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Secondo un sondaggio il 75 per cento dei russi è contrario all’uso di armi nucleari in Ucraina

Secondo un sondaggio il 75 per cento dei russi è contrario all’uso di armi nucleari in UcrainaRoma, 13 lug. (askanews) – Quasi il 75 per cento dei russi si oppongono all’uso di armi nucleari durante le operazioni militari in Ucraina. È quanto emerge da un sondaggio.

Agli intervistati del sondaggio della società di sociologia Russian Field è stato chiesto: “Secondo lei, è accettabile o inaccettabile l’uso di armi nucleari se necessario per vincere l’operazione militare in Ucraina?”. Il 74 per cento degli intervistati ha risposto che è inaccettabile, mentre l’11 per cento ha detto che è accettabile. Il sondaggio è stato citato dal sito di notizie russo Rbc.

Nell’ultimo anno Vladimir Putin ha ripetutamente lasciato intendere che la Russia potrebbe usare un’arma nucleare in caso di minaccia.Tuttavia, la Russia ha definito “bugie assolute” le speculazioni dei media secondo cui Mosca potrebbe impiegare armi nucleari o chimiche in Ucraina. A febbraio, Putin ha annunciato che la Russia avrebbe sospeso la sua partecipazione al trattato New Start, l’ultimo patto sulle armi nucleari rimasto in vigore con gli Stati Uniti, che limita il numero di testate strategiche che ciascuna delle parti può schierare.

Confagri Forlì e Rimini: campi non aspettano tempi burocrazia

Confagri Forlì e Rimini: campi non aspettano tempi burocraziaRoma, 13 lug. (askanews) – “Il fattore tempo sta diventando sempre più stringente: ci serve capire in che tempi potranno arrivare le risorse, sia quelle promesse sia quelle aggiuntive di cui ci sarà sicuramente bisogno, e su quali strumenti potrà effettivamente contare l’agricoltura. I campi non aspettano i tempi della burocrazia, ci sono tanti danni a cui gli agricoltori devono far fronte, danni che possono compromettere il futuro di un intero settore”. Lo ha detto Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, nel corso dell’assemblea generale di Confagricoltura nazionale, svoltasi a Roma, per ricordare come l’emergenza alluvione sia ancora una spada di Damocle sulla testa degli agricoltori romagnoli.

Nei giorni scorsi Confagricoltura ha incontrato il Commissario alla ricostruzione, il Generale Figliuolo, avanzando proposte per poter indennizzare le aziende colpite. “Ci aspettiamo un segnale concreto, anche dagli emendamenti che sono stati presentati e che verranno votati nei prossimi giorni – aggiunge Alberto Mazzoni, presidente della Consulta di Confagricoltura Forlì, una delle zone maggiormente colpite – Nel dibattito delle ultime settimane abbiamo visto come siano entrati nella lista degli interventi presentati dagli enti locali, azioni che paiono poco correlate agli eventi alluvionali: chiediamo alla struttura commissariale di verificare le richieste di parte pubblica e di non disperdere risorse preziose. I privati e le aziende aspettano con ansia di sapere su quale supporto, economico e non, possono contare”.

“Per noi – ha aggiunto – è fondamentale che anche i fabbricati strumentali all’attività agricola, così come le strutture e i terreni vengano ricompresi nei ristori della ricostruzione; così come gli interventi di ripristino dei danni generati da frane e smottamenti a cui diverse aziende agricole hanno iniziato a far fronte con risorse proprie. Poi – ha concluso Mazzoni – ci sono i danni su frutteti e vigneti: ci saranno impianti da estirpare e reimpiantare, operazioni molto onerose e impattanti sui bilanci aziendali, ma fondamentali per garantire la produttività futura dell’azienda agricola. Anche queste devono essere comprese nel sostegno governativo”.

A Napoli due giorni del Pd contro autonomia, non ci sarà De Luca

A Napoli due giorni del Pd contro autonomia, non ci sarà De LucaNapoli, 13 lug. (askanews) – Una due giorni del Pd contro l’autonomia differenziata, nel cuore di Napoli, con amministratori locali e sindaci ma senza il governatore campano Vincenzo De Luca. Sembra ormai quasi ufficiale il divorzio tra il presidente della Regione e il Partito democratico. Una battaglia, quella contro le idee del leghista Roberto Calderoli, da sempre combattuta da De Luca che si vanta di aver lottato contro la “divisione dell’Italia” da anni, ma che non lo vedrà tra i relatori della manifestazione organizzata dai democratici alla Fondazione Foqus ai Quartieri Spagnoli. Anzi, oltre alla tradizionale diretta social del venerdì, dalle 13 alle 18 è stato anche convocato il consiglio regionale con all’ordine del giorno l’assestamento del bilancio. Quasi un segnale anche per gli esponenti politici dem che, a Napoli e in Campania, continuano a raccogliere consensi.

Certa, invece, la partecipazione del primo cittadino partenopeo, Gaetano Manfredi, eletto nel 2021 alla guida di Palazzo San Giacomo proprio a sugello dell’allora intesa Pd-M5s. E dei pentastellati sicura anche la presenza dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico. La manifestazione parte nel pomeriggio di domani con i saluti di Giuseppe Annunziata, segretario cittadino del partito e di Antonio Misiani, commissario del Pd in Campania e poi un lungo elenco di ospiti fino alle conclusioni che saranno affidate alla segretaria Elly Schlein nella tarda mattinata di sabato. Dell’assenza di De Luca si aveva quasi certezza da settimane e non solo per gli attacchi e le critiche più o meno ironiche rivolte dallo “sceriffo” nei confronti della leader del Pd. Soltanto lo scorso martedì, sollecitato sull’iniziativa napoletana, il presidente aveva preferito non rispondere se non con una battuta: “Stavamo parlando di cose belle…”. Leggendo il programma ufficiale della due giorni, la certezza è stata messa nero su bianco. A nulla è valso il colloquio “franco e cordiale” durato oltre un’ora, lo scorso 11 giugno, in un hotel della città partenopea. Un primo confronto nel quale si erano discusse varie tematiche del partito nazionale e del partito in Campania e anche il possibile terzo mandato alla guida di Palazzo Santa Lucia da parte di De Luca. Un obiettivo al quale l’ex sindaco di Salerno non intende rinunciare. Più volte e in diverse occasioni ha, infatti, ribadito che “resterà ancora molto a lungo”. Le elezioni amministrative sono ancora lontane, ma la battaglia politica sembra soltanto all’inizio.

Immobiliare, Idealista: rendimento delle abitazioni sale all’8,4%

Immobiliare, Idealista: rendimento delle abitazioni sale all’8,4%Milano, 13 lug. (askanews) – Passa dal 7,9% all’8,4% il rendimento lordo delle abitazioni alla fine del secondo trimestre del 2023, mentre rimangono stabili quelli degli altri prodotti del real estate. I titoli di Stato decennali offrono un rendimento inferiore del 4,2%, in forte ascesa nell’ultimo anno ma ancora inferiori a tutte le tipologie immobiliari. E’ quanto emerge da uno studio di Idealista che mette in relazione i prezzi di vendita e affitto di diversi prodotti immobiliari per calcolarne la redditività lorda.

I negozi rimangono il segmento più redditizio su cui investire. Acquistare un locale commerciale in Italia per affittarlo offre un rendimento lordo stabilmente fermo al 12%, lo stesso di dodici mesi fa. Gli uffici offrono un rendimento del 9,3% (contro il 9% di un anno fa) e nel caso dei garage il rendimento atteso sale al 7,4%, dal 7,2% del secondo trimestre del 2022. Tra i capoluoghi italiani, Ragusa (11,8%) si rivela il più redditizio davanti a Biella con il 9,8%. Alle loro spalle rendimenti al sopra la media italiana dell’8,4% anche per Trapani (9,7%), Siracusa (9,5%) e Catanzaro (9,1%) seguite da Brindisi, Pesaro, Massa (8,8% nei tre casi) e Andria (8,7%).

Al contrario è Cuneo (4,5%) il capoluogo meno remunerativo per i proprietari. Il centro piemontese precede Venezia, Siena e Trento (4,8% per le 3 città). Nei grandi mercati la Napoli e Roma promettono ritorni nell’ordine del 5,8%, Milano si ferma al 5.4%. Per i locali commerciali, esclusi i capannoni, il rendimento più alto si ottiene a Milano (15,8%), che precede Como (15,5%), Napoli e Genova (entrambe 15%). I ritorni a doppia cifra interessano oltre l’80% dei capoluoghi analizzati, dal 14,9% di Bologna al 10% di Lucca e L’Aquila. I quattordici centri con la redditività più bassa sono compresi una forchetta che va dal 9,8% di Ragusa e Ascoli Piceno e l’8% di Vibo Valentia.

Dopo Cerbero sarà l’anticiclone Caronte ad infiammare l’Italia

Dopo Cerbero sarà l’anticiclone Caronte ad infiammare l’ItaliaRoma, 13 lug. (askanews) – L’anticiclone africano Cerbero sta concedendo una pausa sulle regioni settentrionali dove si stanno abbattendo violenti temporali con forti raffiche di vento, come accaduto in provincia di Como, Varese e Treviso. Dopo questa temporanea debacle dell’anticiclone ci penserà l’alta pressione sub-tropicale Caronte a riportare la tranquillità atmosferica e una nuova e più potente fiammata africana. Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it avvisa che nella giornata odierna la coda di una perturbazione atlantica riuscirà a raggiungere il Nord dove scoppieranno temporali a tratti molto forti. Le precipitazioni, a macchia di leopardo, impattando con le varie zone, potranno provocare intense grandinate con chicchi di grosse dimensioni e forti raffiche di vento (anche a oltre 100 km/h, i cosiddetti down burst, da non confondere con le trombe d’aria). Sul resto d’Italia continuerà a fare caldo e anche molto dato che in Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna i valori massimi supereranno i 40°C! Dopo questa passata temporalesca la pressione tornerà ad aumentare e sarà ancora l’anticiclone africano a dominare la scena meteorologica su tutta l’Italia. Ma Cerbero, nel corso del weekend, passerà il testimone al più rovente anticiclone Caronte che, come il personaggio dell’inferno dantesco, ci traghetterà nel cuore dell’estate.

Sarà da domenica che con Caronte le temperature avranno un’improvvisa impennata e così i 38-39°C saranno facilmente raggiungibili in Toscana e Lazio come a Firenze e a Roma, oltre i 42°C in Sardegna. Ma non è finita qui. Nei primi 3-4 giorni della prossima settimana l’anticiclone africano Caronte raggiungerà la massima potenza di calore. Per alcune città potrebbero cadere degli storici record di caldo, come a Roma. I dati attuali prevedono una temperatura massima di 43°C nella capitale (il record è di 40°C), 42 a Firenze, 41 a Bologna, 38-40°C sulla Pianura Padana, lungo le coste adriatiche, e fino a 47-48°C in Sardegna. Come sempre oltre al caldo intenso diurno si dovrà fare i conti pure con l’afa che renderà insopportabili le notti di molti italiani.

Il tutto e l’incontrollato: manifesto Cannibale a Santarcangelo

Il tutto e l’incontrollato: manifesto Cannibale a SantarcangeloSantarcangelo di Romagna, 13 lug. (askanews) – Si parte dall’idea di una relazione con l’essere piante, con il radicamento del vegetale in opposizione alla mobilità dell’animale, ma poi lo spettacolo cresce, cresce, attraversa il tempo, lo spazio e la stessa idea di teatro e danza per arrivare a qualcosa di enorme, di incandescente e inedito. Francesca Pennini è una coreografa e artista fondatrice di CollettivO CineticO che al Santarcangelo festival ha portato il suo “Manifesto Cannibale”, opera totale articolata su due macro momenti, ma attraversata da una serie di rimandi e suggestioni quasi sconfinata.

“La questione – ha detto Francesca Pennini ad askanews – è che per me questo lavoro ha a che fare con tutto. E con tutto soprattutto nel senso del reale, cioè di un mondo, dello sconfinamento del mondo. E in qualche modo il rettangolo, il ritaglio di mondo che è lo spettacolo, è un punto di vista che però ingurgita effettivamente, cioè dove vale tutto. Non ho pensato di spingermi verso gli estremi, ho pensato di toccare qualcosa che per me era essenziale. E quindi anche in questo senso è una ricerca per me veramente su ogni secondo in scena e sul fatto che è una presa di posizione anche politica, sul tipo di patto e di relazione che si instaura e che si inventa con lo spettatore”. In una luce fantascientifica, con momenti in cui l’azione sembra addirittura cinematografica, ma con una costate e seminale presenza dei corpi, “Manifesto cannibale” a un certo punto pare spingere lo spettatore sull’orlo di un grande Buco nero, talmente potente da inglobare tutta la realtà, non solo quella della messa in scena. Sembra portarci sull’orizzonte degli eventi, come dicono i fisici, quel confine dove il tempo rallenta fino quasi a fermarsi, prima di scivolare nell’incontrollabile. E tutto lo spettacolo ha questo elemento decisivo di incontrollabilità per la stessa autrice, che lo rende meraviglioso e potentissimo. Come se a essere cannibale fosse proprio lo spettacolo in sé e il suo pasto tutto ciò che sta oltre il palco.

“Io – ha aggiunto la coreografa – ho sempre avuto tantissima necessità di controllare le cose, e forse proprio per questo non è che così interessante psicanalizzarlo, però per questo forse artisticamente ho sempre cercato di boicottare questa cosa, cioè di creare dei piani perfetti con delle valvole che li rendevano irrealizzabili. Però questo uscire dalla possibilità di controllo per me è la meraviglia”. Una meraviglia che assume forme sempre diverse, fino a spingersi sul terreno della simbiosi pressoché totale tra l’opera e il pubblico, fino a superare ogni idea di unità di luogo e di tempo, nel senso che, teoricamente, lo spettacolo non ha una fine, ma si propaga, si diffonde. È danza, è azione, è anche altro. Il pubblico può andarsene a un certo punto, o può scegliere di restare. E chi resta è come se davvero si radicasse, come una pianta, dentro qualcosa di bellissimo, ma che non sappiamo, nessuno sa, cosa sia. “Mi piace pensare di essere attraversata – ha concluso Francesca Pennini – cioè di fare delle scelte anche molto radicali, molto forti, in cui credo. Però è come vederle crescere da sole poi, cioè rimanere di lato e guardare cosa succede”.

E quello che succede è tanto, potrebbe essere tutto, ma in fondo, per fortuna restiamo nel terreno del dubbio, della nebbia, delle possibilità. Così accade l’arte, ecco, forse questa è la cosa meglio approssimata che possiamo dire. (L.M.)

Giustizia, M.Falcone-S.Borsellino: Nordio sbaglia su concorso esterno

Giustizia, M.Falcone-S.Borsellino: Nordio sbaglia su concorso esternoRoma, 13 lug. (askanews) – Maria Falcone e Salvatore Borsellino, lanciano un allarme sulla ipotesi che il reato di concoso esterno in associazione mafiosa venga ridimensionato come annunciato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.

“Uno schiaffo alla memoria e al lavoro di Giovanni. Mi auguro che il Guardasigilli ci ripensi e si fermi”, dice la sorella del giudice ucciso dalla mafia in un’intervista a Repubblica. “La considero un’offesa gravissima perché ricordo bene il grande lavoro di Giovanni per arrivare a questo primo passo importantissimo per poter indagare sui fatti di mafia. Nordio forse non conosce, o forse non ricorda le tante sentenze della Cassazione che hanno consolidato il reato rendendolo uno strumento fondamentale per tutti coloro che indagano sulla mafia – spiega -. Mi auguro che il Guardasigilli ci ripensi e si fermi” Modificare adesso il concorso esterno significa terremotare i processi. E sarebbe un segnale negativo rispetto ai risultati raggiunti con tanti sacrifici in questi anni”..Mi auguro che Nordio faccia la sua, perché anche lui deve dare il suo contributo nella lotta alla mafia”. “Smantellare il concorso esterno in associazione mafiosa, come annunciato da Nordio, vuole dire sconfessare apertamente la legislazione voluta da Falcone e Borsellino”, prosegue in una intervista a Repubblica il fratello del giudice Paolo, Salvatore. “Depotenziare il concorso esterno vuol dire colpire i nostri martiri, quelli che il governo di destra dice di voler commemorare”. “E’ l’ennesimo segnale di un gravissimo attacco all’indipendenza della magistratura e alla ricerca della verità – prosegue – l’annunciata riforma sulle intercettazioni porterà un grave danno anche alla lotta alla mafia. Partendo da un reato minore si possono ad esempio scoprire le mosse dei nuovi mafiosi. La questione è semmai relativa a registrazioni riguardanti terze persone che finiscono sui giornali. Credo che questo reato abbia rappresentato uno strumento fondamentale per ottenere condanne importanti, poi passate in giudicato. Voglio ricordare i processi che hanno portato alle condanne degli ex senatori Marcello Dell’Utri e Antonino D’Alì. Il concorso esterno resta fondamentale per colpire i colletti bianchi che colludono con l’organizzazione mafiosa”.

Vino, eletto nuovo Cda Sistema Prosecco: Elvira Bortolomiol presidente

Vino, eletto nuovo Cda Sistema Prosecco: Elvira Bortolomiol presidenteMilano, 13 lug. (askanews) – Prosegue il progetto di Sistema Prosecco, la società nata nel 2016 dalla comune volontà dei tre Consorzi del mondo Prosecco, Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Consorzio Prosecco Doc e Consorzio Asolo Prosecco Docg, di mettere insieme le forze nella direzione di una sempre più serrata lotta alla contraffazione. Questo percorso verrà sostenuto dalla nuova presidente eletta, Elvira Bortolomiol, già alla presidenza del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene.

Al suo fianco il vicepresidente, Ugo Zamperoni (presidente del Consorzio dell’Asolo Prosecco Docg) e i consiglieri Stefano Zanette (presidente del Consorzio Prosecco Doc), Giancarlo Moretti Polegato (consigliere Consorzio Prosecco Doc e Consorzio Asolo Prosecco Docg), Franco Varaschin (consigliere Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg), Diego Tomasi (direttore Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg) e Luca Giavi (direttore Consorzio Prosecco Doc). In una nota, la società spiega che gli obiettivi che si propone la nuova presidenza sono “di continuità rispetto alle attività di monitoraggio, nazionale e internazionale su vari livelli, dai marchi alle vendite fino al web, contrasto a marchi che impropriamente utilizzano il termine Prosecco oppure nomi imitativi o evocativi, maggior divulgazione dei risultati raggiunti per rafforzare la tutela stessa e soprattutto una stretta collaborazione con le Istituzioni italiane, europee ed internazionali che possono continuare a consentire il raggiungimento di importanti risultati in termini di salvaguardia del prodotto simbolo del Made in Italy”.

“Mi riprometto di continuare il prezioso lavoro di chi mi ha preceduto – ha dichiarato Elvira Bortolomiol – solo restando uniti, avendo uno scopo comune, ossia la tutela delle Denominazioni, potremo collaborare al meglio, insieme, arginando così fenomeni dannosi e garantendo la massima trasparenza e informazione chiara al consumatore finale”.

Domani a San Benedetto protesta Coldiretti su politiche pesca Ue

Domani a San Benedetto protesta Coldiretti su politiche pesca UeRoma, 13 lug. (askanews) – Protesta domani, 14 luglio, della Coldiretti contro le nuove politiche Ue che vogliono vietare la pesca a strascico e tagliare le aree di pesca. Al porto di San Benedetto del Tronto, uno dei più importanti scali pescherecci italiani, dalle 9.30 aprirà il Villaggio della Coldiretti con la protesta dei pescatori da tutta Italia. Sul molo con la mobilitazione delle imbarcazioni i cuochi pescatori prepareranno i più noti piatti di pesce che rischiano di sparire dalle tavole a causa delle norme europee.

Saranno presenti il Ministro dell’agricoltura e la sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Domani verrà anche presentato il report Coldiretti “Pesce italiano addio, i rischi delle importazioni”.

Vino, parte in Sud America il “Chianti Lovers Latam Tour 2023″

Vino, parte in Sud America il “Chianti Lovers Latam Tour 2023″Milano, 13 lug. (askanews) – Promuovere la cultura del Chianti in Sud America: è la missione che si propone il “Chianti Lovers Latam Tour 2023″. La prima tappa è fissata in Venezuela, all’”Academia de sommeliers” di Caracas, dove il 13 e 14 luglio sono in programma l’ultima lezione e gli esami finali del master “Chianti Academy Latam”. Il vino, in questo caso, verrà abbinato a prodotti tipici come i formaggi, il cioccolato ed i celebri sigari Habanos. Il secondo appuntamento è invece per il 20 e 21 luglio in Messico, a Los Cabos, mentre il 24 e 25 luglio il tour si sposterà a Cancun, per l’ultima sessione di Academy: anche in questo caso si tratterà di due giorni scanditi da vini, esami e mix virtuosi con i prodotti tipici della gastronomia locale.

La trasferta del Consorzio Vino Chianti ha l’obiettivo “di favorire lo sviluppo della Denominazione Chianti in territori che sanno esprimere un retroterra peculiare e dinamico dal punto di vista dell’offerta gastronomica e che, tramite un percorso formativo portato avanti dal Consorzio, possono oggi ambire a creare abbinamenti sempre più seducenti”. “Dal 2019 ad oggi, sono 800 gli studenti che si sono diplomati alla ‘Chianti Academy Latam’” ha ricordato il presidente del Consorzio, Giovanni Busi, precisando che “sono suddivisi tra Venezuela, Messico, Perù, Colombia, Cuba e Panama. Si tratta – ha aggiunto – di un momento di incrocio tra eccellenze che provengono da territori molto distanti, ma che messe a dialogo producono accostamenti mai banali, sovente intensi, sicuramente potenti”. “Un meccanismo che una volta avviato progredisce alimentandosi gradualmente con le esperienze e i racconti delle persone che formiamo” ha proseguito Busi, concludendo “così la cultura del Chianti, la nostra denominazione, si propaga in un territorio enorme e affascinante grazie ad una schiera di entusiasti ambasciatori”.