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Tag: Sanremo 2023

Nuovo brand per Recoaro Terme. Progetto rigenerazione finanziato da PNRR

Nuovo brand per Recoaro Terme. Progetto rigenerazione finanziato da PNRR

Roma, 19 feb. (askanews) – Recoaro Terme compie un passo importante nel proprio percorso di rilancio, presentando il nuovo logo ufficiale della destinazione, simbolo di una rinnovata identità visiva coordinata e di una visione che si proietta nel futuro. Un segno grafico pensato per restituire in maniera contemporanea l’attrattività poliedrica e trasversale della cittadina del Vicentino e del suo borgo. Il restyling del marchio s’inserisce nel più ampio programma di rigenerazione e valorizzazione promosso dal Piano Nazionale Borghi – Linea A (Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”), finanziato con fondi europei del PNRR.

Parallelamente all’avanzamento del restauro degli edifici storici, la riqualificazione delle Terme con un moderno centro wellness e medico, il riassetto della viabilità e degli spazi pubblici (con chiusura prevista entro l’anno), prendono avvio anche gli interventi legati all’immagine e alla comunicazione della destinazione. Il nuovo logo, messo a punto dal team creativo di Capitale Cultura Group, rappresenta il punto di partenza di una strategia integrata, che ambisce a unificare linguaggi e strumenti online e offline, rafforzando la riconoscibilità di Recoaro Terme come destinazione sostenibile e attrattiva, tra bellezza, natura e benessere.

Il percorso creativo è stato guidato da uno studio approfondito del territorio, che ha portato allo sviluppo di diverse proposte grafiche, nate dall’integrazione di elementi scenografici legati al paesaggio, allo stile Liberty e all’offerta turistica locale. La scelta finale è ricaduta su un logotipo attuale e compatto, in grado di reinterpretare e sintetizzare i valori identitari del territorio – benessere termale, dialogo con la natura, sport, paesaggio, eredità storica e architettura Liberty – proiettandoli verso una visione moderna e condivisa.

Il Piano Integrato di Comunicazione, in cui rientra anche il restyling del logo, si basa su strategie omnicanale e phygital (che intrecciano strumenti fisici e digitali), pensate per attrarre e fidelizzare pubblici diversi – famiglie, appassionati di cultura, sportivi e turisti outdoor – attraverso narrazioni emozionali e contenuti digitali personalizzati. Le linee dipromozione si concentrano su cinque aree tematiche principali: benessere, natura, storia, enogastronomia e outdoor, valorizzando sia le risorse storiche e culturali del borgo sia le esperienze nella natura e le eccellenze locali. Il piano mira a costruire un sistema turistico integrato e sostenibile, capace di offrire esperienze personalizzate e innovative, rafforzando l’attrattività del territorio a livello nazionale e internazionale.

Tra gli interventi in fase di progettazione figura il rinnovamento completo del portale www.visitrecoaroterme.it, in linea con la nuova identità visiva della destinazione. Seguiranno l’apertura di una pagina Instagram dedicata e il rinnovo dell’immagine coordinata sui profili social esistenti, per consolidare la presenza online del borgo come meta culturale, naturale e termale di eccellenza. Tra le azioni previste spicca inoltre la realizzazione di una WebApp in Realtà Aumentata su piattaforma ARtGlass/Capitale Cultura Group (leader internazionale in questo settore), con contenuti interattivi e immersivi, accessibili tramite QR Code applicati a una serie di totem informativi nel borgo storico. La soluzione contribuirà a rendere Recoaro Terme un vero e proprio “ecomuseo” del Liberty, permettendo di esplorare ventuno punti di interesse rappresentativi di questo stile, che nel borgo storico trova una delle sue massime espressioni in territorio veneto. Attraverso la WebApp sarà inoltre possibile accedere a un podcast narrativo, che racconterà la storia, le tradizioni e i valori del territorio in modo emozionale e coinvolgente. A supporto del piano di racconto e valorizzazione della destinazione, saranno infine realizzate brochure bilingue (italiano e inglese), con QR Code integrati per l’attivazione di percorsi in Realtà Aumentata, così da arricchire l’esperienza di visita, sia fisicamente sia virtualmente.

Dalla primavera del 2024, Recoaro Terme e il compendio termale della Valle dell’Agno sono protagonisti di un progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica, reso possibile dai fondi europei del PNRR e orientato alla sostenibilità di lungo periodo. «Nella convinzione che per fare le cose servano prima di tutto le idee, abbiamo partecipato e vinto il Bando Borghi, che ha portato 20 milioni di euro d’investimenti grazie al PNRR – ha dichiarato il sindaco di Recoaro Terme, Armando Cunegato – Una cifra straordinaria, mai vista a Recoaro, che si sta traducendo in opere fondamentali per il rilancio del nostro Comune. Ci siamo fatti trovare pronti, con progetti validi econcreti, capaci di cogliere tutte le opportunità. È così che stiamo scrivendo una nuova pagina per la nostra comunità».

Olio extravergine, a novembre 2025 export +21%. Pesano dazi Usa

Olio extravergine, a novembre 2025 export +21%. Pesano dazi Usa

Roma, 19 feb. (askanews) – Chiudono a poco più di 1,9 miliardi di euro le vendite all’estero di olio extravergine italiano tra gennaio e novembre 2025. Stando agli ultimi dati Istat disponibili, l’olio extravergine di oliva made in Italy, che vale l’87% dell’export di olio d’oliva tricolore, ha infatti registrato una contrazione del 16% sui valori dello stesso periodo 2024, “gonfiati” dall’incremento dei prezzi medi all’export. Se si guarda ai volumi, infatti, gli 11 mesi registrano un +21% sull’anno precedente, a 272mila tonnellate.

A pesare sull’andamento complessivo è in particolare il mercato extra-Ue, con una quota pari al 64% del totale export, che recupera del 20,3% a volume a fronte di un rallentamento a valore del 15,2%, mentre l’Ue registra rispettivamente un +23% a volume e -17% a valore. La geografia dell’export, con il 60% delle esportazioni concentrate nei primi 5 mercati di riferimento, vede la top 5 composta da Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone, seguiti dalla Corea del Sud che, con tassi di crescita in tripla cifra e una performance in positivo anche a valore sul 2024 (+53,4%), ha superato il Regno Unito nella classifica dei buyer. Ma se arrivano segnali positivi dall’Est (bene anche la Cina, seppur penalizzata da prezzi medi molto bassi e volumi ancora ridotti), si evidenziano i primi effetti dei dazi Usa, che registrano perdite ben sopra la media a valore (-26,6% il risultato negli 11 mesi) mentre crescono molto meno (+1,1%) del resto del mondo a volume. Fa peggio solo il mercato francese, che risulta in negativo su entrambi i parametri (-35% a valore e -2,6% a volume).

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio SOL Expo su dati Nielsen, sul mercato domestico (Gdo) le vendite complessive di olio extravergine di oliva hanno chiuso il primo mese del 2026 con una crescita dell’1,1% in volume che sconta però un calo del 16% a valore. Nonostante la flessione dei prezzi medi a scaffale, passati da 8,8 euro/litro di gennaio 2025 ai 7,12 euro/litro di gennaio 2026 (-12,5%), gli italiani non hanno incrementato significativamente gli acquisti, riducendo anzi il numero di confezioni dell’1,4%. Un trend che si è riflesso anche sull’Evo italiano, anche se meno duramente del previsto.

L’extravergine made in Italy, che a gennaio 2026 ha assorbito un terzo del mercato oleario complessivo nella grande distribuzione, ha infatti visto ampliarsi il differenziale di prezzo tra il prodotto italiano (10,84 euro/litro) e quello comunitario (7,12 euro/litro), pur registrando una contrazione delle vendite di bottiglie pari al 14%. Il parziale del primo mese dell’anno ha raggiunto quindi i 26 milioni di euro a fronte dei 73 milioni di vendite dell’olio comunitario.

Sul fronte dell’offerta, l’Italia traguarda il ritorno sui livelli produttivi usuali, in controtendenza sul resto dell’Europa, che vede la Spagna in calo a circa 1,2 milioni di tonnellate e la Grecia a circa 200mila tonnellate. Secondo i dati Sian, la produzione nazionale di oli vergini di oliva è ferma appena sotto le 300mila tonnellate, con oltre il 50% della produzione nazionale in quota alla Puglia, che raggiunge le 151mila tonnellate. La Calabria si presenta come la seconda forza olivicola italiana (43mila tonnellate), seguita a scia dalla Sicilia (41mila ), per un totale delle 3 regioni olivicole per eccellenza pari all’80% del dato nazionale.

Bando da 30 mln di Google per finanziare AI al servizio della scienza

Bando da 30 mln di Google per finanziare AI al servizio della scienza

Milano, 19 feb. (askanews) – Google ha annunciato un bando da 30 milioni di dollari con lo scopo di finanziare l’intelligenza artificiale al servizio della scienza e favorire scoperte scientifiche su temi chiave per l’umanità, dalla salute all’ambiente.

Il “Google.org Impact Challenge: AI for Science” è un bando a livello globale, quindi Italia compresa, ed è pensato per ricercatrici e ricercatori, organizzazioni no-profit e imprese sociali con “progetti di ricerca dal potenziale trasformativo”, dice Google, “siamo particolarmente interessati a progetti focalizzati su salute e scienze della vita, resilienza alle crisi e scienze ambientali”.

L’iniziativa offre fondi iniziali e supporto tecnico specializzato per permettere di trasformare le idee realtà: oltre ai finanziamenti, le organizzazioni selezionate avranno l’opportunità di partecipare al programma Google.org Accelerator, ricevendo supporto ingegneristico, mentorship tecnica e l’accesso all’infrastruttura di Google per potenziare le proprie soluzioni.

Le candidature sono aperte fino al 17 aprile 2026.

Olio extravergine terzo simbolo Italia a tavola dopo pasta e pizza

Olio extravergine terzo simbolo Italia a tavola dopo pasta e pizza

Roma, 19 feb. (askanews) – Secondo i consumatori italiani, fotografati nella nuova Consumer survey di Nomisma per SOL Expo anticipata oggi nel corso della presentazione dell’edizione 2026 del Salone di Veronafiere, l’olio extravergine di oliva italiano è il terzo prodotto più rappresentativo della tavola tricolore dopo pasta e pizza, e un gradino sopra il vino. E’ stato votato da un intervistato su due ed è un ingrediente irrinunciabile nella tavola degli italiani, presente nel 96% dei carrelli della spesa e sempre più associato ad un’alimentazione di qualità, territoriale e salutistica.

Il profilo del consumatore più assiduo è quello di un (leggermente più frequentemente una) acquirente over 45, con figli, residente al Sud e con uno stile di vita che combina attenzione a sostenibilità, ricerca edonistica del piacere e una dimensione urbana e di legame con il territorio. A influenzare l’acquisto è soprattutto l’origine, molto importante per più della metà degli intervistati, con particolare attenzione alla presenza di marchi a denominazione d’origine e con crescente attenzione alle proprietà benefiche per l’organismo.

“L’olio Evo è già considerato un superalimento naturale – spiega Evita Gandini, Head of Market Insight di Nomisma -, ma ben 6 consumatori su 10 vorrebbero avere più informazioni e l’83% si dichiara più incentivato all’acquisto dopo averne appreso i benefici per la salute. Si tratta di dati che, affiancati alla conoscenza ancora marginale delle caratteristiche di sostenibilità della filiera, evidenziano margini di miglioramento in termini di posizionamento del prodotto. A questo si somma un crescente interesse per l’experience in ristorazione o sui territori vocati, con il 45% degli italiani pronti a valutare proposte di oleoturismo”.

Secondo il campione intervistato, un ruolo importante può essere svolto dalla ristorazione: per il 49% dei consumatori le storie e le informazioni sul produttore, sul processo o sugli abbinamenti influenzano le scelte di olio EVO, e per il 34% l’esperienza al ristorante influenza anche le scelte al supermercato.

Infn, Einstein Telescope: inaugurato il laboratorio AiLoV-ET a Roma

Infn, Einstein Telescope: inaugurato il laboratorio AiLoV-ET a Roma

Roma, 19 feb. (askanews) – È stato inaugurato oggi negli spazi dei laboratori della Sezione INFN presso il dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, il nuovo laboratorio AiLoV-ET (Advanced Optics Lab @ Tor Vergata for Einstein Telescope). L’infrastruttura è dedicata alla ricerca e sviluppo delle tecnologie per il futuro rivelatore di onde gravitazionali di nuova generazione, Einstein Telescope, ed è frutto della collaborazione tra l’INFN e l’Università di Roma Tor Vergata nell’ambito del progetto ETIC, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con i fondi del PNRR, per promuovere la candidatura italiana della Sardegna a ospitare Einstein Telescope attraverso la creazione di una rete nazionale di laboratori diffusi sul territorio, di cui fa parte, appunto, anche l’infrastruttura AiLoV-ET.

“Grazie al finanziamento di circa tre milioni di euro, il nuovo laboratorio AiLoV-ET ospita camere bianche e grigie, ossia gli ambienti a contaminazione controllata propri di un laboratorio di ricerca di fisica strumentale, banchi ottici, laser, specchi e strumentazione altamente tecnologica”, ha spiegato Viviana Fafone, responsabile di AiLoV-ET, professoressa dell’Università di Roma Tor Vergata e ricercatrice all’INFN. “AiLoV-ET è dunque a tutti gli effetti un centro di ricerca di rilievo internazionale, focalizzato sulla realizzazione di soluzioni tecnologiche di ottica adattiva e di nuovi materiali per gli specchi del rivelatore, elementi chiave per gli obiettivi scientifici di Einstein Telescope. L’attività si inserisce in una tradizione di ricerca sulle onde gravitazionali che a Roma Tor Vergata è attiva da oltre quarant’anni, dai primi rivelatori a barre criogeniche, all’interferometro Virgo, fino agli attuali sviluppi per Einstein Telescope”, conclude Fafone.

“È con grande orgoglio che inauguriamo AiLoV-ET, un nuovo importante capitolo nella storia scientifica del nostro ateneo”, ha commentato Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università di Roma Tor Vergata. “Questa infrastruttura nasce dalla sinergia con l’INFN nell’ambito del progetto ETIC sostenuto dal MUR con fondi PNRR: un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni sostenuta da una visione strategica nazionale ed europea possa generare ricerca di frontiera e innovazione tecnologica. Un investimento non solo nelle infrastrutture ma nelle persone – ha sottolineato il rettore – nei nostri ricercatori, nei giovani studiosi, nelle studentesse e negli studenti che qui trovano un ambiente di formazione avanzata e di collaborazione internazionale. AiLoV-ET non è soltanto un laboratorio, è un segnale di fiducia nella scienza, nella collaborazione europea e nella capacità del nostro paese di essere protagonista nelle grandi sfide della conoscenza”, ha concluso il rettore.

“Einstein Telescope rappresenta una delle sfide scientifiche più ambiziose dei prossimi decenni e richiede lo sviluppo di tecnologie altamente innovative. Il nuovo laboratorio AiLOV-ET opererà nel campo del controllo termico degli specchi, un ambito già cruciale negli interferometri attuali, come Virgo, ma destinato a diventare ancora più strategico negli osservatori di prossima generazione, come Einstein Telescope”, ha spiegato Marco Pallavicini membro della Giunta Esecutiva dell’INFN con la delega al progetto Einstein Telescope. “La realizzazione del laboratorio nasce dalla proficua collaborazione tra l’INFN e l’Università di Roma Tor Vergata, in continuità con la sinergia già consolidata nell’ambito dell’esperimento Virgo”.

All’inaugurazione ha fatto seguito un convegno sui quarant’anni di ricerca a Roma Tor Vergata e sulla ricerca delle onde gravitazionali con interventi dedicati alla storia, allo stato attuale e alle prospettive, con contributi di Michele Mazzola del Ministero dell’Università e della Ricerca, Lucio Cerrito, direttore Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, Roberta Sparvoli, direttrice Sezione INFN di Roma Tor Vergata, Renato Baciocchi, prorettore al Trasferimento Tecnologico dell’Università di Roma Tor Vergata, Eugenio Coccia, direttore Istituto di Fisica delle Alte Energie di Barcellona, Viviana Fafone responsabile laboratorio AiLoV-ET, Michele Maggiore dell’Executive Board di Einstein Telescope e professore dell’Università di Ginevra, Marco Pallavicini della Giunta Esecutiva dell’INFN, Michele Punturo, coordinatore della collaborazione scientifica Einstein Telescope e ricercatore dell’INFN.

Il portavoce Roma Pride eletto co-chair del Global Advisory Council

Il portavoce Roma Pride eletto co-chair del Global Advisory Council

Roma, 19 feb. (askanews) – Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride e presidente del Circolo Mario Mieli, è stato eletto co-chair del Global Advisory Council (GAC) – Regione 14 di InterPride, l’organismo internazionale che riunisce le organizzazioni Pride a livello globale e coordina la rappresentanza regionale all’interno della rete mondiale. Lo rende noto il Circolo Mario Mieli in un comunicato.

Colamarino – prosegue il testo – condividerà il mandato con il collega spagnolo Juan Carlos Alonso Reguero, rappresentando la Regione 14 che comprende Italia, Spagna, Portogallo, Malta, Principato di Monaco, San Marino, Andorra e Gibilterra.

Il Global Advisory Council è l’organo strategico attraverso cui le regioni contribuiscono alla definizione degli orientamenti politici e delle priorità programmatiche di InterPride, rafforzando la cooperazione internazionale e il sostegno al movimento LGBTQIA+ a livello globale.

“Desidero ringraziare tutte le organizzazioni Pride della Regione 14 che hanno scelto di sostenermi – ha dichiarato Colamarino -. Questa elezione è un risultato collettivo, che nasce dal lavoro di rete, dalla fiducia reciproca e dalla visione condivisa che in questi anni abbiamo costruito insieme”.

L’elezione assume un significato particolare anche in vista di un appuntamento storico: nel 2027 Roma ospiterà il Congresso Mondiale di InterPride, che riunirà nella capitale centinaia di organizzazioni Pride provenienti da tutto il mondo, ritenuto un momento centrale di confronto politico e strategico per il movimento LGBTQIA+ internazionale.

Tra gli obiettivi del mandato, spiegano gli addetti ai lavori, rafforzare il coordinamento tra i Pride della Regione 14, valorizzare le buone pratiche, sostenere le realtà più esposte e contribuire a una visione inclusiva, autorevole e realmente internazionale di InterPride.

Board of Peace, Trump: è il Comsiglio più prestigioso, ma c’è chi fa il furbo

Board of Peace, Trump: è il Comsiglio più prestigioso, ma c’è chi fa il furbo

Washington, 19 feb. (askanews) – “Credo che” questo sia il Consiglio (Board, Ndr) più importante. Certamente, in termini di potere e prestigio, non c’è mai stato nulla di simile, perché questi sono i più grandi leader mondiali. Quasi tutti sono stati accettati, e quelli che non lo sono stati lo saranno. Alcuni stanno facendo un po’ i furbi”, ma “non funziona, non puoi fare il furbo con me. Ma” alla fine “si uniranno tutti”, “la maggior parte di loro lo farebbe immediatamente”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso di apertura della riunione inaugurale del Board of Peace.

E poi, ha proseguito Trump, “ci sono alcuni che non vogliamo davvero perché sono un problema. Prendiamoci cura di loro. Ma questo è il Board più prestigioso mai creato. Ho visto dei consigli aziendali fantastici” ma “sono noccioline in confronto a questo consiglio”.

Lavoro, al via la seconda fase del bando “Prospettive”

Lavoro, al via la seconda fase del bando “Prospettive”

Roma, 19 feb. (askanews) – Accrescere le competenze digitali di persone disoccupate e inattive (34 – 67 anni) per consentire la riqualificazione professionale e l’inserimento nel mercato del lavoro. Questo l’obiettivo di “Prospettive+” – seconda fase del bando “Prospettive” – promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale. Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro.

LO SCALE-UP. Il Piano Strategico 2025-2026, delineato dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale, ha stabilito, infatti, la realizzazione dello scale-up di bandi già realizzati attraverso la pubblicazione di nuove opportunità aperte a tutti gli stakeholder interessati. In questo caso, i progetti già sostenuti nell’ambito di “Prospettive” che hanno dimostrato maggiore impatto nella fase sperimentale riceveranno una premialità per il nuovo bando. L’obiettivo di “Prospettive+’ è sostenere – rispetto alla prima edizione – un numero limitato di progetti, di maggiori dimensioni in termini di risorse economiche assegnate, di beneficiari raggiunti e di raggruppamenti proponenti e consegnare al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di efficacia e impatto generato.

IL CONTESTO ITALIANO. Secondo i più recenti dati Eurostat pubblicati a dicembre 2025, l’Italia registra un netto miglioramento rispetto alle competenze digitali: la quota di popolazione tra i 16 e i 74 anni con competenze digitalidi base sale dal 45,7% al 54,2%. Si tratta del secondo incremento più alto nell’UE, dopo la Danimarca, che consente al Paese di ridurre sensibilmente il divario con la media europea, pari a circa 60%. Nonostante il trend positivo, permangono ancora divari significativi che si accentuano con l’età e con il livello di istruzione: nella fascia 35-54 anni le competenze digitali di base riguardano il 78,3% dei laureati, ma solo il 25,7% di chi ha al massimo un titolo di istruzione secondaria inferiore, con effetti diretti sulle possibilità di rientro nel mercato del lavoro per chi è fuori dall’occupazione. La fragilità di disoccupati e inattivi è aggravata anche dalle disuguaglianze territoriali. I livelli più elevati di competenze digitali si registrano nella Provincia autonoma di Trento (56,8%), in Lombardia (53,4%), in Emilia-Romagna e nel Lazio (51,5%), mentre le percentuali più basse si osservano in Calabria (32,2%) e Campania (32,5%), ampliando il divario nelle opportunità di reinserimento lavorativo tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Nonostante la domanda di profili digitali sia in forte crescita – con oltre 222.000 annunci per professioni ICT nel biennio più recente e una quota di specialisti ICT pari al 4% degli occupati, contro il 5% della media UE – l’offerta di lavoratori adeguatamente formati resta insufficiente. Questo disallineamento si riflette anche nella struttura del lavoro esistente: solo il 37,1% degli occupati utilizza strumenti digitali per almeno metà del proprio tempo di lavoro, rispetto al 41,2% nella UE, indicando una diffusione ancora limitata delle competenze digitali nei contesti produttivi. In questo contesto, le carenze di competenze contribuiscono a rendere più difficile l’ingresso e il reinserimento nel mercato del lavoro, soprattutto per disoccupati e inattivi. Il quadro occupazionale conferma queste fragilità: a novembre 2025 il tasso di occupazione in Italia è pari al 62,6%, con un tasso di disoccupazione del 5,7% e una quota di inattivi ancora molto elevata, pari al 33,5% della popolazione in età lavorativa, con un’incidenza maggiore tra donne e adulti che non cercano attivamente un impiego.

A incidere negativamente è anche la partecipazione ancora limitata alla formazione continua: nel 2022 circa il 35,7% delle persone tra i 25 e i 64 anni ha preso parte ad attività di lifelong learning, comprensive di formazione formale (corsi universitari o equivalenti) e non formale (corsi brevi, seminari, apprendimento sul lavoro), con una crescita stimata tra il 39% e il 41,5% nel 2024-2025 secondo dati INAPP ed Eurostat. Nonostante il progresso, il tasso resta inferiore all’obiettivo UE del 47% fissato per il 2025, riducendo le opportunità di aggiornamento soprattutto per disoccupati e inattivi, che rischiano di rimanere esclusi dai processi di innovazione e trasformazione produttiva. In questo scenario, investire nel rafforzamento delle competenze digitali delle persone disoccupate e inattive è una priorità strategica per aumentare l’occupabilità, favorire il reinserimento lavorativo e ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali, contribuendo alla sostenibilità economica e sociale del Paese.

Per Alessio Butti, Sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica: “Per il Governo investire nelle competenze digitali rappresenta una priorità strategica per il futuro dell’Italia. In un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e dalla crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale, il rafforzamento di un solido patrimonio di competenze è una condizione essenziale per garantire piena partecipazione alla vita del Paese e sostenere uno sviluppo economico e sociale duraturo. Promuovere l’inclusione digitale significa mettere ogni cittadino nelle condizioni di essere protagonista della vita democratica e di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione. In questa direzione si inserisce il sostegno del Dipartimento per la Trasformazione Digitale all’azione e al ruolo del Fondo per la Repubblica Digitale e in particolare al nuovo bando rivolto a disoccupati e inattivi, il cui obiettivo è consolidarne le competenze, favorirne la riqualificazione professionale e accompagnarne l’ingresso nel mercato del lavoro. Un’azione concreta per ridurre il divario digitale e costruire un’Italia più moderna e competitiva”.

Per Giovanni Azzone, Presidente di Acri: “Con questo nuovo bando il Fondo Repubblica Digitale prosegue l’impegno per contribuire a ridurre il divario di competenze digitali nel Paese. La diffusione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale rende sempre più necessario un aggiornamento continuo, ma non tutti hanno le stesse possibilità di accedervi, con il rischio di acuire le disuguaglianze già esistenti. Le prime evidenze della valutazione d’impatto sui progetti finora sostenuti dal Fondo indicano risultati positivi, sia nel rafforzamento delle competenze sia nelle opportunità di inserimento lavorativo. Le Fondazioni di origine bancaria confermano dunque la loro fiducia in un’iniziativa che contribuisce a sperimentare soluzioni efficaci per rendere più equo l’accesso alle nuove competenze digitali.”

Per Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Con il bando Prospettive+, il Fondo per la Repubblica Digitale prosegue nel proprio impegno per un Paese più giusto e inclusivo, in cui la transizione digitale non lasci indietro nessuno. Le persone disoccupate e inattive non sono semplici destinatarie degli interventi, ma protagoniste di un percorso di crescita collettiva che riconosce il valore di ogni cittadina e cittadino. La nuova fase di scale-up punta a consolidare e valorizzare le esperienze più efficaci, mettendo a disposizione del decisore pubblico modelli solidi e replicabili su scala nazionale. In questo quadro, la collaborazione tra Governo e Fondazioni di origine bancaria rappresenta un pilastro essenziale per costruire una visione di lungo periodo e mobilitare le risorse necessarie a ridurre i divari sociali e territoriali che ancora segnano il nostro Paese.”

PROSPETTIVE+. C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per presentare progetti, attraverso il portale Re@dy da parte di enti del terzo settore, soggetti privati senza scopo di lucro e soggetti pubblici. Le proposte devono essere presentate da partenariati costituiti da un minimo di tre fino a un massimo di otto soggetti. Il bando mette a disposizione 25 milioni di euro e mira a sostenere progetti in grado di rafforzare le competenze digitali di persone disoccupate e inattive, tra i 34 e i 67 anni, al fine di consentirne la riqualificazione professionale e l’inserimento nel mercato del lavoro.

COS’È IL FONDO. Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità e cittadini. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

Federcaccia: Pdl su carne equina nuovo attacco alla ruralità

Federcaccia: Pdl su carne equina nuovo attacco alla ruralità

Roma, 19 feb. (askanews) -“Dopo il coniglio è adesso il cavallo a essere portato all’attenzione degli italiani come nuovo animale da affezione, proibendone e sanzionandone il consumo. Il metodo è il consueto: fare leva sull’emotività per sferrare l’ennesimo attacco alla ruralità e alle sue tradizioni”: così il presidente nazionale di Federcaccia, Massimo Buconi, commenta la notizia che il Parlamento affronterà l’esame della proposta di legge “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”, presentata da Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati), presidente della LIDAA. La proposta ha iniziato il suo iter in Commissione Agricoltura della Camera e a questa si sono aggiunte le proposte a firma di Susanna Cherchi del Movimento Cinque Stelle e di Luna Zanella di Avs. Una norma che, se approvata, equiparerebbe cavalli, asini e muli a cani e gatti, vietandone di fatto l’uso produttivo e il consumo alimentare.

“Sebbene il cavallo non sia ovviamente una specie cacciabile e quindi non rientri direttamente negli interessi venatori”, Federcaccia in una nota sottolinea che “il cavallo è il fulcro di un patrimonio storico e folkloristico inestimabile, che va dalle grandi manifestazioni popolari come il Palio di Siena, da sempre sotto attacco degli animalisti, alle tradizioni gastronomiche locali che caratterizzano intere regioni d’Italia, dalla Lombardia, al Veneto alla Puglia. Trasformare per legge il cavallo o uno dei suoi ‘cugini’ in un ‘membro del salotto di casa’ significa recidere il legame millenario tra l’uomo, l’animale e la terra”.

Nonostante la proposta di legge preveda facilitazioni per la transizione degli allevamenti verso altre forme di impiego, il danno al settore produttivo appare inevitabile. “Senza la filiera zootecnica e il valore economico legato all’allevamento – sottolinea Buconi – verrebbe meno l’interesse stesso a far nascere e crescere questi animali. Il paradosso è servito: nel nome di una tutela ideologica, il cavallo finirebbe per diventare un animale raro, un bene di lusso che pochissimi potrebbero permettersi di mantenere, scomparendo dalle nostre campagne e dal vissuto quotidiano della gente comune. Aprendo perdipiù le porte a un consumo delle sue carni importate da Paesi con standard di sicurezza e attenzione inferiori ai nostri o peggio, clandestine”.

“L’auspicio che questa proposta di legge rimanga soltanto l’ennesima forzatura ideologica di una parte che, malgrado le affermazioni propagandistiche, rimane decisamente minoritaria fra gli italiani e i loro rappresentanti parlamentari, non è in questo caso certo una difesa di categoria, ma una chiara e per noi sacrosanta tutela dell’identità rurale e della biodiversità zootecnica italiana”, conclude il presidente di Federcaccia.

Cina, film sponsorizzato da servizi segreti tra campioni d’incasso

Cina, film sponsorizzato da servizi segreti tra campioni d’incasso

Roma, 19 feb. (askanews) – Un thriller di spionaggio sostenuto direttamente dai servizi d’intelligence cinesi è diventato uno dei maggiori successi cinematografici del Capodanno lunare, dando così un segno della crescente centralità del tema della sicurezza nazionale nella cultura popolare e nella comunicazione politica della Cina di Xi Jinping. Lo racconta oggi il South China Morning Post.

“Scare Out”, diretto dal regista Zhang Yimou, tra i cineasti cinesi più noti a livello internazionale, è il primo film prodotto sotto la supervisione diretta del Ministero della Sicurezza di Stato, che ha dichiarato che la sceneggiatura si ispira a casi reali di controspionaggio. La pellicola racconta la caccia a un ricercatore accusato di aver trasmesso all’estero informazioni su un caccia stealth, mentre gli agenti scoprono l’esistenza di una talpa all’interno dei propri ranghi.

Secondo la piattaforma Maoyan, il film ha incassato 483 milioni di yuan (circa 70 milioni di dollari) nei primi tre giorni dell’Anno del Cavallo, collocandosi al secondo posto del box office festivo dietro la commedia automobilistica “Pegasus 3”, che ha raggiunto 1,5 miliardi di yuan. Gran parte delle riprese è stata effettuata a Shenzhen, hub tecnologico al confine con Hong Kong, scelta che sottolinea l’intreccio tra innovazione, sicurezza e competizione tecnologica evocato dal film.

In un’intervista alla televisione di Stato CCTV, Zhang – regista di film come “Lanterne rosse”, “La foresta dei pugnali volanti” e “Hero” – ha spiegato che funzionari della sicurezza nazionale hanno condiviso “molte storie dietro le quinte”, ma che trasformarle in un film di 100 minuti ha richiesto “grande precisione e ritmo serrato”. Pur riconoscendo che alcune modalità operative restano riservate, il regista ha affermato che le soluzioni narrative adottate sono state considerate plausibili dai consulenti governativi.

Il Ministero della Sicurezza di Stato – l’istituzione che guida i servizi segreti cinesi – ha accompagnato l’uscita con una campagna mediatica in cui collega direttamente il contenuto del film alle sfide contemporanee: “minacce come lo spionaggio informatico, l’infiltrazione tecnologica e il furto di dati biometrici stanno diventando sempre più diffuse”, ha affermato l’agenzia in un post sui social, definendo la protezione dei dati “una salvaguardia fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo futuro della nazione”. Il film è stato descritto come “un avvertimento tempestivo radicato nella realtà” e come strumento di educazione alla sicurezza su scala nazionale.

La promozione ha insistito anche sull’idea che lo spionaggio moderno si annidi nella vita quotidiana, con scene ambientate in contesti ordinari – dai servizi di consegna ai luoghi pubblici affollati – per mostrare la natura “hi-tech e occulta” delle battaglie d’intelligence contemporanee. “La salvaguardia della sicurezza nazionale richiede non solo il coraggio e la dedizione degli agenti, ma anche la partecipazione attiva di ogni cittadino”, ha sottolineato il ministero.

Il successo commerciale e l’impronta istituzionale del film si inseriscono in una strategia più ampia di Pechino, che negli ultimi anni ha ampliato la definizione legale di spionaggio – includendo cyberattacchi contro infrastrutture critiche e attività rivolte anche a paesi terzi – e ha rafforzato la mobilitazione sociale sul tema della sicurezza. In questo ambito, la collaborazione diretta tra industria cinematografica e apparato di intelligence segnala l’uso crescente dell’intrattenimento come veicolo di narrazione patriottica e di sensibilizzazione pubblica sulle minacce percepite dallo Stato cinese.