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Schlein: Meloni ostaggio di inchieste e scandali, batta un colpo

Schlein: Meloni ostaggio di inchieste e scandali, batta un colpoMilano, 10 lug. (askanews) -“”Quanto durerà ancora il silenzio di Meloni? Da settimane é in ostaggio delle inchieste, degli scandali e dei vergognosi sproloqui della sua stessa maggioranza e non abbiamo sentito da lei una sola parola sulle emergenze economiche e sociali del Paese”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

Elenca Schlein: “Non una parola é arrivata sulla proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo e questo silenzio non punisce l’opposizione ma mortifica tre milioni di lavoratrici e lavoratori poveri. Non una parola e non un fatto sono arrivati sul caro mutui che merita risposte, sull’emergenza abitativa che il governo ha inasprito tagliando il fondo affitto. Non una parola é arrivata sulla sicurezza sul lavoro, nonostante il tragico stillicidio di vittime. Non una sola proposta su come contrastare l’inflazione galoppante che sta impoverendo il Paese. Cos’altro deve accadere perché, infine – si cheide la segretaria Pd – batta un colpo?”.

Industria calzaturiera italiana cresce in 1° trim.:+ 13,6% fatturato

Industria calzaturiera italiana cresce in 1° trim.:+ 13,6% fatturatoRoma, 10 lug. (askanews) – Continua la ripresa del comparto calzaturiero italiano, che nel primo trimestre del 2023 registra una crescita del fatturato del +13,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. E’ la fotografia scattata dal Centro Studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici, che evidenzia anche un progresso del saldo commerciale (+21%).

“Dopo l’ennesimo record conseguito a consuntivo 2022 (12,65 miliardi di euro, +23% sul 2021), prosegue l’incremento dell’export, segnando +16,1% a valore – spiega in una nota Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici – In particolare, tutte le prime 20 destinazioni, con la sola eccezione della Svizzera (-7,8%), mostrano aumenti in valore e quasi sempre a doppia cifra. Diverso però il discorso in termini di volume, dove rallenta vistosamente il Nord America (-19,4%) e frenano la Germania (-8,8%), il Regno Unito (-10,1%) e i flussi diretti in Svizzera (-24,8%), tradizionale hub logistico delle griffe del lusso. Rimbalzo in Russia e Ucraina, anche se va tenuto conto che nel marzo dello scorso anno, subito dopo l’avvio del conflitto, le vendite verso i due mercati erano crollate; risultati premianti in Kazakistan (+77% in valore). Continua inoltre il recupero sul mercato interno (+8,2% in spesa gli acquisti delle famiglie su gennaio-marzo 2022)”. Nonostante il trend favorevole nelle principali variabili congiunturali, non mancano però elementi di preoccupazione. Sono diversi, infatti, i segnali di affievolimento (per certi versi fisiologico) della crescita, dopo il rimbalzo registrato nel 2021 e l’ulteriore consolidamento del 2022 che, seppur con un andamento piuttosto disomogeneo tra le aziende, hanno permesso al settore nella sua generalità di tornare sui livelli di fatturato del 2019 pre-Covid: le previsioni delle aziende sui ricavi nei trimestri successivi al primo, sebbene permangano positive, evidenziano una progressiva decelerazione, mentre in termini di volume il rallentamento risulta ancora più evidente, con alcuni segni negativi che già emergono nel confronto con la prima frazione dello scorso anno. Calano infatti nei primi 3 mesi, seppur lievemente, le quantità esportate (-2%) e quelle prodotte (-1% l’indice Istat della produzione industriale).

“L’indagine condotta dal Centro Studi di Confindustria Moda presso i nostri associati – rileva Giovanna Ceolini – ha evidenziato inoltre come i costi elevati di energia e materie prime rappresentino attualmente il problema maggiore per le imprese calzaturiere, per il forte impatto sui bilanci aziendali. Le risposte raccolte hanno altresì confermato l’irrigidimento negli ultimi mesi dell’offerta di credito bancario segnalato da Banca d’Italia e da Istat: ben il 39% del campione (quota che sale al 51% non considerando le imprese che hanno dichiarato di non farvi attualmente ricorso) ha sperimentato un peggioramento in tal senso. L’analisi ha infine ribadito come il problema del reperimento di manodopera qualificata sia ritenuto rilevante per la propria realtà aziendale dall’84% degli imprenditori del settore.” Il report indica inoltre come non si arresti il processo di selezione tra le imprese (-107 attive rispetto a dicembre, pari al -2,8%), mentre rimangono pressoché stabili gli addetti (-0,3%). Calano nuovamente, dopo il picco eccezionale indotto dall’emergenza pandemica, le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle (-20,4% nei primi 5 mesi), nonostante l’inversione di tendenza del bimestre aprile-maggio (+12,6%): 5,7 milioni le ore autorizzate nel complesso, comunque ancora superiori del +76,2% rispetto ai primi 5 mesi 2019 pre-Covid.

Tornando all’export, il dettaglio per tipologia merceologica mostra andamenti disomogenei. Il comparto delle calzature con tomaio in pelle – primo per importanza con un’incidenza del 63% sulle vendite estere in valore – è l’unico a presentare nel primo trimestre incrementi dell’export sia in valore (di poco superiori alla media, +18,6%) che in volume (+1,4%) a confronto con gennaio-marzo 2022; denota però, in quantità, ancora un divario non trascurabile rispetto al 2019 (-16,6%). Tra le voci del comparto, sensibile riduzione per le calzature in pelle da bambino (-12% in volume), che interrompono il recupero dell’ultimo biennio; segni positivi per i segmenti “uomo” (+4,7% in paia globalmente, malgrado la flessione della tipologia marginale “stivali alti”) e “donna” (+1,5% in quantità, con un +2,2% per le scarpe da passeggio, +4,2% per i sandali e un -24,5% per gli stivaletti/scarponcini). Per quanto riguarda l’andamento delle esportazioni nei territori, va premesso che nella lettura dei dati vanno ovviamente considerate le distorsioni indotte dalla possibile differenza tra distretto di produzione e luogo di spedizione. Forti crescite dell’export in alcune province sono da ricondursi alla presenza di hub logistici, spesso legati alle vendite online, o di depositi delle multinazionali del lusso. In quest’ottica va letta la performance significativa di Milano, che mostra nel primo trimestre un incremento tendenziale del +64% ed è divenuta la prima provincia esportatrice del settore, scavalcando Firenze (-11%). Esaminando nel dettaglio i mercati di sbocco di questi due territori, però, si rileva il marcato aumento dei flussi da Milano verso la Svizzera, cresciuti del +251%, ovvero di 103 milioni di euro rispetto a gennaio-marzo 2022: all’incirca l’ammontare del calo registrato dalla provincia di Firenze verso lo stesso paese (-99,8 milioni di euro, pari al -28% sulla prima frazione del 2022). Variazioni legate puramente a cambiamenti nelle dinamiche distributive e non alla congiuntura distrettuale.

Per effetto di questi movimenti – conclude la nota di Assocalzaturieri – la Lombardia (con un +49,5%) ha superato la Toscana (-6%) nella graduatoria dell’export per regione, salendo nel periodo analizzato al secondo posto dietro al Veneto, che evidenzia un incremento del +12,6%. Con l’eccezione della Toscana e della Puglia (rimasta stabile, -0,2%), tutte le altre aree a vocazione calzaturiera presentano aumenti a due cifre; del +20,3% la crescita delle Marche (con intensità analoga per Fermo, +23,3%, e Macerata, +21,8%, e più moderata per Ascoli, +13,6%), grazie alla quale hanno superato del 4% i livelli del primo trimestre 2019 pre-Covid. La Campania, nonostante un +22,2%, è invece la sola, tra queste, ancora al di sotto di allora (-3,8%). Tornando ai numeri della Toscana, va sottolineato che, al netto dei flussi verso la Svizzera, l’export risulterebbe anch’esso in crescita a doppia cifra (+14,3%) in linea con la media nazionale, escludendo la presenza di particolari criticità rispetto alle altre aree.

A Vilnius si discuterà rafforzamento basi Nato: ecco i numeri

A Vilnius si discuterà rafforzamento basi Nato: ecco i numeriVilnius, 10 lug. (askanews) – Il summit della Nato che si apre a Vilnius, in Lituania, alla presenza dei capi di Stato e di governo dei Paesi membri ha tra i suoi principali temi di discussione la ridefinizione del numero di militari impiegati nelle diverse basi Nato nel continente europeo, con uno sguardo di particolare attenzione al confine est con la Russia, ad oltre un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina.

La Nato, infatti, ha rafforzato la sua presenza nella parte orientale dell’Alleanza, con otto gruppi tattici multinazionali in Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia. Si tratta del più grande rafforzamento di difesa collettiva della Nato da una generazione a questa parte. In Bulgaria, l’Italia è la Nazione al comando. Sono presenti 945 militari. In Estonia, (a comando Regno Unito), sono 1.373 le unità. In Ungheria, 1.054 soldati; in Lettonia, 1.840; in Lituania (Germania al comando), 1805 unità; in Polonia (a guida Usa) sono 1.033 i militari, mentre in Romania (sotto il comando francese) ci sono 574 soldati. Infine, in Slovacchia (a guida Repubblica Ceca) sono dispiegati 1.056 militari. Gli otto gruppi tattici lungo il confine est sono dunque composti da un totale di oltre 10.200 soldati.

A Vilnius si discuterà del rafforzamento delle basi Nato, con un innalzamento delle unità impiegate, passando da un grado di battaglione a brigata. Oltre agli otto gruppi tattici multinazionali, la Nato è fortemente impegnata in altre due missioni: la Kfor, che consiste nel contribuire a mantenere un ambiente sicuro e la libertà di movimento per tutte le comunità del Kosovo, come previsto dalla risoluzione 1244 del 1999 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nello svolgimento delle sue attività, la Nato coopera e assiste le Nazioni Unite, l’Unione Europea e altri attori internazionali. Qui sono presenti 4.511 militari, grazie al contributo di 27 Nazioni. L’Italia è il maggior contribuente con 852 unità.

Missione Nato Iraq (NMI) Al vertice NATO di Bruxelles del luglio 2018, i leader alleati hanno lanciato la Missione NATO Iraq, a seguito di una richiesta e su invito del governo iracheno. La missione è stata istituita a Baghdad nell’ottobre 2018. Il suo attuale comandante è il generale di divisione José Antonio Agüero Martínez, spagnolo. La Missione NATO in Iraq è una missione non di combattimento, ma di consulenza e sviluppo delle capacità che assiste l’Iraq nella costruzione di istituzioni e forze di sicurezza più sostenibili, trasparenti, inclusive ed efficaci, in modo che esse stesse siano in grado di stabilizzare il Paese, combattere il terrorismo e prevenire il ritorno di Daesh.

A tal fine, la NATO fornisce consulenza ai funzionari iracheni competenti in materia di difesa e sicurezza del Ministero della Difesa, dell’Ufficio del Consigliere per la Sicurezza Nazionale e del Centro Operativo Nazionale del Primo Ministro. La missione fornisce inoltre consulenza alle istituzioni irachene di formazione militare professionale nell’area di Baghdad. Le autorità irachene hanno identificato una serie di obiettivi primari per la cooperazione con l’NMI. Questi includono l’educazione alla sicurezza, la logistica, la difesa informatica e il buon governo.

Nato si riunisce a Vilnius, puntando a evitare divisioni su Ucraina

Nato si riunisce a Vilnius, puntando a evitare divisioni su UcrainaVilnius, 10 lug. (askanews) – Con la volontà di evitare divisioni rispetto alla ripetuta richiesta di adesione dell’Ucraina, la Nato si riunisce a Vilnius ai massimi livelli da domani (11 e 12 luglio) in uno dei momenti più drammatici per gli equilibri internazionali dalla nascita dell’alleanza militare. Si tratta del quarto vertice Nato dall’aggressione russa contro Kiev iniziata il 24 febbraio 2022: il primo si tenne il giorno dopo l’inizio dell’invasione – il 25 febbraio 2022, seguito da incontri a Bruxelles e a Madrid – e l’intensificarsi degli incontri dimostra come la minaccia russa sul fianco est abbia costretto l’alleanza a rafforzare la cooperazione. Quarta è anche la proroga di Jens Stoltenberg come segretario generale dell’Alleanza: un altro anno per il norvegese (in carica dal 2014), che toglie dall’ordine del giorno del vertice una questione potenzialmente infiammabile, quella appunto della successione.

Il vertice sarà comunque un momento storico importante e vedrà riuniti i leader dell’Alleanza. Per l’Italia il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Di seguito alcune della parole chiave di questo summit. VILNIUS A poche decine di chilometri dalla Bielorussia, Vilnius come sede del vertice racconta tutta la vicinanza alle minacce rappresentate in Europa da Mosca e dal suo più stretto alleato, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. Ma rappresenta anche un baluardo dell’occidente su diverse questioni delicate, non solo russe: nel 2021 la Lituania ha visto ad esempio l’apertura di un “ufficio rappresentativo di Taiwan”, dopo il rifiuto categorico di Pechino di ammettere Taiwan nell’Oms. La reazione cinese alla scelta del Paese baltico è stata severa: riduzione della rappresentanza diplomatica del dragone e restrizioni commerciali. Ma l’ufficio resiste.

Va notato inoltre che la piccola Lituania, oggi una nazione di circa 2,8 milioni di abitanti, ha una lunga storia di resistenza rispetto alle mire espansionistiche di Mosca: le sue terre – già descritte da Tacito nel 98 d.C. nel “De origine et situ Germanorum” – subirono nei secoli ripetute invasioni russe, repressioni e deportazioni particolarmente efferate, fino a quando alla fine del XX secolo hanno rappresentato un punto di svolta per la storia occidentale: nel 1990 fu la prima tra le repubbliche baltiche a dichiarare la propria indipendenza e svolse un ruolo determinante, quando l’esercito russo, su disposizione di Michail Gorbachev, sparò sui manifestanti lituani e contrappose i carri armati alla pacifica protesta lituana del gennaio 1991 (“domenica di sangue”). E i legami tra Russia e Lituania – confinante con l’exclave di Kaliningrad e la Bielorussia – sono rimasti difficili dall’indipendenza, e in particolare da quando lo stato baltico è entrato a far parte dell’Unione Europea e della Nato nel 2004. UCRAINA Non unica questione, ma sicuramente tema chiave del vertice sono la guerra in Ucraina e le minacce per la sicurezza globale che ne conseguono. Alla luce dei ripetuti appelli del presidente ucraino Volodymyr Zelensky affinché Kiev riceva un invito nell’Alleanza, il vertice di Vilnius appare molto concentrato sulle future relazioni della Nato con l’Ucraina. Stoltenberg ha già chiarito che Kiev non diventerà membro mentre infuria la guerra e non dovrebbe esserci un invito formale. Ma non c’è una unanime visione sulla rapidità con cui l’Ucraina dovrebbe unirsi dopo la fine dei combattimenti. Tuttavia potrebbe essere altamente simbolico il lancio di un Consiglio Ucraina-Nato con la prima riunione presieduta proprio a Vilnius da Zelensky.

I paesi dell’Europa orientale vorrebbero al vertice una road map per Kiev, altri diffidano di qualsiasi mossa che possa avvicinare l’alleanza alla guerra con la Russia. Zelensky stesso ha riconosciuto che è improbabile che Kiev possa aderire alla Nato mentre è in corso la guerra e da Mosca il leader del Cremlino Vladimir Putin ha minacciato un’azione non meglio specificata se l’Ucraina si unisse. Esiste però un dibattito interno sui tempi. Più paesi hanno sostenuto una proposta britannica per consentire a Kiev di saltare il cosiddetto programma Membership Action Plan (MAP) che stabilisce obiettivi politici, economici e militari che i candidati devono raggiungere e che altri Paesi dell’Europa orientale hanno dovuto passare prima di entrare. Resta la dichiarazione del vertice di Bucarest (2008), secondo cui l’Ucraina è destinata a diventare membro, ma senza offrire a Kiev un vero invito o calendario. A Bucarest, ricorda l’ambasciatore Stefano Stefanini, tracciando per askanews quello che ci si potrebbe aspettare, ‘la prima volta che si presentò questo problema, ci fu una discussione difficilissima che diede un segnale di divisione all’interno dell’Alleanza, perché l’Alleanza allora era divisa. Si risolse in una dichiarazione di principio, ovvero Ucraina e Georgia entreranno nella Nato, molto categorica, che fece infuriare Vladimir Putin e contemporaneamente diede una percezione di debolezza. Questo a Vilnius non succederà’.

Per qualcun altro è invece possibile che la NATO trovi una formulazione più forte rispetto al 2008 per sottolineare la prospettiva di Kiev di aderire all’Alleanza. Il tutto dopo il tour del capo di stato ucraino in Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Turchia. A Vilnius i leader dovrebbero discutere anche quali garanzie di sicurezza Kiev dovrebbe ottenere dopo la guerra, secondo impegni bilaterali con i paesi membri, compresi probabilmente aiuti militari e finanziari per dissuadere la Russia da un nuovo attacco. Ma Stoltenberg ha sottolineato che la Nato – ai sensi dell’articolo 5 del Trattato di Washington – fornirà garanzie di sicurezza a tutti gli effetti solo ai membri a pieno titolo dell’Alleanza. IL FIANCO ORIENTALE Alla luce della minaccia rappresentata dalla Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina, i leader della Nato hanno approvato i piani per aumentare le forze dispiegate nell’ala orientale dell’Alleanza al vertice del giugno 2022. Per decenni la Nato non ha visto la necessità di piani di difesa su larga scala, ma con la guerra più sanguinosa in Europa dal 1945 che infuria, gli scenari rispetto a Mosca sono cambiati. La Nato alzerà anche gli obiettivi per lo stoccaggio di munizioni poiché Kiev sta consumando i proiettili molto più velocemente di quanto i paesi occidentali possano produrli. Allo stesso tempo, gli alleati mostreranno come intendono realizzare l’obiettivo concordato al vertice di Madrid dello scorso anno, di mettere in massima allerta oltre 300.000 soldati, rispetto ai 40.000 del passato, per contrastare la Russia. BOMBE A GRAPPOLO Gli Stati Uniti hanno annunciato venerdì che forniranno all’Ucraina le controverse bombe a grappolo, ordigni che presentano un rischio maggiore per la parte civile poiché si aprono nell’aria rilasciando ‘bombe’ più piccole su una vasta area. L’Ucraina ha promesso di usarle con attenzione, ma numerosi partner della Nato hanno espresso chiare perplessità. Comprese l’Italia e la Spagna. Anche il Canada e il Regno Unito hanno espresso preoccupazione mentre la Germania, che ha firmato il trattato di divieto, ha dichiarato che non fornirà le bombe all’Ucraina, ma ha mostrato comprensione per la posizione americana. Di certo sarà tema molto dibattuto, anche nei corridoi del vertice. SVEZIA Sotto i riflettori a Vilnius ci sarà anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il principale ostacolo che ha bloccato sinora i tentativi della Svezia di aderire alla Nato insieme con la vicina Finlandia che ha fatto il suo ingresso ad aprile come 31esimo Paese membro. La Svezia sperava di diventare il 32esimo, ma la Turchia continua a bloccare la sua adesione, accusando Stoccolma di ospitare membri di gruppi militanti sul suo territorio e affermando che deve reprimerli prima di poter aderire alla Nato. Gli alleati sperano che il presidente turco Tayyip Erdogan allenti la sua opposizione al vertice, ma non è chiaro se ciò accadrà. ‘Se la Svezia continua a rimanere a bocca asciutta – ha spiegato Stefanini – siamo di fronte a un problema Nato-Turchia che non potrebbe che rallegrare Putin: Recep Tayyip Erdogan con altri 5 anni davanti a lui, deve mollare sulla questione perché altrimenti, se continua ad avanzare motivi pretestuosi, si crea davvero un’incompatibilità tra Turchia e Nato. Ma Erdogan penso negozierà, come al solito’. BIDEN Ieri quando in Italia non erano ancora le 23.00 è atterrato a Londra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, per incontrare re Carlo III e il primo ministro Rishi Sunak in una tappa alla volta del vertice di Vilnius. Stati Uniti e Regno Unito sono tra i più forti sostenitori occidentali di Kiev. Ma il capo di stato democratico ha smorzato le speranze dell’Ucraina alla vigilia del vertice: ‘Non credo che sia pronta per far parte della Nato’, ha detto in un’intervista alla Cnn. ERDOGAN In giornata previsto anche l’incontro tra i leader turco Recep Tayyip Erdogan e lo svedese Ulf Kristersson: si incontreranno a Vilnius per i negoziati finali sull’adesione della Svezia, alla vigilia del vertice. La Casa Bianca ha detto venerdì che si aspetta che la Svezia aderisca alla NATO ‘nel prossimo futuro’, giudicando ‘possibile’ che Turchia e Ungheria cambino atteggiamento proprio al vertice di Vilnius. Venerdì a Istanbul ricevendo il presidente ucraino Zelensky, Erdogan ha dichiarato che Kiev ‘merita’ di essere ammessa all’Alleanza. Zelensky aveva appena criticato la mancanza di unità all’interno dell’organizzazione sulle adesioni di Svezia e Ucraina.

Milano-Cortina, Abodi: in 2 mesi punto su ritardi, sono ottimista

Milano-Cortina, Abodi: in 2 mesi punto su ritardi, sono ottimistaMilano, 10 lug. (askanews) – “Sono convinto che nell’arco dei prossimi due mesi si assesterà tutto anche dal punto di vista appunto dell’affidamento dei lavori, dei bandi, delle procedure e ci renderemo conto effettivamente dei ritardi. Sono ottimista anche se bisogna essere concreti e realisti”. Lo ha detto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a Radio24, sui Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.

“Stiamo recuperando il ritardo, la cosa importante è che abbiamo pianificato gli interventi infrastrutturali che riguardano e le opere pubbliche che rimarranno una grande eredità, quindi le infrastrutture di collegamento su gomma e su ferro, e l’altra è l’impiantistica sportiva, è di pochi giorni fa la pubblicazione del bando per l’impianto di bob, slittino e skeleton a Cortina” ha aggiunto Abodi. “È un po’ una corsa contro il tempo nella misura in cui mancano 900 giorni scarsi e sappiamo quanto il tempo sia prezioso quando si parla di opere pubbliche per i rischi di qualsiasi problematica di cantiere, di procedimento o quant’altro, però la squadra è molto coesa, molto unita e io sono convinto che arriveremo per tempo anche se non con largo anticipo” ha concluso il ministro.

Europeo femminile polo, Germania campione: battuta l’Italia

Europeo femminile polo, Germania campione: battuta l’ItaliaRoma, 10 lug. (askanews) – Il sogno dell’Italia è svanito sul più bello. È la Germania a laurearsi campione d’Europa femminile di polo per la seconda volta nella sua storia. Il 6-2 a Punta Ala sulle Azzurre regala un successo nel Ladies FIP European Polo Championship – Trofeo U.S. Polo Assn. già ottenuto nel 2018. Per la squadra di coach Franco Piazza l’inevitabile delusione per la sconfitta – arrivata dopo i successi di giovedì contro l’Inghilterra e di sabato contro la Francia – ma anche, si legge in una nota, la consapevolezza di essere ancora ai vertici del polo europeo, tanto che il pubblico arrivato in massa al Centro Ippico (oltre 3mila presenze nelle tre giornate di gara) alla fine ha riservato un lungo applauso alla squadra e allo staff guidato dal capo équipe Alessandro Giachetti.

Resta il successo organizzativo per l’evento che la Federazione Internazionale Polo ha assegnato alla Federazione Italiana Sport Equestri e che si è giocato nel club che Gaia Bulgari, con il suo lavoro, ha riportato ai fasti del passato. “Lo sport regala gioie ma anche dispiaceri – le parole del presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola -. Oggi speravamo di vincere: l’Italia ha combattuto ma la Germania è stata superiore, quindi è giusto così. Ci tengo però a dire che ha vinto soprattutto lo sport: sono stati quattro giorni esaltanti”. Parole, quelle di Di Paola, condivise anche dal segretario generale Simone Perillo: “Restano le grandi emozioni vissute qui, ma anche una medaglia d’argento prestigiosa per la Nazionale e per tutta la Federazione. Siamo orgogliosi di aver contribuito all’organizzazione di una straordinaria festa di sport”. A premiare le squadre che hanno partecipato alla quarta edizione del Ladies FIP European Polo Championship – Trofeo U.S. Polo Assn., il sindaco di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi: “Quando sono approdata a Punta Ala per la prima volta, negli anni ’90, i campionati italiani di settembre erano il punto di riferimento dello sport. Grazie a Gaia Bulgari, questo evento e quello organizzato un anno fa hanno rappresentato un momento di rinascita. L’exploit europeo è degno dei tre grandi volani di Punta Ala: il polo, il golf e il porto». Ad accompagnare la premiazione, anche la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato.

La Federazione Internazionale Polo ha potuto quindi apprezzare gli sforzi organizzativi: “È bellissimo essere qui a Punta Ala – ha sottolineato il presidente Piero Dillier -. Ho giocato qui 40 anni fa e abbiamo assistito a un evento splendido. Speriamo di restare in Italia per quanto riguarda i tornei: nel 2024 ci auguriamo di poter organizzare il Mondiale femminile a Villa a Sesta e di continuare a supportare gli eventi internazionali organizzati dalla Federazione Italiana Sport Equestri sul territorio nazionale”. “Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questa manifestazione – ha spiegato Gaia Bulgari, presidente del Centro Ippico Punta Ala, accolta al momento della premiazione dall’ovazione del pubblico -. Senza il lavoro di squadra, tutto quello che abbiamo vissuto in questa settimana non sarebbe stato possibile”.

RISULTATI Prima giornata – Giovedì 6 luglio Italia-Inghilterra 7-6 Francia-Germania 6-6 (4-5 d.t.r.) Seconda giornata – Sabato 8 luglio Italia-Francia 7-6 Germania-Inghilterra 6-4

Terza giornata – Domenica 9 luglio Francia-Inghilterra 5-2 Italia-Germania 2-6 Classifica finale: Germania (Union) 3 vittorie; Italia (U.S. Polo Assn.) 2; Francia (Bellettini) 1; Inghilterra (Gallia Palace) 0 Albo d’oro: 2017 Italia, 2018 Germania, 2021 Italia, 2023 Germania

Timmermans a commemorazione 79° anniversario eccidio di Cibeno

Timmermans a commemorazione 79° anniversario eccidio di CibenoMilano, 10 lug. (askanews) – Domenica 9 luglio, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans ha partecipato alla commemorazione del 79° anniversario dell’eccidio di Cibeno.

La cerimonia si è tenuta presso l’ex campo di concentramento di Fossoli a Carpi (Modena), alla presenza dei familiari delle vittime e delle autorità locali. L’eccidio è stato definito “l’atto più efferato commesso nell’Italia occupata dalle SS su persone internate in un campo di concentramento”.

Liguria, 11 persone in ospedale per incendio pulmann su A12

Liguria, 11 persone in ospedale per incendio pulmann su A12Roma, 9 lug. (askanews) – Sono 11 le persone trasportate in ospedale dopo l’incendio di un pulmann in una galleria sull’autostrada A12. Lo riferisce in una nota la Regione Liguria.

“La protezione civile regionale – si legge in una nota – sta intervenendo con la colonna mobile per assistere le persone in coda con rifornimenti di acqua dopo che, nella galleria Montegiugo, sulla A12, tra i caselli di Recco e Genova Nervi in direzione Genova, un pullman ha preso fuoco. Il traffico è bloccato in entrambe le direzioni: verso Genova a causa dell’incendio, in direzione Livorno a causa della presenza di fumo in galleria in direzione opposta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Al momento vige obbligo di uscita a Nervi e Recco”. “Regione Liguria è in contatto con tutti i sindaci dell’area interessata per agevolare passaggio delle auto sulla viabilità ordinaria – conclude la nota -. L’appello è a non utilizzare l’autostrada nelle zone interessate al blocco della viabilità. Al momento 11 persone coinvolte sono state trasportate all’ospedale San Martino di Genova”.

Tennis, Sinner ai quarti di finale a Wimbledon

Tennis, Sinner ai quarti di finale a WimbledonRoma, 9 lug. (askanews) – Jannik Sinner è nuovamente tra i migliori otto giocatori a Wimbledon. L’azzurro si è qualificato per i quarti di finale dei Championships, battendo negli ottavi il colombiano Daniel Galan, n. 85 ATP, con il punteggio di 7-6, 6-4, 6-3 in 2 ore e 40 minuti. Una partita in crescendo per Sinner che ha dovuto fare i conti con un avversario che ha lottato duramente per un set e mezzo. Poi l’altoatesino è riuscito a prendere il largo dopo aver interrotto il “tabù” delle palle break. Nei quarti di finale Sinner affronterà Roman Safiullin, n. 92 al mondo e autentica rivelazione del torneo che ha eliminato Shapovalov negli ottavi. Tra Sinner e Safiullin c’è un solo precedente che risale all’ATP Cup 2022, giocata su cemento in Australia: vinse l’altoatesino con lo score di 7-6(3), 6-3.

“Sono veramente felice – ha detto Sinner dopo il match – Oggi non mi sentivo molto bene in campo, ma nonostante ciò ho lottato per la vittoria. Galan serve bene, ho fatto di tutto per vincere i punti importanti. La discussione con l’arbitro? Chiedo ancora scusa al pubblico. Sono piuttosto calmo, ma a volte come oggi succede. Ci sono state delle chiamate non buone, ma accade. Ho provato a restare concentrato. Safiullin? Chiunque arrivi ai quarti è un giocatore pericoloso, con lui ho giocato in ATP Cup ed è stata dura. Però ci penserò domani, adesso è il momento di rilassarmi”.

Golf, Super Manassero trionfa nell’Italian Challenge Open

Golf, Super Manassero trionfa nell’Italian Challenge OpenRoma, 9 lug. (askanews) – Uno straordinario Matteo Manassero ha trionfato con 267 (66 65 69 67, -21) colpi nell’Italian Challenge Open, terzo torneo stagionale dell’Italian Pro Tour 2023 – il circuito delle gare nazionali e internazionali gestito dalla Federazione Italiana Golf, con la collaborazione dell’Official Advisor Infront Italy – in calendario anche sul Challenge Tour. Sul percorso del Golf Nazionale (par 72) a Sutri (Viterbo), il veneto, al secondo titolo nel 2023, ha superato dopo un combattuto e avvincente round conclusivo l’inglese Will Enefer, secondo con 270 (-18), e il tedesco Marc Hammer, terzo con 271 (-17). Nel giro finale ha ceduto Alex Fitzpatrick, fratello minore di Matt, secondo alla partenza a due colpi da Manassero e quarto con 272 (-16), e al quinto posto con 274 (-14) i danesi Sebastian Friedrichsen e Nicolai Kristensen, il gallese Jack Davidson e il francesi Robin Roussel e Pierre Pineau, che ha recuperato 39 posizioni con un 62 (-10, dieci birdie), miglior parziale di giornata.

“Abbiamo ritrovato un grande campione – La soddisfazione del Presidente FIG Franco Chimenti: – quando Matteo Manassero gioca così non ce n’è per nessuno. Martedì 11 luglio sarò in Inghilterra, a Wentworth, per parlare con i vertici di Ryder Cup Europe. L’Italia punta ad avere almeno una wild card per la Ryder Cup di Roma e Manassero può ambire a riceverla. Quella di oggi è una grande gioia, che mi ripaga di tante sofferenze. Con l’affermazione di Manassero al Golf Nazionale di Sutri, che non è solo la nostra casa ma un Circolo fantastico con un percorso eccellente, abbiamo raggiunto il record di successi in una singola stagione sul Challenge Tour. E non è ancora finita. Quando mancano -82 giorni dal via della Ryder Cup, il movimento azzurro sta vivendo un momento straordinario”. Record di vittorie azzurre sul Challenge Tour – Con l’exploit del veneto gli azzurri hanno firmato per la prima volta quattro vittorie nello stesso anno sul Challenge Tour, dove al massimo in precedenza ne avevano conseguite tre. La serie l’ha aperta proprio Manassero (Copenhagen Challenge), seguito da Andrea Pavan (D+D Real Czech Challenge) e da Lorenzo Scalise (Kaskáda Golf Challenge). È anche stata la prima volta di una tripletta ottenuta con tre giocatori diversi.

“E’ stata una settimana speciale. Da quando sono professionista – ha detto Manassero – non avevo mai vinto in Italia, esserci riuscito qui, nella casa del golf italiano, è qualcosa di meraviglioso. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno fatto il tifo per me, seguendomi giro dopo giro. Dal presidente della FIG, Franco Chimenti, che ha creduto in me da sempre, sin da quando ero dilettante, fino ad arrivare a mia moglie, Francesca. Con lei al mio fianco, come caddie, ho vinto due gare su due giocate. Un plauso poi agli organizzatori, ai greenkeeper, per aver preparato un campo fantastico”. Secondo nella Road To Mallorca (ordine di merito) – Terzo azzurro che entra nell’albo d’oro dell’evento, preceduto da Edoardo Molinari (2009) e da Matteo Delpodio (2015), Manassero è il secondo italiano, dopo Marco Crespi, ad essersi imposto in tutti e tre i circuiti continentali. Nel suo palmarès, oltre ai due successi sul Challenge Tour, i quattro sul DP World Tour (Castello Masters Costa Azahar 2010, Maybank Malaysian Open 2011, Barclays Singapore Open 2012 e BMW PGA Championship 2013) e l’unico sull’Alps Tour (Toscana Alps Open 2020).

L’exploit lo ha portato dal 12° al secondo posto nella Road To Mallorca (ordine di merito), che a fine stagione promuoverà sul DP World Tour 2024 i primi 20, tra i quali al momento vi sono anche Scalise (4°) e Pavan (9°). Inoltre è stato gratificato con un assegno di 56.000 euro su un montepremi di 350.000 euro.