Asiago Dop valuta appello contro Giuseppe Citterio SalumificioRoma, 28 giu. (askanews) – Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago rafforza la sua azione di tutela in Italia e all’estero e valuta l’appello alla sentenza che lo ha visto contrapposto a Giuseppe Citterio Salumificio Spa, dopo che Euro Foods, la società statunitense del gruppo, ha posto in vendita negli USA un prodotto dichiarato “Asiago Cheese” e privo dei segni identificativi della DOP.
Il contenzioso con Giuseppe Citterio Salumificio Spa è iniziato nel 2017, quando è stata rilevata la vendita, sul mercato Usa, di confezioni con soppressata e formaggio denominato ‘Asiago Cheese’, distribuita da Euro Foods, società del gruppo, che, oltre a non essere Asiago, veniva confezionata senza il bollo DOP. Da allora, il Consorzio di Tutela ha prima tentato la strada dell’accordo, nel rispetto della sua funzione e nella consapevolezza che il proseguo di una causa avrebbe comunque comportato un danno d’immagine per l’intero comparto del food italiano, sulla sua reputazione all’estero e stabilito un precedente pericoloso per tutto il sistema delle Denominazioni d’Origine, esposte a possibili nuove minacce di Italian Sounding anche da parte di aziende del proprio Paese d’origine. A seguire, nel 2018, è iniziata, presso il Tribunale di Milano, la causa che si è conclusa nei giorni scorsi con una sentenza dall’esito negativo per le richieste del Consorzio di Tutela nella quale Giuseppe Citterio Salumificio S.p.A si è detta estranea alla distribuzione dei prodotti, contraddistinti da marchi costituiti dall’espressione “Citterio”, venduti in USA da Euro Foods e il giudice, senza entrare nel merito della richiesta, ha dichiarato la non giurisdizione in materia.
“In un’epoca in cui le sfide e le minacce per le Indicazioni Geografiche hanno alzato il livello dello scontro – commenta Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago – spiace constatare come la loro tutela internazionale gravi interamente sui bilanci consortili, ovvero sui produttori. A meno che non si voglia compromettere il futuro del nostro comparto, il supporto economico delle istituzioni non è più procrastinabile.”
Bankitalia, in 2022 spesa turisti stranieri in Italia raddoppiataRoma, 28 giu. (askanews) – Nel 2022 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente, riportandosi in prossimità dei livelli antecedenti la pandemia; in termini reali risulta tuttavia ancora inferiore di quasi il 10 per cento. Nel frattempo la spesa dei viaggiatori italiani all’estero è cresciuta in misura analoga; ne è derivato un consistente ampliamento dell’avanzo della bilancia dei pagamenti turistica, tornato al livello del 2019 (all’1 per cento del Pil, dallo 0,5% nel 2021). Lo riporta la Banca nella sua indagine sul turismo internazionale.
In un contesto di ripresa del turismo internazionale a livello globale, ad eccezione dei paesi asiatici in cui le restrizioni ai movimenti si sono protratte per larga parte del 2022, la quota di mercato dell’Italia è significativamente cresciuta, dal 3,9 al 4,5 per cento, prosegue lo studio. Alla crescita delle entrate turistiche dell’Italia hanno contribuito in pari misura la spesa dei viaggiatori provenienti dalla Ue e quella dei viaggiatori extra-Ue; per questi ultimi, dice Bankitalia, ha pesato soprattutto il forte incremento delle entrate dagli Stati Uniti e, in misura minore, dal Regno Unito. La spesa per viaggi di vacanza è stata trainata soprattutto da quelli culturali e dalle visite alle città d’arte, che erano stati maggiormente penalizzati durante la pandemia. Anche la spesa connessa con i viaggi per motivi di lavoro è significativamente aumentata.
Valditara: i bulli a scuola andranno a fare attività di cittadinanza solidaleRoma, 28 giu. (askanews) – Gli studenti che si comportano da bulli o infrangono gravemente le regole durante le lezioni non vanno sospesi ma indirizzati ad “attività di cittadinanza solidale, cioè il concetto di una solidarietà nei confronti degli altri, che è il presupposto della cultura del rispetto e che passa dal ridare centralità alla figura del docente ma anche a una cultura che voglia rispettare la persona dello studente. Spesso il bullismo si esercita nei confronti del compagno più fragile e debole e noi vogliamo difendere questi ragazzi, così come le istituzioni”. A Morning News, su Canale 5, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha anticipato alcune novità relative alla condotta scolastica di cui parlerà anche al question time di oggi alla Camera dei Deputati.
“Oggi – ha spiegato in tv – annunceremo alcune riforme sul tema del bullismo, della condotta, delle sospensioni: una serie di provvedimenti abbastanza efficaci per ridare serenità e responsabilità, due principi cardine per una scuola in linea con i valori della nostra Costituzione”. “Oltre a valorizzare il voto di condotta”, si interverrà dunque sulle “sospensioni: non credo nella sospensione così come è concepita oggi. Lasciare a casa un ragazzo, solo, non gli fa bene: il ragazzo ha bisogno di più scuola, di più impegno, anche di lavori socialmente utili, di rendersi conto che è inserito in una comunità e che la cultura del rispetto è fondamentale. Ha bisogno di essere responsabilizzato, con più studio e con lavori a favore della comunità”.
Quanto al caso di Rovigo, Valditara si è detto “soddisfatto” della decisione di abbassare il voto in condotta ai ragazzi che ‘spararono’ alla prof.: “Dobbiamo affermare la cultura del rispetto nelle nostre scuole e aule, che va di pari passo con il ridare autorevolezza ai docenti. Da qui l’esigenza che la condotta degli studenti venga presa in considerazione e questo ha ispirato anche la mia decisione di mandare gli ispettori” a Rovigo, “che hanno accertato che la valutazione è stata fatta con riferimento solo al secondo quadrimestre, quando invece le norme stabiliscono che ci deve essere una valutazione complessiva riferita a tutto l’anno scolastico”, ha concluso.
Stoltenberg dice che “la Nato è pronta a difendersi da Mosca o Minsk”Milano, 28 giu. (askanews) – La Nato è pronta a qualsiasi minaccia, che provenga da Mosca o da Minsk. Lo ha affermato il numero uno della Nato Jens Stoltenberg parlando con la stampa all’Aia.
“Nessuno spazio per malintesi a Mosca o a Minsk sulla nostra capacità di difendere gli alleati da qualsiasi potenziale minaccia e ciò a prescindere da quelle che crediamo saranno le conseguenze finali del movimento delle forze Wagner”, ha dichiarato Stoltenberg, il quale ha aggiunto “Credo solo che sia troppo presto per esprimere un giudizio definitivo sulle conseguenze del fatto che Prigozhin si sia trasferito in Bielorussia e che molto probabilmente anche alcune delle sue forze saranno trasferite in Bielorussia. È troppo presto per dirlo”. “Ciò che è assolutamente chiaro è che abbiamo inviato un chiaro messaggio a Mosca e a Minsk: la NATO è lì per proteggere ogni alleato, ogni centimetro del territorio della NATO”
Due giorni di missione di pace per il cardinale Zuppi a MoscaRoma, 28 giu. (askanews) – L’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Matteo Zuppi, è giunto ieri a Mosca per la missione di pace di due giorni voluta da papa Francesco. La missione di Zuppi arriva dopo la visita al presidente ucraino Zelensky il 5 e 6 giugno scorso. Il cardinale è arrivato nella nunziatura vaticana a Mosca nella serata di ieri, alle 19,20, ora italiana. Oggi e domani, “significativamente in coincidenza con la festa di Pietro e Paolo, molto venerati – ricorda l’Avvenire – anche nel mondo russo-ortodosso” l’arcivescovo avrà una serie di incontri, la cui agenda non è stata resa nota, “ma che dovrebbero comprendere la visita al patriarca Kirill e a un rappresentante di Putin, se non proprio (ma qui il condizionale è più che mai d’obbligo) allo stesso presidente della Federazione Russa (anche a Kiev, all’inizio, il faccia a faccia con Zelensky non era previsto eppure ci fu, pur essendo le due situazioni non esattamente analoghe)”, prosegue il quotidiano cattolico.
Meloni: l’Italia lavora per una pace giusta e duratura in UcrainaRoma, 28 giu. (askanews) – “Il nostro auspicio è che si arrivi il prima possibile a una pace giusta e duratura, nel rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina e del diritto internazione” e per questo obiettivo “continuiamo a lavorare in ogni sede internazionale”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. “L’Italia ha tutte le carte in regola per recitare ruolo da porotagonista nella ricostruzione in Ucraina. Noi scommettiamo in un futuro di pace e prosperità per l’Ucraina e nella sua integrazione europea, sosterremo gli sforzi perché sia parte della famiglia europea”. “La chiara posizione del governo italiano è riconosciuta e apprezzata dai nostri partner e rafforza il peso della nostra nazione nei contesti europeo e internazionali e penso dovremmo andare fieri, non solo il governo ma l’intera nazione”. “L’Ue confermerà il suo convinto sostegno al popolo ucraino che si batte da 16 mesi per la libertà e l’indipendenza della propria nazione”, ha aggiunto Meloni. “L’Italia continuerà a sostenere tutti gli sforzi perchè siano perseguiti i crimini internazionali commessi in Ucraina, penso su tutti al rapimento e alla deportazione in russia di migliaia di bambini ucraini. Da madre è uno degli aspetti che più mi hanno segnato”. “Dopo l’atto criminale dell’espolosione della diga di Nova Kalkova temiamo che anche la centrale di Zaporizhia possa essre usato come strumento di guerra”. “Anche il prossimo Consiglio Ue ha in agenda sfide prioritarie per Ue”, in primis l’”Ucraina”. In quest’ottica “la difesa della sicurezza delle libertà non può prescindere da partenariato sttrategico tra Ue e Nato” ha detto Meloni in vista del Consiglio Ue di domani e dopodomani a Bruxelles.
Sanità Lazio, convegno su oncologia: focus su importanza reti integrateRoma, 28 giu. (askanews) – Il Piano Nazionale Oncologico 2023-2027, adottato il 26 gennaio 2023 con Intesa in Conferenza Stato-Regioni, mira a definire un complessivo approccio al cancro delineando, anche in coerenza con il Piano europeo contro il cancro 2021 (Europe’s Beating Cancer Plan), obiettivi ambiziosi, ma perseguibili e misurabili in tema di promozione della salute e prevenzione, individuazione precoce e diagnosi, presa in carico e cura. Nella visione nazionale e regionale, a fianco della Rete Oncologica, saranno determinanti le reti integrate di supporto: l’organizzazione a rete è l’unico modello possibile per garantire un accesso e una presa in carico pronta, uniforme ed equa al paziente.
Il convegno ‘Sos: focus oncologia Lazio, un cantiere in costruzione di cui le fondamenta sono le reti’, organizzato da Dreamcom presso la sede della Regione Lazio, ha dato luogo a un dibattito tra rappresentanti istituzionali ed esperti del settore sul tema dello sviluppo di una rete oncologica integrata e diretta ai bisogni del paziente. Obiettivo del convegno è stato quello di porre l’attenzione al contributo delle rappresentanze delle categorie professionali e dei cittadini all’implementazione dei modelli di rete, con un focus finale sull’evoluzione della figura del farmacista ospedaliero nelle Breast Unit. L’evento, che ha visto la moderazione della Prof.ssa Carla Bruschelli, è stato introdotto dal saluto istituzionale del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: ‘Il tema è fondamentale, siamo a lavoro insieme al nuovo Direttore Generale della Sanità Andrea Urbani, per ridefinire la rete oncologica. (…) La Sanità del Lazio, soprattutto nel panorama oncologico, è ancora romanocentrica in maniera importante. (…) Non posso permettere che una persona da Frosinone, Latina o Rieti, per trovare un’adeguata risposta, debba arrivare fino a Roma. Anche per le cure oncologiche in day hospital ci sarà un’attenta rivisitazione della mobilitazione e della mobilità dei nostri pazienti e utenti. Questa è l’attenzione massima che stiamo cercando di dare in ottica anche della razionalizzazione della spesa. In questo momento, la Rete è rimasta penalizzata e intrappolata in un Piano di rientro che è stato portato avanti in un’ottica solo economica, quando doveva essere accompagnato da un’ottica di visione dei bisogni dei territori. Il nostro è un percorso che richiederà un po’ di tempo, ma l’accompagnamento deve essere dolce e non traumatico, perché in mezzo c’è la vita e la dignità delle persone. (…) Si tratta di una trasformazione importante che speriamo possa mettere fine a questa mobilità inaccettabile’.
Ad aprire i lavori l’intervento di Elio Rosati, Segretario regionale Cittadinanzattiva Lazio, che ha sottolineato l’urgenza di un nuovo modello organizzativo attraverso un dato: ‘La base per ogni tipo di decisione politica sono i dati: 50.000 nuovi casi di tumori in Regione Lazio’. A portare alla luce l’importanza del modello reticolare Paolo Marchetti, Presidente FMP, che sottolinea come la Regione Lazio sia arrivata a un ‘Comprehensive Cancer Network, un collegamento operativo tra tutti coloro che si occupano di oncologia per evitare che sia il paziente a dover trovare una risposta eccellente ai suoi bisogni. Il Network vuole identificare un percorso idoneo a rispondere alle esigenze dei pazienti, ma bisogna superare le difficoltà in termini di condivisione dei dati’.
Alessandra Fabi, Coordinatrice AIOM Lazio, si è concentrata sul tema della cura, sottolineando l’importanza della formazione e della ricerca: ‘Quest’anno abbiamo fatto un censimento di tutti gli studi clinici presenti in Regione: il Lazio è ricco di studi clinici, nelle diverse patologie ne sono stati contati circa 200. Questo serve a tutti i clinici per indirizzare i pazienti nel loro percorso di cura’. A rappresentare la categoria dei farmacisti Marcello Pani, Segretario Nazionale SIFO, che ha sottolineato come ‘la figura trasversale del farmacista sia in questo ambito particolarmente rappresentativa, perché interveniamo in tutti i processi che servono a garantire l’accesso alle terapie.’ Coerentemente con il modello a rete a tema del convegno, sottolinea anche che ‘Il paradigma della gestione delle terapie personalizzate ci impone un modello organizzativo di condivisione e di un team multidisciplinare’.
Rosario Mete, Presidente CARD Lazio, porta alla luce le esperienze positive: ‘Il 13 giugno abbiamo fatto in Regione Lazio una selezione delle migliori esperienze di sanità pubblica distrettuale, attribuendo anche dei premi con una giuria indipendente delle Università di Roma. Si è classificato al terzo posto il Centro di Oncologia Territoriale della Casa della Salute di Aprilia: abbiamo dunque dimostrato che è possibile fare assistenza oncologica sul territorio, e dobbiamo esportare anche altrove questo esempio positivo’. Allo stesso tempo però, evidenzia la necessità di un nuovo modello: ‘Un’assistenza domiciliare adiuvata dalle forme di telemedicina può essere la svolta, ma c’è bisogno di superare gli ostacoli che la bloccano’. Dello stesso parere Teresa Gamucci, Delegato regionale Lazio CIPOMO: ‘Bisogna prendere iniziative che già sono state elaborate sulla carta e che parlano di prossimità: dovremmo traghettare con garbo e disponibilità una serie di pazienti che non hanno bisogno di venire in un ospedale per acuti; il follow up dopo i 5 anni dovrebbe essere delegato con incontri telematici’. A rappresentanza della categoria degli anatomopatologi Claudio di Cristofano, Presidente SIAPEC Lazio: ‘Con la rete si abbattono i tempi: in media ci vogliono 15-20 giorni per una diagnosi, a causa di una carenza di organico e un aumento dei pazienti. Da quel momento passano fino a 60 giorni per ricevere la conferma della diagnosi e l’inizio di un percorso di cura. La rete diventa essenziale perché il paziente, appena ricevuta una diagnosi, deve avere chiaro il percorso’. Ad introdurre la tavola rotonda dal titolo ‘Il network tecnico che garantisce l’accesso alle cure e l’evoluzione della figura del farmacista ospedaliero’ è stato Francesco Saverio Mennini, Docente di Economia Politica ed Economia Sanitaria presso l’Università degli studi di Roma ‘Tor Vergata’: ‘L’approccio da adottare per le scelte in sanità è di medio-lungo periodo, considerando i costi come investimenti. Lo screening diventa così un investimento in quanto fa emergere velocemente le patologie del paziente, andando a ridurre mortalità e disabilità, e portando un impatto positivo in termini di costi nel sistema sanitario, sociale e previdenziale; questi indicatori andrebbero considerati nella misurazione dei risultati, ribilanciando i modelli di valutazione attuali’. Claudio Oreste Buonomo, Responsabile UOS di Chirurgia Senologica presso il Policlinico ‘Tor Vergata’, anche sulla base della sua esperienza nel territorio di Tor Bella Monaca, ha affermato che ‘i medici di base e le farmacie sono il punto di partenza per il territorio, per capire quali sono le reali esigenze dei pazienti’. A sottolineare l’importanza del ruolo del farmacista all’interno degli ospedali Daniele Santini, Direttore UOC Oncologia Medica del Policlinico Universitario Umberto I: ‘È necessario introdurre la figura del farmacista ospedaliero nei PDTA, fondamentale in termini di disponibilità dei farmaci, indicazione, programmazione, appropriatezza e risparmio economico’. In accordo anche l’intervento di Teresa Gamucci: ‘I farmacisti sono un elemento imprescindibile affinché l’oncologia possa performare in modo efficace. Nei trattamenti oncologici, ai pazienti vengono spesso somministrati anche 4 farmaci nella stessa seduta, ed è imprescindibile un rapporto di fiducia reciproca e di comprensione’. Alessandra Fabi ha sottolineato il ruolo empatico del farmacista: ‘Il passaggio da una mano all’altra del farmaco passa proprio dal farmacista, ed è un passaggio non solo fisico ma comunicativo, perché la maggior parte dei farmacisti parla con i pazienti dopo la prescrizione dei farmaci da parte dell’oncologo’. A chiudere l’evento Claudio Pisanelli, Referente Nazionale SIFO, che restituisce valore alle professioni invisibili, tra cui quella del farmacista ospedaliero, che ha definito ‘tanto invisibile quanto presente e utile in tutti i diversi percorsi’. Infatti, fa notare come la figura del farmacista non sia citata ‘nemmeno nei decreti, nel PNRR, nella delibera delle reti e nella maggior parte dei PDTA’ pur essendo di fondamentale importanza nei percorsi di oncologia. I dati. Il Registro Tumori Regionale riporta un numero di nuovi casi nel 2018 di circa 36.000 distribuiti equamente tra i generi, di cui la metà residenti nel comune di Roma, poco più di 3000 casi nelle province di Latina e Frosinone, 2000 a Viterbo e circa 1000 residenti nella provincia di Rieti. Il 13,4% di tutti i tumori riguarda la mammella (solo donne), mentre l’11,9% riguarda il colon-retto e ano ed il 10,7% i bronchi e polmoni. I tumori ematologici rappresentano il 6,1% dei tumori. Il tasso standardizzato di mortalità per gli uomini risulta pari a 325 per 100.000 residenti ed è in diminuzione (393 per 100.000 nel 2008); anche per le donne il tasso standardizzato di mortalità è in calo (da 218 per 100.000 nel 2008 a 197 per 100.000 nel 2018). Fonte:https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/documentazione/SAN-DD-G01829-14-02-2023-Allegato1.pdf
Schillaci: nessuna intenzione di smantellare sanità pubblica, anziRoma, 28 giu. (askanews) – “Non ho nessuna intenzione di smantellare la sanità pubblica, anzi la voglio rafforzare. Ci credo fortemente, perché la sanità pubblica è stata per anni un fiore all’occhiello per la nostra nazione e deve continuare a esserlo. Soprattutto non smetterò mai di ricordare la qualità dei nostri operatori sanitari che tra mille difficoltà continuano a sacrificarsi, a lavorare, a dare il meglio”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al Senato al convegno “Agenas festeggia trent’anni: tra passato, presente e futuro” organizzato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
“Il mondo è cambiato, siamo nel terzo millennio, c’è stata la pandemia. Credo che la sanità – ha aggiunto Schillaci – vada ripensata, riorganizzata in maniera più moderna. Poi è chiaro che ci vogliono anche le risorse che, come ripeto sempre, vanno intanto destinate a gratificare chi ha lavorato e continua a lavorare. Io poi ho sempre fatto il medico e ho sempre e solo lavorato nel servizio pubblico. Non fa parte della mia cultura pensare minimamente di smantellare il Servizio sanitario pubblico”.
Nasce il più grande network di economia circolare in ItaliaRoma, 28 giu. (askanews) – Circularity, PMI innovativa dell’economia circolare, presenta la nuova versione della piattaforma dedicata al recupero e alla valorizzazione dei materiali di scarto industriali lungo tutta la filiera. Nata nel 2018, Circularity è tra le prime aziende tecnologiche ad aver ottenuto lo status di Società Benefit: tra i suoi obiettivi di business, infatti, uno dei principali consiste nel creare condizioni che favoriscano la prosperità sociale e ambientale del contesto nel quale opera.
“Lo sforzo e l’impegno profuso da Circularity – commenta Camilla Colucci, CEO di Circularity – è stato quello di studiare e implementare uno strumento allineato con la normativa ambientale che dia un valore aggiunto alle imprese affinché possano valutare il partner più efficiente per gestire i propri rifiuti dal punto di vista ambientale e tracciare i propri scarti per rendicontare il dato reale del proprio livello di circolarità” – . Già nel 2018, la prima versione della Circularity Platform si collocava in questo scenario con l’obiettivo di ampliare il raggio di collaborazione tra aziende in ottica di simbiosi industriale e favorire così lo scambio di informazioni utili allo sviluppo di filiere produttive più circolari. Ai fini della promozione dell’economia circolare, infatti, lo sviluppo di piattaforme digitali assume un ruolo fondamentale, consentendo ai diversi attori coinvolti di collaborare per estendere il ciclo di vita dei prodotti.
Rispetto alla versione precedente della piattaforma, l’innovazione digitale rappresenta uno dei principali punti di forza della nuova versione della Circularity Platform, grazie all’applicazione di modelli di calcolo avanzati di elaborazione di dati che classificano gli operatori in base a parametri ambientali, e sistemi di geolocalizzazione che consentono la tracciabilità dell’intera filiera dei rifiuti, dei sottoprodotti e dei materiali end of waste, per i quali fin ad oggi non esisteva un sistema dedicato. I dati più recenti indicano un peggioramento dell’indice globale di circolarità dell’economia mondiale che misura la quota di materiali provenienti dal riciclo sul totale dei materiali consumati: scende dal 9,1% nel 2018 al 7,3% nel 2022 (Circularity Gap Report 2023).
Nel 2022 l’Italia ha pubblicato il documento che riassume la Strategia Nazionale di Economia Circolare, evidenziando come la digitalizzazione (Internet Of Things, blockchain, piattaforme di tracciabilità e product passport) assuma un ruolo strategico per consentire l’adozione di nuovi modelli di business che massimizzino la circolarità dei prodotti, la tracciabilità dei flussi di materia e dei rifiuti per comprendere il vero valore economico dei rifiuti trattati e il loro reale impatto ambientale. La piattaforma georeferenziata di Circularity si rivolge a produttori, trasportatori, utilizzatori e start up, permettendogli di: – Gestire secondo un modello circolare i propri scarti, generando materie prime seconde per nuovi cicli produttivi e aumentando le percentuali di recupero dei propri scarti – Individuare i partner più virtuosi sul territorio e definire accordi commerciali per la gestione circolare della materia in tutte le fasi – Tracciare e monitorare il percorso dei materiali di scarto per acquisire maggiore conoscenza circa le destinazioni e le performance ambientali dei propri fornitori – Quantificare la CO2 equivalente della gestione ambientale dei materiali consentendo alle imprese di effettuare una scelta consapevole dal punto di vista di impatto ambientale, condividendo nell’ecosistema il valore aggiunto dato dalle emissioni evitate – Ridurre il costo del trattamento dei rifiuti e individuare soluzioni economiche migliorative sui volumi prodotti
La piattaforma consente alle imprese di trovare nuove fonti di approvvigionamento di materiali riciclati, creare una vera e propria rete di partner con la quale dialogare e ideare soluzioni direttamente in piattaforma, ma anche di utilizzare tool digitali per misurare le proprie performance ESG e quelle della propria supply chain. E poiché l’informazione e la consapevolezza delle proprie azioni è condizione essenziale per poter cambiare lo status quo attuale dei processi industriali, la piattaforma offre anche la possibilità di seguire corsi di formazione sulla sostenibilità e l’economia circolare e di essere informati su quanto avviene nel settore, grazie alle notizie selezionate giornalmente da Renewable Matter, rivista di eccellenza del settore. Un portale adatto ad ogni impresa, di ogni dimensione, dalle microaziende fino alle multinazionali più grandi player del tessuto industriale. Perché l’economia circolare è un patrimonio comune che ha bisogno del contributo di tutti. Ad oggi l’utilizzo della Circularity Platform è disponibile sia in modalità gratuita (Freemium) che in modalità premium: tutte le aziende possono entrare gratuitamente nel network dell’economia circolare creato da Circularity.
Cereali, in Emilia Romagna calo produttivo medio del 20%Roma, 28 giu. (askanews) – Per il secondo anno consecutivo, l’Emilia-Romagna registra un calo medio della produzione cerealicola oltre il 20%, secondo le stime di Confagricoltura Emilia Romagna.
Dall’analisi effettuata sul raccolto 2023 emerge infatti una regione spaccata in due dall’alluvione, con dati molto al di sotto della media nell’areale colpito da inondazioni e piogge torrenziali (Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna ma anche parte del Bolognese e del Ferrarese). Valori che via via migliorano spostandosi verso ovest (Parma e Piacenza), dove raggiungono punte più che soddisfacenti considerando l’annata. Il territorio sconta per altro la perdita totale del raccolto su 13 mila ettari di grano e orzo rimasti sott’acqua per più di tre giorni, difficoltà nella trebbiatura dovute all’eccesso di terra e fango e raccolti ancora irraggiungibili in collina.
“Come la siccità l’anno passato, così l’alluvione ha tagliato la produzione cerealicola 2023 – spiega il presidente della sezione cereali di Confagricoltura Emilia Romagna Lorenzo Furini – con rese che in regione si fermano mediamente a 60-62 quintali a ettaro per il grano tenero e 45-47 quintali a ettaro per il duro. Varietà precoci (es. Bandera), che rispondono meglio delle tardive: queste ultime sono state danneggiate dal maltempo nel momento più delicato, nella fase di maturazione lattea. Si stimano nel complesso standard qualitativi medio-bassi, ma il prodotto è salubre”. Confagricoltura Emilia Romagna teme la disaffezione verso il grano duro. “L’Emilia-Romagna è la terza regione per ettari coltivati a grano duro dopo Puglia e Sicilia – la prima al Nord – e negli ultimi due anni ha visto incrementare del 60% la superficie investita, anche sulla spinta di filiere d’eccellenza come quella della pasta, ma ora rischia un rallentamento molto forte degli investimenti per scarsa redditività”.