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Tag: Sanremo 2023

Non solo in Cina, anche negli Usa rimozioni militari

Non solo in Cina, anche negli Usa rimozioni militari

Roma, 18 feb. (askanews) – Nelle due principali potenze militari del pianeta, Stati uniti e Cina, il rapporto tra leadership e vertici delle forze armate appare sempre più segnato da conflitti interni, epurazioni e lotte di influenza. A Washington le tensioni attraversano il Pentagono dell’amministrazione Trump; a Pechino le purghe ordinate da Xi Jinping stanno ridisegnando ai massimi livelli la catena di comando dell’Esercito popolare di liberazione.

Negli Stati uniti, l’ultimo episodio – messo in evidenza oggi dal Washington Post – riguarda il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha voluto la rimozione del colonnello David Butler, consigliere del segretario dell’Esercito Dan Driscoll. Butler, ufficiale con 28 anni di carriera e già portavoce del capo degli Stati maggiori riuniti Mark Milley, era stato candidato alla promozione a generale di brigata; Hegseth ha però bloccato l’avanzamento e sollecitato direttamente il suo licenziamento. L’ufficiale ha quindi scelto il pensionamento anticipato per non ritardare le promozioni dei colleghi. Dietro la decisione, secondo funzionari della difesa, vi sarebbero rivalità politiche tra Hegseth e Driscoll, figura emergente nell’entourage di Trump e vicino al vicepresidente JD Vance, oltre alla persistente ostilità dell’attuale leadership del Pentagono verso l’ex capo di stato maggiore Milley.

Il caso Butler si inserisce infatti in una più ampia resa dei conti tra la nuova dirigenza politica del Pentagono e i vertici militari legati alla precedente stagione. Hegseth e Trump hanno già colpito diversi ufficiali associati a Milley, sospendendone incarichi o promozioni e arrivando a rimuovere il ritratto dell’ex generale dal Pentagono. Lo stesso Milley, consigliere militare di Joe Biden fino al 2023, è da anni bersaglio politico dell’area trumpiana, accusato di slealtà durante il primo mandato di Trump. La rimozione di ufficiali considerati “non allineati” e l’intervento diretto del segretario alla Difesa nella gestione delle carriere interne riflettono una crescente politicizzazione dei rapporti civili-militari negli Stati uniti, in un contesto in cui la Casa Bianca ha affidato allo stesso 39enne Driscoll anche ruoli diplomatici sensibili, come i negoziati sulla guerra in Ucraina.

Se a Washington la tensione prende la forma di rivalità legate alla transizione tra amministrazioni di colore diverso e tra stili di governo molto distanti, a Pechino assume tratti sistemici e ideologici. Negli ultimi tre anni Xi Jinping ha di fatto smantellato la leadership suprema dell’Esercito popolare di liberazione: cinque dei sei generali della Commissione militare centrale, l’organo che comanda le forze armate cinesi, sono stati rimossi o indagati. Tra loro il potente vicepresidente Zhang Youxia, per anni considerato un alleato e amico personale di Xi, posto sotto inchiesta all’inizio del 2026. Oggi la Commissione, originariamente composta da sette membri, è ridotta di fatto a due: Xi stesso e un nuovo vicepresidente da lui promosso.

Il presidente cinese ha definito, in un raro riferimento al conflitto interno in corso, l’ultimo anno “molto insolito e straordinario”, rivendicando che l’esercito è stato “riforgiato nella lotta alla corruzione”. Ma la campagna appare soprattutto un processo di consolidamento politico. Editoriali del quotidiano dell’Esercito parlano di “estirpare alberi malati” e “rimuovere tumori nascosti” per garantire che la forza armata resti assolutamente fedele al leader. Analisti e osservatori notano come Xi stia richiamando esplicitamente l’eredità di Yan’an, la base rivoluzionaria di Mao Zedong dove negli anni Quaranta furono condotte le prime grandi campagne di “rettifica” ideologica del partito. Lo stesso Xi ha ripetutamente invocato la necessità dell’”assoluta leadership del partito sull’esercito”.

Il parallelo storico non è casuale. Come Mao, Xi considera il controllo politico sulle forze armate la condizione essenziale per affrontare le sfide strategiche, dalla modernizzazione militare alla competizione con gli Stati uniti e alla questione di Taiwan, con l’obiettivo di rendere l’Esercito di liberazione popolare potenzialmente in grado di riprendersi l’isola “ribelle”. La purga di generali e comandanti, compresi responsabili delle forze nucleari, avviene proprio mentre Pechino accelera il riarmo e la proiezione di potenza globale. La Commissione disciplinare del partito ha punito quasi un milione di quadri nel solo ultimo anno, segno di una campagna che travalica il settore militare e crea un clima di timore e incertezza tra le élite.

Così, su entrambe le sponde del Pacifico, il rapporto tra governo e militari mostra segni di irrigidimento e conflitto. Negli Stati uniti la tradizionale separazione tra comando civile e professionalità militare è messa alla prova da interventi diretti nelle carriere e da scontri personali tra vertici; in Cina il partito-stato rafforza il proprio controllo attraverso epurazioni e campagne ideologiche che ricordano modelli maoisti e staliniani. Il risultato è che, mentre Washington e Pechino si confrontano strategicamente sul piano globale, entrambe le potenze stanno simultaneamente ridefinendo al proprio interno gli equilibri tra apparato militare e amministrazioni, in nome della lealtà alle due leadership.

Coldiretti: piante e fiori made in Italy, export a oltre 1,3 mln

Coldiretti: piante e fiori made in Italy, export a oltre 1,3 mln

Roma, 18 feb. (askanews) – Le vendite all’estero di piante e fiori italiani hanno superato nel 2025 la cifra record di 1,3 miliardi di euro, un risultato storico che deve rafforzare l’impegno a rimuovere le troppe barriere fitosanitarie, spesso immotivate, che impediscono al florovivaismo nazionale l’accesso a troppi mercati. E’ uno degli spunti emersi dall’incontro di apertura di Myplant&Garden, promosso da Coldiretti e Assofloro in occasione dell’inaugurazione della più importante fiera del settore a Milano Rho. Presenti, tra gli altri, Luigi Scordamaglia (AD Filiera Italia), Nada Forbici (presidente Assofloro), Gianfranco Comincioli (presidente Coldiretti Lombardia).

Nonostante il lavoro portato avanti dalle aziende italiane sul fronte della sostenibilità, le vendite all’estero sono infatti ostacolate da divieti per motivi fitosanitari che nascondono spesso vere e proprie spinte protezionistiche. Sono molti, infatti, i dossier ancora da risolvere per il florovivaismo nazionale. Si va dai problemi con il terriccio naturale nei Paesi islamici, al divieto di ingresso in Turchia, Nord Africa e in Paesi del Medio Oriente con la scusa del punteruolo rosso e della xylella, nonostante le certificazioni che attestano la totale salute delle piante, fino alle altre barriere con gli Usa e la Gran Bretagna, dove non possono entrare alberelli di agrumi se non ornamentali.

Ulteriori problemi, ricorda Coldiretti, stanno venendo dalla logistica, dove le principali società di navigazione scelgono la circumnavigazione dell’Africa, nonostante i problemi a Suez siano risolti, con tempi di navigazione insostenibili per le produzioni florovivaistiche nazionali. Allo stesso tempo, per la confederazione agricola va rafforzata la difesa del prodotto europeo con controlli più rigorosi sull’introduzione di materiale da Paesi Terzi, che non rispettano il principio di reciprocità. L’altra emergenza da affrontare è il fatto che i costi crescenti di materie prime ed energia hanno eroso le entrate dei produttori. Per Coldiretti occorre inoltre contrastare l’applicazione della normativa europea sul packaging che sulla base delle linee guida interpretative sul Regolamento (Ue) n. 2025/40 equipara i vasi agli imballaggi.

Ma il messaggio che arriva da Myplant&Garden è anche quello di andare al di là del ruolo puramente ornamentale del florovivaismo, allargando gli orizzonti rispetto ai benefici sulla salute: un esempio è rappresentato dalle ricerche sul ruolo delle piante da interno per abbattere l’inquinamento, dalle scuole agli ospedali fino agli uffici. Nello stand Coldiretti è stata realizzata una vera e propria “aula della salute”. Uno studio promosso da Coldiretti e Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha dimostrato come l’introduzione nelle scuole di alcune specifiche varietà di piante come Sansevieria, la Chamadorea, Yucca, Ficus e la Schefflera fa crollare di 1/5 le concentrazioni di CO2, mentre sono scese del 15% quelle di polveri sottili pm2,5. Ma ci sono anche numerosi studi che evidenziano il ruolo attivo del verde urbano nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Ok in Milleproroghe a emendamento che velocizza contratti filiera

Ok in Milleproroghe a emendamento che velocizza contratti filiera

Roma, 18 feb. (askanews) – Via libera definitivo all’emendamento al Decreto Milleproroghe che consente di velocizzare l’approvazione dei contratti di filiera e di distretto e di prorogare fino al 31 dicembre 2026 le semplificazioni amministrative per l’erogazione dei contributi pubblici. La norma, promossa dalla senatrice Maria Nocco e firmata da Giovanni Maiorano, parlamentari di Fratelli d’Italia, interviene su un nodo cruciale: evitare che un singolo adempimento formale possa bloccare interi progetti che coinvolgono decine di imprese e milioni di euro di investimenti.

I contratti di filiera rappresentano infatti uno degli strumenti più importanti per lo sviluppo dell’agroalimentare italiano: su questa misura il Governo Meloni ha stanziato complessivamente 4,3 miliardi di euro, destinati a sostenere investimenti strategici, innovazione e aggregazione tra imprese lungo tutta la catena produttiva.

In concreto, almeno fino a fine anno, il Masaf potrà sottoscrivere i contratti di filiera e di distretto rinviando alcuni adempimenti, come le verifiche su DURC e certificazioni antimafia, al momento dell’erogazione effettiva dei finanziamenti, anziché alla fase di approvazione del contratto. Le verifiche restano obbligatorie, ma vengono collocate nel momento in cui si erogano realmente le risorse pubbliche.

“Con questo intervento – spiega Nocco – eliminiamo un ingorgo burocratico che negli ultimi anni ha rallentato o bloccato investimenti strategici per l’agroalimentare italiano. Non è accettabile che un’intera filiera resti ferma perché una sola impresa deve regolarizzare un certificato, magari per una semplice irregolarità formale. Le verifiche antimafia e contributive restano e sono sacrosante, ma devono essere effettuate nel momento corretto: quando si erogano i soldi pubblici, non prima. Così tuteliamo la legalità senza paralizzare lo sviluppo”.

La norma consente infatti di evitare che un’irregolarità temporanea, spesso sanabile in tempi brevi. impedisca la presa di efficacia del contratto, bloccando di fatto tutte le altre aziende coinvolte e impedendo loro di accedere agli stati di avanzamento lavori (SAL) e ai finanziamenti collegati.

“Questa norma – spiega Maiorano – non riduce i controlli, ma li rende più razionali ed efficaci. È una misura di buon senso che accelera gli investimenti senza mettere a rischio un euro di denaro pubblico”. L’emendamento proroga inoltre al 31 dicembre 2026 la possibilità per le pubbliche amministrazioni di rinviare l’esecuzione di determinati adempimenti alla fase del saldo finale dei contributi, contribuendo a snellire ulteriormente le procedure.

Board of Peace, Tajani: domani andrò io a Washington a rappresentare l’Italia come osservatrice

Board of Peace, Tajani: domani andrò io a Washington a rappresentare l’Italia come osservatrice

Roma, 18 feb. (askanews) – Sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani a rappresentare l’Italia, come Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace che si terrà domani a Washington DC (Usa). Lo ha confermato lo stesso ministro da Tirana, in Albania, dove è appena atterrato per partecipare alla Ministeriale per il Corridoio VIII.

“Andrò io a rappresentare l’Italia come osservatrice in questa prima riunione del Board of Peace per essere presenti nel momento in cui si parla e si prendono decisioni per la ricostruzione di Gaza e per il futuro della Palestina”, ha detto il vicepremier all’aeroporto di Tirana.

“L’Italia – ha sottolineato Tajani – è sempre stata protagonista nell’area del Mediterraneo, non possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea” perché “dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto per la costruzione della pace e della stabilità dell’intera area del Medio Oriente. E’ una scelta politica che rispetta la Costituzione della Repubblica”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.

Cinema, ciak per il film “La Valanga” sulla tragedia di Rigopiano

Cinema, ciak per il film “La Valanga” sulla tragedia di Rigopiano

Roma, 18 feb. (askanews) – Sono partite le riprese de “La Valanga”, il film che racconta la tragedia di Rigopiano. Diretto da Elisa Amoruso, con Andrea Lattanzi, Maria Chiara Giannetta, Edoardo Pesce, Barbara Chichiarelli, il film scritto da Leonardo Fasoli e prodotto da CAMFILM, è in arrivo prossimamente solo su Netflix.

Nel cast del film, che verrà girato tra Abruzzo, Lazio e Alto Adige, anche Lorenzo Aloi, Carlotta Gamba, Mario Sgueglia, Pierluigi Gigante, Lorenzo Tamburrino, Selene Caramazza, Francesco Di Leva; 18 gennaio 2017. Un elegante albergo di montagna, circondato dalla neve, diventa il teatro di una tragedia inattesa: una valanga travolge l’hotel Rigopiano, nel cuore dell’Abruzzo, intrappolando 40 persone, tra ospiti e personale, sotto tonnellate di neve. Mentre i sopravvissuti lottano per la loro vita fra le macerie, fuori dall’albergo comincia una corsa contro il tempo per portarli in salvo.

Ingv, a Fiorano Modenese presentazione risultati progetto PROMUD sui vulcani di fango

Ingv, a Fiorano Modenese presentazione risultati progetto PROMUD sui vulcani di fango

Roma, 18 feb. (askanews) – Si svolgerà venerdì 20 febbraio, a partire dalle ore 20:30, l’evento conclusivo di presentazione dei risultati del progetto MT-PROMUD (definizione di un PROtocollo di monitoraggio multidisciplinare per i vulcani di fango-MUD) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Il progetto, si legge in una nota, è finanziato nell’ambito di Pianeta Dinamico 2023-2025 e ha studiato l’attività dei vulcani di fango allo scopo di definire un protocollo di monitoraggio multidisciplinare e di realizzare un modello dell’evoluzione spazio-temporale della loro attività volto a individuare le transizioni da uno stato ordinario a un’eventuale eruzione parossistica, attraverso l’identificazione di precursori. I vulcani di fango sono strutture geologiche generate dalla risalita fluidi freddi (clasti, gas – soprattutto metano e CO2 – idrocarburi e acqua ad elevata salinità) espulsi per sovrapressione, a volte con modalità parossistiche, che costituiscono una seria fonte di rischio ambientale. Molto spesso la loro attività ordinaria dà vita a campi di emissione molto suggestivi con strutture a cono, grifoni e polle che generano affascinanti paesaggi lunari oltre a costituire importanti laboratori naturali a cielo aperto per la ricerca scientifica e le attività di valutazione del rischio. PROMUD è un progetto di carattere fortemente multidisciplinare e ha visto la collaborazione, oltre che dei ricercatori di numerose Sezioni dell’INGV, anche delle Università di Milano Bicocca, Bologna, Siena, Salerno e Palermo.

Il monitoraggio triennale di PROMUD, focalizzato sulle aree di studio delle Salse di Nirano nel modenese e delle Maccalube di Aragona in provincia di Agrigento, ha permesso di registrare eventi straordinari come le variazioni dell’attività dei vulcani di fango in occasione di terremoti, che costituisce una delle questioni più dibattute in questo ambito, e il verificarsi di un parossisma che ha fornito la prima documentazione strumentale multiparametrica al mondo per tale tipologia di evento. L’evento di presentazione dei risultati, organizzato in collaborazione con il Comune di Fiorano Modenese (MO) con un focus sulle Salse di Nirano, si svolgerà presso il Centro culturale Casa Corsini a Fiorano Modenese e sarà aperto al pubblico.

Mattarella presiede il plenum del Csm: occorre rispetto per questa istituzione

Mattarella presiede il plenum del Csm: occorre rispetto per questa istituzione

Roma, 18 feb. (askanews) – E’ iniziato il Plenum del Consiglio superiore della magistratura presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Voglio “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al plenum del Csm.

“”Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha aggiunto il capo dello Stato -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Euro digitale, Cipollone: se passa la legge Ue emissione nel 2029

Euro digitale, Cipollone: se passa la legge Ue emissione nel 2029

Roma, 18 feb. (askanews) – “L’esercizio pilota e le operazioni iniziali” sull’euro digitale potrebbero essere avviati dalla Bce a metà 2027, mentre, posto che il Parlamento Ue approvi la normativa in discussione “ci prefiggiamo di essere pronti a un’eventuale prima emissione dell’euro digitale nel 2029”. Lo afferma Piero Cipollone, componente del direttorio della Bce, nelle slide che sta presentando questa mattina all’Abi, dove viene ospitato in occasione del Comitato esecutivo dell’associazione.

Queste tempistiche programmate si basa appunro “sull’ipotesi di lavoro che i colegislatori dell’UE adottino il regolamento sull’introduzione dell’euro digitale nel corso del 2026”.

Cipollone ha toccato 4 temi chiave: l’avanzamento della preparazione tecnica; l’intensificazione del coinvolgimento degli operatori di mercato e l’individuazione delle possibili sinergie, lo stato avanzamento del progetto pilota e, quarto, lo stato della discussione dal punto di vista legislativo.

Cipollone ha ribadito il parere della Bce, secondo cui l’euro digitale serve a preservare la sovranità e l’autonomia Ue in un quadro globale di crescente digitalizzazione dei pagamenti.

Csm, Mattarella: da capo Stato esorto a rispetto vicendevole

Csm, Mattarella: da capo Stato esorto a rispetto vicendevole

Roma, 18 feb. (askanews) – “Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al plenum del Csm.

“Questa sede”, ha aggiunto il capo dello Stato “rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica”.

Mattarella: occorre rispetto verso Csm da altre istituzioni

Mattarella: occorre rispetto verso Csm da altre istituzioni

Roma, 18 feb. (askanews) – Voglio “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al plenum del Csm.

“Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha aggiunto il capo dello Stato -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.