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Tag: Sanremo 2023

L.elettorale, Meloni vuole sprint. Alleati chiedono garanzie su ‘premio’

L.elettorale, Meloni vuole sprint. Alleati chiedono garanzie su ‘premio’

Roma, 17 feb. (askanews) – Magari non si sono persi in tecnicismi, perché a quelli ci stanno pensando i ‘delegati’ dei vari partiti. Ma d’altra parte il punto da affrontare era tutto politico. E ieri Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi ne hanno parlato durante il vertice di maggioranza convocato per fare un’analisi dei dossier di fine legislatura. E sarà pur vero che la legge elettorale non è materia governativa, ma di certo è tra le priorità che la presidente del Consiglio si è data per questo 2026. Al punto, come ha spiegato, di essere pronta ad approvare la riforma con i soli voti di maggioranza.

Ed è esattamente per questo che prima di mettere ufficialmente le carte in tavola è necessario che si stringa un accordo solido all’interno della coalizione di centrodestra. L’impianto da cui si parte è noto: sistema proporzionale con premio di maggioranza da far scattare per chi supera il 40% (si ragiona anche sul 42%) dei voti. La soglia di sbarramento dovrebbe rimanere al 3% mentre non ci dovrebbe essere l’indicazione del leader della coalizione sulla scheda. C’è poi la questione delle preferenze che piacciono a Meloni e Tajani ma non a Salvini (ma che in molti sono pronti a scommettere non arriveranno mai a tagliare il traguardo).

La presidente del Consiglio avrebbe dato ai suoi l’input di imprimere una accelerazione nella scrittura della proposta e di chiudere gli ultimi dettagli che, come noto, quando si parla della legge elettorale non sono mai solo dettagli. Ma fuori dai tecnicismi l’accordo è da chiudere, appunto, a livello politico. E Giorgia Meloni ieri avrebbe spiegato agli alleati la sua intenzione di non indugiare troppo nel deposito della proposta, di non aspettare la celebrazione del referendum sulla giustizia, ma di avviare la pratica già nelle prossime settimane. E se su questo punto ci sarebbe stato un sostanziale via libera, a inceppare il ragionamento sarebbe però stata la richiesta di ‘garanzie’ da parte degli alleati, in particolare sulle quote attraverso cui verrà distribuito il premio di maggioranza che dovrebbe passare attraverso listini circoscrizionali alla Camera e regionali al Senato.

Secondo quanto viene riferito, infatti, i leader degli altri partiti avrebbero chiesto di decidere sin da ora le percentuali. Non un particolare indifferente, visto che sarebbe il veicolo di ‘compensazione’ per tutti: basti pensare cosa significherebbe per la Lega, che rinuncerebbe ai collegi uninominali, o anche per partiti che non rischiano di superare la soglia come Noi moderati. Da parte di Fratelli d’Italia, tuttavia, c’è una certa reticenza e si sottolinea che certe trattative vanno fatte più avanti. D’altra parte, si cita il precedente del 2022 quando la distribuzione dei collegi uninominali sicuri avvenne sulla base dei sondaggi del momento che alla fine, per esempio, consentirono alla Lega di essere sovradimensionata rispetto ai voti effettivi e a Forza Italia il contrario.

Resta la questione del dialogo con l’opposizione. I più aperti ufficialmente sembrano essere quelli di Azione sebbene Carlo Calenda abbia messo come paletto l’assegnazione di un eventuale premio di maggioranza soltanto alla coalizione che abbia raggiunto almeno il 50% dei consensi. Più difficile il canale tra Fratelli d’Italia e il Pd anche se oggi non è sfuggito il dialogo in pieno Transatlantico alla Camera tra Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione dei meloniani (e grande tessitore della legge elettorale) e la segretaria dem Elly Schlein.

Lione, omicidio Quentin Deranque: arrestate 4 persone, tra cui l’assistente del deputato LFI Arnault

Lione, omicidio Quentin Deranque: arrestate 4 persone, tra cui l’assistente del deputato LFI Arnault

Roma, 17 feb. (askanews) – Le autorità francesi hanno eseguito l’arresto di quattro sospetti per l’omicidio, avvenuto la scorsa settimana, di un attivista di estrema destra. Lo ha dichiarato il procuratore della città di Lione.

Quentin Deranque, 23 anni, è morto dopo aver riportato una grave lesione cerebrale quando è stato aggredito da almeno sei persone a margine di una manifestazione di estrema destra contro un politico di sinistra che interveniva in un’università di Lione.

Una fonte che segue la vicenda ha chiarito che tra le persone fermate per l’omicidio c’è Jacques-Élie Favrot, un assistente di un deputato del partito di estrema sinistra La France Insoumise (LFI) Raphael Arnault. L’episodio di giovedì scorso ha alimentato le tensioni tra estrema destra ed estrema sinistra in vista delle elezioni amministrative di marzo e delle presidenziali del 2027, nelle quali il partito di estrema destra Rassemblement National (RN) è considerato avere finora le migliori possibilità di vittoria.

Su Board per Gaza opposizioni compatte, scontro con Tajani in assenza Meloni

Su Board per Gaza opposizioni compatte, scontro con Tajani in assenza Meloni

Roma, 17 feb. (askanews) – Copione già scritto, dai numeri della maggioranza. L’aula della Camera approva, con 183 sì e 122 voti contrari, la risoluzione di centrodestra con cui si sostiene la scelta del governo Meloni di accogliere l’invito del presidente Donald Trump a far parte del Board of peace come osservatori. A spiegare al Parlamento la presenza dell’Italia alla riunione inaugurale giovedì a Washington è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si ritrova però quasi solo: insieme a lui, tra i banchi del governo, ci sono solamente il ministro della P.A. Paolo Zangrillo e tre sottosegretari in quota Fi, Ferrante, Valentini e Tripodi. Mentre, in tema di politica estera, le opposizioni – e non è scontato – trovano l’unità con una risoluzione comune che chiede che il paese non abbia alcun ruolo in questo organismo per evitare di “legittimare” qualcosa che, sostengono, si colloca fuori dalla Costituzione e dal diritto internazionale. La fotografia per una volta di un campo larghissimo, compresa Azione.

E la segretaria del Pd, ‘testardamente unitaria’, Elly Schlein, decide di intervenire. Lo fa prendendo di mira la premier, che non è in aula ma viene continuamente evocata, le chiede di scegliere “da che parte stare”. L’Italia, dice Schlein, “forte della sua storia, deve difendere le sedi multilaterali, il diritto internazionale”. La verità, affonda, è che “Giorgia Meloni non riesce a dire di no a Donald Trump”. Altro che “pontiera, mediatrice… Si è rivelata una spettatrice. c’è subalternità”. “Degli altri paesi fondatori dell’Ue non ci sarà nessuno, neanche la Germania di Merz” e neanche la “commissione europea”. “State cercando di aggirare un divieto costituzionale giocando con le parole”, sottolinea.

Il dibattito si infuoca quando il ministro, nella sua replica, accusa le opposizioni di non avanzare proposte. Ricorda ai gruppi di minoranza di essersi astenuti “sulla risoluzione per sostenere l’iniziativa di pace messa in campo dagli Stati Uniti per Gaza” mentre Davide Faraone di Iv protesta, richiamato all’ordine dalla presidenza. Piccata è la replica a Riccardo Magi di +Europa che aveva accusato la premier di “aspettare che altri decidano per capire dove è meglio accucciarsi, dove è meglio ripararsi, dove è meglio scodinzolare”. “Noi non andavamo a scodinzolare attorno alla signora Merkel, sottovoce, al bar, per dire: ‘Ci penso io a tenere buoni gli altri’”, dice il ministro riferendosi al governo giallo-verde di Giuseppe Conte. Un vociare accompagna il suo elencare i paesi che faranno parte del Board: “parteciperanno Paesi come la Romania, la Slovacchia, la Croazia, la Grecia e l’Austria…”.

Faraone esprime “solidarietà” al ministro mandato “qui in aula e persino a Washington” da una “presidente Maga” che gli fa “rinnegare una carriera da europeista”, contrariamente alle posizioni di Marina Berlusconi che critica Trump: “qual è la linea di Fi?”. Già il dem Giuseppe Provenzano l’aveva punzecchiato poco prima sullo stesso argomento: “‘Io so che il mondo di Trump non è quello che vorrei per me o per i miei figli’. Lei parla ancora” con la figlia del fondatore di Forza Italia?

Di “incredibile superficialità”, un “discorso vuoto” che “non ha detto nulla sulla natura del board of peace e sul ruolo del nostro Paese”, parla Nicola Fratoianni. E sono scintille sulla Cisgiordania: “Ha detto che è contro le annessioni, ma è successo un fatto nuovo, siamo di fronte ad una azione del governo israeliano e lei non ha avuto il coraggio di pronunciare un giudizio chiaro”. Poi affonda: “guardoni o imbucati il Board of peace è inaccettabile, una privatizzazione immorale del diritto internazionale”. Quanto al voto sulla risoluzione sul piano di pace, “è indecente dire che quel voto è uguale a ciò di cui discutiamo oggi. Quel voto era così perché gli astenuti avevano presentato altre risoluzioni, in cui dicevano ‘sì’ a un piano di pace” di cui “avevamo visto i rischi conclamati di un nuovo colonialismo”.

Non va giù al capogruppo M5S Riccardo Ricciardi l’appunto del ministro alle opposizioni di non aver fatto proposte alternative: “sa cosa avrebbe dovuto fare e non ha fatto? Riconoscere la Palestina, interrompere i rapporti con Israele durante il genocidio, arrestare Netanyahu, non astenersi dalle condanne di genocidio all’Onu e perseguire Israele per aver bombardato la Flotilla. Aveste fatto così, ci sareste anche potuti andare al Board. Ora ci andate in un solo modo: come complici”.

“Il Board of peace non è stato costruito in base alle risoluzioni delle Nazioni Unite, che dicevano molte altre cose, perché questo non è altro che un comitato d’affari che si preoccupa di predisporre i rendering delle nuove infrastrutture, delle spiagge”, dice Ettore Rosato di Azione.

Medio Oriente, 85 paesi (tra cui Italia e UE) condannano l’espansione di Israele in Cisgiordania

Medio Oriente, 85 paesi (tra cui Italia e UE) condannano l’espansione di Israele in Cisgiordania

Roma, 17 feb. (askanews) – Ottantacinque paesi, tra cui l’Italia, e tre organizzazioni internazionali, tra cui l’Unione europea, hanno sottoscritto una dichiarazione di condanna delle “decisioni e misure unilaterali israeliane volte a espandere la presenza illegale israeliana in Cisgiordania”.

“Queste decisioni violano gli obblighi israeliani previsti dal diritto internazionale e devono essere immediatamente revocate. Rimarchiamo a questo riguardo la nostra forte opposizione a qualunque forma di annessione”, recita la dichiarazione diffusa dal rappresentante palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour.

Barilla porta la pasta Al bronzo nei ristoranti con formati per gli chef

Barilla porta la pasta Al bronzo nei ristoranti con formati per gli chef

Milano, 17 feb. (askanews) – Una pasta con un posizionamento “premium” nata per la grande distribuzione che ora entra nelle cucine professionali. Barilla lancia Al Bronzo for professionals, la linea di pasta trafilata al bronzo in formati e confezioni specificamente progettati per il mercato della ristorazione. La vetrina per il lancio è stata il Beer&Food Attraction di Rimini dove l’azienda di Parma ha presentato la nuova linea riconosciuta anche dalla Federazione italiana cuochi.

E’ del 2022 l’arrivo sugli scaffali dei supermercati della pasta trafilata al bronzo Barilla, nel riconoscibile pack rosso di fianco alla tradizionale blue box. Ora a distanza di quattro anni – e una rivisitazione della confezione nel mezzo – il lancio per il foodservice. “Il prodotto ha avuto talmente tanto successo nel pubblico – spiega Marco Gandolfi, associate director Barilla for Professional Food Service – che alcuni chef si sono accorti che era un prodotto perfetto per la loro cucina e quindi hanno cominciato a chiederci: ‘Quand’è che fate un prodotto adatto anche alle esigenze della ristorazione professionale?’”.

Per Al Bronzo for professionals, l’impasto viene estruso attraverso trafile in bronzo micro-incise brevettate, creando una superficie intensamente ruvida che permette al sugo di aderire perfettamente. La linea è stata pensata in formati specifici per il settore, a seconda dei quali sono previste confezioni da un chilo o da tre chili. Nel primo caso ci sono specialità gastronomiche come fusilloni, spaghettoni, spaghetti quadrati e paccheri, mentre le confezioni più grandi sono riservate ai formati di pasta di grande consumo come spaghetti e penne rigate.

Il lancio di Barilla Al Bronzo for Professionals è previsto per marzo, ma il progetto guarda già oltre i confini nazionali. “Lo lanciamo innanzitutto a questa fiera Beer&Food Attraction di Rimini per il mercato Italia – precisa Gandolfi – ma da marzo sarà in vendita non solo in Italia, ma anche in altri Paesi d’Europa e poi da quest’estate addirittura negli Stati Uniti”.

Un’asta per salvare l’archivio di WOW Spazio Fumetto a Milano

Un’asta per salvare l’archivio di WOW Spazio Fumetto a Milano

Milano, 17 feb. (askanews) – 1 aprile 2011: Milano salutava l’apertura di WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata. Nella città in cui oltre 260 editori e migliaia di autori, in oltre un secolo, hanno dato vita a personaggi e testate che hanno fatto la storia della Nona Arte, la Fondazione Franco Fossati ha organizzato convegni, mostre ed eventi, biblioteca e attività didattiche all’interno dello stabile di viale Campania (ex storica fabbrica Motta e già Rimessa ATM) e su tutto il territorio nazionale, a soprattutto attingendo da un archivio incredibile composto da oltre 500.000 pezzi tra tavole originali, pubblicazioni, albi, collezioni complete, rodovetri, opere d’arte e documenti. Dal primo embrione della Fondazione (1996, anno della scomparsa di Franco Fossati) sono stati curati quasi 500 eventi espositivi e oltre mille incontri per circa 1.500.000 visitatori, con numeri sempre crescenti nel museo.

Oggi, dopo che a giugno 2025 lo spazio ha dovuto chiudere a causa della scadenza della concessione e della decisone del Comune di non discuterne un rinnovo, la Fondazione Franco Fossati, grazie alla collaborazione di Finarte, organizza una raccolta fondi attraverso un’asta di oltre 100 tavole originali donate da importanti maestri del fumetto italiano come Airaghi, Alberti, Alessandrini, Ali, Altan, Ambu, Bacilieri, Bianchi, Byonico, Boccanfuso, Breccia, Busticchi, Campinoti, Carnevali, Carra, Cavazzano, Cobetta, Del Vecchio, Denna, Di Vitto, Dossi, Enoch, Frisenda, Gatto, Genzianella, Gerasi, Hurricane, Locahtelli, Lunari, Masala, Salvagno, Silver, Simeoni, Studio Tonin, Suares, Truscia, Turconi, Vercelli, Vorticerosa, Zerocalcare, Ziche.

L’asta si terrà venerdì 27 febbraio presso la sede di Finarte (Via dei Bossi 2, Milano) e on-line su: www.finarte.it. Il ricavato dell’asta sarà devoluto alla Fondazione Franco Fossati (che come noto non potrà partecipare al bando di assegnazione degli spazi che fino allo scorso giugno ospitavano WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano) per salvaguardare l’immenso archivio di oltre 500.000 pezzi tra tavole originali, libri, periodici, rodovetri, manifesti, oggetti, documenti ed edizioni rare di ogni epoca, mentre sta lavorando all’individuazione di una nuova sede per il Museo.

Lo scopo dell’asta è raccogliere i fondi necessari affinché WOW possa continuare a esistere e a resistere. Il catalogo, articolato in oltre cento lotti, propone una panoramica ampia e rappresentativa del fumetto italiano, dalle icone storiche alle voci più influenti della contemporaneità. Tra le opere di maggior rilievo figurano Lupo Alberto n. 421 del 2020 di Silver (Guido Silvestri) al lotto 22, con stima € 2.500 – 4.000, tavola di uno dei personaggi più longevi e riconoscibili del panorama nazionale; Tex al WOW del 2025 di Pasquale Del Vecchio (Lotto 26, stima € 100 – 200), omaggio diretto al Museo e al suo legame con il fumetto popolare italiano; e Enciclopaedia Calcarea: Guida ragionata all’universo di Zerocalcare del 2023 di Zerocalcare (Michele Rech) al lotto 51, (stima € 500 – 1.000), opera capace di restituire con immediatezza l’immaginario di uno degli autori più influenti del fumetto contemporaneo.

Salute, ricerca Iqvia rivela miglioramenti in screening oncologici

Salute, ricerca Iqvia rivela miglioramenti in screening oncologici

Roma, 17 feb. (askanews) – Nel 2025 erano stimati circa 390.000 nuovi casi di tumore in Italia, con lo screening del colon-retto raddoppiato e la mammografia in crescita fino al 50%, in aumento, rispetto al 30% del 2020.

Secondo Iqvia, leader globale nella ricerca clinica, nelle analisi commerciali e nell’intelligence sanitaria per il settore life sciences, questi progressi stanno trasformando profondamente il mondo dell’oncologia: aumentano i pazienti lungo-sopravviventi, si moltiplicano le terapie sequenziali e cresce la complessità dei percorsi di cura, rendendo la governance e l’accesso equo all’innovazione temi centrali.

L’analisi di Iqvia Italia1 evidenzia progressi significativi in ambito oncologico, sottolineando il miglioramento degli esiti clinici grazie alla diffusione degli screening e delle terapie mirate. Questi sviluppi stanno contribuendo a rendere il tumore una malattia più gestibile nel lungo periodo, con tassi di sopravvivenza più elevati e minore mortalità. Pubblicata in occasione del World Cancer Day, l’analisi ribadisce l’importanza di modelli di cura integrati che garantiscano continuità e coordinamento tra specialisti.

La partecipazione agli screening è aumentata in modo significativo, con una crescita rilevante nei programmi per colon-retto e mammella, che ha un impatto diretto sulla diagnosi precoce. Tuttavia, i risultati variano tra le regioni, con esiti migliori laddove i programmi di screening sono strutturati e con alta adesione.

I tassi di sopravvivenza a 5 anni sono migliorati e hanno raggiunto o superato la media europea, come nel tumore della mammella (86%) e nel colon-retto (64,2%, rispetto al 59,8% UE). Trattamenti innovativi come gli inibitori CDK4/6 – che agiscono bloccando proteine coinvolte nella divisione cellulare – e l’immunoterapia, stanno ridefinendo i percorsi di cura, trasformando alcuni tumori in condizioni croniche.

Nel tumore del polmone, le terapie target e l’immunoterapia hanno migliorato significativamente la prognosi, mentre le terapie cellulari offrono nuove possibilità per i linfomi non-Hodgkin.

L’evoluzione dei test dei biomarcatori evidenzia la necessità di garantire un accesso equo e una maggiore integrazione tra diagnostica e decisioni cliniche. Nonostante l’aumento dei test, la medicina di precisione richiede soluzioni organizzative che assicurino appropriatezza e qualità.

Nel complesso, l’analisi IQVIA delinea un panorama oncologico in miglioramento, con riduzione della mortalità e aumento della sopravvivenza. La sfida principale resta garantire una governance efficace dell’innovazione, integrando prevenzione, diagnosi precoce, medicina di precisione e organizzazione dei servizi, così da trasformare i progressi clinici in benefici concreti e accessibili per tutti i pazienti.

Alla luce di questi risultati, il futuro dell’oncologia in Italia appare promettente: i progressi negli screening e nei trattamenti aprono la strada a esiti clinici migliori. Per cogliere appieno questi benefici, è fondamentale colmare le disuguaglianze nell’accesso e garantire che le innovazioni in ambito oncologico siano disponibili a tutta la popolazione. In questo modo sarà possibile trasformare gli avanzamenti clinici in miglioramenti tangibili nella vita dei pazienti oncologici

Migranti, Meloni: faremo rispettare leggi nonostante parte politicizzata toghe

Migranti, Meloni: faremo rispettare leggi nonostante parte politicizzata toghe

Roma, 17 feb. (askanews) – “Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social, commentando la notizia del migrante che ha ottenuto un risarcimento per essere stato inviato in un Cpr in Albania.

Referendum, Nordio “Tafazzi” preoccupa maggioranza e Comitati per Sì

Referendum, Nordio “Tafazzi” preoccupa maggioranza e Comitati per Sì

Roma, 17 feb. (askanews) – A poco più di un mese dall’appuntamento con le urne per il referendum sulla riforma della magistratura i toni della campagna hanno assunto un clima da curva da stadio, alimentato anche dalla riduzione della forbice tra il ‘Sì’ e il ‘No’.

Nelle fila della maggioranza, che ha presentato la riforma, e tra i Comitati per il ‘Sì’, impensieriscono le ultime uscite del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il guardasigilli, in un’intervista al Mattino di Padova, ha affermato che “il sorteggio eliminerà un sistema para-mafioso al Csm”. Parole che hanno scatenato critiche aspre non solo da parte dei sostenitori del ‘No’. Il ministro Salvini, sollecitato sul tema da alcuni cronisti, ha invitato tutti, compreso Nordio, a “evitare aggettivi, attacchi e insulti” e a parlare “del merito perché è necessario che tutti abbiano toni più tranquilli”.

In difesa di Nordio è scesa Matilde Siracusano, sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, che ha definito “ipocrita” chi “finge di scandalizzarsi per le parole del ministro” perché “riproducono fedelmente il contenuto delle dichiarazioni del magistrato Nino Di Matteo, verbo e musa ispiratrice della parte più manettara della sinistra”.

Ma le affermazioni del titolare di via Arenula hanno continuato ad agitare i tanti Comitati di cittadini per il Sì sparsi da Nord a Sud Italia. ‘Off the record’, alcuni si sono detti “preoccupati per gli scivoloni” del ministro che “non fanno altro che spingere gli indecisi a votare per il ‘no’. Alla causa del ‘Sì’ non serve un Nordio-Tafazzi: dovrebbe abbassare il volume”, hanno sottolineato.

Da parte sua, Giuseppe Conte, in campo per bocciare la riforma, ha definito “inaccettabili le uscite degli ultimi giorni del ministro Nordio, serve lucidità”. Sulla crescita dei ‘No’ nei sondaggi, il leader di M5s ne era sicuro, “perchè i cittadini si informano e non ci stanno più ad accettare questo modo di fare. Noi cerchiamo di fargli capire il merito di questa riforma che modifica 7 articoli della Costituzione”.

Milano-Cortina, il trionfo di Ghiotto e compagni 20 anni dopo Torino

Milano-Cortina, il trionfo di Ghiotto e compagni 20 anni dopo Torino

Rho (Mi), 17 feb. (askanews) – L’Italia del pattinaggio d’inseguimento a squadre maschile ha ripetuto 20 anni dopo l’unico oro olimpico in questa specialità di Torino 2006 con una gara, contro gli Stati Uniti, che “non è certo frutto di un miracolo”. Parole di uno dei protagonisti del magico terzetto azzurro, Andrea Giovannini, che evidenzia la radici di un trionfo, nelle gare di velocità, dalle radici profonde. “È veramente figlio del lavoro che è stato impostato e della squadra che è stata creata, perché siamo partiti anni fa che eravamo veramente pochi atleti adesso siamo un gruppo numerosissimo e riusciamo a fare degli allenamenti di grande qualità” e soprattutto il numero dei giovani è aumentato.

Del resto già nei quarti di finale l’Italia aveva fatto registrare il miglior tempo proprio davanti agli Usa. “Oggi – ha detto il leader del terzetto, Davide Ghiotto, che ha riscattato la delusione di due finali senza medaglia a Milano Cortina – è stata un’emozione incredibile. Dopo la delusione dei 10.000 metri, grazie a tutta la squadra che mi ha sopportato e supportato standomi molto vicino, sapevamo che questa gara era molto importante per noi perché ci tenevamo tantissimo dopo la delusione di Pechino dove abbiamo chiuso solo al settimo posto, abbiamo lavorato tanto, infatti nel corso degli anni siamo riusciti a vincere l’europeo e il mondiale”.

“Abbiamo fatto il nostro standogli vicino – ha confermato Michele Malfatti riferendosi a Ghiotto -, però lui è grande campione, quindi non c’erano dubbi sul fatto che avrebbe saputo risollevarsi. Abbiamo cercato di stargli vicino, sapevamo qual’era la nostra forza di squadra quindi abbiamo lavorato su quello e alla fine ha pagato”. Il filo rosso che unisce questo oro con quello di 20 anni fa è fatto da un legamo stretto con i protagonisti di allora, tra tutti Enrico Fabris, penultimo tedoforo alle cerimonia di apertura. “Li avevo visti in tv, ero ancora molto piccolo, non avevo ancora in mente di provare il pattinaggio sul ghiaccio perché vengo dal mondo delle rotelle, però nel corso degli anni ho avuto la possibilità di parlare con loro e sono stati fonte di grande ispirazione e sicuramente il risultato di oggi è merito anche di tutti quei discorsi che abbiamo fatto a tempo addietro” ha confermato Ghiotto.

Archiviata la delusione 10.000, “non vedevo l’ora di tornare in pista per dimostrare il nostro valore di squadra e quindi ero sicuro della mia potenzialità su questa su questa distanza, ma soprattutto della potenzialità che potevamo avere in gruppo” ha continuato Ghiotto che dopo l’arrivo ha abbracciato davanti ai 6.000 tifosi dell’ovale di Rho. “In quell’abbraccio c’erano più di 200 giorni lontani da casa e anche quando si è a casa purtroppo noi sportivi siamo sempre molto ligi al nostro dovere quindi spesso dobbiamo comunque allenarci anche se farebbe ogni tanto comodo stare a casa un po’ di più con i nostri figli e lì in quell’abbraccio c’era lo sciogliersi, il ricordare tutte le giornate, il percorso fatto fino a qui e quindi tanta c’era gioia” ha concluso.