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Tag: Sanremo 2023

Milano-Cortina, SuperFontana, Italia d’argento

Milano-Cortina, SuperFontana, Italia d’argento

Roma, 18 feb. (askanews) – Un’altra medaglia per il ghiaccio azzurro. L’Italia conquista uno splendido argento nella Finale A della staffetta femminile, al termine di una gara tiratissima e ricca di colpi di scena. Oro alla Corea del Sud, bronzo al Canada, mentre l’Olanda resta clamorosamente fuori dal podio per una caduta a metà gara.

Protagoniste dell’impresa azzurra Elisa Confortola, Chiara Betti, Arianna Sighel e Arianna Fontana, capaci di interpretare la finale con lucidità tattica e grande compattezza. Dopo una partenza a ritmo altissimo che aveva visto l’Italia inizialmente in quarta posizione, la gara si è accesa progressivamente.

A metà prova il primo episodio decisivo: cadono i Paesi Bassi, con Velzeboer a terra, e le azzurre si ritrovano alle spalle del Canada. A otto giri dalla fine l’Italia cambia passo e supera le nordamericane, portandosi in testa e alimentando il sogno dell’oro.

Nel finale, però, la rimonta coreana si concretizza: Kim affonda l’attacco decisivo su Fontana a un giro e mezzo dal termine, operando il sorpasso che vale il successo per la Corea del Sud, al primo oro di questa Olimpiade fin qui vissuta sottotraccia.

Per l’Italia resta un argento pesantissimo, la terza medaglia della spedizione e la quattordicesima in carriera per Arianna Fontana che diventa l’atleta italiana con più medaglie alle Olimpiadi (sia invernali che estive): 14 medaglie per la pattinatrice azzurra che supera le 13 medaglie del mito Edoardo Mangiarotti. Un “bottino” accumulato in 6 edizioni dei Giochi Olimpici

Tennis, Sinner: “Era importante vincere, ora alzare il livello”

Tennis, Sinner: “Era importante vincere, ora alzare il livello”

Roma, 18 feb. (askanews) – “Ho perso un po’ di ritmo e fiducia nel 2° set, ho cercato di lottare e lui mi ha aiutato con un paio di errori”. Così Jannik Sinner dopo aver conquistato i quarti di finale del torneo di Doha.

“Bisogna cercare modi differenti di vincere le partite, ora devo alzare il livello. Cerco di fare del mio meglio e giocare il mio miglior tennis, non guardo la classifica perché tutti giocano ad alta intensità. Giocano più liberi. Sono contento di come ho cominciato”, ha affermato.

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, “ma diritto di criticare le toghe”

Meloni ‘condivide’ Mattarella sul Csm, “ma diritto di criticare le toghe”

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No’”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

Meloni ‘condivide’ Mattarella su Csm, “ma diritto di criticare toghe”

Meloni ‘condivide’ Mattarella su Csm, “ma diritto di criticare toghe”

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione del presidente della Repubblica di presiedere per la prima volta una riunione ordinaria del Csm, dicono da palazzo Chigi, non era stata preventivamente annunciata. Ma il monito di Sergio Mattarella ad abbassare i toni, a “rispettare” l’organo di autogoverno della magistratura “particolarmente da parte delle istituzioni” non arriva del tutto inaspettato, giacché il Quirinale già aveva avuto modo di far recapitare ai piani alti del governo la preoccupazione per la postura che la campagna per il referendum sulla giustizia stava assumendo.

Sul piano della comunicazione si decide così di affidare a una nota del Guardasigilli, Carlo Nordio, l’apprezzamento e la condivisione “totale” dell’esortazione del capo dello Stato a “un rispetto vicendevole” specie “in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi”. E’ la linea del governo in questa giornata in cui le parole del presidente della Repubblica sembrano colpire al cuore l’inquilino di viale Arenula che nei giorni scorsi aveva spiegato che il meccanismo del sorteggio, previsto dalla stessa riforma, consentirà di eliminare il sistema correntizio “para-mafioso” del Csm attuale.

Nella linea dettata ai suoi da Giorgia Meloni c’è da una parte la necessità di mostrare il necessario rispetto nei confronti della prima carica dello Stato, che peraltro gode di un larghissimo consenso tra gli italiani, dall’altra anche un calcolo molto pragmatico che già nei giorni scorsi l’aveva portata a invitare lo stesso Nordio a evitare toni incendiari: ossia l’esigenza di non alimentare una polarizzazione dello scontro che possa favorire una rimonta del fronte del no. La parola d’ordine è dunque condividere e mostrarsi totalmente allineati, sopire quella sensazione che pure confidenzialmente qualcuno nella maggioranza sussurra, ovvero che quella di Mattarella sia stata una uscita “a gamba tesa” nel pieno della campagna referendaria. Allo stesso tempo, però, a palazzo Chigi si sottolinea che quel monito era rivolto a tutti, quindi anche agli stessi giudici che si sono esposti nella campagna a favore del no, primo tra tutti ovviamente il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Una posizione che riecheggia anche nelle fonti che, solo a tarda sera dopo ore di silenzio, vengono fatte filtrare dalla Lega. Il concetto è sempre lo stesso: il monito del Colle – si rimarca – è “pienamente condiviso” tanto che “un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini” ma “gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del ‘Sì’ e del ‘No’”.

Se il calcolo politico contribuisce a suggerire alla presidente del Consiglio di non esasperare i toni dello scontro sul referendum, lo stesso – in senso uguale e contrario – vale per gli attacchi nei confronti delle “toghe politicizzate”. L’idea della premier è che vada rivendicato il “diritto di criticare” i giudici che “ostacolano le decisioni” del governo, non solo per auto difesa ma anche per mandare un messaggio alla cosiddetta “pancia” dell’elettorato di centrodestra. E così, per il secondo giorno consecutivo, Giorgia Meloni si produce in un video che va all’offensiva contro i giudici, particolarmente sui temi relativi all’immigrazione. Il caso questa volta è quello della decisione del Tribunale di Palermo di stabilire un risarcimento dello Stato nei confronti della Sea Watch. Quella dei giudici, afferma la premier, è una decisione che “lascia senza parole”. “Ma il compito dei magistrati – chiede – è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

M5S, gruppo Senato: Pirondini capogruppo, con lui squadra di sole donne

M5S, gruppo Senato: Pirondini capogruppo, con lui squadra di sole donne

Roma, 18 feb. (askanews) – Mediazione interna raggiunta nel gruppo del Movimento 5 stelle al Senato: il capogruppo sarà Luca Pirondini, senatore ligure 44enne, di professione musicista, già candidato sindaco e consigliere comunale a Genova. In una assemblea dei senatori stellati è stata raggiunta l’intesa su una squadra unitaria che sarà votata la prossima settimana, dopo che per alcuni giorni si erano confrontate due “squadre” di candidati contrapposte per la composizione del direttivo di gruppo, capeggiate dallo stesso Pirondini e dalla vicepresidente uscente Alessandra Maiorino.

“È stato un confronto franco e onesto, sempre orientato al bene del gruppo”, ha spiegato, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il capogruppo uscente Stefano Patuanelli, destinato da tempo, secondo le fonti interne, ad assumere la carica di vicepresidente del Movimento. “Per il voto del prossimo 25 e 26 febbraio si presenterà una sola squadra per assumere il nuovo ruolo direttivo del gruppo parlamentare. Una squadra che tiene in considerazione le sensibilità emerse dal confronto, a testimonianza di una grande maturità politica dell’intero gruppo. Ci tengo particolarmente a ringraziare Alessandra Maiorino – non solo per avermi affiancato in questi 40 mesi – per la forte volontà di lavorare ad una proposta unitaria da presentare al gruppo. Sì è mossa in prima battuta per questo, trovando poi la piena convergenza di Luca Pirondini e lavorando insieme a lui per giungere a questo importante risultato”.

Nel corso del dibattito, raccontano a palazzo Madama, ha trovato spazio anche qualche critica al metodo “tossico” della competizione interna con delle liste contrapposte. Il passo indietro di Maiorino, riconosciuto da Patuanelli, ha avuto anche questo significato, un appello alla costruzione “unitaria” del nuovo direttivo e a un voto partecipato dei senatori sulla lista che sancisce il compromesso raggiunto.

Questi i nomi, salvo cambiamenti dell’ultima ora, della squadra tutta al femminile che accompagnerà Pirondini: vicepresidente del gruppo Concetta Damante, tesoriera Dolores Bevilacqua, segretarie di gruppo Ada Lopreiato e Sabrina Licheri.

Dl Bollette, Confindustria: segnale importante per competitività Paese

Dl Bollette, Confindustria: segnale importante per competitività Paese

Milano, 18 feb. (askanews) – “Accogliamo con favore il decreto bollette varato dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È positivo che si intervenga con misure concrete a sostegno di famiglie e imprese, ma soprattutto che si inizi a delineare una visione più ampia e strutturale di politica industriale per il nostro Paese”. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando il decreto bollette. “Va nella direzione del sostegno alle imprese e rappresenta un passo importante – ha commentato -. Come Confindustria, confermiamo la nostra piena disponibilità a collaborare per costruire una strategia energetica solida, sostenibile e capace di rafforzare la crescita e la competitività dell’Italia”.

“Il costo dell’energia rappresenta da tempo uno dei principali fattori di criticità per il sistema produttivo italiano – ha proseguito Orsini . Lo abbiamo evidenziato in più occasioni: l’energia incide in maniera determinante sulla competitività delle nostre imprese, in particolare nei settori energivori e manifatturieri. Contestualmente dobbiamo monitorare che queste misure non incidano sullo sviluppo del settore energetico italiano”.

“Riteniamo fondamentale continuare a lavorare insieme al Governo, anche in sede europea, affinché si affronti con determinazione il tema dei costi legati al sistema Ets, che hanno un impatto significativo sul prezzo finale dell’energia – ha concluso Orsini -. È necessario aprire un confronto costruttivo con l’Unione Europea per garantire regole che accompagnino la transizione senza penalizzare la competitività del nostro tessuto industriale.

Sea Watch, Meloni: decisione lascia senza parole, magistrati premiano chi viola legge?

Sea Watch, Meloni: decisione lascia senza parole, magistrati premiano chi viola legge?

Roma, 18 feb. (askanews) – La decisione dei giudici di far risarcire la nave Sea Watch “lascia senza parole”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un video. “La mia domanda è – aggiunge – ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”.

“Vi ricordate, Karola Rakete – chiede Meloni – che nel 2019 speronò una motovedetta della Guardia di Finanza per portare con la nave che comandava degli immigrati irregolari in Italia? Non solo all’epoca la Rakete è stata assolta perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell’immigrazione illegale di massa, ma oggi i giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole”.

“Hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76.000 euro, sempre degli italiani, la ONG proprietaria della nave capitanata dalla Rakete perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l’imbarcazione era stata giustamente trattenuta e posta sotto sequestro. Decisione della magistratura commentata felicemente dall’ONG che dichiara testualmente: il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile. Allora la mia domanda è ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”, afferma la premier.

Il video di Meloni arriva dopo quello di ieri in cui ricorda lei stessa “ho commentato la surreale decisione della Magistratura di condannare il Ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani, un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle che lo Stato aveva avuto l’ardire di trasferire nel CPR in Albania per l’espulsione. Una notizia vergognosa ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi”.

Tennis, Sinner ai quarti del torneo di Doha

Tennis, Sinner ai quarti del torneo di Doha

Roma, 18 feb. (askanews) – Jannik Sinner ai quarti del torneo di Doha. L’azzurro si libera in due set e in un’ora e mezza dell’australiano Alexei Popyrin, battuto con i parziali di 6-3, 7-5. Un Jannik molto concreto al servizio (zero palle break concesse, il 79% di punti vinti con la prima), che nonostante qualche errore di troppo (15, di cui 12 con il diritto) ha archiviato la pratica senza rischiare nulla. Giovedì la sfida inedita contro il ceco Jakub Mensik, n°16 del mondo

Migranti, Sea Watch avrà un risarcimento di 76 mila euro per il blocco della nave

Migranti, Sea Watch avrà un risarcimento di 76 mila euro per il blocco della nave

Roma, 18 feb. (askanews) – “Mentre il Governo annuncia il ‘blocco navale’ e attacca le Ong, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile: il Tribunale di Palermo ha stabilito che Sea Watch sarà risarcita di 76mila euro per il blocco ingiustamente subito nel 2019 dopo il caso Rackete”. E’ quanto si legge in un post su X della Ong.

“Un vero e proprio premio per aver forzato un divieto del governo, speronando una motovedetta della Guardia di Finanza pur di entrare in porto con i clandestini. È la decisione, incredibile, di un tribunale: ha stabilito che gli italiani diano 76mila euro di risarcimento per ‘fermo illegittimo’ alla Ong di Carola Rackete, l’attivista tedesca che quando ero al Viminale non accettava la linea dei porti chiusi che aveva praticamente azzerato sbarchi e tragedie del mare”. Così su X il viceremier e segretario della Lega Matteo Salvini.

“Il 22-23 marzo voterò Sì al referendum per cambiare questa in(Giustizia) che non funziona”, conclude.

Richiamo Mattarella a rispettare Csm, politica d’accordo: abbassare toni

Richiamo Mattarella a rispettare Csm, politica d’accordo: abbassare toni

Roma, 18 feb. (askanews) – Una partecipazione “inconsueta” al plenum del Csm per rivolgere un richiamo forte e determinato al rispetto tra le istituzioni e in particolare al rispetto per il Consiglio superiore della magistratura in quanto organo costituzionale. Sono qui per “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha scandito il Presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet.

Sergio Mattarella, solitamente restìo a intervenire nelle contese politiche delle campagne elettorali, oggi ha compiuto un gesto irrituale che dice quasi di più di tante parole. La decisione di prendere parte al plenum ordinario di oggi è stata comunicata solo poche ore prima e ha spiazzato anche il mondo politico che però ha unanimemente condiviso quel richiamo ad abbassare i toni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura e che oggi assicura: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte – ha detto il ministro – nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”.

I rischi di delegittimazione delle istituzioni che hanno contraddistinto il dibattito politico sul referendum sulla separazione delle carriere preoccupava da giorni il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Non solo l’incalzare degli interventi del Guardasigilli che ha attaccato a più riprese anche l’Anm fino a inviare una richiesta per conoscere i finanziatori della campagna per il No. Iniziativa che le opposizioni hanno definito “liste di proscrizione”. Anche la premier, Giorgia Meloni, è sembrata entrare direttamente nella polemica quando ieri sera ha pubblicato un un video in cui accusava i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

“Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – ha spiegato Mattarella -, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”, ha detto ricordando a tutti i protagonisti che certo le istituzioni, tutte, “non sono esenti da difetti” e quindi si possono criticare ma senza trascendere nella delegittimazione. “Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha puntualizzato quasi a sottolineare l’eccezionalità del suo intervento -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Il richiamo sembra aver sortito l’effetto desiderato almeno nelle dichiarazioni di leader ed esponenti politici di maggioranza e opposizione: “l’intervento di Mattarella è di alto valore simbolico”, ha detto Giuseppe Conte “le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, e coinvolto anche il ministro Nordio” perciò ora bisogna tutti quanti “abbassare i toni”. “Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, ha detto Elly Schlein.

Apprezzamenti e riconoscimenti all’autorevolezza e saggezza dell’inquilino del Colle arrivano anche dalla maggioranza con Maurizio Lupi, Giorgio Mulè. Alla fine anche Fdi decide di uscire con una nota del capogruppo Galeazzo Bignami: “Come ribadito dal Capo dello Stato l’impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le Istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell’interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.