Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Tag: askanews

Meeting Rimini, Prosperi (Cl): grazie al Papa per incoraggiamento

Meeting Rimini, Prosperi (Cl): grazie al Papa per incoraggiamentoRoma, 18 ago. (askanews) – “Ringrazio profondamente il Santo Padre a nome di tutto il movimento di Comunione e Liberazione per il suo messaggio indirizzato ai partecipanti del Meeting. Lo ringrazio soprattutto per il suo incoraggiamento a essere sempre disponibili a quell”amicizia inesauribile’ – che dà il titolo all’edizione di quest’anno – e alla quale don Giussani ci ha sempre educato. Null’altro infatti abbiamo a cuore che imparare quella ‘moralità nuova’ che scaturisce dall’incontro con la ‘simpatia’ che Gesù ha per noi”. Lo afferma Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione commentando il messaggio che il Papa ha inviato per il Meeting di Rimini che si aprirà domenica.

“Diceva don Giussani: ‘È semplicissima la moralità: è starci ad una simpatia, una simpatia umana. Umana come la simpatia che la madre prova per il proprio figlio e il figlio prova per la propria madre. Perché da Gesù nasce questa simpatia; Gesù ha questa simpatia umana per te, per me, e io, nonostante che sbagli, dico: ‘Sì, Signore, io ci sto a questa simpatia’. Quest’ultima affermazione è l’ultima possibilità per vincere il nichilismo che noi ‘prendiamo’ per contagio dalla società in cui viviamo’. Così, nell’imbatterci in questa originale simpatia di Gesù attraverso l’appartenenza alla Chiesa, compagnia umana che ha a cuore il nostro cammino al destino – conclude Prosperi – ci ritroviamo legati da un’amicizia certa che ci conduce nel mondo, come ci chiede Papa Francesco, a incontrare l’altro, a partire dai più fragili, con ‘gesti concreti’ e ‘scelte condivise’ che costruiscano una cultura di pace’. Il Meeting di fatto è questo tentativo: un gesto concreto che scommette su questa ‘moralità nuova’ nell’incontro tra culture, idee e anzitutto tra persone, per la costruzione comune di un mondo più umano. Siamo davvero commossi e pieni di gratitudine al Papa per come ci testimonia sempre la bellezza e la convenienza dello sguardo cristiano sugli altri e su tutta la realtà”.

Previsioni vendemmiali: in Veneto attesi 15,9 mln quintali di uva (+5%)

Previsioni vendemmiali: in Veneto attesi 15,9 mln quintali di uva (+5%)Milano, 18 ago. (askanews) – La produzione complessiva di uva raccolta in Veneto dovrebbe salire a circa 15,9 milioni di quintali (+5-6%), con un aumento delle rese produttive per la maggior parte delle varietà in tutte le province. E’ quanto emerso nel corso della 49esima edizione delle previsioni vendemmiali di Regione Veneto e Veneto Agricoltura che è stata presentata questa mattina on-line agli operatori vitivinicoli.

Secondo l’analisi, la crescita è dovuta all’entrata in produzione di nuove superfici vitate, e “ad una maggiore fertilità delle gemme e un maggiore ingrossamento degli acini per le buone disponibilità idriche”. Un aumento atteso nonostante i danni causati dalle fitopatie e dal maltempo. “Nelle aziende che applicano la difesa integrata, i danni causati dalla peronospora sono stati nell’ordine del 5/10% di perdita quantitativa, mentre nelle aziende che applicano il metodo di coltivazione biologica tali perdite sono state superiori, per lo più comprese tra il -10/20%” ha spiegato Patrick Marcuzzo del Crea Veneto di Conegliano (Treviso), aggiungendo che “superiore al 2022 anche l’incidenza di altre fitopatie come il Mal dell’esca e la Botrite, mentre la Flavescenza ha avuto un incremento meno significativo. La grandine – ha concluso – ha colpito duramente diversi areali produttivi, con perdite della produzione che hanno raggiunto anche il -20%”. Nella provincia di Belluno la produzione viene prevista sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno (+2-3%), salvo nelle zone colpite da grandinate. A Padova e Rovigo invece le attese sono più ottimistiche con una produzione per le principali varietà del +10% rispetto al 2022. Fanno eccezione, nella provincia di Rovigo, il Merlot, la cui resa dovrebbe essere invariata, e il Pinot grigio, per cui si prevede una minor produzione (-10%) a causa degli estirpi dovuti agli attacchi di Flavescenza dorata. Nella provincia di Treviso ci si attende un incremento della produzione di Glera (+10%) e invece una riduzione dei quantitativi dei vitigni a bacca rossa (-3/5%), più elevati per le varietà non Doc/Docg, non tanto per questioni fenologiche e climatiche (fatte salve le zone colpite da eventi grandigeni) ma per scelte imprenditoriali di prediligere l’impianto di vitigni a bacca bianca.

A Venezia, “ottima fertilità, numero di grappoli e ingrossamento degli acini fanno prevedere un aumento produttivo soprattutto per Glera e Chardonnay”, mentre più stabile dovrebbe essere la produzione delle varietà a bacca nera, sempre fatto salvo gli areali danneggiati dalla grandine. Gli stessi effetti positivi, a cui si aggiunge l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, si prevede sosterranno la produzione in maniera più significativa anche nelle province di Vicenza e Verona. A Vicenza è atteso un aumento dei quantitativi raccolti di circa il +15% per tutte le varietà, mentre a Verona l’incremento di produzione dovrebbe attestarsi a circa il +10% per i principali vitigni coltivati e al +5/7% per le varietà minori, sia bianche che nere. In Veneto la vendemmia dovrebbe partire con 5-10 giorni di ritardo rispetto alle date consuete. I primi grappoli a cadere nei cesti saranno quelli delle varietà precoci (Pinot e Chardonnay per basi spumante) il cui inizio ufficiale è in programma tra il 28 agosto e i primi giorni di settembre, ma in alcune aree del Vicentino e del Padovano la raccolta potrebbe iniziare già dalla prossima settimana. Seguirà la vendemmia di tutte le altre varietà: la Glera (Prosecco) dovrebbe partire dal 15 settembre, Merlot dal 18, Corvina dal 20, Garganega dal 25, solo per citare alcuni tra i principali vitigni veneti.

Sicilia, nuove regole su commissioni invalidità

Sicilia, nuove regole su commissioni invaliditàRoma, 18 ago. (askanews) – Con una lettera inviata a tutte le Asp il dipartimento della Pianificazione strategica dell’assessorato regionale della Salute ha avviato una ricognizione sulle Commissioni per il riconoscimento delle invalidità civili e dei benefici della legge 104/92 e ha predisposto uno schema di regolamento per il rinnovo della composizione degli organismi con l’introduzione di specifiche misure di contrasto all’illegalità e agli episodi di corruzione. Lo rende noto un comunicato della Regione Sicilia.

“Il meccanismo della rotazione, nello specifico, è uno strumento fondamentale per garantire imparzialità e trasparenza – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani -. È obiettivo del mio governo quello di introdurlo a livello regionale in tutti gli organismi che svolgono ruoli di valutazione e per questo, già poco dopo il mio insediamento, ho firmato un atto di indirizzo che andava in questa direzione”. Tra le nuove misure previste, quella per cui componenti e segretari non possono rivestire una carica politica a livello provinciale e non devono avere svolto lo stesso tipo di attività nell’ultimo anno, candidature incluse, in qualsiasi ambito, da quello comunale fino a quello europeo. I componenti non possono inoltre rivestire cariche sindacali o svolgere attività per patronati o di consulenza. Questo vale anche per congiunti o parenti fino al secondo grado. Inoltre, i membri delle Commissioni non devono avere svolto lo stesso incarico per almeno cinque anni e, se non continuativi, negli ultimi dieci. Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che ne fanno parte non possono operare nello stesso ambito territoriale nel quale esercitano la professione.

“Disciplinare il rinnovo e il funzionamento di queste Commissioni, che svolgono un ruolo fondamentale per la tutela dei soggetti più fragili della nostra società – afferma l’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo – è il segno della precisa volontà del governo regionale di portare avanti un cambiamento nel rispetto dei principi di legalità”. “Interveniamo concretamente – spiega Salvatore Iacolino, dirigente generale della Pianificazione strategica che ha firmato le nuove disposizioni – sulla discontinuità dei componenti delle commissioni e sulla rotazione, in ogni caso, dei segretari e dei componenti nei territori dove svolgono la loro attività. Si tratta di un presupposto fondamentale, assieme ai requisiti di partecipazione ai relativi bandi di selezione. Proprio per garantire efficienza e trasparenza, nella composizione delle Commissioni sono esclusi i candidati con evidente o anche potenziale conflitto di interessi”.

Sul piano operativo, il regolamento – spiega ancora la nota della Regione – prevede che le visite a domicilio possano essere effettuate anche da un solo medico ma devono essere confermate successivamente in sede collegiale. Nella lettera alle Asp, inoltre, il dipartimento sottolinea che le Commissioni, la cui durata è triennale, vanno ricostituite immediatamente se risultano già scadute o se istituite con regole diverse da quelle introdotte dalla Regione e che adesso dovranno essere implementate dalle aziende sanitarie.

La Cassazione boccia il ricorso della Lega: chi chiede asilo non è clandestino

La Cassazione boccia il ricorso della Lega: chi chiede asilo non è clandestinoRoma, 18 ago. (askanews) – La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso della Lega contro una sentenza del Tribunale di Milano, confermata in appello, che sanciva il carattere di “molestia discriminatoria” per i cartelli contro i “clandestini” usati in una manifestazione contro dei richiedenti asilo. A darne notizia la nota diffusa da Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e Naga, due associazioni milanesi impegnate nella vertenza giudiziaria. A questo link è disponibile anche il documento originale della pronuncia della Suprema Corte: https://www.asgi.it/discriminazioni/respinto-ricorso-della-lega-ch i-chiede-protezione-non-puo-essere-chiamato-clandestino/ “La sentenza della Cassazione depositata il 16 agosto (terza sezione, estensore Cirillo, presidente Travaglino) conclude una vicenda – si legge nel comunicato – iniziata nel 2016, quando, per contrastare l’assegnazione di 32 richiedenti asilo a un centro di assistenza messo a disposizione da una parrocchia di Saronno (MI), la Lega aveva convocato una manifestazione affiggendo cartelli con il seguente testo ‘Saronno non vuole i clandestini. Vitto, alloggio e vizi pagati da noi. Nel frattempo, ai saronnesi tagliano le pensioni e aumentano le tasse, Renzi e Alfano complici dell’invasione’. ASGI e NAGA avevano agito in giudizio avanti il Tribunale di Milano contro la Lega (locale e nazionale) affermando che qualificare i richiedenti asilo come clandestini costituisce ‘molestia discriminatoria’ cioè un comportamento idoneo a offendere la dignità della persona e a creare un clima umiliante, degradante e offensivo”.

“I giudici di primo e secondo grado – argomenta la nota di Asgi e Naga – avevano già accolto le ragioni delle associazioni condannando la Lega a pagare, oltre alle spese di lite, un risarcimento del danno in favore delle stesse; la Lega aveva poi proposto il ricorso in Cassazione, respinto ora dalla Corte che ha confermato anche il diritto delle associazioni al risarcimento del danno, condannando la Lega all’ulteriore rimborso delle spese. Secondo la Corte ‘gli stranieri che fanno ingresso nel territorio dello stato italiano perché corrono il rischio effettivo, in caso di rientro nel paese di origine, di subire un ‘grave danno, non possono a nessun titolo considerarsi irregolari e non sono dunque ‘clandestini”. “La Corte – si legge ancora nel comunicato – ha anche respinto la tesi degli avvocati della Lega che invocavano il diritto del partito politico alla libera manifestazione della sua posizione: infatti ‘il diritto alla libera manifestazione del pensiero, cui si accompagna quello di organizzarsi in partiti politici, non può essere equivalente o addirittura prevalente, sul rispetto della dignità personale degli individui’; specie, aggiunge la Corte, quando si tratta degli individui più fragili, come le persone migranti”.

“La sentenza, benché riferita a una vicenda di anni fa, dice molto anche alla politica di oggi – commenta l’avvocato Alberto Guariso che, con l’avvocato Livio Neri, entrambi di ASGI, ha difeso le associazioni – e in particolare sulla inaccettabile consuetudine di continuare a usare il termine ‘clandestini’ per coloro che arrivano sul nostro territorio, comunque arrivino, per cercare protezione: persone con una dignità da rispettare e non clandestini”.

Vannacci destituito. Il generale insiste: non devo scusarmi con Egonu

Vannacci destituito. Il generale insiste: non devo scusarmi con EgonuRoma, 18 ago. (askanews) – “Riguardo le decisioni che sono state prese, da un punto di vista del mio servizio, non replicherò in quanto ritengo che siano decisioni gerarchiche e per le quali risponderò nelle sedi e secondo i tempi che saranno giudicati opportuni e che mi verranno indicati dalla mia catena di comando”. Lo ha detto il generale Roberto Vannacci, commentando a ‘Diario del giorno’ su Rete Quattro la sua destituzione dall’incarico di Comandante dell’Istituto Geografico Militare.

La decisione è stata presa all’indomani delle polemiche sollevate per alcune affermazioni del Generale di Divisione su minoranze, migranti, femministe, ambientalisti, comunità Lgbtq+, contenute nel libro “Il mondo al contrario” scritto dallo stesso comandante. “Io sicuramente quando scrivevo il libro, mi aspettavo che avrebbe dato da discutere”, ha ribadito. “L’ho scritto con tono provocatorio anche rendendomi conto di quelle che avrebbero potuto essere le reazioni. Ma sicuramente non mi aspettavo un polverone del genere…”.

“Non vedo perché debba porgere delle scuse per un’espressione che non è assolutamente offensiva”.ha anche detto Vannacci, commentando le accuse di razzismo che gli sono state mosse per aver definito la pallavolista Paola Egonu ‘somaticamente non italiana’ nel suo libro autoprodotto. “Io ho detto solamente una cosa che è ovvia e lo dimostro anche in maniera molto semplice”, ha detto Vannacci, ospite di ‘Diario del giorno’ su Rete Quattro, “Proprio a seguito di questa esposizione mediatica riferita a questa frase che appare sul libro e che è stata decontestualizzata, oggi ho aperto il profilo Wikipedia di Paola Egonu e di altre pallavoliste che invece hanno una fisionomia europea. Nel profilo di Paola Egonu è scritto che è una pallavolista italiana nata a Civitella da genitori nigeriani. In tutti gli altri profili delle pallavoliste sue colleghe, c’è scritto che sono pallavoliste italiane, nate chi a Gorizia, chi a Napoli, chi a Roma…”.

“Ma nessuno ha specificato l’origine dei genitori: questo dà esattamente ragione a quello che io ho espresso”, ha rivendicato Vannucci, “Ovvero che il vedere una bravissima pallavolista dalla pelle scura non la identifica in maniera immediata come italiana. Perchè da 4mila, 5mila, 6mila anni lo stereotipo dell’italiano è quello di un uomo bianco, ma questo non vuol dire che gli uomini bianchi siano superiori a quelli neri o viceversa. Le espressioni razziste sono quelle che individuano una superiorità predefinita di una razza sull’altra, ma questa non era assolutamente la mia intenzione e non è quello che ho espresso sul libro. Ho semplicemente detto che guardando gli affreschi che ci derivano dagli etruschi fino ai giorni nostri, non dico la totalità ma probabilmente il 99,9 per cento delle figure italiane che vi sono rappresentate, sono rappresentate secondo dei canoni che Paola Egonu non rispecchia. Ma questa non è un’offesa, è una realtà talmente palese che proprio sul suo profilo hanno voluto specificare che è un’italiana dai genitori di origine ivoriana”.

Cassazione boccia ricorso Lega: chi chiede asilo non è clandestino

Cassazione boccia ricorso Lega: chi chiede asilo non è clandestinoRoma, 18 ago. (askanews) – La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso della Lega contro una sentenza del Tribunale di Milano, confermata in appello, che sanciva il carattere di “molestia discriminatoria” per i cartelli contro i “clandestini” usati in una manifestazione contro dei richiedenti asilo. A darne notizia la nota diffusa da Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e Naga, due associazioni milanesi impegnate nella vertenza giudiziaria. A questo link è disponibile anche il documento originale della pronuncia della Suprema Corte: https://www.asgi.it/discriminazioni/respinto-ricorso-della-lega-chi-chiede-protezione-non-puo-essere-chiamato-clandestino/

“La sentenza della Cassazione depositata il 16 agosto (terza sezione, estensore Cirillo, presidente Travaglino) conclude una vicenda – si legge nel comunicato – iniziata nel 2016, quando, per contrastare l’assegnazione di 32 richiedenti asilo a un centro di assistenza messo a disposizione da una parrocchia di Saronno (MI), la Lega aveva convocato una manifestazione affiggendo cartelli con il seguente testo ‘Saronno non vuole i clandestini. Vitto, alloggio e vizi pagati da noi. Nel frattempo, ai saronnesi tagliano le pensioni e aumentano le tasse, Renzi e Alfano complici dell’invasione’. ASGI e NAGA avevano agito in giudizio avanti il Tribunale di Milano contro la Lega (locale e nazionale) affermando che qualificare i richiedenti asilo come clandestini costituisce ‘molestia discriminatoria’ cioè un comportamento idoneo a offendere la dignità della persona e a creare un clima umiliante, degradante e offensivo”. “I giudici di primo e secondo grado – argomenta la nota di Asgi e Naga – avevano già accolto le ragioni delle associazioni condannando la Lega a pagare, oltre alle spese di lite, un risarcimento del danno in favore delle stesse; la Lega aveva poi proposto il ricorso in Cassazione, respinto ora dalla Corte che ha confermato anche il diritto delle associazioni al risarcimento del danno, condannando la Lega all’ulteriore rimborso delle spese. Secondo la Corte ‘gli stranieri che fanno ingresso nel territorio dello stato italiano perché corrono il rischio effettivo, in caso di rientro nel paese di origine, di subire un ‘grave danno’, non possono a nessun titolo considerarsi irregolari e non sono dunque ‘clandestini””.

“La Corte – si legge ancora nel comunicato – ha anche respinto la tesi degli avvocati della Lega che invocavano il diritto del partito politico alla libera manifestazione della sua posizione: infatti ‘il diritto alla libera manifestazione del pensiero, cui si accompagna quello di organizzarsi in partiti politici, non può essere equivalente o addirittura prevalente, sul rispetto della dignità personale degli individui’; specie, aggiunge la Corte, quando si tratta degli individui più fragili, come le persone migranti”. “La sentenza, benché riferita a una vicenda di anni fa, dice molto anche alla politica di oggi – commenta l’avvocato Alberto Guariso che, con l’avvocato Livio Neri, entrambi di ASGI, ha difeso le associazioni – e in particolare sulla inaccettabile consuetudine di continuare a usare il termine ‘clandestini’ per coloro che arrivano sul nostro territorio, comunque arrivino, per cercare protezione: persone con una dignità da rispettare e non clandestini”.

Pechino vuol ristabilire fiducia, ma crisi immobiliare spaventa

Pechino vuol ristabilire fiducia, ma crisi immobiliare spaventaRoma, 18 ago. (askanews) – Stabilizzare l’economia e ristabilire la fiducia degli investitori: sono queste le parole d’ordine che Pechino si è data di fronte a una situazione economica che va deteriorandosi sulla scorta della gravissima crisi del settore immobiliare, delle incertezze di quello finanziario, della montagna di debiti locali e delle incertezze in borsa.

Oggi la Cina ha fatto due mosse. La Banca del popolo cinese (PBoC) – istituto d’emissione – ha rafforzato il suo sostegno alla valuta, il renminbi (yuan), fissando – secondo quanto ha riferito il Financial Times – il punto medio giornaliero, intorno al quale la valuta può oscillare del 2% in entrambe le direzioni, a 7,2006 Rmb per dollaro. Ciò rispetto a una stima media di 7,3047 degli analisti intervistati da Bloomberg. Appare come un’azione in discontinuità con quanto la PBoC ha fatto recentemente. Dopo una serie di dati economici insoddisfacenti, l’istituto d’emissione aveva infatti immesso nel sistema bancario 757 miliardi di renminbi (104 miliardi di dollari) come liquidità a breve: passo, questo, che ha ulteriormente indebolito la valuta, in un momento in cui il dollaro vola.

La mossa odierna ha contribuito a rafforzare dello 0,1 per cento il renminbi, portandolo a 7,2825 per dollaro. L’altra iniziativa odierna è arrivata dalla Commissione centrale per i titoli (Csrc), che regola i mercati borsistici. Riprendendo l’ordine uscito dal Politburo del Partito comunista cinese il 24 luglio, cioè “rassicurare gli investitori”, la commissione ha annunciato che verranno messe in campo una serie di riforme pro-mercato.

Tra queste ci potrebbero essere un’estensione delle ore di contrattazione sui mercati azionistici e obbligazionari, un taglio delle tariffe per le transazioni e l’incoraggiamento a fare il buyback per aiutare a stabilizzare i prezzi delle azioni. Questo attivismo viene in una situazione difficile, che ha come suo epicentro il mercato dell’immobiliare. Ieri Evergrande China, il gigante dello sviluppo immobiliare che da anni si trova di fronte a una montagna di debiti (e deve affrontare una raffica di cause giudiziarie) ha presentato a New York istanza di protezione dal fallimento in base al Chapter 15. Solo nel 2021 e 2022 ha accumulato perdite per 81 miliardi di dollari e ha raggiunto un’esposizione totale di quasi 335 miliardi di dollari.

Un debito enorme, che è significativo non solo della crisi Evergrande, ma di tutto il grande settore immobiliare cinese. Sempre oggi un altro gruppo, Soho China, ha denunciato un crollo del suo utile netto del 93 per cento rispetto allo scorso anno, segnalando anche un rischio per la sua sopravvivenza per una vertenza col fisco particolarmente onerosa. Per non parlare dei sonori scricchiolii arrivati dal principale sviluppatore privato, Country Garden Holdings, che ha denunciato nel primo semestre di quest’anno una perdita netta tra 45 e 55 miliardi di yen (6,2-7,5 miliardi di dollari). Si moltiplicano ormai i progetti “zombie”: cioè le costruzioni che non vengono completate – lasciando anche i clienti per strada – e, secondo gli osservatori, l’andamento demografico della Cina non depone a favore di una prospettiva di ripresa della domanda nel settore delle costruzioni. Le ricadute in termini di incagli e di crediti inesigibili rischiano di provocare un contagio anche per il settore finanziario. Questa situazione incerta pone un’ombra anche sulla possibilità di Pechino di rispettare i suoi target economici per il 2023. Oggi il primo ministro Li Qiang, in un discorso ai membri del Consiglio di Stato (il governo cinese) e i leader provinciali, ha spiegato che il raggiungimento dell’obiettivo di crescvita del Pil del 5% non è un optional.

Vannacci destituito dal comando dell’Istituto geografico militare

Vannacci destituito dal comando dell’Istituto geografico militareRoma, 18 ago. (askanews) – “Il generale Vannacci, in data 20 agosto 2023, cessa dall’incarico di Comandante dell’Istituto Geografico Militare. In data 21 agosto è trasferito in forza extra organica al Comfoter Area Territoriale ed è posto a disposizione del Comandante area territoriale per incarichi vari, sede Firenze”: è quanto si legge in un provvedimento d’impiego dell’Esercito Italiano sulla vicenda che riguarda Vannacci, dopo le polemiche sollevate sul suo libro “Il mondo al contrario”. “Il generale Panizzi, mantenendo l’incarico primario di Comandante area territoriale, in data 21 agosto 2023 – prosegue l’informativa interna – assume l’ulteriore incarico di Comandante dell’istituto Geografico Militare”.

Venezia, va a Sergio Castellitto il premio Pietro Bianchi 2023

Venezia, va a Sergio Castellitto il premio Pietro Bianchi 2023Roma, 18 ago. (askanews) – Va a Sergio Castellitto il premio Pietro Bianchi 2023, riconoscimento che i giornalisti cinematografici italiani (Sngci) assegnano tradizionalmente al Lido, quest’anno per la sua 47esima edizione, a una personalità eccellente del cinema italiano, che oggi tra l’altro compie 70 anni. E d’intesa con la Mostra internazionale d’arte cinematografica, il Bianchi è quest’anno un omaggio a uno dei nostri attori più amati che ha firmato anche come autore alcuni dei film più interessanti degli ultimi anni e non solo: icona della grande fiction di cui è stato un vero leader nell’epoca in cui lo sceneggiato cominciava a trasformarsi verso la nuova serialità, Sergio Castellitto continua a conquistare il pubblico con il suo talento, ma anche con la grande passione e l’impegno che siglano da oltre quarant’anni un rapporto speciale con la stampa e soprattutto con un pubblico che non ha mai tradito.

“Eccellente nei ruoli drammatici e ironico nella tradizione della migliore commedia italiana, Castellitto è tra gli attori più eclettici e certamente disponibili a lasciarsi andare anche alla sperimentazione, sia nella recitazione che come autore”, si legge nella motivazione del premio che sigla tra cinema e fiction oltre cento interpretazioni alle quali si aggiunge l’avventura della regia, come autore di sette titoli tra i quali film che hanno conquistato anche un posto importante nel cinema e un’eco internazionale. Con dieci candidature ai Nastri d’Argento e altrettante ai David di Donatello, Castellitto – che dai giornalisti cinematografici ha avuto anche un Nastro d’Argento speciale e nel 2007, tra pochissimi talenti italiani, il Nastro europeo ricevuto durante il Festival di Cannes – è tra i più premiati dai giornalisti tra gli attori italiani. Sei Ciak, tre Globi d’Oro e il Premio Flaiano per il teatro completano un palmarès al quale si aggiungono anche due riconoscimenti istituzionali della presidenza della Repubblica. Al suo talento va anche il merito di aver reso più vicini al pubblico molti protagonisti della storia, della cultura e dell’eccellenza italiana nel mondo: da Enzo Ferrari a Padre Pio fino al Generale Dalla Chiesa e al Boccaccio, e ancora guida nella commedia dantesca con Avati: un Virgilio appassionato e capace di trasmettere al pubblico emozione e curiosità nella tradizione più alta della cultura italiana. Un impegno e un talento al quale la stampa cinematografica quest’anno rivolge il suo affettuoso “grazie” a Venezia.

Ue, Bce: bene proposta riforma Patto ma serve accordo entro il 2023

Ue, Bce: bene proposta riforma Patto ma serve accordo entro il 2023Roma, 18 ago. (askanews) – La BCE “accoglie con favore le proposte della Commissione in merito alla riforma del quadro di governance economica dell’Unione” e sollecita i paesi membri a raggiungere un accordo sul testo “non appena possibile e al più tardi entro la fine del 2023” quando scadrà la clausola di salvaguardia.

E’ quanto si legge in un parere della Banca Centrale Europea sulla riforma del Patto del 5 luglio scorso ma pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione. La BCE, si legge nel parere, “sollecita i legislatori dell’Unione a raggiungere un accordo sulla riforma del quadro di governance economica non appena possibile e al più tardi entro la fine del 2023. Dato che la clausola di salvaguardia generale prevista dall’Stability and Growth Pact sarà disattivata entro tale data, tale accordo sarebbe fondamentale per ancorare le aspettative per la sostenibilità del debito e la crescita sostenibile e inclusiva”.

“In assenza di un rapido accordo e di una rapida istituzione di un quadro di bilancio credibile, trasparente e prevedibile – avverte la Bce – si potrebbe creare incertezza e ritardare indebitamente il necessario adeguamento fiscale e l’impeto per riforme e investimenti”.