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Tag: Sanremo 2023

Pelle del neonato: il 30% più sottile di quella adulta

Pelle del neonato: il 30% più sottile di quella adulta

Roma, 16 feb. (askanews) – Ogni mamma sa che la cura del proprio figlio passa anche da gesti semplici, come accarezzare le sue mani ed il viso. La pelle dei bambini, soprattutto nei primi mesi di vista, è ancora in fase di sviluppo, dunque particolaremente delicata e vulnerabile ad agenti esterni. In questi momenti, è importante che l’affetto si intrecci alla cura consapevole, creando le condizioni per favorine il benessere fisico del piccolo e migliorare la connessione madre-figlio.

La cute neonatale: 30%più sottile di quella adulta Il volto e le mani sono le zone più esposte del neonato e rappresentano aree di estrema sensibilità. La struttura cutanea infantile è infatti circa il 30% più sottile rispetto a quella di un adulto, il che si traduce in una maggiore permeabilità e suscettibilità a irritazioni e all’azione di agenti esterni. “La cute dei neonati non è semplicemente una versione “ridotta” di quella adulta, ma un organo in maturazione – spiega Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno -.È progettata per adattarsi progressivamente all’ambiente esterno, ma in questa fase di transizione l’equilibrio cutaneo può essere più vulnerabile rispetto a quello dell’adulto. Questo non rende il neonato debole, ma indica che alcune precauzioni possono realmente fare la differenza nella prevenzione di irritazioni o microlesioni”.

Lo scudo naturale: la Vernix Caseosa Un elemento cardine è la vernix caseosa, la sostanza cerosa che riveste il bambino alla nascita. La vernix svolge una funzione di barriera naturale che protegge la sua pelle, contribuendo alla regolazione dell’idratazione e allo sviluppo della barriera cutanea nei primi momenti dopo la nascita “La vernix possiede proprietà anti-infettive e idratanti, essenziali per mantenere il corretto pH cutaneo – sottolinea il Dott. Marco Grassi – dunque non va eliminata con eccessiva solerzia. Toccare delicatamente il volto del bambino e rispettare questo strato durante le prime interazioni aiuta a proteggere il neonato e a rendere lo scambio fisico non solo sicuro, ma prezioso per l’avvio del rapporto tra madre e figlio”.

Skin -to -skin contact: più di un gesto, una relazione Oltre alla dimensione biologica, l’attenzione alla pelle del neonato è anche un’esperienza di vicinanza e scambio emotivo. Il contatto pelle a pelle, conosciuto come skin-to-skin contact o kangaroo care, favorisce la stabilità fisiologica del bambino e consolida la connessione affettiva tra genitore e figlio. “Questo legame si crea nei primissimi istanti: vicinanza e presenza sono pilastri fondamentali”, continua il Dott. Marco Grassi. “Il tocco diretto soddisfa i bisogni corporei del neonato, ne regola lo stress e favorisce un senso di sicurezza. Parallelamente, aiuta la donna a rilassarsi, riducendo frequenza cardiaca e pressione, a tutto vantaggio dell’allattamento esclusivo”.

Quando l’attenzione diventa prevenzione Poiché la barriera cutanea è ancora permeabile, è fondamentale che chiunque si avvicini al neonato adotti accorgimenti semplici ma decisivi.

Buone pratiche: igiene, detersione e idratazione Lavare accuratamente le mani prima di ogni interazione riduce il rischio di trasmettere microrganismi dannosi. Per la detersione sono preferibili prodotti privi di profumazioni e con pH equilibrato, così da preservare il microambiente cutaneo. Il bagnetto può essere effettuato 2-3 volte a settimana con acqua tiepida, frequenza sufficiente a garantire la pulizia senza alterare lo strato lipidico naturale. L’applicazione di emollienti delicati e ipoallergenici aiuta a sostenere la funzione barriera, specialmente dopo il lavaggio o al cambio del pannolino. Anche l’ambiente gioca un ruolo chiave: abiti in fibre naturali e un’umidità domestica moderata (40-60%) favoriscono il microclima ideale. È infine consigliabile evitare prodotti con alcol o conservanti aggressivi e mantenere le unghie corte per prevenire graffi accidentali.

La cura della pelle del neonato è dunque un atto di consapevolezza: attraverso gesti delicati si protegge un organismo fragile, sostenendo il suo benessere e favorendo fin dai primi istanti di vita un legame emotivo profondo e sicuro.

Stellantis: a Mirafiori le prime 80 risorse per la nuova Fiat 500 Hybrid

Stellantis: a Mirafiori le prime 80 risorse per la nuova Fiat 500 Hybrid

Milano, 16 feb. (askanews) – Sono entrate ufficialmente oggi, alle Carrozzerie di Mirafiori, le prime 80 risorse annunciate nei mesi scorsi per sviluppare la produzione della nuova Fiat 500 Hybrid che, da metà marzo, avrà anche un secondo turno produttivo. Entro il mese di febbraio sono previsti altri 160 ingressi e gli altri step sono previsti nel corso del mese di marzo. Nel complesso, all’interno del comprensorio di Mirafiori e in altre sedi torinesi/piemontesi (Economia Circolare, Powertrain, Parts&Services e Verrone) saranno inserite oltre 430 persone.

Tutte le nuove persone selezionate sono diplomate e con un’età media di 24 anni. Appena entrate in stabilimento, sono state suddivise in varie classi ed hanno cominciato i corsi di formazione per poi potere lavorare nei prossimi giorni lungo le linee di produzione. “Questi giovani – ha sottolineato Giuseppe Manca, responsabile Risorse Umane di Stellantis in Italia – rientrano in un’importante iniziativa di ricambio generazionale che stiamo portando avanti dallo scorso anno in Italia quando abbiamo inserito quasi 500 persone, di cui 120 ingegneri sempre a Torino. Anche nel 2026 prevediamo di inserire in azienda nuovi colleghi, tra cui appunto gli oltre 400 del complesso di Mirafiori di cui oggi abbiamo avuto un primo inserimento. Quanto successo oggi – ha concluso – è un ulteriore esempio tangibile dell’impegno di Stellantis in Italia”.

Olimpiadi, Sala: effetto Giochi su Milano sarà a lungo termine

Olimpiadi, Sala: effetto Giochi su Milano sarà a lungo termine

Milano, 16 feb. (askanews) – Quelle sul beneficio economico dei Giochi olimpici di Milano Cortina sulla città “sono valutazioni che non è che lasciano il tempo che trovano, ma che poi andranno verificate nel tempo. Certamente è un evento diverso rispetto a Expo 2015, molto più mediatico, perché a febbraio non è che la gente viaggia molto e noi siamo contenti dei tanti turisti stranieri arrivati, ma è soprattutto l’Olimpiade più vista nella storia delle invernali e avrà un effetto a lungo termine”. Così il sindaco di Milano, Beppe Sala. “Ieri ero a Cortina e anche lì penso che dopo delle Olimpiadi anche complesse da gestire per un Comune non molto grande l’effetto sarà duraturo e porterà un grande beneficio” ha aggiunto a margine di una visita a Casa Italia.

Degustazioni e laboratori per “I Migliori Vini Italiani” di Luca Maroni

Degustazioni e laboratori per “I Migliori Vini Italiani” di Luca Maroni

Roma, 16 feb. (askanews) – Il gotha dell’enologia italiana torna a darsi appuntamento a Roma, negli spazi del Salone delle Fontane dell’Eur, per la 25esima edizione della kermesse dedicata alla migliore produzione vinicola del nostro Paese. Dal 20 al 22 febbraio, infatti, Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale e autore di numerose pubblicazioni nonché della voce “degustazione del vino” sull’Enciclopedia Italiana Treccani, e Francesca Romana Maroni, CEO di Sens Eventi, accoglieranno esperti e winelovers per un vero e proprio viaggio sensoriale, calice dopo calice.

Come ogni anno, infatti, il grande pubblico avrà l’opportunità di assaporare, attraverso degustazioni libere, le migliori etichette di aziende provenienti da tutte le regioni d’Italia, isole comprese, che, attraverso le loro produzioni, riescono ad esprimere al meglio le straordinarie sfaccettature delle centinaia di varietà vitivinicole presenti sul nostro territorio. Ogni visitatore – si legge in un comunicato – avrà infatti la possibilità di creare il percorso degustazione seguendo i propri gusti, rendendo così l’esperienza personale e profonda. Senza schemi predefiniti, anche grazie all’ausilio di chiari e semplici supporti come il compendio “Appunti sul vino” che incentiva a segnare, per oggi assaggio, giudizi e sensazioni, le degustazioni nel corso de I Migliori Vini Italiani sono illimitate. Questo perché, secondo Luca e Francesca Romana Maroni, la curiosità di scoprire e sperimentare nuovi sapori non deve avere barriere.

A sollecitare l’interesse dei partecipanti, inoltre, saranno gli inediti laboratori ideati per fornire spunti di confronto, per analizzare aspetti interessanti dell’enologia e per conoscere da vicino specialità gastronomiche regionali con caratteristiche uniche e storie familiari di eccellenza e resilienza. Novità di questa edizione de I Migliori Vini Italiani sarà l’approfondimento dedicato ai vini dealcolati che nelle ultime settimane hanno tanto fatto parlare in occasione dell’approvazione del decreto interministeriale sulla tassazione della loro produzione.

L’obiettivo di Maroni sarà fare chiarezza sui low alcool e no alcool che, nonostante la continua crescita di richiesta sul mercato globale, suscitano numerosi dubbi: “È come una nuova frontiera da esplorare, senza pregiudizi e con grande curiosità: si riuscirà a produrre dealcolati con indici di piacevolezza analoghi ai vini convenzionali? Per il momento ancora no, ma valutare lo stato dell’arte è comunque stimolante e interessante”, spiega l’analista sensoriale.

L’evento sarà inoltre, come ogni anno, anche l’occasione di tirare le fila degli ultimi 12 mesi, fotografando in maniera puntuale lo stato del vino in Italia: “Mai stato così alto lo standard qualitativo di tutte le denominazioni e tipologie di vino italiano, in particolare quello dei vini più economici e ad alta tiratura. Quanto a rapporto qualità/prezzo e qualità/quantità, il vino italiano compete ai massimi livelli nel mondo”.

Tanti sono gli appuntamenti che animeranno la tre giorni. Ad aprire le danze della kermesse sarà, come ogni anno, la serata di Gala (riservata alle istituzioni e ai produttori) che si svolgerà il 19 febbraio. Sarà una vera e propria festa durante la quale la stampa di settore e i viticoltori da ogni parte d’Italia si riuniranno al Salone delle Fontane per brindare insieme ai traguardi raggiunti nel corso degli ultimi 12 mesi e festeggiare così l’esito del prestigioso Annuario dei Migliori Vini Italiani 2026 che tornerà a insignire le migliori etichette con i suoi punteggi. Le aziende con le menzioni più alte saliranno dunque sul palco per ritirare il proprio attestato di eccellenza: uno stimolo in più per tutti i produttori a dare, anno dopo anno, il meglio di sé in vigna e in cantina.

Venerdì 20 febbraio, alle ore 18:30, andrà in scena uno dei fiori all’occhiello di questa edizione: “Què hay de los vinos sudamericanos?” un’inedita degustazione di vini selezionati provenienti dal sudamerica.

Dal calice al piatto, alle ore 19:30, i partecipanti potranno conoscere tutti i segreti del salame Aquila e della Spianata in un laboratorio dedicato a due dei prodotti simbolo dell’Abruzzo. Alle 20:00, via libera all’attesissima degustazione guidata da Luca Maroni che analizzerà le emozioni sprigionate dai calici proposti.

A stuzzicare l’appetito, poi, alle 21:30, ci sarà il laboratorio “Pane, vino e pecorino” (che si ripeterà in ogni giornata) con degustazioni a cura della Forneria Agricola Caccioppoli, forno di Sant’Antonio Abate (NA) specializzato nella produzione di pane realizzato con materie prime a km0 e in collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano.

Sabato 21 febbraio si parlerà di dealcolati con il laboratorio “Lo spirito del vino” in programma alle ore 17:00 mentre, alle 18:30, i protagonisti diventeranno il Salame Corallina e il Guanciale in un laboratorio sui prodotti del Salumificio Sorrentino. Alle 19:30 il savoir faire di Luca Maroni porterà i partecipanti del suo laboratorio di degustazione a spasso tra dolcezze, sapidità e acidità dei vini presi in esame. E a proposito di sapidità, a chiudere la giornata ci sarà ancora una volta il pecorino con il laboratorio “Pane, vino e pecorino” condotto da Francesca Romana Maroni, previsto per le ore 20:30.

Le bollicine apriranno la giornata di domenica 22 febbraio grazie a “Dal Classico all’Ancestrale: i metodi dello Spumante” alle ore 17:00, seguito da “Pane, vino e pecorino” alle ore 18:00. Alle 19:00 Luca Maroni accompagnerà alla scoperta di tutte le sfumature sensoriali del vino di diverse aziende d’Italia mentre, a chiusura di kermesse, alle ore 19:30, ci sarà la degustazione a cura di Aparo Liquori, marchio siciliano al suo esordio, condotta da Francesca Romana Maroni, dal titolo “L’elisir dell’amore: il liquore di giuggiole”.

Referendum, il ministero della Giustiza: Anm renda noti fondi ricevuti da Comitato No. Il Pd: proscrizione

Referendum, il ministero della Giustiza: Anm renda noti fondi ricevuti da Comitato No. Il Pd: proscrizione

Roma, 16 feb. (askanews) – Alta tensione in vista del referendum sulla giustizia, dopo le parole del ministro delle giustizia Carlo Nordio che su un sistema para-mafioso da rompere (grazie proprio al sistema del sorteggio), un’altra vicenda alimenta la bufera. Il ministero della Giustizia ha infatti chiesto all’Associazione nazionale magistrati di rendere noti i fondi ricevuti a sostegno del Comitato del No al Referendum, e l’opposizione è insorta.

Al ministero della Giustizia è pervenuto “un atto di sindacato ispettivo con il quale il parlamentare interrogante riferisce che il Segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ‘Comitato Giusto dire No’ promosso dall’Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria”. Lo scrive la capo del Gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, in una lettera al presidente dell’Anm Cesare Parodi. “Da ciò l’interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm”, sottolinea l’alta funzionaria del ministero della Giustizia chiedendo a Parodi di valutare “l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire No’ da parte di privati cittadini”.

“Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’Associazione Nazionale Magistrati di avere l’elenco di chi ha fatto donazioni al comitato per il No al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno No. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”. Così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, allegando ad una nota la missiva inviata da Giusi Bartolozzi al presidente dell’Anm. Sulla stessa linea, se non più dura, il leader Avs Angelo Bonelli: “Altro che liste di proscrizione. Qui siamo davanti a liste di proscrizione contro i magistrati e a un attacco frontale all’equilibrio costituzionale dei poteri. Le parole e le iniziative del ministro Carlo Nordio e del suo capo di gabinetto Bartolozzi, riportate oggi da la Repubblica, sono gravissime e dimostrano che il referendum viene usato come arma politica per delegittimare chi non si allinea”.

Intanto il magistrato dell’antimafia Nino Di Matteo sconfessa il ministro della Giustizia. “A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino”, afferma il magistrato Nino Di Matteo commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ieri ha precisato di averlo citato parlando di sistema “para-mafioso” del Csm.

Mentre dal Pd si mettono anche insieme diverse dichiarazioni del ministro per chiederne il cambio: “Chi guida il Ministero della Giustizia deve garantire equilibrio tra i poteri, rispetto del Parlamento e tutela dell’autonomia della magistratura. Se mente alle Camere, delegittima i magistrati e alimenta uno scontro istituzionale permanente, non è più in grado di rappresentare la giustizia italiana. La presidente del Consiglio non può continuare a tacere”, dichiara il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia. “Non siamo di fronte – denuncia Boccia- a uno scivolone, ma a una sequenza gravissima di comportamenti incompatibili con il ruolo di Ministro della Giustizia. Nordio ha mentito al Parlamento sul caso Al Masri, venendo meno al dovere di lealtà verso le Camere. Ha poi evocato logiche mafiose parlando dell’autogoverno della magistratura, delegittimando un organo costituzionale e colpendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Oggi, senza aver mai chiesto scusa, dagli uffici del Ministero parte la richiesta all’Anm dei nominativi dei finanziatori del Comitato per il No. A che titolo il governo pretende quei nomi? L’Anm è un’associazione privata e un comitato referendario risponde ai cittadini che lo sostengono, non all’esecutivo. Quando il ministro della Giustizia utilizza il peso del suo incarico per chiedere l’elenco di chi sostiene una posizione politica, siamo davanti a una pressione istituzionale che assume il carattere di una vera e propria intimidazione”.

Nel frattempo alla missiva di via Arenula ha risposto così il presidente dell’Anm, Cesare Parodi:  “Devo purtroppo annotare che non sono nelle condizioni di rispondere in quanto il Comitato in questione è solo stato promosso dall’ANM, ma è soggetto – anche
giuridico – assolutamente autonomo”, scrive il presidente dell’Anm nella lettera di risposta inviata nel pomeriggio a Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia.

La morte di un’attivista di estrema destra aggredito a Lione agitano la Francia

La morte di un’attivista di estrema destra aggredito a Lione agitano la Francia

Roma, 16 feb. (askanews) – In Francia la morte di Quentin Deranque, un giovane attivista di estrema destra picchiato a margine di una conferenza alla sede lionese dell’università Science Po giovedì scorso, domina il dibattito pubblico. Questa mattina, la presidente dell’Assemblea Nazionale, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione “a titolo precauzionale” dai “diritti di accesso” all’Assemblea Nazionale di Jacques-Élie Favrot, assistente parlamentare del deputato di estrema sinistra La France Insoumise (LFI) Raphael Arnault, sospettato di aver partecipato all’aggressione.

In un comunicato stampa diffuso in mattinata, Braun-Pivet ha precisato che “la sua presenza nei locali” dell’istituzione “potrebbe causare turbative all’ordine pubblico”. “Gli eventi accaduti giovedì a Lione sono estremamente gravi”, ha affermato la presidente, aggiungendo che “spetta a noi fare piena luce su questo crimine e consegnare i responsabili alla giustizia”.

Il procuratore generale di Lione, Thierry Dran, ha illustrato oggi in una conferenza stampa presso in tribunale le circostanze che hanno portato alla morte del ventitreenne attivista di estrema destra. “L’autopsia eseguita (lunedì,ndr) mattina ha rivelato principalmente lesioni craniche, tra cui un grave trauma cranico e una frattura temporale destra”, ha spiegato il procuratore, precisando che queste lesioni “erano al di là di ogni intervento terapeutico e sarebbero state fatali a breve termine”. La polizia ha già ascoltato “più di quindici testimoni” e sta analizzando i video dell’attacco e “mentre vi parlo, non ci sono stati arresti”, ha sottolineato il procuratore di Lione.

Il quotidiano francese Le Monde riporta che, Quentin Deranque faceva parte del servizio d’ordine di un gruppo che manifestava contro una conferenza dell’eurodeputata di France Insoumise Rima Hassan alla facoltà di Sciences Po di Lione. Secondo il collettivo di estrema destra Nemesis, sarebbe stato in quel contesto aggredito presso la sede lionese dell’Istituto di studi politici di Parigi.

Sabato sera, il deputato Raphael Arnault ha espresso “orrore e disgusto” in seguito all’annuncio della morte dello studente e ha dichiarato sui social media di sperare che “tutta la verità venga a galla”. Il suo assistente parlamentare, indicato come uno dei responsabili dell’agguato dal gruppo di estrema destra Nemesis, ha negato formalmente di essere responsabile di questa tragedia e si è dimesso dalle sue funzioni di assistente “in attesa dell’indagine”. Mentre la destra e l’estrema destra accusano la sinistra di essere responsabile della morte di Quentin Deranque, il leader del LFI Jean-Luc Melenchon ha dichiarato che “tutte le storie raccontate nelle ore successive non hanno alcun rapporto con la realtà”.

Nel frattempo, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha invitato tutti alla calma e alla prudenza, ribadendo che “l’odio che uccide non ha posto” in Francia.

Milano-Cortina, Lyndsey Vonn dimessa dall’ospedale ritorna negli Usa

Milano-Cortina, Lyndsey Vonn dimessa dall’ospedale ritorna negli Usa

Roma, 16 feb. (askanews) – Lyndsey Vonn è stata dimessa dall’Ospedale di Treviso e ha fatto ritorno in aereo negli Stati Uniti, dopo essere stata sottoposta a quattro interventi chirurgici alla gamba sinistra. La campionessa 41enne lo aveva preannunciato sui propri canali social dopo l’ultima operazione. Ieri mattina Vonn è uscita dall’ospedale Ca’ Foncello alle ore 9.30 ed è stata trasportata in ambulanza all’aeroporto Marco Polo di Venezia, da cui è partito l’aereo che l’ha riportata a casa. Ha lasciato in dono al reparto di Pediatria i peluches che le erano stati donati, e i fiori sono rimasti nella stanza che l’aveva ospitata.

Referendum, Boccia (Pd): Meloni intervenga, Nordio non può restare ministro

Referendum, Boccia (Pd): Meloni intervenga, Nordio non può restare ministro

Roma, 16 feb. (askanews) – “Chi guida il Ministero della Giustizia deve garantire equilibrio tra i poteri, rispetto del Parlamento e tutela dell’autonomia della magistratura. Se mente alle Camere, delegittima i magistrati e alimenta uno scontro istituzionale permanente, non è più in grado di rappresentare la giustizia italiana.La presidente del Consiglio non può continuare a tacere”. Lo dichiara il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia.

“Non siamo di fronte – denuncia Boccia- a uno scivolone, ma a una sequenza gravissima di comportamenti incompatibili con il ruolo di Ministro della Giustizia.Nordio ha mentito al Parlamento sul caso Al Masri, venendo meno al dovere di lealtà verso le Camere. Ha poi evocato logiche mafiose parlando dell’autogoverno della magistratura, delegittimando un organo costituzionale e colpendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Oggi, senza aver mai chiesto scusa, dagli uffici del Ministero parte la richiesta all’Anm dei nominativi dei finanziatori del Comitato per il No.A che titolo il governo pretende quei nomi? L’Anm è un’associazione privata e un comitato referendario risponde ai cittadini che lo sostengono, non all’esecutivo. Quando il ministro della Giustizia utilizza il peso del suo incarico per chiedere l’elenco di chi sostiene una posizione politica, siamo davanti a una pressione istituzionale che assume il carattere di una vera e propria intimidazione”.

Colomba artigianale: a Pasqua prezzi stabili,vince vendita diretta

Colomba artigianale: a Pasqua prezzi stabili,vince vendita diretta

Roma, 16 feb. (askanews) – Più produzione, domanda stabile e prezzi consolidati: sono positive le aspettative per la colomba artigianale in vista della Pasqua. Il 66,1% degli artigiani, infatti, prevede un aumento dei volumi, mentre il 33,9% indica stabilità. Il comparto mostra un posizionamento chiaro, con l’86,1% che colloca il prezzo di una colomba artigianale tra 30 e 40 euro. E, quando si parla di canali di vendita, quella diretta in laboratorio fa la parte del leone con il 92,2% delle vendite. La colomba artigianale si conferma così prodotto di prossimità, con una filiera cortissima e un rapporto diretto tra produttore e cliente. Sono i dati del primo Osservatorio “Divina Colomba”, promosso da Goloasi, che fotografa numeri, tempi e posizionamento del grande lievitato pasquale italiano.

Il campione analizzato di 300 attività sparse in tutta Italia – composto per il 53% da pasticcerie, 24,3% da forni e 17,4% da laboratori artigianali, parla di una struttura produttiva che nel 42,6% dei casi produce meno di 500 pezzi, nel 29,6% tra 500 e 1.000 e solo nel 27,8% supera le 1.000 unità.

La colomba classica resta la più venduta per il 53,9% degli operatori. Seguono le varianti al cioccolato (24,3%) e alla frutta (14,8%). E se il 53% del pubblico cerca un equilibrio tra tradizione e innovazione, il 25,2% privilegia i gusti tradizionali e il 21,7% opta per proposte più ricercate

Per il 49,6% degli artigiani la colomba è il prodotto principale del periodo pasquale; per il 42,6% è uno dei prodotti di punta. Nel 78,3% dei casi viene acquistata sia per consumo sia come regalo, mantenendo una forte funzione simbolica oltre che commerciale.

L’indagine è stata realizzata coinvolgendo gli artigiani iscritti all’ottava edizione del concorso Divina Colomba, organizzato da Goloasi. La finale si terrà l’11 marzo a Bari, nell’ambito della Mostra internazionale enoagroalimentare Levante Prof.

In primi 11 mesi 2025 import cereali +1,2% quantità e +0,6% valore

In primi 11 mesi 2025 import cereali +1,2% quantità e +0,6% valore

Roma, 16 feb. (askanews) – Le importazioni in Italia nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche nei primi 11 mesi del 2025 sono aumentate nelle quantità di 274.000 tonnellate (+1,2%), e nei valori di 50,3 milioni di euro (+0,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono i dati di Anacer.

Per quanto riguarda i cereali in granella, complessivamente risulta un aumento nelle quantità di 146.000 tonn (+0,9%) con corrispondente valore in aumento di 119,4 milioni di euro (+3%). In particolare, risulta aumentare l’import di grano tenero (+187.000 t, pari a +3,2%) con un controvalore in aumento del 2,4% (+34,4 milioni di euro) ed il grano duro (+228.000 t, pari a +9,4%) con un valore in diminuzione di 25,2 milioni di euro (-3%). Diminuiscono invece gli arrivi il mais nelle quantità (-234.000 t), con controvalore in aumento di +101,8 milioni di euro (+7%).

Le importazioni di riso (considerato nel complesso tra riso lavorato, semigreggio e rotture di riso) aumentano di circa 55.000 t (+19,4%), pari a +7 milioni di euro (+2,5%). Gli arrivi dall’estero di semi oleosi registrano un calo del 6,7% nelle quantità (-184.000 t.) e del 12% nei valori (-158 milioni); risultano in aumento del 6,4% le farine proteiche vegetali nelle quantità (+156.000 t), registrando un calo nei valori di 80,8 milioni di euro (-9,1%). Tra gli altri prodotti in esame si mette in evidenza il calo degli arrivi di crusca (-12.700 t) e l’incremento dei mangimi a base cereali (+62.000 t) e dei prodotti trasformati (+51.000 t).

Le esportazioni dall’Italia dei principali prodotti del settore nei primi 11 mesi del 2025 sono aumentate nelle quantità (+156.000 t, pari a +3,4%) e diminuite nei valori (-50,1 milioni di euro, pari a -0,9%) rispetto allo stesso periodo del 2024.

Risultano in aumento soprattutto le vendite all’estero di paste alimentari (+45.000 t, pari a +2,2%, di cui +36.000 t verso i Paesi UE e +8.000 t verso i Paesi terzi) per un valore però in diminuzione di 47,8 milioni di euro (-1,6%). In aumento anche le quantità esportate di cereali in granella, soprattutto grano tenero (+70.000 t), di prodotti trasformati (+10.000 t nelle quantità e -27,1 milioni di euro), di mangimi a base di cereali (+24.100 t, pari a +18,1 milioni di euro), di farina di grano tenero (+29.200 t, pari a +9,5%) e di semola di grano duro (+11.600 t, pari a +9,6%). Le esportazioni di riso (considerato nel complesso tra risone, riso semigreggio e riso lavorato) si riducono invece nelle quantità (-33.300 t) e nei valori (-5%).

I movimenti valutari relativi all’import/export del settore hanno comportato nei primi undici mesi del 2025 un esborso di valuta pari a 7.866,6 milioni di euro (7.816,4 nel 2024) ed introiti per 5.397,5 milioni di euro (5.447,5 nel 2024). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -2.469,1 milioni di euro, contro -2.368,9 milioni di euro nel 2024.