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Meloni: parole Mattarella giuste e doverose, Csm fuori da diatriba politica

Meloni: parole Mattarella giuste e doverose, Csm fuori da diatriba politica

Roma, 19 feb. (askanews) – “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore. Ci eravamo visti la sera prima nel tradizionale incontro di anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste, direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente della Repubblica dice anche che è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

Cosa è successo alla prima riunione del Board of peace, tra promesse e realtà (e minacce di Trump all’Iran)

Cosa è successo alla prima riunione del Board of peace, tra promesse e realtà (e minacce di Trump all’Iran)

New York, 19 feb. (askanews) – Lo scontro tra realtà e piani grandiosi promossi con l’uso dell’intelligenza artificiale è emerso dalla riunione inaugurale del Board of Peace, l’istituzione voluta e guidata da Donald Trump per la ricostruzione di Gaza, dalla missione e composizione controverse. Nella capitale americana il leader americano ha difeso l’istituzione “prestigiosa”, bacchettato i paesi scettici che fanno “i furbi”, anticipato il coinvolgimento di Cina e Russia e ha promesso il versamento di 10 miliardi di dollari a favore del Board, senza dire da dove arriveranno i fondi (che vanno approvati dal Congresso). Gli attuali nove membri del Board hanno concordato di impegnarsi a stanziare 7 miliardi. Quindi ci sarebbero già 17 miliardi in arrivo, a fronte di stime per la ricostruzione che si elevano a 70 miliardi di dollari. L’Italia oggi era presente come Paese osservatore, rappresentata dal viceministro e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

L’inquilino della Casa Bianca ha usato il bastone e la carota con le Nazioni Unite, sulla scia dei timori che la neo istituzione voglia sostituirne il ruolo. Secondo Trump il Board “rafforzerà” il palazzo di Vetro e “quasi” lo “controllerà e si accerterà che sia gestito propriamente”. Indipendentemente dal fatto che lo Stato delle Nazioni Unite del 1945 non preveda nessun ente di supervisione. Trump ha anche annunciato che intende presto incontrare il segretario generale uscente Antonio Guterres. Dal podio dell’evento il Commander in Chief è poi tornato a minacciare l’Iran di “cose brutte” se non siglerà un accordo sul nucleare di cui si saprà qualcosa “probabilmente nei prossimi 10 giorni”. Intanto l’esercito americano dispiega forze militari in Medio Oriente che gli osservatori internazionali paragonano al 2003, quando gli Usa invasero l’Iraq con il pretesto che a Baghdad ci fossero armi di distruzione di massa. Proprio uno di protagonisti cruciali di quella guerra, che la sostenne sottoscrivendo la teoria del pericolo chimico, poi smentito, era presente al primo appuntamento del Board of Peace: l’ex premier britannico Tony Blair, che ha parlato della devastata Striscia di Gaza come un’occasione economica, sottolineandone le peculiarità che la rendono un luogo candidato a futura prosperità: “Venticinque miglia di costa mediterranea, la vicinanza a grandi mercati regionali e globali, e una popolazione giovane e dinamica con un’età mediana di 19 anni”. Toni simili sono stati usati in un video promozionale che dopo la guerra promette “un nuovo futuro” sicuro e prospero fatto di grattacieli e auto che sfrecciano su strade che ricordano le periferie americane. I video sono stati creati con l’aiuto dell’AI.

Mark Rowan, amministratore delegato di Apollo Global Management e membro del consiglio esecutivo del Board of Peace, ha evidenziato “l’enorme potenziale” della Striscia di Gaza, illustrando un piano che prevede 100.000 case per 500.000 residenti, oltre a 5 miliardi di dollari in infrastrutture”. Nel tempo, ha aggiunto, il Board prevede di costruire “400.000 case per tutta la popolazione di Gaza, con oltre 30 miliardi di infrastrutture”.

Sicurezza e la prosperità sono state promesse anche da Trump nel suo intervento conclusivo in stile comizio elettorale, prima che scattassero le note del brano YMCA dei Village People. D’altra parte le elezioni di metà mandato con cui si gioca il controllo del Congresso sono a novembre e quella canzone è la colonna sonora elettorale del presidente. Così il vice JD Vance dal podio dell’evento si e’ rivolto al popolo americano per convincerlo della bonta’ dell’iniziativa: “Siamo qui sì per salvare vite, si’ per promuovere la pace ma (l’iniziativa) crea prosperità per gli americani. I paesi rappresentati qui rappresentando migliaia di miliardi di investimenti in America che non sarebbero stati possibili senza questo presidente”. Peccato che gli alleati principali della Nato non fossero in sala.

Cinema e territorio, due nuovi corsi Fondazione Lazio Film Commission

Cinema e territorio, due nuovi corsi Fondazione Lazio Film Commission

Roma, 19 feb. (askanews) – Sostenere e sviluppare l’industria audiovisiva nel territorio laziale attraverso la formazione di professionisti capaci di rispondere alle esigenze produttive e gestionali del settore. Questo lo scopo dei due nuovi corsi promossi e finanziati dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission e organizzati in collaborazione con Anica Academy ETS.

Si tratta del Corso base di Amministrazione di Produzione Cine-Audiovisiva e del Corso Esercenti Cinematografici – Competenze manageriali e strategie di crescita per la sala. Entrambi i Corsi sono completamente gratuiti per i partecipanti selezionati.

Il Corso base di Amministrazione di Produzione Cine-Audiovisiva fornirà ai partecipanti le conoscenze teoriche e gli strumenti operativi necessari per supportare efficacemente tutte le fasi del processo produttivo cinematografico e audiovisivo, garantendo il corretto utilizzo delle risorse nell’organizzazione delle produzioni, la conformità normativa e la sostenibilità economica dei progetti. L’iniziativa formativa è rivolta a persone maggiorenni, residenti nel Lazio, in possesso di diploma di secondo grado o di titolo di studio superiore. Il Corso, aperto a 20 partecipanti, si svolgerà tra maggio e giugno 2026 e avrà una durata di 70 ore, svolgendosi in modalità ibrida con lezioni online e in presenza.

Il Corso Esercenti Cinematografici – Competenze manageriali e strategie di crescita per la sala, è organizzato in collaborazione con ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), ANEC LAZIO (Associazione Esercenti Cinema Lazio), ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai). L’iniziativa si svolgerà sempre tra maggio e giugno 2026 per un totale di 70 ore, in modalità mista online e con incontri in presenza a Roma; anche questo percorso è aperto a 20 partecipanti. I destinatari sono: giovani imprenditori, aspiranti esercenti e gestori di sale cinematografiche residenti nel Lazio; operatori culturali interessati a entrare nel settore della distribuzione e dell’esercizio residenti nel Lazio; professionisti non residenti nel Lazio ma che svolgono attività imprenditoriale o associativa sul territorio laziale e desiderano sviluppare nuove competenze nel campo della gestione cinematografica e culturale; e infine manager e addetti delle sale cinematografiche che possono individuare in questo percorso una crescita e un approfondimento di supporto alle proprie aziende o, prospetticamente, di evoluzione nel ruolo di esercenti in prima persona. Sono inoltre previsti fino a 5 accessi per residenti in altre Regioni italiane.

Obiettivo del corso è formare imprenditori ed esercenti cinematografici con competenze manageriali e strategiche in linea con le sfide contemporanee del settore. Attraverso teoria, laboratori pratici e testimonianze professionali, i partecipanti acquisiranno gli strumenti per gestire in modo innovativo e sostenibile una sala cinematografica, sviluppando strategie di marketing e comunicazione efficaci, comprendendo e utilizzando dati e analisi per la programmazione e la fidelizzazione del pubblico, rafforzando la cultura audiovisiva come motore di sviluppo territoriale e comunitario ed ampliando infine l’offerta audiovisiva in relazione al territorio.

“Investire nella formazione è un impegno condiviso dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission e da Anica Academy ETS. Con due nuovi percorsi formativi gratuiti rafforziamo la filiera e creiamo opportunità concrete di lavoro qualificato, in particolare per i giovani. Un’iniziativa che guarda al futuro del comparto e sostiene la crescita di un sistema produttivo industriale fortemente competitivo, a partire da Roma e dal Lazio”, ha dichiarato Lorenza Lei, Amministratore Delegato della Fondazione Roma Lazio Film Commission.

“Con il lancio di questi nuovi Corsi, Anica Academy ETS e la Fondazione Roma Lazio Film Commission rafforzano il proprio impegno congiunto nel promuovere la formazione e la crescita professionale di una nuova generazione di operatori del settore audiovisivo, valorizzando il ruolo strategico di questo comparto come motore per l’occupazione e la crescita culturale del territorio e dell’Italia”, ha aggiunto Francesco Rutelli, Presidente Anica Academy. “In un mondo che cambia velocemente, non c’è futuro senza capacità d’innovazione e formazione professionale di alta qualità”, ha concluso.

Referendum, nasce Comitato ‘La voce degli Innocenti’ per il Sì

Referendum, nasce Comitato ‘La voce degli Innocenti’ per il Sì

Roma, 19 feb. (askanews) – “Invitiamo il dottor Gratteri a prendersi un caffè insieme, amichevolmente gli spiegheremo che cosa vuol dire finire in carcere da innocente”. E’ l’appello lanciato al procuratore capo di Napoli dal Comitato ‘La voce degli Innocenti’, costituito da vittime di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, presentato oggi alla Camera, assieme a Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia e a Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente del Comitato Cittadini per il Sì.

Tra i componenti de ‘La voce degli Innocenti’ ci sono Antonio Lattanzii, Mario Tirozzi, Giuseppe Idà, Marco Sorbara, Angelo Massaro, Bruno Lago, che appoggiano la riforma della magistratura e invitano a votare ‘Sì’.

“Oggi vogliamo dare una testimonianza concreta di quello che significa l’esigenza di fare una riforma della giustizia che incide sulle persone in carne e ossa: oggi noi sentiamo polemiche, parliamo di numeri, di posizioni, di tesi, però ci dimentichiamo che dietro ogni criticità del sistema della giustizia ci sono delle persone, ci sono delle famiglie, ci sono delle storie, ci sono delle vite distrutte”, ha spiegato Costa. “C’è chi fa una distinzione e mette da una parte le persone per bene e dall’altra parte gli indagati e gli imputati. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, gli indagati e gli imputati vengono riconosciuti innocenti e sono persone perbene. Dal 1992 al 2026, sono state risarcite per ingiuste detenzioni 32.500 persone”, ha aggiunto il deputato FI.

Da parte sua Scopelliti ha ricordato come “il referendum non è la panacea di tutti i mali, non è vero che non avremo più errori giudiziari ma è un punto di partenza per correggere i comportamenti di giudici e magistrati, quelli che sono alla base di un errore giudiziario. Enzo Tortora è morto di malagiustizia ma a volte non c’è solo la morte fisica, c’è anche quella psicologica. Ecco perchè io sostengo che la magistratura italiana ha bisogno di una riforma”.

Nel corso della conferenza stampa sono intervenute anche le vittime di errore giudiziario. Massaro, operaio, ha ricordato di aver “trascorso 21 anni in carcere per un presunto omicidio, solo perché un’intercettazione è stata interpretata male e trascritta peggio”. Sorbara, consigliere regionale, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato 909 giorni dietro le sbarre per un’ingiusta detenzione. “La sentenza di primo grado era coppia incolla della memoria del Pm con gli stessi errori grammaticali e secondo voi io che cosa dovrei votare al referendum? Voto Sì, perché voglio la separazione delle carriere”. Lattanzii, ex assessore, 83 giorni di detenzione, arrestato 4 volte in due mesi sempre per lo stesso reato, ha sottolineato come “il dolore che si prova ad entrare in carcere da innocente non si può capire, è talmente immenso che ti resta dentro”. Tirozzi, commerciante di fiori, è stato recluso 792 giorni per un errore. “Mi hanno arrestato nel 2015 e dopo undici anni, malgrado sia stato assolto con formula piena, fatico ancora a riprendermi dal punto di vista lavorativo a causa del sequestro della mia attività imprenditoriale”.

E’ intervenuto ancora Costa che si è rivolto alla stampa presente. “Vorrei che qualche giornalista qui presente chiedesse a queste persone perché sono qui oggi; se ricordano il nome del Pm che li ha fatti arrestare o il nome del Gip; e che tipo di carriera hanno fatto quei magistrati. Credo che tutti facciano parte di quel 99% che ha ottenuto una valutazione di professionalità positiva dal Csm, per il quale noi portiamo assoluto rispetto. Ed è proprio perché noi portiamo assoluto rispetto per il Csm che vogliamo liberarlo dalla presenza delle correnti che lo condizionano”.

Danza, Alessandra Ferri Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres

Danza, Alessandra Ferri Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres

Roma, 19 feb. (askanews) – Alessandra Ferri, direttrice del Wiener Staatsballett e prima ballerina assoluta, è stata insignita oggi dalla Repubblica Francese del titolo di Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres, uno dei più alti gradi della massima onorificenza culturale francese.

Nel messaggio ufficiale che accompagna la distinzione, la ministra della Cultura Rachida Dati ha sottolineato che il prestigioso premio è destinato a personalità che si siano distinte per creatività e per il sostegno alla valorizzazione del patrimonio culturale francese. Attraverso questa nomina, la Francia rende omaggio al contributo di Alessandra Ferri alla diffusione delle arti e delle opere in Francia e nel mondo.

Un riconoscimento che celebra non solo la sua carriera di artista celebrata in tutto il mondo, anche il suo impegno per l’arte della danza e la sua promozione. Il conferimento giunge a pochi giorni dal grande successo del suo primo Vienna Opera Ball, uno degli appuntamenti mondani più osservati del calendario europeo, durante il quale sedici coppie di ballerini del Wiener Staatsballett si sono esibite indossando costumi firmati da Giorgio Armani, in uno degli ultimi progetti curati dallo stilista e nato proprio dal legame con l’étoile.

Nel suo discorso di ringraziamento, Alessandra Ferri ha accolto l’onorificenza “con profonda gratitudine ed emozione”, ricordando come la Francia abbia rappresentato una dimensione fondativa del suo percorso. Ha ricordato il lungo e profondo rapporto artistico con Roland Petit e il Ballet de Marseille, le collaborazioni con Pierre Lacotte e il Ballet de Nancy e le esibizioni sul palco dell’Opéra de Paris, che hanno contribuito in modo determinante alla sua formazione artistica. Dalle origini del balletto classico alla corte francese fino alla vitalità delle sue istituzioni odierne, la cultura francese ha influenzato profondamente il linguaggio attraverso cui si è espressa per tutta la vita.

“L’arte non appartiene ai confini. Circola, si trasforma, connette”, ha dichiarato, sottolineando come ogni traguardo sia il risultato di un percorso condiviso con maestri, coreografi, partner, musicisti e pubblico. Ferri ha inoltre ribadito il proprio impegno a sostenere le nuove generazioni e a custodire la tradizione come patrimonio vivo, capace di evolversi e dialogare con il presente. “La tradizione non è qualcosa da mettere sotto vetro”, ha concluso. “È qualcosa che portiamo avanti con cura e responsabilità. Ricevere questa onorificenza dalla Francia ha per me un significato profondo. La accolgo con umiltà, gratitudine e grande gioia, non come una conclusione, ma come un incoraggiamento a continuare a servire quest’arte con integrità, curiosità e amore”.

Bernini a Rozzano dà il via al murale di Brera e a otto progetti

Bernini a Rozzano dà il via al murale di Brera e a otto progetti

Roma, 19 feb. (askanews) – Il cielo tra le case di Rozzano, le stelle tra i palazzi della città: un muro che da semplice parete si trasforma in orizzonte. Un murale, realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Brera, che richiama l’osservatorio astronomico d’eccellenza presente in città e ne riprende il significato: alzare lo sguardo, andare oltre, immaginare nuove prospettive di crescita per la comunità.

Con una prima pennellata simbolica, il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, hanno dato oggi il via alla realizzazione di questa grande opera su un palazzo di proprietà dell’Aler ispirato al cielo stellato, simbolo della rinascita della città lombarda.

«Rigenerare un territorio – ha dichiarato il Ministro Bernini – significa investire sulle competenze e sulle opportunità. Università e AFAM possono incidere concretamente anche nei contesti più fragili: orientano i giovani, rafforzano i servizi di comunità, creano lavoro qualificato e rendono la cultura accessibile. A Rozzano dimostriamo che arte e formazione sono scelte strategiche per rendere i territori più sicuri e favorire la crescita sociale ed economica di una comunità».

L’avvio dei lavori è avvenuto in occasione dell’incontro tra il Ministro Bernini, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e il Sindaco di Rozzano Mattia Ferretti, durante il quale sono stati presentati otto progetti promossi da istituzioni universitarie, AFAM ed enti del Terzo Settore nell’ambito del Piano straordinario per le aree urbane ad alta vulnerabilità sociale.

Le iniziative porteranno a Rozzano percorsi di alta formazione e professionalizzazione, laboratori scientifici per le scuole, programmi di screening sanitario assistiti da intelligenza artificiale, progetti di arte partecipata, modelli di co-housing intergenerazionale e servizi di supporto psicologico e orientamento, con un impatto diretto sulla comunità in termini di rigenerazione urbana, inclusione e nuove opportunità di lavoro.

Le iniziative coinvolgono tre istituzioni AFAM – Accademia Teatro alla Scala, Conservatorio “G. Verdi” di Milano e Accademia di Belle Arti di Brera – e cinque realtà universitarie e del Terzo Settore: Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Milano-Bicocca, Humanitas University, Università Vita-Salute San Raffaele e CSVnet Lombardia.

I progetti

ISTITUZIONI AFAM

Accademia Teatro alla Scala Propone un programma che trasforma Rozzano in un “palcoscenico diffuso”, con spettacoli e produzioni artistiche negli spazi urbani e nel Teatro comunale. Attiva giornate di orientamento nelle scuole sui mestieri dello spettacolo e percorsi professionalizzanti in ambiti come trucco e parrucco teatrale, sartoria, suono e luci. Previste anche residenze artistiche e bandi per progetti di arte partecipata e rigenerazione urbana.

Conservatorio “G. Verdi” di Milano Attiva laboratori musicali rivolti a bambini, giovani e anziani, con percorsi che culminano in performance pubbliche. I bambini scoprono gli strumenti musicali attraverso attività esperienziali; i ragazzi realizzano spettacoli utilizzando anche oggetti quotidiani come strumenti; per la popolazione anziana sono previsti incontri dedicati al repertorio lirico e alla canzone italiana.

Accademia di Belle Arti di Brera In collaborazione con IRCCS Istituto Humanitas, realizza laboratori artistici ispirati ai modelli di art therapy che coinvolgono pazienti e cittadini nella creazione di opere collettive. Tra le iniziative: un progetto dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno e un percorso laboratoriale basato su stoffe e tessuti come metafora delle “trame” della città. Le opere saranno esposte in spazi pubblici, rafforzando il legame tra arte, salute e comunità.

UNIVERSITÀ

Università Cattolica del Sacro Cuore Attiva corsi di alta formazione e master per la preparazione di educatori territoriali, operatori di strada e figure impegnate nell’intervento sociale, con attività di stage direttamente sul territorio. Prevede inoltre servizi di supporto psicologico e orientamento con l’obiettivo di sostenere il benessere individuale e l’inclusione sociale.

Università di Milano-Bicocca In collaborazione con la Fondazione Anthem, sviluppa un programma di screening ecografico per la prevenzione dei tumori tiroidei, assistito da sistemi di intelligenza artificiale, per favorire diagnosi precoce e sostenibile. Parallelamente attiva un Living Lab di rigenerazione urbana partecipata, in cui cittadini, associazioni e ricercatori collaborano su temi come ambiente, mobilità, energia e qualità degli spazi pubblici.

Humanitas University Realizza laboratori interdisciplinari e interateneo rivolti a studenti e scuole del territorio, con esperienze pratiche in ambito STEM. Prevede inoltre un’area polifunzionale per attività culturali, divulgative e di prevenzione sanitaria e l’istituzione di una Scuola per Operatori Socio-Sanitari (OSS), finalizzata all’inserimento lavorativo nel settore sanitario.

Università Vita-Salute San Raffaele Con il progetto “Rozzano città intergenerazionale” promuove la rigenerazione degli spazi urbani, prevede modelli di co-housing e abitare collaborativo, iniziative formative e percorsi di cittadinanza attiva.

TERZO SETTORE

CSVnet Lombardia Integra la dimensione accademica con percorsi di formazione civica e sociale, attiva “cantieri di comunità” per l’arte partecipata e la rigenerazione urbana e promuove un Hub del volontariato nel futuro polo universitario. Prevede inoltre un programma di “Sentinelle Sociali” per formare cittadini e associazioni nel riconoscimento precoce di situazioni di disagio e isolamento, in particolare tra i giovani.

Terni, Avs a Piantedosi: valutare rimozione sindaco Bandecchi

Terni, Avs a Piantedosi: valutare rimozione sindaco Bandecchi

Roma, 19 feb. (askanews) – Filiberto Zaratti deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e il co-portavoce di Europa Verde Umbria, Gianfranco Mascia, annunciano il deposito di un’interrogazione scritta rivolta al ministro dell’Interno in merito al rinvio a giudizio del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, per un’ipotesi di evasione fiscale superiore ai 20 milioni di euro legata a Unicusano.

“Le accuse delineano una gestione sistematica di flussi finanziari sottratti all’Erario per finalità private. Un quadro che confligge radicalmente con l’art. 54 della Costituzione, che impone a chi ricopre funzioni pubbliche di adempierle con disciplina ed onore”, dichiara Zaratti.

Il documento impegna il ministro a verificare se sussistano i presupposti per l’applicazione dell’art. 142 del TUEL, che prevede la rimozione degli amministratori locali per gravi violazioni di legge. “Non è solo una questione giudiziaria, ma di decoro istituzionale. La permanenza in carica di Bandecchi, alla luce delle contestazioni e della sua condotta complessiva, mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Chiediamo che la Prefettura di Terni avvii immediatamente un’istruttoria per tutelare il prestigio e la legalità della Pubblica Amministrazione”, concludono Zaratti e Mascia.

Montagna, la battaglia di Uncem: “Ora reintegro totale dei 18 Comuni esclusi”

Montagna, la battaglia di Uncem: “Ora reintegro totale dei 18 Comuni esclusi”

Roma, 19 feb. (askanews) – La questione era stata sollevata per prima da UNCEM Marche, nero su bianco, già il 6 novembre 2025. Una lettera formale al Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, ai Parlamentari marchigiani e al Presidente della Regione Francesco Acquaroli denunciava con chiarezza: i criteri previsti dalla Legge 131/2025 per definire la “montanità” avrebbero escluso quasi tutti i Comuni dell’Appennino marchigiano, ignorando isolamento, fragilità economica e realtà sociali dei territori.

In dettaglio: il primo criterio stabiliva che un Comune potesse essere considerato montano solo se almeno il 25% della sua superficie superava i 600 metri di altitudine e almeno il 30% presentava pendenze superiori al 20%. In alternativa, il secondo criterio permetteva di qualificare un Comune come montano solo se l’altimetria media superava i 500 metri. Una scelta definita fin da subito «assurda e inaccettabile» dalle Unioni Montane delle Marche. Perché l’Appennino non sono le Alpi e non può essere misurato con un parametro altimetrico rigido. Nei territori marchigiani la montanità è fatta di isolamento, difficoltà di accesso ai servizi, fragilità economica e demografica, cratere sismico e dissesto idrogeologico. Non di numeri astratti.

La mobilitazione istituzionale che ne è seguita in sede di Conferenza Stato-Regioni, con il coinvolgimento diretto della Regione Marche e degli assessori Baldelli e Consoli, hanno prodotto un risultato concreto, infatti per rientrare nell’elenco, il comune deve rispettare uno o più dei seguenti requisiti: almeno il 20% del territorio sopra i 600 metri e almeno il 25% della superficie con una pendenza superiore al 20%; un’altitudine media pari o superiore a 350 metri e almeno il 5% del territorio con pendenza superiore al 20% oppure un’altimetria media di almeno 400 metri; un’altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri.

Un passo avanti importante, giusto, che va riconosciuto. La Regione ha svolto un’azione forte e responsabile, contribuendo a correggere un’impostazione iniziale profondamente sbagliata. Un risultato positivo, ma non sufficiente.

Nonostante la revisione dei criteri, restano 18 Comuni marchigiani esclusi dal riconoscimento di montanità. Diciotto comunità che vivono le stesse fragilità strutturali degli altri territori dell’Appennino e che ora rischiano di essere tagliate fuori da misure decisive su sviluppo, servizi, fiscalità e politiche demografiche. Il nodo non è solo tecnico. È istituzionale. È una questione di certezza normativa e di coesione territoriale.

«Da mesi lo diciamo con chiarezza – ha dichiarato Giuseppe Amici, Presidente di UNCEM Marche – che questa riclassificazione andava evitata. Lo abbiamo detto quando eravamo soli, lo abbiamo scritto al Governo, lo abbiamo ribadito in tutte le sedi istituzionali. Sapevamo che avrebbe generato caos, divisioni e conflitti tra territori che condividono le stesse condizioni. Il punto oggi è semplice: il buon senso deve prevalere sulla rigidità. Quando una norma crea più problemi di quelli che risolve, la soluzione non è complicarla ulteriormente con sottogruppi e sotto elenchi. La soluzione è ripristinare lo status quo. Non possiamo accettare che si creino Comuni di serie A e Comuni di serie B. Non possiamo accettare che territori che da decenni sono riconosciuti montani si trovino improvvisamente fuori, con dubbi su scuola, sanità, trasporti e ordinamenti differenziati. Sarebbe assurdo e dannoso. Sarebbe un salto indietro. Perché dividere la montagna significa indebolirla. Se davvero vogliamo coesione, unità e sviluppo delle aree interne, allora l’unica scelta coerente è il reintegro totale dei 18 Comuni marchigiani esclusi, senza se e senza ma. Non stiamo chiedendo privilegi. Stiamo chiedendo una scelta di equilibrio istituzionale. Ripristinare lo status quo non è un passo indietro: è un atto di responsabilità. È la via più lineare, più giusta e più ragionevole. Il buon senso oggi coincide con una decisione chiara: reintegrare tutti i 18 Comuni marchigiani e chiudere definitivamente una stagione di incertezza che non ha fatto bene a nessuno».

Cristina Mercuri prima donna italiana Master of Wine

Cristina Mercuri prima donna italiana Master of Wine

Milano, 19 feb. (askanews) – Cristina Mercuri è stata proclamata Master of Wine, diventando la prima donna italiana a conquistare uno dei titoli più selettivi dell’enologia mondiale.

Nata in Toscana nel 1982 e residente a Milano da oltre dieci anni, Mercuri è founder e amministratrice delegata di Mercuri Wine Club, realtà dedicata alla consulenza strategica e alla formazione per aziende, consorzi, ristoranti e professionisti del settore. L’attività integra programmi educativi, supporto operativo e sviluppo del posizionamento, con una particolare attenzione alla modernizzazione del linguaggio e della comunicazione del vino.

Prima di entrare nel mondo enologico ha esercitato la professione di avvocata in studi legali internazionali, occupandosi di fusioni e acquisizioni e di proprietà intellettuale. Nel 2015 ha scelto di intraprendere un nuovo percorso, trasferendo nella formazione e nella consulenza del vino il metodo e la disciplina maturati nel campo giuridico. Nel 2017 ha conseguito il Diploma WSET, passo decisivo verso il percorso Master of Wine, e negli anni successivi ha ottenuto diverse qualifiche professionali come Certified Sherry Educator, Cava Educator, Port Educator e Italian VDP Ambassador. L’esperienza come docente si è sviluppata nel corso di più di un decennio, con attività che spaziano dalla preparazione per le certificazioni internazionali alla formazione aziendale per staff e operatori della filiera. Mercuri ha inoltre ampliato la propria attività attraverso masterclass, progetti di comunicazione e strategie di valorizzazione per Cantine e marchi del settore hospitality e luxury.

Il percorso verso il titolo Master of Wine richiede anni di studio e un livello elevato di preparazione tecnica. Mercuri ha superato lo Stage 2 nel 2022 e ha completato lo Stage 3 con la presentazione della ricerca Wine, Women and Fascism: A Visual Analysis of the Representation of Women in Propaganda in Enotria (1922-1942). La tesi analizza le copertine illustrate della rivista Enotria, prima pubblicazione italiana dedicata al vino, ricostruendo il ruolo della rappresentazione femminile nella comunicazione visuale del periodo e offrendo una riflessione attuale sui linguaggi e sui modelli culturali che il settore continua a tramandare. “È stato un percorso durissimo, fatto di studio quotidiano e senza scorciatoie. Mi ha insegnato metodo, umiltà e una dedizione totale al lavoro” ha dichiarato Mercuri, ricordando le prove di degustazione, gli esami scritti e orali e la costante richiesta di approfondimento che caratterizza l’iter.

Nel suo lavoro Mercuri sostiene una comunicazione del vino basata su semplicità, concretezza e accessibilità, convinta che un linguaggio troppo specialistico possa allontanare consumatori e nuovi professionisti. “Perché il vino italiano non è solo da raccontare” ha osservato, “è da far vivere, con parole nuove e con uno sguardo finalmente libero”. In più occasioni ha richiamato la necessità di un approccio più manageriale nel settore, utile a competere in modo consapevole sui mercati internazionali e ad affrontare un pubblico sempre più diversificato. Il suo profilo professionale include anche l’attività di wine editor per Forbes Italia e quella di giudice internazionale per concorsi di rilievo, tra cui i Decanter World Wine Awards. Affianca Cantine, Consorzi e aziende in progetti di sviluppo di prodotto e di mercato e svolge attività di formazione per il settore dell’hospitality, della distribuzione e del luxury.

IDI IRCCS: A Roma inaugurazione Centro di Ricerca Padre Antonio Lodovico Sala

IDI IRCCS: A Roma inaugurazione Centro di Ricerca Padre Antonio Lodovico Sala

Roma, 19 feb. (askanews) – Con l’inaugurazione del “Centro di Ricerca Padre Antonio Lodovico Sala”, l’IDI-IRCCS, Istituto Dermopatico dell’Immacolata, si dota di nuovi e moderni ambienti, pensati per facilitare l’incontro delle persone e lo scambio di idee. Spazi aggiuntivi che si affiancano ai laboratori di ricerca dell’Istituto, dove ricercatori, medici, ingegneri e altre professionalità potranno lavorare in interdisciplinarità, forti di un patrimonio informativo costantemente alimentato con i dati generati quotidianamente dalla pratica clinica.

Il progetto si inserisce nel più ampio programma pluriennale “La Dermatologia di Precisione e Personalizzata: il Padiglione Fondazione Roma”, avviato nel 2023 presso l’Ospedale IDI di Roma grazie a un contributo complessivo di 6 milioni di euro stanziato da Fondazione Roma, finalizzato al rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e scientifica dell’Istituto mediante l’acquisizione di avanzate attrezzature elettromedicali e dei relativi sistemi hardware e software.

Ricorda infatti il Dott. Alessandro Zurzolo, Consigliere Delegato della Fondazione Luigi Maria Monti proprietaria dell’IDI IRCCS, che “Il Dipartimento di Dermatologia dell’IDI ha chiuso il 2025 con 309mila prestazioni di dermatologia di cui oltre 12mila prestazioni di Diagnostica dermatologica, rese nell’apposito centro di Diagnostica Dermatologica Avanzata che può contare su un parco tecnologico unico nel suo genere”.

Come sottolineato dal Rev. Padre Giuseppe Pusceddu, Presidente della Fondazione Luigi Maria Monti, “l’opera rientra nel più ampio progetto dedicato alla Dermatologia di precisione e personalizzata, realizzato con il fondamentale contributo della Fondazione Roma; alla Fondazione Roma e al suo Presidente Franco Parasassi va la nostra gratitudine”.

Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma, ha dichiarato “La Fondazione Roma sostiene interventi che rafforzano le eccellenze sanitarie del territorio e generano valore duraturo per la comunità. Il progetto dell’IDI coniuga innovazione tecnologica, ricerca scientifica e qualità dell’assistenza, contribuendo a rendere sempre più avanzata e accessibile la dermatologia di precisione. È un investimento che guarda al futuro della sanità ed al benessere delle persone”.

Il Centro si sviluppa su una superficie di oltre 450 mq articolata in sale attrezzate per l’attività dei ricercatori e un’aula multimediale per l’organizzazione di convegni scientifici e riunioni a distanza. Nella stessa mattinata sono stati anche inaugurati nuovi ambulatori dermatologici e l’Aula Ichnusa dedicata agli studenti del corso di laurea in scienze infermieristiche che ha sede presso l’Ospedale IDI IRCCS.