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Salis, opposizioni in aula alla Camera: governo venga a riferire

Salis, opposizioni in aula alla Camera: governo venga a riferireRoma, 30 gen. (askanews) – “Bisogna riportare in Italia Ilaria Salis: lo prevede una decisione quadro del Consiglio europeo del 2009 che offre la possibilità, in attesa di un processo, di applicare misure alternative al carcere, tra cui gli arresti domiciliari nel paese di cittadinanza. Serve che Giorgia Meloni alzi il telefono, chiami il suo amico Orban e comunichi la decisione manifestando lo sdegno dell’Italia. Se lo fa avrà tutto il Parlamento a sostenerla”. Lo ha detto Giuseppe Provenzano, deputato Pd, in aula alla Camera, chiedendo una informativa urgente del governo.

“Orban – ha aggiunto – sarà pure un suo amico ma più amica dovrebbe essere la cultura giuridica italiana ed europea se non la dignità come italiani e come europei”. A Ilaria Salis “è stato negato il pieno diritto alla difesa secondo le norme europee – spiega ancora l’esponente dem – per un’accusa di lesioni nei confronti di due neonazi che celebravano le ss. Rischia 24 anni di carcere, in Italia ne sconterebbe al massimo 4. Perché tutto questo silenzio da parte del governo e della maggioranza? Non abbiamo ricevuto risposta alle nostre interogazioni: l’Ungheria di Orban sta violando i diritti umani, ieri la propaganda meloniana celebrava il grande successo dell’Italia nel mondo, e l’Europa perdeva la faccia a causa del comportamento dell’Ungheria nei confronti di una cittadina italiana”.

Meloni, ha concluso Provenzano, ha sempre difeso “il suo amico ungherese, oggi però è giunto il momento di venire in Aula: chiediamo una informativa urgente per fare chiarezza. Perché questo governo non l’ha nemmeno chiesta all’ambasciata italiana in Ungheria”. Alla richiesta di informativa si sono associate tutte le opposizioni. Fi e Lega hanno espresso parere favorevole alla richiesta di informativa: “Il problema non è sottovalutato. Tajani ha indicato la strada per far sì che Ilaria possa tornare in Italia”, ha detto il deputato azzurro Pittalis. Per Fratelli d’Italia nessuno ha preso la parola.

Benedetta Rossi voce narrante di Kina e Yuk alla scoperta del mondo

Benedetta Rossi voce narrante di Kina e Yuk alla scoperta del mondoRoma, 30 gen. (askanews) – Dai fornelli al cinema. Benedetta Rossi, diventata famosa con il suo canale YouTube “Fatto in casa da Benedetta” sarà la voce narrante di “Kina e Yuk alla scoperta del mondo”, secondo lungometraggio di Guillaume Maidatchevsky, autore di documentari sugli animali, che dopo “Ailo- Un’avventura tra i ghiacci” torna a raccontare una storia ai confini del Grande Nord. Il film uscirà al cinema dal 7 marzo distribuito in esclusiva per l’Italia da Adler Entertainment.

“Kina e Yuk alla scoperta del mondo” segue le avventure di una coppia di volpi polari nell’estremo Nord. Separati dallo scioglimento dei ghiacci, dovranno affrontare molti pericoli ed esplorare nuovi territori nella speranza di riunirsi in tempo per la nascita dei loro cuccioli. “Ho deciso di raccontare la storia di Kina e Yuk perché amo la natura e ho la fortuna di vivere da quando sono piccola nella natura, tra mare e montagne. Sono convinta che tutti, grandi e piccini, debbano vedere film emozionanti ed educativi come questo – ha detto Benedetta Rossi – Kina e Yuk non è solo una splendida avventura, è un racconto che ci ricorda quanto sia indispensabile il rispetto per la natura, tema di estrema attualità che deve essere portato sempre più all’attenzione del grande pubblico di tutte le età”.

Blogger, scrittrice e conduttrice tv, Benedetta Rossi dopo aver conquistato il pubblico della rete con la sua empatia e semplicità, è diventata con Fatto in Casa da Benedetta un “love brand” con oltre 20 milioni di fan social, più di 1 milione di libri venduti, il secondo sito di cucina in Italia, un programma televisivo e una serie tv animata.

Centrale Latte Roma e Bambino Gesù, 25 anni di collaborazione

Centrale Latte Roma e Bambino Gesù, 25 anni di collaborazioneRoma, 30 gen. (askanews) – Contribuire alla salute dei bambini e sostenere la missione dell’Ospedale attraverso le donazioni di attrezzature vitali e campagne solidali. È questo l’obiettivo della storica collaborazione, che ha festeggiato ieri il 25° anniversario, tra la Centrale del Latte di Roma e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Tanti i progetti che dimostrano l’impegno concreto della Società lattiero casearia e dell’Ospedale Pediatrico romano nel garantire l’accesso a questo elemento vitale per la crescita e lo sviluppo dei neonati, specialmente in situazioni di nascite premature o difficili. La Banca del Latte è una delle iniziative che meglio racconta questo sodalizio attraverso la distribuzione di oltre 1000 litri di latte materno ogni anno per i piccoli che non possono essere allattati. Un successo che dimostra la forte vocazione solidale della Centrale del Latte di Roma e dell’Ospedale Bambino Gesù che grazie alla rete costituita da 100 mamme donatrici riescono ad aiutare oltre 200 neonati con particolari esigenze terapeutiche. Nel 2019, la Centrale del Latte di Roma ha inoltre ampliato il suo sostegno attraverso la donazione di un’automobile per il ritiro a domicilio del latte materno che rende ancora più preziosa una realtà come la Banca del Latte Materno. La collaborazione tra Centrale del Latte di Roma e la Fondazione Bambino Gesù, è riuscita a potenziare le strutture ospedaliere e le risorse, offrendo un sostegno concreto ai piccoli pazienti e alle realtà coinvolte. Un percorso volto alla promozione delle corrette abitudini alimentari e di una visione olistica del benessere dei neonati, concentrata sui benefici del latte materno, quali la formazione del microbiota e lo sviluppo cerebrale. Le due realtà hanno celebrato i grandi risultati che hanno consentito il miglioramento delle qualità delle cure pediatriche e che riflettono l’impegno verso la comunità. In questa occasione la Centrale del Latte di Roma ha lanciato un’edizione speciale del packaging dei propri prodotti.

La Centrale del Latte di Roma ha partecipato attivamente a diverse campagne solidali, promosse dal Bambino Gesù per la raccolta fondi, tra cui “Un Euro per un Bambino”, “Mettiamo su Casa”, “Futuriamo”. Durante queste iniziative, l’azienda ha donato attrezzature di primo ordine come una poltrona ortodontica, un’ambulanza, un sistema di trattamento iper/ipotermia e un microscopio avanzato per il laboratorio di Microbiologia. «Siamo estremamente orgogliosi di festeggiare il 25° anniversario della nostra collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Nel corso degli anni, questa partnership ha superato i confini di una collaborazione, trasformandosi in un autentico legame umano. L’impatto tangibile che abbiamo avuto sulla vita dei bambini e sulle attività dell’ospedale ci riempie di gratitudine, confermando il valore fondamentale nel sostenere la salute dei più giovani», ha dichiarato il Presidente della Centrale del Latte di Roma, Fabio Massimo Pallottini durante l’evento di ieri pomeriggio.

«Sono lieto che continui la collaborazione della Centrale del Latte, con l’Ospedale Pediatrico – ha affermato Tiziano Onesti, Presidente del Bambino Gesù – Per l’alimentazione dei neonati pretermine, specie per quelli di peso molto basso alla nascita, quanto il latte della propria madre non è disponibile, entra in azione la Banca del Latte umano donato. Un progetto di solidarietà, di civiltà e di tutela della salute che viene portato avanti dal personale dell’Ospedale e da numerosi volontari».

Favero (Pd): ritardi ferrovia Padova-Bologna inaccettabili

Favero (Pd): ritardi ferrovia Padova-Bologna inaccettabiliRoma, 30 gen. (askanews) – “Se l’analisi del recente dataroom di Milena Gabanelli, pubblicato da uno dei maggiori quotidiani nazionali, che ha registrato il 94,2% di ritardo sui 120 treni della tratta Venezia-Milano, venisse applicato sulla tratta ferroviaria Padova-Bologna probabilmente la percentuale di ritardi sarebbe simile. Negli ultimi due giorni, anche per esperienza personale, sulla relazione Venezia-Roma, di cui la Bologna-Padova fa parte, non si sono contati i disservizi: ieri a causa di un guasto sulla Direttissima e quindi con riverbero sul nodo di Bologna ovvero verso il Veneto. Oggi a causa del protrarsi dei lavori di manutenzione a Occhiobello i treni sono ritardi di decine di minuti.C ‘è da chiedersi se questa infrastruttura possa reggere l’aumento di traffico dell’orario ufficiale sia per i treni regionali che per l’Alta Velocità, a cui poi si aggiungono nella traccia i merci. I cittadini e le imprese del Nord-Est non possono usufruire di un collegamento europeo Ten-T tra Veneto e il Centro e Sud Italia servito da una sola linea, aperta nel 1866. Serve la velocizzazione e il quadruplicamento. Si apra un tavolo con Rfi”.

Lo dichiara Matteo Favero, Responsabile Ambiente e Infrastrutture del PD Veneto

Accordo SIMEST e Confindustria Assafrica per sostegno investimenti

Accordo SIMEST e Confindustria Assafrica per sostegno investimentiRoma, 30 gen. (askanews) – SIMEST, la Società per l’internazionalizzazione delle imprese del Gruppo CDP, e Confindustria Assafrica&mediterraneo, l’associazione imprenditoriale del Sistema Confindustria che rappresenta e supporta le imprese italiane interessate a svilupparsi nel Mediterraneo, in Africa e in Medio Oriente, hanno sottoscritto oggi un accordo finalizzato a sostenere gli investimenti delle imprese italiane nell’area africana.

L’accordo è stato sottoscritto dal presidente di SIMEST, Pasquale Salzano e dal presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo Massimo Dal Checco con l’obiettivo di rendere maggiormente efficace l’attività di promozione e di impiego delle risorse a disposizione. A questo fine, i due Istituti s’impegnano a valorizzare e diffondere presso le imprese associate di Confindustria Assafrica & Mediterraneo la conoscenza dei prodotti e servizi gestiti da SIMEST e di cooperare per offrire alle imprese assistenza qualificata e tempestiva. Confindustria Assafrica & Mediterraneo si impegna inoltre a raccogliere e veicolare le manifestazioni di interesse delle proprie aziende associate, organizzando sessioni dedicate ad incontri individuali con gli esperti di SIMEST.

Salzano ha dichiarato che “la firma odierna rappresenta un tassello importante nella strategia complessiva di SIMEST di supporto allo sviluppo sostenibile e duraturo dei rapporti commerciali fra Italia e Africa. L’accordo, grazie alla stretta collaborazione con Confindustria Assafrica&Mediterraneo ci permetterà infatti di raggiungere un’ampia platea d’imprese a cui offrire i nostri servizi, favorendo la realizzazione dei piani d’investimento nel Continente. SIMEST è quindi impegnata attivamente per favorire lo sviluppo dei rapporti di reciproco beneficio fra le due geografie. In linea con gli indirizzi della Farnesina, e grazie al ruolo previsto dal Piano Mattei – come ricordato ieri in occasione del ‘Vertice Italia – Africa’ dal ministro degli Esteri Antonio Tajani – SIMEST ha predisposto anche un pacchetto di finanziamenti agevolati da 200 milioni di euro a favore della crescita sinergica fra l’Italia e i Paesi del Continente africano”. Per Dal Checco l’accordo “siglato oggi con SIMEST è volto ad agevolare il settore privato italiano nei mercati africani e quindi consentirci di essere più competitivi rispetto ad altri attori del mercato globale. In Africa operano sempre di più aziende italiane di piccole e medie dimensioni, attive nei più svariati settori, per le quali l’appoggio del Sistema Paese e delle sue Istituzioni finanziarie risulta strategico, al fine poter operare in un’ottica di lungo periodo, in linea con gli interessi del continente”.

Startup della sicurezza Sikuro raccoglie 1 milione in crowdfunding

Startup della sicurezza Sikuro raccoglie 1 milione in crowdfundingRoma, 30 gen. (askanews) – Ha già raccolto un milione di euro la campagna avviata sul portale di equity crowdfunding Mamacrowd da Safety Job S.r.l per il progetto Sikuro, una piattaforma innovativa per la sicurezza nei cantieri.

Hanno partecipato alla raccolta come lead investor Fleap Holding S.p.A, la holding blockchain- based costituita e partecipata al 100% da FLEAP S.p.A., con un investimento pari a 400.000,00 euro, e il Gruppo Azimut. Tra gli elementi di interesse dell’operazione di acquisizione compiuta da Fleap Holding S.p.A. vi è il fatto che Holding ha raccolto il capitale per l’acquisizione attraverso la creazione di strumenti finanziari partecipativi basati su scritture su DLT. Tali strumenti sono stati sottoscritti quindi da Azimut con il fondo chiuso riservato Azimut Digital Equity Italy. In seguito alla sottoscrizione degli SFP, la Holding ha quindi investito nella campagna di crowdfunding lanciata da Safety Job S.r.l. alla quale ha partecipato anche il fondo Azimut ELTIF – Venture Capital ALIcrowd III. SIKURO: una piattaforma in cloud per la sicurezza nei cantieri Grazie alle detrazioni fiscali del 110 e alla lunga serie di progetti infrastrutturali supportati dal PNRR, l’edilizia in Italia sta vivendo un momento di grandissima crescita. Il Paese intero è costellato di cantieri e ciò si traduce in un impulso formidabile per tutte le aziende e i professionisti del settore.

“L’edilizia rappresenta l’11% del PIL nazionale e il 10% del PIL europeo, offrendo occupazione a ben 18 milioni di persone. Ma quante energie sono necessarie per fare in modo che ognuna di esse sia tutelata e possa lavorare sempre in piena sicurezza? Tantissime. Purtroppo, spesso queste energie sono letteralmente ‘sprecate’ in una miriade di adempimenti burocratici e tecnicismi, svolti con l’unico obiettivo di evitare errori e inesattezze, con potenziali conseguenze pecuniarie e legali. Oggi la vera sfida per tutte le aziende del settore riguarda invece la digitalizzazione e l’automazione dei processi. Solo in questo modo è possibile concentrarsi seriamente sull’obiettivo più importante: la sicurezza delle persone”, a raccontarlo è Walter Licini, Founder e Ceo di SIKURO. Da quando è stata fondata, nel 2017, SIKURO ha continuato a crescere costantemente. “Il nostro modello di business ‘a cascata’ consente una rapida diffusione del servizio perché sono i committenti stessi a richiedere l’uso della piattaforma alle imprese subappaltatrici per poter accedere ai cantieri e svolgere i lavori”, spiega Roberto Nembrini, General Manager della startup. Ad oggi, si sono collegate alla piattaforma circa 9000 imprese e sono stati gestiti più di 4300 cantieri tra i quali oltre 400 grandi opere. Ogni giorno, circa 160mila lavoratori sono connessi e autorizzati.

“Tra i nostri clienti ci sono 50 delle 200 principali imprese edili italiane e ogni anno raddoppiamo il numero di clienti e il fatturato. Nel 2023, abbiamo già raggiunto un fatturato di circa 2 milioni di euro, registrando un aumento del 90% rispetto al 2022”. Il modello di funzionamento di Fleap Holding S.p.A., che ha reso possibile il proprio investimento, prevede l’acquisizione di partecipazioni in società ad alto potenziale di crescita, individuate a seguito di valutazione da parte della holding stessa, la quale, attraverso la digitalizzazione delle scritture su DLT, emette SFP (strumenti finanziari partecipativi dedicati alla specifica azienda target) disponibili agli investitori professionali che accedono alla holding tramite un applicativo digitale dedicato. L’operazione non rientra nell’ambito di applicazione del D.L. 25 del 17 marzo 2023.

La complessa operazione, che si inserisce nella sperimentazione regolamentare sandbox, è stata coordinata dallo Studio LX20 Law Firm con un team guidato dall’Avv. Alessandro Negri della Torre il quale ha dichiarato: “L’operazione di investimento perfezionata da Fleap Holding S.p.a. insieme agli intermediari aderenti alla sperimentazione sandbox è di notevole interesse per il mercato italiano in quanto rappresenta un traguardo concreto nel processo di digitalizzazione e di automazione dei processi societari e di investimento tramite le tecnologie a registro distribuito con diversi potenziali vantaggi per le parti coinvolte in termini di efficienza, velocità e una riduzione delle complessità tipiche di operazione analoghe”. Azimut, in qualità di intermediario aderente alla sperimentazione, ha avuto un ruolo di primaria importanza nell’operazione attraverso il fondo Azimut Digital Equity Italy. Giorgio Medda, Amministratore Delegato di Azimut Holding, ha commentato: “L’investimento in Sikuro realizzato tramite il fondo Azimut Digital Equity Italy, che si affianca a quello effettuato con il fondo ALIcrowd III sempre all’interno della campagna di crowdfunding in corso sulla piattaforma di Gruppo Mamacrowd, segna un ulteriore progresso nella strategia complessiva di Azimut nell’impiego della tecnologia blockchain e dei digital asset. La nostra adesione al progetto di Fleap nasce dalla forte convinzione che l’integrazione della blockchain nelle attività di gestione degli asset costituisca una delle innovazioni più rivoluzionarie nel settore. Siamo quindi soddisfatti di aver potuto verificare con successo il valore aggiunto della blockchain nel semplificare e agevolare operazioni, che tradizionalmente richiederebbero più passaggi e una maggiore burocrazia”. Spiega Thomas Iacchetti CEO di FLEAP: “L’operazione Sikuro rappresenta un traguardo significativo per il mercato degli investimenti in Italia. La tecnologia e il modello di funzionamento di Fleap Holding possono essere utilizzati per agevolare i tradizionali processi di acquisizione di partecipazioni in società innovative, non solo nel settore del crowdfunding ma, più in generale, nel comparto del venture capital italiano. La creazione di club deal, la strutturazione di spv per esigenze specifiche e la successiva gestione di partecipazioni delle target secondo criteri di efficienza e personalizzazione sono tutti casi applicativi che stiamo esplorando all’interno della sandbox regolamentare”.

Valditara sulla maturità: i ragazzi devono preoccuparsi solo di studiare

Valditara sulla maturità: i ragazzi devono preoccuparsi solo di studiareRoma, 30 gen. (askanews) – “L’esame di Maturità sarà come quello dello scorso anno, faremo solo qualche precisazione sul significato del colloquio, ma nella direzione che abbiamo già sottolineato un anno fa”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, a margine di una visita al centro di formazione Elis a Roma.

Nella scelta delle materie per le seconde prove scritte, ha spiegato riferendosi all’ordinanza pubblicata ieri, “c’è stata una normale alternanza in alcuni indirizzi, ma i ragazzi devono preoccuparsi solo di studiare perché l’esame di Stato è un momento di verifica conclusiva, seria, che non deve inquietare chi fa il proprio lavoro tutti i giorni”, ha concluso Valditara.

L’incaricato d’affari ungherese convocato alla Farnesina sul caso di Ilaria Salis

L’incaricato d’affari ungherese convocato alla Farnesina sul caso di Ilaria SalisRoma, 30 gen. (askanews) – Su istruzioni del vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, ha convocato questa mattina al ministero degli Esteri l’incaricato d’Affari della Repubblica di Ungheria.

Nel ribadire la protesta del Governo italiano per le condizioni in cui la signora Ilaria Salis è stata detenuta e viene trattenuta durante le udienze in tribunale a Budapest, l’ambasciatore Guariglia ha richiamato i principi cardine previsti dalla normativa europea e internazionale relativi al rispetto delle garanzie a tutela della dignità delle condizioni detentive, incluse le modalità di traduzione degli imputati in tribunale e delle garanzie di un equo processo. Nel pieno rispetto dell’indipendenza e dell’autonomia della Magistratura ungherese, si legge in una nota, Guariglia ha espresso la ferma aspettativa del Governo affinché alla signora Salis sia accordato al più presto un regime di custodia cautelare in linea con la normativa europea, incluse misure alternative alla detenzione in carcere.

Il segretario generale si è inoltre soffermato sull’assoluta necessità che alla signora Salis e ai suoi legali siano garantiti l’accesso alla traduzione in italiano degli atti di accusa, come già richiesto dalla difesa, e la visione del video di sorveglianza alla base dell’imputazione, per assicurare il pieno godimento del diritto alla difesa e un equo processo. Il segretario generale ha infine confermato che l’ambasciata a Budapest continuerà ad assicurare ogni assistenza alla signora Salis e ai suoi familiari, in collaborazione con i suoi legali.

Ita ripristina i voli Fiumicino-Tel Aviv dal primo marzo

Ita ripristina i voli Fiumicino-Tel Aviv dal primo marzoRoma, 30 gen. (askanews) – Ita Airways ha comunicato che dal primo marzo saranno ripristinati gradualmente i collegamenti tra Roma Fiumicino e l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele. Inizialmente con 3 frequenze settimanali che, secondo quanto riporta una nota, verranno incrementate nel corso della stagione estiva 2024, compatibilmente con l’evoluzione dello scenario geopolitico.

Da marzo i voli da Roma Fiumicino i voli Ita per Tel Aviv decolleranno ogni martedì, giovedì e domenica alle ore 10:00 e arrivo all’aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion alle 14:20 (ora locale). Il ritorno da Tel Aviv ogni martedì, giovedì e domenica sarà alle 15:20 (ora locale) con arrivo a Roma Fiumicino alle 18:05. A partire dal 31 marzo e per il resto della stagione Summer 24, aggiunge Ita, la programmazione sarà la seguente: partenza da Roma Fiumicino ogni martedì, giovedì e domenica alle ore 9:10 e arrivo all’aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion alle 13:30 (ora locale); partenza da Tel Aviv Ben Gurion ogni martedì, giovedì e domenica alle 14:30 (ora locale) con arrivo a Roma Fiumicino alle 17:15.

La ripresa dei voli fra Roma e Tel Aviv, possibile anche grazie alla collaborazione con le autorità italiane e israeliane, ha una valenza strategica per Ita Airways, prosegue la società, e assume particolare importanza per il Sistema Paese rafforzando le relazioni commerciali, sociali e culturali che legano i due mercati.

Rossini (Irccs S.Raffaele): su Neuralink di Musk no evidenze scientifiche

Rossini (Irccs S.Raffaele): su Neuralink di Musk no evidenze scientificheRoma, 30 gen. (askanews) – “Non è mai facile commentare una notizia scientifica che non sia stata pubblicata su una rivista di settore con tutte le informazioni e i dettagli del caso. L’annuncio dell’impianto cerebrale su di un essere umano è interessante, ma l’entusiasmo che ha suscitato è per ora poco motivato”. È il primo commento di Paolo Maria Rossini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele di Roma in merito alla notizia dell’avvenuto impianto del primo chip wireless in un cervello umano realizzato dall’azienda Neuralink di Elon Musk. “Intanto perché già numerosi tentativi precedenti sono stati fatti con un approccio simile da un punto di vista teorico (anche se, ovviamente, le tecnologie diventano sempre più avanzate in termini di miniaturizzazione del device e di autonomia delle batterie) con impianti di microelettrodi su piastrine inserite chirurgicamente sulle aree motorie, visive e acustiche in varia tipologia di malati e poi perché per ora sappiamo solo che il paziente si sta riprendendo bene dall’intervento e che i contatti tra microelettrodi e neuroni sono funzionanti” commenta il neurologo. Le prossime giornate e settimane saranno determinanti per comprendere se e quanto questo tipo di approccio potrà dare le risposte paventate. “Parliamo di pazienti completamente paralizzati per i quali un device di questo tipo può rappresentare un ‘ponte’ verso il mondo circostante per accendere/spegnere un apparecchio, per comunicare, per spostarsi con una sedia a rotelle etc.”, puntualizza Rossini, “si dovrà dunque verificare quante volte il comando inviato dal paziente viene interpretato in modo corretto dall’apparecchio e viene quindi eseguito con efficacia e quanti errori e di quale portata (anche in termini di rischio) esso compie. Si dovrà verificare la durata della bontà del contatto nel tempo perché attorno alla punta degli elettrodi si crea una reazione fibrosa che ne diminuisce l’efficacia. Valutare poi il rischio di interferenze con le onde elettromagnetiche emesse da comuni apparecchiature e che riempiono oggi l’ambiente di una casa normale. Si dovrà verificare se la presenza di microelettrodi inseriti in corteccia induca una irritazione dei neuroni penetrati dagli elettrodi con relativo aumento del rischio di epilessia. Pensare quindi già oggi di utilizzare questo tipo di approccio in casistiche estese e in patologie di grandi numeri come i pazienti colpiti da stroke, da parkinson e addirittura da malattie psichiatriche è non solo molto prematuro, ma fuorviante perché induce speranze del tutto immotivate in malati e famiglie già troppo provati dalle loro condizioni. È una speranza che per ora si focalizza in una nicchia di soggetti totalmente privati della capacità di movimenti (SLA in fasi molto avanzate, lesioni del midollo cervicale alto, polineuropatie acute) in cui un intervento di tipo invasivo con apertura della teca cranica è giustificato anche sul piano etico. Rimane poi il problema di fondo che sarà molto, molto complicato utilizzare i segnali derivati da un cervello malato per fargli poi compiere delle azioni e prendere delle decisioni come se fosse un cervello sano, oltre che un mistero – per adesso – vedere se e come le informazioni derivanti da pochi punti del cervello umano possano riuscire a produrre ordini complessi che normalmente coinvolgono in modo parallelo o seriato tante aree cerebrali diverse e non solo una. Un salto teorico sulla cui possibilità ci sono ancora pochissime prove”.