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Swatch lancia un orologio quadrato, omaggio a passati alternativi

Swatch lancia un orologio quadrato, omaggio a passati alternativiMilano, 27 lug. (askanews) – Una nuova collezione Swatch che gioca con le possibilità alternative del passato: la nuova serie di orologi “Bioceramic What If?” ritorna al1982, ossia l’anno nel quale i fondatori di quella che sarebbe diventata un’azienda globale si trovarono a dover prendere decisione piuttosto importante: il nuovo rivoluzionario orologio Swatch che volevano lanciare doveva essere rotondo o quadrato? Oggi, con il senno di poi, appare chiaro che la scelta si è rivelata vincente, ma lo spazio per immaginare è sempre aperto.

Ma che cosa sarebbe successo se fosse stato scelto uno Swatch quadrato? La nuova collezione “Bioceramic What If?” Prova a rispondere interpretando una realtà alternativa in modo divertente e in perfetto stile Swatch, brand che fa dell’irriverenza una scelta strategica. La nuova collezione parte da un materiale innovativo che combina la polvere di ceramica con materiali di origine biologica, Swatch Bioceramic raggiunge così una resistenza e una durata notevoli che si uniscono all’unicità del design quadrato. Quattro modelli, con bordi forti e squadrati e cassa da 33 mm x 33 mm, si distinguono dalla maggior parte degli Swatch. Il quadrante nitido, la cassa e le tonalità tenui in grigio opaco, verde, beige e nero si ispirano ai primissimi modelli Swatch e riflettono l’estetica del design di quattro decenni fa, che si fa attuale. La cassa, la corona e la fibbia sono in Bioceramic, il vetro da bordo a bordo è di origine biologica e offre una grande vista laterale del quadrante, novità assoluta per Swatch. Le lancette sono fosforescenti e alle ore 3 c’è una finestra con il calendario giorno-data. E poi non poteva mancare una parte giocosa: ogni nuovo copribatteria presenta un quadrante di uno dei primi quattro orologi Swatch del 1983 creati in omaggio al 40esimo anniversario dell’orologio Gent.

La collezione Swatch “Bioceramic What If?” farà il suo debutto globale in occasione della festa nazionale svizzera del 1 agosto 2023, su Swatch.com e nei negozi, un sottile omaggio a Swatch, “orgogliosamente fabbricato in Svizzera”. Il prezzo consigliato al pubblico è di 105 euro.

Villa Pennisi in Musica, Acireale diventa un palcoscenico unico

Villa Pennisi in Musica, Acireale diventa un palcoscenico unicoRoma, 27 lug. (askanews) – Dal 1 al 13 agosto la città di Acireale diventa il palcoscenico che ospita Villa Pennisi in Musica, l’unico Festival in Europa che da 15 anni accosta al grande repertorio cameristico l’architettura, il design e l’eco-sostenibilità.

Tra le prestigiose partecipazioni di questa edizione, spicca la presenza di Beatrice Rana, tra le più affermate pianiste della sua generazione, il virtuoso clarinettista Kevin Spagnolo, protagonista dell’opening gala insieme al Calamus Ensemble, impegnato in un crossover musicale tutto da scoprire, Salvatore Quaranta, primo violino del Maggio Musicale Fiorentino e raffinato esecutore solista. Spazio anche al teatro grazie alla messa in scena della pièce teatrale Il Corpo, liberamente ispirata alla novella di Tolstoj “La sonata a Kreutzer”, una drammaturgia originale di David Romano, con musiche di Janácek e Fabio Massimo Capogrosso, giovanissimo compositore contemporaneo noto tanto nell’ambiente cinematografico, grazie alla fortunata collaborazione con Marco Bellocchio, quanto in quello Accademico, che vedrà sul palco la partecipazione straordinaria di Fiorenzo Madonna, tra i protagonisti della soap Un posto al Sole. Le musiche saranno eseguite dal Quartetto Klem, giovanissime interpreti selezionate nei corsi di Avos Project, partner storico di Villa Pennisi. Non poteva mancare un omaggio speciale alla musica di Ezio Bosso – amico della prima ora del Festival da lui stesso considerato come “un giardino segreto” – del quale verranno eseguite in anteprima alcune delle sue composizioni inedite composte per ensemble cameristici. Tra le novità di questa edizione, la quindicesima sotto la direzione di David Romano, la nascita di Radio VPM, una radio interamente dedicata alla musica classica e sviluppata attraverso attività in diretta streaming e la realizzazione di contenuti originali da ascoltare in podcast. La realizzazione di una radio rappresenta un nuovo punto di incontro tra gli studenti dell’ArchLab, che cureranno la realizzazione degli spazi fisici che ospiteranno la stazione, e del MusicLab, che ne cureranno invece l’aspetto sonoro.

“Dopo tre anni dalla pandemia, senza mai aver mollato un attimo, VPM torna con un cartellone di 18 eventi in 13 concerti, aggiungendo novità uniche nel panorama, in perfetta consonanza con la propria cifra stilistica, come la prima Radio dedicata ad un evento poliedrico come la nostra summer school & festival”, ha detto David Romano, Direttore Artistico del Festival. La città siciliana, durante le due settimane di Festival, diventa un vero “cantiere musicale” che unisce una scuola di perfezionamento, nella quale sono affrontati tutti gli aspetti relativi alla formazione di professionisti della musica dal vivo e dell’architettura, a un Festival di Musica denso di eventi, tutti ad ingresso gratuito, dove si abbattono i limiti di genere aprendo un canale di comunicazione tra il pubblico della “classica” e quello della musica popolare, con grandi ospiti della scena internazionale. Villa Pennisi in Musica nasce 15 anni fa grazie alla generosità della Famiglia Pennisi che mette a disposizione i meravigliosi spazi della casa che fu del grande compositore Francesco Pennisi.

Si crea e si costruisce il palcoscenico, si realizza l’illuminazione più adatta, si studia la migliore propagazione possibile del suono prodotto sulla scena e si prepara, infine, l’esecuzione dal vivo. Gli studenti, i giovani talenti e i Maestri d’eccezione collaborano quindi per progettare e costruire ReS – RESONANT STRING SHELL, una SCENA ACUSTICA che ottimizza la fruizione della musica da camera all’aperto. ReS ha vinto il PETER LORD AWARD 2015, assegnato dall’Institute of Acoustic (UK) per la sua eccezionale e innovativa progettazione acustica. Il ricco cartellone di eventi è divisivo in due parti, la prima itinerante, dal 1° al 7 agosto, si svolgerà in due alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio, la Chiesa Maria Santissima Immacolata di Guardia, la Parrocchia di Santa Tecla, la Parrocchia Santa Maria del Monte Carmelo in Aci Plantani e la Basilica Collegiata di San Sebastiano ad Acireale. I concerti sono affidati agli allievi dei corsi di Villa Pennisi in Musica e, grazie alla collaborazione con Avos Project – Scuola Internazionale di alto perfezionamento musicale, sul palco saliranno alcuni giovani musicisti e promesse della scena musicale internazionale per eseguire alcune pagine più iconiche della letteratura cameristica composte da Cajkovskij, Paganini, Schubert, Haydn e Barber, ma anche compositori più ricercati ed eseguiti di rado come Read Thomas, Spohr, Schulhoff e Kapustin. Tra gli artisti coinvolti Ivos Margoni e Adriano Leonardo Scapicchi (1° agosto), Benedetta Iannuzziello, Francesco Gemo, Federica Raja, Francesca Lisanti (2 agosto), il Quartetto Klem (2, 3, 4, 6 e 7 agosto), il Trio Amal e Vieri Piazzesi (3 agosto) e i pianisti Lorenzo Calabresi, Livia Franchi, Fulvio Nicolosi 4 agosto), Giuseppe Torrisi e Alessio Pedini (5 agosto).

La seconda parte del Festival si sposta nel giardino di Villa Pennisi – dall’8 al 13 agosto Martedì 8 agosto, l’Opening Concert Gala è affidato a Kevin Spagnolo, giovane virtuoso del clarinetto, che insieme al Calamus Ensemble affronteranno un repertorio trasversale e dinamico attraverso quattro secoli di letteratura musicale per clarinetto, un crossover musicale che passa dal lirismo francese di Jean Baptiste Lully a quello verdiano, da Mozart a De Sarasate, da Mendelssohn a Kovacs. Mercoledì 9 agosto, serata interamente dedicata a Schubert attraverso una delle sue ultime composizioni, un vero testamento artistico che ne riassume l’estro romantico, l’innovazione di linguaggio e la profondità: il Quintetto con due violoncelli D.9561. L’esecuzione è affidata a Mirei Yamada, Sofia Bandini, Riccardo Savinelli, Diego Romano e Sara Gentile (entrambi professori dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia). Il 10 agosto, sul palco ReS, saliranno Beatrice Rana, tra le più acclamate pianiste della sua generazione e habitué del Festival, insieme a Massimo Spada, Mirei Yamada, Matteo Morbidelli, Matteo Introna e Alessandro Sacchetti. Il programma prevede l’esecuzione di due brani di rara esecuzione: il Quintetto con pianoforte op.151 del compositore due volte premio oscar Erich Wolfgang Korngold e Danze sinfoniche op.45a per due pianoforti, tra le partiture più fantasiose e impregnate da citazioni composte da Rachmaninov. L’11 agosto va in scena la prima rappresentazione assoluta di Il Corpo, pièce teatrale in quattro quadri, nata dalla penna di David Romano e liberamente ispirata da “La Sonata a Kreutzer” di Lev Tolstoj. Le musiche, affidate al Quartetto Klen, sono quelle di Leos Janácek e Fabio Massimo Capogrosso, giovanissimo compositore contemporaneo noto tanto nell’ambiente cinematografico, grazie alla fortunata collaborazione con Marco Bellocchio, quanto in quello Accademico. Sul palco, da segnalare la partecipazione straordinaria di Fiorenzo Madonna, tra i protagonisti della soap Un posto al Sole. Non poteva mancare un omaggio speciale alla musica di Ezio Bosso – amico della prima ora del Festival da lui stesso considerato come “un giardino segreto” – del quale, il 12 agosto, verranno eseguite in anteprima internazionale alcune delle sue composizioni inedite composte per ensemble cameristici. Sul palco Mario Montore, David Romano, Matteo Baldoni, Elena Pavoncello, Riccardo Savinelli e Carlotta Libonati, Diego Romano e Vieri Piazzesi. Il concerto finale, domenica 13 agosto, è dedicato al grande repertorio strumentale ceco e affidato ad un ensemble d’eccezione composto da Mario Montore, David Romano, Salvatore Quaranta, Mirei Yamada, Riccardo Savinelli e Diego Romano chiamati ad eseguire il Piano trio trio in sol minore di Smetana e il Quintetto con il pianoforte op.81, n. 21 di Dvorák.

Roma, ok Assemblea capitolina a Piano Casa, tetto a 3mila famiglie

Roma, ok Assemblea capitolina a Piano Casa, tetto a 3mila famiglieRoma, 27 lug. (askanews) – L’Assemblea Capitolina ha approvato con 24 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astensioni il nuovo Piano casa della Giunta Gualtieri, che rinnova la modalità con cui Roma Capitale affronterà l’emergenza abitativa nella Capitale. “I numeri del disagio abitativo nella città sono tali che non possiamo rimanere a guardare, dobbiamo muoverci – ha spiegato l’assessore al Patrimonio Tobia Zevi intervenendo in Aula al termine delle dichiarazioni di voto -. E’ vero che c’è nella storia di quest’aula una serie di piani casa che sono stati disapplicati, ma penso che questa volta questo piano molto concreto, grazie al sindaco Gualtieri, ha le gambe per camminare, anche se siamo consapevoli che dovremo confrontaci con molte burocrazie, non solo nostre, per concretizzarlo. So che il sindaco voleva essere qui – ha aggiunto Zevi – impegni istituzionali gliel’hanno impedito, ma tutti i livelli amministrativi sono impegnati per realizzare questo piano”.

La capogruppo del Pd Valeria Baglio ha definito l’atto “importantissimo, molto atteso dalla città perché potrà consentire a tutti, in particolare a chi ha diritto, di disporre di una casa. L’acquisizione di nuovi alloggi, il recupero o autorecupero edilizio, la revisione delle misure di welfare abitativo con un assegno universale che sia in grado di sostenere chi rischia di perdere la casa – ha aggiunto -. E ancora, l’istituzione di un Osservatorio sulla consizione abitativa e dell’Agenzia sociale per l’abitare, sono le aziioni principali previste dal Piano casa, e grazie agli atti votati in aula abbiamo migliorato la delibera inserendo alcune azioni come il recupero di Bastogi (ex residence della Capitale), il nuovo bando per il cambio alloggi, la tutela per le famiglie che hanno difficoltà ad acquistare dagli enti previdenziali, e le misure a favore dei giovani attraverso la formula del ‘rent to buy’ – ha sottolineato Baglio -. E’ un testo che rispecchia le condizioni attuali della città, ottenuto grazie a un lungo confronto con sindacati, associazioni. Come annunciato dal sindaco Gualtieri – ha ricordato Baglio – è di soddisfare entro il 2026 i bisogni abitativi di circa 3mila famiglie, ma di rafforzare i controlli per recuperare le case occupate da chi non ha i requisiti”. Critici gli interventi dell’opposizione: “Rimango colpito dal fatto che moltissime proposte che andavano nella direzione giusta per assicurare la legalità nella capitale, come l’acquisto solo di immobili liberi, sono state bocciate e non aiuteranno lo scorrimento delle graduatori – ha detto il consigliere M5S Paolo Ferrara, annunciando il voto negativo del suo gruppo -. Avete bocciato anche la possibilità di espropriare gli immobili vuoti, sacrosanto da parte dell’amministrazione. Così non si affronta la realtà quotidiana dell’emergenza abitativa, con una delibera incompleta, di destra, che serve per tutelare chi non ne ha bisogno, sulla quale gli emendamenti di sinistra li ha presentati la destra”. Giovanni Quarzo, capogruppo di Fdi, ha annunciato il voto contrario del suo gruppo “perché ci sono troppe ombre in questa delibera, che va arricchita da molti regolamenti e che, per questo, al momento ha dei contorni molto vaghi”. Anche Valerio Casini di Italia Viva ha ricordato che “a Roma 15mila famiglie sono in graduatoria per una casa comunale, questa era l’occasione per dar loro un futuro più sereno, ma crediamo che sia stata sprecata perché il Piano non prevede soluzioni efficaci contro le occupazioni abusive”, motivando, così, il voto contrario di Iv. Contrario anche Marco Di Stefano di Udc-Fi su “una delibera di buoni propositi, che non si è voluto migliorare con le nostre osservazioni, molte delle quali servivano per mettere uno steccato tra chi agisce in modo legale e chi agisce in modo illegale. In questo settore c’è del marcio da tanti anni – ha accusato Di Stefano -, un centrosinistra moderato e lungimirante doveva mettere all’angolo chi li tutela, aiutando chi non sceglie l’illegalità dando loro risposte con le graduatorie Erp”. Astenuta la Lista Calenda: “Sull’illegalità dovremo molto vigilare nell’applicazione pratica di questo Piano – ha sottolineato la consigliera Flavia De Gregorio -. Ci sono esponenti anche di clan all’interno delle case comunali, tema rispetro al quale dobbiamo prestare particolare attenzione”.

Rocca: lavoro per il futuro del Lazio, le mie 5 parole chiave

Rocca: lavoro per il futuro del Lazio, le mie 5 parole chiaveRoma, 27 lug. (askanews) – Cinque parole chiave: ascolto e dialogo, programmazione, dignità, concretezza, visione e futuro. È così che il presidente della regione Lazio Francesco Rocca si racconta dalle colonne del Secolo d’Italia, in una intervista pubblicata online.

Ascolto e dialogo: “La mia storia personale è fatta di ascolto e dialogo. Se non avessi ascoltato le persone e dialogato con tutti non avrei raggiunto gli obiettivi prefissati”, spiega passando poi al tema programmazione. “È un qualcosa che nel mio caso viene dall’esperienza manageriale e anche da quella umanitaria, soprattutto per quel che concerne il “fattore tempo”: se non si agisce con un preciso calendario, ponendosi sfide e scadenze per misurare il superamento delle stesse, non si va da nessuna parte e si rischia di rimanere schiacciati dalla burocrazia”. Altra parola chiave la dignità: “l’affermazione della dignità dell’essere umano, in qualunque circostanza, è quello che mi muove da sempre, come avvocato, come manager e, a maggior ragione, come volontario. In questa nuova veste il senso profondo del mio agire non cambia. Ed è anche il motivo per cui ho deciso di mantenere la scomoda delega alla sanità: voglio garantire l’effettivo diritto alla salute ai cittadini del Lazio, così come sancito dall’art.32 della Costituzione” chiarisce Rocca che poi affronta la questione concretezza: “In quello che decido di comunicare o meno. Da più parti mi si dice che comunico poco. Di essere poco presenzialista in tv o di non essere tanto “loquace” sui social media. La mia è una scelta, una volontà di concretezza e rispetto”. Quanto alla visione e al futuro: “La mia ambizione, così come quella di tutta la giunta, è di dare corpo alla visione di un Lazio che sia in grado di esprimere appieno le sue immense potenzialità” precisa Rocca che chiosa così: “ho dedicato questi primi mesi a governare le emergenze, ora voglio lavorare per il futuro del Lazio”.

Pnrr, Fitto: fuori dal Pnrr misure per 15,9 miliardi (6 miliardi erano destinati ai Comuni)

Pnrr, Fitto: fuori dal Pnrr misure per 15,9 miliardi (6 miliardi erano destinati ai Comuni)Roma, 27 lug. (askanews) – Escono dal Pnrr misure per complessivi 15,9 miliardi di euro, che saranno rifinanziate con altri fonti, come il Piano complementare e le risorse per la coesione territoriale. Questo, ha spiegato il Ministro per gli affari europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, l’effetto della proposta generale di revisione del Piano che oggi è stata esaminata nella cabina di regia.

Si tratta per lo più di progetti in essere che sono confluiti nel Pnrr e che in sede di attuazione e rendicontazione hanno mostrato rilevanti criticità. In molti casi i progetti non sono risultati coerenti con le condizioni imposte dal Piano, come il principoio di ‘Non Arrecare Danno Significativo (Do-No-Significant-Harm, DNSH)’ che richiede di impostare i progetti di investimento secondo requisiti stringenti di rispetto dell’ambiente e di sostenibilità. Nello specifico, 6 miliardi di definanziamento riguardano gli interventi per la resilienza del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni, 3,3 miliardi gli investimenti di rigenerazione urbana volti a ridurre l’emarginazione e il degrado sociale, 2,5 miliardi i piani urbani integrati (è il caso degli stadi di Firenze e Venezia), quasi 1,2 miliardi sono relativi alla gestione del rischio alluvione e dissesto idrogeologico, un miliardo l’utilizzo dell’idrogeno, 725 milioni le aree interne, 675 milioni la promozione di impianti innovativi incluso offshore, 300 milioni la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, 110 milioni la tutela del verde urbano e extraurbano.

Fitto ha spiegato che, nel caso dei Comuni interventi per un miliardo riguardavano le strade, che non rientrano nelle opere ammesse ai finanziamenti del Pnrr.

Milano, Consiglio comunale approva assestamento di bilancio

Milano, Consiglio comunale approva assestamento di bilancioMilano, 27 lug. (askanews) – Il Consiglio comunale di Milano ha approvato la variazione di assestamento del bilancio 2023. Attraverso la manovra vengono finanziate maggiori spese per oltre cento milioni di euro: 25 milioni serviranno per il trasporto pubblico locale, 15 milioni sono per il Welfare, alla Polizia locale sono destinati 8,5 milioni in più, al personale 6,34 milioni, ai Municipi 2,43 milioni, alla Direzione Giovani e Sport 4,9 milioni per contributi ad associazioni e imprese e 1,7 milioni per contributi all’attività sportiva e agli eventi.

Riguardo agli investimenti, vengono utilizzati quasi 300 milioni di euro di avanzo di amministrazione in conto capitale. Tra le principali opere finanziate in aumento, gli adeguamenti antincendio delle linee metropolitane M1, M2 e M3 per 94 milioni di euro, la riqualificazione del Palazzo del Capitano in piazza Beccaria per 25 milioni di euro, la manutenzione straordinaria di via San Romanello 34 (12,9 milioni) e la riqualificazione del cavalcavia Bussa (6 milioni). Vengono anticipate al 2023 le opere per nuovi ascensori sulle linee M1 e M2 (19,7 milioni), per i laboratori della “Magnifica Fabbrica” del Teatro alla Scala (25 milioni) e per la scuola secondaria di via Sarca (11 milioni). “Una manovra decisa – ha commentato l’assessore al Bilancio e Patrimonio, Emmanuel Conte – guardando alla portata modificativa, che da un lato richiama le tensioni di parte corrente affrontante nel bilancio di previsione 2023-2025, e dall’altro valorizza i tre pilastri-obiettivo su cui si fonda per corrispondere ai bisogni e alle esigenze di sviluppo della città: programmazione e contenimento della spesa, sana e prudente gestione del debito, verifica dinamica della tenuta degli equilibri. È una risposta allo scenario sociale e macroeconomico nazionale ed internazionale che in fase di preventivo ha obbligato ad una sofferta ricomposizione della spesa per contenere l’aumento di voci di spesa inerziale tra cui maggiori oneri finanziari e il maggiore costo dell’energia elettrica per oltre 30 milioni”.

“Oggi, con questa manovra, incrementiamo le nostre previsioni di spesa tenendo conto dei vincoli e delle nuove necessità finanziare, ma soprattutto dell’evoluzione delle esigenze e dei bisogni dei nostri cittadini. Alla risposta relativa alla parte corrente corrisponde, altresì, un nuovo ed ulteriore impulso al piano di investimenti e della progettualità attuativa del Pnrr, che fissa le linee programmatiche per il rilancio della nostra città” ha aggiunto.

Pnrr, Fitto: fuori misure per 15,9 mld tra cui 6 mld per Comuni

Pnrr, Fitto: fuori misure per 15,9 mld tra cui 6 mld per ComuniRoma, 27 lug. (askanews) – Escono dal Pnrr misure per complessivi 15,9 miliardi di euro, che saranno rifinanziate con altri fonti, come il Piano complementare e le risorse per la coesione territoriale. Questo, ha spiegato il Ministro per gli affari europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, l’effetto della proposta generale di revisione del Piano che oggi è stata esaminata nella cabina di regia.

Si tratta per lo più di progetti in essere che sono confluiti nel Pnrr e che in sede di attuazione e rendicontazione hanno mostrato rilevanti criticità. In molti casi i progetti non sono risultati coerenti con le condizioni imposte dal Piano, come il principoio di ‘Non Arrecare Danno Significativo (Do-No-Significant-Harm, DNSH)’ che richiede di impostare i progetti di investimento secondo requisiti stringenti di rispetto dell’ambiente e di sostenibilità. Nello specifico, 6 miliardi di definanziamento riguardano gli interventi per la resilienza del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni, 3,3 miliardi gli investimenti di rigenerazione urbana volti a ridurre l’emarginazione e il degrado sociale, 2,5 miliardi i piani urbani integrati (è il caso degli stadi di Firenze e Venezia), quasi 1,2 miliardi sono relativi alla gestione del rischio alluvione e dissesto idrogeologico, un miliardo l’utilizzo dell’idrogeno, 725 milioni le aree interne, 675 milioni la promozione di impianti innovativi incluso offshore, 300 milioni la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, 110 milioni la tutela del verde urbano e extraurbano.

Fitto ha spiegato che, nel caso dei Comuni interventi per un miliardo riguardavano le strade, che non rientrano nelle opere ammesse ai finanziamenti del Pnrr.

Meloni: la mafia non ha avuto l’ultima parola, si può sconfiggere

Meloni: la mafia non ha avuto l’ultima parola, si può sconfiggereRoma, 27 lug. (askanews) – “Nella notte tra il 27 e il 28 luglio di trent’anni fa Cosa Nostra sferrò un altro colpo della sua strategia stragista ed eversiva contro lo Stato, la legislazione antimafia e il carcere duro. I mafiosi fecero esplodere tre autobombe, una a Milano in via Palestro e due a Roma davanti San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro. Il bilancio fu pesantissimo: cinque morti, decine di feriti e danni ingenti al patrimonio storico, culturale e religioso. Ci inchiniamo ancora una volta alla memoria delle vittime e rinnoviamo il nostro sentimento di vicinanza e solidarietà ai loro famigliari e ai loro cari”. E’ quanto afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una dichiarazione.

“Nessuno potrà mai dimenticare quegli anni così difficili per la nostra Nazione, caratterizzati da feroci attentati e da una lunga scia di sangue e violenza – aggiunge -. Il male non ha avuto l’ultimo parola. Dal dolore, dalla sofferenza e dal sacrificio di figure straordinarie come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone è nata una nuova luce, un movimento sociale e culturale che ha contrapposto il profumo della libertà al tanfo irrespirabile della criminalità organizzata. In questi trent’anni la Nazione ha maturato la consapevolezza che le mafie possono essere sconfitte. Una consapevolezza che lo Stato e le Istituzioni hanno saputo declinare in un corpo di strumenti giuridici, tecnici e operativi che hanno consentito di contrastare il fenomeno mafioso e reso l’Italia un modello a livello internazionale”.

Mafia, Meloni: non ha avuto ultima parola, si può sconfiggere

Mafia, Meloni: non ha avuto ultima parola, si può sconfiggereRoma, 27 lug. (askanews) – “Nella notte tra il 27 e il 28 luglio di trent’anni fa Cosa Nostra sferrò un altro colpo della sua strategia stragista ed eversiva contro lo Stato, la legislazione antimafia e il carcere duro. I mafiosi fecero esplodere tre autobombe, una a Milano in via Palestro e due a Roma davanti San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro. Il bilancio fu pesantissimo: cinque morti, decine di feriti e danni ingenti al patrimonio storico, culturale e religioso. Ci inchiniamo ancora una volta alla memoria delle vittime e rinnoviamo il nostro sentimento di vicinanza e solidarietà ai loro famigliari e ai loro cari”. E’ quanto afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una dichiarazione.

“Nessuno potrà mai dimenticare quegli anni così difficili per la nostra Nazione, caratterizzati da feroci attentati e da una lunga scia di sangue e violenza – aggiunge -. Il male non ha avuto l’ultimo parola. Dal dolore, dalla sofferenza e dal sacrificio di figure straordinarie come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone è nata una nuova luce, un movimento sociale e culturale che ha contrapposto il profumo della libertà al tanfo irrespirabile della criminalità organizzata. In questi trent’anni la Nazione ha maturato la consapevolezza che le mafie possono essere sconfitte. Una consapevolezza che lo Stato e le Istituzioni hanno saputo declinare in un corpo di strumenti giuridici, tecnici e operativi che hanno consentito di contrastare il fenomeno mafioso e reso l’Italia un modello a livello internazionale”.

Clima, Spada (Assolombarda) replica a Sala: mai usate parole negazioniste

Clima, Spada (Assolombarda) replica a Sala: mai usate parole negazionisteMilano, 27 lug. (askanews) – “Sono sorpreso dalle parole del sindaco Sala, perché il messaggio che ha ascoltato alla nostra Assemblea Generale è ben lontano da quello che ha riportato: nessuno di noi ha mai avuto parole negazioniste. Al contrario, abbiamo dedicato massima attenzione alla questione della transizione ecologica proprio perché per noi imprenditori è una urgenza e una priorità. Quindi siamo ben lontani dal sottovalutare il tema”. Il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, replica a stretto giro al primo cittadino milanese, Giuseppe Sala, che ha parlato di ottimismo non giustificato rispetto alla attuale situazione climatica da parte degli imprenditori e del governo, come dichiarato in occasione dell’ultima assemblea di Assolombarda.

“Il punto che ho voluto sottolineare e che ribadisco non riguarda di certo gli obiettivi di decarbonizzazione, che sono imprescindibili da raggiungere. Ma riguarda la coerenza rispetto ai tempi e alle risorse da destinare – prosegue Spada – Per noi la questione non è legata al merito, bensì al metodo adottato dall’Unione Europea. Infatti, la sostenibilità deve essere certamente ambientale, ma anche economica e sociale. Dobbiamo fare in modo che la transizione sia un obiettivo realizzabile senza conseguenze su posti di lavoro e sulla competitività, in particolare davanti alle risposte di Usa e Cina”. “Per affrontare la transizione serve un approccio industriale: all’obiettivo devono rispondere coerentemente tempi e piani di investimento precisi e di grande portata – sottolinea il presidente di Assolombarda – Non è con le politiche ideologizzate dei ‘no’ e dei divieti imposti da un giorno all’altro che si raggiungono gli obiettivi che ci siamo dati. La politica a tutti i suoi i livelli, a partire da quella locale, ha la responsabilità di non essere ideologica ma di essere pragmatica”.