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Sanremo, dedica di Achille Lauro alle vittime di Crans Montana: un dovere

Sanremo, dedica di Achille Lauro alle vittime di Crans Montana: un dovere

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Achille Lauro insieme alla soprano Valentina Gargano e a un Coro di 20 elementi dedica il suo brano”Perdutamente” alle vittime dell’incendio di Crans Montana in cui sono morte 41 persone di cui 6 italiani. Il brano è stato scelto dalla madre di Achille Barosi per accompagnare la salma del figlio deceduto nell’incendio di Capodanno fuori dalla chiesa di Sant’Ambrogio a Milano. Le immagini della famiglia del giovane che canta davanti alla bara la canzone di Achille Lauro hanno commosso l’Italia. La madre in chiesa aveva raccontato che il brano era il preferito del figlio e lo cantavano sempre in macchina. Sul palco dell’Ariston Achille Lauro avrebbe dovuto proporre ‘Incoscienti Giovani’ con cui è stato in gara la scorsa edizione ha raccontato Carlo Conti, ma “quando abbiamo visto quella mamma cantare il brano di Achille davanti alla bara del figlio, ci siamo detti: dobbiamo cambiare, fare quella canzone”. Un’interpretazione intensa ed emozionante, il pubblico ascolta in religioso silenzio e alla fine esplode in un lungo applauso alzandosi in piedi. Achille Lauro ha detto: “Grazie di cuore. Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita. Se questa cosa ha confortato anche solo una persona e fatto del bene, per noi era un dovere”.

Sanremo, Pilar Fogliati interpreta “Uvetta”

Sanremo, Pilar Fogliati interpreta “Uvetta”

Sanremo, 25 feb. (askanews) – L’attrice Pilar Fogliati, co-conduttrice della seconda serata del Festival di Sanremo, abito in raso argentato monospalle e drappeggiato, ha sfoggiato sul palco dell’Ariston le sue celebri “vocine” e trasformazioni in diversi personaggi, proprio come in uno dei suoi film, “Romantiche” che ha messo in luce il suo talento camaleontico. Visibilmente emozionata in veste di co-conduttrice, arrivando sul palco ha esordito: “Ma davvero sono qui? È proprio vero che Sanremo è Sanremo”. Ha poi introdotto Tommaso Paradiso.

Sanremo, buona la prima per Gianluca Gazzoli con i “Giovani”

Sanremo, buona la prima per Gianluca Gazzoli con i “Giovani”

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Da Sanremo Giovani a Sarà Sanremo fino a Sanremo 2026, Carlo Conti l’aveva detto ed aveva ragione. Gianluca Gazzoli convince il pubblico come “accompagnatore” dei talenti delle nuove proposte in gara: Buona la prima all’Ariston per il conduttore che tra radio, podcast ed ora televisione ha dato il via ad un nuovo percorso, nella sua vera prima grande esperienza televisiva. I social lo promuovono, anche grazie all’eleganza, ma anche alla freschezza e alla simpatia. Anche lui emozionato ha accompagno le nuove proposte da fratello maggiore. Un nuovo inizio, tutto da scrivere.

Sanremo, domani la sfida tra Nicolò Filippucci e Angelica Bove

Sanremo, domani la sfida tra Nicolò Filippucci e Angelica Bove

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il primo semifinalista delle nuove proposte è Nicolò Filippucci. E’ stato il vincitore di Sanremo Giovani, con il suo brano “Laguna” (Warner Records Italy / Warner Music). Si tratta di una power ballad intensa e viscerale, che mette in luce la straordinaria sensibilità interpretativa e la potenza vocale di Nicolò. “Laguna è un pezzo che parla di una storia, una storia che è finita, purtroppo, e racconta un po’ tutti quei sentimenti, quelle emozioni che si provano quando qualcosa finisce. A me piace raffigurarle in questa proprio laguna, come un po’ richiama anche la copertina, come se sono io che mi getto, mi lancio in questa laguna di pensieri.

Un brano in cui le onde diventano metafora dei ricordi d’amore che riaffiorano, senza mai dissolversi del tutto. Un dialogo tra luce e ombra, melodia e malinconia, che racconta la bellezza di ciò che resta, anche quando tutto sembra perduto. Laguna, inoltre, fa da apripista al suo prossimo progetto discografico, in uscita in primavera.

Dopo esser stato l’opening act del Capodanno di Roma al Circo Massimo e l’esperienza sanremese, Nicolò Filippucci è pronto a portare la sua musica su un palco tutto suo: il 13 aprile si terrà il suo primo concerto ai Magazzini Generali di Milano, “La prima volta insieme”, prodotto da Magellano Concerti.

La seconda semi finalista è invece Angelica Bove. Classe 2003, tra i due vincitori di Sanremo Giovani, arriva all’Ariston dopo la partecipazione a X Factor 2023. Il suo singolo Mattone è un brano personale che affronta il tema del dolore e del suo impatto nella vita di tutti i giorni. Angelica canta con voce graffiante ma raffinata. “La mia canzone è nata dall’esigenza di raccontare il periodo più importante e determinante della mia vita, che ha costruito il mio carattere ed è un dolore, che ha segnato un prima e un dopo decisivo nella mia vita. Parla un po’ della doppia faccia del dolore che all’inizio può debilitare, in Mattone parlo anche molto del disagio che ho provato nel mio dolore perché devi fare conti con quello che c’è dentro, con i mostri nell’armadio, con il buio. Il buio è la voragine che si è creata dentro di te e poi devi confrontare con il mondo esterno. Ne parlo nella frase “a stare male in modo normale” e la chiusura del pezzo parla appunto di questa dualità: un dolore può debilitarti ma da quel dolore puoi rinascere puoi costruire qualcosa di meraviglioso e diventa per assurdo un valore aggiunto”.

Il 30 gennaio è uscito “Tana”, il primo album ufficiale di Angelica Bove, pubblicato per Atlantic Records/Warner Music Italy. Il progetto segna una tappa centrale nel suo percorso artistico e personale, e rappresenta un vero e proprio momento di evoluzione.

Dazi,Commissione Ue:ecco quali chiarimenti attendiamo dagli Usa

Dazi,Commissione Ue:ecco quali chiarimenti attendiamo dagli Usa

Roma, 25 feb. (askanews) – Bruxelles, 25 feb. (askanews) – Il portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, ha inviato alla stampa questo pomeriggio una dichiarazione in cui precisa che cosa esattamente l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti chiariscano riguardo all’accordo di Turnberry sui dazi, in modo che entrambe le parti possano procedere alla sua attuazione.

L’accordo raggiunto l’estate scorsa a Turnberry, in Scozia (poi formalizzato da una “dichiarazione congiunta”) è stato rimesso in discussione dalla sentenza della Corte Suprema di venerdì scorso, 20 febbraio, che ha bocciato la base giuridica usata dall’Amministrazione americana per i dazi all’importazione di gran parte dei prodotti europei negli Stati Uniti. Questi dazi, secondo la “dichiarazione congiunta”, dovevano avere un’aliquota massima del 15% (contro l’azzeramento dei dazi europei sulla maggior parte dei prodotti industriali Usa).

Ma successivamente il presidente Trump ha deciso l’imposizione generalizzata, con un’altra base giuridica, di nuovi dazi temporanei per il 10% sulle importazioni, aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti con i paesi che godono della clausola Npf, ovvero di “nazione più favorita”. I dazi Npf per la maggior parte dei prodotti dell’Ue sono inferiori al 5%, e quindi, sommandoli ai nuovi dazi Usa aggiuntivi del 10%, si resterebbe sotto la soglia massima concordata del 15%. Per alcuni prodotti europei, tuttavia, i dazi Npf superano il 5%, e in questi casi è necessario che gli Stati Uniti spieghino come intendano rispettare il tetto “onnicomprensivo” al 15% previsto nella “dichiarazione congiunta”.

Inoltre, la Commissione europea si aspetta anche che l’Amministrazione Usa chiarisca come procederà dopo la scadenza dei nuovi dazi temporanei fissati al 10% (con la nuova base giuridica, hanno una durata limitata a 150 giorni), sempre per garantire il rispetto dell’accordo con l’Ue e “la stabilità e prevedibilità” di cui gli operatori di entrambe la parti hanno bisogno per continuare a sviluppare il commercio transatlantico. á á á á á á “A partire dal 24 febbraio – ricorda Gill nella sua dichiarazione -, sono entrati in vigore i dazi statunitensi annunciati nella Proclamazione del 20 febbraio sulla ‘Imposizione di un supplemento temporaneo all’importazione per affrontare problemi fondamentali dei pagamenti internazionali. L’aliquota applicabile è del 10%, in aggiunta ai dazi Npf esistenti. Alcune categorie di prodotti – spiega Gill – rimangono esenti, come aeromobili e componenti di aeromobili, prodotti farmaceutici e prodotti energetici”. Inoltre, “non è previsto alcun cumulo con i dazi esistenti della Sezione 232 (ad esempio su acciaio, automobili, camion, legname)”.

Come ha la Commissione aveva già sottolineato con una nota domenica scorsa, 22 febbraio, ricorda il portavoce, “l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti onorino i propri impegni stabiliti nella Dichiarazione congiunta (l’accordo con gli Usa, ndr), così come l’Ue mantiene i propri impegni. In particolare, i prodotti dell’Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti dei dazi oltre il massimale chiaro e onnicomprensivo precedentemente concordato”, ovvero il 15%.

“Per quanto riguarda le esportazioni dell’Ue verso gli Stati Uniti – rileva Gill -, nella maggior parte dei casi il dazio Npf è inferiore al 5%. Tuttavia, per una percentuale limitata (il 7%) di queste esportazioni verso gli Usa, il dazio Npf è superiore al 5%”.

Questo significa, aveva spiegato lo stesso Gill durante il briefing quotidiano per la stampa, oggi a Bruxelles, che la somma con i nuovi dazi del 10% porterebbe in questi casi a un’aliquota superiore al 15%. “Pertanto, logicamente, se gli Stati Uniti si sono impegnati a rispettare gli accordi, allora dovranno rispettare la soglia del 15%. Stiamo aspettando che ci spieghino in modo chiaro e dettagliato come questo funzionerà”.

“Gli Stati Uniti – si legge ancora nella nota diffusa dal portavoce della Commissione – hanno dato chiare indicazioni che i termini dei loro accordi, come la Dichiarazione congiunta Ue-Usa, saranno rispettati. Pertanto l’Ue continua a collaborare con gli Stati Uniti per garantire che ciò avvenga e per ottenere chiarezza sulle misure concrete che garantiranno la certezza giuridica e operativa”.

“Inoltre – aggiunge Gill -, gli Stati Uniti hanno descritto la situazione attuale come una fase di transizione, che durerà fino a 150 giorni. Anche in questo caso, l’Ue sta dialogando con gli Stati Uniti affinché forniscano chiarezza il più rapidamente possibile su eventuali ulteriori misure che potrebbero adottare” dopo la scadenza di questo termine”.

D’altra parte, “continuiamo anche a negoziare ulteriori esenzioni sui dazi, in linea con il nostro approccio coerente in materia di attuazione della Dichiarazione congiunta. La Commissione – sottolinea il portavoce – garantirà sempre la piena tutela degli interessi dell’Unione europea. Le aziende e gli esportatori dell’Ue devono beneficiare di un trattamento equo, prevedibilità e certezza del diritto”.

“La Commissione continua a consultarsi strettamente con il Parlamento europeo e gli Stati membri. La posizione espressa nella nostra dichiarazione del 22 febbraio gode di un ampio sostegno”, riferisce ancora Gill, e conclude ricordando che ieri il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, parlando all’Europarlamento, aveva osservato come sia “imperativo proseguire il processo di attuazione degli impegni assunti nell’ambito della Dichiarazione congiunta”, e in questo senso aveva sottolineato che anche l’Ue “deve restare fedele al nostro accordo”.

Calcio, impresa Atalanta: elimina al 98′ il Borussia Dortmund

Calcio, impresa Atalanta: elimina al 98′ il Borussia Dortmund

Roma, 25 feb. (askanews) – Impresa dell’Atalanta. La squadra di Palladino travolge 4-1 il Borussia Dortmund, rimonta il 2-0 subito in Germania ed è qualificata agli ottavi di finale di Champions. Decisivo un rigore perfetto di Samardzic al 98′, assegnato al Var per un intervento falloso di Bensebaini su Krstovic a seguito di un clamoroso errore del portiere Kobel. La Dea aveva sbloccato il match con Scamacca al 5′ e raddoppiato già prima dell’intervallo con Zappacosta. Nella ripresa i gol di Pasalic e di Adeyemi prima dell’apoteosi finale

Fdi celebra Giorgia figlia del popolo vs sinistra al caviale: è solo a metà dell’opera

Fdi celebra Giorgia figlia del popolo vs sinistra al caviale: è solo a metà dell’opera

Roma, 25 feb. (askanews) – “Figlia del popolo si nasce, si prosegue ma siamo soltanto a metà dell’opera, ne vedremo delle belle”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, chiude così la presentazione del libro di Italo Bocchino “Giorgia, la figlia del popolo. Perché Meloni piace agli italiani”. L’incontro presso la Galleria Alberto Sordi di Roma, davanti alla libreria Mondadori, come il saggio, è l’occasione per ripercorrere l’ascesa della presidente del Consiglio e del suo partito, la “fiaba” come la chiama l’autore, del gruppo di amici e compagni di partito che l’hanno sempre sostenuta.

Ad ascoltare Bocchino, La Russa e la sorella della presidente del Consiglio Arianna, capo della segreteria politica di Fdi, moderati dalla giornalista Hoara Borselli, in prima fila diversi ministri: Giuseppe Valditara, Eugenia Roccella, Nello Musumeci, Orazio Schillaci, Maria Elvira Calderone, Elisabetta Casellati. Restano vuoti i posti riservati ad Anna Maria Bernini e Daniela Santanchè. Ci sono Giovanni Donzelli, l’ex presidente del Senato Gianfranco Fini, Gennaro Sangiuliano (“Per me rimane ministro a vita”, confessa La Russa). Si fa vedere Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi e attivista per i diritti Lgbtq.

La contrapposizione, nel dibattito, è tra Giorgia Meloni figlia del popolo e le elité, l’intellighenzia. Giorgia rimasta coerente, empatica, vicina al popolo, radicata mentre la sinistra il popolo lo ha dimenticato: “Sono forti le nostre idee – rivendica La Russa – la storia di un percorso coerente, chiaro e mai rinnegato. La sinistra indica Giorgia Meloni in termini dispregiativi ‘borgatara’. Una volta per la sinistra essere vicino alle borgate era un titolo di merito. Oggi la sinistra del caviale radical chic si qualifica per il cambiamento del linguaggio nei confronti dei figli del popolo”.

“Giorgia – insiste – appartiene a una generazione che ha fatto della coerenza, della meritocrazia e dell’identità la propria stella polare. Senza perdere la coerenza di un percorso iniziato nell’immediato dopoguerra, ha saputo cogliere le trasformazioni nostre, della società, della vita politica italiana fino a raccogliere in un unico partito i conservatori italiani che sono più ampi della quota di italiani di destra che già Fini aveva raccolto col 15%”.

Ma il “successo” di Fdi non è soltanto nel “brand” di Giorgia Meloni, come lo definisce Bocchino che annuncia la traduzione in arabo del suo libro. È Arianna a ricordare che la premier “non è sola, ha dietro una comunità di uomini e donne”. La capo della segreteria politica di Fdi ricorda “il dolore per la dispersione del popolo della destra negli anni difficili in cui ci perdemmo nel Popolo della Libertà” e poi il ritrovarsi. “Oggi stare qui con Fini in prima fila è una bellissima immagine. La storia della nostra comunità è un percorso di coerenza, di rapporto costante con gli elettori nei circoli. Non abbiamo mai inseguito il consenso o il potere, il potere è sempre stato uno strumento per costruire, non abbiamo interessi se non quelli dei cittadini”.

Referendum, Tajani invoca maggior impegno Fi: dopo Sanremo diamo il massimo

Referendum, Tajani invoca maggior impegno Fi: dopo Sanremo diamo il massimo

Roma, 25 feb. (askanews) – “Sono convinto che il Sì prevarrà. Tutti i sondaggi approfonditi, non quelli fatti su 50 persone, dicono che il Sì è in abbondante vantaggio” ma “tra il sondaggio e il voto c’è tutta la campagna elettorale e bisogna uscire di casa e andare a votare”. Antonio Tajani chiama le truppe di Forza Italia al massimo impegno sul referendum confermativo della riforma costituzionale della giustizia. Nel corso della segreteria del partito convocata alla Camera, a porte aperte ai cronisti nel corso del suo lungo intervento, parla di “clima positivo” ma si capisce che il mese che manca al voto del 22 e 23 marzo e l’avanzata del fronte del no preoccupano. “Non dobbiamo perdere neanche un voto. Dobbiamo far capire che si vince anche solo per un voto”, esorta.

Non vuole scomodare i suoi nella settimana del Festival di Sanremo, sarebbe anche improduttivo, la manifestazione canora monopolizza praticamente l’80% della programmazione televisiva ma, avverte, “dal giorno successivo al Festival di Sanremo dovremo impegnarci al massimo”.

Il vicepremier e ministro degli Esteri parla solo dell’impegno del suo partito e non raccoglie le critiche che arrivano da Nazario Pagano, deputato abruzzese, alla Lega. Il presidente della commissione Affari Costituzionali e segretario regionale Fi Abruzzo, a porte chiuse, prende la parola davanti alla segreteria, e, secondo quanto viene riferito, lamenta uno scarso impegno del partito di Salvini nella sua regione. Tajani, come detto, non raccoglie. Invita a concentrarsi sull’impegno azzurro su quella che è una battaglia storica del partito fondato da Silvio Berlusconi.

Nessuna critica agli alleati neanche negli interventi del senatore Pierantonio Zanettin e del deputato Enrico Costa, impegnati fin dal primo giorno pancia a terra nella battaglia referendaria. Giorgio Mulè, cui è stato affidato il coordinamento della campagna, sottolinea l’importanza degli eventi piccoli, capillari, in ogni singolo comune, anche il più remoto dove bisogna andare e raccogliere consenso più che nelle grandi città come Roma, Napoli e Milano.

Nel pomeriggio Matteo Salvini, che ha sempre annunciato l’impegno di ogni sezione e dei 500 sindaci della Lega per il sì al referendum, oggi ha presenziato alla segreteria del partito nel Lazio dalla quale è emerso che la Lega “si sta muovendo a sostegno per il Sì alla riforma e nei prossimi fine settimana il partito continuerà ad essere presente nelle piazze di Roma e del Lazio con i banchetti informativi”.

Dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, intanto arriva l’invito a frenare “le esagerazioni, le provocazioni, le fake news” che stanno caratterizzando la campagna referendaria perché, avverte, il rischio è che si crei “una confusione” che può indurre i cittadini “a disertare” le urne. Intervenendo alla presentazione del libro di Italo Bocchino, la seconda carica dello Stato ricorda che “il rispetto per la magistratura fa parte dei valori della destra” e che quindi “la riforma non può essere vista come qualcosa che manchi di rispetto alle toghe”. Accanto a lui è Arianna Meloni ad assicurare che se dovesse prevalere il no al referendum costituzionale “non succederà niente. Non arriveranno le cavallette ma si perderà un’occasione. Credo sia una buona riforma”. La sorella della premier ribadisce che “non è un voto sul governo, ci saranno le politiche il prossimo anno”.

Sanremo, seconda serata con 15 big e le nuove proposte

Sanremo, seconda serata con 15 big e le nuove proposte

Roma, 25 feb. (askanews) – Festival di Sanremo 76esima edizione, seconda serata: sul palco dell’Ariston come co-conduttori, insieme a Carlo Conti, ci sono l’attrice Pilar Fogliati, Lillo Petrolo (attore e autore) e Achille Lauro. Vengono eseguite 15 canzoni in gara (su 30) che verranno votate dal pubblico con il televoto e attraverso la giuria delle radio. La serata numero due vedrà la gara delle nuove proposte, sul palco con Gianluca Gazzoli. Fra i big, prima a cantare Patty Pravo, mentre a chiudere sarà Ditonellapiaga. Di seguito la diretta con i momenti salienti dello spettacolo.

-20:32 Pilar fogliati e Lillo Petrolo in collegamento col Tg1 prima dell’inizio: battute sulla famosa scala dell’Ariston. Fogliati: “Dichiaro che guardo i piedi”. Lillo mostra invece un passo incrociato per scendere i famigerati gradini.

L.elettorale, trattativa al rush finale in maggioranza. Verso stop preferenze

L.elettorale, trattativa al rush finale in maggioranza. Verso stop preferenze

Roma, 25 feb. (askanews) – Si sono incontrati in mattinata a via della Scrofa. E poi si sono riaggiornati nel pomeriggio. E andranno avanti finché non ci sarà un accordo. Forse. Perché se è vero che la trattativa nel centrodestra per presentare una proposta comune di riforma della legge elettorale sembra arrivata al rush finale, al momento – a tavolo ancora in corso – il pronostico del confronto resta un classico 1-X-2. Da una parte c’è Fratelli d’Italia che vuole chiudere la partita e depositare un testo in settimana, dall’altra gli alleati che però condividono l’urgenza fino a un certo punto. Di mezzo c’è il tiro alla fune su alcuni punti ancora controversi, inevitabilmente alimentato dalla necessità di guardare ai propri interessi.

Fatto l’impianto ormai condiviso di un proporzionale con premio di maggioranza che scatta sopra il 40%, i nodi da sciogliere restano: preferenze, ballottaggi, quote per l’assegnazione del premio tramite listino, grandezza dei collegi. Ed è esattamente su questi punti che gli sherpa del centrodestra si stanno confrontando in una sorta di consultazione permanente. Stamattina si sono dati appuntamento alle 12 nella sede di Fratelli d’Italia e sono andati avanti fino alle 15.30 circa per poi rivedersi alle 18.30, stessa location. Nel mentre, una pausa che ha consentito, per esempio, agli emissari leghisti Andrea Paganella e Roberto Calderoli, di votare la fiducia sul Milleproroghe al Senato, al responsabile Organizzazione meloniano Giovanni Donzelli di fare un salto alla presentazione del libro di Italo Bocchino su Giorgia Meloni e agli azzurri, Stefano Benigni e a Alessandro Battilocchio, di prendere un caffè alla buvette della Camera. Ma anche a tutti quanti di riferire e confrontarsi con i propri leader di riferimento prima di riavviare i lavori del tavolo.

Per Fratelli d’Italia le preferenze restano una questione di principio e il mandato affidato dalla premier era quello di difenderle in ogni modo. E, tuttavia, le resistenze degli alleati (insieme al terrore che la sola parola ha già generato nei peones) avrebbero per il momento spinto a soprassedere. Il che, spiegano i meloniani, non vuol dire rinunciarvi: se non saranno nel testo saranno infatti riproposte con un emendamento durante la discussione. Che, per inciso, al momento appare più probabile possa cominciare da Montecitorio.

Se sulle preferenze Fdi avrebbe scelto di fare di necessità virtù, non ci sarebbe però nessuna intenzione di rinunciare al ballottaggio previsto nel caso che nessuno raggiunga la soglia del 40%. A Lega e a Forza Italia l’opzione non piace affatto. C’è anche l’appiglio per smontarla: il caso Trentino Alto Adige. Proprio come accade per la Valle d’Aosta, infatti, l’assegnazione dei seggi segue regole autonome. Come si fa quindi ad applicare un eventuale ballottaggio? Fratelli d’Italia è convinta che esista un meccanismo che possa risolvere la questione, per gli alleati invece è la dimostrazione che l’opzione del ballottaggio andrebbe accantonata. Altro nodo sul tavolo è quello della definizione dei collegi, ovvero se vadano modificati aumentandone la grandezza (come vorrebbero i meloniani) o lasciati come sono (come preferirebbe Fi).

Fin qui le questioni più strettamente tecniche. C’è poi un nodo squisitamente politico ancora da sciogliere. Una volta stabilito come funziona il meccanismo di assegnazione del premio di maggioranza – ossia attraverso dei listini che assegnano 70 deputati e 35 senatori a chi vince – la domanda posta dagli alleati alla premier è: con quali quote ce li dividiamo? A loro giudizio, viene spiegato, il criterio andrebbe definito prima. C’è anche chi avrebbe suggerito di fare una distribuzione alla pari, un terzo a testa. Per Fratelli d’Italia questa però è una trattativa che va affrontata solo in un momento successivo.