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Calciomercato da record nel 2023, Fifa: spesi dai club 9,63 miliardi

Calciomercato da record nel 2023, Fifa: spesi dai club 9,63 miliardiMilano, 30 gen. (askanews) – Calciomercato ricchissimo nel 2023: i club hanno speso 9,63 miliardi di dollari, abbattendo il record che resisteva dal 2019 quando i miliardi spesi furono due in meno. A fare i conti è la Fifa che oggi ha pubblicato l’edizione 2023 del Global Transfer Report. I trasferimenti di calciatori sono stati 74.836, di questi 23.689 (31,7%) hanno riguardato professionisti (uomini e donne) mentre gli altri 51.147 (68,3%) sono stati effettuati da dilettanti.

Il giro d’affari nel mondo del calcio è molto concentrato, come conferma la Fifa: i primi dieci trasferimenti hanno generato da soli più del 10% del totale speso per i trasferimenti. Allo stesso modo, dei 3.279 trasferimenti che prevedevano un corrispettivo, i soli primi 100 hanno mosso il 45% di tutto il denaro speso, con i club inglesi ancora una volta in cima alla lista con 2,96 miliardi di dollari. L’Italia del calcio ha speso 757,6 milioni di dollari, ma ne ha incassati 1,021 miliardi. Balzo dell’Arabia Saudita: nel 2023 hanno peso 970 milioni di dollari, contro i 50 milioni investiti nel 2022. La Fifa evidenzia “l’impressionante crescita del calcio professionistico femminile, con oltre il 20% di trasferimenti in più l’anno scorso rispetto al 2022. Anche il numero di club coinvolti nei trasferimenti internazionali è passato da 507 nel 2022 a 623 nel 2023, con un aumento del 22,9%”.

Calcio, Gravina: “I nostri arbitri apprezzati in tutto il mondo”

Calcio, Gravina: “I nostri arbitri apprezzati in tutto il mondo”Roma, 30 gen. (askanews) – L’approvazione all’unanimità del Budget 2024, con un risultato positivo che conferma l’andamento degli ultimi anni, ha caratterizzato la riunione odierna del Consiglio federale, aperto dal presidente Gabriele Gravina con il ricordo di Gigi Riva ad una settimana dalla scomparsa del campione azzurro. In conferenza stampa il numero uno della FIGC si è quindi soffermato su altri due temi, quello delle riforme (“il problema non è il format dei campionati, ma la messa in sicurezza del sistema”) e quello arbitrale (“i dati ci dicono che c’è una contrazione degli errori e che i nostri direttori di gara sono i più utilizzati nelle competizioni internazionali. C’è grande qualità”).

BUDGET 2024. Approvato all’unanimità dal Consiglio federale, il Budget 2024 chiude con un Risultato d’esercizio di 0,32 mio €. Il Margine Operativo Lordo si attesta a 20 mio € e il Risultato Ante Imposte a 1,18 mio €. Inoltre, il Valore della Produzione 2024 risulta di 206,9 mio €, con il dato dei Ricavi legati alle partnership, in assoluto, il più alto nella storia della FIGC. Nella formulazione del budget, è stato previsto l’utilizzo del Fondo a Destinazione Vincolata Ex Legge 234/21 per progettualità finalizzate allo sviluppo del calcio di base e di formazione, che coinvolgerà il mondo del calcio con tutte le sue componenti. Il positivo andamento della gestione federale, infine, ha consentito di destinare alcuni milioni di euro all’aumento dei rimborsi arbitrali, rimasti immodificati da oltre 10 anni, privilegiando coloro che arbitrano a livello provinciale e regionale. “La crescita del Valore della Produzione economica della Federazione – le parole di Gravina in conferenza stampa – in un momento in cui è mancata la qualificazione al Mondiale dimostra che c’è una vocazione enfatizzata della nostra attività politica che punta a una dimensione diversa rispetto al risultato sportivo fine a se stesso. Il risultato sportivo resta fondamentale per dare entusiasmo, ma noi puntiamo moltissimo su una progettualità innovativa e moderna”.

RIFORME. Gravina ha fatto il punto sui tavoli e sulle riunioni sulle riforme, le cui sintesi saranno contenute nel piano strategico del calcio italiano che è stato preliminarmente commissionato a Deloitte e che il presidente federale ha intenzione di presentare in Consiglio federale entro il mese di febbraio. “Il problema della riforma del calcio italiano non è solo la riforma dei campionati – ha ribadito Gravina – e mi stupisce che si continui in maniera superficiale a limitare tutto l’impegno che sto cercando di mettere in campo al format del campionato e al numero delle squadre, se debbano essere 20 o 18. Il tema centrale è mettere in sicurezza e dare senso, prospettiva e contenuto a quel termine tanto abusato negli ultimi tempi che si chiama sostenibilità. Io sono preoccupato della situazione economico-finanziaria del mondo del calcio, che ha perso l’occasione di gestire le urgenze e ora è entrato in una dimensione di emergenza. Da qui nasce la volontà di dare incarico a Deloitte di fare sintesi e di presentare un piano strategico di salvaguardia del sistema calcio che verrà integrato con le nostre valutazioni e proposte. Poi discuteremo dei tre livelli professionistici, di retrocessioni e promozioni. Io porterò il piano strategico e voglio sapere nomi e cognomi di chi approva o chi ha solo enunciato il principio di fare le riforme, ma non ha intenzione di farle. Così non sarò più accusato di staticità”.

ARBITRI. Il presidente federale ha relazionato il Consiglio sull’esposto presentato alla Procura di Roma in relazione al servizio andato in onda la settimana scorsa durante la trasmissione ‘Le Iene’, a tutela dell’intero mondo del calcio e della stessa Associazione Italiana Arbitri, per verificare i contenuti di quanto affermato e per stimolare ogni più approfondita verifica dei fatti raccontati. In conferenza Gravina ha quindi ribadito la sua stima nei confronti della classe arbitrale italiana, un’eccellenza del nostro Paese come confermano alcuni numeri eloquenti: “C’è un dato che si proietta a livello internazionale: togliendo l’ultima giornata sono state giocate 206 partite di Serie A, con 1076 check da Var: di questi sono stati rilevati 91 errori, di cui 82 sono stati corretti. Andando sulle percentuali, se non ci fosse stato il Var avremmo avuto l’8,49 di percentuale di errore, di fatto è stato ridotto allo 0,84%, un dato ulteriormente sceso rispetto allo 0,89% dell’ultimo anno. Si vede che c’è una contrazione di errori e una grande qualità dei nostri arbitri”. E non a caso i nostri direttori di gara sono apprezzati in tutto il mondo: “Gli arbitri italiani, Var e Avar, a livello internazionale sono i più utilizzati in assoluto nelle competizioni internazionali, il 15% rispetto all’11% della Premier League e al 3-4% di altre federazioni. Abbiamo il coordinatore degli arbitri a livello FIFA che è italiano, così come quelli di UEFA e CONCACAF. Diverse leghe e federazioni ci chiamano per avere i nostri arbitri nelle partite più importanti, ma in Italia non si riesce ancora a comprenderne la qualità”.

Antitrust Ue: ispezioni a sorpresa su vari produttori di pneumatici

Antitrust Ue: ispezioni a sorpresa su vari produttori di pneumaticiRoma, 30 gen. (askanews) – L’Antitrust europeo sta effettuando perquisizioni a sorpresa presso le sedi di diversi produttori di pneumatici attivi in vari Stati europei, sospettati di aver creato un cartello sui prezzi.

Nel mirino la produzione di pneumatici per auto, furgoni, camion e autobus venduti nello spazio economico europee. “La Commissione sospetta che il coordinamento sui prezzi sia avvenuto tra le società in questione anche tramite comunicazioni pubbliche”, recita un comunicato diffuso dall’organo esecutivo comunitario. Durante le perquisizioni, gli ispettori della Ue sono stati affiancati da personale delle autorità antitrust dei rispettivi Paesi membri.

Bruxelles ricorda che questo genere di operazioni solitamente sono il passo preliminare prima di dell’avvio di indagini formali per sospette pratiche anticoncorrenziali, ma che la conduzione delle stesse non implica per forza la colpevolezza delle società su cui vengono effettuati gli accertamenti. L’Antitrust non fornisce i nominativi delle società o dei marchi coinvolti. Eloquentemente, il comunicato aggiunge che sulla base delle pratiche seguite dalla commissione Ue una società coinvolta nel cartello che fornisca informazioni sullo stesso può ottenere immunità o consistenti sconti sulle eventuali multe.

Il gruppo yemenita Houthi: siamo pronti per un lungo scontro con Usa e Regno UnitoGb

Il gruppo yemenita Houthi: siamo pronti per un lungo scontro con Usa e Regno UnitoGbRoma, 30 gen. (askanews) – Il gruppo yemenita Houthi è pronto per “un lungo scontro” con Stati Uniti e Regno Unito. Lo ha detto oggi il comandante delle forze armate Houthi, Mohamed al-Atifi, in una dichiarazione riportata sul proprio account X.

“Siamo pronti per uno scontro lungo con le forze della tirannia. Gli americani, i britannici e quelli che si sono coordinati con loro devono comprendere la forza della decisione sovrana yemenita e che non c’è niente da discutere o contestare”, ha dichiarato.

”Il piccolo principe”, al Teatro Sistina dal primo febbraio

”Il piccolo principe”, al Teatro Sistina dal primo febbraioRoma, 30 gen. (askanews) – Torna a teatro lo spettacolo dei record: “Il Piccolo Principe”, la storia più letta e amata di tutti i tempi, sarà nuovamente in scena a partire da mercoledì primo febbraio 2024 al Teatro Sistina di Roma.

Dopo lo straordinario successo riscosso dalla tournée 2023, che ha venduto 60.000 biglietti, lo spettacolo prodotto da Razmataz Live e diretto da Stefano Genovese, rimarrà a Roma fino a domenica 11 febbraio, per poi spostarsi al Teatro Alighieri di Ravenna, da giovedì 15 a domenica 18 febbraio, al Teatro Colosseo di Torino, da venerdì 23 a domenica 25 febbraio, al Palapartenope di Napoli, da venerdì 1° a domenica 3 marzo, al Teatro Repower di Milano, da giovedì 7 a domenica 24 marzo, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, da venerdì 5 a domenica 7 aprile, allo Stadium di Genova, sabato 13 e domenica 14 aprile, e al Teatro Cilea di Reggio Calabria, da venerdì 19 a domenica 21 aprile. Lo show firmato Razmataz Live è una rappresentazione unica nel suo genere, che si snoda attraverso gli innumerevoli linguaggi che la narrazione, la musica, il canto, la scenografia e, più in generale, la performance offrono. In equilibrio tra prosa, musical, nouveau cirque e installazione, ogni significato, ogni personaggio, ogni snodo della vicenda attinge al codice più adatto ad arrivare allo spettatore.

Ancora una volta lo spettacolo regalerà al pubblico emozioni forti e autentiche, aiutando grandi e piccini a capire quali sono le cose veramente importanti, quelle che vengono insegnate da bambini ma che si dimenticano una volta diventati adulti. Spetta proprio al Piccolo Principe, eterno bambino, rinfrescare la memoria. Fedele allo stile dell’opera originale, nel mettere in scena “Il Piccolo Principe”, Stefano Genovese ha deciso di non lasciare alle parole il ruolo centrale, ma di affidare il racconto all’immaginazione, traducendolo in un’esperienza spettacolistica evocativa che solo il teatro, per sua stessa natura, è in grado di restituire.

Il pubblico potrà ritrovare le atmosfere, le musiche e le suggestioni che hanno stupito e divertito già lo scorso anno. Con un cast attoriale in parte rinnovato, lo spettacolo rimarrà fedele a se stesso ma mai identico o scontato. La magia del teatro, infatti, consiste proprio nel dare una chiave nuova rappresentazione dopo rappresentazione, consentendo di attribuire a ogni scena una lettura diversa ogni volta. “Il Piccolo Principe ha la capacità di raggiungere più livelli di lettura – racconta il regista Stefano Genovese – Piace ai bambini, che ritrovano qui un eroe loro coetaneo, e piace anche agli adulti, ai sognatori, ai filosofi. Il pubblico potrà rivivere il viaggio del piccolo protagonista, che in realtà è più saggio e consapevole di tutti gli adulti che incontra”.

Olimpiadi 2026, da organizzatori ottimismo su pista bob a Cortina

Olimpiadi 2026, da organizzatori ottimismo su pista bob a CortinaMilano, 30 gen. (askanews) – Il Cda della Fondazione Milano Cortina 2026, che si è riunito oggi, ha espresso il proprio “ottimismo” sulla vicenda dello sliding centre di Cortina d’Ampezzo, cioè l’impianto destinato a ospitare, secondo il masterplan originario, le gare di bob, slittino e skeleton dei Giochi olimpici invernali del 2026, ma senza chiudere la porta a un eventuale piano b all’estero. È quanto scritto dal board in una nota dopo avere ascoltato la relazione del presidente Giovanni Malagó e dell’amministratore delegato, Andrea Varnier. Gli organizzatori restano comunque ancora in attesa che Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 Spa) sottoscriva il contratto con l’azienda appaltatrice.

In virtù del nuovo progetto, più contenuto rispetto alla sua versione originaria, il Cda del Comitato organizzatore ha altresì preso atto che l’eventuale decisione di Simico comporterebbe un extra budget per la realizzazione di alcuni allestimenti, ad oggi non previsti e necessari per lo svolgimento delle gare. Lo stesso Cda, visti i pareri negativi pervenuti dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio) e dalle Federazioni Internazionali, preoccupati dalle strette tempistiche che l’opera impone, e in virtù anche della comunicazione di Simico dello scorso 03/01/2024 con cui si consigliava di mantenere aperte eventuali soluzioni alternative, ha deliberato di non interrompere il dialogo con gli altri impianti esistenti e funzionanti, dando mandato all’Amministratore Delegato di proseguire il lavoro di negoziazione di un eventuale piano B che, anche in questo caso, richiederà un extra budget. Sia nel caso dell’extra budget necessario a completare in via temporanea le esigenze dell’impianto di Cortina, sia in quello relativo all’eventuale spostamento della sede di gara, la Fondazione Milano Cortina 2026 avvierà un confronto con le istituzioni competenti.

Il Comitato organizzatore ha sottolineato di essere in continuo contatto con il Cio e con le Federazioni Internazionali e ha ribadito che i test di pre-omologazione non potranno per nessuna ragione avvenire oltre il mese di marzo 2025. In chiusura, il Cda ha voluto espressamente ribadire la ferma volontà di cooperare, così come avvenuto fino ad oggi, con tutte le realtà che, a vario titolo, lavorano alla realizzazione dei Giochi.

Ilaria Salis, Tajani: quello che abbiamo visto non rispetta norme Ue sui detenuti, ed è stato contestato all’Ungheria

Ilaria Salis, Tajani: quello che abbiamo visto non rispetta norme Ue sui detenuti, ed è stato contestato all’UngheriaRoma, 30 gen. (askanews) – L’ambasciatore italiano a Budapest ha chiesto al ministro della Giustizia ungherese di sollecitare al procuratore generale una valutazione delle condizioni di detenzione di Ilaria Salis, 39enne milanese che si trova in carcere nella capitale ungherese da quasi un anno e che è stata mostrata trascinata in catene in tribunale. Lo ha affermato il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani.

“Faccio una premessa: non abbiamo alcun potere per riportare un detenuto in un Paese estero in Italia”, ha detto Tajani nel corso delle repliche al termine della sua audizione alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, “noi abbiamo soltanto la possibilità di protestare attraverso le forme istituzionali e attraverso dichiarazioni pubbliche nei confronti di un Paese dove riteniamo non vengano rispettate alcune norme. Mi riferisco in modo particolare all’articolo 1 della direttiva europea che riguarda il trattamento dei detenuti in attesa di giudizio per cui i detenuti in attesa di giudizio devono essere trattati in maniera proporzionata al fatto di non essere detenuti condannati”. “Abbiamo ravvisato nelle immagini che abbiamo visto ieri, che sono le prime immagini che sono state diffuse della detenuta, che la vedevano condotta in carcere secondo me con atteggiamento che non era certamente garantista e non era consono con le normative comunitarie”, ha proseguito il capo della diplomazia, sottolineando: “E’ quello che abbiamo contestato questa mattina per filo e per segno all’incaricato d’affari, perché l’ambasciatore non era in sede Italia. Anche il malcontento e la preoccupazione. La stessa cosa è stata detta dal nostro ambasciatore al ministro di Giustizia. A latere del Consiglio Affari esteri ho avuto un colloquio a tu per tu con il ministro degli Esteri ungherese, al quale ho consegnato una relazione sulla situazione chiedendogli di intervenire”.

“Noi non abbiamo alcun potere, non abbiamo la possibilità di chiedere l’estradizione perché questa signora non ha commesso in Italia alcun reato – ha proseguito Tajani – . Il reato eventuale è stato commesso in Ungheria e quindi noi non possiamo fare nulla per quanto riguarda la sua chiamata in Italia: gli avvocati dovrebbero chiedere gli arresti domiciliari in Ungheria, ma hanno chiesto gli arresti domiciliari in Italia. La convenzione non prevede il passaggio da detenzione in carcere in Ungheria agli arresti domiciliari in Italia, l’accordo della convenzione prevede che bisogna prima avere gli arresti domiciliari in Ungheria…Noi più che fare dichiarazioni politiche, più che chiedere l’intervento del governo come abbiamo fatta a più riprese, più che seguire giornalmente come fa il ministero di giustizia…non possiamo fare”. “Il ministro Nordio ha incontrato il padre della signora e costantemente gli avvocati sono in contatto”, ha ricordato il titolare della Farnesina, “sono state fatte tutte le visite consolari del caso, quindi noi non abbiamo il potere di interferire sul procedimento penale. Più che intervenire presso il governo non possiamo fare, anche se possono esserci giudizi negativi sul sistema della giustizia in Ungheria e nelle classifiche”.

“All’ora di pranzo il nostro ambasciatore ha chiesto al ministro della Giustizia – e il ministro già l’ha fatto – di chiedere al procuratore generale di valutare le condizioni di detenzione di Ilaria Salis e di riferirgli a stretto giro”, ha assicurato Tajani: “Il ministro ha garantito all’ambasciatore (Manuel) Jacoangeli che lo richiamerà immediatamente dopo aver riparlato con il procuratore generale. Anche per quanto riguarda la possibilità di trasferimento della Salis, il ministro ha detto che il reato di cui è accusata crea problemi nell’opinione pubblica ungherese. Quindi da parte ungherese aspetteremo una risposta e l’incaricato d’affari ha detto che avrebbe immediatamente informato le autorità ungheresi di tutte le sollecitazioni fatte dal governo italiano. Il rientro in Italia dipende soltanto se va agli arresti domiciliari in Ungheria e poi noi possiamo chiedere gli arresti domiciliari qui in Italia, ma devono farlo gli avvocati. Questo gli avvocati lo sanno e di questo è stato informato il padre, anche dal ministro Nordio: quindi sono costantemente informati e tenuti al corrente”.

Sporting Club Monterosa, Red Carpet per gli sport equestri

Sporting Club Monterosa, Red Carpet per gli sport equestriRoma, 30 gen. (askanews) – Archiviato il 2023, lo Sport Italiano guarda al 2024. Su tutte le Olimpiadi di Parigi, le 33esime dell’era moderna, da venerdì 26 luglio. L’evento della Capitale Francese anticipa quello attesissimo, per il nostro Paese, di “Milano Cortina 2026”.

E, se queste sono le previsioni dello sport a livello internazionale, lo Sporting Club Monterosa Novara, ancora una volta annuncia una novità assoluta. Ad entrare in grande stile, come solo lui sa fare sulle passerelle del mondo, sarà il noto stilista Carlo Pignatelli che per questa stagione vestirà gli Allievi dell’Accademia di Equitazione del Monterosa. Infatti, dopo essere stata una delle poche Scuola di Eccellenza di equitazione della F.I.S.E. in Piemonte, il “Monterosa” ha deciso di fare un upgrade significativo, inaugurando per il 2024 il progetto dell’Accademia Monterosa.

Dedicata a tutti quei praticanti dell’equitazione che non si accontentano e che vogliono fare un percorso sportivo di qualità, per partecipare ad eventi e gare ai massimi livelli nazionali e internazionali. Pioniere di questa iniziativa è la giovane Martina Guerra, giunta al Monterosa per un percorso di perfezionamento e che nel giro di qualche anno ha visto crescere le sue performance, arrivando a partecipare ai Campionati del Mondo di C.C.E. di Le Lyon d’Angers dell’ottobre scorso. Preceduta nel 2022 dal capitano della squadra: l’Assistente Capo della Polizia di Stato Federico Riso, qualificato per gli Europei young riders del 2024. Gli Allievi dell’Accademia di Equitazione, quindi, potranno avvalersi di Istruttori qualificati e partecipare a stage tenuti in loco da Campioni Olimpici e specialisti di ogni disciplina: dressage, salto e completo, oltre a lezioni teoriche su mascalcia, veterinaria, cura del cavallo, nella nuovissima sala conferenze multimediale.

Ambiziosi gli obiettivi sportivi che l’Accademia si è posta con i suoi Atleti: la qualifica alle Olimpiadi Parigi 2024; partecipazione al Campionato del Mondo di completo “cavalli di 8 e 9 anni” di Blenheim; al Campionato del Mondo di completo “giovani cavalli” di 6 e 7 anni a le Lyon d’Angers; ai Campionati Europei di completo young riders; Campionati Italiani giovanili di completo e salto ostacoli; Campionati regionali giovanili di completo e salto ostacoli e Campionato e saggio delle scuole. Il 2024 rilancia le iniziative presentate nelle precedenti stagioni con eventi che legano, in un indissolubile connubio, il mondo degli sport equestri con la partecipazione del grande pubblico.

Danza, l’italiana Marina Eliano volteggia all’Opera di Vienna

Danza, l’italiana Marina Eliano volteggia all’Opera di ViennaRoma, 30 gen. (askanews) – L’8 febbraio si terrà l’Opernball di Vienna e, come da tradizione, anche quest’anno una giovane italiana prenderà parte a questo suggestivo evento nato nell’800, che tuttora conserva inalterato il suo fascino. A rappresentare l’Italia alla prestigiosa serata sarà Marina Eliano, la studentessa campana, di Pompei, vincitrice della XV edizione del Gran Ballo Viennese di Roma. Al Ballo Marina sarà accompagnata da Sebastian Aste, studente di ingegneria ambientale a Vienna, maestro di sci e vicepresidente della squadra di canottaggio della sua Università.

È grazie al connubio e alla collaborazione nata tra Elvia Venosa, ideatrice dell’edizione italiana, l’Ambasciata d’Austria e la Città di Vienna, che ogni anno una giovane coppia ha il grande privilegio di partecipare al celebre “Ballo Dell’Opera di Vienna”, in scena la sera di giovedì grasso. Evento unico nel suo genere, ancora oggi in tutto il mondo è considerato il “Ballo dei Balli” per eccellenza e, come ogni anno, la magia prende vita e l’incanto si ripete, per il pubblico in sala e per quello che segue l’evento in diretta (quasi due milioni di spettatori) in mondovisione. Il Gran Ballo Viennese di Roma è l’unico ballo italiano gemellato con il Ballo dell’Opera di Vienna, con il compito di rappresentare l’antica tradizione dei balli Viennesi nel mondo dando a tante giovani ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni la possibilità di riassaporare i valori e le tradizioni dei balli viennesi e di vivere le magiche atmosfere dei balli Asburgici. Il Ballo dell’Opera di Vienna, in lingua originale Wiener Opernball, classificato dall’UNESCO come patrimonio culturale, è il ricevimento austriaco più prestigioso. In questa occasione il Teatro dell’Opera di Vienna si trasforma in una grandissima sala da ballo per accogliere le Debuttanti provenienti da ogni parte del mondo. Una notte magica all’insegna dell’eleganza tra frac, abiti meravigliosi, guanti e tiara, quella creata appositamente da Swarovski realizzata con ben 233 cristalli trasparenti in tagli misti che pendono a cascata partendo da pietre di grandi dimensioni arrivando a tagli più piccoli, elegantemente disposti. La tiara ideata dalla Direttrice Creativa di Swarovski in persona, Giovanna Engelbert, sarà indossata dalle 160 debuttanti che, come in una favola, faranno il loro ingresso la sera dell’8 febbraio 2024 per la cerimonia di apertura.

Dei 7000 biglietti messi a disposizione per il pubblico ogni anno circa la metà viene acquistato all’estero a dimostrazione di quanto questo evento mondano sia amato e riconosciuto nel mondo. Molti i personaggi noti e le figure di spicco dell’aristocrazia europea che anche quest’anno prenderanno parte all’evento, tra di loro spicca la presenza dell’imprenditore austriaco Richard Lugner accompagnato dall’attrice statunitense ed ex moglie del “Re del Rock’n’Roll” Priscilla Presley.

Lamborghini: CO2 per auto -40% su tutta catena valore entro 2030

Lamborghini: CO2 per auto -40% su tutta catena valore entro 2030Milano, 30 gen. (askanews) – Lamborghini punta a ridurre le emissioni di CO2 su tutta la catena del valore del 40% per vettura entro il 2030 rispetto al 2021. L’impegno si estende a tutta la filiera, dalla produzione, alla supply chain e logistica, fino alla product use phase, coprendo l’intero ciclo vita del prodotto.

Lamborghini ha avviato la fase di ibridizzazione della gamma nel 2023 con Revuelto, la prima supersportiva ibrida ad alte prestazioni Hpev. Nel corso del 2024, il processo di elettrificazione sarà completato con il lancio della prima versione ibrida del Super Suv Urus e della seconda Hpev della gamma, che andrà a sostituire la Huracán. Il lancio del primo modello elettrico, anticipato dalla concept car Lanzador, è previsto per il 2028, seguito nel 2029 dal primo Super Suv completamente elettrico. Questo percorso porterà ad una significativa riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al 2021, con l’obiettivo di arrivare ad una riduzione del 50% entro il 2025 e del 80% entro il 2030 per il parco circolante. “Direzione Cor Tauri rappresenta la nostra tabella di marcia verso l’elettrificazione della gamma Lamborghini e il percorso di decarbonizzazione, non solo del nostro sito di Sant’Agata Bolognese, ma di tutta la catena del valore. Un approccio olistico alla nostra strategia globale di sostenibilità ambientale”, dichiara Stephan Winkelmann, Chairman e Ceo di Lamborghini.

Le emissioni globali di gas serra, spiega Lamborghini, costituiscono circa 59 gigatonnellate di CO2 equivalente e il settore dei trasporti, nel suo complesso, contribuisce con circa il 15% di questa quota. Ad oggi, l’inventario della Casa è di circa 700mila tonnellate di CO2-equivalente, che comprende l’intero ciclo di vita delle vetture prodotte nell’anno 2021 – 2022. Sebbene le attività produttive della Casa di Sant’Agata Bolognese rappresentino soltanto lo 0,001% delle emissioni di CO2 globali, la responsabilità dell’azienda verso la comunità e il pianeta è maggiore del mero impatto ambientale. “Ambiamo ad essere l’azienda di auto supersportive con l’impegno più duraturo e autentico verso la sostenibilità. Abbiamo un team interdipartimentale dedicato, che lavora per mettere in atto Direzione Cor Tauri”, afferma Stefano Rutigliano, Strategy Director. L’impegno di Automobili Lamborghini verso la sostenibilità inizia nel 2015, con il raggiungimento della carbon neutrality del sito produttivo di Sant’Agata Bolognese. Fra gli interventi: la creazione del più grande impianto fotovoltaico della Regione Emilia Romagna, certificazione ad alta efficienza energetica dei nuovi edifici, impianti di trigenerazione e teleriscaldamento, reparto di verniciatura all’avanguardia e creazione di un polmone verde con la piantumazione di 10mila querce a poca distanza dal sito. 2Queste iniziative hanno portato, nel 2022, a una riduzione del consumo energetico specifico per ogni vettura prodotta del 36% rispetto al 2010″, spiega Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Office.

L’impegno di Automobili Lamborghini si riflette anche nella supply chain e della logistica, con un sistema di rating di sostenibilità (s-rating), che valuta il livello di maturità dei fornitori rispetto agli standard ambientali. Anche il trasporto delle vetture e dei ricambi rientra in questo processo: negli ultimi 5 anni, per quanto riguarda il trasferimento delle vetture finite, l’azienda ha aumentato la percentuale di trasporto su rotaia dal 4% al 35% riducendo, parallelamente, il trasporto aereo dal 18% all’1%. Quanto al prodotto, il motore elettrico apre nuovi orizzonti in termini di dinamica e di esperienza di guida. “È l’alba di una nuova era per le auto supersportive”, afferma Rouven Mohr, Chief Technical Officer. Per garantire il successo del piano Direzione Cor Tauri, Lamborghini assumerà 500 dipendenti entro il 2026 e poterà avanti Feelosophy, il programma di well-being lanciato nel 2021, evoluzione del precedente programma di People Care attivo dal 2013.