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Autore: Redazione StudioNews

Imballaggi industriali e commerciali, Protocollo intesa UNIRIMA-Erion Packaging

Imballaggi industriali e commerciali, Protocollo intesa UNIRIMA-Erion PackagingRoma, 25 set. (askanews) – Dare vita a un modello virtuoso per il miglioramento e l’ottimizzazione della filiera di gestione integrata dei Rifiuti di Imballaggio provenienti dalle superfici industriali e commerciali. Questo è l’obiettivo del Protocollo d’Intesa firmato da UNIRIMA, l’Unione Nazionale Imprese Raccolta Recupero Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali, ed Erion Packaging, Consorzio del Sistema Erion, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dedicato alla gestione dei Rifiuti di Imballaggi dei prodotti tecnologici.


Il Protocollo d’Intesa nasce dalla volontà delle due realtà di attuare un programma sostenibile di ottimizzazione della filiera del packaging delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e delle batterie, in un’ottica di miglioramento delle performance ambientali e in linea con lo sviluppo di una adeguata prassi di economia circolare. Il programma congiunto prevede la promozione di un modello di convenzione tra gli associati UNIRIMA e i produttori consorziati a Erion Packaging. Inoltre, UNIRIMA ed Erion Packaging si impegnano all’attuazione di campagne di comunicazione e informazione rivolte al personale delle imprese associate a UNIRIMA e ai loro clienti, per estendere la conoscenza del programma e la diffusione delle migliori pratiche di gestione dei rifiuti. L’accordo stabilisce anche l’istituzione di un tavolo di attuazione e monitoraggio, composto da rappresentanti di entrambe le associazioni, per supervisionare l’attuazione del Protocollo d’Intesa e l’implementazione del programma. La collaborazione tra UNIRIMA ed Erion Packaging si inserisce nel solco della normativa italiana sui rifiuti, il D. Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 (“TUA”), che disciplina gli obblighi delle aziende nella gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio.


“La firma del Protocollo d’Intesa rappresenta un passo significativo verso un sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio più efficiente e sostenibile in Italia. L’iniziativa porterà all’aumento dei tassi di riciclaggio e recupero, contribuendo sostanzialmente alla transizione verso un’economia circolare, un settore in cui l’Italia rappresenta un esempio virtuoso e all’avanguardia a livello europeo. Ci auguriamo che questo accordo possa costituire un modello replicabile anche dagli altri consorzi del sistema Erion” ha dichiarato Giuliano Tarallo, Presidente di UNIRIMA. “La ricerca della sostenibilità ambientale e la promozione della circolarità delle Materie Prime Seconde rappresentano per Erion Packaging, e tutto il Sistema Erion, obiettivi quotidiani che tracciano la strada di un lavoro condotto per il bene del territorio, della salute pubblica e dell’economia. L’accordo con UNIRIMA guarda in questa direzione, fissando obiettivi di miglioramento della qualità e della quantità della raccolta del packaging su suolo commerciale e industriale. La collaborazione tra queste due importanti realtà dell’economia circolare è una vera e propria strategia per l’implementazione della transizione green in Italia e in Europa e questo Protocollo rappresenta un esempio che ci rende orgogliosi e ancora più convinti della sua utilità”, ha dichiarato Claudio Formisano, Presidente di Erion Packaging.

Cantina vignaioli Morellino Scansano: scoperto nuovo lievito ecotipico

Cantina vignaioli Morellino Scansano: scoperto nuovo lievito ecotipicoMilano, 25 set. (askanews) – Un nuovo lievito selezionato ecotipico è stato scoperto grazie alla collaborazione tra la Cantina Vignaioli Morellino di Scansano e il Centro ricerche Crisba dell’Istituto Agrario Leopoldo di Lorena di Grosseto. Si tratta di un ceppo di Saccharomyces cerevisae che il Centro ha selezionato a partire dalle uve Sangiovese provenienti dal vigneto Vigna Benefizio in località di Preselle (Scansano, Grosseto).


Il progetto è stato condotto con gli alunni della classe 5A del tecnico agrario, indirizzo Enologia e Viticoltura, che durante tutto l’anno scolastico hanno caratterizzato il microrganismo, sia dal punto di vista genetico, sia tecnologico. Il Crisba, in collaborazione con il Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia (Crea) di Asti, ha verificato le potenzialità del ceppo, che mostra un buon potere fermentativo e tollera bene la carenza di azoto prontamente assimilabile. Queste e altre proprietà positive lo hanno reso idoneo a proseguire i test di vinificazione su scala reale ed è stato utilizzato dalla cooperativa grossetana per una prova di fermentazione su 200 ettolitri di mosto. Il progetto, che coinvolge anche Unioncamere, è iniziato a settembre 2023 e ha lo scopo di individuare quei lieviti ecotipici che garantiscano grande affidabilità tecnologica senza tuttavia omologare le caratteristiche e l’originalità sensoriale del vino prodotto. “Come Cantina crediamo nella scienza, nell’innovazione e nel progresso e per questo ci ha fatto molto piacere collaborare con il centro di ricerca Crisba, dando la possibilità agli studenti di mettersi alla prova con un caso concreto” commenta Benedetto Grechi, presidente della Cantina Vignaioli Morellino di Scansano, aggiungendo che “l’auspicio è che grazie a questa selezione di lieviti fatta direttamente nei nostri vigneti si riesca a valorizzare ancora di più l’espressione del nostro territorio”.


“La collaborazione con la Cantina cooperativa ci ha permesso di tenere fede a uno dei princìpi fondanti del Crisba: svolgere la ricerca insieme agli studenti e al servizio del territorio” rimarca il professor Lorenzo Moncini, evidenziando che “i ragazzi hanno avuto l’opportunità di cimentarsi con una didattica improntata sul metodo scientifico e finalizzata a offrire un servizio concreto a una delle realtà più importanti del panorama vitivinicolo italiano. Inoltre – chiosa – testando il lievito su una scala reale, abbiamo avuto l’immediata applicazione del nostro lavoro sperimentale. Un privilegio per chi fa ricerca, abituato spesso a tempi lunghi fra le evidenze di laboratorio e il loro effettivo utilizzo”.

Toscana Promozione Turistica e Slow food Toscana al Terra Madre

Toscana Promozione Turistica e Slow food Toscana al Terra MadreRoma, 25 set. (askanews) – Toscana promozione turistica e Slow food toscana insieme a Terra Madre Salone del Gusto 2024, che si terrà a Torino al Parco Dora, dal 26 al 30settembre.


La Toscana si presenta al Salone del Gusto quest’anno con un messaggio chiaro: “la natura non è una risorsa da sfruttare, ma è il nostro habitat, viviamo in un ecosistema dove non possiamo esistere l’uno senza l’altro”. Slow Food Toscana ha deciso di costruire la partecipazione a questo evento, fin dalla prima edizione con le proprie condotte e la rete di Terra Madre Toscana. In questo viaggio Slow Food Toscana e Vetrina Toscana, saranno insieme attraverso Toscana Promozione Turistica, forti dell’accordo stretto proprio a Terra Madre nel 2022. Durante l’evento verrà esposta una mostra in omaggio a Sergio Staino con le vignette tratte dal Libro “Avanti popolo è primavera”, di Marco Noferi per Aska edizioni. Oltre alla mostra fotografica sulle donne della fotografa Lucia Baldini. Workshop, racconti, educazione al gusto, incontri e momenti conviviali animeranno lo spazio regionale.


Tra i temi sviluppati quello del Ben-essere” come “guida” per un viaggio salutare dove il benessere fisico va di pari passo con quello mentale, all’insegna del turismo “Slow”, dove verranno illustrati alcuni eventi del calendario autunnale di Vetrina Toscana come le cene di Girogustando all’insegna della cucina termale, in collaborazione con Confesercenti e Walking Tour, in cui si uniscono turismo, attività fisica ed enogastronomia alla scoperta dei Centri Commerciali Naturali, in collaborazione con Confcommercio. Dai prodotti identitari come il tartufo bianco, raccontato dalla Mostra Mercato del tartufo Bianco delle Crete Senesi e dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo Italiane, all’olio, elemento fondante della cucina mediterranea e vera e propria “medicina” per i suoi effetti salutari con un progetto specifico sulla carta degli oli presentato da Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Riconoscere volti è capacità innata, lo suggerisce studio su pulcini

Riconoscere volti è capacità innata, lo suggerisce studio su pulciniRoma, 25 set. (askanews) – Il cervello animale, compreso quello umano, è predisposto a riconoscere i volti? Esiste una propensione biologica innata per questa capacità? Domande che alimentano da tempo la diatriba tra chi sostiene questa tesi e chi invece ritiene che sia una capacità che si apprende con l’esperienza e con l’esposizione alle facce. Nel dibattito interviene un recente studio condotto da un gruppo di ricerca del Centro interdipartimentale Mente e Cervello (Cimec) dell’Università di Trento. Il team ha individuato, in pulcini di una settimana di vita che non sono mai stati esposti a volti, una popolazione di neuroni che rispondono a uno stimolo visivo simile a un viso, comprendente tre puntini che ricordano due occhi e un becco (o una bocca). Gli stessi animali non rispondono invece a tratti facciali isolati o a punti disposti in modo disordinato. I risultati dello studio “Innate face-selectivity in the brain of young domestic chicks” pubblicato su Pnas, suggeriscono che il riconoscimento dei volti è quindi innato.


Numerosi studi comportamentali suggeriscono che la selettività ai volti potrebbe essere una caratteristica innata del cervello. Sia i neonati umani sia i pulcini appena usciti dall’uovo che non hanno mai visto dei volti prima di venire alla luce, mostrano attrazione spontanea verso stimoli simili a volti composti da tre tratti scuri che rappresentano occhi e una bocca (o un becco). Tuttavia, il meccanismo neurale di questa predisposizione innata era sconosciuto. Gli esperimenti condotti dal gruppo di ricerca UniTrento hanno dimostrato che i neonati pennuti messi di fronte a forme che assomigliano a delle facce schematizzate reagiscono con una sensitività specifica. La risposta registrata è stata a livello di singoli neuroni e in una precisa regione cerebrale. Si chiama ‘nidopallio caudolaterale’ ed è considerata un equivalente aviario della corteccia prefrontale dei mammiferi.


Lo studio è stato condotto nel Laboratorio di cognizione animale e neuroscienze (ACN) del Cimec diretto da Giorgio Vallortigara. “Abbiamo fatto tutta una serie di controlli – spiega Vallortigara – utilizzando faccine schematiche in cui i puntini sono stati rovesciati, cambiati, disposti in tutte le combinazioni possibili. E questi neuroni sembrano rispondere proprio soltanto alle facce. Il che suggerisce che questa sensibilità ai volti è probabilmente innata nel cervello dei vertebrati”. Un altro aspetto interessante della ricerca riguarda la funzione di questa sensibilità, che spiega ad esempio, perché a volte ci sembra di vedere dei volti nelle nuvole o nelle macchie sui muri, il fenomeno cosiddetto della “pareidolia”. “Questo processo psicologico – dice Vallortigara – è il risultato di un meccanismo cerebrale naturale. È come se i nostri cervelli fossero dei diapason predisposti a essere sensibili a questa semplicissima configurazione di punti posti nelle posizioni giuste. Si tratta di stimoli che in natura non esistono. Nel mondo non ci sono faccine schematiche, però queste faccine platoniche sono il modo più economico per i cervelli di rappresentare qualcosa che assomigli a una faccia. Quindi un neonato o un pulcino appena nato sarà attratto da questi stimoli costituiti da tre macchiette scure disposte a triangolo rovesciato e così potrà imparare, col tempo, le caratteristiche specifiche della faccia della mamma e distinguerle da quelle di un estraneo. Questi neuroni agiscono come una sorta di face detector, dei meccanismi che favoriscono l’apprendimento su una particolare categoria di stimoli, importanti dal punto di vista della vita sociale”.


Lo studio – conclude Unitn – suggerisce che l’apprendimento non sarebbe possibile se non fosse sostenuto da un sistema di predisposizioni innate. Secondo gli autori della ricerca, imparare partendo da zero, attraverso prove ed errori, sarebbe infatti troppo dispendioso e il rischio di sbagliare elevato.

Eataly, Cipolloni: nel 2024 vediamo un’ottima crescita dell’Ebitda

Eataly, Cipolloni: nel 2024 vediamo un’ottima crescita dell’EbitdaMilano, 25 set. (askanews) – “Nel 2023 abbiamo fatto 41 milioni di Ebitda contro i 24 di un anno prima. Vediamo un’ottima crescita dell’Ebitda anche nel 2024 ma come l’anno scorso sono attento a comunicare numeri su fine anno perchè siamo molto legati all’andamento dal Natale”. Lo ha detto Andra Cipolloni, amminstratore delegato di Eataly, in occasione della presentazione del rinnovo del punto vendita Smeraldo a Milano. “Siamo molto contenti di come è andato l’anno finora – ha aggiunto – ma abbiamo davanti i tre mesi più importanti dell’anno”. Poco prima Cipolloni aveva detto che “L’italia è già andata molto molto bene l’anno scorso e così quest’anno. Uno dei mantra su Eataly è sempre stato che funziona negli Usa ma non in Italia. In realtà in Italia siamo in grandissimo recupero di redditività e questo punto vendita fa un fatturato molto interessante”.

In Italia solo il 3,5% aziende agricole ha il fotovoltaico

In Italia solo il 3,5% aziende agricole ha il fotovoltaicoRoma, 25 set. (askanews) – In Italia su 1.133.006 aziende agricole soltanto 40.000 (3,5%) hanno un impianto fotovoltaico e al Bando Agrisolare non stanno accedendo abbastanza imprese (2,5% del totale) soprattutto se consideriamo quelle del sud. Basti pensare che oggi gli impianti fotovoltaici presenti nel nostro paese producono circa 2.571 MWh di energia green e il totale del consumo di energia del settore agricolo in Italia è di 10.000.000 MWh. Sono i dati resi noti da Veronica Pitea, Presidente di Aceper, l’associazione dei consumatori e produttori di energie rinnovabili.


“Fra il 2005 e il 2019 il settore agricolo italiano ha già diminuito le proprie emissioni di gas serra del 9%, ma le politiche climatiche europee hanno stabilito che l’Italia dovrà ridurle ulteriormente e del 33% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030. “L’utilizzo di energia fotovoltaica darebbe certamente un’importante mano a tutte le aziende agricole”, ha aggiunto Pitea. Lo scorso 16 settembre il Governo ha dato il via ufficialmente al terzo Bando Parco Agrisolare 2024 dedicato alle regioni del Mezzogiorno che si chiuderà il prossimo 14 ottobre e che prevede contributi destinabili alle imprese agricole e agroindustriali che desiderano investire in energia solare fotovoltaica. “Fin qui in Italia soltanto 25.000 realtà hanno aderito ai Bandi legati all’agrisolare aprendo così una porta al fotovoltaico. Di certo, visti i numeri di consumo di energia che registriamo in Italia, sono dati troppo bassi rispetto al nostro fabbisogno, vorrebbe dire aumentare il consumo di energia green soltanto di 15000 MWh circa. E ciò non è di certo sufficiente per migliorare la competitività a livello nazionale e per diminuire la pressione fiscale sugli utenti finali”, ha ammesso Pitea.


I numeri sono ancor più preoccupanti se si considera il Mezzogiorno: “abbiamo analizzato il database di ACEPER che conta oltre 10mila associati in totale: sono state presentate solo 500 pratiche dalle aziende agricole, di cui solo 20 provengono dal sud Italia”, ha proseguito la Presidente di ACEPER. L’Italia resta dunque indietro rispetto agli altri paesi europei nelle rinnovabili e non sta sfruttando a dovere neppure l’ultimo Bando Agrisolare aperto dal Governo.

Eataly, Cipolloni: Borsa? In questo momento no, ma tutte opzioni aperte

Eataly, Cipolloni: Borsa? In questo momento no, ma tutte opzioni aperteMilano, 25 set. (askanews) – “Ci sono tutte le opzioni aperte ma in questo momento non stiamo lavorando per una quotazione in borsa. Abbiamo tutto quello che serve per sostenere il piano di sviluppo dei prossimi anni”. A dirlo l’amministratore delegato di Eataly, Andrea Cipolloni, in occasione della presentazione del rinnovo del punto vendita Smeraldo a Milano.


“Su Internet si trovano tante dichiarazioni sulla quotazione in borsa di Eataly – ha detto – ma noi siamo all’inizio di un percorso con un fondo di private equity come Investindustrial”. “Arriverà sicuramente il momento di fare considerazioni con gli azionisti sul percorso futuro di Eataly – ha aggiunto – ma in questo momento non ci stiamo lavorando. L’azienda aveva bisogno di un ambio di passo e il management è molto occupato”.

A2A, Mazzoncini: entro fine anno possibile accordo con Ascopiave

A2A, Mazzoncini: entro fine anno possibile accordo con AscopiaveMilano, 25 set. (askanews) – Si può arrivare a un accordo già a fine anno tra A2A e Ascopiave, per la cessione di parte della rete di distribuzione gas in Lombardia, nelle province di Brescia, Bergamo, Cremona, Pavia e Lodi, che attualmente è gestita da società controllate al 100% da A2A. Lo ha spiegato l’Ad di A2A, Renato Mazzoncini, a Milano per l’Energy Summit organizzato dal Sole 24 Ore. “E’ partita la due diligence e adesso abbiamo dato un’esclusiva sino al 15 dicembre. Ci muoviamo abbastanza velocemente, entro fine anno ci potrebbe essere qualche novità”, ha spiegato ai cronisti. “Abbiamo aperto un’esclusiva, il lavoro è abbastanza lungo e per fine anno al massimo si può arrivare a un signing non certo a un closing”, ha chiosato il top manager.

Trenitalia presenta nuovo Frecciarossa che può raggiungere 360km/h

Trenitalia presenta nuovo Frecciarossa che può raggiungere 360km/hBerlino, 25 set. (askanews) – Più tecnologico e più sostenibile, il nuovo Frecciarossa 1000 di Trenitalia (Gruppo FS) inizierà a viaggiare sui binari italiani entro la fine del 2025 raggiunge una velocità massima di 300 km/h (è omologato per raggiungere i 360 km/h). Il nuovo treno è stato presentato oggi a Berlino, durante la fiera internazionale Innotrans, dal Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, dall’Ambasciatore d’Italia in Germania Amando Varricchio, dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia (Gruppo FS) Luigi Corradi e dal CEO di Hitachi Rail Group Giuseppe Marino.


Trenitalia ha commissionato a Hitachi per la fornitura di 36 treni ETR1000, con opzione per ulteriori 10 convogli, per un totale di 46 treni e un valore economico complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro. Le prime consegne sono previste a partire dal prossimo anno, fino al 2028, con un ritmo di circa otto treni l’anno.


Tra le caratteristiche della nuova generazione di Frecciarossa 1000, l’aumento del tasso di riciclabilità che arriva al 97,1% (+2,7% rispetto alla precedente flotta), un’affidabilità accresciuta grazie al miglioramento dell’efficienza del sistema di trazione, unito ad un miglioramento dell’efficienza energetica. Il Frecciarossa 1000 è stato progettato e realizzato per viaggiare, oltre l’Italia, su sette reti ferroviarie europee, Francia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio.


Frecciarossa raggiunge 120 destinazioni in Italia con oltre 270 collegamenti giornalieri, e corre anche sui binari di Spagna e Francia. «Le informazioni contenute in questo messaggio e negli eventuali allegati sono di natura riservata e per uso esclusivo del destinatario. Qualunque utilizzazione,

Abi studia possibili misure per maggiore liquidità allo Stato

Abi studia possibili misure per maggiore liquidità allo StatoRoma, 25 set. (askanews) – Il Comitato esecutivo dell’Abi, che si è riunito oggi a Milano, presieduto da Antonio Patuelli, ha deliberato all’unanimità di incaricare il direttore generale, Marco Elio Rottigni, di approfondire eventuali misure che possano mettere a disposizione una maggiore liquidità per il bilancio dello Stato.


Tali misure, aggiunge l’Abi con una nota, dovranno essere di natura temporanea e predeterminata, con effetti esclusivamente finanziari, salvaguardando il patrimonio e i bilanci delle banche e senza effetti retroattivi, per non penalizzare la competitività delle banche operanti in Italia rispetto alle banche degli altri mercati bancari europei, e quindi consentire di continuare a fornire il pieno sostegno a famiglie e imprese.