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Tag: Sanremo 2023

Mps, ok cda a lista: Palermo, Passera e Vivaldi indicati per ruolo Ad

Mps, ok cda a lista: Palermo, Passera e Vivaldi indicati per ruolo Ad

Milano, 4 mar. (askanews) – Via libera dal cda di Mps alla lista da 20 nomi per il rinnovo del board previsto con l’assemblea di aprile: Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi sono indicati come possibili candidati al futuro posto di amministratore delegato. Lo si apprende da fonti finanziarie. Confermato alla presidenza Nicola Maione.

Il board ha quindi recepito la proposta del Comitato nomine che ha escluso l’attuale amministratore delegato, Luigi Lovaglio, dalla lista del cda. Servivano almeno 10 voti su 14. Sulla decisione del Comitato hanno pesato i rischi per l’incertezza dell’inchiesta milanese, soprattutto alla luce delle recenti parole del procuratore di Milano, Roberto Pellicano, nel corso di un’audizione al Senato. Lovaglio ha dato un “supporto fondamentale” al presunto concerto tra Delfin e Caltagirone, ha detto alla vigilia della presentazione del piano di aggregazione. Piano accolto comunque con freddezza dal mercato.

La palla passa ora all’assemblea del 15 aprile. A decidere saranno i voti degli azionisti presenti che, secondo le nuove regole della Legge capitali, si esprimeranno nella seconda votazione consigliere per consigliere.

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Iran, Pd-M5s-Avs cercano intesa su risoluzione

Iran, Pd-M5s-Avs cercano intesa su risoluzione

Roma, 4 mar. (askanews) – Si lavorerà fino a domattina nel ‘campo largo’ per provare a mettere insieme una mozione unitaria sulle comunicazioni del governo sull’Iran, sottoscritta almeno da Pd, M5s e Avs. I contatti proseguono, un accordo fra i tre partiti sembra stasera più probabile, anche se restano delle differenze nella valutazione della situazione e molto dipenderà dal testo che presenterà la maggioranza. L’uso delle basi per il centrosinistra sarebbe inaccettabile, Avs ha annunciato anche una interrogazione alla presidente del Consiglio sulle notizie che parlano di aerei Usa diretti nel Golfo persico e transitati anche per Sigonella e Aviano, ma le posizioni non collimano nemmeno su altri punti, compreso quello dell’invio di sistemi di difesa ai paesi del Golfo in questi giorni sotto attacco.

Nelle intenzioni del Pd, peraltro, si dovrebbe fare in modo di arrivare ad un testo condivisibile anche da Italia viva, Azione e Più Europa, ma arrivare ad un accordo di tutte le opposizioni allo stato significherebbe scrivere un documento molto generico: “Del resto – spiega un parlamentare dell’area moderata – se la maggioranza si presenta con una risoluzione assolutamente generica, perché noi dovremmo dividerci su un testo che entra nel dettaglio?” Ma l’idea non convince tutti, Avs vuole fissare alcuni punti, il no ad un intervento che viola il diritto internazionale per esempio, che a cascata significherebbe opporsi anche a qualsiasi richiesta di aiuto anche solo sul piano difensivo, come i sistemi antimissile per Emirati e Qatar.

Matteo Renzi, d’altro canto, oggi a La7 ha esposto una linea di tutt’altro avviso. “Penso che se c’è un impegno internazionale condiviso è ovvio che diamo le basi militari, che mandiamo i carabinieri, nella fase di ‘peace keeping’ o di ricostruzione”. Ovviamente, ha precisato, “non è che dici ‘do le basi’. Prima guardo le regole d’ingaggio”.

Nel Pd sono al lavoro Peppe Provenzano, Enzo Amendola, Alessandro Alfieri, Lorenzo Guerini, chiaramente in contatto con Elly Schlein. I parlamentare democratici faranno il punto domattina alle 8.30, mentre M5s riunisce già stasera i gruppi parlamentari. Azione, Iv e Più Europa fanno sapere di non avere ancora ricevuto nessuna bozza su cui ragionare.

Ciclismo, Santiago Buitrago trionfa al Trofeo Laigueglia

Ciclismo, Santiago Buitrago trionfa al Trofeo Laigueglia

Roma, 4 mar. (askanews) – Santiago Buitrago trionfa al Trofeo Laigueglia 2026. Il colombiano della Bahrain Victorious conquista la prima classica della carriera al termine di una prova autoritaria, risolta con un attacco decisivo sull’ultimo passaggio da Colla Micheri. Secondo posto per il francese Romain Grégoire (Groupama-FDJ), che regola in volata Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) per una giornata da incorniciare per la formazione bahreinita.

La corsa si accende fin dalle prime battute con una fuga di dieci uomini che arriva a guadagnare fino a 6’30” sul gruppo, trainato soprattutto dalla XDS Astana. Tra i battistrada anche Louis Vervaeke (Soudal-QuickStep), che si avvantaggia in solitaria a oltre 90 chilometri dal traguardo, restando al comando per circa 70 chilometri e affrontando davanti anche il primo giro del circuito finale.

La selezione decisiva nasce sul primo passaggio a Colla Micheri, quando la Bahrain Victorious lancia Buitrago e Tiberi, seguiti da Grégoire e Quinten Hermans. I quattro rientrano su Vervaeke a 20 chilometri dall’arrivo, ma sul terzo e ultimo passaggio sulla salita ligure Buitrago cambia ritmo e stacca tutti, involandosi verso il successo.

Alle sue spalle Grégoire precede Tiberi nella volata per il secondo posto, mentre il gruppo degli inseguitori paga 40 secondi. Buona la prestazione degli italiani, con Diego Ulissi quarto, Andrea Vendrame quinto, Christian Scaroni sesto e Simone Gualdi ottavo.

Buitrago chiude in 4h38’50”, diventando il secondo colombiano a imporsi a Laigueglia dopo José Serpa nel 2014.

Meloni ‘chiede’ il voto alle Camere sui sistemi di difesa ai paesi del Golfo. E va al Colle

Meloni ‘chiede’ il voto alle Camere sui sistemi di difesa ai paesi del Golfo. E va al Colle

Roma, 4 mar. (askanews) – Una giornata cominciata con un nuovo vertice a palazzo Chigi con intelligence e ministri, e finita al Quirinale per confrontarsi con il presidente della Repubblica. Di mezzo, anche un incontro con il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti. Il fronte che si è aperto con l’attacco di Usa e Israele all’Iran, che sta incendiando il Medio Oriente e che bussa con sempre più insistenza alle porte dell’Europa, preoccupa ogni giorno di più Meloni. Quelli che stiamo affrontando sono “giorni difficili”, dice aprendo il suo intervento a un evento della Banca d’Italia dedicato all’Africa.

Anche per questo la premier ha deciso di chiedere il voto del Parlamento. Domani il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa, Guido Crosetto (anche lui ricevuto in serata al Colle, ma in un momento separato da quello della premier) riferiranno prima alla Camera e poi al Senato “sull’evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo”. La scelta è stata precisamente quella di usare il meccanismo delle ‘comunicazioni’ che per regolamento comporta la presentazione di risoluzioni e dunque anche di votazioni. E’ stata proprio Giorgia Meloni, durante il vertice a palazzo Chigi, a indicare questo percorso. L’obiettivo è infatti quello di dare una “cornice parlamentare” alle decisioni che nelle prossime ore l’Italia sarà chiamata a prendere. Sul tavolo c’è già la richiesta da parte proprio dei Paesi dell’area del Golfo, a cui peraltro la presidente del Consiglio ha dedicato grande attenzione nella sua attività diplomatica, di poter usufruire di sostegni difensivi: si parla in particolare di sistemi anti-drone e dei Samp T. In mattinata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi, Alfredo Mantovano, ha spiegato che “al momento” non c’è stata una richiesta” da parte di Usa e Nato “di poter utilizzare le basi militari italiane”. Ma la situazione è in continua evoluzione e in serata il ministro degli Esteri ha sentito il segretario di Stato, Marco Rubio.

Per l’invio di strumenti di difesa nei Paesi del Golfo non dovrebbe essere utilizzato lo strumento del decreto. La scelta di far votare una risoluzione, si spiega, è stata fatta anche con l’intenzione di fornire al governo un preciso “atto d’indirizzo” che potrebbe essere sufficiente dal punto di vista legislativo dal momento che tali interventi potrebbero già rientrare, attraverso un “atto informativo” al Copasir, nel provvedimento che proroga le missioni italiane in quell’area. Il testo della risoluzione, che sarà presentato domani dalla maggioranza e che è in via di definizione tra palazzo Chigi e ministero della Difesa, dovrebbe fare comunque generici riferimenti alle forniture che potrebbero essere date e la speranza è che vi possano convergere anche le opposizioni. Ma l’idea è anche quella di non aprire un nuovo fronte interno, come già accaduto sull’Ucraina. Matteo Salvini, che in mattinata ha partecipato al vertice da remoto, durante un comizio a Latina pone un interrogativo che la dice lunga: “La domanda che mi faccio come Italia e come Europa è quanti fronti aperti possiamo tenere contemporanemente senza che saltino i bilanci di famiglie e aziende”.

C’è poi un’altra preoccupazione che si sta facendo largo nella maggioranza ed è quella che l’altissima attenzione (e preoccupazione) che questo nuovo conflitto sta generando nell’opinione pubblica finisca per abbassare completamente l’interesse nei confronti del referendum. Nel centrodestra calcolano che più bassa sarà l’affluenza meno chance avrà di vincere il sì. Insomma, si cominciano a mettere le mani avanti rispetto a quella che potrebbe essere la prima vera sconfitta. Anche in quest’ottica non è stata ancora sciolta la riserva sulla presenza di Giorgia Meloni all’evento organizzato da Fdi a Milano per il 12 marzo.

Iran, Meloni ‘chiede’ voto Camere su sistemi difesa a Golfo. E va al Colle

Iran, Meloni ‘chiede’ voto Camere su sistemi difesa a Golfo. E va al Colle

Roma, 4 mar. (askanews) – Una giornata cominciata con un nuovo vertice a palazzo Chigi con intelligence e ministri, e finita al Quirinale per confrontarsi con il presidente della Repubblica. Di mezzo, anche un incontro con il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti. Il fronte che si è aperto con l’attacco di Usa e Israele all’Iran, che sta incendiando il Medio Oriente e che bussa con sempre più insistenza alle porte dell’Europa, preoccupa ogni giorno di più Meloni. Quelli che stiamo affrontando sono “giorni difficili”, dice aprendo il suo intervento a un evento della Banca d’Italia dedicato all’Africa.

Anche per questo la premier ha deciso di chiedere il voto del Parlamento. Domani il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa, Guido Crosetto (anche lui ricevuto in serata al Colle, ma in un momento separato da quello della premier) riferiranno prima alla Camera e poi al Senato “sull’evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo”. La scelta è stata precisamente quella di usare il meccanismo delle ‘comunicazioni’ che per regolamento comporta la presentazione di risoluzioni e dunque anche di votazioni. E’ stata proprio Giorgia Meloni, durante il vertice a palazzo Chigi, a indicare questo percorso. L’obiettivo è infatti quello di dare una “cornice parlamentare” alle decisioni che nelle prossime ore l’Italia sarà chiamata a prendere. Sul tavolo c’è già la richiesta da parte proprio dei Paesi dell’area del Golfo, a cui peraltro la presidente del Consiglio ha dedicato grande attenzione nella sua attività diplomatica, di poter usufruire di sostegni difensivi: si parla in particolare di sistemi anti-drone e dei Samp T. In mattinata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi, Alfredo Mantovano, ha spiegato che “al momento” non c’è stata una richiesta” da parte di Usa e Nato “di poter utilizzare le basi militari italiane”. Ma la situazione è in continua evoluzione e in serata il ministro degli Esteri ha sentito il segretario di Stato, Marco Rubio.

Per l’invio di strumenti di difesa nei Paesi del Golfo non dovrebbe essere utilizzato lo strumento del decreto. La scelta di far votare una risoluzione, si spiega, è stata fatta anche con l’intenzione di fornire al governo un preciso “atto d’indirizzo” che potrebbe essere sufficiente dal punto di vista legislativo dal momento che tali interventi potrebbero già rientrare, attraverso un “atto informativo” al Copasir, nel provvedimento che proroga le missioni italiane in quell’area. Il testo della risoluzione, che sarà presentato domani dalla maggioranza e che è in via di definizione tra palazzo Chigi e ministero della Difesa, dovrebbe fare comunque generici riferimenti alle forniture che potrebbero essere date e la speranza è che vi possano convergere anche le opposizioni. Ma l’idea è anche quella di non aprire un nuovo fronte interno, come già accaduto sull’Ucraina. Matteo Salvini, che in mattinata ha partecipato al vertice da remoto, durante un comizio a Latina pone un interrogativo che la dice lunga: “La domanda che mi faccio come Italia e come Europa è quanti fronti aperti possiamo tenere contemporanemente senza che saltino i bilanci di famiglie e aziende”.

C’è poi un’altra preoccupazione che si sta facendo largo nella maggioranza ed è quella che l’altissima attenzione (e preoccupazione) che questo nuovo conflitto sta generando nell’opinione pubblica finisca per abbassare completamente l’interesse nei confronti del referendum. Nel centrodestra calcolano che più bassa sarà l’affluenza meno chance avrà di vincere il sì. Insomma, si cominciano a mettere le mani avanti rispetto a quella che potrebbe essere la prima vera sconfitta. Anche in quest’ottica non è stata ancora sciolta la riserva sulla presenza di Giorgia Meloni all’evento organizzato da Fdi a Milano per il 12 marzo.

La Spagna smentisce la Casa bianca: nessuna cooperazione militare sull’Iran

La Spagna smentisce la Casa bianca: nessuna cooperazione militare sull’Iran

Roma, 4 mar. (askanews) – Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha smentito le affermazioni della Casa bianca secondo cui Madrid avrebbe accettato una cooperazione militare con gli Stati uniti nell’attacco all’Iran.

“Nego categoricamente questo”, ha dichiarato Albares in un’intervista all’emittente radiofonica Cadena Ser. “La posizione del governo spagnolo sulla guerra in Medio Oriente e sui bombardamenti dell’Iran, così come sull’uso delle nostre basi, non è cambiata di una virgola”.

Falstaff conclude progetto Impact della Scuola di Musica di Fiesole

Falstaff conclude progetto Impact della Scuola di Musica di Fiesole

Roma, 4 mar. (askanews) – Giunge a compimento con l’ultima tappa il 5 e 8 marzo presso l’Università della Calabria l’innovativo progetto internazionale, itinerante e multidisciplinare IMPACT, che per la prima volta ha unito per 10 mesi di lavoro gli insegnanti di cinque diverse istituzioni formative da tutt’Italia e dal Brasile per otto seminari itineranti, 76 allievi, una nuova orchestra giovanile italo-brasiliana nata per l’occasione ed un’unica produzione d’opera, il Falstaff di Verdi: un grande titolo di tradizione per la prima volta progettato ed allestito secondo il principio – finora utopistico – per cui ogni persona coinvolta deve conoscere nel dettaglio ogni singolo passo creativo e produttivo, affinché nasca una nuova generazione di artisti pienamente consapevoli di sé stessi e del meccanismo all’interno del quale sono chiamati a creare collettivamente arte e bellezza.

Dopo il successo di pubblico e diplomazia culturale ottenuto a dicembre ’25 a Salvador de Bahia dal Falstaff di Verdi nella rivoluzionaria produzione guidata dalla Scuola di Musica di Fiesole, questo innovativo esperimento chiude dieci mesi di intenso lavoro e approda finalmente in Italia con due recite il 5 e 8 marzo nell’Auditorium dell’Università della Calabria, con la direzione musicale di Alexander Lonquich, Direttore Artistico della Scuola di Fiesole, e la regia di Alessio Bergamo, regista, pedagogo, ricercatore, docente, con una forte dedizione al tema dell’improvvisazione teatrale sulla quale ha fondato il progetto pilota POSTOP.

Le scene e i costumi sono realizzati dall’Accademia di Belle Arti di Catania, mentre l’orchestra sarà composta da giovani studenti della Scuola di Musica di Fiesole con allievi del Conservatoire de la Vallée d’Aoste e musicisti brasiliani dei Nuclei di orchestre giovanili e infantili dello Stato di Bahia in Brasile – NEOJIBA, fondati e guidati da Ricardo Castro su ispirazione del venezuelano “El Sistema” di Abreu. I cantanti sono nuove leve provenienti dal Conservatorio E. R. Duni di Matera tranne due professionisti di lungo corso: il basso-baritono Maurizio Leoni come Ford, veterano sui migliori palchi e molto attivo come docente, e il solido baritono triestino Paolo Rumetz nel ruolo del titolo. Gli attori provengono invece proprio dal corso tenuto da Alessio Bergamo presso l’Università della Calabria.

IMPACT ha dunque unito per la prima volta in Italia istituzioni formative molto diverse tra loro, come Università, Conservatorio, Scuola d’Alta Formazione Musicale ed Accademia di Belle Arti, offrendo un modello inedito per una formazione artistica, ma anche sociale ed umana, aperta all’idea di dialogo interdisciplinare. Le due recite di chiusura si terranno il 5 e l’8 marzo al Teatro Auditorium Unical e saranno ad ingresso libero.

Su cittadinanza la spunta la Lega: niente ius scholae, avanti con stretta

Su cittadinanza la spunta la Lega: niente ius scholae, avanti con stretta

Roma, 4 mar. (askanews) – Niente Ius scholae o Ius soli. Nell’ultimo anno di legislatura, la maggioranza porterà avanti soltanto la proposta della Lega che prevede una stretta sulla concessione della cittadinanza e una estensione dei casi di revoca. È quanto emerso dall’ufficio di presidenza della commissione Affari Costituzionali della Camera che si è riunito oggi.

Già il 25 febbraio scorso la Commissione presieduta da Nazario Pagano (Fi) avrebbe dovuto procedere all’avvio dell’esame preliminare delle 24 proposte di legge abbinate, tutte riguardanti il tema della cittadinanza, ma con declinazioni decisamente diverse: dall’ampliamento dei casi di Ius soli della pdl Boldrini, allo Ius scholae (ovvero l’acquisto della cittadinanza in seguito ad un percorso scolastico) caro a Tajani e previsto dal testo del capogruppo di Forza Italia Barelli, alla stretta leghista. In quell’occasione sia la deputata Pd Simona Bonafè che Igor Iezzi (Lega) hanno chiesto il disabbinamento delle varie proposte.

A seguito di una valutazione svolta, il presidente Pagano ha proposto che si proceda “esclusivamente” all’avvio dell’esame della proposta di legge Iezzi che appunto riguarda l’estensione sia dei casi di revoca della cittadinanza italiana che dei casi di preclusione dell’acquisizione da parte dello straniero. Tutte le altre proposte di legge, a prescindere dal gruppo di appartenenza dei firmatari, avranno semmai un iter distinto.

Definito il perimetro di discussione dunque (revoca della cittadinanza e preclusione all’acquisto della cittadinanza) Pagano ha fatto presente che saranno dichiarati ammissibili solo gli emendamenti che riguardano questo perimetro e non quelli riguardandi un’estensione dei casi di acquisizione della cittadinanza.

Il testo Iezzi prevede che lo straniero che chiede di diventare cittadino italiano dimostri una conoscenza approfondita dell’italiano (anche giurando, in italiano, fedeltà alla Repubblica). La cittadinanza può essere negata in caso di reati gravi contro la persona o contro il patrimonio e può essere revocata in caso di condanne definitive per reati gravi come violenza sessuale, pedofilia o omicidio. Queste fattispecie che si aggiungono a quelle previste dalla normativa attuale (reati con finalità di terrorismo o eversione dell’ordine costituzionale).

“Allo stato attuale – si legge nella relazione illustrativa della pdl Iezzi – per lo straniero nato in Italia e divenuto maggiorenne la legge richiede la sola residenza legale ininterrotta nel nostro Paese, senza prestare attenzione, come per gli altri casi, alla sua effettiva integrazione. Si tratta di un vuoto normativo” che la Lega “intende colmare, anche alla luce dell’aumento preoccupante del numero dei reati compiuti dai minorenni stranieri, secondo i dati diffusi nel rapporto sulla criminalità minorile del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale e riportati dalla stampa, nonché della crescente e preoccupante diffusione del fenomeno delle cd. baby gag”.

La relatrice della pdl sarà Simona Bordonali della Lega.

Ichnusa amplia la gamma con Metodo lento, la larger a lunga fermentazione

Ichnusa amplia la gamma con Metodo lento, la larger a lunga fermentazione

Milano, 4 mar. (askanews) – Si allarga la famiglia delle birre Ichnusa, il marchio della birra sarda di proprietà del gruppo olandese Heineken. Ichnusa Metodo lento è la nuova referenza nata nello storico stabilimento di Assemini (Cagliari) che arriva questa primavera sia nei supermercati della grande distribuzione che nel fuori casa.

Come racconta il nome la nuova lager di casa Ichnusa segue un processo di lenta fermentazione. “Metodo lento racconta nel suo nome la storia della sua ricetta – spiega Paolo Ciccarelli, direttore del Birrificio Ichnusa – Lasciare più tempo al lievito di lavorare, ci ha permesso di esprimere al meglio e con più chiarezza il profilo organolettico e gli ingredienti. Dedicare più tempo alla fermentazione non rende una birra migliore in assoluto: è stata una decisione tecnica pensata per questa birra specifica che ci ha permesso di trovare l’equilibrio che cercavamo”.

La nuova Ichnusa si affianca alle altre cinque referenze della birra sarda, tra cui la Non filtrata, coprendo così nuove occasioni di consumo e offrendo un gusto più accessibile. Nello specifico si tratta di una lager chiara con un grado alcolico di 4,3% vol., dal corpo pieno e dal gusto rinfrescante, resi possibili dal processo a lenta fermentazione e dalla ricetta. La bottiglia trasparente ne evidenzia il colore brillante e la schiuma bianca e compatta.

E’ nel birrificio di Assemini, il più antico della Sardegna, che vengono prodotte tutte le birre Ichnusa. Oggi dà lavoro a circa 140 persone. Dal 2017 questa birra regionale ha varcato i confini dell’isola per approdare in tutta la Penisola. “Metodo lento è l’ultimo capitolo di una storia centenaria – conclude Paolo Ciccarelli – che racconta la nostra passione per la qualità e la continua voglia di innovare, incarnando appieno lo spirito del birrificio di Assemini”.

La novità Ichnusa arriva sul mercato in due formati: la bottiglia da 33 cl per il canale horeca e quella da 50 cl. nel canale moderno.

Iran, Grillo torna ed elogia Sanchez: buon senso epico

Iran, Grillo torna ed elogia Sanchez: buon senso epico

Roma, 4 mar. (askanews) – “Buon senso epico”. Si intitola così un post (dopo un lungo silenzio) di Beppe Grillo in cui il fondatore del M5s elogia Pedro Sanchez postando la trascrizione “leggermente riadattata” del discorso del premier spagnolo. Nella sostanza, Grillo cambia le parole “spagnolo”, “spagnoli” e “Spagna” con “italiano”, italiani” e “Italia”.

“Mi rivolgo a voi per informarvi della crisi che si è scatenata in Medio Oriente, della posizione del governo italiano e delle azioni che stiamo portando avanti”, posizione che è “chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza”, si legge nel post.

Il governo, assicura il Grillo/Sanchez, “continuerà a esigere la cessazione delle ostilità e una soluzione diplomatica di questa guerra. E voglio dirlo chiaramente perché la parola giusta è proprio esigere. L’Italia è un membro a pieno titolo dell’Unione Europea, della NATO e della comunità internazionale. Questa crisi riguarda anche noi, riguarda gli europei e quindi anche gli italiani. Per questo dobbiamo chiedere con forza a Stati Uniti, Iran e Israele di fermarsi prima che sia troppo tardi. L’ho detto molte volte e lo ripeto ora. Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra illegalità. È così che iniziano i grandi disastri della storia”.

“Il governo italiano – conclude – è dalla parte dei valori che i nostri padri e i nostri nonni hanno fissato nella nostra Costituzione. L’Italia è con i principi fondatori dell’Unione Europea. È con la Carta delle Nazioni Unite. È con il diritto internazionale e quindi con la pace e con la convivenza pacifica tra i paesi”.