al governo di ripensare il parere contrario all’Odg che ho presentato assieme ai colleghi Di Sanzo, Ricciardi e Carè per rendere più funzionale la legge che prevede un regime fiscale speciale volto a favorire il trasferimento di pensionati residenti all’estero in alcuni comuni del Mezzogiorno con determinate caratteristiche demografiche per favorire gli investimenti, i consumi ed il radicamento in loco”. Lo ha dichiarato Fabio Porta, deputato Pd eletto nella circoscrizione estero, ripartizione America Meridionale.
“Ho chiesto al governo di ripensare il suo parere sul mio odg visto che era mirato semplicemente a rafforzare una misura già esistente dal 2018 volta a rivitalizzare le zone colpite da spopolamento soprattutto del Sud Italia, rivolgendomi anche ai colleghi provenienti da queste zone, attraverso l’applicazione di un regime fiscale attrattivo soprattutto per i pensionati che scelgono di trasferirsi in queste zone portando il proprio reddito che entrerebbe, così, nel circuito economico locale”, ha aggiunto. “Quindi, ho ricordato al governo, con un parere negativo su quanto richiesto si certifica il fatto che l’Italia oltre a non essere attrattivo per i giovani non lo è neanche per gli anziani e quindi è inutile scomodare la Venere di Botticelli o le Winx per promuovere l’Italia nel mondo ma basterebbe semplicemente citare Enzo Iannacci: Vengo anch’io, no tu no. Di fronte e a queste evidenti contraddizioni del governo, che a parole promuove il turismo delle radici ma poi, nei fatti, chiude le porte a chi vuole tornare, noi del Pd continueremo a lavorare per riformare il nostro Paese nella direzione di uno sviluppo sostenibile che includa anche la grande Comunità italiana nel mondo”, ha concluso Porta.
Lg Electronics, Dallone HR Director Europa, Coccorilli Italia e GreciaRoma, 4 ago. (askanews) – Lg Electronics Italia ha annunciato che Giuseppe Dallone , già direttore per le risorse umane su Italia e Grecia è stato nominato HR Director Europe Region, mentre Lara Coccodrilli, già Performance, Compensation e Talent Management Senior, è stata nominata HR Manager Italy&Greece.
“Per essere sempre in grado di rispondere efficacemente e rapidamente ai cambiamenti di mercato come quelli che stiamo vivendo, le Organizzazioni devono essere in grado di sviluppare e attuare Strategie di Sviluppo del Capitale Umano di breve e medio-lungo periodo. LG ha implementato in maniera strutturale queste strategie puntando alla valorizzazione delle sue Risorse – ha dichiarato Dallone, secondo quanto riporta una nota -. I cambiamenti annunciati rispondono proprio a questa visione. Sono orgoglioso della fiducia accordatami e mi approccio a questa nuova sfida con l’obiettivo di incoraggiare e promuovere la cultura del Cambiamento (“Reinvent LG”) che consentirà all’azienda di crescere ed essere sempre più competitiva”. In particolare nel nuovo ruolo, Dallone ricoprirà una posizione di coordinamento e gestione internazionale riportando direttamente al Presidente Europeo di LG Electronics EU, Mr. Heaven Lee, e all’HR GlobalFunction Leader, Mr. Carlos Olave,con un importante focus sulla Trasformazione Agile di gruppo, la valorizzazione del mix generazionale esistente, la promozione della Diversità e dell’Inclusione e l’accelerazione dei processi di Sviluppo dei Talenti interni.
Nel corso di quasi 20 anni in LG Electronics, recita il comunicato, Dallone ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità entrando in azienda comeCountry HR Senior Manager fino ad assumere il ruolo di HR Director Italy&Greece con un ruolo di supervisione e direzione sulla gestione, selezione e formazione delle risorse umane, employer branding, leadership development e sviluppo dei talenti. Possiede una lunga e consolidata esperienza nel mercato ICT e hi-tech avendo lavorato in aziende leader di settore come IBM Italia e NEC Italia prima di proseguire la sua carriera in LG Electronics. Coccodrilli sarà invece alla guida del team HR italiano e grecoriportando al Presidente & CEO di LG Italia e Grecia, Jung Doo Lee, e a Giuseppe Dallone,con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale inclusiva e flessibile volta alla valorizzazione delle persone e allo sviluppo delle competenze attraverso esperienze coinvolgenti e significative lungo tutto il percorso professionale in azienda.
Nel corso di oltre 15 anni in azienda, si legge, Coccodrilli ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità entrando in azienda comeHR Administration fino a ricoprire nel 2014 il ruolo di Performance, Compensation & Talent Management. Le nuove nomine rispecchiano la vision annunciata recentemente dal CEO Global William Cho che punta a trasformare l’azienda in una Smart Life Solution Company . Cho ha sottolineato che, per raggiungere questo traguardo, occorre reinventareil modo di lavorare e comunicare dell’intera azienda: in questo scenario, dunque, le Risorse Umane assumono una rinnovata centralità e un ruolo chiave strategico imprescindibile per il raggiungimento dell’obiettivo.
Giubileo, Campidoglio: dal 10 agosto cambia traffico a p.za PiaRoma, 4 ago. (askanews) – A partire da questa notte (4 agosto) alle 22 inizieranno le prime fasi di cantierizzazione di Piazza Pia, tra Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione.
L’intervento finanziato con 70 milioni di fondi giubilari viene eseguito da Anas grazie a una convenzione con Roma Capitale e prevede in questa prima fase l’apposizione della segnaletica necessaria per il prossimo svolgimento del cantiere. In particolare, la segnaletica che verrà installata questa notte entrerà in vigore a partire da giovedì 10 agosto. Ci saranno dei cambi che riguardano il quadrante compreso tra via Cola di Rienzo e viale Giulio Cesare, nel dettaglio via Duilio, via Attilio Regolo e via Fabio Massimo cambieranno il senso di marcia, dal 10 agosto fino al termine delle lavorazioni. “Il cantiere di Piazza Pia inizia a prendere forma. Da giovedì 10 agosto inizieranno i primi cambiamenti alla viabilità, per consentire ad Anas di approntare il cantiere per tutte le azioni propedeutiche come, ad esempio, la modifica dei marciapiedi e altre lavorazioni strettamente necessarie alla funzionalità dei lavori. Roma si trasforma, come dice il Sindaco Gualtieri, per la realizzazione di un’opera che resterà patrimonio della città”, commentano gli assessori capitolini ai Lavori Pubblici e alla Mobilità, Ornella Segnalini ed Eugenio Patané.
Roma, Filippi (Ama): pulizia profonda di 400 km di vie consolariRoma, 4 ago. (askanews) – Il Piano di pulizia degli assi consolari “ha come obiettivo quello di potenziare il servizio di spazzamento delle principali direttrici della Città con particolare riferimento alle Vie Consolari principali (Aurelia, Cassia, Flaminia, Salaria, Tiburtina, Casilina, Appia) e secondarie. Un intervento di pulizia a acqua, supportato dalle autobotti che abbiamo ritrovato inutilizzate, e che prevediamo di far diventare strutturale”. Lo ha spiegato il Dg di Ama Alessandro Filippi presentando, insieme al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, i nuovi piani dell’azienda per la pulizia della città.
La struttura del Piano consolari prevede una nuova modalità di approccio alle attività di pulizia, spazzamento e lavaggio intensivo con l’impiego di squadre multi-operatore, supportati da diverse tipologie di veicoli, che intervengo con periodicità prestabilita e, laddove necessario, con il supporto della Polizia di Roma Capitale e dei Municipi per le attività di diserbo. Nella definizione della periodicità di intervento è stato predisposta una suddivisione in 3 livelli che verrà rivalutata al termine del primo ciclo di interventi: Livello 1: frequenza di intervento 1 volta ogni 2 settimane; Livello 2: frequenza di intervento 1 volta ogni 4 settimane; Livello 3: frequenza di intervento 1 volta ogni 8 settimane.
Tali interventi sono integrativi degli attuali servizi di spazzamento effettuati dalle sedi operative di zona e verranno effettuati dalle squadre operative del Decoro. Il Piano Consolari, inoltre, prevede un’attività di lavaggio intensivo, nel turno notte, svolta con autobotti ad elevato getto di acqua (da 8.000 a 10.000 litri di portata per veicolo), resa possibile per effetto del recupero di disponibilità dei mezzi dedicati. Le vie oggetto del piano consolari costituiscono circa 400 km di ‘fronte di spazzamento’, inoltre, sono state individuate tratte stradali oggetto di lavaggi intensivi per una lunghezza complessiva di intervento di 300 km lineari, suddivisi in 30 itinerari della lunghezza media superiore ai 10 chilometri di percorrenza.
Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”: Masaf approva DisciplinareMilano, 4 ago. (askanews) – Il Comitato Nazionale Vini del ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste (Masaf) ha dato il via libera definitivo al testo di Disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”, la nuova tipologia della prima Docg d’Italia che potrà così essere in commercio dal 1 gennaio 2025 con l’annata 2021.
La decisione è arrivata in seguito alla riunione plenaria del Comitato del 3 agosto. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi l’iscrizione nel Registro delle Denominazioni europee, il progetto di questa nuova tipologia sarà a tutti gli effetti operativo con una prima annata che avrà circa 300mila bottiglie, mentre già per la 2022 sono oltre 700mila le bottiglie in Cantina, circa il 10% della produzione totale del Nobile. Il Disciplinare prevede un massimo di 70 quintali per ettaro, l’uvaggio che sarà legato al Sangiovese (85%) e ai soli vitigni autoctoni complementari ammessi, con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice e provenienti da vigneti di almeno 15 anni di vita, e tre anni di maturazione: obbligatori 12 mesi in legno e 12 in bottiglia. Il Consorzio ha spiegato inoltre che l’idea di far nascere la menzione “Pieve” (oltre al Disciplinare che prevede Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Riserva) “nasce da un percorso metodologico che ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende produttrici”.
Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione Unità geografiche aggiuntive(Uga), che saranno anteposte con la menzione “Pieve” in etichetta. “La scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda – precisa l’ente consortile – nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo”. “Per noi è il compimento di un percorso che vale più di una nuova tipologia di vino, ma che dimostra come tutta una Denominazione possa dare vita in maniera unanime a un percorso condiviso che rappresenta una nuova visione di produzione” commenta il presidente del Consorzio, Andrea Rossi, parlando di “una visione supportata dalla ricerca dal punto di vista geologico e pedologico e dall’approfondimento che è stato fatto anche nelle biblioteche e archivi storici, fino ad arrivare al Catasto Leopoldino del 1800”.