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Ucraina, Putin incontra generale Gerasimov, criticato da Prigozhin

Ucraina, Putin incontra generale Gerasimov, criticato da PrigozhinMilano, 19 ago. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un incontro con i generali responsabili della guerra in Ucraina, lo riferisce il Cremlino attraverso i suoi canali ufficiali. “Il presidente ha ascoltato i rapporti del capo di stato maggiore delle forze armate della Federazione russa Valery Gerasimov, dei comandanti delle aree e di altri alti ufficiali del gruppo”, ha affermato il Cremlino.

I dettagli dell’incontro non sono stati specificati. Putin si sarebbe recato a Rostov sul Don, nel sud della Russia, dove è stato informato da Valery Gerasimov – in una sua rara apparizione dopo le aspre critiche dei vertici della Wagner – e da altri alti generali che sono a capo di quella che la Russia chiama un’operazione militare speciale in Ucraina, ovvero la guerra di invasione.

Non è chiaro quando sia avvenuto l’incontro. I video diffusi mostrano Gerasimov che riceve Putin, apparentemente di notte: l’auto con Putin si avvicina al quartier generale e Gerasimov, su una piccola scalinata, saluta il presidente russo. Putin scende dall’auto in camicia bianca e cravatta, si mette la giacca e segue il generale in un edificio. Quindi i due si sono recati al posto di comando, dove il capo della direzione operativa principale, primo vice capo di stato maggiore, Sergei Rudskoy, riferisce al capo dello stato. Successivamente, Putin apre la riunione, dando il benvenuto agli ufficiali riuniti. L’evento stesso si è svolto a porte chiuse.

L’incontro è avvenuto mentre la controffensiva ucraina per riconquistare le aree occupate dalla Russia procede più lentamente del previsto. Giovedì l’Ucraina ha annunciato di aver catturato il villaggio di Urozhaine a Donetsk, sulla strada per il Mar d’Azov.

Gerasimov è stato visto raramente, negli ultimi tempi. È stato pesantemente criticato per mesi dal capo della Wagner Evgeny Prigozhin e dai blogger militari russi per l’andamento della guerra, senza successi tangibili. L’ultima volta che ufficialmente Putin ha visitato il quartier generale del distretto militare settentrionale a Rostov sul Don è stato a marzo. Un mese dopo, ha visitato il quartier generale del gruppo Dnepr in direzione di Kherson e il quartier generale della Guardia nazionale Vostok, nella regione ucraina di Lugansk, annessa dalla Russia.

Al via il Meeting Cl, da Zuppi a Mattarella il tema è l’amicizia

Al via il Meeting Cl, da Zuppi a Mattarella il tema è l’amiciziaRimini, 18 ago. (askanews) – C’è un messaggio trasversale che deve “arricchire” il dibatto di fine estate: “le amicizie sono una profezia perché dicono che è possibile vivere insieme, affrontare divergenze, rendere le differenze e le difficoltà una ricchezza per tutti”. Lo sostiene il presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz, alla vigilia dell’apertura della kermesse di Rimini che ospiterà come ogni anno politici e rappresentanti di istituzioni, imprenditori e ministri. “Ce lo ricorda spesso papa Francesco e noi vogliamo portare avanti questo impegno presentando per una settimana storie, testimoni, promuovendo incontri e confronti” aggiunge Scholz per spiegare il titolo scelto da Comunione e liberazione per la 44esima edizione: “L’esistenza umana è un’amicizia inesauribile”.

Il primo testimone “di amicizia” e di “pace” sarà domenica 20 agosto il cardinale di Bologna, Matteo Zuppi, dopo i recenti viaggi in Ucraina e Russia per tentare come inviato di Bergoglio una mediazione tra i due paesi in conflitto. “La pace – spiega Scholz – si costruisce giorno per giorno; se pensiamo che sia solo un problema diplomatico non abbiamo capito il problema. La pace nasce da persone che la vivono, da Nazioni che la vivono e la vogliano, da persone che si impegnano a costruire rapporti anche quando c’è tanta ostilità. Vogliamo testimoniare che l’amicizia è una profezia per la pace. La pace nasce da amicizie vissute anche in momenti difficili, complicati, ostili e avversi”. Il presidente della Conferenza episcopale italiana presiederà la messa alle 11 assieme al vescovo di Rimini Nicolò Anselmi, prima dell’intervento alle 15 col quale si apriranno ufficialmente i lavori del Meeting. Sono una decina i ministri del governo Meloni invitati alla fiera di Rimini dove a conclusione della settimana, venerdì 25 agosto, interverrà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si parte lunedì con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che parteciperà all’incontro “Sostenere lo sviluppo. Nuove politiche per un’economia innovativa” assieme a Barrese di Intesa Sanpaolo, Farina di Ania e Mutti di Centromarca. Nella stessa giornata sarà presente il ministro del Lavoro, Marina Calderone, per il talk promosso dalla Fondazione sulla Sussidiarietà presieduta da Giorgio Vittadini su “Generazione lavoro. Capire i cambiamenti”. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, si confronterà sul tema della sanità pubblica (il titolo è “Sanità per tutti: un sistema con una data di scadenza?”) assieme al coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Raffaele Donini. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, porterà il suo contributo al dibattito “Accettare la sfida del cambiamento per crescere” assieme ad Hannappel di Philip Morris, Mattarella di Invitalia, Seghezzi di Adapt e Gozzi di Federacciai.

Il ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, è atteso martedì 22 con la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, l’eurodeputato del Ppe Massimiliano Salini e il professore di Diritto dell’Ue Enzo Moavero Milanesi. Lo stesso giorno il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, dialogherà con il direttore del Meeting di Rimini Emanuele Forlani su “Cosa sta cambiando in Italia?”. Il ministro della Famiglia, Eugenia Roccella, su soffermerà invece su “Demografia e natalità”. Mercoledì 23 sarà la volta del ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani (“Le nostra comuni sfide con l’Africa”) e del collega dei Trasporti, Matteo Salvini – impegnato nel dibattito su “Infrastrutture e Pnrr: quale sviluppo per l’Italia” con il presidente di Anci Decaro, l’a.d. di Fs Ferraris e il governatore della Liguria Toti – e quello dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin su “Il ‘dietro le quinte’ della crisi energetica: quale scenario ci aspetta?”. Nella stessa giornata saranno al Meeting di Cl anche i presidenti delle Regioni Bonaccini, Fedriga e Fontana per l’incontro “Quale Stato e quali Regioni?”. I colleghi Acquaroli, Fugatti e Tesei si confronteranno invece su “Europa degli Stati o Europa delle Regioni?” lunedì. “Abbiamo invitato i ministri a parlare come ministri, non come rappresentanti politici o segretari di partiti” precisa il presidente del Meeting che ospiterà comunque due incontri dell’Intergruppo parlamentare sulla Sussidiarietà: il primo martedì 22 su “Formarsi per crescere” con Braga, Garavaglia, Lupi, Rampelli e Rosato; il secondo giovedì 24 su “Le riforme istituzionali” con Boschi, Foti, Lupi, Pagano, Patuanelli e Romeo.

Nella giornata conclusiva sarà presente anche il generale Francesco Paolo Figliuolo, neo commissario per la ricostruzione dopo l’alluvione in Romagna, per l’incontro “Un’amicizia in piena. Una solidarietà che ricostruisce”. Il segretario della Cisl Sbarra parlerà di “competenze, talenti e partecipazione al lavoro” e sempre di lavoro parlerà la presidente della Corte costituzionale Silvana Sciarra all’incontro “Il lavoro al centro della democrazia”. Il tema di questa edizione del Meeting verrà approfondito anche dal segretario generale della Cei, arcivescovo di Cagliani, mons. Giuseppe Baturi (“L’esistenza umana è un’amicizia inesauribile”) che precederà il ricordo che l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, farà di don Pino Puglisi a trent’anni dal suo omicidio per mano mafiosa.

I padiglioni della fiera di Rimini ospiteranno anche dodici mostre tra cui “Burri. Forma spazio equilibrio” con la collocazione al centro dell’area espositiva la più grande tela mai realizzata dal pittore italiano, il “Sacco” del 1969 ideato e realizzato per il fondale del primo atto del dramma teatrale “Avventura di un povero cristiano” dal romanzo di Ignazio Silone. Una mostra è dedicata a Santa Teresa di Lisieux e una a “Don Camillo e Peppone, rivali sempre, nemici mai”.

35 milioni di nomadi digitali: 1 su 2 cambia casa una volta al mese

35 milioni di nomadi digitali: 1 su 2 cambia casa una volta al meseRoma, 18 ago. (askanews) – Li chiamano nomadi digitali e, stando alle ultime stime, sarebbero almeno 35 milioni in tutto il mondo. Si tratta di professionisti specializzati che sfruttano le potenzialità della tecnologia e della rete Internet per lavorare da remoto, viaggiando e vivendo in diversi luoghi.

In media guadagnano oltre 1.600 euro al mese e, se si riunissero in un unico posto, costituirebbero il 38esimo Paese al mondo per ricchezza pro capite e il 41esimo per numero di abitanti. È questa la fotografia scattata da Bluepillow – motore di ricerca globale di alloggi – in base a uno studio condotto sul nomadismo digitale, trend in costante crescita negli ultimi anni. I lavoratori-viaggiatori stanno gradualmente modificando le loro abitudini: sebbene l’11 per cento dei digital nomads dichiari di restare in una località per 1-2 mesi, mentre il 12 per cento si ferma per minimo 3 mesi, circa il 50 per cento dei nomadi digitali sceglie di rimanere nello stesso posto per non più di quattro settimane, assecondando così il desiderio di abbinare la quotidianità lavorativa a momenti di scoperta del panorama locale.

Relativamente agli alloggi, prosegue la ricerca, la maggior parte dei nomadi digitali preferisce risiedere in un hotel, mentre altri chiedono ospitalità ad amici o familiari. Ulteriori opzioni popolari sono poi le case vacanze e gli appartamenti affittati da privati tramite piattaforme di ricerca come Bluepillow.it (36 per cento), i camper (21 per cento) e gli ostelli (16 per cento). Come commenta Dominic Newboult, l’Head of Strategic Partnerships and Business Development di Bluepillow, “pandemia e caro vita hanno contribuito a velocizzare questa marcata tendenza mostrando a molte più persone che non è così difficile trapiantare la propria vita altrove temporaneamente, ormai sono sempre di più le persone con la possibilità di fare smart working. Adesso si può perfettamente svolgere il proprio lavoro quasi ovunque grazie alla diffusione così estesa della fibra ed il wi-fi. Come premio, dopo la solita giornata lunga di lavoro, si può godere di una nuova ed eccitante esperienza di viaggio prolungata; non come turista, ma come una persona del posto. Le persone ormai cercano esperienze autentiche di vita; quindi, cosa c’è di meglio che scoprire un posto a fondo, senza fretta e spesso e volentieri risparmiando anche soldi rispetto alla sua vita quotidiana normale?”.

Ma chi sono i nomadi digitali? A livello demografico risulta evidente come i lavoratori-viaggiatori siano prevalentemente Millennials (44 per cento) – ossia nati tra il 1981 e il 1996 – e uomini, anche se in Italia sono soprattutto le donne a scegliere di diventare digital nomads. Inoltre, si tratta in gran parte persone laureate (il 72 per cento ha una laurea triennale e il 33 per cento la magistrale) e sposate (circa il 61 per cento), abituate a viaggiare sia da sole che con il loro partner. Infine, dal punto di vista professionale, i nomadi digitali si suddividono, secondo uno studio di Passport-Photo.Online, in freelancer (36 per cento), imprenditori (33 per cento) e lavoratori dipendenti (21 per cento), e operano principalmente nei seguenti settori: IT (19 per cento), servizi creativi (10 per cento), educazione (9 per cento), consulenza, coaching e ricerca (8 per cento), vendite, marketing e pubbliche relazioni (8 per cento) e finanza e contabilità (8 per cento).

Luciano Spalletti è il nuovo Ct della Nazionale italiana

Luciano Spalletti è il nuovo Ct della Nazionale italianaRoma, 18 ago. (askanews) – La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica di aver raggiunto l’accordo con Luciano Spalletti per la carica di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. L’allenatore toscano assumerà l’incarico a partire dall’1 settembre 2023 e la presentazione ufficiale si svolgerà in occasione del raduno degli Azzurri, in programma nei primi giorni di settembre, presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano.

“Diamo il benvenuto a Spalletti – dichiara il Presidente della FIGC Gabriele Gravina -, la Nazionale aveva bisogno di un grande allenatore e sono molto felice che abbia accettato la guida tecnica degli Azzurri. Il suo entusiasmo e la sua competenza saranno fondamentali per le sfide che attendono l’Italia nei prossimi mesi”.

Lamborghini Lanzador, svelato concept della prima elettrica del Toro

Lamborghini Lanzador, svelato concept della prima elettrica del ToroMilano, 18 ago. (askanews) – Lamborghini presenta alla Monterey Car Week la concept car Lanzador, la prima vettura 100% elettrica del Toro che debutterà nel 2028 come quarto modello di serie. La Lanzador è una Gran Turismo 2+2 rialzata da terra che sprigiona quasi 1400 CV (1000 kW) e abbina il carattere supersportivo della ibrida plug-in Revuelto alla versatilità di Urus. Il lancio della Lanzador rientra nel piano Direzione Cor Tauri per la decarbonizzazione che prevede 2 miliardi di euro di investimenti e come primo step l’ibridizzazione della gamma entro il 2024.

“Con questo concept, stiamo aprendo un nuovo segmento di auto: l’Ultra GT che offrirà ai clienti una nuova e ineguagliabile esperienza di guida, tipicamente Lamborghini”, ha dichiarato Stephan Winkelmann, presidente e Ceo di Automobili Lamborghini. La Lanzador sarà prodotta a Sant’Agata dove saranno fatte “nuove assunzioni per far fronte al nuovo modello e alla crescita dei volumi” e sfrutterà piattaforma e software del gruppo Audi-Volkswagen, per portare performance e personalizzazione dell’esperienza di guida a nuovi livelli.

La Lanzador avrà due motori elettrici, uno per asse, trazione integrale e ruote posteriori sterzanti. L’assetto della vettura sarà gestito da una nuova versione del Lamborghini Dinamica Veicolo Integrata (Ldvi) con numerosi sensori e sistemi di controllo gestiti da un algoritmo e modificabili dal pilota. L’aerodinamica sarà attiva, come le sospensioni pneumatiche, per ottimizzare efficienza delle batteria, comfort e performance nelle varie modalità di guida, che spaziano da Urban a Performance. “Non ci interessano solo la velocità massima e l’accelerazione, ci interessa quello che il cliente prova mentre guida. Al tempo stesso vogliamo rendere la nostra full electric più utilizzabile e versatile rispetto alle supersportive”, ha spiegato il numero uno del brand.

Con la Lanzador, Lamborghini punta infatti ad aumentare la base clienti, in particolare quella femminile. “La clientela femminile cresce ma in modo non soddisfacente. Oggi siamo intorno al 10% forse qualcosa in più, ma con l’arrivo dell’elettrica ci aspettiamo che cresca in modo significativo”. Quanto al design la fonte di ispirazione viene dal mondo aerospaziale e coniuga i volumi di una supersportiva alla posizione di guida di un pilota. La configurazione degli interni porta a uno step successivo il concetto di una GT 2+2, per creare una vettura quattro posti, dall’abitacolo modulabile e adatto a caricare bagagli o attrezzature sportive. La posizione di guida è delineata da un pannello di controllo leggero e sottile, con elementi iconici del design Lamborghini come la console centrale a forma di Ypsilon. Il pilota e il passeggero sono seduti in basso (1,5 metri l’altezza della vettura) separati da una consolle centrale con il Lamborghini Tamburo per accedere alle impostazioni dinamiche e all’infotainment.

“Con il quarto modello guardiamo al nostro futuro senza mai dimenticare il nostro Dna. Le prime coupé Lamborghini erano Gran Turismo 2+2 a motore anteriore, sportive, eleganti e adatte all’uso quotidiano. La concept del nostro quarto modello si basa sulla nostra filosofia di super sportiva, combinata con tecnologie di nuova generazione, soluzioni audaci e un design senza compromessi”, ha concluso Stephan Winkelmann.

Schifani: Regione sarà parte civile contro stupratori Palermo

Schifani: Regione sarà parte civile contro stupratori PalermoRoma, 18 ago. (askanews) – “Profondo dispiacere per la gravità inaudita dell’episodio e totale solidarietà alla giovane vittima: auspico che i colpevoli paghino senza sconti la loro bestialità di fronte alla giustizia”. Questo il commento del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in merito ai quattro arresti eseguiti dai carabinieri di Palermo questa mattina, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo subita da una giovane ragazza lo scorso 7 luglio in centro città, che si aggiungono ad altri tre presunti complici già arrestati su ordine della autorità giudiziaria lo scorso 3 agosto.

“Sono sgomento – sottolinea in una nota – per quanto sta emergendo dalle indagini degli inquirenti. Lo sono come presidente, ma ancora prima come padre, e mi stringo a questa ragazza e alla sua famiglia. La Regione farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per essere al loro fianco. A partire dalla decisione di costituirsi parte civile nell’ambito del procedimento penale relativo allo stupro di gruppo di cui è rimasta vittima. Crediamo si tratti di un gesto ineludibile di fronte a casi di efferata violenza e di particolare impatto e rilevanza sociale nella vita della nostra comunità. Lo dobbiamo alla giovane vittima e a tutte le donne che subiscono violenza”. “Ma quello che serve – conclude Schifani – è prima di tutto un cambio di passo culturale, in una società che deve mettersi alle spalle logiche di violenza inaccettabili, per affrancarsi definitivamente da modelli sociali ed educativi nei quali la prevaricazione maschile verso le donne è ritenuta normale, o quasi, a partire dai piccoli gesti quotidiani”.

Migranti, Romeo (Lega): l’Ue fa finta di non capire

Migranti, Romeo (Lega): l’Ue fa finta di non capireRoma, 18 ago. (askanews) – “Da soli non ce la faremo mai”: lo ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, ospite del Tg4, rispondendo a una domanda sull’azione coordinata dell’Europa nel gestire i flussi migratori. “Anche perché comunque – ha spiegato – siamo in difficoltà, un po’ perché c’era un ministro dell’Interno tra i più bravi a fermare l’immigrazione clandestina e a difendere i confini che è stato messo sotto processo; quindi diciamo che c’è un’opera di tafazzismo nel nostro paese sempre più forte. Dall’altra parte basta un naufragio per accusare subito l’Italia di essere inadempiente nei soccorsi, operare in questo clima con tutto quello che sta succedendo nel Nordafrica indubbiamente è molto molto complicato”.

“Motivo per cui – ha affermato l’esponente leghista – il Governo si sta muovendo su due fronti: da una parte il coinvolgimento non solo dell’Unione europea che fa finta di non capire, ma dall’altra parte anche della Nato. Perché comunque la difesa dei confini è un problema di sicurezza nazionale, quindi significa anche difendere e rendere sicuri i paesi membri dell’Alleanza atlantica; rafforzando la cooperazione con i paesi da cui partono questi migranti, cercando anche di sostenerli, di stabilizzare quelle aree del Nordafrica. E con l’ulteriore decreto che è un altro pezzetto del decreto sicurezza di Matteo Salvini per cercare di rafforzare i rimpatri e il pattugliamento congiunto con Tunisia e Libia sulle coste del Nordafrica”, ha concluso Romeo.

Libro Vannacci, Giani: Governo faccia scelte coerenti

Libro Vannacci, Giani: Governo faccia scelte coerentiRoma, 18 ago. (askanews) – “L’Istituto Geografico Militare – afferma in una nota il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – è un’istituzione fondamentale a Firenze e in Toscana per il suo rilievo nazionale ma anche per il carattere di compartecipazione nella vita della città e della regione che lo rendono qualcosa che va oltre il presidio militare e richiedono, quindi, che chi lo guidi sappia specchiarsi e rendersi complice dei valori che questa istituzione ha espresso lungo il percorso storico che ne ha definito le caratteristiche”.

“Lo scorso anno – ricorda il presidente Giani – esattamente il 14 aprile 2022, in occasione dei 150 anni dalla strutturazione dell’Istituto Geografico Militare, la Regione Toscana ha conferito il Pegaso d’oro consegnato nella mani dell’allora comandante generale Pietro Tornabene, persona di assoluto livello. L’Istituto nasce, infatti, nel periodo di Firenze capitale d’Italia quando con un primo decreto nel 1865 vengono portati i materiali di carattere geografico e storico cartografico più importanti degli stati preunitari ovvero precedenti all’unità del regno. In particolare tutto il materiale dell’istituto geografico di Modena, di quello di Torino e Napoli, unitamente alla documentazione del Granducato di Toscana che già allora si proponeva sul piano geografico storico come un’eccellenza”. “L’Istituto Geografico Militare rimane quindi il riferimento per le più aggiornate cartografie e per l’ufficialità delle delicatissime dispute sui confini per tutto il corso dei suoi 151 anni di storia, formalizzata per l’istituto dal regio decreto del 27 ottobre 1872; è il punto di riferimento per l’Italia ma anche per Stati che indirettamente possono attingere al suo materiale”. “Quando ho svolto funzioni di assessore al Comune di Firenze – ricorda Giani – ho avuto modo di apprezzare l’importante valore dell’Istituto Geografico Militare: fu proprio la cartografia depositata a Firenze a contribuire al processo di pace tra Eritrea ed Etiopia riguardo alla ridefinizione dei loro confini. L’istituto ha personale civile accanto a quello militare e ha sempre caratterizzato il suo ruolo oltre il significato di politica della difesa, rappresentando un’istituzione che ha compenetrato le proprie attività con la vita della città di Firenze e della regione Toscana. È evidente che il comandante dell’istituto non può essere scelto solo per le caratteristiche militari ma anche per il sistema dei valori che in 151 anni di vita questa istituzione ha espresso a Firenze, alla Toscana e all’Italia”.

“Quello che è accaduto in questi giorni – specifica il presidente Giani – alla luce delle esternazione del generale Roberto Vannacci non può che richiamare il Governo a scelte chiare e coerenti nell’individuazione di chi guida un’istituzione così prestigiosa ed importante come l’Istituto Geografico Militare”.

Abruzzo, ok a screening regionale su tumore mammario

Abruzzo, ok a screening regionale su tumore mammarioL’Aquila, 18 ago. (askanews) – E’ in vigore la legge della Regione Abruzzo numero 27 del 09/06/2023, “Misure per il potenziamento dello screening di popolazione sul tumore mammario e istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni geniche germinali”. Grazie al lavoro di revisione degli uffici consiliari e all’impegno correttivo assunto dal presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, sono state superate – secondo quanto ha reso noto la stessa Regione – le osservazioni del Governo nazionale tutelando l’impianto generale del testo normativo, consentendo la non impugnazione della legge.

In particolare, la norma istituisce il programma di “Consulenza Genetica Oncologica” assicurato a tutte le persone affette da tumore della mammella e dell’ovaio o a rischio per una predisposizione di tipo familiare, allo scopo di programmare eventuali misure di sorveglianza clinica e strumentale, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali.

Previsioni vendemmiali, nel Nord Est attesa crescita tra 5 e 15%

Previsioni vendemmiali, nel Nord Est attesa crescita tra 5 e 15%Milano, 18 ago. (askanews) – Dalla vendemmia di quest’anno nelle provincie autonome di Trento e Bolzano ci si attende una maggior produzione di circa il 10-15%, da un lato per le condizioni meteorologiche più favorevoli rispetto al 2022 e dall’altro per l’entrata in produzione di nuovi vigneti. Quest’ultimo aspetto ha invece inciso poco o per nulla sulla raccolta prevista nel Friuli-Venezia Giulia, dove la produzione è attesa in crescita del 5-10%, esclusivamente per l’andamento climatico, laddove non si sono avuti fenomeni grandigeni o problematiche fitosanitarie come la peronospora. E’ quanto emerso dalla 49esima edizione delle previsioni vendemmiali per il Nord Est di Regione del Veneto e Veneto Agricoltura che è stata presentata questa mattina on-line agli operatori vitivinicoli.

Commentando quella che da più parti, non solo in Italia, è stata definita un’annata difficile per i viticoltori data l’instabilità climatica e la maggior presenza di malattie fungine, il direttore di Veneto Agricoltura, Nicola Dell’Acqua ha spiegato che “sempre di più dovremo affrontare tematiche relative ad eventi meteorologici estremi: si ripresenteranno annate siccitose come la 2022, o particolarmente piovose come quest’anno, ma la viticoltura italiana sta dimostrando di essere in grado di affrontare queste situazioni che sono oramai la norma”.