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Tag: Sanremo 2023

A settembre il live di Tony Colombo a Napoli

A settembre il live di Tony Colombo a Napoli

Roma, 26 feb. (askanews) – Sabato 12 settembre 2026, l’ippodromo di Agnano aprirà i cancelli per quello che si preannuncia come il live più imponente della carriera di Tony Colombo. Per la prima volta, l’artista sfida le grandi dimensioni con una produzione da stadio, progettata per accogliere oltre 30mila spettatori in una notte che fonde tecnologia, emozione e l’anima pop della canzone napoletana moderna.

L’allestimento segna un punto di svolta per la musica live nel Sud Italia: un palco di ultima generazione con superfici Led ad alta definizione, un impianto audio immersivo e un disegno luci curato dai migliori professionisti del settore. La regia è stata studiata per annullare le distanze tra palco e pubblico, trasformando l’Ippodromo in un teatro a cielo aperto dove ogni spettatore sarà protagonista.

“Questo non sarà solo un concerto – le parole di Tony Colombo – sarà una notte che porterò nel cuore per tutta la vita. Agnano non è solo una location, è il simbolo di una sfida vinta. È un sogno che diventa realtà e voglio condividerlo con la mia gente, perché senza di loro questo palco non esisterebbe”.

Le prevendite sono disponibili su TicketOne e in tutti i circuiti autorizzati sul territorio nazionale.

Stellantis: maxi rosso di 22 miliardi con reset su elettrico

Stellantis: maxi rosso di 22 miliardi con reset su elettrico

Milano, 26 feb. (askanews) – Stellantis archivia il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, dopo 25,4 miliardi di oneri straordinari per correggere una strategia troppo focalizzata sull’elettrico e rimettere la libertà di scelta dei clienti al centro con una gamma completa di motorizzazioni, incluso il diesel. I primi segnali di ripresa sono già emersi nel secondo semestre con l’arrivo del nuovo Ceo, Antonio Filosa, e il gruppo confida che lo slancio proseguirà nel 2026. Positiva la reazione del titolo in Borsa che ha chiuso in rialzo del 4,2% a 6,8 euro.

I ricavi lo scorso anno sono diminuiti del 2% a 153,5 miliardi di euro a fronte di un aumento delle consegne dell’1% a 5,5 milioni di auto. La perdita operativa rettificata è stata pari a 842 milioni. L’impatto dei dazi Usa è stato di 1,2 miliardi di euro e per il 2026 le stime sono di 1,6 miliardi. Alla luce dei risultati, Stellantis non distribuirà un dividendo ed emetterà fino a 5 miliardi di obbligazioni subordinate per far fronte agli oneri. Per lo stesso motivo non sarà distribuito il premio di produzione nei principali mercati del gruppo. Notizia che per quando attesa è stata accolta con amarezza e preoccupazione dai sindacati. “Stellantis ha respinto la richiesta di riconoscere almeno un’erogazione una tantum, affermando che tutte le risorse sono oggi impegnate nel tentativo di rilanciare l’azienda, di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e di superare il ricorso agli ammortizzatori sociali” hanno detto Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr.

Per il 2026 il gruppo ha confermato la guidance indicata lo scorso 6 febbraio quando ha annunciato oneri straordinari per 22,2 miliardi nel secondo semestre. Il gruppo prevede un miglioramento di ricavi, margini e flusso di cassa industriale che tornerà in positivo nel 2027.

“Il reset del 2025 è stato decisivo per un ritorno a una crescita profittevole. Il 2026 sarà l’anno di esecuzione del piano di rilancio, ci impegniamo a migliorare tutti i parametri finanziari”, ha detto il Ceo Antonio Filosa durante la call con gli analisti.

Nel secondo semestre Stellantis ha mostrato i primi segnali di inversione di tendenza: i ricavi sono aumentati del 10% e le consegne dell’11%, con un +39% negli Stati Uniti, principale mercato del gruppo. Anche il 2026 sembra essere partito con il piede giusto. In particolare in Europa il gruppo ha registrato un aumento significativo degli ordini (+80%) per le vetture compatte su piattaforma Smart Car: Opel Frontera, Citroen C3 e Fiat Grande Panda che saranno un pilastro della crescita futura. “Abbiamo visto un incoraggiante rimbalzo della quota di mercato a gennaio e ci aspettiamo lo stesso anche a febbraio”, ha detto Filosa. L’appuntamento ora è per il 21 maggio a Detroit quando il gruppo presenterà il nuovo piano industriale con aggiornamenti sui brand. A partire da Maserati che ha chiuso l’anno con 3.700 consegne (-23%), 400 milioni di ricavi (-13%) e un margine operativo (Aoi) negativo del -16,5%.

Rovagnati investe sulla Scuola di salumeria, banco gastronomia vale 3,7 mld

Rovagnati investe sulla Scuola di salumeria, banco gastronomia vale 3,7 mld

Milano, 26 feb. (askanews) – Un progetto di formazione dedicato agli addetti del banco gastronomia. E’ quello che porta avanti anche nel 2026, Rovagnati con il format Scuola di salumeria. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la grande distribuzione, spiega l’azienda, “si pone l’obiettivo di valorizzare il banco taglio rafforzandone il ruolo strategico all’interno del punto vendita. In un momento in cui la fedeltà del consumatore all’insegna diminuisce del 4,6%, mettere al centro competenze, esperienza e persone può fare la differenza nel recuperare l’attrattività del banco servito, favorendo la fidelizzazione del cliente finale”.

Il progetto si articolerà in vari appuntamenti che si susseguiranno nel corso dell’anno e coinvolgeranno vari operatori della gdo. Il primo incontro del 2026 è stato realizzato in collaborazione con Coop Lombardia lo scorso 28 gennaio nella sede Rovagnati di Biassono. Con quest’iniziativa, l’azienda spiega di voler contribuire concretamente “allo sviluppo del segmento del fresco, un settore strategico che in Italia rappresenta il secondo comparto per importanza dopo la drogheria alimentare”. Il mercato dei salumi, infatti, nel nostro Paese raggiunge un valore complessivo di circa 6,2 miliardi, di cui il 60% è generato dal banco gastronomia (3,7 miliardi).

La Scuola di salumeria, che si inserisce nel più ampio programma di iniziative formative organizzate dalla Rovagnati Academy, si configura come laboratorio multidisciplinare rivolto a giovani addetti e salumieri professionisti, e si basa sulla condivisione dell’esperienza di specialisti del settore.

Grazie alle competenze trasversali dei docenti Rovagnati, l’iniziativa mira a favorire l’apprendimento di nozioni in ambito alimentare e gastronomico, sanitario e normativo, con particolare riferimento al comparto degli affettati. I protagonisti sono i salumi: dalle competenze teoriche alla gestione quotidiana dei prodotti, passando per i comportamenti virtuosi da tenere al banco.

“Scuola di salumeria nasce per celebrare e valorizzare l’eccellenza e l’artigianalità del banco gastronomia come luogo di relazione, promuovendo la trasmissione di competenze tecniche e il savoir-faire, a dialogo sia con i professionisti più rodati del settore che con le nuove generazioni – ha dichiarato Roberto Montorfano, commercial director di Rovagnati – Con questo progetto di formazione condiviso ci impegniamo a sostenere la professionalità degli operatori per garantire continuità al comparto e consolidare il ruolo strategico della gastronomia nel fresco italiano. Avere al nostro fianco i clienti in questo percorso rafforza in noi la convinzione che la formazione e la cooperazione attiva siano due ingredienti fondamentali per il futuro della filiera”.

Sanremo, il Piccolo Coro dell’Antoniano ospite al Festival

Sanremo, il Piccolo Coro dell’Antoniano ospite al Festival

Sanremo, 26 feb. (askanews) – Il Piccolo Coro dell’Antoniano sarà ospite questa sera sul palco del Teatro Ariston nella terza serata della 76a Edizione del festival di Sanremo, guidata da Carlo Conti, anche direttore artistico dello Zecchino d’Oro, e in diretta su Rai 1. Le bimbe e i bimbi dell’Antoniano canteranno insieme a Laura Pausini, co-conduttrice del Festival, “Heal the world”, brano scritto e composto del 1992 da Micheal Jackson, che rappresenta un inno alla pace e alla speranza e all’esigenza di prendersi cura del mondo e costruire un futuro migliore per tutta l’umanità, soprattutto per i bambini, che rappresentano il nostro domani.

Tra le 59 voci dirette da Margherita Gamberini che comporranno la formazione corale presente a Sanremo, anche una rappresentanza del Piccolo Coro di Caivano, progetto promosso dal Ministero della Cultura in collaborazione con Antoniano-Opere Francescane.

«Siamo onorati di tornare a cantare al Festival di Sanremo e desidero ringraziare la Rai, Carlo Conti e Laura Pausini che ha voluto condividere con noi questo momento così significativo. Porteremo sul palco dell’Ariston un inno alla pace, un canto di speranza, intonato dalle oltre 50 voci delle bambine e dei bambini dell’Antoniano. La musica ci richiama alla responsabilità dell’ascolto: un ascolto autentico e attento verso i più piccoli, perchè nelle loro parole e nei loro sogni si costruisce il futuro di tutti».

Fr. Giampaolo Cavalli, Direttore dell’Antoniano

«Con le bimbe e i bimbi del Piccolo Coro in queste settimane abbiamo lavorato tanto per prepararci a questo straordinario evento e vorrei ringraziare tutti loro, il maestro Paolo Carta e il team di Laura Pausini, con cui c’? stata grande sintonia. I bimbi del Piccolo Coro sono pronti, si sono impegnati tantissimo e sono sicura che sar? un momento emozionante in cui cantare ed emozionarci insieme».

Margherita Gamberini, direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano.

Per il Piccolo Coro dell’Antoniano è la terza volta sul palco del Festival della canzone italiana, che ha in parte ispirato lo Zecchino d’Oro tanto da valergli l’appellativo di “Sanremo dei Piccoli”. Le due volte precedenti: nel 2017, quando il coro aprì la terza serata dell’edizione condotta da Carlo Conti e Maria De Filippi nell’anno del 60° Zecchino d’Oro, e nel 2018, quando il Piccolo Coro fu invitato da Lo Stato Sociale, insieme a Paolo Rossi, a cantare “Una vita in vacanza” nella serata dei duetti.

Presente su tutti i canali digitali come artista, nel 2018 il Piccolo Coro ha ricevuto il “Golden Play Button” per il superamento di 1.000.000 iscritti al canale YouTube; oggi il canale YouTube Piccolo Coro – Zecchino d’Oro ha superato i 2,6 milioni di iscritti e oltre 3 miliardi di views totali. Nel solo 2025 su Spotify le canzoni del Piccolo Coro hanno raggiunto quota 35 milioni di streams e oltre 35 milioni su Amazon Music.

Tra i maggiori successi, i classici dello Zecchino d’Oro, che quest’anno giunge alla 69a edizione e che ha aperto la ricerca per le nuove canzoni per il 2026, attiva fino al 20 marzo. Per inviare online la propria proposta di brano basta seguire le istruzioni online sul sito ufficiale zecchinodoro.org e, novità di quest’anno: iscrizione gratuita per i giovani autori under 21.

Sempre sul sito dello Zecchino d’Oro è possibile trovare anche tutte le informazioni per partecipare ai casting alla ricerca dei piccoli interpreti della prossima edizione, rivolti a bimbe e bimbi dai 3 ai 10 anni e attivi fino a maggio.

Lollobrigida: da ColtivaItalia 300 mln per rilancio olivicoltura

Lollobrigida: da ColtivaItalia 300 mln per rilancio olivicoltura

Roma, 26 feb. (askanews) – “Cresce l’oleoturismo. È la dimostrazione che quando valorizziamo le nostre eccellenze, l’Italia corre. Paesaggi scolpiti nei secoli dal lavoro degli agricoltori diventano sviluppo, occupazione, ricchezza. Con Coltivaitalia investiamo 300 milioni per rilanciare l’olivicoltura nazionale”. Così il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sul proprio profilo Fb.

“Più produzione, più competitività, più forza al nostro ‘oro verde’ – spiega – Difendiamo la terra, sosteniamo le imprese, rafforziamo una colonna portante della nostra tradizione e della qualità italiana che il mondo ci riconosce e sceglie ogni giorno. Avanti così”, conclude il ministro.

Dopo il caso Pucci lo ius sanremese della politica: occuparsi di scalette e canzoni

Dopo il caso Pucci lo ius sanremese della politica: occuparsi di scalette e canzoni

Roma, 26 feb. (askanews) – Tutto ha inizio con il caso Andrea Pucci. L’invito a Sanremo come co-conduttore e poi il passo indietro perché subissato da attacchi e financo da minacce. La destra lo difende a spada tratta, la sinistra è fredda e punta il dito contro le battute “razziste e omofobe” di Pucci, autodefinitosi in passato “l’unico comico di destra”. Passano i giorni e regge l’illusione che, in fondo, si stia parlando di satira, della permeabilità delle democrazie alla satira, dei limiti della libertà di espressione, del diritto di criticare i potenti, anche con uno sberleffo. Certo, le priorità del Paese sarebbero altre, ma il tema è squisitamente politico. Poi, a un certo punto, il paravento cade e la questione diventa un’altra: il diritto della politica a parlare di Sanremo (per non parlare d’altro, sostengono le opposizioni). Da qui il diluvio.

Perché la politica, cioè la maggioranza, comincia a parlare non solo del diritto di Pucci ad essere sul palco di Sanremo, ma anche della scaletta di Sanremo, delle canzoni di Sanremo, di cosa dovrebbe fare il conduttore di Sanremo e – al momento non ci sono prove, ma la speranza è viva – dei meglio e peggio vestiti di Sanremo. Inutile dire che il Fantasanremo impazza.

Ma quando è avvenuto il salto? Quand’è che le prime cariche dello Stato hanno sentito l’insopprimibile esigenza di parlare di Sanremo, di esprimere auspici sulla scaletta, di perdere tempo a smentire notizie false circa la propria presenza, di commentare i testi delle canzoni (pare, peraltro, senza capirli)? La linea di demarcazione, forse, è stato il video del presidente del Senato Ignazio La Russa, un video-appello al direttore artistico Carlo Conti, affinchè non si arrendesse davanti al diniego di Pucci, cercando, invece, di fare “qualcosa di più”, “magari una sorpresa”. Video che scatena i comici – da Maurizio Crozza a Luca Bizzarri -, ma La Russa non demorde e, davanti alla risposta un po’ imbarazzata di Conti che esprime “rispetto per la seconda carica dello Stato”, ricorda il principio da cui tutto questo discende: siccome il Festival di Sanremo “resta il più grande avvenimento nazional-popolare” allora “è lecito occuparcene un po’ tutti”. Postilla: “senza nulla togliere, ovviamente, alle altre cose anche più importanti”. Anche.

Invito che il vicepremier Matteo Salvini prende alla lettera ed eccolo, oggi, commentare la canzone di Ermal Meta complimentandosi per “il suo perfetto utilizzo della lingua italiana” e attaccandoci un ragionamento su “chi si integra” a differenza di “clandestini e delinquenti”. Meta, di origini albanesi, è in Italia da trenta anni e ha portato al Festival la canzone “Stella stellina” che, intrisa di sonorità balcaniche, racconta la storia di una bambina palestinese uccisa dalla guerra.

E la premier? Giorgia Meloni è intervenuta un paio di volte sul Festival. Prima, a gamba tesa, sul caso Pucci accusando “il doppiopesismo della sinistra” che considera “sacra la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura verso coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide”. Poi Meloni non si è tirata indietro quando si è trattato di smentire la “notizia immaginaria” di una sua presenza alla serata inaugurale del Festival. Occasione utile per ribadire che “Sanremo è la più grande festa della musica italiana” e che “il fantasanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival”.

Non è mica finita. Perchè poi ci sono le opposizioni che parlano di Sanremo per attaccare la maggioranza che parla di Sanremo (refrain: “invece di pensare ai veri problemi del Paese”). Infine, e come potrebbe essere altrimenti, c’è la risposta di Sanremo alla politica. Perchè, a suo modo, artistico volendo, il Festival ha risposto. Così. Nella serata inaugurale, mentre la signora ultracentenaria Gianna Pratesi ricordava le donne che votarono al referendum e votarono per la Repubblica, si sono inanellate un paio di gaffe. Prima la grafica sull’esito del referendum (“Il 54% alla Repupplica”, refuso per cui Carlo Conti si è scusato), poi la sbianchettatura della testata del giornale nella foto storica proposta. La testata era L’Unità, storico organo del partito comunista.

Ma, forse, la risposta vera allo ‘ius sanremese’ della politica arriva sul referendum. Poteva il referendum sulla giustizia, che nelle ultime settimane ha riservato diverse soddisfazioni – tanto per citarne una, “Putin voterebbe No”, copyright del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari – non entrare nella grande saga del Festival? No, non poteva. Lo fa con Carlo Conti, che ai giornalisti che gli chiedono del voto del 22 e 23 marzo risponde candidamente: “Non sono cose che mi riguardano. Se voterò? Non lo so”. Sdeng.

Dopo il caso Pucci lo ius sanremese della politica: occuparsi di scalette e canzoni

Dopo il caso Pucci lo ius sanremese della politica: occuparsi di scalette e canzoni

Roma, 26 feb. (askanews) – Tutto ha inizio con il caso Andrea Pucci. L’invito a Sanremo come co-conduttore e poi il passo indietro perché subissato da attacchi e financo da minacce. La destra lo difende a spada tratta, la sinistra è fredda e punta il dito contro le battute “razziste e omofobe” di Pucci, autodefinitosi in passato “l’unico comico di destra”. Passano i giorni e regge l’illusione che, in fondo, si stia parlando di satira, della permeabilità delle democrazie alla satira, dei limiti della libertà di espressione, del diritto di criticare i potenti, anche con uno sberleffo. Certo, le priorità del Paese sarebbero altre, ma il tema è squisitamente politico. Poi, a un certo punto, il paravento cade e la questione diventa un’altra: il diritto della politica a parlare di Sanremo (per non parlare d’altro, sostengono le opposizioni). Da qui il diluvio.

Perché la politica, cioè la maggioranza, comincia a parlare non solo del diritto di Pucci ad essere sul palco di Sanremo, ma anche della scaletta di Sanremo, delle canzoni di Sanremo, di cosa dovrebbe fare il conduttore di Sanremo e – al momento non ci sono prove, ma la speranza è viva – dei meglio e peggio vestiti di Sanremo. Inutile dire che il Fantasanremo impazza.

Ma quando è avvenuto il salto? Quand’è che le prime cariche dello Stato hanno sentito l’insopprimibile esigenza di parlare di Sanremo, di esprimere auspici sulla scaletta, di perdere tempo a smentire notizie false circa la propria presenza, di commentare i testi delle canzoni (pare, peraltro, senza capirli)? La linea di demarcazione, forse, è stato il video del presidente del Senato Ignazio La Russa, un video-appello al direttore artistico Carlo Conti, affinchè non si arrendesse davanti al diniego di Pucci, cercando, invece, di fare “qualcosa di più”, “magari una sorpresa”. Video che scatena i comici – da Maurizio Crozza a Luca Bizzarri -, ma La Russa non demorde e, davanti alla risposta un po’ imbarazzata di Conti che esprime “rispetto per la seconda carica dello Stato”, ricorda il principio da cui tutto questo discende: siccome il Festival di Sanremo “resta il più grande avvenimento nazional-popolare” allora “è lecito occuparcene un po’ tutti”. Postilla: “senza nulla togliere, ovviamente, alle altre cose anche più importanti”. Anche.

Invito che il vicepremier Matteo Salvini prende alla lettera ed eccolo, oggi, commentare la canzone di Ermal Meta complimentandosi per “il suo perfetto utilizzo della lingua italiana” e attaccandoci un ragionamento su “chi si integra” a differenza di “clandestini e delinquenti”. Meta, di origini albanesi, è in Italia da trenta anni e ha portato al Festival la canzone “Stella stellina” che, intrisa di sonorità balcaniche, racconta la storia di una bambina palestinese uccisa dalla guerra.

E la premier? Giorgia Meloni è intervenuta un paio di volte sul Festival. Prima, a gamba tesa, sul caso Pucci accusando “il doppiopesismo della sinistra” che considera “sacra la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura verso coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide”. Poi Meloni non si è tirata indietro quando si è trattato di smentire la “notizia immaginaria” di una sua presenza alla serata inaugurale del Festival. Occasione utile per ribadire che “Sanremo è la più grande festa della musica italiana” e che “il fantasanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival”.

Non è mica finita. Perchè poi ci sono le opposizioni che parlano di Sanremo per attaccare la maggioranza che parla di Sanremo (refrain: “invece di pensare ai veri problemi del Paese”). Infine, e come potrebbe essere altrimenti, c’è la risposta di Sanremo alla politica. Perchè, a suo modo, artistico volendo, il Festival ha risposto. Così. Nella serata inaugurale, mentre la signora ultracentenaria Gianna Pratesi ricordava le donne che votarono al referendum e votarono per la Repubblica, si sono inanellate un paio di gaffe. Prima la grafica sull’esito del referendum (“Il 54% alla Repupplica”, refuso per cui Carlo Conti si è scusato), poi la sbianchettatura della testata del giornale nella foto storica proposta. La testata era L’Unità, storico organo del partito comunista.

Ma, forse, la risposta vera allo ‘ius sanremese’ della politica arriva sul referendum. Poteva il referendum sulla giustizia, che nelle ultime settimane ha riservato diverse soddisfazioni – tanto per citarne una, “Putin voterebbe No”, copyright del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari – non entrare nella grande saga del Festival? No, non poteva. Lo fa con Carlo Conti, che ai giornalisti che gli chiedono del voto del 22 e 23 marzo risponde candidamente: “Non sono cose che mi riguardano. Se voterò? Non lo so”. Sdeng.

Giornalisti, Fnsi proclama sciopero per il 27 marzo e il 16 aprile

Giornalisti, Fnsi proclama sciopero per il 27 marzo e il 16 aprile

Roma, 26 feb. (askanews) – Nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha proclamato altre due giornate di sciopero unitario: venerdì 27 marzo e giovedì 16 aprile 2026 (questa seconda data potrebbe subire spostamenti per consentire a tutti i colleghi, anche quelli della Rai, di aderire alla protesta). E’ quanto comunica la Fnsi.

Il primo aprile, “esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Fnsi convoca anche una manifestazione nazionale a Torino: iniziativa che vuole unire sia i temi del rinnovo contrattuale, sia la crisi che riguarda le testate del Gruppo Gedi La Stampa e Repubblica (oltre alle radio e all’online), per le quali sono in corso svendite, più che cessioni, da parte dell’editore Elkann”.

Il sindacato rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale. La Fnsi “lotta per mantenere le tutele per i giornalisti e per il futuro dell’informazione e non si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale”.

Gli editori, conclude la Federazione, “continuano a prendere finanziamenti, eppure senza riuscire a immaginare un futuro per l’informazione e i suoi lavoratori, che siano dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi. Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione”.

Sanremo, Spotify: la playlist del Festival è la più ascoltata al mondo

Sanremo, Spotify: la playlist del Festival è la più ascoltata al mondo

Sanremo, 26 feb. (askanews) – La playlist di Sanremo 2026 è la più ascoltata del giorno in tutto il mondo! (dati di ascolto del 25 febbraio).

Spotify ha inoltre pubblicato le classifiche aggiornate:

Le canzoni in gara a Sanremo dominano le prime 29 posizioni della Top 30 Italia. Al trentesimo posto, Angelica Bove con la sua Mattone, in gara tra le nuove proposte. La canzone più ascoltata in assoluto è MALE NECESSARIO, di Fedez e Marco Masini. Al secondo posto, TU MI PIACI TANTO di Sayf, artista inserito nella classe 2025 di RADAR Italia.

Di seguito la Top 30 (aggiornata al 26 febbraio):

MALE NECESSARIO – Fedez, Marco Masini TU MI PIACI TANTO – Sayf Prima che – nayt Che fastidio! – Ditonellapiaga Labirinto – Luchè QUI CON ME – Serena Brancale OSSESSIONE – Samurai Jay Stupida sfortuna – Fulminacci I romantici – Tommaso Paradiso Magica Favola – Arisa Per sempre sì – Sal Da Vinci ITALIA STARTER PACK – J-AX Poesie Clandestine – LDA, Aka 7even animali notturni – Malika Ayane Ti penso sempre – chiello Stella stellina – Ermal Meta SEI TU – Levante uomo che cade – Tredici Pietro Prima o poi – Michele Bravi AI AI – Dargen D’Amico le cose che non sai di me – Mara Sattei Ogni volta che non so volare – Enrico Nigiotti Resta Con Me – Bambole Di Pezza Avvoltoi – Eddie Brock Voilà – Elettra Lamborghini La felicità e basta – Maria Antonietta, Colombre NATURALE – Leo Gassmann Il meglio di me – Francesco Renga Ora e per sempre – Raf Mattone – Angelica Bove

Ue, Meloni: decida se essere protagonista del suo destino o subirlo

Ue, Meloni: decida se essere protagonista del suo destino o subirlo

Roma, 26 feb. (askanews) – “L’Europa è chiamata a scegliere se essere protagonista del proprio destino o limitarsi a subirlo”, “è un momento che richiede concretezza nell’azione, buonsenso e anche il coraggio di fare alcune scelte importanti in materia di competitività e sicurezza, sulla capacità dell’Europa di reagire a un contesto globale che sta cambiando rapidamente”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa a Palazzo Chigi insieme al presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidis.

“Competitività e autonomia strategica sono due facce della stessa medaglia”, ha ribadito.