Zelensky: i russi hanno messo “oggetti simili ad esplosivi” sui tetti della centrale di ZaporizhzhiaRoma, 5 lug. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nuovamente paventato la possibilità che la Russia possa “simulare un attacco” alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, sostenendo che le truppe russe hanno collocato “oggetti simili ad esplosivi” sui tetti degli edifici del sito. Lo riferisce il Guardian.
Citando l’intelligence ucraina, Zelensky ha sostenuto che gli oggetti sono stati posizionati sul tetto di diverse unità di generazione della centrale elettrica attualmente sotto il controllo russo. Zelensky ha informato ieri il presidente francese, Emmanuel Macron sulle “pericolose provocazioni” della Russia nello stabilimento nel sud-est dell’Ucraina. Ha detto che lui e Macron hanno “concordato di mantenere la situazione sotto il massimo controllo insieme all’AIEA”, l’agenzia Onu per l’energia atomica.
Il Cremlino invece ribatte: esiste un rischio di “sabotaggio” della centrale nucleare di Zaporizhzhia da parte degli ucraini, le cui conseguenze potrebbero essere catastrofiche: lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, le cui dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti. “Sono state adottate tutte le misure per evitare questi rischio” ha concluso Peskov, che non ha fornito altri dettagli sulla natura del “sabotaggio”. Mosca e Kiev si accusano reciprocamente di voler mettere a rischio l’integrità dell’impianto, occupato attualmente dalle forze russe.
Pnrr, Decaro a governo: preoccupati da nuovo patto di stabilitàRoma, 5 lug. (askanews) – “Siamo preoccupati dal nuovo patto di stabilità che stiamo discutendo con la Commissione europea. Apprezziamo le parole della task forze sulla spesa e sulla qualità della spesa dei Comuni, ma noi sindaci diciamo al governo e all’Unione europea: attenzione al patto di stabilità perché negli anni passati ci sono stati imposti vincoli che a settembre ci bloccavano casse e lavori, e i cittadini se la prendevano con noi. Non vorrei che mentre stiamo andando verso una spesa mai vista, una sorta di Piano Marshall,ci ritroviamo tra pochi mesi con nuove ristrettezze del Patto di stabilità che ci possono paralizzare”. Lo ha detto il presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, nella sua relazione alla seconda edizione dell’evento “Missione Italia 2021-2026- Pnrr dei Comuni e delle città” organizzato dall’Anci.
Visco sui tassi di interesse avverte i “falchi” della Bce: bisogna essere cautiRoma, 5 lug. (askanews) – Sui tassi di interesse e la linea monetaria della Bce “se occorre tenere alta la guardia e dritta la barra, sono altresì necessarie buone dosi di prudenza e pazienza nel valutare e anticipare gli effetti della restrizione monetaria in atto dallo scorso anno, pure giustificata e da mantenere”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nel suo intervento all’Assemblea annuale dell’Abi.
“Non comprendo e continuo a non condividere, a questo riguardo, osservazioni anche di recente avanzate che spingerebbero a preferire il rischio di essere più, anziché meno, restrittivi”, ha detto, apparentemente in riferimento a coloro che nel Consiglio Bce spingono invece per una linea più aggressiva e intransigente. “Ritengo che si debba essere cauti quanto basta; un atteggiamento simmetrico, in linea con le conclusioni della revisione della strategia di politica monetaria della Bce, mi sembra adeguato alle circostanze – ha detto Visco – permetterebbe anche di contenere le ricadute sul credito e preservare la stabilità finanziaria, di cui ho trattato in questo intervento e che, come ho osservato, è essa stessa condizione necessaria per la stabilità dei prezzi e la tenuta delle nostre economie”.
Secondo il governatore, infatti, pur intervenendo contro l’alta inflazione “è certamente possibile limitare le conseguenze negative sull’attività economica e sulla domanda aggregata ed evitare che esse – ha avvertito – possano finire per riflettersi in pressioni eccessive al ribasso sui prezzi nel medio termine”. “Ora che i tassi sono in territorio restrittivo, calibrare la durata della stretta monetaria, piuttosto che aumentarne eccessivamente l’ampiezza, avrebbe il vantaggio di agevolare un’analisi più informata degli effetti dell’azione fin qui condotta”, ha suggerito. Finora nell’area euro “la qualità dei prestiti ha risentito in misura contenuta del peggioramento del quadro congiunturale”. Ma “il maggiore onere del debito innescato dai notevoli rialzi dei tassi potrebbe però determinarne un progressivo deterioramento”. E “la restrizione sarebbe inoltre accentuata se il riassorbimento della liquidità da parte dell’Eurosistema portasse a un aumento del costo della raccolta bancaria più rapido e ampio di quanto oggi previsto”, ha spiegato Visco.
Ucraina, Meloni: faremo il necessario per impedire l’invasioneVarsavia, 5 lug. (askanews) – “Con la Polonia sull’Ucraina abbiamo posizioni identiche: siamo al fianco dell’Ucraina, per la difesa e la libertà di un popolo che sta stupendo il mondo contro una aggressione che non possiamo accettare e che faremo tutto il possibile per impedire. Saremo al fianco dell’Ucraina fino a quando sarà necessario, sostenendola a 360 gradi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel punto stampa insieme al primo ministro polacco Mateusz Morawiecki.
Alluvione, Decaro: sorpresi da chiusura totale governo su risorseRoma, 5 lug. (askanews) – “Vorrei mandare un saluto e il sostegno dell’Anci ai sindaci dell’Emilia Romagna. Ci è successa una cosa strana all’Anci e all’Upi, rispetto al decreto che è in discussione ora. Sulle risorse volevamo solo un impegno, non ritrovarle tutte nel decreto. Abbiamo trovato una chiusura totale e lo devo dire, visto che ci sono diversi ministri qui. Ci è sembrato strano che il Governo non ci abbia concesso almeno un tavolo tecnico. Abbiamo dovuto dare un parere negativo cosa che non facciamo mai. Speriamo che in questa fase si possano accogliere almeno una parte degli emendamenti proposte dai comuni, sul le risorse per l’alluvione”. Lo ha detto il presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, nella sua relazione alla seconda edizione dell’evento “Missione Italia 2021-2026- Pnrr dei Comuni e delle città” organizzato dall’Anci.
Il presidente dell’Abi Patuelli: le banche possono allungare la durata dei mutuiRoma, 5 lug. (askanews) – “La lotta all’inflazione è la priorità non solo delle Banche centrali” (che hanno energicamente alzato i tassi di interesse). Ma “sono evidenti i rischi per il credito a imprese e famiglie che, in dieci anni di tassi a zero, spesso non avevano previsto i rapidi aumenti dei tassi e le riduzioni della liquidità”. E’ il monito lanciato dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli in apertura della sua relazione all’Assemblea annuale. Le banche in Italia “mantengono quasi i due terzi dei mutui a tasso fisso, con tassi di raccolta in continuo aumento, e, su richiesta, possono allungare la durata dei mutui per chi è in regola con i pagamenti o realizzare surroghe”, ha rivendicato il presidente dell’Abi, nella sua relazione all’Assemblea annnuale a Roma.
“Le banche sono impegnate nel garantire cospicui livelli di liquidità anche a medio e lungo termine, sempre più preziosa e costosa dopo le decisioni della Bce, quando stanno esaurendosi i divenuti più onerosi programmi europei di finanziamento Tltro, con rischi – ha avvertito – che le banche combattono, di razionamento del credito. Le banche in Italia mantengono quasi i due terzi dei mutui a tasso fisso, con tassi di raccolta in continuo aumento, e, su richiesta, possono allungare la durata dei mutui per chi è in regola con i pagamenti o realizzare surroghe”. “Le banche in Italia non hanno mai applicato tassi negativi sui depositi – ha detto – e remunerano crescentemente i risparmiatori con condizioni di mercato competitive anche con quelle offerte dagli Stati europei e da operatori non bancari, propongono ai risparmiatori, anche in difesa dall’inflazione, investimenti per la liquidità a medio e lungo termine, indispensabile, dopo la fine delle Tltro, per finanziare imprese e famiglie”.
“Le banche combattono i rischi di crescita dei crediti deteriorati, previsti dalla Bce, dal Fondo Monetario Internazionale e dal Centro studi di Confindustria, di fronte ai problemi della Germania, ai recenti cali della produzione industriale e delle esportazioni italiane e per devastanti eventi climatici. Fondamentali sono i sistemi di garanzia dei crediti – ha avvertito il presidente dell’Abi – che debbono proseguire assieme alla legislazione agevolativa per le imprese, il Mezzogiorno e per l’acquisto della prima casa soprattutto, ma non solo, per i giovani”.
Rse, nuovo Cda: Giusti presidente, Cotana amministratore delegatoMilano, 5 lug. (askanews) – Si è riunito il Consiglio di amministrazione di Rse – Ricerca sul Sistema Energetico che ha sancito l’insediamento dei nuovi consiglieri Michele Di Stefano, Lucrezia Jannuzzelli e Antonella Massari e del presidente Carloalberto Giusti, e assegnato -all’unanimità- la delega ai poteri di amministratore delegato a Franco Cotana. Cotana – professore ordinario di fisica tecnica industriale del Dipartimento di Ingegneria presso l’Università degli Studi di Perugia – succede così a Maurizio Delfanti, che ha ricoperto la carica di amministratore delegato RSE da marzo 2019 a fine maggio 2023.
“Sono orgoglioso di guidare Rse, struttura pubblica di eccellenza nel campo della Ricerca sul Sistema Energetico del nostro Paese – ha dichiarato a margine del cda Franco Cotana, il nuovo amministratore delegato – Con i suoi laboratori, le sue sedi di Milano e Piacenza e gli uffici di rappresentanza in Roma, Rse è in forte sviluppo e si proietta rapidamente a superare le 400 unità, contando sul contributo di giovani ed entusiasti ricercatori che si avvalgono di attrezzature e laboratori di avanguardia. Sono le persone la vera ricchezza di Rse, il cui ruolo e capitale umano sono al servizio del Paese, ancora di più in questo periodo storico di transizione energetica-ambientale, tra cambiamento climatico e crisi energetiche. È grazie al suo approccio orientato all’innovazione che RSE saprà distinguersi nello scenario evolutivo del settore della ricerca scientifica, in particolare su reti elettriche e gas, accumuli energetici, materiali speciali, idrogeno, trasporti sostenibili, per citare alcune aree di attività. L’obiettivo è e sarà mettere a disposizione del Paese soluzioni tecnologiche energetiche che coniughino sicurezza, efficienza e sostenibilità”. “Doveroso – ha aggiunto Cotana – il ringraziamento a chi mi ha preceduto: il professor Maurizio Delfanti, che come amministratore delegato ha svolto un ottimo lavoro, consentendo una crescita armonica di Rse, ponendo particolare attenzione su temi di grande attualità, tra gli altri il trasporto e la mobilità elettrica; il prof. Alberto Geri, che come presidente, collaborando con il professor Delfanti, ha contribuito allo sviluppo in Rse delle Knowledge Community che hanno favorito un clima sereno e fecondo di contaminazioni scientifiche tra i gruppi di ricerca”.
Grande soddisfazione ed entusiasmo sono stati espressi anche dal Presidente di Rse Carloalberto Giusti, rettore dell’Università degli Studi Link Campus University di Roma e professore ordinario di diritto privato comparato, nato a Taranto nel 1980. “Ringrazio per la fiducia accordata nell’affidarmi questo incarico – ha detto Giusti – È per me un onore rappresentare RSE, sinonimo di competenza e professionalità. Sono consapevole di raccogliere una grande sfida, ma sono fortemente convinto che con l’energia di tutti riusciremo a raggiungere importanti traguardi, seguendo il solco tracciato da chi mi ha preceduto, oltre che a guidare Rse verso il futuro della ricerca energetica e il Paese verso obiettivi all’altezza delle aspettative europee. Così come è stato fatto fino a oggi, promuoveremo e stimoleremo una collaborazione proficua con istituti di ricerca, università e aziende per favorire una diffusione sempre più capillare del nostro patrimonio scientifico”. Il nuovo Consiglio di Amministrazione rimarrà in carica fino alla data dell’assemblea che verrà convocata per l’approvazione del Bilancio d’esercizio 2025.
(nella foto, da sinistra: Carloalberto Giusti e Franco Cotana)
Ucraina, Xi ha avvertito (privatamente) Putin contro l’uso di armi nucleariRoma, 5 lug. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ha avvertito in maniera riservata il presidente russo Vladimir Putin contro il possibile uso di armi nucleari in Ucraina. Lo hanno affermato – secondo il Financial Times – funzionari occidentali e cinesi.
L’avvertimento del leader cinese sarebbe stato trasmesso, secondo quanto afferma il FT, durante la visita di stato di Xi a Mosca, la prima dopo la lunga chiusura cinese per il Covid. Pechino considera il fatto di aver distolto Putin dalle sue velate minacce di usare armi nucleari una chiave importante per accreditarsi rispetto alla sua politica di ristabilimento dei rapporti con l’Europa, un mercato considerato cruciale per l’economia cinese, dopo che la sua posizione di non condanna di Mosca aveva contribuito a rendere ancor più fredde le relazioni.
Euro digitale, Visco: successo richiederà corso legale e incentiviRoma, 5 lug. (askanews) – Il negoziato sull’euro digitale “è appena iniziato”, ma affinché abbia successo secondo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco dovrà avere “corso legale al pari delle banconote”, ma a differenza di queste ultime “un alto livello di privacy compatibile con gli interessi pubblici: tra cui la necessità di prevenirne l’utilizzo per il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo”. Nel suo intervento l’assemblea annuale dell’Abi, Visco ha aggiunto che servirà “un sistema di incentivi che favorisca l’adesione” di consumatori, imprese, banche e altri intermediari.
Visco ha ricordato che lo scorso 28 giugno la Commissione europea ha presentato la proposta di Regolamento per la possibile introduzione dell’euro digitale. L’eventuale decisione di emettere la nuova forma di moneta verrà presa dal Consiglio direttivo della BCE una volta completato il quadro normativo necessario. “L’euro digitale è un progetto importante non solo per promuovere la concorrenza e l’innovazione nel sistema dei pagamenti europeo con minori costi per gli utenti, ma anche per preservare l’autonomia strategica e la sovranità monetaria dell’area”, ha sostenuto.
“L’euro digitale dovrà essere uno strumento di pagamento, non di risparmio; andranno quindi prevenuti i rischi per la trasmissione della politica monetaria e per la stabilità finanziaria che potrebbero derivare da una eccessiva sostituzione di depositi bancari con la moneta pubblica digitale. In quanto passività della banca centrale esso sarà una forma di moneta priva di rischio come il contante, che si affiancherà a questo e agli altri strumenti di pagamento già esistenti, senza necessariamente sostituirli”. Le ipotesi che si stanno vagliando “includono in particolare l’assenza di remunerazione e una soglia alla quantità di euro digitale detenibile da ciascun utente. Esse saranno definite in modo da preservare la capacità delle banche di offrire credito all’economia e, al contempo, prevenire la possibile diffusione, come mezzi di pagamento, di strumenti altamente rischiosi – ha spiegato – quali alcune tipologie di criptoattività”.
Saldi al via (con le nuove regole), Confcommercio: 213 euro di spesa media a famigliaRoma, 5 lug. (askanews) – Domani partiranno i saldi in tutta Italia ad eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (14 luglio). Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 213 euro – pari a 95 euro pro capite – per un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro.
Il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, afferma: “Sono particolarmente soddisfatto per la scelta operata per la prima volta in Italia da tutte le regioni di partire giovedì 6 luglio con i saldi estivi evitando così un’inutile concorrenza tra territori. Saranno saldi importanti per i consumatori che potranno acquistare articoli di moda a prezzi molto convenienti e rinnovare il guardaroba estivo con nuovi colori, modelli e tendenze che corrispondono ad una voglia di socialità e d’innovazione. Anche in quest’occasione i negozi di moda contribuiranno in maniera sostanziale al contenimento dei prezzi e, di conseguenza, dell’inflazione. E ci aspettiamo una crescita delle vendite di circa il 5% rispetto al 2022. Inoltre, la novità di quest’anno è l’applicazione dal primo luglio del nuovo Codice del Consumo che modifica le norme su sconti, promozioni, liquidazioni e saldi ed introduce per la prima volta una regolamentazione anche delle vendite online. Un’importante risposta alla richiesta di Federazione Moda Italia e Confcommercio a tutela del principio ‘stesso mercato, stesse regole’. E per approfondire tutti gli aspetti legati all’introduzione delle nuove norme in questo periodo abbiamo avviato una serie di incontri sul territorio con gli imprenditori e le associazioni locali”.