Schifani: la situazione incendi in Sicilia è senza precedentiPalermo , 25 lug. (askanews) – Palermo, 25 lug. (askanews) – “La situazione è sicuramente delicata, senza precedenti, perché le altissime temperature, unite ai soliti incendiari delinquenti, hanno creato e stanno creando un danno immenso. Seguo momento per momento l’evoluzione della vicenda, così come ho fatto tutta la notte. Appena rientrato a Palermo mi occuperò anche della collocazione degli evacuati, perché questa notte molte famiglie sono state costrette ad andare via dalle proprie abitazioni. C’è, comunque, un coordinamento degli interventi che funziona”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando, al suo arrivo all’aeroporto di Catania, stamattina, la situazione degli incendi in Sicilia.
“Naturalmente – ha proseguito – sono fatti imprevedibili e imprevisti, perché ormai l’ecosistema è cambiato: d’inverno assistiamo alle bombe d’acqua, adesso a questi fenomeni che sono veramente pericolosi per l’incolumità di tutti. Un fatto del genere, con temperature così elevate, non credo abbia precedenti, come dicono gli osservatori. Evidentemente è la conferma del cambiamento dell’ecosistema, sia invernale che estivo: ci dovremo adeguare e organizzare per l’inverno, con la pulizia straordinaria di tutti i fiumi, progetto che stiamo già attuando, mentre per l’estate dobbiamo verificare quali contromisure adottare”.
Istat-Aci: nel 2022 ci sono state 3.159 vittime per incidenti stradaliRoma, 25 lug. (askanews) – ‘Nel 2022 sono 3.159 i morti in incidenti stradali in Italia (+9,9% rispetto all’anno precedente), 223.475 i feriti (+9,2%) e 165.889 gli incidenti stradali (+9,2%), valori tutti in crescita rispetto al 2021 ma ancora in diminuzione nel confronto con il 2019 per incidenti e feriti (rispettivamente -3,7% e -7,4%). Il numero di vittime è invece pressoché stabile, di poco inferiore a quello registrato nel 2019 (-0,4%). I morti entro le 24 ore dagli incidenti sono 2.651, mentre si contano 508 deceduti dal secondo al trentesimo giorno dall’evento’. Così si spiega in un report di Istat ed Aci.
‘Le vittime aumentano per tutti gli utenti della strada rispetto al 2021, fatta eccezione per i ciclisti e per gli occupanti di autocarri. Si contano 1.375 vittime tra gli occupanti di autovetture (+15,4%), 781 tra i motociclisti (+12,4%), 70 tra i ciclomotoristi (+4,5%), 485 tra i pedoni (+3,2%). Tra gli occupanti di autocarri si registrano 166 deceduti (-1,8%), mentre per le biciclette e le biciclette elettriche le vittime sono 205, in diminuzione rispetto al 2021 quando erano 220 (-6,8%). Aumentano, invece gli infortunati tra gli utenti di monopattini elettrici. Con riferimento ai soli monopattini elettrici (conteggiati dal 2020), gli incidenti stradali che li vedono coinvolti passano da 2.101 del 2021 a 2.929 nel 2022, i feriti da 1.980 a 2.787, mentre i morti (entro 30 giorni) sono 16 (nel 2021 erano 9 più un pedone)’. Negli incidenti stradali – si spiega ancora – ‘le vittime e i feriti aumentano in tutti gli ambiti stradali rispetto al 2021, ma rimangono ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, ad esclusione delle vittime su strade urbane. Nel confronto con il 2021 sulle autostrade si registra, per gli incidenti, un aumento del 9,7% e del 19,9% per le vittime; sulle strade urbane +9,8% per gli incidenti e +5,5% per le vittime, sulle strade extraurbane +7,2% per i sinistri e +12,2% per i decessi’.
Anche nel complesso dell’Europa ‘il numero delle vittime riprende ad aumentare nel 2022 (+3,7% rispetto all’anno precedente), dopo la drastica riduzione dei due anni di pandemia (-9,1% sul 2019). Complessivamente, nel 2022 le vittime sono 20.669, contro 19.932 del 2021 e 22.761 del 2019. Ogni milione di abitanti si contano 46 morti per incidente stradale nella Ue27 e 54 nel nostro Paese, che passa dal 13° al 19° posto della graduatoria europea. Tra i comportamenti errati alla guida si confermano come più frequenti la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. I tre gruppi costituiscono complessivamente il 38,1% dei casi (82.857), valore stabile nel tempo’. ‘Rispetto al 2021 le vittime sono aumentate per tutti gli utenti della strada, fatta eccezione per gli occupanti di autocarri e per i ciclisti. Sono 1.375 le vittime tra gli occupanti di autovetture (+15,4%), 781 tra i motociclisti (+12,4%), 70 tra i ciclomotoristi (+4,5%), 485 tra i pedoni (+3,2%). Tra gli occupanti di autocarri si registrano 166 deceduti (-1,8%), per le biciclette e biciclette elettriche le vittime tra gli utenti sono 205, in diminuzione rispetto al 2021, quando erano 220 (-6,8%). Aumentano, invece i deceduti tra gli utenti di monopattini elettrici (16 casi nel 2022, contro 9 nel 2021)’. Lo si spiega in un report di Istat ed Aci. ‘La distribuzione per genere delle vittime mostra uno svantaggio nettamente maschile anche nel 2022, in particolare per i conducenti, per i quali la percentuale di uomini raggiunge il 90%, mentre per i passeggeri le proporzioni sono pari a 56% maschi e 44% femmine. Per i pedoni, infine, le quote sono pari a 67% per gli uomini e 33% per le donne. Nel complesso, gli utenti più vulnerabili rappresentano il 49,3% dei morti sulle strade (50,9% nel 2021 e 51,4% nel 2020)’.
‘Gli indici di mortalità e lesività per categoria di utente della strada evidenziano rischi più elevati per gli utenti vulnerabili rispetto a quelli di altre categorie. L’indice di mortalità per i pedoni , pari a 2,7 ogni 100 incidenti per investimento di pedone, è 4,4 volte superiore a quello degli occupanti di autovetture (0,6), mentre il valore dell’indice di mortalità riferito ai motociclisti è di 2,5 volte superiore (1,5 morti ogni 100 incidenti); è invece 1,9 volte più alto per i conducenti e passeggeri di biciclette, elettriche e non e di monopattini (1,1 morti ogni 100 incidenti)’. Istat ed Aci indicano che ‘con riferimento al decennio della sicurezza stradale 2021-2030, gli obiettivi fissati sono il dimezzamento del numero delle vittime e dei feriti gravi entro il 2030. Come più volte ribadito, il 2020 è stato un anno eccezionale, segnato dagli effetti della pandemia, e pertanto è stato scelto di non utilizzarlo per monitorare i progressi nella sicurezza stradale nel decennio in corso. L’anno di benchmark scelto convenzionalmente da tutti i Paesi Ue è il 2019; tale anno viene quindi utilizzato per analizzare, nel tempo, le variazioni in termini di mortalità e lesività’. E poi ‘le categorie che hanno registrato le diminuzioni meno consistenti in termini di mortalità, o in alcuni casi persino aumenti, sono state quelle dei motociclisti (-17,8% dal 2010 e +11,9 dal 2019), dei ciclisti (-17,4% dal 2010, -13,4% dal 2019) e dei pedoni (-21,7% dal 2010, -9,0% dal 2019). Ciclomotoristi e automobilisti hanno ottenuto i maggiori guadagni in termini di riduzione della mortalità negli ultimi 20 anni grazie a una molteplicità di fattori, tra i quali la sensibilizzazione a un corretto utilizzo del casco e dei dispositivi di sicurezza e i notevoli progressi della tecnologia per la costruzione di dispositivi di sicurezza dei veicoli. Resta da sottolineare che il numero di ciclomotori in circolazione è nettamente diminuito nel tempo’. Le vittime di incidenti stradali sono state 3.159 nel 2022: 2.579 uomini (81,6%) e 580 donne (18,4%). I conducenti deceduti ammontano a 2.245 (2.014 uomini e 231 donne), i passeggeri a 429 (240 uomini e 189 donne) e i pedoni a 485 (325 uomini e 160 donne). Il report di Istat ed Aci indica che guardando la distribuzione per età, le vittime risultano concentrate nelle classi 45-59 anni e 20-29 anni per gli uomini, tra i 75 e gli 84 anni e 20-24 anni per le donne. L’aumento più consistente rispetto al 2021 si registra però, nel complesso, per le classi di età tra i 55 e 69 anni, con un aumento più rilevante per la fascia 60-64 anni (+35,5%), ma anche per i giovanissimi di 15-19 anni (+21,2%) e 25-29enni (+10,4%).
‘Continua ad essere una nota particolarmente negativa la quota di bambini da 0 a 14 anni deceduti in incidente stradale (entro il 30esimo giorno): sono 39 nel 2022, dei quali 27 tra 5 e 14 anni, in aumento rispetto agli anni precedenti. Il valore, che non accenna a diminuire, risulta più alto persino di quello registrato nel 2019; i bambini 0-14 deceduti erano infatti 28 nel 2021, 37 nel 2020 e 35 nel 2019’. E ‘sebbene siano state messe in campo misure per contrastare il fenomeno, gli effetti positivi sperati non sono ancora tangibili e l’obiettivo di ‘zero vittime’ è ancora molto lontano. Il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale (PNSS) 2030, oltre a prevedere interventi finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo generale (dimezzamento del numero totale di morti e feriti gravi), individua azioni prioritarie per il miglioramento delle condizioni di sicurezza stradale di alcune categorie di utenti particolarmente a rischio, tra cui bambini e adolescenti tra 0 e 14 anni’. Istat ed Aci spiegano che ‘le raccomandazioni riguardano, in particolar modo, gli incentivi alla cultura della sicurezza stradale, con interventi di formazione ed educazione mirati ai bambini, la responsabilizzazione dei genitori per evitare incidenti stradali e per proteggere adeguatamente i minori con sistemi di ritenuta idonei e la riduzione del rischio di incidente e infortunio dei bambini a piedi e in bicicletta, specie nei percorsi casa-scuola-casa, attraverso interventi di gestione delle velocità ed enforcement’. ‘Quanto ai feriti negli incidenti stradali, sono in aumento per tutte le classi di età rispetto al 2021, con un picco tra i bambini e gli anziani oltre i 75 anni (Prospetto 3). Per far fronte concretamente al contenimento anche del numero dei feriti e non solo delle vittime, il nuovo Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale 2030 punta anche su miglioramenti nella progettazione di strade e veicoli, sul rafforzamento delle leggi e la loro applicazione, su un’assistenza tempestiva ed efficace ai feriti’.
Esa, dallo spazio le immagini degli incendi sull’isola di RodiRoma, 25 lug. (askanews) – Gli incendi sull’isola greca di Rodi hanno costretto l’evacuazione di migliaia di persone mentre le fiamme si sono propagate dalla regione montuosa dell’isola alla costa. La missione Copernicus Sentinel-2 ha catturato questa immagine dell’incendio in corso il 23 luglio.
L’immagine – elaborata combinando bande di colore naturale con informazioni a infrarossi ad onde corte per evidenziare il fronte di fuoco – mostra l’estensione dell’area bruciata (visibile nei toni del marrone) nella parte centrale dell’isola, con una stima preliminare di 11.000 ettari perduti al momento dell’acquisizione. Residenti e turisti si sono rifugiati domenica nelle scuole e nei rifugi temporanei, molti dei quali sono stati evacuati su imbarcazioni private, mentre le fiamme minacciavano i villaggi costieri e le località di villeggiatura.
Le temperature dell’aria nell’ultima settimana hanno superato i 40°C in molte parti della Grecia. Oltre a Rodi, gli incendi stanno bruciando anche vicino ad Atene e sull’isola di Corfù. In risposta agli incendi – informa l’Esa – è stato attivato il Copernicus Emergency Mapping Service. Il servizio utilizza le osservazioni satellitari per aiutare le autorità di protezione civile e, in caso di disastro, la comunità umanitaria internazionale, a rispondere alle emergenze.
La missione Sentinel-2 si basa su una costellazione di due satelliti identici, ognuno dei quali trasporta un innovativo imager multispettrale ad alta risoluzione con 13 bande spettrali per il monitoraggio dei cambiamenti nel suolo e nella vegetazione della Terra.
Venezia, da De Angelis a Castellitto: sei italiani in ConcorsoRoma, 25 lug. (askanews) – Sei film italiani in Concorso all’80esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. I titoli sono stati annunciati dal direttore artistico Alberto Barbera durante la presentazione del programma di quest’anno (30 agosto – 9 settembre 2023).
Sono “Enea”, seconda opera di Pietro Castellitto, in cui il regista recita anche, un’incursione in una Roma popolata di famiglie problematiche, trafficanti di droga, cinismo e ipocrisie; “Finalmente l’alba” di Saverio Costanzo, con Lily James e tra gli altri Alba Rohrwacher: il racconto della perdita d’innocenza di una giovane che si ritrova catapultata nel mondo dorato di Cinecittà dell’epoca; “Comandante” di Edoardo De Angelis, film d’apertura dopo il ritiro dell’ultima opera di Luca Guadagnino (a causa dello sciopero di attori e sceneggiatori a Hollywood) con Pierfrancesco Favino; “Lubo” di Giorgio Diritti, che racconta la storia di un Amish in Svizzera; “Io capitano” di Matteo Garrone, l’odissea di due ragazzi africani che partono spinti dal sogno di arrivare in Europa e devono attraversare il Mediterraneo, e “Adagio” di Stefano Sollima sempre con Favino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea. In Concorso per il Leone d’oro tra i 23 titoli ci sono registi come Luc Besson, Bradley Cooper, Sofia Coppola, David Fincher, Yorgos Lanthimos, Pablo Larrain, Michael Mann.
“I film sono 23 come lo scorso anno – ha detto Barbera – non sono stato capace di rinunciare a nessuno dei titoli che mi hanno più convinto; 15 sono realizzati da registi che per la prima volta sono in competizione a Venezia”.
Nubifragio Milano, crolla enorme impalcatura sui cavi del filobusMilano, 25 lug. (askanews) – Le impalcature di un palazzo in ristrutturazione a Milano sono crollate sulla strada tranciando i cavi del filobus a causa del maltempo che intorno alle quattro di questa notte ha investito la città. È accaduto in Viale Isonzo all’altezza del civico 27 all’incrocio con via Ripamonti. A cedere a causa della forza del vento e della pioggia torrenziale circa 80 metri di ponteggi per cinque piani di altezza.
Bloccata la circolazione, presenti sul posto gli agenti della municipale per deviare il traffico. Bloccate anche le linee 90 e 91 del filo bus della circonvallazione esterna. Il palazzo in ristrutturazione è un ex consorzio agrario destinato a diventare uno studentato grazie a un lavoro di rigenerazione a cura della società di sviluppo e gestione immobiliare Hines.
Italia-Nuova Zelanda, Giacobbe (Pd) incontra ambasciatrice FrizelleRoma, 25 lug. (askanews) – A margine dell’insediamento della Sezione Bilaterale di Amicizia Italia-Australia-Nuova Zelanda- Isole Oceania, il presidente del gruppo, il senatore Pd, Francesco Giacobbe, ha incontrato la nuova ambasciatrice neozelandese, Jacqueline Frizelle, di recente trasferitasi nella capitale italiana a capo della diplomazia locale.
Accolta a Palazzo Cenci, l’ambasciatrice ha avuto un incontro molto proficuo con Giacobbe, eletto nella circoscrizione estero, riprtizione Africa-Asia-Oceania-Antartide. “Italia e Nuova Zelanda sono due Paesi molto vicini, nonostante la loro lontananza geografica. Con la nuova ambasciatrice Jacqueline Frizelle abbiamo parlato di come rafforzare maggiormente questi legami e come risolvere questioni che stanno a cuore alla nostra comunità in Nuova Zelanda e ai cittadini neozelandesi in Italia”, ha detto Giacobbe.
Il senatore e l’ambasciatrice hanno discusso della mancanza di un accordo sociale fra i due Paesi, di conversione dei titoli di studio per i nostri giovani, di visti, patenti e tanto altro. “Abbiamo anche esplorato opportunità commerciali e di ricerca che chi come me conosce bene i due Paesi, Italia e Nuova Zelanda, sa potrebbero portare grandi benefici ad entrambi. Il percorso è appena cominciato e, con l’ausilio della Sezione Bilaterale di Amicizia Italia-Australia-Nuova Zelanda- Isole Oceania sono certo riusciremo a raggiungere importanti traguardi”, ha concluso Giacobbe.
Iss: sulle spiagge italiane 400 morti l’anno per annegamento e 800 ricoveriRoma, 25 lug. (askanews) – In Italia ogni anno – a fronte di circa 400 annegamenti (fatali) e di 800 ospedalizzazioni per annegamento – si contano circa 60.000 salvataggi (solo sulle spiagge), e più di 600.000 interventi di prevenzione da parte dei bagnini. La cifra è contenuta nel primo Rapporto dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti ed incidenti in acque di balneazione, istituito nel 2019 dal Ministero della Salute, a cura di Fulvio Ferrara, Enzo Funari e Dario Giorgio Pezzini, di prossima pubblicazione e di cui l’Istituto superiore di sanità anticipa alcuni contenuti in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento.
Il Rapporto – informa l’Iss – è incentrato sugli annegamenti lungo i litorali marittimi, ma riporta anche una prima analisi di questi incidenti nelle acque interne, esamina il ruolo del servizio di sorveglianza e salvataggio nelle spiagge italiane, e descrive la fisiopatologia dell’annegamento. Per “acque interne” si intende una grande varietà di corpi idrici: non solo fiumi e laghi, ma anche torrenti, canali, bacini artificiali, rogge, cave e stagni. Fra il 2016 e il 2021, in questi luoghi si sono registrati in media 78 decessi all’anno, un numero particolarmente alto, se si considera che vengono frequentati da un numero limitato di persone. In Italia, nei primi anni ’70, gli annegamenti erano quasi 1.400 all’anno, per andarsi poi a ridurre fino al valore di circa 400/anno alla fine degli anni ’90. Tra le cause che hanno prodotto questa riduzione degli annegamenti in Italia va annoverato senza dubbio l’apprendimento del nuoto, in genere nelle piscine, l’educazione alla sicurezza in acqua della popolazione, e, certamente, la crescente presenza dei bagnini e la loro maggiore professionalità.
Nel periodo considerato (2016 – 2021), ogni anno si sono registrati in media 26 annegamenti di persone che non sanno nuotare, con il 62% dei casi che ha interessato immigrati, e altrettanti per le correnti di ritorno; gli annegamenti improvvisi, ossia a causa di un malore, sono in media 58 per stagione balneare, circa 5 per attività sportive e poco meno per caduta in acqua. “I dati disponibili sugli annegamenti indicano la necessità di predisporre un Piano Nazionale per la Sicurezza delle Spiagge – spiegano gli autori -, come d’altra parte raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il Piano dovrebbe contenere, da un lato indicazioni per elaborare una regolamentazione normativa uniforme, specificando tra i vari aspetti gli ambiti di competenza istituzionale a livello nazionale e territoriale, e dall’altro delle misure di prevenzione di immediato approntamento come standard minimo necessario per le aree di balneazione su tutto il territorio nazionale”.
Alla stesura del Rapporto hanno partecipato: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, Corpo delle Capitanerie di Porto, Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (GNRAC), Anci, Società Nazionale di Salvamento, Ospedale del Bambin Gesù.
Iss: in Italia 400 morti l’anno per annegamento e 800 ricoveriRoma, 25 lug. (askanews) – In Italia ogni anno – a fronte di circa 400 annegamenti (fatali) e di 800 ospedalizzazioni per annegamento – si contano circa 60.000 salvataggi (solo sulle spiagge), e più di 600.000 interventi di prevenzione da parte dei bagnini. La cifra è contenuta nel primo Rapporto dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti ed incidenti in acque di balneazione, istituito nel 2019 dal Ministero della Salute, a cura di Fulvio Ferrara, Enzo Funari e Dario Giorgio Pezzini, di prossima pubblicazione e di cui l’Istituto superiore di sanità anticipa alcuni contenuti in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento.
Il Rapporto – informa l’Iss – è incentrato sugli annegamenti lungo i litorali marittimi, ma riporta anche una prima analisi di questi incidenti nelle acque interne, esamina il ruolo del servizio di sorveglianza e salvataggio nelle spiagge italiane, e descrive la fisiopatologia dell’annegamento. Per “acque interne” si intende una grande varietà di corpi idrici: non solo fiumi e laghi, ma anche torrenti, canali, bacini artificiali, rogge, cave e stagni. Fra il 2016 e il 2021, in questi luoghi si sono registrati in media 78 decessi all’anno, un numero particolarmente alto, se si considera che vengono frequentati da un numero limitato di persone. In Italia, nei primi anni ’70, gli annegamenti erano quasi 1.400 all’anno, per andarsi poi a ridurre fino al valore di circa 400/anno alla fine degli anni ’90. Tra le cause che hanno prodotto questa riduzione degli annegamenti in Italia va annoverato senza dubbio l’apprendimento del nuoto, in genere nelle piscine, l’educazione alla sicurezza in acqua della popolazione, e, certamente, la crescente presenza dei bagnini e la loro maggiore professionalità.
Nel periodo considerato (2016 – 2021), ogni anno si sono registrati in media 26 annegamenti di persone che non sanno nuotare, con il 62% dei casi che ha interessato immigrati, e altrettanti per le correnti di ritorno; gli annegamenti improvvisi, ossia a causa di un malore, sono in media 58 per stagione balneare, circa 5 per attività sportive e poco meno per caduta in acqua. “I dati disponibili sugli annegamenti indicano la necessità di predisporre un Piano Nazionale per la Sicurezza delle Spiagge – spiegano gli autori -, come d’altra parte raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il Piano dovrebbe contenere, da un lato indicazioni per elaborare una regolamentazione normativa uniforme, specificando tra i vari aspetti gli ambiti di competenza istituzionale a livello nazionale e territoriale, e dall’altro delle misure di prevenzione di immediato approntamento come standard minimo necessario per le aree di balneazione su tutto il territorio nazionale”.
Alla stesura del Rapporto hanno partecipato: Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, Corpo delle Capitanerie di Porto, Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (GNRAC), Anci, Società Nazionale di Salvamento, Ospedale del Bambin Gesù.
Salario minimo, Schlein a Meloni: sì confronto ma con atti concretiRoma, 25 lug. (askanews) – “Faccio fatica a capire come si possa definire slogan la condizione di tre milioni e mezzo di lavoratori. Questa è un’emergenza del paese, c’è stata una discussione di 4 mesi con audizione e approfondimenti, hanno avuto tutto il tempo per riflettere. Noi siamo disponibili al confronto ma servono atti concreti non dichiarazioni e chiediamo il ritiro dell’emendamento soppressivo”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, replica alla premier Giorgia Meloni sul salario minimo.
“Siamo disponibili da subito al confronto sul merito, la nostra proposta vuole rafforzare la contrattazione collettiva. Ma questa non può scendere sotto la soglia dei 9 euro perché così non è lavoro è sfruttamento e dovrebbe essere interesse del governo migliorare le condizioni del lavoro in Italia”, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio.
Secondo le spie inglesi “la Russia ha accantonato l’idea di vincere militarmente la guerra in Ucraina”Roma, 25 lug. (askanews) – La Russia ha “quasi abbandonato” l’idea di vincere militarmente la guerra in Ucraina. Lo ha sostenuto un ex ufficiale dell’Mi6, l’agenzia di spionaggio per l’estero del Regno Unito.
Con un numero crescente di attacchi in aree insignificanti, sembra che la Russia stia utilizzando “tutte le scorte di missili” per esercitare diversi tipi di pressione su Ucraina e comunità internazionale, ha dichiarato Christopher Steele a Sky News. “Quello a cui stiamo assistendo è, in effetti, un attacco al libero commercio”, ha detto, “Putin ha certamente l’ambizione di sfidare la modalità con cui funziona il mercato mondiale e il sistema occidentale, come lui lo vede, di governance nel mondo”.
“La Russia ha quasi abbandonato l’idea di vincere questa guerra militarmente in senso convenzionale”, ha sottolineato. Steele ha spiegato che la Russia ha fallito i suoi obiettivi e che le sue truppe devono fare i conti con il morale sotto i tacchi e una cattiva leadership. Sembra che ci siano problemi anche nella catena di comando del Paese, con alcuni dei migliori generali che si sono espressi contro l’intervento militare in Ucraina.
“Questo è davvero significativo e indica un problema molto più profondo all’interno dell’alto comando russo, mentre non vediamo queste divisioni all’interno dell’Ucraina”, ha detto.