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Tag: Sanremo 2023

Dl sicurezza, al via da martedì in Senato. Iter in salita

Dl sicurezza, al via da martedì in Senato. Iter in salita

Roma, 26 feb. (askanews) – Il decreto sicurezza, varato dal governo il 5 febbraio scorso dopo una lunghissima gestazione e giunto alla firma del Capo dello Stato solo due giorni fa, inizierà martedì prossimo il suo iter in commissione Affari costituzionali del Senato.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, interpellato a margine del Consiglio dei ministri di oggi, ha tenuto a sottolineare che non è stata fatta “nessuna modifica sostanziale” rispetto al testo approvato dal Cdm. Ma il percorso si annuncia in salita, per misure che sono state al centro del dibattito e dello scontro politico tra maggioranza e opposizione. E soprattutto al centro del derby sulla sicurezza tra Fdi e Lega. Tra qualche giorno, il 4 o 5 marzo, irromperà inoltre il ‘pacchetto alla nazione’ di Roberto Vannacci ‘offerto’, spiega Edoardo Ziello, ai “senatori che vorranno accogliere in emendamenti” la ricetta della destra più a destra del centrodestra.

In occasione della prima seduta della commissione, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere proposto un giro di audizioni oltre a procedere alla nomina del relatore. Non è escluso, viene riferito, che sia comunque fissato a stretto giro il termine per gli emendamenti.

Sotto i riflettori il cosiddetto ‘scudo penale’ per le forze dell’ordine e il fermo preventivo in occasione di manifestazioni. La prima misura prevede, in caso di notizia di reato, che non vi sia l’iscrizione nel registro degli indagati della persona verso cui emergano indizi a carico se appaia “evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione”. Il pubblico ministero quindi procederà “all’annotazione preliminare, in separato modello, del nome della persona cui è attribuito il fatto medesimo” ed entro trenta giorni dovrà assumere le sue determinazioni: archiviazione o iscrizione nel registro degli indagati (se riterrà necessario procedere a ulteriori accertamenti, “provvede senza ritardo e comunque entro centoventi giorni”). Dopo la moral suasion del Quirinale, la norma è diventata erga omnes e riguarda tutti i cittadini e non solo le forze dell’ordine.

L’articolo 7 (Disposizioni a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica) contiene il discusso fermo preventivo legato a manifestazioni, sit in, proteste che inizialmente il governo aveva ipotizzato fino a 24 ore: questo può essere disposto per “non oltre 12 ore” in presenza di un “attuale” pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Secondo l’ultima versione del provvedimento, possono essere trattenute “persone” sulla base di “elementi di fatto”, “anche” valutando sulla base del “possesso” di oggetti o materiali ‘sospetti’ o in merito alla “rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni” e se sussista un “fondato motivo di ritenere” che si possano porre in essere condotte di “concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”. Ne viene data “immediata” notizia al Pm il quale, se riconosce che le condizioni non ricorrono “ordina il rilascio”.

Sempre in tema di manifestazioni, si interviene depenalizzando il reato di mancato preavviso al Questore ma schizzano le sanzioni, da mille fino a 10mila euro per i promotori anche “tramite reti, piattaforme e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico o privato, ovvero tramite gruppi chiusi di utenti”. Incrementi di simile entità pure per chi non osserva le prescrizione dell’autorità (sanzione massima a 12mila euro) e per chi non rispetta le limitazioni poste alla circolazione o cambia itinerario (fino a 10mila euro), per chi “turba il pacifico svolgimento di una riunione in luogo pubblico o il regolare espletamento del relativo servizio di ordine e sicurezza pubblica” fino a 3mila euro, che salgono a 10mila euro per chi nasconde il proprio volto. Per arrivare a una sanzione massima di 20mila euro nell’ipotesi di “disobbedienza all’ordine di scioglimento” della riunione o dell’assembramento.

In vigore inoltre il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico. Lo può disporre il giudice per i condannati per alcuni reati (dall’attentato per finalità terroristiche all’attentato alla sicurezza dei trasporti). Il questore può prescrivere l’obbligo di comparire nel giorno dello svolgimento della riunione o manifestazione.

Manca la cauzione a carico dei promotori delle manifestazioni, sponsorizzata dal vicepremier Matteo Salvini, il quale ha però annunciato che la Lega porterà la misura “in Parlamento”.

Viene esteso il Daspo urbano a coloro che sono “denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti, per reati per cui è previsto l’arresto in flagranza, commessi in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico” e introdotto l’arresto in flagranza differita per chi ha commesso reato di danneggiamento.

Si passa poi alle baby gang e ai coltelli. Viene previsto il carcere da sei mesi a tre anni per tutti coloro che “senza giustificato motivo”, portano fuori dalla propria “abitazione”, strumenti “dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto” (cinque centimetri se a scatto o a ‘farfalla’). Ma in caso di minori, ai genitori o chi esercita la potestà genitoriale viene applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro”. Per i venditori che infrangono la legge, ci sono multe salate fino alla sospensione dell’attività.

Arrivano poi le zone a vigilanza rafforzata: il prefetto per un periodo massimo di 6 mesi (rinnovabili fino a 18 mesi) può individuare specifiche zone ‘rosse’, come le cosiddette piazze di spaccio, in relazione alle quali è disposto l’allontanamento di soggetti “denunciati negli ultimi cinque anni” (in materia di stupefacenti, delitti non colposi contro la persona e il patrimonio, per strumenti atti ad offendere) in caso di “comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti”. Nel testo pure la confisca “obbligatoria” dei veicoli e mezzi usati per l’attività di spaccio.

Tra le misure del provvedimento sono rimasti nel testo tre articoli sui migranti (il pacchetto che contiene il ‘blocco navale’ è stato inserito in un ddl ad hoc in attesa di essere trasmesso in Parlamento): dall’estensione dell’obbligo di cooperazione ai fini dell’accertamento dell’identità anche allo straniero “detenuto o internato” all’estensione fino a tutto il 2028 delle deroghe per il potenziamento della rete dei centri di accoglienza e dei Cpr oltre alla semplificazione delle modalità di notifica degli atti ai richiedenti protezione internazionale e dispozioni in materia di respingimento alla frontiera, espulsione e rimpatrio.

Del pacchetto sicurezza fa parte anche un ddl, varato contestualmente al decreto, che dovrebbe essere trasmesso alla Camera ma che ancora manca all’appello.

Intesa by night, poi nodo proponenti. Centrodestra deposita ‘sua’ legge elettorale

Intesa by night, poi nodo proponenti. Centrodestra deposita ‘sua’ legge elettorale

Roma, 26 feb. (askanews) – Se si prendesse per buono il poco che è stato possibile vedere e raccontare in questi mesi, tutto sommato si potrebbe pensare che si è trattato di una gestazione veloce. Ma che le cose non stiano così, lo dimostra in fondo l’ultima trattativa, quella che si è sbloccata solo nella notte e che per tutta la giornata di oggi è sembrata ballare su particolari che, almeno apparentemente, sono residuali. Dunque il centrodestra ha depositato la sua proposta di legge elettorale, un proporzionale con premio di maggioranza per chi supera il 40%. C’è anche già chi, provando ad anticipare un lavoro che di solito spetta ai media, prova a ribattezzarla ‘Stabilicum’. Un nome che piace a Forza Italia, meno agli alleati ma che riflette l’idea – almeno quella – su cui tutti sono d’accordo. Ovvero, come si legge nella premessa che accompagna l’articolato, che votando con l’attuale Rosatellum sarebbe stato troppo alto il rischio di non avere maggioranze chiare e che dunque ci fosse la necessità di un sistema in grado di “coniugare pluralismo politico e stabilità istituzionale nel rispetto dei principi costituzionali”.

L’ultima trattativa, andata avanti fino a tarda sera ieri a via della Scrofa, si è giocata di fatto su quattro punti. Il primo: le preferenze, care a Fratelli d’Italia non a Lega e Fi. Alla fine non ci saranno, ma i meloniani sono pronti a riproporle con un emendamento. Ci sarà invece il ballottaggio, previsto nel caso in cui nessuno raggiungesse la soglia del 40%. Su questo, di fatto, l’hanno avuta vinta i padroni di casa, spingendo gli alleati a mettere da parte le loro perplessità anche in virtù del fatto che, in un sistema bipolare, si tratta di fatto di una possibilità “eventuale”. Altro punto, la grandezza dei collegi che, alla fine, rimarrà invariata. Ultimo nodo, ma il più consistente politicamente, la richiesta di Lega e Forza Italia di stabilire sin da ora con quali quote sarà distribuito il premio, che la legge prevede nel numero di 70 deputati e 35 senatori, da assegnare attraverso un listino. Se ne parlerà più avanti, come da richiesta di Fdi che, in quanto partito più grande della coalizione, sarà naturalmente destinato a mostrare generosità.

Il via libera definitivo all’intesa, tuttavia, è arrivato solo a notte inoltrata giacché non tutti gli sherpa seduti al tavolo (Giovanni Donzelli e Angelo Rossi per i meloniani, Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio per Fi, Roberto Calderoli e Andrea Paganella per la Lega oltre ad Alessandro Colucci di Noi moderati) sono riusciti a contattare immediatamente i rispettivi leader per avere l’imprimatur.

Chiuso l’accordo, tuttavia, ci sono volute ore prima che il testo venisse depositato nel primo pomeriggio in Senato e, qualche ora dopo, alla Camera (dove comunque l’iter prenderà il via). E non è stato solo per una questione di drafting. A un certo punto, infatti, il grande tema è stato quello delle firme dei presentatori. L’opzione più logica sin da subito è sembrata quella di far sottoscrivere la proposta ai capigruppo. Tra i leghisti, soprattutto a Montecitorio, questa scelta avrebbe sollevato però più di una perplessità. Lo stesso Riccardo Molinari, raccontano, si sarebbe deciso soltanto dopo essersi preso dell’extra time per leggere personalmente il testo. Alle loro firme, in entrambi i rami del Parlamento, si sono poi anche aggiunte quelle dei capigruppo nelle commissioni Affari costituzionali. Dove, per inciso, non siede nessuno degli emissari che ha materialmente curato la pratica dell’estensione della riforma. Facile aspettarsi che qualcuno si sposti per seguire il provvedimento nei prossimi mesi.

Adesso, resta il tema del dialogo da far partire con le opposizioni che, peraltro, hanno già parlato di proposta “irricevibile”. “Sorrido – afferma Donzelli – a leggere le opposizioni che criticano la legge elettorale prima ancora che sia depositata, come quando criticano a luglio la finanziaria che viene depositata a ottobre. Questo dimostra che è una critica preconcetta. Dopo che avremo depositato il testo saremo pronti a dialogare con chiunque per migliorarlo”.

Ma bisogna spiegare la legge elettorale anche ai vari deputati e senatori in carica che hanno come interesse principale quello di capire quante chance hanno, o meno, di rielezione con l’eventuale nuovo sistema. Fratelli d’Italia si è già attrezzata: per martedì 3 e mercoledì 4 – rispettivamente a palazzo Madama e a Montecitorio – è già stata fissata una riunione dei gruppi con i due sherpa meloniani per spiegare le nuove regole del gioco.

Sanremo, la terza serata del Festival: la finale dei giovani e 15 big in gara

Sanremo, la terza serata del Festival: la finale dei giovani e 15 big in gara

Sanremo, 26 feb. (askanews) – Terza serata del Festival di Sanremo 2026, con la finale dei giovani delle Nuove Prooste tra Angelica Bove e Nicolò Filippucci che apre la kermesse e le canzoni di 15 big. Co-conduttrice con Carlo Conti e Laura Pausini la super top model russa Irina Shayk. A chi in conferenza stampa gli chiedeva un commento, viste le sue origini, sulla pace, tema che sarà portato sul palco in questa serata, la top model ha detto: “Non faccio nessun commento politico, perché sono qui per celebrare l’amore, la musica e lo stare insieme”. Questa sera, infatti si parla di pace con Laura Pausini e “uno straordinario momento di spettacolo con Heal the World, brano di Michael Jackson” insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano.

Ci saranno anche l’attore Fabio De Luigi e Virginia Raffaele. Momento clou l’interpretazione di Eros Ramazzotti e Alicia Keys, per la prima volta con il brano “Aurora” in italiano. Questa sera è assegnato anche il Premio Mia Martini e il Premio Sala Stampa assegnato dalla sala Lucio Dalla.

Caso Almasri piomba su campagna referendum, Nordio (e centrodestra) contro toghe

Caso Almasri piomba su campagna referendum, Nordio (e centrodestra) contro toghe

Roma, 26 feb. (askanews) – Il caso Almasri irrompe nella campagna referendaria. Oggi è stato notificato l’avviso di chiusura indagini a Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, indagata per false informazioni al pubblico ministero in relazione all’inchiesta sulla mancata consegna di Almasri alla Corte penale internazionale.

“Assolutamente serena, e senza condizionamenti, continuerò a lavorare con senso di responsabilità”, ha scritto Bartolozzi in una nota, seguita a strettissimo giro da una dichiarazione del ministro Guardasigilli, che nel ribadire la sua fiducia solleva dubbi sull’operato degli inquirenti. “Avuta notizia dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti della dottoressa Bartolozzi, esprimo ancora una volta la mia massima e incondizionata fiducia sull’operato della medesima e la mia umana vicinanza rispetto ad una iniziativa sulla cui tempistica rimango perplesso”, afferma Nordio. Che poi aggiunge: “Naturalmente il mio capo di Gabinetto continuerà, con ancora maggiore motivazione, ad affiancare la mia opera di riforma”.

Parole che danno il via a una ‘batteria’ di comunicati e dichiarazioni del centrodestra, tutti sullo stesso tenore. “Esterrefatto” con “un eufemismo” si dice Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato. “Quando si dice il referendum non è politico e che non dobbiamo politicizzare – accusa – io mi chiedo chi politicizza il referendum con un cronoprogramma di questa natura”. Di “un caso di tempistica ad orologeria che non ci lascia sorpresi”, parla il senatore di Fratelli d’Italia Sandro Sisler, vicepresidente della Commissione Giustizia, mentre sul “tempismo perfetto” ironizza il deputato di Forza Italia Enrico Costa: “Dalla campagna referendaria nelle Procure, alle Procure nella campagna referendaria”, aggiunge. Stessa lettura anche dalla Lega: “Una coincidenza – per il senatore del Carroccio Gianluca Cantalamessa – che merita più di una riflessione sulla scelta temporale e sul conseguente impatto che simili decisioni possono avere sul dibattito pubblico e sul confronto democratico. Insomma non vorrei che, come diceva Andreotti, ‘A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca’”.

Al centrodestra replicano le opposizioni. “Le dichiarazioni del ministro Nordio sulla vicenda che riguarda la sua capo di Gabinetto Bartolozzi rappresentano l’ennesimo grave attacco e tentativo di ingerenza nei confronti della magistratura” per il Dem Federico Gianassi, secondo cui “è ora di dire basta a questo attacco grossolano e continuo contro la magistratura. I giudici devono essere liberi e autonomi dal potere politico e il Governo non può pretendere che sia altrimenti. Anche per questo votiamo No”. “Se non fosse ancora chiaro qual è l’obiettivo della riforma costituzionale del ministro Nordio, il suo commento sulla vicenda giudiziaria del suo capo di gabinetto Bartolozzi è una ulteriore spiegazione: Nordio e tutto il suo governo non tollerano che la magistratura eserciti il controllo di legalità su tutti, senza distinzione tra cittadini comuni e esponenti del potere. La riforma serve a fare in modo che la politica possa legare le mani al potere giudiziario”, affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato.

La chiusura delle indagini arriva a pochi giorni dalla data in cui, mercoledì prossimo, l’Ufficio di Presidenza della Camera dovrà deliberare sulla richiesta di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta nei confronti della procura di Roma e del Tribunale dei ministri proprio per la vicenda Bartolozzi. La tesi del centrodestra, sostenuta anche da un parere approvato a maggioranza dalla Giunta per le autorizzazioni, è che la capo di gabinetto del ministero della Giustizia doveva essere inclusa nel procedimento che vedeva indagati a vario titolo i ministri Nordio e Piantedosi e, in concorso, il sottosegretario Mantovano, in modo da essere tutelata dalla stessa richiesta di autorizzazione a procedere che tutela i componenti del governo e che infatti è stata respinta dalla Camera a ottobre. “Sono trascorsi mesi e nulla è avvenuto, ora, con un meccanismo collaudato, sopraggiunge questa notifica, in piena campagna referendaria”, nota Dario Iaia (Fdi) che in Giunta ha seguito il caso. “È chiaro – aggiunge – che continuano ad essere legittimi i dubbi di chi si interroga sulla oggettività e imparzialità di quella parte della magistratura militante che sta facendo del quesito referendario una battaglia per la vita”.

Legge elettorale, la maggioranza deposita il suo testoin Parlamento. Schlein: inaccettabile

Legge elettorale, la maggioranza deposita il suo testoin Parlamento. Schlein: inaccettabile

Roma, 26 feb. (askanews) – E’ stata depositata oggi a firma dei capigruppo di maggioranza alla Camera e al Senato una proposta di alcune modifiche all’attuale legge elettorale.

La proposta di stampo proporzionale, partendo dall’attuale Rosatellum, in ossequio ai dettami delle sentenze 1 del 2014 e la 35 del 2017 della Corte Costituzionale – si legge in una nota – prevede un premio di governabilità che possa agevolare sia la stabilità che la rappresentatività. Il premio di settanta deputati e trentacinque senatori, con nomi presentati sulla scheda nello spazio riservato alla coalizione, è suddiviso su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato. Tale premio viene interamente attribuito solo se la coalizione arrivata prima supera il quaranta per cento dei consensi. Nel caso in cui non ci sia il raggiungimento di tale soglia, si attiverà una distribuzione proporzionale. Nel caso invece in cui entrambe le coalizioni arrivate prima e seconda siano tra il trentacinque e il quaranta percento la proposta di legge depositata prevede il ballottaggio. A tutela delle opposizioni, in nessun caso la maggioranza potrà superare il sessanta per cento degli eletti. Ciascuna coalizione, inoltre, dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al Presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio. Nessuna variazione è prevista per le dimensioni delle attuali circoscrizioni e degli attuali collegi plurinominali e proporzionali, nessuna variazione è prevista nemmeno per l’attuale soglia di accesso del tre per cento.

“Siamo disponibili a un confronto con tutte le forze politiche per proposte migliorative che abbiano la condivisa finalità di garantire la rappresentatività della volontà dell’elettore e la possibilità di dare maggioranze stabili a chiunque vinca le elezioni”, commentano i presentatori della legge.

Il centrodestra si occupa di legge elettorale perché teme “l’esito referendario”, il Pd aspetta di leggere un testo ma dalle indiscrezioni trapelano “elementi che per noi sarebbero inaccettabili”, ha commentato la segretaria democratica Elly Schlein a margine di una iniziativa.

Il premio di maggioranza, in particolare, così come sarebbe stato immaginato, rischia di essere “troppo distorsivo della rappresentanza”. “Questa accelerazione – ha detto Schlein – evidentemente è il frutto della preoccupazione per l’esito referendario. La fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere”. Previsti “premi alti e senza limiti che rischiano di consegnare a chi vince le elezioni, anche la possibilità di eleggere da soli il presidente della Repubblica. Elementi che sarebbero per noi inaccettabili”. “Quando ho appreso che questa notte c’è stato un vertice tra le forze di maggioranza, speravamo fosse sui salari, sul calo della produzione industriale… Invece no, era sulla legge elettorale, per garantire sé stessi” ha chiosato Schlein.

Epstein files, Hillary Clinton davanti alla Commissione: fate testimoniare Trump sotto giuramento

Epstein files, Hillary Clinton davanti alla Commissione: fate testimoniare Trump sotto giuramento

Roma, 26 feb. (askanews) – Hillary Clinton ha preso le distanze da Jeffrey Epstein, l’ex finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 in attesa del processo, e ha chiesto che il presidente Donald Trump sia chiamato a render conto sotto giuramento delle “decine di migliaia di volte in cui appare” nella mole enorme di documenti diffusi sul caso dal Dipartimento di Giustizia.

Nel giorno della sua testimonianza a porte chiuse alla commissione Oversight della Camera che sta indagando sul caso, l’ex segretaria di Stato ha sostenuto che “non ricorda di avere mai incontrato” Epstein, che non ha “mai volato a bordo del suo aereo né visitato la sua isola, le sue case o uffici” e che, come sostenuto in una dichiarazione presentata alla commissione stessa il 13 gennaio scorso, “non aveva alcuna idea delle attività criminali o delle inchieste riguardanti” Esptein o Ghislaine Maxwell, che lo aiutò a reclutare vittime e che ora si trova in carcere.

Secondo l’ex first lady, “la commissione ha giustificato il suo mandato di comparizione nei miei confronti basandosi sulla sua supposizione che io abbia informazioni riguardanti le indagini sulle attività criminali” di Epstein e Maxwell. “Lasciate che sia il più chiara possibile. Io non le ho”, ha aggiunto, sostenendo che “come ogni persona decente, sono rimasta inorridita da quanto abbiamo appreso sui loro crimini”.

La moglie dell’ex presidente Bill Clinton, chiamato a testimoniare domani, ha poi criticato le modalità di lavoro della commissione e chiesto che venga garantita la pubblicazione totale dei file, proteggendo le vittime, a suo giudizio abbandonate dall’amministrazione in carica, “non gli uomini potenti e gli alleati politici”.

Clinton ha anche suggerito di obbligare a presentarsi “chiunque abbia chiesto in quale notte ci sarebbe stato un ‘party selvaggio’ sull’isola di Epstein” e di chiedere ai procuratori di NY e della Florida perché non siano stati più severi con l’ex finanziere e perché non abbiano perseguito altre persone potenzialmente coinvolte.

Vino, Montebamboli: un nuovo concetto della Costa Toscana vista dall’alto

Vino, Montebamboli: un nuovo concetto della Costa Toscana vista dall’alto

Milano, 26 feb. (askanews) – Montebamboli rappresenta la nuova interpretazione della Costa Toscana firmata dalla famiglia Moretti: un progetto di vigneto a 400 metri di altitudine, immerso nel Parco naturale dei Montioni (Massa Marittima), con l’obiettivo dichiarato di rileggere il territorio dal punto di vista climatico, agronomico ed enologico attraverso tre vini in purezza.

L’idea nasce da oltre venticinque anni di osservazioni dell’imprenditore Vittorio Moretti, che individuò in questa porzione di Colline Metallifere un potenziale diverso rispetto alle aree vitate più vicine al mare, fino ad arrivare ad acquistare e piantare le vigne a partire dal 2005. A raccogliere quell’intuizione e a trasformarla in un progetto compiuto c’è il Master of Wine Andrea Lonardi, con una premessa chiara: non aderire a un modello stilistico già codificato ma partire dalle condizioni concrete dei vigneti in quota per costruire una chiave di lettura contemporanea e coerente con il luogo, una nuova narrazione della Costa Toscana, vista dall’alto e letta attraverso una viticoltura di montagna affacciata sul mare. Un balcone naturale affacciato sul Tirreno, una magnifica terrazza che domina la costa, le isole e i golfi.

‘La Costa Toscana è una delle zone più nascoste e meno studiate di quello che c’è oggi in Italia nel vino. Questo territorio ha due anime, l’animo bordolese per il quale Vittorio Moretti è arrivato 25 anni fa e un animo molto più ancestrale che è quello che identifica la posizione geografica della costa toscana’ spiega Lonardi, parlando di Montebamboli come di ‘un posto unico a 400 metri sul livello del mare, un balcone sul Mediterraneo dal quale si vedono cinque grandi golfi e molte isole come l’Elba, Cerboli, Montecristo e nei giorni migliori anche la Corsica e Punta Ala’.

Il contesto naturale è uno dei parchi più estesi e continui della costa, circa 7.000 ettari di macchia mediterranea con lecci, alte querce da sughero, ginestre e corbezzoli, affacciati sulla Val di Cornia e a circa 10 chilometri dalla costa tirrenica. Una zona particolarmente ventilata, con una piovosità media annua attorno ai 700 millimetri, che registra temperature più fresche e meno estreme rispetto alla fascia litoranea, con un incremento medio delle piogge, nel triennio 2022-2024, di circa il 50% rispetto a Petra, la celebre Cantina di Suvereto del gruppo Terra Moretti dove le uve di Montebamboli vengono vinificate. Ne deriva un microclima che rallenta la maturazione, dilata la stagione vegetativa e condiziona direttamente la gestione agronomica.

‘Come dicono gli americani, c’è un soul che era quello di voler creare con Petra questo grande Taglio Bordolese, che oggi si è affermato perché quello prodotto qui è internazionalmente riconosciuto come la sua versione mediterranea, e un soul ancestrale che volevamo far rinascere’ prosegue Lonardi, aggiungendo che ‘quest’anno abbiamo dato vita a questa grande essenza di appartenenza al Mediterraneo, con vini da monovitigno, che hanno un approccio viticolo ed enologico diverso. A Petra – evidenzia – ci sono dei suoli calcari bellissimi, delle argille da flysch a palombini, e a Montebamboli ci sono delle brecce che arrivano dalle colline metallifere. Queste differenze cambiano completamente il peso e la concentrazione aromatica del vino: Petra è la prima azienda che parla di questo doppio animo della Costa Toscana, sentiamo che questa è una leadership che abbiamo voluto e per questo siamo al lavoro anche per sistemare l’aspetto della Denominazione della Costa Toscana’.

La Cantina riassume il timbro di questo areale con quattro parole chiave: ‘luminosità, essenzialità, tensione, immediatezza’, legandole a ‘leggerezza del colore, frutto luminoso, note ematiche e tannino fine’ come espressione di una costa mediterranea in quota. ‘La costa toscana appartiene a un golfo che i francesi si sono portati a casa creando una Denominazione che si chiama Cote de la Méditerranée’ rimarca il MW, aggiungendo che ‘quel mare, che parte dal Priorato (la Denominazione di Tarragona in Spagna, ndr) e arriva fino a Capalbio, è un grandissimo golfo dove in mezzo ci sono la Sardegna e la Corsica e dove ci sono due varietà che sono presenti ovunque e che cambiano il loro nome in funzione del territorio di appartenenza: la Grenache, che è la più piantata, nel Priorato la chiamano Garnacia, in Sardegna Cannonau, sulla costa toscana l’hanno chiamata Licante Boucher ma il nome originale sarebbe Licante. La seconda varietà che appartiene a questo golfo del Mediterraneo è il Vermentino, che in Liguria prende il nome di Pigato, nel sud della Francia Rolle e nelle Baleari ha un cugino strettissimo che chiamano Malvasia. Ma qui non potevamo non portare a casa quello che è oggi il vino che più di ogni altro si sta affermando sulla Costa Toscana, che è il Cabernet Franc. Un vitigno – prosegue Lonardi – che non è una moda ma è un altro fattore che determina la natura di questo territorio, come per tutte le zone di influenza marina a taglio bordolese: la parte Nord di Bordeaux, la Loira (dove ci sono i miei Cabernet Franc di riferimento), Long Island che ha creato un distretto interessantissimo, e il Cile. A Montebamboli – chiosa – non poteva che nascere un Cabernet Franc molto diverso da quello che siamo abituati ad assaggiare sulla costa toscana: molto più leggero, molto più piacevole, ma con una fittezza aromatica e una precisione a livello tannico davvero particolari’.

Ecco quindi i tre monovarietali da vigne allevate a cordone speronato, uve raccolte manualmente, selezione dei grappoli e selezione ottica degli acini, affinamenti brevi e focus su pulizia, verticalità e freschezza in grado di raccontare al meglio e in modo assolutamente contemporaneo questa ‘costa toscana di montagna’. Vini agili, succosi, dinamici, sapidi e ferrosi, piacevolissimi e dalla grande duttilità gastronomica. Il ‘Toscana rosso Igt Grenache 2024’ viene da un vigneto di 22 anni esposto a Sud-Est vendemmiato a fine settembre. Vinificato in tank aperti, con una quota di grappolo intero tra il 20 e il 30%, viene fatto poi macerare per circa venti giorni, con un modello di estrazione ‘soffice’, basato su rimontaggi ridotti, e temperature di fermentazione tra 20 e 25 gradi. L’affinamento avviene in cemento per sei-nove mesi, cui seguono altri sei mesi in bottiglia.

Il ‘Maremma Toscana Doc Vermentino 2025’ da piante con un’età media di 10 anni e un’esposizione a Sud-Est, che nasce dai grappoli più ombreggiati raccolti in leggero anticipo tra fine agosto e i primi di settembre e poi sottoposti a pressatura a grappolo intero. La fermentazione si svolge per il 70% in acciaio e per il restante 30% in barrique di primo passaggio, e infine le due frazioni restano sulle fecce fini per sei mesi, con batonage periodici. Il ‘Toscana rosso Igt Cabernet Franc 2024’ nasce dalla selezione di due vigneti: uno esposto a Sud, con 21 anni di età, e uno esposto a Ovest, di 10 anni. La vendemmia è programmata nella seconda decade di settembre, poi gli acini interi sono trasferiti nei tini per gravità, mentre circa il 15% delle uve, costituite dai grappoli migliori e più maturi, viene introdotto a grappolo intero in serbatoi di fermentazione di acciaio inox da 7,5 t., a una temperatura compresa tra 22 e 26 gradi. Estrazione delicata, basata su rimontaggi molto brevi e poco invasivi, seguita da circa venti giorni di macerazione a caldo sulle bucce. Quindi il 50% del vino matura per dieci mesi in barrique di rovere francese di primo passaggio, e il restante sosta in cemento. Dopo l’assemblaggio, la massa complessiva riposa per altri quattro mesi in cemento prima dell’imbottigliamento, seguito da un ulteriore affinamento di sei mesi in vetro.

Nella visione di Lonardi e del gruppo Terra Moretti, vitigni simbolo del bacino mediterraneo come Vermentino, Cabernet Franc e Grenache sono così tre strumenti per restituire una lettura non scontata del terroir di questa inedita ‘vigna di bosco affacciata sul mare’. (Alessandro Pestalozza)

Torna In auction for smiles, asta benefica di vini di Operation smile Italia

Torna In auction for smiles, asta benefica di vini di Operation smile Italia

Milano, 26 feb. (askanews) – Torna l’asta benefica di vini pregiati promossa dalla Fondazione Operation Smile Italia. L’appuntamento con “In Auction for Smiles” è per giovedì 5 marzo alle 19 a A Villa Blanc, sede della Luiss Business School che quest’anno sostiene l’iniziativa. Scopo della serata è una raccolta fondi, supportata da oltre 70 aziende vitivinicole, per sostenere i programmi medici internazionali di Operation Smile per l’assistenza medica e chirurgica a chi nasce con malformazioni del volto come le labiopalatoschisi nei Paesi a basso e medio reddito.

Numerose le donazioni di pregiate etichette, da battere all’asta durante la serata, che con la loro rinnovata partecipazione mantengono, come nelle edizioni precedenti, un elevato standard. “Ogni bottiglia donata rappresenta molto più di un’eccellenza enologica: è un gesto di fiducia e di responsabilità verso i nostri pazienti – dichiara Marcella Bianco, direttore generale della Fondazione Operation Smile Italia – Grazie alla vicinanza di aziende, partner e sostenitori, possiamo continuare a portare avanti programmi chirurgici e di formazione nei Paesi in cui operiamo, contribuendo a costruire sistemi sanitari più sostenibili e garantendo cure sicure e di qualità a chi ne ha più bisogno”.

L’asta di vini pregiati, curata da Gelasio Gaetani, scrittore ed esperto di vini, e battuta da Pier Matteo Carnaroli, vedrà protagonisti intenditori, collezionisti e appassionati che potranno aggiudicarsi lotti esclusivi, contribuendo ai programmi medici di Operation Smile. Tra le bottiglie più prestigiose spiccano una Magnum di Gabiano Riserva DOC 2020 numerata edizione limitata con etichetta d’arte del Maestro Maurizio Cattelan, una Magnum di Sassicaia 2022 di Tenuta San Guido generosamente donata da Raimondo Romani, titolare della prima casa d’aste italiana di vino, direttamente dalla sua collezione personale e due Magnum donate dalla Cantina Bastianich, tra le new entry di quest’anno.

Turismo, Wizz Air e la Spagna ancora insieme: 2,2 milioni di posti

Turismo, Wizz Air e la Spagna ancora insieme: 2,2 milioni di posti

Roma, 26 feb. (askanews) – Wizz Air, la seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato, e l’Ente Spagnolo del Turismo hanno presentato oggi a Roma i piani di espansione verso la Spagna per la stagione estiva 2026. Dopo il successo della tappa milanese, l’incontro capitolino ha celebrato il profondo legame storico e culturale che unisce la romanità allo spirito iberico, confermando la base di Fiumicino come porta d’accesso privilegiata per i flussi turistici tra le due nazioni.

L’evento, un media breakfast tenutosi in una location simbolo dell’abbraccio tra le due culture, la sede dell’Ufficio Spagnolo del Turismo proprio in Piazza di Spagna, ha offerto l’occasione per fare il punto sui risultati d’eccellenza registrati nella Città Eterna. Dal 2005, Wizz Air ha trasportato 27,9 milioni di passeggeri a Fiumicino, raggiungendo nell’ultimo anno la cifra record di oltre 6,8 milioni di viaggiatori. Con 16 aeromobili basati stabilmente a Roma, il vettore si conferma un pilastro fondamentale per la mobilità del territorio laziale.

Per l’estate 2026, Wizz Air metterà a disposizione dei passeggeri in partenza da Roma una capacità complessiva verso la Spagna di oltre 2,2 milioni di posti, con una crescita del 21%. L’offerta coprirà 12 destinazioni chiave con frequenze potenziate: Madrid e Barcellona diventeranno collegamenti plurigiornalieri (rispettivamente 16 e 14 voli a settimana); Valencia, Palma di Maiorca e Malaga saranno collegate con voli giornalieri o doppi giornalieri (14 frequenze settimanali); per rispondere alla domanda estiva Ibiza vedrà 12 voli a settimana, frequenze strategiche per Siviglia, Alicante e Bilbao da 4 a 7 volte a settimana; infine, Tenerife, Minorca e Saragozza – collegate rispettivamente 5, 3 e 4 volte a settimana.

Il legame Italia-Spagna si conferma pilastro strategico del network con complessivamente 25 rotte dedicate, di cui 4 annunciate negli ultimi due mesi, e una flotta di 35 aerei basati sul territorio nazionale nel 2026, pronti a trasportare milioni di passeggeri verso le destinazioni spagnole più amate.

Silvia Mosquera, chief commercial officer di Wizz Air, ha detto: “Essere qui oggi, nel cuore di Roma, ha un significato speciale. Esiste una naturale affinità tra la ‘romanità’ e l’accoglienza spagnola, un modo comune di intendere la vita e la convivialità che vogliamo continuare a alimentare. Roma Fiumicino è per noi una base di fondamentale importanza strategica; con oltre 2,2 milioni di posti disponibili per il 2026 verso la Spagna, vogliamo essere il ponte che permette ai romani di sentirsi a casa anche a Madrid, Siviglia o Bilbao. Non potremmo essere più orgogliosi di essere l’unica compagnia aerea a collegare direttamente la base di Fiumicino con Saragozza, rafforzando un’offerta esclusiva verso la Spagna. La nostra missione è rendere questa vicinanza culturale sempre più accessibile grazie a tariffe competitive e a un network che accorcia le distanze tra la Città Eterna e le meraviglie della penisola iberica. Let’s Wizz, Roma!”

Gonzalo Ceballos, consigliere di Turismo per l’ambasciata di Spagna in Italia ha sottolineato: “I collegamenti aerei sono essenziali per il flusso turistico tra Italia e Spagna, (Per quanto riguarda il traffico aereo internazionale i collegamenti Italia-Spagna sono al primo posto con oltre 22,5 milioni di passeggeri tra i due paesi). In questo contesto Wizzair rappresenta una leva fondamentale per la trasformazione del settore turistico e per raggiungere destinazioni meno conosciute, contribuendo all’obiettivo della nuova strategia “Turismo España 2030″ e gettare le basi per la trasformazione del turismo spagnolo verso un modello di crescita duraturo e sostenibile. Un modello che sarà sostenuto dal miglioramento della capacità competitiva e della redditività dell’industria, dai valori naturali e culturali distintivi delle destinazioni e da una distribuzione equa dei benefici e degli oneri del turismo”. Ceballos prosegue: “WizzAir da Roma Fiumicino, ma anche da Napoli, da cui scalo offre un nuovo collegamento con la Spagna, è la compagnia aerea che consentirà ai turisti italiani di scoprire le destinazioni spagnole attraverso un viaggio slow, ricco di spunti d’interesse culturali, gastronomici e naturalistici”.

Nel 2026 – si spiega – Wizz Air punta a una capacità totale di 9 milioni di posti sullo scalo di Roma Fiumicino, confermando la sua ambizione di rendere il viaggio tra Italia e Spagna un’opportunità quotidiana di scambio e crescita. Al momento Wizz Air opera in Italia un totale di 284 rotte attive verso più di 30 Paesi, servendo 26 aeroporti, di cui 6 basi – Catania, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino e Venezia. Seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato (10,4%) nel 2026, nel corso di quest’anno offrirà 27 milioni di posti (oltre 142,1 milioni dall’inizio delle operazioni). I passeggeri prenotati lo scorso anno hanno superato i 21 milioni (+8% rispetto all’anno precedente), per un totale di oltre 126 milioni dall’inizio delle operazioni in Italia.

Golf, Pavan cade nel vano ascensore: grave non in pericolo di vita

Golf, Pavan cade nel vano ascensore: grave non in pericolo di vita

Roma, 26 feb. (askanews) – Grave incidente in Sudafrica per Andrea Pavan. Il trentaseienne romano, arrivato a Stellenbosch – nei pressi di Città del Capo – per prendere parte al South African Open, è precipitato nel vano ascensore dell’hotel in cui alloggiava dopo che le porte si sono aperte al suo piano senza che la cabina fosse presente.

Secondo una prima ricostruzione pubblicata dal sito internet di Sky, il golfista si sarebbe accorto di essere in ritardo per raggiungere il percorso di gara dopo aver dimenticato le chiavi dell’armadietto in camera. Nella fretta avrebbe chiamato l’ascensore e, una volta apertesi le porte, non si sarebbe reso conto dell’assenza della cabina, cadendo nel vuoto da un’altezza di tre piani. Sulla dinamica sono in corso accertamenti, con i legali della famiglia che stanno seguendo il caso.

Pavan è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico durato circa sei ore per la riduzione di fratture alle vertebre e l’impianto di una placca alle spalle. L’operazione è perfettamente riuscita: le sue condizioni restano serie ma non è in pericolo di vita. Il giocatore sarebbe vigile e in grado di muovere le gambe.

Nato a Roma ma residente in Texas con la moglie, Pavan vanta due successi nel DP World Tour (il D+D Real Czech Masters 2018 e il Bmw International Open 2019), cinque titoli nel Challenge Tour e partecipazioni a due Us Open e un British Open, con un best ranking mondiale al 65° posto.