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Tag: Sanremo 2023

Scontro Meloni-Macron su attivista ucciso. Stupore premier (e stoccata su Br)

Scontro Meloni-Macron su attivista ucciso. Stupore premier (e stoccata su Br)

Roma, 19 feb. (askanews) – C’è lo scontro, l’ultimo di una serie di 40 mesi di difficile convivenza come leader dei rispettivi Paesi. E poi ci sono i toni. E quelli che il presidente francese Emmanuel Macron usa verso Giorgia Meloni sono eloquenti. A margine della sua visita ufficiale in India, i giornalisti lo incalzano sul caso dell’uccisione dell’attivista di estrema destra Quentin Deranque, ma non devono fare certo molta fatica perché l’inquilino dell’Eliseo tiri in ballo la presidente del Consiglio che ieri, in un post sui social, aveva definito la vicenda una “ferita per l’intera Europa”. L’invito, netto e brusco, è a “smettere di commentare quello che accade a casa degli altri”. Di più: “i nazionalisti, che non vogliono essere disturbati nel proprio Paese, sono sempre i primi a commentare quello che avviene altrove”, rincara la dose Macron.

La replica della premier viene prima affidata a una nota non ufficiale di palazzo Chigi in cui si parla di “stupore” per la reazione del presidente francese di fronte a quella che voleva essere soltanto una espressione di “profondo cordoglio” e di “solidarietà”. Poi è Meloni in persona, in un’intervista a Sky Tg24, a tornare sulla vicenda. Una replica dai toni apparentemente pacati ma nella quale la presidente del Consiglio non risparmia stoccate al leader dell’Eliseo. Da una parte, infatti, nega di aver fatto ingerenze e spiega che, se mai ci sono state, a metterle in pratica è stato lo stesso Macron quando commentò la sua elezione a palazzo Chigi con un ‘vigileremo sull’applicazione dello Stato di diritto’. Ma Meloni si dice anche preoccupata del clima d’odio, che a suo giudizio interessa tutte le democrazie, e spiega di augurarsi che non si ripetano anni bui come quelli di piombo. Ed è qui che parte la seconda frecciata: “Una storia – dice – che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l’altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiori di brigatisti rossi per qualche decennio”.

Un rapporto da sempre complicato, fatto decisamente più di bassi che di alti, quello tra Macron e Meloni. A palazzo Chigi, però, la convinzione è che questa ultima uscita del presidente francese abbia una doppia spiegazione, una di politica interna, l’altra legata a dinamiche internazionali. Da una parte ci sarebbe la necessità dell’inquilino dell’Eliseo di mandare un messaggio contro la destra ‘di casa’. Dall’altra, la bordata viene letta come un ‘fallo di reazione’ per l’avvicinamento tra la presidente del Consiglio e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Dal governo citano il recente “sgambetto” del rilancio francese sugli eurobond, a cui la Germania è contraria a differenza dell’Italia, così come i dubbi espressi da Berlino sul progetto Fcsa (Future Combat Air System) per un super caccia franco-tedesco a favore del Gcap (Global Combat Air Programme) guidato da Italia, Regno Unito e Giappone.

Ma nel corso di questi anni sono stati moltissimi i fronti su cui Meloni e Macron hanno mostrato scarsa affinità: i migranti, i diritti, la reazione ai dazi americani e in generale il rapporto con Donald Trump. Persino su dossier come quello del Mercosur, su cui i due Paesi partivano da una battaglia convergente a difesa dei propri agricoltori, alla fine i due leader si sono ritrovati su posizioni diverse visto che l’Italia, dopo l’intervento di una serie di correzioni, ha votato a favore mentre la Francia è rimasta sul no. Ci sono però dei rapporti storici tra i due Paesi, come quelli sanciti dal Trattato del Quirinale, e che già vedono in agenda un vertice intergovernativo a Tolosa per il 9-10 aprile. Domenica, comunque, la presidente del Consiglio sarà a Verona per la cerimonia di chiusura dei Giochi, a rappresentare la Francia però sarà il premier, Sébastien Lecornu.

M.O., Meloni: Tajani dice che riunione del Board è stata molto concreta

M.O., Meloni: Tajani dice che riunione del Board è stata molto concreta

Roma, 19 feb. (askanews) – Quello per la pace in Medio Oriente “è sicuramente un lavoro molto lungo. Io ho parlato con il ministro Tajani, che rappresentava l’Italia oggi come paese osservatore in questa riunione” del board of peace e “mi riferiva che è stata una riunione molto concreta, che non erano affermazione di principi, ma era costruita su come implementare i vari punti del piano di pace”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

“Chiaramente – ha aggiunto – noi sappiamo che la tregua è fragile e che il lavoro che serve per stabilizzare il cessate il fuoco, la pace e costruire la prospettiva dei due Stati, e quindi una stabilizzazione definitiva per il Medio Oriente, è particolarmente complesso”.

“Oggi a Washington c’erano la maggioranza dei Paesi europei, tutti gli attori coinvolti nella regione, interessati ovviamente alla pace in Medio Oriente, anche diversi altri attori mondiali. Io credo che sia molto importante un contributo coeso della comunità internazionale su questa questione, che è particolarmente delicata e importante per i Paesi mediterranei e quindi anche ovviamente per l’Italia. È la ragione per la quale io ho ritenuto che fosse fondamentale per l’Italia esserci. Ma il lavoro è ancora lungo”.

Meloni: le parole di Mattarella giuste e doverose, il Csm fuori da diatriba politica

Meloni: le parole di Mattarella giuste e doverose, il Csm fuori da diatriba politica

Roma, 19 feb. (askanews) – “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore. Ci eravamo visti la sera prima nel tradizionale incontro di anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste, direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente della Repubblica dice anche che è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

“Io penso che sia molto importante che questa campagna elettorale referendaria rimanga sul merito di quello di cui noi stiamo parlando. Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango. Mi pare che sia un tentativo che interessa più quelli che hanno una difficoltà ad attaccare una riforma che in passato hanno per varie parti sostenuto e proposto. Credo che sicuramente non convenga a chi come noi ritiene di aver fatto banalmente una riforma di buon senso” ha detto la presidente del Consiglio nell’intervista.

Meloni ha anche affrontato il tema della polemica con il presidente francese Macron, nata riguardo all’omicidio a Lione del giovane attivista di destra Quentin Deranque. “Francamente mi ha molto colpito questa dichiarazione di Macron, non me l’aspettavo. Punto primo, perché la mia riflessione non è nello specifico della Francia, io ho fatto una riflessione nella quale credo, su come si sta polarizzando nelle grandi democrazie occidentali particolarmente lo scontro politico. Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti”, ha detto la presidente del Consiglio.

“Mi dispiace che Macron la viva come un’ingerenza. Penso che l’ingerenza sia un’altra cosa. Penso che l’ingerenza sia, ad esempio, quando un leader viene eletto a capo del governo dai propri cittadini, sentire uno Stato straniero che dice ‘vigileremo sull’applicazione dello Stato di diritto’, quella è ingerenza: intervenire tra l’altro esprimendo solidarietà al popolo francese su una materia che chiaramente riguarda tutti quanti non è ingerenza. Quindi mi dispiace che Macron non l’abbia capito”, ha aggiunto.

Meloni: evitare anni bui che Francia conosce, diedero asilo a brigatisti

Meloni: evitare anni bui che Francia conosce, diedero asilo a brigatisti

Roma, 19 feb. (askanews) – “Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo che sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può portare, riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l’altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

Tajania lla riunione del Board of Peace: emerse proposte concrete, non è un business board

Tajania lla riunione del Board of Peace: emerse proposte concrete, non è un business board

Washington, 19 feb. (askanews) – “Noi partecipiamo” al Board of Peace “come osservatori e mi pare che oggi siano emerse una serie di proposte concrete. Non è certamente un business board, ci sono delle proposte politiche per costruire la pace in Medio Oriente. Noi vogliamo essere protagonisti della costruzione della pace perché è stato sempre il nostro obiettivo in questi anni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa all’ambasciata italiana a Washington dopo la riunione inaugurale del Board of Peace.

Quella Usa “è l’unica reale proposta che c’è sul tavolo per costruire la pace in Medio Oriente. Se ci fossero altre non le valuterebbe, ma adesso c’è soltanto questa proposta concreta. Mi pare che tutte le grandi protagoniste della situazione in Medio Oriente” cioè “Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Egitto, Giordania, sono tutte lì a partecipare, quindi mi pare che sia giusto che anche l’Italia sia presente”. “L’Italia è un grande paese mediterraneo e il fatto che oggi ci fosse la maggioranza dei paesi dell’Unione Europea più la Commissione Europea più paesi europei che non fanno parte del mondo europeo, come la Gran Bretagna, significa che c’è un’attenzione da parte europea, che non è un capriccio italiano quello di voler seguire” il Board of Peace ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Oggi, ha proseguito Tajani, “non c’è stato nessun attacco alle Nazioni Unite, anzi, direi che sia delle parole di Trump sia delle parole di Rubio, c’è voglia di applicare la risoluzione delle Nazioni Unite sulla pace in Palestina. Quindi si va nella giusta direzione”.

Meloni: parole Mattarella giuste e doverose, Csm fuori da diatriba politica

Meloni: parole Mattarella giuste e doverose, Csm fuori da diatriba politica

Roma, 19 feb. (askanews) – “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore. Ci eravamo visti la sera prima nel tradizionale incontro di anniversario dei Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste, direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente della Repubblica dice anche che è importante che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a Sky Tg24.

Cosa è successo alla prima riunione del Board of peace, tra promesse e realtà (e minacce di Trump all’Iran)

Cosa è successo alla prima riunione del Board of peace, tra promesse e realtà (e minacce di Trump all’Iran)

New York, 19 feb. (askanews) – Lo scontro tra realtà e piani grandiosi promossi con l’uso dell’intelligenza artificiale è emerso dalla riunione inaugurale del Board of Peace, l’istituzione voluta e guidata da Donald Trump per la ricostruzione di Gaza, dalla missione e composizione controverse. Nella capitale americana il leader americano ha difeso l’istituzione “prestigiosa”, bacchettato i paesi scettici che fanno “i furbi”, anticipato il coinvolgimento di Cina e Russia e ha promesso il versamento di 10 miliardi di dollari a favore del Board, senza dire da dove arriveranno i fondi (che vanno approvati dal Congresso). Gli attuali nove membri del Board hanno concordato di impegnarsi a stanziare 7 miliardi. Quindi ci sarebbero già 17 miliardi in arrivo, a fronte di stime per la ricostruzione che si elevano a 70 miliardi di dollari. L’Italia oggi era presente come Paese osservatore, rappresentata dal viceministro e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

L’inquilino della Casa Bianca ha usato il bastone e la carota con le Nazioni Unite, sulla scia dei timori che la neo istituzione voglia sostituirne il ruolo. Secondo Trump il Board “rafforzerà” il palazzo di Vetro e “quasi” lo “controllerà e si accerterà che sia gestito propriamente”. Indipendentemente dal fatto che lo Stato delle Nazioni Unite del 1945 non preveda nessun ente di supervisione. Trump ha anche annunciato che intende presto incontrare il segretario generale uscente Antonio Guterres. Dal podio dell’evento il Commander in Chief è poi tornato a minacciare l’Iran di “cose brutte” se non siglerà un accordo sul nucleare di cui si saprà qualcosa “probabilmente nei prossimi 10 giorni”. Intanto l’esercito americano dispiega forze militari in Medio Oriente che gli osservatori internazionali paragonano al 2003, quando gli Usa invasero l’Iraq con il pretesto che a Baghdad ci fossero armi di distruzione di massa. Proprio uno di protagonisti cruciali di quella guerra, che la sostenne sottoscrivendo la teoria del pericolo chimico, poi smentito, era presente al primo appuntamento del Board of Peace: l’ex premier britannico Tony Blair, che ha parlato della devastata Striscia di Gaza come un’occasione economica, sottolineandone le peculiarità che la rendono un luogo candidato a futura prosperità: “Venticinque miglia di costa mediterranea, la vicinanza a grandi mercati regionali e globali, e una popolazione giovane e dinamica con un’età mediana di 19 anni”. Toni simili sono stati usati in un video promozionale che dopo la guerra promette “un nuovo futuro” sicuro e prospero fatto di grattacieli e auto che sfrecciano su strade che ricordano le periferie americane. I video sono stati creati con l’aiuto dell’AI.

Mark Rowan, amministratore delegato di Apollo Global Management e membro del consiglio esecutivo del Board of Peace, ha evidenziato “l’enorme potenziale” della Striscia di Gaza, illustrando un piano che prevede 100.000 case per 500.000 residenti, oltre a 5 miliardi di dollari in infrastrutture”. Nel tempo, ha aggiunto, il Board prevede di costruire “400.000 case per tutta la popolazione di Gaza, con oltre 30 miliardi di infrastrutture”.

Sicurezza e la prosperità sono state promesse anche da Trump nel suo intervento conclusivo in stile comizio elettorale, prima che scattassero le note del brano YMCA dei Village People. D’altra parte le elezioni di metà mandato con cui si gioca il controllo del Congresso sono a novembre e quella canzone è la colonna sonora elettorale del presidente. Così il vice JD Vance dal podio dell’evento si e’ rivolto al popolo americano per convincerlo della bonta’ dell’iniziativa: “Siamo qui sì per salvare vite, si’ per promuovere la pace ma (l’iniziativa) crea prosperità per gli americani. I paesi rappresentati qui rappresentando migliaia di miliardi di investimenti in America che non sarebbero stati possibili senza questo presidente”. Peccato che gli alleati principali della Nato non fossero in sala.

Cinema e territorio, due nuovi corsi Fondazione Lazio Film Commission

Cinema e territorio, due nuovi corsi Fondazione Lazio Film Commission

Roma, 19 feb. (askanews) – Sostenere e sviluppare l’industria audiovisiva nel territorio laziale attraverso la formazione di professionisti capaci di rispondere alle esigenze produttive e gestionali del settore. Questo lo scopo dei due nuovi corsi promossi e finanziati dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission e organizzati in collaborazione con Anica Academy ETS.

Si tratta del Corso base di Amministrazione di Produzione Cine-Audiovisiva e del Corso Esercenti Cinematografici – Competenze manageriali e strategie di crescita per la sala. Entrambi i Corsi sono completamente gratuiti per i partecipanti selezionati.

Il Corso base di Amministrazione di Produzione Cine-Audiovisiva fornirà ai partecipanti le conoscenze teoriche e gli strumenti operativi necessari per supportare efficacemente tutte le fasi del processo produttivo cinematografico e audiovisivo, garantendo il corretto utilizzo delle risorse nell’organizzazione delle produzioni, la conformità normativa e la sostenibilità economica dei progetti. L’iniziativa formativa è rivolta a persone maggiorenni, residenti nel Lazio, in possesso di diploma di secondo grado o di titolo di studio superiore. Il Corso, aperto a 20 partecipanti, si svolgerà tra maggio e giugno 2026 e avrà una durata di 70 ore, svolgendosi in modalità ibrida con lezioni online e in presenza.

Il Corso Esercenti Cinematografici – Competenze manageriali e strategie di crescita per la sala, è organizzato in collaborazione con ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), ANEC LAZIO (Associazione Esercenti Cinema Lazio), ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai). L’iniziativa si svolgerà sempre tra maggio e giugno 2026 per un totale di 70 ore, in modalità mista online e con incontri in presenza a Roma; anche questo percorso è aperto a 20 partecipanti. I destinatari sono: giovani imprenditori, aspiranti esercenti e gestori di sale cinematografiche residenti nel Lazio; operatori culturali interessati a entrare nel settore della distribuzione e dell’esercizio residenti nel Lazio; professionisti non residenti nel Lazio ma che svolgono attività imprenditoriale o associativa sul territorio laziale e desiderano sviluppare nuove competenze nel campo della gestione cinematografica e culturale; e infine manager e addetti delle sale cinematografiche che possono individuare in questo percorso una crescita e un approfondimento di supporto alle proprie aziende o, prospetticamente, di evoluzione nel ruolo di esercenti in prima persona. Sono inoltre previsti fino a 5 accessi per residenti in altre Regioni italiane.

Obiettivo del corso è formare imprenditori ed esercenti cinematografici con competenze manageriali e strategiche in linea con le sfide contemporanee del settore. Attraverso teoria, laboratori pratici e testimonianze professionali, i partecipanti acquisiranno gli strumenti per gestire in modo innovativo e sostenibile una sala cinematografica, sviluppando strategie di marketing e comunicazione efficaci, comprendendo e utilizzando dati e analisi per la programmazione e la fidelizzazione del pubblico, rafforzando la cultura audiovisiva come motore di sviluppo territoriale e comunitario ed ampliando infine l’offerta audiovisiva in relazione al territorio.

“Investire nella formazione è un impegno condiviso dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission e da Anica Academy ETS. Con due nuovi percorsi formativi gratuiti rafforziamo la filiera e creiamo opportunità concrete di lavoro qualificato, in particolare per i giovani. Un’iniziativa che guarda al futuro del comparto e sostiene la crescita di un sistema produttivo industriale fortemente competitivo, a partire da Roma e dal Lazio”, ha dichiarato Lorenza Lei, Amministratore Delegato della Fondazione Roma Lazio Film Commission.

“Con il lancio di questi nuovi Corsi, Anica Academy ETS e la Fondazione Roma Lazio Film Commission rafforzano il proprio impegno congiunto nel promuovere la formazione e la crescita professionale di una nuova generazione di operatori del settore audiovisivo, valorizzando il ruolo strategico di questo comparto come motore per l’occupazione e la crescita culturale del territorio e dell’Italia”, ha aggiunto Francesco Rutelli, Presidente Anica Academy. “In un mondo che cambia velocemente, non c’è futuro senza capacità d’innovazione e formazione professionale di alta qualità”, ha concluso.

Referendum, nasce Comitato ‘La voce degli Innocenti’ per il Sì

Referendum, nasce Comitato ‘La voce degli Innocenti’ per il Sì

Roma, 19 feb. (askanews) – “Invitiamo il dottor Gratteri a prendersi un caffè insieme, amichevolmente gli spiegheremo che cosa vuol dire finire in carcere da innocente”. E’ l’appello lanciato al procuratore capo di Napoli dal Comitato ‘La voce degli Innocenti’, costituito da vittime di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, presentato oggi alla Camera, assieme a Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia e a Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente del Comitato Cittadini per il Sì.

Tra i componenti de ‘La voce degli Innocenti’ ci sono Antonio Lattanzii, Mario Tirozzi, Giuseppe Idà, Marco Sorbara, Angelo Massaro, Bruno Lago, che appoggiano la riforma della magistratura e invitano a votare ‘Sì’.

“Oggi vogliamo dare una testimonianza concreta di quello che significa l’esigenza di fare una riforma della giustizia che incide sulle persone in carne e ossa: oggi noi sentiamo polemiche, parliamo di numeri, di posizioni, di tesi, però ci dimentichiamo che dietro ogni criticità del sistema della giustizia ci sono delle persone, ci sono delle famiglie, ci sono delle storie, ci sono delle vite distrutte”, ha spiegato Costa. “C’è chi fa una distinzione e mette da una parte le persone per bene e dall’altra parte gli indagati e gli imputati. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, gli indagati e gli imputati vengono riconosciuti innocenti e sono persone perbene. Dal 1992 al 2026, sono state risarcite per ingiuste detenzioni 32.500 persone”, ha aggiunto il deputato FI.

Da parte sua Scopelliti ha ricordato come “il referendum non è la panacea di tutti i mali, non è vero che non avremo più errori giudiziari ma è un punto di partenza per correggere i comportamenti di giudici e magistrati, quelli che sono alla base di un errore giudiziario. Enzo Tortora è morto di malagiustizia ma a volte non c’è solo la morte fisica, c’è anche quella psicologica. Ecco perchè io sostengo che la magistratura italiana ha bisogno di una riforma”.

Nel corso della conferenza stampa sono intervenute anche le vittime di errore giudiziario. Massaro, operaio, ha ricordato di aver “trascorso 21 anni in carcere per un presunto omicidio, solo perché un’intercettazione è stata interpretata male e trascritta peggio”. Sorbara, consigliere regionale, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato 909 giorni dietro le sbarre per un’ingiusta detenzione. “La sentenza di primo grado era coppia incolla della memoria del Pm con gli stessi errori grammaticali e secondo voi io che cosa dovrei votare al referendum? Voto Sì, perché voglio la separazione delle carriere”. Lattanzii, ex assessore, 83 giorni di detenzione, arrestato 4 volte in due mesi sempre per lo stesso reato, ha sottolineato come “il dolore che si prova ad entrare in carcere da innocente non si può capire, è talmente immenso che ti resta dentro”. Tirozzi, commerciante di fiori, è stato recluso 792 giorni per un errore. “Mi hanno arrestato nel 2015 e dopo undici anni, malgrado sia stato assolto con formula piena, fatico ancora a riprendermi dal punto di vista lavorativo a causa del sequestro della mia attività imprenditoriale”.

E’ intervenuto ancora Costa che si è rivolto alla stampa presente. “Vorrei che qualche giornalista qui presente chiedesse a queste persone perché sono qui oggi; se ricordano il nome del Pm che li ha fatti arrestare o il nome del Gip; e che tipo di carriera hanno fatto quei magistrati. Credo che tutti facciano parte di quel 99% che ha ottenuto una valutazione di professionalità positiva dal Csm, per il quale noi portiamo assoluto rispetto. Ed è proprio perché noi portiamo assoluto rispetto per il Csm che vogliamo liberarlo dalla presenza delle correnti che lo condizionano”.

Danza, Alessandra Ferri Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres

Danza, Alessandra Ferri Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres

Roma, 19 feb. (askanews) – Alessandra Ferri, direttrice del Wiener Staatsballett e prima ballerina assoluta, è stata insignita oggi dalla Repubblica Francese del titolo di Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres, uno dei più alti gradi della massima onorificenza culturale francese.

Nel messaggio ufficiale che accompagna la distinzione, la ministra della Cultura Rachida Dati ha sottolineato che il prestigioso premio è destinato a personalità che si siano distinte per creatività e per il sostegno alla valorizzazione del patrimonio culturale francese. Attraverso questa nomina, la Francia rende omaggio al contributo di Alessandra Ferri alla diffusione delle arti e delle opere in Francia e nel mondo.

Un riconoscimento che celebra non solo la sua carriera di artista celebrata in tutto il mondo, anche il suo impegno per l’arte della danza e la sua promozione. Il conferimento giunge a pochi giorni dal grande successo del suo primo Vienna Opera Ball, uno degli appuntamenti mondani più osservati del calendario europeo, durante il quale sedici coppie di ballerini del Wiener Staatsballett si sono esibite indossando costumi firmati da Giorgio Armani, in uno degli ultimi progetti curati dallo stilista e nato proprio dal legame con l’étoile.

Nel suo discorso di ringraziamento, Alessandra Ferri ha accolto l’onorificenza “con profonda gratitudine ed emozione”, ricordando come la Francia abbia rappresentato una dimensione fondativa del suo percorso. Ha ricordato il lungo e profondo rapporto artistico con Roland Petit e il Ballet de Marseille, le collaborazioni con Pierre Lacotte e il Ballet de Nancy e le esibizioni sul palco dell’Opéra de Paris, che hanno contribuito in modo determinante alla sua formazione artistica. Dalle origini del balletto classico alla corte francese fino alla vitalità delle sue istituzioni odierne, la cultura francese ha influenzato profondamente il linguaggio attraverso cui si è espressa per tutta la vita.

“L’arte non appartiene ai confini. Circola, si trasforma, connette”, ha dichiarato, sottolineando come ogni traguardo sia il risultato di un percorso condiviso con maestri, coreografi, partner, musicisti e pubblico. Ferri ha inoltre ribadito il proprio impegno a sostenere le nuove generazioni e a custodire la tradizione come patrimonio vivo, capace di evolversi e dialogare con il presente. “La tradizione non è qualcosa da mettere sotto vetro”, ha concluso. “È qualcosa che portiamo avanti con cura e responsabilità. Ricevere questa onorificenza dalla Francia ha per me un significato profondo. La accolgo con umiltà, gratitudine e grande gioia, non come una conclusione, ma come un incoraggiamento a continuare a servire quest’arte con integrità, curiosità e amore”.