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Autore: Redazione StudioNews

Lombardia, Fontana incontra a Riyad ministro saudita a investimenti

Lombardia, Fontana incontra a Riyad ministro saudita a investimentiMilano, 17 set. (askanews) – Due giorni in Arabia Saudita per rafforzare i legami tra la Lombardia e questo Paese. E, ancora, ampliare reciprocamente tutte le opportunità, non solo in ambito imprenditoriale, ma anche in altri settori come il turismo, lo sport, la cultura e la collaborazione con le Università. Questi gli obiettivi con cui ha preso il via oggi a Riyad, la missione istituzionale della Regione Lombardia guidata dal presidente Attilio Fontana. La prima, in tempi recenti, come riferito dai diplomatici italiani presenti nella capitale, che vede la presenza di un presidente di Regione in Arabia Saudita.


Al fianco del presidente lombardo, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali, Raffaele Cattaneo, e una delegazione composta da rappresentanti di Assolombarda, Promos, FederlegnoArredo, Arexpo, Fiera Milano, Politecnico di Milano, Università Statale e Bicocca di Milano e dell’Insubria, oltre a 12 aziende (al seguito di Assolombarda) interessate ai rapporti con questo Paese. Dopo aver salutato e ringraziato l’ambasciatore Carlo Baldocci che ha sottolineato “quanto significativa e strategicamente importante sia questa missione”, il presidente Fontana ha incontrato il ministro degli Investimenti, Khalid Al Falih.


“È uno dei momenti più importanti della nostra missione – ha evidenziato il governatore – e fa seguito alla recente visita del ministro, a inizio settembre, nella sede della Regione, a Milano. Qui il ‘modello Lombardia’, declinato sul sistema Universitario, sull’innovazione tecnologica delle imprese, sulle eccellenze sanitarie e sul design, piace ed è molto apprezzato. Siamo convinti che la nostra collaborazione possa raggiungere legami ancor più stretti, in grado di produrre effetti rilevanti per noi e per l’Arabia Saudita attraverso interscambi di progetti, di iniziative e la presenza di reciproci rappresentanti nei rispettivi territori”.

Arriva Gennaro Esposito nato netturbino l’ultimo di Felice Romano

Arriva Gennaro Esposito nato netturbino l’ultimo di Felice RomanoRoma, 17 set. (askanews) – Felice Romano, cantautore napoletano, si prepara all’uscita del suo nuovo album, dal titolo “Gennaro Esposito nato netturbino”, prevista per il 15 ottobre. L’artista continua a far musica mettendoci cuore, anima e ispirandosi agli anni Ottanta e Novanta. “Per il mio nuovo lavoro, ho utilizzato un linguaggio musicale di fine anni Ottanta-inizi Novanta – precisa Felice Romano – molto particolare. L’idea di partenza è stata creare un “alter ego” a Felice Romano, che si chiama appunto Gennaro Esposito, di professione netturbino. È differente dagli altri netturbini perché non spazza la sporcizia dalle strade della città e del mondo, ma quelle che ognuno di noi ha nell’animo, nel cuore. Con il suo strumento, la musica, con la quale cerca di fare riflettere e fare uscire fuori tutte le cose brutte che sono nell’animo di una persona. Nell’album ci sono dieci canzoni che affrontano cose brutte che sembrano piccole, ma che messe insieme fanno capire come il mondo potrebbe essere migliore se ognuno si pulisse l’anima dalle cattiverie. Ci sono anche canzoni d’amore come “Allora vasame” con un quartetto contrabbasso, piano, violoncello e fisarmonica”. I musicisti che hanno affiancato Felice Romano nella realizzazione dell’album sono grandi artisti, Ivano Petti e Davide Frezza alla batteria, Catello Tucci al violoncello, Franco Ponzo alle chitarre, Giacomo Buffa al contrabbasso e al basso. Alle tastiere e al piano Saverio Carpine che ha curato anche gli arrangiamenti. Il missaggio e mastering è stato curato da Francesco Di Tullio, gli arrangiamenti piano e fisarmonica da Antonio Ottaviano. Il video editor è Alessandro Freschi. In effetti il disco non è altro che il racconto del modo di vedere la vita da parte di Romano. “Sì, è proprio questo. In particolare il senso del lavoro si trova nel brano che chiude l’album che è appunto “Gennaro Esposito nato netturbino”, una sorta di livella rivista. In esso ci sono lo spazzino che per tanti anni ha spazzato i sentimenti dei napoletani e il nobile che si pente per i tanti anni che non gli ha rivolto la parola e lo ha visto spazzare per anni guardandolo come se fosse l’ultima delle persone e invece qui viene rivalutato. Questo è il mio messaggio: se ognuno di noi mettesse più cuore il mondo sarebbe diverso e di certo migliore”. Ma cosa pensa Romano della musica di oggi? “La musica oggi è fatta di loop e sequenze scaricate dal pc, ma non è musica questa. Viviamo un periodo oscurantista che spero finisca presto”.

Stellantis, Tavares: non c’è problema di organico, focus su cambi

Stellantis, Tavares: non c’è problema di organico, focus su cambiMilano, 17 set. (askanews) – “Non abbiamo problemi di organico a Mirafiori. Anzi vogliamo aumentare la produzione di cambi e-Dct il cuore della nostra tecnologia mild-hybrid per cui la domanda è molto forte, perché consente di abbattere le emissioni a prezzi accessibili”. Lo ha detto il Ceo di Stellantis Carlos Tavares a Mirafiori per l’inaugurazione dell’hub globale di Pro One.


A Mirafiori, ha aggiunto Tavares ci sono anche il “Circular Economy Hub che sta andando molto bene con una profittabilità molto buona, il Battery Hub e ora anche l’hub globale di Pro One, la divisione dei veicoli commerciali”.

Acea, Tavares: non corretto cambiare regole su emissioni 2025

Acea, Tavares: non corretto cambiare regole su emissioni 2025Milano, 17 set. (askanews) – “Non è corretto cambiare le regole all’inizio del gioco”. Così il Ceo di Stellantis Carlos Tavares in merito alla richiesta partita dall’Acea, l’associazione dei costruttori europei di cui Stellantis non fa più parte, di posticipare di due anni l’entrata in vigore nel 2025 dei nuovi limiti sulle emissioni medie delle flotte.


“La competizione deve svolgersi con le regole che sono state decise. E non è stato facile per noi adeguarci. E ora a pochi mesi dall’inizio della scadenza viene chiesto di modificarle per le difficoltà di alcuni a raggiungere le quote di bev necessarie a raggiungere gli obiettivi. Noi ci stiamo preparando, siamo pronti a competere e non vogliamo cambiare le regole”, ha aggiunto.

Draghi: riportare l’innovazione in Europa e tornare all’avanguardia

Draghi: riportare l’innovazione in Europa e tornare all’avanguardiaRoma, 17 set. (askanews) – “Dobbiamo riportare l’innovazione in Europa”. E il rapporto appena presentato “formula proposte tramite una riforma del sistema alla base dell’innovazione”, per riportare le nostre istituzioni educative “all’avanguardia e incentivare il commercio delle idee”. Lo ha affermato l’ex presidente del consiglio italiano e della Bce, Mario Draghi intervenendo a Strasburgo, alla plenaria del Parlamento europeo, per una discussione sul suo rapporto sulla competitività.


“Solo un terzo dei brevetti registrati in Europa vengono sfruttati commercialmente”, ha notato. “Il passo successivo è incoraggiare le start-up in Europa a crescere, rimuovendo gli ostacoli. Non si tratta qui di togliere regole, ma di assicurare il giusto equilibrio tra cautela e innovazione e assicurare che l’innovazione sia applicata in maniera coerente in Europa”, ha spiegato.


Draghi ha menzionato “una iniziativa” esemplare in questo ambito: la proposta di creare “un nuovo statuto legale Ue che darebbe alle compagnie una singola identità digitale, valida in tutta l’Unione, in modo da assicurare una legislazione ammortizzata. Serve anche una profonda revisione di come spendiamo sull’innovazione in Europa”, ha aggiunto.

Fukushima, nuovo stop per recupero materiale altamente radioattivo

Fukushima, nuovo stop per recupero materiale altamente radioattivoRoma, 17 set. (askanews) – La TEPCO, compagnia elettrica che gestisce la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, teatro nel 2011 del peggiore incidente atomico dai tempi di Cernobyl, ha annunciato oggi di aver nuovamente interrotto l’inedita operazione di recupero di materiali altamente radioattivi che ancora adesso si trovano nei reattori andati in fusione dell’impianto.


Da una settimana la Tokyo Electric Power Company ha avviato un primo tentativo di recupero dei materiali readioattivi dal reattore 2 della centrale. Dopo che aveva dovuto una prima volta rimandare, la compagnia è stata costretta anche oggi a fermare l’attività perché le telecamere installate sul braccio robotico ad altissima tecnologia che si inoltra nel reattore hanno smesso di funzionare. TEPCO sta cercando di identificare la causa del problema e di ripristinare il funzionamento delle apparecchiature, ma non ha una stima dei tempi di riattivazione.


Al momento non è ancora stato recuperato neanche un grammo di questo materiale fuso altamente radioattivo. E assolutamente impsosibile effettuare operazioni che comportino presenza umana a quei livelli di esposizione. Il braccio robotizzato, fino a ieri, si è mosso per estendersi all’interno del contenitore di sicurezza e iil dispositivo sviluppato per afferrare i detriti, collegato tramite cavi, è arrivato vicino al fondo del contenitore. E’ anche entrato in contatto con delle concrezioni che si pensa siano detriti radioattivi. Tuttavia oggi, all’inizio della verifica di funzionamento dell’attrezzatura, due delle quattro telecamere installate su di essahanno smesso di funzionare e non è stato possibile riattivarle. Quindi la TEPCO ha deciso di sospendere l’attività.


TEPCO aveva pianificato di cominciare il recupero dei detriti all’inizio di questa settimana. A partire da domani si cercherà di individuare la causa del problema e di ripristinare le apparecchiature, senza poter ancora prevedere una data di ripresa delle operazioni. “Stiamo procedendo con la verifica della causa, dando la massima priorità alla sicurezza. Consideriamo normale che le apparecchiature possano rompersi, e in quel caso è fondamentale fermarsi e procedere con cautela. Continueremo a gestire la situazione con la massima attenzione”, ha detto un rappresentante della compagnia elettrica in una conferenza stampa.


La questione dei residui di combustibile nucleare altamente radioattivo è il principale ostacolo allo smantellamento definitivo della centrale, i cui reattori 1, 2 e 3 andarono in fusione in seguito al devastante terremoto tsunami dell’11 marzo 2011 nel Giappone nordorientale. Si stima che all’interno dei serbatoi di contenimento dei tre reattori vi siano circa 880 tonnellate di detriti di combustibile nucleare fuso. Un primo tentativo di recupero era iniziato il 22 agosto scorso, ma era stato interrotto in seguito a un errore nella configurazione dei tubi per l’inserimento nel serbatoio di contenimento dell’attrezzatura retrattile necessaria al recupero del materiale pericoloso. TEPCO ha scelto il reattore No. 2 come il primo da cui iniziare l’attività, poiché la situazione all’interno è più chiara rispetto agli altri, essendo l’unico tra i tre reattori interessati alla fusione del materiale radioattivo a non aver subito anche un’esplosione di idrogeno. Secondo il piano, TEPCO spera di recuperare fino a 3 grammi di detriti utilizzando un dispositivo telescopico dotato di uno strumento di presa. Il dispositivo può estendersi fino a 22 metri e accedere ai detriti attraverso un punto di penetrazione nel contenitore primario di contenimento. Secondo il programma di smantellamento stabilito dal governo e da TEPCO, la rimozione dei detriti sarà la terza e ultima fase del processo, che si prevede durerà tra i 30 e i 40 anni. Il dispositivo tubolare è inserito attraverso un punto di penetrazione situato sul lato del contenitore del reattore, che ha un diametro interno di circa 55 cm e una lunghezza di circa 2 metri. Oltre la “valvola d’isolamento”, c’è un binario di circa 7,2 metri collegato alla base del recipiente a pressione del reattore, dove si trovano i detriti. Una volta raggiunto questo binario, un braccio situato all’estremità del tubo ruota verso il basso per spostarsi verso la base. L’estremità del tubo è dotata di una pinza metallica a due punte per afferrare i detriti. Il tubo sarà poi estratto dal contenitore del reattore seguendo lo stesso percorso, e i detriti saranno collocati in una scatola di trasporto, che verrà poi trasferita tramite un carrello in una “glove box” nucleare, progettata per la manipolazione di materiale radioattivo all’interno dell’edificio del reattore. Dopo aver misurato i livelli di radiazione e altri parametri all’interno della scatola, i detriti saranno trasferiti in un contenitore di trasporto per essere portati in un impianto di analisi nella vicina prefettura di Ibaraki.

Von der Leyen presenta lista dei nuovi commissari Ue designati

Von der Leyen presenta lista dei nuovi commissari Ue designatiStrasburgo, 17 set. (askanews) – La presidente riconfermata della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato oggi a Strasburgo, prima nella Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo e poi in conferenza stampa, la lista dei nuovi commissari, con i titoli dei portafogli loro assegnati, per il nuovo Esecutivo comunitario.


La lista presenta non poche sorprese in confronto alle diverse anticipazioni di stampa che erano uscite nelle ultime due settimane, anche al di là della novità dell’ultima ora di ieri, la sostituzione del francese Thierry Breton con Stéphane Séjourné. Innanzitutto, riguardo all’equilibrio di genere, ci sono 11 donne e 16 uomini. All’inizio, ‘quando ho ricevuto la prima serie di nomine dei candidati, avevamo circa il 22% di donne e il 78% di uomini. Questo era inaccettabile’, ha ricordato von der Leyen. E ha aggiunto: ‘Così, ho lavorato con gli Stati membri e alla fine siamo stati in grado di migliorare l’equilibrio di genere con il 40% di donne e il 60% di uomini’.


I sei vicepresidenti esecutivi, due uomini e quattro donne, non comprendono (come invece prevedevano tutte le indiscrezioni di stampa) gli attuali commissari riconfermati Valdis Dombrovskis (lettone, del Ppe ) e Maros Sefcovic (slovacco). E’ confermato invece il ruolo di vicepresidente esecutivo per l’italiano Raffael Fitto (Fdi-Ecr), che avrà però un portafogli più leggero rispetto alle anticipazioni di stampa, comprendente solo la Coesione e le ‘Riforme’. ‘Sarà responsabile per la politica di coesione, lo sviluppo regionale e le città’, ha riferito von der Leyen, aggiungendo: ‘Ci baseremo sulla sua vasta esperienza per contribuire a modernizzare e rafforzare la nostra coesione, gli investimenti e le politiche per la crescita’. Fitto si occuperà anche della gestione dei piani nazionali di ripresa post pandemica (Pnrr).


Gli altri cinque vicepresidenti esecutivi saranno: 1) l’estone Kaja Kallas (Renew), già nominata dal Consiglio europeo Alto Rappresentante per la Politica estera comune; 2) la socialista spagnola Teresa Ribera (con il portafoglio ‘Transizione pulita, giusta e competitiva’), che sarà anche responsabile della Politica di Concorrenza, e di ‘assicurare che l’Europa continui a perseguire i suoi obiettivi fissati dal Green Deal’, e che l’economia europea sia ‘decarbonizzata e industrializzata allo stesso tempo’, ha detto von der Leyen; 3) la finlandese del Ppe Henna Virkkunnen (‘Sovranità tecnologica, Sicurezza e Democrazia’, ma responsabile anche delle ‘tecnologie di frontiera e digitali’); 4) il francese di Renew Stéphane Séjourné (‘Prosperità e strategia industriale’, ma sarà responsabile anche per l’Industria, le Pmi e il Mercato unico); 5) la socialista rumena Roxana Minzatu (‘Persone, Competenze e Preparazione’), che in sostanza si occuperà di Istruzione e Cultura, Qualificazione professionale, Occupazione e Diritti sociali. Per quanto riguarda le affiliazioni politiche, 13 commissari designati, più la presidente von der Leyen, sono del Ppe, cinque sono dl gruppo liberale Renew, e quattro del gruppo S&D (Socialisti e Democratici), più Sefcovic, del partito slovacco Smer, che si definisce socialdemocratico, ma che è stato sospeso dal Pse (a causa delle posizioni del suo leader, Robert Fico). Inoltre, ci sono Fitto dei Conservatori e Riformisti (Ecr), e Oliver Varhelyi, riconfermato dal premier ungherese Viktor Orbán, del partito nazionalista ed euroscettico Fidesz, findatore del nuovo gruppo di estrema destra dei Patrioti per l’Europa.


Da notare che Dombrovskis, pur non essendo stato confermato vicepresidente esecutivo, avrà il portafogli su ‘Economia e Produttività, Attuazione e Semplificazione’, che gli lascerà molto potere all’interno della nuova Commissione. D’altra parte, von der Leyen ha riferito che ‘almeno 20 Stati membri avrebbero voluto un portafogli economico importante per il commissario da loro indicato, ma – ha osservato ironicamente – non abbiamo 20 portafogli economici nella Commissione’. Quanto agli altri commissari designati, lo slovacco Maros Sefcovic sarà commissario per il commercio e la sicurezza economica, ‘un nuovo portafoglio che include anche la politica doganale. Gli ho anche affidato un secondo ruolo: Commissario per le Relazioni interistituzionali e la trasparenza’, ha detto von der Leyen. La croata Dubravka Suica (Ppe) sarà commissaria per il Mediterraneo, un nuovo ruolo che prima non esisteva e che era stato preannunciato da von der Leyen nei mesi scorsi. ‘Sarà anche responsabile del più ampio vicinato meridionale’, e ‘collaborerà a stretto contatto con Kaja Kallas e molti altri commissari per sviluppare i nostri interessi comuni con la regione’, ha spiegato la presidente della Commissione. L’ungherese Olivér Várhely sarà commissario per la Salute e il benessere degli animali, e sarà responsabile per l’Unione europea della salute. L’olandese Wopke Hoekstra (Ppe) sarà commissario per il Clima, la decarbonizzazione (‘zero emissioni nette’) e la ‘crescita pulita’. Sarà anche responsabile della tassazione. Il lituano Andrius Kubilius (Ppe) sarà il commissario per la Difesa (nuovo portafogli) e lo Spazio. Lavorerà allo sviluppo dell’Unione europea della Difesa e al rafforzamento della capacità industriale e di investimento in questo settore. La slovena Marta Kos (Renew), sarà commissaria per l’Allargamento dell’Ue, responsabile anche del Vicinato orientale. ‘Va notato – ha ricordato von der Leyen – che il Governo della Slovenia ha suggerito Marta Kos come membro del Collegio dei commissari’. Ma ‘è ancora in corso la procedura di nomina che prevede la consultazione del Parlamento nazionale per un parere – ha rilevato – che non è vincolante’. Kos, ha aggiunto, ‘lavorerà per sostenere l’Ucraina, continuerà il lavoro sulla sua ricostruzione, e sosterrà i paesi candidati per prepararli all’adesione’. Il ceco Jozef Síkela (indipendente, ma indicato da un governo che fa parte del gruppo conservatore Ecr) sarà il commissario per i Partenariati internazionali. ‘Guiderà il lavoro su ‘Global Gateway’ e assicurerà che sviluppiamo partenariati’ con i paesi terzi, in particolare in Africa, che siano ‘reciprocamente vantaggiosi e che investano in un futuro comune’, ha precisato la presidente della Commissione. Il cipriota Costas Kadis (Ppe) sarà Commissario per la Pesca e gli Oceani, e dovrà presentare il primo ‘Patto europeo per gli oceani’. La portoghese Maria Luís Albuquerque (Ppe) sarà commissaria per i Servizi finanziari e l”Unione per il risparmio e gli investimenti’. Il suo ruolo, ha sottolineato von der Leyen ‘sarà fondamentale per rafforzare e completare la nostra Unione dei mercati dei capitali e garantire che gli investimenti privati ​​alimentino la nostra produttività e innovazione’. La belga Hadja Lahbib (Renew) sarà commissaria per la Preparazione alle crisi e la loro gestione, con la responsabilità per la protezione civile in caso di catastrofi naturali e per gli aiuti umanitari. L’austriaco Magnus Brunner (Ppe) sarà Commissario per gli Affari interni e l’Immigrazione. ‘Si concentrerà ovviamente sull’attuazione del Patto Ue sull’asilo e l’immigrazione, ma anche sul rafforzamento dei nostri confini e sullo sviluppo di una nuova strategia di sicurezza interna’, ha spiegato von der Leyen. La svedese Jessika Roswall (Ppe) sarà commissaria per l’Ambiente, la ‘resilienza idrica’ e ‘un’economia circolare competitiva’. Il polacco Piotr Serafin (Ppe) sarà il commissario per il Bilancio ue, la lotta alle frodi e la Pubblica amministrazione. Sarà responsabile della preparazione del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione. Il danese Dan Jørgensen (S&D) sarà il commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa (nuovo portafoglio). ‘Il suo lavoro contribuirà ad abbassare i prezzi dell’energia, investire in energia pulita e garantire che riduciamo le nostre dipendenze’ dalle energie fossili e importate. ‘Sarà il primo commissario per l’Edilizia abitativa in assoluto, ed esaminerà tutti gli aspetti’ in quest’area, ‘dall’efficienza energetica agli investimenti e la costruzione’, ha puntualizzato von der Leyen. La bulgara Ekaterina Zaharieva (Ppe) sarà commissaria per la Ricerca e l’Innovazione. Secondo la presidente della Commissione, ‘contribuirà a garantire che investiamo di più e concentriamo la nostra spesa su priorità strategiche e su innovazioni rivoluzionarie’. L’irlandese Michael McGrath (Renew) sarà commissario per la Democrazia, la Giustizia e lo stato di diritto. Si occuperà anche di lotta alla corruzione e tutela dei consumatori. Il greco Apostolos Tzitzikostas (Ppe) sarà il commissario per i Trasporti e il Turismo sostenibili. Il lussemburghese Christophe Hansen (Ppe) sarà commissario per l’Agricoltura e l’alimentazione. Von der Leyen ha aggiunto che ‘avrà il compito di dare vita alle raccomandazioni del rapporto sul Dialogo strategico’, presentato all’inizio di settembre, e su questa base ‘svilupperà una visione per l’agricoltura e l’alimentazione nei primi 100 giorni del mandato. L’irlandese Glenn Micallef ‘(Renew) sarà Commissario per l”Equità intergenerazionale’, la cultura, la gioventù e lo sport. ‘L’equità intergenerazionale – ha spiegato la presidente della Commissione – è un argomento trasversale. Riguarda tutti noi, e in particolar modo i giovani. Riguarda il giusto equilibrio in una società, che ho incaricato Glenn di sorvegliare’. ‘Il messaggio chiave – ha sottolineato von der Leyen – è che, da qualunque parte veniamo, qualunque sia la nostra esperienza professionale, dobbiamo lavorare tutti insieme. Faremo dibattiti aperti. Saremo tutti indipendenti nel pensiero e nell’azione. E ci prenderemo tutti la responsabilità di quanto concordato. Questa è la squadra che presento oggi’. ‘Su questa base, una volta che il Parlamento europeo avrà ricevuto la lettera ufficiale del Consiglio Ue, in accordo con la Presidente della Commissione, potrà procedere con le procedure formali per la nomina del nuovo collegio. Sempre nel rispetto delle sue regole procedurali’, ha concluso von der Leyen.

Acc, Tavares: su piani Termoli pesano calo bev e caos regole Ue

Acc, Tavares: su piani Termoli pesano calo bev e caos regole UeMilano, 17 set. (askanews) – Sull’investimento di Acc per la Gigafactory di Termoli “non abbiamo cambiato idea, è una situazione molto fluida che deve tenere conto anche del caos normativo in Europa. Aumenterò la capacità produttiva di batterie quando vedrò crescere le vendite di elettrico. Riprogrammeremo le tempistiche fino a quando sarà necessario”. Lo ha detto il Ceo di Stellantis Carlos Tavares a Mirafiori l’hub gobale di Pro One in riferimento all’incontro al Mimit su Acc per la gigafactory di Termoli.


Nell’incontro a fronte del perdurare dell’incertezza sui tempi dell’investimento, il Ministro Urso ha comunicato che dirotterà i fondi del Pnrr ad altre iniziative, aprendo all’utilizzo di altri fondi quando ci sarà un piano certo, indicativamente a inizio 2025. “Noi dobbiamo calibrare la nostro produzione in base alla domanda. Se la domanda c’è aumentiamo la produzione, altrimenti sarebbe un bagno di sangue. Spetta a me decidere quando l’aumento delle vendite di bev sarà sufficiente”, ha aggiunto Tavares.

Difesa, “esperienza operativa e di comando”: ecco chi è Portolano

Difesa, “esperienza operativa e di comando”: ecco chi è PortolanoRoma, 17 set. (askanews) – Dal prossimo 4 ottobre il generale di corpo d’armata Luciano Portolano prenderà il posto dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, designato presidente del Comitato militare della Nato – massima autorità militare dell’Alleanza – dal prossimo gennaio e che assumerà anche l’incarico di consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto per le relazioni con la Nato. Per Crosetto, Portolano “ha un profilo professionale di primissimo piano” e “vasta esperienza operativa e di comando, che comprende incarichi delicatissimi e di primissimo livello”.


Portolano ha iniziato la sua carriera frequentando il 161esimo Corso dell’Accademia Militare di Modena e, successivamente, numerosi altri corsi in Italia e all’estero. Nel corso della sua vita militare, Portolano ha partecipato a molteplici operazioni e missioni che hanno visto le Forze Armate italiane contribuire alla stabilità, alla sicurezza e alla pace internazionali, e a proteggere e tutelare gli interessi vitali e strategici nazionali. Agli incarichi di comando in Italia e in contesti operativi al di fuori dei confini nazionali, si aggiungono quelli di staff svolti in ambito Forza Armata, Interforze ed organismi internazionali.


Tra il 1990 e il 1991, con il grado di capitano, ha preso parte alla missione UNIMOG (United Nations Iran-Iraq Military Observer Group), al confine tra Iran e Iraq, nata con lo scopo di monitorare la zona cuscinetto e il rispetto del cessate il fuoco tra i due Stati. Nel 1991, a seguito degli eventi della I Guerra del Golfo, viene quindi trasferito dalle Nazioni Unite al confine tra Iraq e Kuwait, per partecipare alla missione UNIKOM (United Nations Iraq-Kuwait Observation Mission), stabilita per creare e monitorare la zona demilitarizzata tra i due Paesi, dove vi è restato fino al 1992. Nel 1999, con il grado di tenente colonnello in qualità di Comandante del 67esimo battaglione bersaglieri, ha preso parte alle Operazioni NATO “Joint Guarantor” in Macedonia, e all’Operazione “Joint Guardian” in Kosovo, a guida delle unità che hanno costituito le Early Entry Forces del contingente nazionale. Nel 2003, con il grado di colonnello, al Comando del 18esimo reggimento bersaglieri, ha partecipato all’Operazione “Antica Babilonia 1”, in Iraq, nuovamente al comando delle Early Entry Forces del dispositivo nazionale, schierato a seguito degli eventi connessi con la II Guerra del Golfo e con la relativa risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che sollecitava la comunità Internazionale a contribuire alla stabilità e alla sicurezza del Paese iracheno.


Da comandante della brigata meccanizzata “Sassari” nel grado di generale di brigata, tra il 2011 e il 2012 è stato inviato in Afghanistan con la Grande Unità per assumere la guida del Comando multinazionale RC-W (Regional Command – West) nell’ambito dell’operazione NATO – ISAF (International Security and Assistance Force). Con il grado di generale di divisione, nel 2014, è stato nominato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ‘Head of Mission e Force Commander’ della missione UNIFIL in Libano, incarico che lo vedrà per 2 anni alla guida di più di 10.000 caschi blu delle Nazioni Unite provenienti da 40 Paesi diversi, impegnati nel monitorare la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele.


All’esperienza sviluppata nel campo operativo, si associa quella maturata in campo diplomatico, grazie al periodo svolto quale Addetto Militare a Londra, dal 2007 al 2010, e quale Head of Mission della missione UNIFIL, in qualità di diretto responsabile della mediazione a livello politico-strategico tra le controparti Libanesi e Israeliane, nel rispetto dei contenuti della UNSC 1701. Il bagaglio professionale del generale Portolano include gli incarichi di Chief of Staff e di Head of the European Union Command Element del Comando Alleato Interforze e Multinazionale di Lago Patria (Joint Force Command Naples), ricoperti dal 2016 al 2019. Il ruolo rivestito gli ha consentito di interagire, oltre che con i vertici della NATO, con organismi internazionali quali Unione Europea, con particolare riferimento all’Operazione Althea in Bosnia-Herzegovina a guida UE, con l’Unione Africana, con i Paesi del Mediterranean Dialogue e dell’Instanbul Cooperation Initiative, contribuendo anche alla nascita e allo sviluppo del NATO Strategic Direction South/HUB. Il 2 settembre 2019, il Generale Luciano Portolano viene designato quale Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), Comando responsabile dell’Organizzazione militare e in particolare della pianificazione, della predisposizione e dell’impiego delle Forze Armate nel loro complesso, in tutti i Teatri Operativi in cui l’Italia è stata chiamata a intervenire nell’ambito delle Alleanze e degli accordi internazionali. Oltre a ciò, ha pianificato e diretto le attività che la Difesa ha messo in campo nell’ambito della risposta nazionale all’emergenza epidemiologica da COVID 19. A partire dal 26 luglio 2021, a seguito di adeguamento dell’architettura organizzativa della Difesa – avvenuta in attuazione a quanto stabilito nel Concetto Strategico del Capo di Stato Maggiore della Difesa nei confronti delle nuove sfide globali ed intesa a superare il concetto interforze per abbracciare quello del multi-dominio – assume l’incarico di Comandante del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze), rivestendo la IV Stella funzionale per la rilevanza dell’incarico e in virtù delle nuove mansioni acquisite. In tale veste, il generale Portolano ha coordinato e diretto l’operazione “Aquila Omnia”, che ha riguardato tutte le delicate fasi dell’evacuazione dei concittadini e del personale civile afghano dall’aeroporto di Kabul, a seguito del deteriorarsi della situazione in Afghanistan, avvenuta ad agosto del 2021. A far data dal 9 ottobre 2021, il Generale Portolano è nominato quale Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti.

M5S, Grillo a Conte: sottoporrò tue minacce a organi Movimento

M5S, Grillo a Conte: sottoporrò tue minacce a organi MovimentoRoma, 17 set. (askanews) – “Mi riservo di valutare il da farsi, eventualmente anche sottoponendo le tue minacce agli organi competenti del movimento”: è questo il passaggio chiave della nuova lettera che Beppe Grillo, fondatore a attuale garante del Movimento 5 stelle, ha indirizzato al leader stellato Giuseppe Conte.


Nella nuova puntata dello scontro fra i due sul “processo costituente” avviato dall’ex premier dopo i risultati deludenti delle recenti elezioni europee, Grillo, la cui lettera è stata prima anticipata sul Foglio poi pubblicata integralmente dall’edizione on line del quotidiano, ribalta sul presidente del M5S anche l’accusa di “visione padronale”: “Mi scrivi accusandomi per l’ennesima volta – dopo averlo fatto più volte pubblicamente – di avere una visione padronale del movimento e contraria suoi valori democratici. La verità è che, al contrario, ho sempre inteso tutelare i valori democratici su cui il movimento è stato fondato. Dunque, se proprio vogliamo parlare di atteggiamenti contrari ai valori democratici del movimento, questi – scrive il garante M5S – sono da trovare nelle manovre striscianti con cui si sta tentando di demolirne i presidi, invocando ipocritamente un presunto processo democratico, che, come sai bene (ma fingi di non sapere) non può prescinderne”. “Accusarmi di una visione padronale del movimento – scive fra le altre cose Grillo – non è altro che lo specchio delle intenzioni di altri. Al contrario, ribadire l’importanza di certe regole equivale a difenderne i suoi valori democratici. Tant’è vero che nessun’altro fondatore di una forza politica ha mai avuto il coraggio, l’altruismo e la fantasia di non porsi al suo vertice, ma solo di ritagliarsi un ruolo di garanzia, come abbiamo fatto Gianroberto e io”.


A giudizio del fondatore del M5S “è ormai diventato irrinunciabile tornare ai veri valori democratici del movimento, senza operazioni funzionali all’interesse di pochi. Il fatto che si cerchi di impedirlo con il metodo di legittimazione popolare tipico delle autocrazie non è certo un buon segno, ma quale che sia il suo risultato non potrà certo tradire i tratti distintivi e i valori del movimento, a prescindere dalla titolarità del nome e del simbolo, che peraltro è già stata accertata giudizialmente. Concludo rispondendo alla tua minaccia di sospendere gli impegni assunti dal movimento nei miei confronti, questa sì indegnamente strumentale e indebita, essendo essi strettamente legati alle funzioni che ho svolto e continuo svolgere per il movimento. Nella mia qualità di ‘elevato’ mi astengo dal scendere così in basso rispondendo a tono, ma mi limito a osservare che gli impegni di manleva sarebbero comunque dovuti, a prescindere da un impegno contrattuale in tal senso, mentre i miei ‘compensi’ – che in realtà, come sai, coprono anche i costi d’ufficio della funzione che svolgo per il movimento – sono non solo congrui per la mia funzione e i relativi costi, ma lo sono a maggior ragione nel momento in cui è in corso un tentativo di stravolgere l’identità e i valori del movimento”. “Alla luce di quanto sopra mi riservo di valutare il da farsi, eventualmente anche sottoponendo le tue minacce agli organi competenti del movimento. Ne approfitto – conclude Grillo – per invitarti, piuttosto, a rispondere quanto prima alle mie richieste di chiarimenti sul processo che porterà alla assemblea ‘costituente’ del prossimo ottobre”.