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Niger, Guterres (Onu): preoccupazione per le condizioni del presidente Bazoum

Niger, Guterres (Onu): preoccupazione per le condizioni del presidente BazoumRoma, 10 ago. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres esprime preoccupazione per le condizioni in cui vivono il presidente del Niger Mohamed Bazoum e la sua famiglia detenuti dalla giunta golpista. La dichiarazione del segretario generale segue le notizie secondo Bazoum e la sua famiglia vivono senza elettricità, acqua, cibo e medicine.

“Il Segretario generale è molto preoccupato per le deplorevoli condizioni di vita in cui il presidente Bazoum e la sua famiglia dovrebbero vivere mentre continuano ad essere arbitrariamente detenuti dai membri della Guardia presidenziale in Niger”, ha affermato un portavoce Onu, chiedendo il rilascio immediato e incondizionato e il ripristino dell’incarico presidenziale per Bazoum. “Il segretario generale è anche allarmato per le continue notizie sull’arresto di diversi membri del governo. Chiede con urgenza il loro rilascio incondizionato e il rigoroso rispetto degli obblighi internazionali in materia di diritti umani del Niger”, ha aggiunto il portavoce di Guterres.

Infrazioni Ue, Porta (Pd): governo penalizza italiani all’estero

Infrazioni Ue, Porta (Pd): governo penalizza italiani all’esteroRoma, 10 ago. (askanews) – “Le procedure europee di infrazione a carico del nostro Paese si attestano a 84, di cui 63 per violazione del diritto dell’Unione e 21 per mancato recepimento di direttive”. Lo scrive in una nota il deputato Pd, Fabio Porta, eletto nella circoscrizione estero, ripartizione America Meridionale.

“Queste violazioni comunitarie comportano multe salatissime da pagare alla Ue in forma di sanzione da parte del nostro Paese (centinaia di milioni di euro). Proprio per questo motivo il Parlamento (il Governo) ha recentemente approvato un decreto legge, il n. 69 chiamato il ‘salva-infrazioni’, che ha cercato di ridurre il numero delle procedure di infrazione gravanti sull’Italia e di prevenire l’apertura di nuove”, spiega. “In questo contesto, purtroppo e inspiegabilmente, il decreto ha ignorato, e quindi non ha sanato, due importsnti procedure di infrazione ancora aperte contro l’Italia, in tema di Assegno unico univerale e di Reddito di cittadinanza. La Commissione europea, come avevo da tempo denunciato con i miei interventi politici e le mie interrogazioni, aveva invitato l’Italia ad allineare la sua legislazione sul Rdc al diritto della Ue in materia di mobilità dei lavoratori avviando una procedura di infrazione (INFR2022/4024) ed aveva inoltre inviato una seconda lettera di costituzione in mora all’Italia (INFR2022/4113) per il mancato rispetto delle norme UE sul coordinamento della sicurezza sociale e sulla libera circolazione dei lavoratori sostenendo che l’introduzione dal marzo 2022 del nuovo assegno unico e universale per figli a carico – cui hanno diritto solo le persone residenti in Italia da almeno due anni a condizione che vivano in uno stesso nucleo familiare insieme ai figli – contrasta con il diritto UE in quanto non tratta i cittadini della UE in modo equo e si qualifica pertanto come discriminazione”, aggiunge.

“Il decreto ‘salva-infrazioni’ avrebbe quindi potuto e dovuto reppresentare lo strumento legislativo per modificare, come richiesto dalla Commissione europea, la normativa sul Reddito di cittadinanza (che presto diventerà Assegno di inclusione presentando le stesse problematiche) e sull’Assegno unico ritenuta non conforme al diritto dell’Unione europea in materia di libera circolazione dei lavoratori e di diritti sociali dei cittadini perché penalizzava (penalizza) soprattutto i nostri connazionali i quali rientrano in Italia ma anche i nostri connazionali residenti all’estero (i quali non solo non possono ottenere l’Assegno unico ma sono stati anche privati dell’assegno al nucleo familiare e delle detrazioni familiari per figli a carico)”, evidenzia Porta. “Alla luce di queste procedure di infrazione l’Italia avrebbe dovuto rivedere al più presto i vincoli e i requisiti di residenza previsti dalle norme sul Reddito di cittadinanza e sull’Assegno unico per conformarsi alle norme della Ue che vietano le discriminazioni basate sulla residenza e avrebbe dovuto trovare soluzioni adeguate per sanare le discriminazioni contro i nostri connazionali residenti all’estero. L’Italia non ha invece ritenuto opportuno nell’ambito del decreto n. 69 rispondere ai rilievi espressi dalla Commissione, con il rischio che ora la Commissione europea presenti ricorso per inadempimento davanti alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee contro il nostro Paese. Si tratta di penalizzazioni e ritardi che dimostrano un grave disinteresse di questo Governo per i diritti degli italiani che vivono all’estero e che noi continueremo a segnalare e contestare”, conclude.

Morto il consigliere di amministrazione Rai Riccardo Laganà

Morto il consigliere di amministrazione Rai Riccardo LaganàRoma, 10 ago. (askanews) – “L’improvvisa scomparsa di Riccardo Laganà è un dolore profondo per tutta la ‘sua’ Rai, di cui è stato orgogliosamente parte e che ha rappresentato nel Consiglio di Amministrazione, dando voce a chi, con il proprio lavoro, fa vivere quotidianamente il Servizio Pubblico”. Così la Presidente Rai Marinella Soldi e l’Amministratore Delegato Roberto Sergio si fanno interpreti del grande cordoglio del Consiglio di Amministrazione e di tutti i lavoratori Rai per la morte di Riccardo Laganà.

“Nel suo ruolo di Consigliere di Amministrazione – proseguono Soldi e Sergio – Laganà ha sempre rappresentato, con determinazione e fermezza, ma con lealtà e grandissimo senso di responsabilità, il punto di vista dei lavoratori Rai, per un’Azienda che desiderava fosse realmente un punto di riferimento autorevole per i cittadini e per la quale si è sempre speso generosamente in prima persona”.

Calcio, Supercoppa portoghese al Benfica di Angel di Maria

Calcio, Supercoppa portoghese al Benfica di Angel di MariaRoma, 10 ago. (askanews) – Prima gioia per Angel Di Maria dopo l’addio alla Juventus e l’approdo al Benfica. Nonostante i 35 anni e mezzo di età l’argentino riesce ancora a fare la differenza e ha vinto la Supercoppa di Portogallo, superando i rivali storici del Porto per 2-0. È il 33° trofeo nella carriera del Fideo, tre dei quali conquistati proprio durante la prima avventura al Benfica tra il 2008 e il 2010. L’ex bianconero ha messo a segno il gol che ha sbloccato la partita al 61′. Il raddoppio l’ha firmato Musa che ha consolidato il vantaggio della compagine guidata da Roger Schmidt.

A Pioppi il “Premio Vigna Bio” per i migliori vini bio campani

A Pioppi il “Premio Vigna Bio” per i migliori vini bio campaniMilano, 10 ago. (askanews) – Sono stati assegnati i riconoscimenti del Premio Vigna Bio della manifestazione “Terroir – Il Mare color del vino – VII Rassegna degustazione dei vini biologici e biodinamici campani”, ospitato all’interno del “Festival della Dieta Mediterranea” a Pioppi, nel Comune di Pollica, nel Salernitano. La commissione costituita da enologi, esperti del settore, sommelier e consumatori ha decretato che il “miglior vino campano Bio dell’anno” è per i bianchi “Sheep 2022” dell’azienda Il Verro (Lautoni, Caserta), per i rosati “Lacryma Christi 2022” di Sorrentino (Boscotrecase, Napoli), per i rossi giovani “Corleto 2022” dell’azienda San Salvatore 1988 (Paestum, Salerno) e per i vini rossi affinati “Gramigna 2019” di Casula Vinaria (Campagna, Salerno).

Il “Vino della Dieta mediterranea 2023”, premio speciale che si assegna al vino e alla Cantina “che più di altre ha saputo portare in bottiglia l’essenza dello stile di vita patrimonio Unesco” è andato al “Ragis” de Le Vigne di Raito (Vietri, Salerno). Durante le due sere della manifestazione, realizzata in collaborazione con Legambiente, la Scuola Europea Sommelier, il Luciano Pignataro WineBlog, la Direzione Generale per le Politiche Agricole e Forestali della Regione Campania e il Comune di Pollica, sono stati degustati nei banchi d’assaggio disposti nella piazzetta sul mare di Palazzo Vinciprova i 40 vini in concorso prodotti da 20 Cantine. Sono stati ammessi alla selezione solo i vini biologici e biodinamici certificati da un organismo di controllo autorizzato, prodotti da aziende con vigneti, produzione e sede legale in Campania.

Giornata del leone, WWF: in Africa sono diminuiti del 43% in 20 anni

Giornata del leone, WWF: in Africa sono diminuiti del 43% in 20 anniMilano, 10 ago. (askanews) – Come ogni anno, il 10 agosto torna la Giornata mondiale del leone. Questa specie, da sempre simbolo di forza e resistenza, è purtroppo ancora in pericolo. Il WWF ricorda, infatti, che le popolazioni di leone presenti in Africa hanno perduto il 90% del loro areale originario e il numero di individui è calato drasticamente nell’ultimo secolo, passando da 200mila individui agli inizi del ‘900 a meno di 30mila rimasti oggi nel continente.

La riduzione dei leoni in Africa, infatti, non sembra arrestarsi e dai dati più recenti emerge che, solo negli ultimi 20 anni, la popolazione ha subito un declino del 43%. I leoni sono presenti in 27 paesi africani, ma solo in 7 di questi si contano popolazioni con più di mille individui. La IUCN classifica la specie come “vulnerabile”, mentre risulta ormai estinta in 26 Stati del suo areale di origine. Il WWF sta contribuendo al censimento dei leoni nel Parco Nazionale di Tsavo, in Kenya, attraverso l’implementazione di un metodo innovativo, basato sull’acquisizione e l’analisi di migliaia di immagini di leoni, alcune delle quali si possono vedere in questo video. Fra gli scatti ci sono immagini di leoni che sbadigliano o dormono, alcuni sembrano più attivi e solitari mentre altri si muovono in branco. Queste immagini aiutano il team di ricerca a contare i leoni, tramite il riconoscimento dei singoli individui. Il metodo, denominato “Spatially explicit capture-recapture” (Secr) permette dunque di stimare il numero di individui presenti in un territorio tramite la cattura e ricattura di immagini dei leoni in un certo periodo di tempo. Aumentare la precisione delle stime della popolazione è fondamentale per migliorare gli sforzi di conservazione e salvare questa magnifica specie.

Le minacce principali per la sopravvivenza del leone sono il degrado dell’habitat, la diminuzione di alcune delle sue prede elettive, il conflitto diretto e indiretto con l’uomo e il bracconaggio, legato anche al commercio illegale di pellicce e altre parti del corpo. Altra minaccia che mette a rischio la conservazione sul lungo termine di questo felino è l’aumento degli accoppiamenti tra consanguinei e la conseguente perdita di diversità genetica, causato dalla frammentazione dell’habitat e dalla presenza di popolazioni sempre più piccole e isolate tra loro. Oggi si stima, infatti, che il leone occupi solo il 10% del suo areale originario, ed è dunque sempre più complicato per i giovani individui spostarsi per colonizzare nuove aree e diffondere i propri geni lontano dall’area dove sono nati. Proteggere i leoni non significa solamente salvaguardare una specie, ma molto di più. Gli ecosistemi africani dove vive il leone generano beni e servizi che garantiscono il benessere di più di 300 milioni di persone nell’Africa sub-sahariana, fornendo servizi essenziali come l’acqua per le città in rapida crescita. I leoni contribuiscono direttamente ai servizi ecosistemici innanzitutto perché sono animali iconici in grado di attrarre ogni anno milioni di turisti nelle aree dove vivono, contribuendo dunque a muovere le economie di molti Paesi africani.

Il mantenimento degli habitat dei leoni, come foreste e savane alberate, contribuisce poi allo stoccaggio del carbonio e quindi alla lotta al cambiamento climatico. Alcuni studi stimano che le aree di presenza del leone forniscano circa l’11% dei servizi ecosistemici legati al controllo dell’erosione, alla protezione delle coste e alla mitigazione degli effetti delle alluvioni.

L’11 agosto la “Mascagni Night” sul lungomare di Antignano a Livorno

L’11 agosto la “Mascagni Night” sul lungomare di Antignano a LivornoMilano, 10 ago. (askanews) – Torna ad animarsi il lungomare di Antignano, uno dei luoghi più amati e frequentati di Livorno e in cui il compositor Pietro Mascagni abitò per anni: venerdì 11 agosto, alle ore 22 (con un’anteprima alle 20.26 al calasole, ora del tramonto), la lunga passeggiata affacciata sul mare ospiterà la nuova edizione del “Mascagni Night”, la serata speciale nell’ambito del “Mascagni Festival” che trasformerà sei differenti postazioni in altrettante luoghi di concerto e di incontro. A partire dal parco pubblico all’altezza dell’Hotel Universal fino allo Scoglio della ballerina, giardini, terrazze sul mare ed accessi alle spiagge, offriranno così il palcoscenico naturale per ascoltare melodie, arie vocali e strumentali, grazie alla preziosa collaborazione con il Conservatorio di Livorno, che curerà tre location con i propri complessi.

“Abbiamo detto tanto volte che la musica e le opere di Mascagni hanno spesso il respiro e l’atmosfera del salmastro, l’impeto delle mareggiate della città in cui è nato, amato e vissuto” afferma il direttore artistico del Festival, Marco Voleri, aggiungendo che “quest’anno, non a caso, riproporremo sulla Terrazza che porta il suo nome la sua opera marinaresca Silvano ed è innegabile che tante sue melodie immortali abbiano avuto origine ed ispirazione proprio da questi luoghi, che torniamo a frequentare con giovani artisti, alcuni della recentissima Mascagni Academy e giovani allievi del conservatorio a lui intitolato”. Le parti soliste impegnate saranno così, per il Mascagni Festival, i soprani Chiara Nesti e Seonjae Yun, il baritono Wonjun Jo, la chitarrista Aurora Orsini, i pianisti Anna Cognetta ed Andrea Tobia.

Vario ed articolato il programma musicale che caratterizzerà ciascuna delle sei stazioni, tra lirica (a cominciare dalle composizioni del musicista livornese e degli artisti a lui coevi), ma anche strumentale, nelle versioni per esecutore solista od in formazione di ensemble, di compositori della sua epoca e successivi, alla ricerca di suggestioni e contaminazioni che rappresentano una delle cifre proprie del Mascagni Festival. Tutta la manifestazione è ad ingresso libero.

Controlli dei Nas in 838 stabilimenti balneari: irregolari il 31%

Controlli dei Nas in 838 stabilimenti balneari: irregolari il 31%Milano, 10 ago. (askanews) – Nel corso di una campagna di controlli presso gli stabilimenti balneari e villaggi turistici, per verificare il rispetto dei livelli qualitativi e di sicurezza dei servizi offerti ai vacanzieri, i carabinieri dei Nas, hanno finora ispezionato 838 strutture e relative aree di preparazione e somministrazione degli alimenti, rilevandone 257 irregolari (pari al 31% degli obiettivi ispezionati) e contestando 415 sanzioni penali e amministrative per oltre 290mila euro.

Al termine dei controlli stati denunciati undici titolari di attività e sono stati disposti 20 provvedimenti di chiusura “nei confronti di aree ricettive e di preparazione dei pasti operanti all’interno dei plessi balneari a causa di gravi criticità strutturali ed igieniche, per un valore economico stimato in oltre quattro milioni di euro”. Tra queste strutture, otto sono risultate prive di autorizzazione. In particolare, il Nas di Reggio Calabria ha accertato che uno stabilimento balneare era stato adibito a discoteca all’aperto con circa 500 avventori. Tra le violazioni più diffuse, “sono state riscontrate carenze igieniche degli ambienti, come spogliatoi, servizi igienici e locali di preparazione dei pasti, spesso rimediati in spazi ristretti, privi dei minimi requisiti per garantire condizioni ottimali di funzionamento e di manutenzione”. In una nota i carabinieri sottolineano che “ulteriori situazioni di inosservanza sono state rilevate sulla normativa di sicurezza dei luoghi di lavoro e di prevenzione ai rischi di utilizzo delle strutture da parte degli utenti, inclusa la mancanza delle periodiche pulizie, sanificazioni e derattizzazioni”.

Nei punti ristoro interni alle strutture il Nas ha sequestrato oltre due tonnellate di alimenti irregolari, destinati alla somministrazione alla clientela, risultati scaduti, privi di tracciabilità e conservati in cattivo stato di conservazione.

Saudi Pro League, il calcio degli sceicchi che va oltre il petrolio

Saudi Pro League, il calcio degli sceicchi che va oltre il petrolioRoma, 9 ago. (askanews) – Fino a pochissimi anni fa, la massima aspirazione dell’Arabia Saudita nel calcio era quella di ospitare a peso d’oro finali di competizioni europee. Oggi, invece, la Saudi Pro League è un torneo emergente e pericoloso per gli equilibri del calcio mondiale che sta rastrellando talenti giovani e meno giovani a suon di dollari.

La Saudi Pro League partirà venerdì 11 agosto, con la partita inaugurale tra Al-Ahli e Al Hazm. Il calendario prevede in totale 34 giornate fino al 27 maggio 2024, con nove partite per turno. La Saudi Pro League si giocherà in 13 città, per un totale di 18 stadi. La città con più squadre è Riad con quattro: Al-Hilal (al King Fahd, 56mila posti, si sono giocate Supercoppa di Italia e Spagna), Al-Nassr (Al-Awwal Park capace di 25mila posti), Al-Riyadh e Al-Shabab. Segue Gedda con Al-Ahli e Al-Ittihad che giocano al King Abdullah capace di 62mila posti. Si gioca poi a La Mecca, Abha, Dammam, Al-Hasa, Al-Majma’ah, Ar Rass, Saihat, Najran, Burayda, Ha’il e Khamis Mushait. La tradizione più grande e vincente d’Arabia Saudita è quella dell’Al-Hilal con 18 titoli, club sposato da Kalidou Koulibaly (accordo da 30 milioni di euro netti a stagione), Sergej Milinkovi?-Savi?, Ruben Neves (acquistato per 55 milioni), Edouard Mendy. A quota nove l’Al-Ittihad ultimo campione d’Arabia Saudita, dove da quest’anno vedremo all’opera anche campioni come Karim Benzema (per il pallone d’oro contratto fino al 2026 per 100 milioni l’anno) e N’Golo Kanté (il centrocampista del Chelsea ha firmato un biennale da 50 milioni di euro a stagione). Nove titoli anche per l’Al Nassr di Cristiano Ronaldo e dei suoi 200 milioni l’anno. Con lui Marcelo Brozovic, Fofana (25 milioni di euro al Lens); Sadio Mané che dopo un solo anno al Bayern Monaco ha scelto l’Arabia.

Nonostante Ronaldo l’Al Nassr è solo la seconda favorita per il titolo secondo i bookmakers. Primi favoriti sono i campioni in carica dell’Al-Ittihad, dati a 2,90. La squadra allenata da Nuno Espirito Santo ha preso due stelle come Karim Benzema e N’Golo Kanté a parametro zero, ricoprendoli d’oro. E che dire dell’Al-Hilal? 3° nell’ultima stagione, il club biancoblù ha ingaggiato Sergej Milinkovic-Savic, Kalidou Koulibaly e Ruben Neves, consolidandosi come terza candidata al titolo a 3,80. Una strategia, quella araba, che punta a un branding con lo sport come rompighiaccio, ma con obiettivi importanti in termini di legittimazione politica ed economica. Il primo effetto è stato quello di far schizzare la Saudi Pro League al 1° posto tra i campionati nazionali asiatici più seguiti. Impossibile dire cosa accadrà in Europa, le cui difficoltà economiche possono facilitare l’ascesa araba. La7 trasmetterà, a partire dal 14 agosto, una partita a settimana, quella considerata migliore rispetto al calendario. L’incontro si potrà seguire su La7, La7d e in contemporanea in streaming su La7.it. L’accordo stretto con la Saudi Pro League ha una durata biennale.

I club sauditi hanno speso più di 400 milioni di euro solo nell’ultima stagione per ingaggiare gente tipo Karim Benzema, Jordan Henderson e Riyad Mahrez. E’ la fase 2, dopo l’ingaggio all’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo. Il direttore della Lega saudita, Nohra, dice che la strategia richiederà tempo per essere pienamente realizzata e che la spesa è destinata a continuare. “E’ sicuramente un lungo viaggio. Non è solo per un fine settimana. Abbiamo deciso di raggiungere l’obiettivo di essere uno dei primi 10 campionati del mondo. Abbiamo una missione, ovvero liberare il potenziale che abbiamo per guidare il cambiamento. Vogliamo diventare uno dei leader riconosciuti per l’eccellenza nella governance, nello sviluppo dei club e nell’acquisizione dei giocatori, e anche nella commercializzazione”. Protagonista del calcio saudita il fondo Pif di cui è presidente Mohammad bin Salman Al Sa’ud, figlio di Salman, settimo e attuale Re d’Arabia Saudita; fondo sovrano che vanta una ricchezza pari a 700 miliardi di dollari statunitensi (investimenti in raffinazione del petrolio, fertilizzanti, industria petrolchimica e l’elettricità). Il governo sta pianificando il Saudi Vision 2030, ovvero un gigantesco progetto per diversificare l’economia del Paese nei prossimi dieci anni e sviluppare infrastrutture, sanità, turismo e istruzione. Si tratta di un piano di Bin Salman per “alleggerire” la dipendenza economica del Paese dal petrolio. Qiddiyah City punta a diventare la più grande destinazione turistica mondiale con un investimento da 1 miliardo di dollari. In campo sportivo Detiene l’80% delle quote del Newcastle United nel 2021 e il 75% delle quote rispettivamente di Al-Hilal, Al-Nassr, Al-Ittihad e Al-Ahli. Ha avanzato candidature per la Coppa d’Asia di calcio e i Mondiali del 2030 e ospiterà i Giochi asiatici invernali del 2029. Non è tutto: a Gedda si corre il GP di Formula 1 dell’Arabia Saudita e sono stati organizzati eventi di golf e boxe.

In Ecuador assassinato un candidato alla presidenza

In Ecuador assassinato un candidato alla presidenzaRoma, 10 ago. (askanews) – Il capo dello Stato dell’Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza per 60 giorni in seguito all’uccisione del candidato alla presidenza Fernando Villavicencio. Lo ha annunciato lo stesso Guillermo Lasso, con una dichiarazione trasmessa dalla tv, in cui dichiara anche di avere firmato un secondo decreto per tre giorni di lutto nazionale per onorare la memoria di Villavicencio. “Vi garantisco che questo crimine non resterà impunito”, ha detto il presidente Lasso.

Fernando Villavicencio, 59 anni, membro dell’assemblea nazionale, è stato ucciso da colpi di arma da fuoco al termine di un comizio tenuto a Quito. Il primo turno delle elezioni presidenziali è previsto per il 20 agosto. Secondo la ricostruzione fornita ai media locali da un membro della campagna del candidato assassinato, Villavicencio stava salendo su un’auto quando un uomo è avanzato verso di lui e gli ha sparato alla testa.

Il sospetto è stato poi colpito durante una sparatoria con agenti della sicurezza e in seguito è morto per le ferite riportate, ha riferito il procuratore generale dell’Ecuador sui social media. Nel caos, altre nove persone sono rimaste ferite, tra cui un candidato all’assemblea e due agenti di polizia, riferisce Bbc. Sei persone sono state arrestate dalla polizia in relazione all’assassinio del candidato che denunciava connessioni tra il crimine organizzato ed esponenti governativi.