Vino, Consorzio Brunello: 15 luglio torna l’evento “Red Montalcino”Milano, 26 giu. (askanews) – Sarà una “festa del vino pop” quella di “Red Montalcino”, l’evento del Consorzio del vino Brunello di Montalcino interamente dedicata al Rosso della Denominazione, la cui seconda edizione è in programma sabato 15 luglio alla Fortezza medievale del borgo senese.
“Abbiamo pensato a un evento inclusivo anche per i winelover, in grado di evidenziare l’anima versatile e identitaria di un prodotto che sta raggiungendo la piena maturità qualitativa” ha spiegato il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci, sottolineando che “i risultati sono evidenti: ‘Red Montalcino’ sarà ospitato per la prima volta nella Fortezza simbolo della Rocca senese, e qui il racconto sarà affidato direttamente ai produttori e ai loro vini”. La manifestazione si aprirà alle 18 con un “walk around tasting” con 70 produttori, seguito dall’apertura alle 20 dei “food corner” con specialità gastronomiche regionali, vegan e fusion.. Dalle 21, sarà attiva l’enoteca collettiva con servizio sommelier, mentre la mixology sarà la protagonista a partire dalle 22. Ad animare il format sotto le stelle anche un palinsesto musicale dalle 19 alle 24.
Nel 2022, secondo l’Osservatorio prezzi del Consorzio, il Rosso di Montalcino ha registrato una crescita in valore del 19% rispetto all’anno precedente, con una variazione positiva anche nei volumi commercializzati dell’11%. Secondo il panel monitorato, che rappresenta il 28% della capacità produttiva della Doc, cresce sensibilmente a valore il mercato interno che incide per oltre la metà delle vendite (+23%) mentre tra le piazze estere si distingue il balzo della domanda statunitense (+47%). La Doc Rosso di Montalcino conta su 510 ettari vitati e una produzione che si aggira in media su 4-4,5 milioni di bottiglie l’anno. I principali mercati di riferimento sono l’Italia, gli Stati Uniti, il Canada, la Svezia e la Germania.
Aston Martin: accordo con Lucid per fornitura batterie e motori bevMilano, 26 giu. (askanews) – Aston Martin ha siglato un accordo di fornitura con l’americana Lucid Group per la fornitura di propulsori e batterie per i futuri veicoli elettrici della casa inglese. Aston Martin nell’ambito della strategia di sostenibilità Racing. Green. prevede un investimento di oltre 2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per favorire la transizione verso la mobilità elettrica. “L’accordo di fornitura con Lucid rappresenta una svolta per la crescita di Aston Martin, che sarà guidata dai veicoli elettrici. Insieme a Mercedes-Benz, ora abbiamo due fornitori tra i migliori al mondo, pronti a sostenere lo sviluppo e gli investimenti che stiamo facendo per realizzare la nostra strategia di elettrificazione. Grazie alla partnership con Geely, recentemente annunciata, avremo anche l’opportunità di accedere alla loro gamma di tecnologie e componenti, oltre che alla loro profonda conoscenza del mercato cinese. Nel complesso, l’annuncio di oggi rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione delle nostre ambizioni future”, ha dichiarato Lawrence Stroll, presidente esecutivo di Aston Martin. Aston Martin sta sviluppando una piattaforma Bev che costituirà la base dell’intera futura gamma di modelli elettrificati dell’azienda, dalle hypercar alle auto sportive, dalle GT ai Suv. Il primo lancio è previsto per il 2025. Prima di allora, Aston Martin consegnerà la sua prima ibrida plug-in – la supercar a motore centrale Valhalla – nel 2024, ed entro il 2026 tutte le nuove linee di modelli Aston Martin saranno dotate di propulsione elettrificata come optional, con l’obiettivo di rendere la gamma principale completamente elettrificata entro il 2030. Aston Martin proseguirà anche la collaborazione con Mercedes-Benz per la fornitura di una serie di tecnologie, tra cui sistemi di propulsione e architetture elettroniche, compresi i veicoli con motore a combustione interna, ibridi ed elettrici. La nuova piattaforma Bev è caratterizzata da un’alta efficienza del sistema di batterie, che comporta vantaggi in termini di packaging e massa; dalla tecnologia dell’inverter che controlla la velocità e l’efficienza dello scarico e del recupero dell’energia; e dalla tecnologia twin motor che facilita la regolazione continua della coppia vettoriale sulle quattro ruote. A portare il suo contributo in questa nuova sfida è Aston Martin Performance Technologies (Ampt), braccio di consulenza del team di F1 Aston Martin Aramco Cognizant. Parallelamente Aston Martin sta lavorando con altri partner come Brembo per lo sviluppo di una nuova tecnologia brake-by-wire per il controllo elettronico della compressione e ritrazione delle pastiglie dei freni, aumentando così l’autonomia del veicolo. Con Pirelli invece Aston Martin è pronta a presentare l’ultima generazione di pneumatici P Zero R con il Pirelli Cyber Tyre: un sistema di sensori che raccoglie un’ampia gamma di dati per calcolare un’autonomia reale più accurata.
Vino, ad Attilio Scienza il Premio Khail 2023 di Civiltà del bereMilano, 26 giu. (askanews) – “Per l’infaticabile impegno nella promozione del vino italiano di pregio nel mondo” il professore e agronomo Attilio Scienza ha ricevuto il Premio Pino Khail 2023, assegnato dalla storica rivista italiana di vino e cultura gastronomica “Civiltà del bere”. La premiazione è avvenuta durante “VinoVip al Forte”, appuntamento biennale organizzato dal periodico che in questi giorni ha riunito a Forte dei Marmi (Lucca) il meglio della produzione enologica italiana.
“Abbiamo deciso di premiare in questa edizione di VinoVip uno dei massimi esperti del mondo del vino italiano e internazionale” ha dichiarato il direttore di Civiltà del bere, Alessandro Torcoli, spiegando che “il nostro vuole essere un riconoscimento all’appassionata opera di ricerca, informazione e cultura del sistema vitivinicolo che Scienza svolge da decenni e che, mettendo in contatto studi scientifici, genetica e antropologia, ha formato e continua ad essere un punto di riferimento per generazioni di operatori del settore”. Il premio è stato ideato proprio da Alessandro Torcoli per ricordare il giornalista Pino Khail, fondatore della rivista nonché pioniere del vino di qualità italiano. Dopo Lucio Caputo, Presidente Iw&Fi (premiato nel 2011), Lucio Tasca d’Almerita (2013), Piero Antinori (2015), Pio Boffa della Pio Cesare (2017), Cesare Pillon (2018), Piero Mastroberardino (2019) e Chiara Lungarotti (2022) quest’anno è stata la volta di Scienza, che ha insegnato alla Statale di Milano ed è stato direttore dell’Istituto agrario di S. Michele all’Adige. Gli è stato assegnato il Premio AEI per la ricerca nel 1991, il Premio Internazionale Morsiani nel 2006, il premio OIV-Parigi Viticoltura per il miglior libro scientifico su tematiche viticole e della sulla cultura della vite nel 2003, 2008, 2011 e 2012 e 2017. Scienza è autore di 380 pubblicazioni scientifiche e di 32 testi a stampa che trattano argomenti tecnici e culturali.
Tribunale brevetti, Sala: risultato di un grande lavoro congiuntoRoma, 26 giu. (askanews) – “Felice per Milano sede della terza sezione del Tribunale Europeo dei Brevetti. È il risultato di un grande lavoro congiunto, che ci ha sempre visto in prima linea. Al lavoro per dimostrare la validità della scelta e per ampliare con il Governo le deleghe che ci sono state assegnate”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Milano Beppe Sala dopo la notizia, diffusa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che Milano diverrà la sede la terza sezione del Tribunale Europeo dei Brevetti.
I dati del Libro bianco: il 34% dei detenuti entra in carcere per detenzione di drogaRoma, 26 giu. (askanews) – “Il 34 per cento dei detenuti entra in carcere per detenzione di droga. Quasi il doppio della media dei Paesi dell’Unione europea”. Lo si spiega sul Libro bianco realizzato da associazioni e sindacati dove si sottolinea che “oltre il 40 per cento di chi entra in carcere usa droghe. Si tratta di un catastrofico record negli ultimi 17 anni”. E “dopo 32 anni di applicazione del Testo Unico sulle droghe Jervolino-Vassalli, i devastanti effetti penali (dell’articolo 73 in particolare) sono sotto gli occhi di tutti. La legge sulle droghe continua a essere il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri”.
“Dopo 32 anni di applicazione del Testo Unico sulle droghe Jervolino-Vassalli, i devastanti effetti penali (dell’art. 73 in particolare) sono sotto gli occhi di tutti. La legge sulle droghe continua a essere il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri”. Così si afferma nel Libro bianco sulle droghe promosso da Società della Ragione, Forum Droghe, Antigone, Cgil, Cnca, Associazione Luca Coscioni, ARCI, LILA e Legacoopsociali con l’adesione di A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica Cgil, Gruppo Abele, Itardd e Itanpud. Inoltre si spiega che “la legislazione sulle droghe e l’uso che ne viene fatto sono decisivi nella determinazione dei saldi della repressione penale: la decarcerizzazione passa attraverso la decriminalizzazione delle condotte legate alla circolazione delle sostanze stupefacenti così come le politiche di tolleranza zero e di controllo sociale coattivo si fondano sulla loro criminalizzazione. Basti pensare che in assenza di detenuti per art. 73 o di quelli dichiarati ‘tossicodipendenti’, non vi sarebbe il problema del sovraffollamento. carcerario, come indicato dalle simulazioni prodotte”. Insomma, per il report delle associazioni: dopo 33 anni di applicazione non si può più considerare questi come effetti collaterali della legislazione antidroga, ma come effetti evidentemente voluti.
La ministra Santanchè: risponderò su tutto, la maggioranza è più compattaRoma, 26 giu. (askanews) – “Quando i capigruppo decideranno, ci ho sempre messo la faccia e continuerò a mettercela. Mi sembra che la maggioranza sia non solo compatta, ma più compatta: dovete cercare altre cose per far sì che la maggioranza non sia compatta. Risponderò su tutto, sono 23 anni che faccio politica, la faccia ce l’ho sempre messa”. Così il ministro del Turismo Daniela Santanchè, rispondendo ai giornalisti a margine del suo intervento alla 20esima edizione di Futuro Direzione Nord alla Fondazione Stelline, a Milano.
“Se sono serena? Serena porta sfiga”, ha detto ancora.
SOS gambe gonfie, in estate ne soffre una donna su dueRoma, 26 giu. (askanews) – Quando la temperatura sale, la circonferenza di gambe e caviglie aumenta. Gonfiore, pesantezza e, in alcuni casi, anche un fastidioso formicolio che, in estate, colpisce ben 1 donna su 2, il triplo rispetto a quanto avviene in inverno. Neanche gli uomini ne sono immuni, anche se tendono a ignorare e sottovalutare il problema molto più di quanto facciano le donne. A mettere in guardia dal rischio linfedema, in vista di quella che potrebbe essere la stagione estiva più calda di sempre, è Corrado Campisi, presidente del Congresso Mondiale di Linfologia che si terrà a Genova dall’11 al 15 settembre, e docente di Chirurgia Plastica all’Università di Catania. L’evento, che riunirà medici, chirurghi, infermieri, fisioterapisti, podologi e molti altri specialisti, provenienti da tutto il mondo, rappresenta un’opportunità di aggiornamento nel trattamento delle patologie linfatiche e di confronto sulle principali novità tecnologiche “Quando si parla di gambe gonfie e circolazione il pensiero va direttamente al sangue, che attraverso la spinta del cuore scorre nelle arterie e nelle vene del nostro corpo – spiega Campisi, considerato uno dei massimi specialisti in Chirurgia e Microchirurgia del Sistema Linfatico e co-fondatore della Campisi Clinic -. Tuttavia, oltre alle grandi ‘autostrade’ del sistema circolatorio sanguigno, fatte da arterie, vene e capillari, c’è anche un’intricata rete rappresentata dal sistema linfatico che trasporta proteine, liquidi e lipidi. Questo sistema, costituito da vasi linfatici e linfonodi, consente alla linfa di essere drenata nei tessuti corporei, in ogni punto del nostro organismo, prima di riversarsi nel torrente circolatorio sanguigno. Un malfunzionamento di questa rete può portare a un anomalo rigonfiamento di mani, braccia o gambe. A volte così estesi da sembrare arti ‘da elefanti’”.
Sono due le principali forme di linfedema. Quelle “primarie”, dovute a malformazioni congenite dei vasi del sistema linfatico, e quelle “secondarie”, dovute a eventi avversi esterni che alterano la normale funzione del sistema linfatico, come l’asportazione dei linfonodi e la radioterapia, entrambi previsti nei trattamenti oncologici. Si stima che nel mondo siano 350 milioni le persone con lifedema, 2 milioni solo in Italia. Numeri in forte crescita, nel nostro Paese circa 40mila in più all’anno. “Quando la circolazione linfatica delle nostre gambe presenta delle anomalie si verifica un accumulo di liquidi nei tessuti e quando questo stato, come spesso avviene, si associa a un’insufficienza anche del circolo venoso degli arti il quadro si complica – sottolinea Campisi -. Non si tratta solo di un problema estetico, pur rilevante in considerazione del fatto che in estate si può far fatica a camminare o addirittura a indossare le scarpe. I liquidi che non riescono a essere drenati possono diventare talmente densi, per via dell’alto contenuto di proteine, che può arrivare a compromettere la corretta ossigenazione dei tessuti, predisponendoli ad arrossamenti, eczemi, dermatiti, ulcere ed infezioni”. La buona notizia è che è possibile ridurre i rischi, prevenendo le complicazioni. Esistono vari livelli di trattamento a seconda della gravità del linfedema: da semplici cambiamenti nello stile di vita a farmaci, fisioterapia o anche chirurgia mini-invasiva. “A fare la differenza è la diagnosi tempestiva del problema, che può avvenire solo individuando i primi campanelli d’allarme – suggerisce lo specialista -. Inizialmente i sintomi possono essere sfumati e difficili da intercettare in estate: i più comuni sono pesantezza alle gambe e caviglie gonfie, che molto spesso si ritengono ‘normali’ e quindi trascurabili. Ciò che invece non può essere ignorata è l’eventuale difficoltà con cui le gambe si sgonfiano: se non si riescono ad ottenere benefici sollevamendole e rinfrescandole con getti d’acqua fredda, è bene rivolgersi a uno specialista”.
Al medico, inizialmente, basta un solo dito per verificare che c’è un problema. “Alla pressione esercitata dal dito su caviglia o gamba si può verificare che, per qualche secondo, si forma una sorta di fossetta, un segno evidente di una disfunzione linfatica – dice Campisi -. All’osservazione clinica bisognerebbe dunque associare anche un EcoColorDoppler per lo studio del circolo venoso e una linfoscintigrafia per verificare la presenza di ingorghi linfatici”. A quel punto ci sono vari livelli di trattamento: si va da semplici cambiamenti nello stile di vita, come evitare il fumo o lo stare fermi in piedi per molto tempo, all’utilizzo di calze elastiche, che esercitano una spinta compressiva graduata drenando i liquidi dalla caviglia verso l’alto. E poi la terapia farmacologica con ad esempio benzopironi, antibiotici, antimicotici, dietilcarbamazina, diuretici fino al drenaggio manuale linfatico con un fisioterapista specializzato, al drenaggio meccanico con ad esempio la pressoterapia o all’uso di bendaggi multistrato ed esercizi di ginnastica.
Molto più recente è il ricorso alla microchirurgia che è in grado di risolvere l’”ingorgo” linfatico, agendo direttamente sulla causa, prevenendo in questo modo le recidive. “Le procedure chirurgiche attualmente disponibili per il trattamento del linfedema sono molteplici – spiega Campisi -: si va dai bypass linfaticovenosi che hanno l’obiettivo di creare uno scarico fisiologico periferico con cui risolvere l’ostruzione al trapianto autologo di tessuto linfatico e/o linfonodi con lo scopo di creare un nuovo sistema di drenaggio linfatico nell’arto colpito, fino a vere e proprie liposuzioni guidate dalla navigazione linfatica”. L’esperto è anche l’ideatore di una nuova tecnica di “liposuzione a ultrasuoni”, che sfrutta le onde sonore per “sciogliere” gli ingorghi linfatici e agevolare la procedura chirurgica. In occasione del congresso ISL gli specialisti avranno l’occasione di confrontarsi sulle ultime tecniche microchirurgiche sul sistema linfatico.
A Cantina Arnaldo Caprai il premio Unhcr per integrazione rifugiatiMilano, 26 giu. (askanews) – L’azienda agricola Arnaldo Caprai di Montefalco (Perugia) è stata insignita dall’Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino del prestigioso riconoscimento “Welcome. Working for refugee integration”, unica Cantina italiana ad essere premiata tra le aziende che hanno contribuito ad una società più inclusiva nei confronti di chi è stato costretto a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni.
Lo ha annunciato la stessa azienda, ricordando che dal 2016 la Arnaldo Caprai ha iniziato un percorso di collaborazione con la Caritas di Foligno e altre associazioni locali impegnate nel sociale per l’inserimento di immigrati nel mondo del lavoro, arrivando a trovare un impiego in Cantina a oltre 200 richiedenti asilo. Solo nell’ultimo triennio sono stati oltre cinquanta quelli provenienti dal Nord Africa che hanno lavorato in vigneto durante diversi periodi dell’anno. La collaborazione ha dato risultati molto promettenti visto che oltre il 60% dei migranti entrati in azienda ha riconfermato la presenza negli anni successivi stabilizzando la propria posizione lavorativa. “Siamo onorati di aver ricevuto questo riconoscimento di grandissimo valore etico e morale” ha dichiarato Marco Caprai, aggiungendo che “la sostenibilità di un’azienda non si sostanzia e non si risolve nella sola declinazione ambientale ed economica, perché un’impresa, a maggior ragione se agricola, e ancora di più se di vino, è parte integrante e attiva del territorio, protagonista anche della sua sostenibilità sociale. Negli ultimi anni siamo cresciuti e abbiamo quindi avuto la necessità di manodopera – ha aggiunto Caprai – ma anche la ferma volontà di affidarci a pratiche contrattuali limpide e giuste, grazie alla consulenza degli esperti di Confagricoltura, evitando di affidarci a ditte esterne per la manodopera necessaria: il welfare è un tema importante e serio per un’impresa che voglia essere realmente sostenibile”.
I migranti che hanno trovato il loro futuro nella celebre cantina umbra “sono ragazzi che si prestano al sacrificio, arrivano alle 6 di mattina, tanti di loro in bicicletta, facendo 6-7 chilometri, alcuni in motorino e, via via che le condizioni economiche lo permettono, in automobile” ha ricordato Marco Caprai, sottolineando che “sono una risorsa importante e spesso e volentieri sono la parte migliore dei Paesi da cui scappano: molti di loro hanno studiato, ed è bello vedere che qui trovano un’opportunità, un posto in cui mettere radici. È una storia – ha concluso – che sfata il mito dell’immigrazione che è soltanto un problema: non è così”. Il lavoro e la formazione degli addetti sono da sempre al centro degli interessi della Arnaldo Caprai, per questo motivo sviluppa programmi di training per sviluppare il potenziale dei propri dipendenti nel medio lungo termine ed è anche sede del corso ITS agroalimentare dell’Umbria per il settore vitivinicolo. Nei cinque anni di corso oltre 100 studenti hanno seguito lezioni in azienda e operato direttamente in vigneto e cantina e una dozzina di loro sono stati poi assunti al termine del corso.
Pensioni, Sbarra: accelerare su riforma, subito cronoprogrammaRoma, 26 giu. (askanews) – “Chiediamo un’accelerazione sulla riforma delle pensioni. Dobbiamo lavorare per superare le rigidità della legge Fornero e restituire alle pensioni una flessibilità, una sostenibilità, e una inclusività”. Lo ha detto il leader della Cisl, Luigi Sbarra, prima di entrare al ministero del Lavoro.
“Chiediamo un cronoprogramma di incontri tecnici per entrare nel merito delle priorità, per sapere quali risorse saranno messe in vista della legge di bilancio – ha aggiunto – serve introdurre la pensione di garanzia per i giovani e ripristinare i requisiti di Opzione donna. Infine, un grande piano informativo per l’adesione alla previdenza complementare aprendo un nuovo periodo di silenzio-assenso”.
Prigozhin è sotto inchiesta per insurrezione. Il ministro della Difesa Shoigu visita le truppe in UcrainaRoma, 26 giu. (askanews) – Il fondatore della compagnia militare privata russa Wagner Evgeny Prigozhin rimane sotto inchiesta per organizzazione di insurrezione armata, scrive il quotidiano Kommersant, citando una fonte della Procura generale russa.
Secondo questa fonte, la decisione di avviare un procedimento penale ai sensi dell’art. 279 del codice penale non è stato ancora cancellato e le indagini proseguono: è passato troppo poco tempo per prendere una decisione diversa, fa osservare l’interlocutore di Kommersant. In precedenza, il Cremlino ha affermato che i combattenti Wagner non sarebbero stati ritenuti responsabili, le accuse nei confronti di Prigozhin non avrebbero avuto seguito giudiziario e che il capo del gruppo Wagner sarebbe andato in Bielorussia.
Intanto, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha visitato le truppe in Ucraina, la sua prima apparizione pubblica dopo la vicenda dell’ammutinamento del Gruppo Wagner nel fine settimana. Lo ha riferito l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Shoigu non ha commentato la rivolta, durante la quale il capo del gruppo di mercenari Yevgeny Prigozhin ha chiesto al ministro della Difesa di incontrarlo a Rostov prima di revocare l’ammutinamento.
In un post su Telegram, Ria Novosti ha riferito che Shoigu ha incontrato il colonnello generale Nikiforov, comandante del raggruppamento “occidentale”: “Il ministro ha inoltre prestato particolare attenzione all’organizzazione del supporto alle truppe coinvolte nell’operazione militare speciale e alla creazione delle condizioni per il dispiegamento sicuro del personale”.