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Dazi, Meloni: choc occasione per superare regole ideologiche Ue

Dazi, Meloni: choc occasione per superare regole ideologiche UeRoma, 4 apr. (askanews) – “Bisognerà ovviamente avviare una trattativa con gli Stati Uniti. Credo che questo nuovo choc che colpisce l’Europa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina ancora in corso, possa essere l’occasione per affrontare questioni che l’Unione europea ha trascurato da tempo. Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal, al rafforzamento della competitività delle nostre imprese, all’accelerazione del mercato unico e alla necessità di una maggiore semplificazione, visto che siamo soffocati dalle regole. Dobbiamo riflettere su questi punti, che hanno rappresentato di fatto dei ‘dazi’ che l’Unione europea si è autoimposta”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.

Dl sicurezza, Meloni: norme necessarie che non potevamo rinviare

Dl sicurezza, Meloni: norme necessarie che non potevamo rinviareRoma, 4 apr. (askanews) – Quelle contenute del decreto Sicurezza “sono norme necessarie che non possiamo più rinviare. Ecco perché, d’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della riunione del Cdm.


“E’ una scelta – ha spiegato la premier, sempre secondo quanto si apprende – di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano”. “Si è detto e scritto sui giornali su questa decisione: c’è chi l’ha definita ‘scorciatoia’, chi addirittura un ‘blitz’. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza”, ha concluso Meloni.

Dazi, Meloni: martedì 8 incontro con categorie produttive

Dazi, Meloni: martedì 8 incontro con categorie produttiveRoma, 4 apr. (askanews) – “Ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.


“L’obiettivo è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, ha aggiunto.

Dazi, Meloni: possibile riduzione export in Usa ma presto per stime

Dazi, Meloni: possibile riduzione export in Usa ma presto per stimeRoma, 4 apr. (askanews) – “Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono cica il 10% del totale. L’introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export ma è ancora presto per quantificarne l’effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.


“Su questo – ha aggiunto – è necessario considerare che un dazio alla frontiera del 20% difficilmente si traduce in un pari incremento di prezzo per i consumatori americani, poiché il valore finale è dato anche da una serie di intermediazioni tra l’importatore e il consumatore finale. Si pensi, ad esempio, all’importazione negli Stati Uniti di una bottiglia di vino che, da un passaggio all’altro, subisce un ricarico spesso superiore al 200%, perciò i dazi all’importazione con ogni probabilità saranno in parte assorbiti. Ragionamenti analoghi, ovviamente, possono essere fatti per altre tipologie di prodotti. D’altra parte, bisogna tenere conto che una politica protezionistica americana può impattare sull’Italia anche indirettamente. Pensiamo, ad esempio, all’esportazione di automobili tedesche negli Stati Uniti, che sono in discreta parte prodotte grazie all’indotto presente sul territorio italiano. Per questo, come ho già detto, è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro PIL e sulla nostra economia”.

Giubileo, domenica 6 aprile a Roma pellegrinaggio alle sette chiese

Giubileo, domenica 6 aprile a Roma pellegrinaggio alle sette chieseRoma, 4 apr. (askanews) – In occasione del Giubileo della Speranza, e come di consueto in quaresima, Itinerari Ignaziani, (del Centro Ignaziano di Spiritualità – Provincia EUM della Compagnia di Gesù) ripropone la pratica del Pellegrinaggio alle sette chiese, seguendo l’esperienza dei numerosi pellegrini romei, con particolare attenzione a come fu vissuto da sant’Ignazio di Loyola e dai suoi primi compagni, padri fondatori della Compagnia di Gesù, che proprio durante questa pratica di meditazione e preghiera professarono i voti al neonato Ordine.


Il cammino, pur ispirato a come lo vissero Ignazio di Loyola e i suoi compagni, non potrà però non seguire anche i passi di San Filippo Neri che lega il suo nome alla diffusione comunitaria di questo storico pellegrinaggio perché fu proprio il santo fiorentino naturalizzato romano a trasformarlo da pratica personale a pratica pastorale collettiva, strutturata e gioiosa, proponendosi come contraltare cristiano al profano Carnevale romano, sin dal 1559. L’occasione di mettersi in pellegrinaggio a Roma, sui luoghi del martirio degli apostoli e dei protomartiri, è un’esperienza unica di riflessione e di fede che permette al credente e al pellegrino di riscoprire il senso della propria missione cristiana. Il cammino lento che attraversa la città e tocca questa moltitudine di rilevanze cristiane, si configura come una potente metafora della vita spirituale: un percorso che richiede di continuare a cercare, discernere e approfondire la propria fede. Come scrisse anche Francesco Petrarca nel 1350, il pellegrino che giunge a Roma calca la “terra rosseggiante del sacro sangue dei martiri”, facendo della visita ai luoghi sacri un cammino sia spirituale che materiale”.


“La Chiesa di Roma è la chiesa dei martiri – spiegano gli organizzatori di Itinerari Ignaziani- qui a Roma sono giunti dalla Terra santa gli apostoli Pietro e Paolo e qui hanno testimoniato fino alla morte la loro adesione a Cristo. Loro, come gli altri testimoni della fede che incontreremo in questo pellegrinaggio, ci aiuteranno a fare memoria e ad illuminare anche il nostro percorso presente. Pregheremo sulle tombe dei primi cristiani, che sono a ricordarci che possiamo esseri cristiani e fare testimonianza lì dove siamo, sempre con la nostra vita”. Anche Papa Francesco nella Bolla di Indizione al Giubileo della Speranza ha invitato a guardare alla testimonianza dei martiri appartenenti alle diverse tradizioni cristiane e li ha definiti “semi di unità” perché esprimono l’ecumenismo del sangue. E ha espresso il vivo desiderio che durante l’Anno Santo “non manchi una celebrazione ecumenica”. Il Pellegrinaggio alle 7 chiese, che è il principe dei pellegrinaggi a Roma, con i suoi 23 chilometri di cammino che si snodano a toccare le sette Basiliche romane, tocca diversi temi teologici che sono identificabili in tre gruppi: le tombe degli apostoli Pietro e Paolo nelle rispettive basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura, e le reliquie alla Basilica di san Giovanni; quelli dei protomartiri romani San Sebastiano e san Lorenzo fuori le mura, e i segni di Cristo presenti a Roma, a Santa Croce in Gerusalemme con la Reliquia della croce.


Il pellegrinaggio alle sette Chiese fu una pratica consueta e di gruppo nella storia della Compagnia di Gesù. Il primo a percorrerlo in maniera solitaria e personale, come era tradizione dei pellegrini romei, fu Ignazio di Loyola nell’Aprile del 1523, nel corso del suo primo soggiorno romano che lo vide a Roma per chiedere al Papa le credenziali per andare in Terra Santa. Nella primavera del 1537 i primi Compagni – tranne sant’Ignazio restato a Venezia – giunsero a Roma, anche questa volta per richiedere a papa Paolo III le credenziali per intraprendere il viaggio per la terra santa, e come sant’Ignazio, una volta giunti a Roma, svolsero il pellegrinaggio alle sette chiese. Il terzo pellegrinaggio dei primi gesuiti fu svolto da cristiani residenti a Roma che, per vivere al meglio i primi voti alla neonata Compagnia di Gesù, decisero di collocarli nella cornice del pellegrinaggio alle sette chiese. Il 22 aprile del 1541 sant’Ignazio e i primi compagni intrapresero il pellegrinaggio alle sette chiese. Durante la sosta alla basilica di san Paolo, di fronte all’icona musiva della Vergine oggi nella cappella del Santissimo Sacramento, emisero i voti di consacrazione alla Compagnia di Gesù. L’appuntamento è alle ore 8.30 di domenica 6 aprile 2025 a piazza di ponte sant’Angelo, a Roma.

La Lega a congresso per rieleggere Salvini

La Lega a congresso per rieleggere SalviniMilano, 4 apr. (askanews) – Due giorni di confronto, nessuna suspense. La Lega si ritrova domani e dopodomani a congresso, con esito scontato: in corsa per la segreteria c’è il solo Matteo Salvini, nessuno ha inteso provare a contestare la sua leadership ormai ultradecennale. Il “dibattito interno” avverrà sugli “atti di indirizzo”, ovvero proposte di linea politica (al momento almeno 17) che dovranno essere approvate o eventualmente recepite dal segretario federale.


I 725 delegati (400 eletti in tutte le regioni e gli altri di diritto) potranno discutere dunque di vari temi: tra gli altri, l’adeguamento dei salari, l’Islam, “sicurezza/immigrazione”, l’energia con riferimento al nucleareáeálaágiustizia. Ma non è detto che si arrivi al voto: una volta rieletto, Salvini potrebbe anche decidere di recepire tutte le mozioni. Il confronto ci sarà invece per i 22 posti elettivi nel consiglio federale, per i quali sono state depositate 36 candidature. Quanto alle modifiche allo statuto, anche qui tutto già deciso: degne di rilievo politico ci sono la modifica al numero dei vice segretari, che consentirà la cooptazione di Roberto Vannacci in aggiunta agli attuali 3; poi la possibilità di elettorato attivo ma non passivo – a livello di sezione – per i “sostenitori” del partito e non solo per i militanti.


Salvini aprirà e chiuderà il congresso: il saluto iniziale alle 14 di domani, l’intervento di chiusura nel primo pomeriggio di domenica. In mezzo, molti ospiti internazionali: manderanno il loro contributo video praticamente tutti i “Patrioti” alleati europei: Viktor Orbàn, Jordan Bardella, Santiago Abascal, Geert Wilders, Andre Ventura. Altri interventi “Potranno essere annunciati in diretta”, dice una nota della Lega. E il sogno è quello di un collegamento con Elon Musk: “Tutto è possibile, quando si parla di lui…”, si limita a dire un esponente leghista.

Banco Bpm: chiusa l’Opa su Anima, detiene l’89,95% del capitale

Banco Bpm: chiusa l’Opa su Anima, detiene l’89,95% del capitaleMilano, 4 apr. (askanews) – Con le adesioni odierne, nell’ultimo giorno dell’Opa, Banco Bpm ha raggiunto l’89,95% del capitale di Anima, superando così abbondantemente l’obiettivo della soglia del 66,67% che garantisce a piazza Meda di controllare l’assemblea straordinaria della Sgr. L’offerta valorizza Anima 7 euro per azione.


Oggi sono state apportate in adesione 76.998.624 azioni, per un totale complessivo di 221.067.954. Banco Bpm già deteneva il 22% di Anima.

Arma carabinieri ospita summit Gendarmerie e forza di polizia

Arma carabinieri ospita summit Gendarmerie e forza di poliziaRoma, 4 apr. (askanews) – L’Arma dei Carabinieri ha organizzato a Vicenza, presso il Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU), una conferenza quadripartita di Vertice (G4) tra le Gendarmerie e Forze di Polizia a statuto militare di Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Hanno partecipato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, il Direttore Generale della Gendarmeria Nazionale francese, Gen. d’Armata Hubert Bonneau, il Comandante Generale della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese, Gen. C.A. Rui Alberto Ribeiro Veloso e il Direttore Aggiunto Operativo della Guardia Civil, Gen. C.A. Manuel Llamas Fernàndez.


“L’incontro, svoltosi in un clima di proficua collaborazione e reciproco scambio di esperienze – si legge in una nota – ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare ulteriormente i legami di cooperazione. Le quattro prestigiose Istituzioni di polizia a competenza generale fanno parte della FIEP (International Association of Gendarmeries and Polices Forces with Military Status), istituita il 12 maggio del 1994 a Madrid, la cui presidenza è stata ceduta lo scorso anno dall’Arma dei Carabinieri alla Gendarmeria Nazionale Francese. Nel corso del vertice è stato fornito risalto alle tematiche di maggiore rilevanza strategica, quali: la formazione congiunta, la tutela ambientale, il settore cyber e l’Intelligenza Artificiale”. In riferimento alla formazione congiunta è stata sottolineata “l’importanza di valorizzare i percorsi formativi del personale quale processo continuo di crescita umana, valoriale e professionale che caratterizza la vita di ogni militare, fornendogli gli strumenti necessari per svolgere efficacemente i propri compiti istituzionali anche nella dimensione della cooperazione interforze nel contesto europeo”.


In relazione alla tutela ambientale, settore in cui l’Arma è impegnata con i suoi oltre 7.000 Carabinieri forestali, si è posto l’accento sulla promozione di una comune visione strategica attraverso lo svolgimento di periodiche riunioni finalizzate a condividere e potenziare le conoscenze tecnico-informatiche di settore. In occasione della trattazione della tematica cyber è stata confermata l’importanza dello scambio di progetti relativi alla prossimità digitale, ovvero delle pratiche di formazione mirate all’aumento di capacità d’intelligence e d’investigazione sulla criminalità informatica, focalizzando l’attenzione anche sul costante aggiornamento dei punti di contatto (PoC) delle 4 Forze di polizia a statuto militare, quale fattore essenziale per assicurare la piena funzionalità di scambi informativi.


Sull’intelligenza artificiale, invece, è stata manifestata la volontà di favorire la condivisione di piani strategici comuni di impiego dell’AI all’interno dei vari asset delle Gendarmerie, dalla logistica, alle procedure amministrative, alla formazione, fino agli aspetti operativi, sempre nel rispetto delle specificità e dei vincoli legali in ambito nazionale ed europeo. Il Comandante Generale, intervenuto nel corso della conferenza, dopo aver salutato e ringraziato le massime autorità delle Gendarmerie estere per la convinta partecipazione all’evento odierno, ha illustrato l’elemento distintivo e condiviso tra le stesse: “è il complesso reticolo territoriale delle nostre Forze, indiscutibile valore aggiunto sia per i flussi informativi, sia per la protezione delle infrastrutture critiche sul territorio, caratteristiche che sono codificate nel nostro DNA e costituiscono i presupposti per il successo del nostro modello, quello della Gendarmeria, nel passato come nel presente”. Il Gen. C.A. Salvatore Luongo ha messo poi in evidenza la solidità dei valori che accomunano l’Arma dei Carabinieri, la Gendarmeria Nazionale francese, la Guardia Civil e la Guardia Nazionale Repubblicana portoghese: “valori radicati nella storia, nelle tradizioni e nel quotidiano sacrificio delle nostre donne e dei nostri uomini. È su queste fondamenta indiscutibili che poggia la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e di domani”.


Inoltre nel concludere si è soffermato sull’importanza di saper affrontare le nuove sfide: “abbiamo il dovere di guardare agli scenari futuri non con timore, ma con l’ambizione e la responsabilità di esserne protagonisti non per subirne i cambiamenti, ma per saperli interpretare e guidare”. Le Istituzioni che si sono riunite a Vicenza collaborano da anni per semplificare, nel rispetto degli accordi internazionali vigenti e delle normative nazionali, la reciproca fruizione di informazioni ed esperienze nei settori delle risorse umane, dell’organizzazione di servizi, della tecnologia, della logistica e degli affari internazionali. I vertici delle quattro Istituzioni hanno espresso la loro piena soddisfazione per i risultati raggiunti durante l’importante incontro di cooperazione internazionale, sottolineando la comune volontà di proseguire e intensificare la collaborazione in tutti i settori strategici di interesse comune. Al termine della conferenza, è stato ribadito l’impegno a dare seguito alle discussioni attraverso la definizione di piani d’azione concreti e la realizzazione di iniziative congiunte, al fine di garantire una maggiore efficienza delle Forze di Polizia nell’ambito della sicurezza per i cittadini dei rispettivi Paesi.

Venerdì nero per le Borse europee: spaventa escalation dazi

Venerdì nero per le Borse europee: spaventa escalation daziMilano, 4 apr. (askanews) – Secondo il presidente Donald Trump “è un momento straordinario per diventare ricchi, più ricchi che mai!!!”. Di certo c’è che anche oggi è stata una seduta da dimenticare per le Borse mondiali. La guerra dei dazi innescata dagli Usa, con la risposta della Cina che ha annunciato tariffe al 34% su tutte le importazioni dagli Usa, ha innescato un sell-off generalizzato sui mercati, preoccupati per i rischi di una escalation, con l’ombra di una recessione globale e una nuova fiammata dell’inflazione.


Milano, zavorrata dai titoli bancari, crollati in tutta Europa, risentendo maggiormente dei timori di un rallentamento dell’economia, ha lasciato sul terreno il 6,54%, scivolando a 34.649 punti e azzerando in pratica i guadagni del 2025. Negli ultimi decenni, comunque, ci sono state altre dieci chiusure peggiori di quella odierna. Con gli indici di Wall Street che crollano di oltre il 3%, dopo ave archiviato ieri la peggior seduta dal 2020, Parigi ha perso il 4,26%, Francoforte il 5,09%, Londra il 4,94%, Madrid il 6,12%. Crolla anche il prezzo del petrolio, portandosi sui minimi dal 2021. Tornando a Piazza Affari, tra i titoli principali, maglia rosa dei peggiori a Azimut (-12,6%), seguita da Leonardo (-12,41%), Mps (-12,2%) e Nexi (-11,47%), Unipol (-10,53%), Bper (-10,49%), Mediobanca (-10,35%), Popolare di Sondrio (-9,66%), Mediolanum (-9,65%), UniCredit (-9,58%). Nessun titolo si è salvato dalle vendite, a eccezione di Diasorin che ha guadagnato l’1,66%.

Cinque Stelle chiamano in piazza a Roma contro riarmo, Conte attacca Repubblica

Cinque Stelle chiamano in piazza a Roma contro riarmo, Conte attacca RepubblicaRoma, 4 apr. (askanews) – Punta contro Repubblica l’ultimo rilancio di Giuseppe Conte in vista della manifestazione “No al riarmo. Fermiamoli” convocata dal Movimento 5 stelle per domani a Roma (raduno alle 13 in piazza Vittorio Emanuele II, arrivo ai Fori imperiali). Colpevole, il quotidiano protagonista della mobilitazione “europeista” del 15 marzo, di aver pubblicato un articolo dal titolo “L’Italia scopre il fascino del bunker. ‘Così si vince la paura della guerra’”.


“Questa – accusa l’ex presidente del Consiglio – è follia totale, alimentata da chi – fra kit di sopravvivenza e venti di guerra soffiati a reti unificate – crea apprensione per giustificare l’urgenza di un folle Piano di Riarmo, che non aumenterà certo la nostra sicurezza, ma farà crescere gli extraprofitti dell’industria militare”. Per l’ex premier “ai cittadini dobbiamo garantire più risonanze e tac piuttosto che moltiplicare carri-armati e bunker. Domani tutti in piazza a Roma contro questa follia”, è l’appello finale di Conte, in questi giorni impegnato in un tour de force di interviste e ospitate televisive per supportare la mobilitazione. A Campo Marzio mettono l’accento sulla previsione che si stia realizzando “una partecipazione di associazioni e forze sociali” e si prefigura “una giornata popolare, una spinta di popolo” e snocciolano i dati organizzativi. Al netto delle realtà esterne che pure dovrebbero puntellare ulteriormente i numeri della mobilitazione a 5 stelle, dagli ambienti contiani, pur non indicando un obiettico numerico per la partecipazione in piazza, trapela “ottimismo ed entusiasmo” per gli oltre 100 pullman in arrivo soprattutto dal Sud, le oltre 500 persone attese in treno dal Nord, per i voli dalla Sardegna che porteranno anch’essi il loro carico di manifestanti e bandiere “dei 5 stelle e della pace”.


Il corteo sarà aperto dallo spezzone del Network giovani, novità organizzativa figlia del “processo costituente” conclusosi a novembre e sulla quale Conte punta molto per ritrovare una connessione con l’elettorato giovanile in passato così importante per l’ascesa di quello che fu il Movimento originario di Beppe Grillo. Attesa in piazza una “delegazione” del Pd, anche se nel pomeriggio di venerdì non è ancora chiaro se in piazza si affaccerà anche la segretaria Elly Schlein, magari a inizio corteo per un saluto a Conte, che ha più volte detto di sperare nella presenza della leader democratica. Lo slogan dell’iniziativa “è chiaramente riferito al governo di Giorgia Meloni che ha sottoscritto e sostiene con convinzione il piano von der Leyen”, ha rivendicato il presidente del M5S, quasi a voler rassicurare sull’assenza di ostilità nei confronti della potenziale alleata del fu campo largo, o progressista che dir si voglia. Rassicurazione rafforzata nelle ultime ore dai maggiorenti del M5S, come ad esempio la vicepresidente Chiara Appendino che garantisce: “Aspettiamo a braccia aperte chi vuole schierarsi senza ambiguità perché è il momento di farlo”; oppure come il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, che rispondendo a una domanda sul rischio che Schlein sia accolta da fischi, taglia corto: “Se qualcuno partecipa a una manifestazione, vuol dire che ne condivide i principi e i valori. Quindi, una contestazione non avrebbe senso e, per come conosco il Movimento, non me la aspetto”.


Ma il cuore dell’operazione politica della piazza convocata dal M5S, più che nel rapporto con il Pd attraversato da tensioni sul tema del riarmo europeo, è il recupero, che Conte ha a cuore fin dalla batosta incassata alle elezioni europee del 2024 (prima volta sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale), del voto degli astenuti e dei delusi della politica, molti dei quali hanno radici nella diaspora della fu “sinistra radicale”. Tra gli ospiti politici attesi in piazza e sul palco ci sono i dioscuri di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma c’è anche Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista, partito lontano dai fasti parlamentari degli anni 90-00, e ci sono tra quanti hanno manifestato l’intenzione di sfilare contro guerra e riarmo piccole realtà organizzative o anche vive solo sui social network che fanno riferimento a un arcipelago di realtà di sinistra, in qualche caso accusate o sospettate di simpatie filorusse. E anche per la presenza di figure di attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma provenienti dal mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dall’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dall’Anpi, ci sarà il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o dal mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. E ancora: previsti interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga, recentemente protagonista di un duro scontro in aula con l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri Kaja Kallas, che ha accusato di essere schiacciata su posizioni filo-Netanyahu.