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Tag: Sanremo 2023

Disabilità, AccessiWay: il web dei Comuni italiani non è accessibile

Disabilità, AccessiWay: il web dei Comuni italiani non è accessibileRoma, 22 mag. (askanews) – I siti istituzionali dei Comuni italiani non sono accessibili; il 68% dichiara di essere conforme alla Legge Stanca ma in realtà non lo è; Il 100% dei comuni esaminati presenta dichiarazioni non completamente conformi agli standard richiesti, con vari errori di accessibilità; da Milano a Napoli, passando per Venezia, il curriculum dei sindaci non è reperibile sul web o, nella migliore delle ipotesi, è in formato non accessibile.


A mettere a fuoco il grave ritardo in materia di accessibilità digitale dei portali degli Enti Locali italiani è il report “Accessibilità digitale dei Comuni d’Italia 2024” realizzato da AccessiWay, start up under 30 che si occupa di promuovere una cultura dell’accessibilità digitale per consentire agli oltre 13 milioni di cittadini che vivono una condizione di disabilità di poter liberamente godere del diritto alla fruizione dei servizi e contenuti online. Lo studio è stato presentato ieri nel corso del workshop al ForumPa dal titolo PA di Tutti PA per Tutti: Inclusione Digitale per l’accesso ai servizi al cittadino. Scopo della ricerca, prima nel genere in Italia, è quello di offrire una breve “fotografia” della situazione dell’accessibilità, aggiornata ad aprile 2024, dei comuni italiani. Più precisamente si vuole vedere quali sono i livelli di accessibilità digitale che il cittadino trova nell’espletare le principali funzioni on-line. Per poter far ciò sono stati utilizzati come campioni i 20 comuni italiani che sono anche capoluoghi di Regione.


In particolare, per ogni comune sono stati analizzati 3 documenti pdf che potrebbero essere interessanti per il cittadino, compresi anche cittadini con disabilità: curriculum del sindaco; regolamento edilizio comunale; regolamento della gestione dei rifiuti urbano o della raccolta differenziata. Successivamente sono stati analizzati anche siti Web dei comuni e, particolarmente: la dichiarazione di accessibilità; il livello di accessibilità delle prime 20 pagine Web su massimo 5 sottolivelli. “Nonostante l’esistenza di normative specifiche e gli sforzi profusi – spiega Edoardo Arnello ceo di AccessiWay – i risultati dimostrano che molte pratiche attuali non sono sufficienti per garantire un’effettiva accessibilità. Questa situazione, purtroppo, non è unica per l’Italia ma si riflette in un contesto globale dove il divario digitale persiste nonostante l’avanzamento tecnologico. Il problema dell’accessibilità digitale non è meramente tecnico o normativo ma è una questione di inclusione sociale. Le tecnologie digitali, che dovrebbero essere strumenti di empowerment e inclusione, diventano invece barriere quando non sono accessibili a tutti. Questo limita non solo l’accesso a servizi fondamentali ma anche la partecipazione attiva alla vita sociale e civica di persone con disabilità”.


Il metodo della ricerca. Per analizzare i documenti PDF è stato utilizzato lo strumento PAC (PDF Accessibility Checker), un che esegue una serie di controlli automatici sui documenti PDF per identificare problemi di accessibilità comuni, come la mancanza di alternative testuali per le immagini, problemi di navigazione, l’uso inappropriato del colore come unico mezzo di comunicazione, e molto altro. Il software consente un report dettagliato delle criticità riscontrate, come ad esempio, il fatto che solo 31 documenti su 60 hanno il titolo, solo 6 documenti su 60 hanno tag, titolo e lingua definiti; 4 curriculum dei sindaci su 20 non sono presenti nel sito del Comune. Dichiarazioni di accessibilità. Dal report emerge dai comuni analizzati che il 100% dei comuni non è accessibile e presenta diversi errori accessibilità; il 21% dei comuni possiede una dichiarazione di accessibilità “alternativa”, realizzata utilizzando un modello diverso da quello fornito da AgID; il 37% dei comuni ha scritto la dichiarazione di accessibilità utilizzando i criteri WCAG 2.0, ormai obsoleti. La dichiarazione di accessibilità più obsoleta è quella del Comune di Milano; il sito del Comune di Torino non possiede certificati di sicurezza e quindi viene categorizzato come “sito non sicuro”.


Siti Web comunali. Sono state analizzate le prime 20 pagine Web di ogni sito dei capoluoghi di regione, scegliendo come livello di profondità, il quinto. Di tutti i criteri analizzati automaticamente: solo il 57% sono conformi alla normativa; il 20% sono avvisi di pericolo; il 23% evidenziano errori gravi. I numeri in Italia. L’accessibilità digitale è un diritto essenziale spesso negato ad oltre un miliardo di persone, nel mondo, con disabilità e bisogni specifici. Appena il 3% circa del web è realmente accessibile, mentre circa il 90% dei siti internet non sono adeguati alle tecnologie assistive. Sono alcuni numeri che fotografano un disagio, prima di tutto la negazione di un diritto, che in Italia danneggia oltre 13 milioni di cittadini ai quali quotidianamente viene impedito di accedere al mondo digitale. Secondo i dati più recenti, nel nostro Paese ci sono 2 milioni di persone con disabilità visiva, oltre 3 milioni di persone con limitazioni funzionali importanti, 2,5 milioni di persone con daltonismo, 500mila persone con epilessia, 3 milioni di persone con Dsa, mentre fra gli adolescenti circa il 7% ha una diagnosi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). In Italia, secondo uno studio condotto da AccessiWay, sono pochissimi i siti, le applicazioni mobili e i documenti digitali in grado di rispondere al 100% ai requisiti richiesti per l’accesso completo delle persone con disabilità.

Leva, La Russa: errore tornare a obbligo ma capisco intento Salvini

Leva, La Russa: errore tornare a obbligo ma capisco intento SalviniRoma, 22 mag. (askanews) – “Capisco l’intento” di Matteo Salvini che ha presentato una proposta di legge per la reintroduzione del servizio di leva (militare e civile) “ma non sono d’accordo sulla base obbligatoria”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha commentato con i cronisti a palazzo Madama, la notizia della presentazione della proposta di legge della Lega.


“Ha ragione Salvini – ha sottolineato – nel dire che il servizio militare forma i giovani, ma quello è un compito della scuola e della famiglia, non delle forze armate. Non è che il servizio militare era fatto per formare i giovani, era fatto per difendere la libertà e l’indipendenza. Era una conseguenza il fatto che fosse formativo, ma non è che oggi lo possiamo reintrodurre per ‘raddrizzare’ la testa dei giovani, ammesso che ci sia da raddrizzarla”. “Considero un errore – ha osservato il presidente del Senato – ritornare a immaginare un obbligo, non foss’altro perché chi ha proposto la base volontaria per primo è stato il Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del Msi, ndr) del quale sono stato dirigente nazionale. Capivamo che i tempi moderni presupponevano un esercito competente, e oggi i nostri militari a livello internazionale sono stimatissimi e hanno una preparazione che consente di poter interagire con gli eserciti più avanzati del mondo alla pari, nelle missioni internazionali. Con l’esercito di leva questo non sarebbe stato possibile”.


La Russa ha ricordato la sua passata iniziativa legislativa per un servizio volontario breve, “di 40 giorni o 60 giorni” per il quale “si incentivi chi vuole fare questa esperienza”, ad esempio con dei “benefit per entrare nelle forze armate, in polizia, nei vigili urbani o per avere benefit all’università o all’esame di maturità”.

Lombardia, in commissione Ambiente al Pirellone torna caso Basiano

Lombardia, in commissione Ambiente al Pirellone torna caso BasianoMilano, 22 mag. (askanews) – I rappresentanti di Arpa e di Città Metropolitana e il sindaco Douglas De Franciscis sono stati ascoltati in commissione ambiente della Regione Lombardia relativamente al problema delle molestie olfattive segnalate da cittadini di Basiano (Milano). A causare gli odori è l’azienda Vetroasfalto, presente in loco da quarant’anni e impegnata nella produzione di membrane impermeabili per diversi usi. Gli incontri di oggi seguono una prima audizione avvenuta la scorsa settimana con il Comitato di cittadini “Aria pulita”.


Da parte degli intervenuti è stata ripercorsa la storia di una vicenda che si protrae da qualche anno e che ha indotto l’amministrazione comunale a convocare già nel marzo del 2019 un primo tavolo tecnico, dando così il via alle procedure previste dalla dgr 3018 del 2012, il provvedimento regionale che stabilisce le soglie di tolleranza degli odori molesti e individua le azioni alle quali istituzioni e aziende devono attenersi. Da allora sono state avviate e completate le quattro fasi previste dalla dgr, con tanto di azioni di monitoraggio, accertamenti e adeguamenti strutturali realizzati dall’azienda. Una segnalazione del luglio del 2023 ha tuttavia riacceso i fari delle istituzioni, intervenute in seguito al sopralluogo dei Vigili del Fuoco (che hanno comunque escluso la presenza di sostanze tossiche). Arpa e Città Metropolitana hanno così pianificato nuovi controlli e nuove iniziative. E successivamente, nel gennaio 2024, Città Metropolitana ha inviato all’azienda una diffida chiedendo ulteriori interventi in termini di adeguamento e utilizzo degli impianti. A breve, è stato comunicato da Arpa, verrà stabilito un sopralluogo per nuovi accertamenti, la cui relazione verrà inviata anche alla Commissione.


Da parte dei Consiglieri regionali intervenuti – sia di maggioranza che di minoranza – è stata sottolineata positivamente la costante e continua attenzione al tema dimostrata dagli enti interessati. Il vice presidente della commissione ha poi chiuso la riunione evidenziando l’importanza del provvedimento regionale che regola la materia (la dgr 3018), aggiungendo che si tratta ora di proseguire la vigilanza con l’obiettivo di tutelare cittadini e lavoratori.

Piemonte, Pentenero: in primi 100 giorni lavoro su liste d’attesa

Piemonte, Pentenero: in primi 100 giorni lavoro su liste d’attesaMilano, 22 mag. (askanews) – “Nei primi cento giorni di governo il primo problema da affrontare è quello della sanità. Un problema che si porta dietro tutto: il malessere e il senso di abbandono delle persone”. Così Gianna Pentenero, candidata alla presidenza della Regione Piemonte per il centrosinistra, ha risposto alla domanda sui primi provvedimenti da adottare in caso di vittoria alle elezioni regionali, in occasione dell’incontro ‘Collegare il Piemonte al Futuro’, organizzato dalla Cisl Piemonte.


Pentenero ha poi continuato: “Serve immediatamente un piano di intervento da elaborare con le aziende, le parti sociali e tutti i soggetti interessati per affrontare i temi più urgenti: personale e riduzione delle liste d’attesa”. Proseguendo con le altre priorità ha detto: “La seconda questione è quella di riattivare quei cantieri che possiamo anche dire che sono ripartiti o che sono stati inaugurati, ma sono fermi o procedono a rilento. Bisogna accelerare, individuando tutte le leve possibili”.


“Terzo, occorre far partire le misure di accompagnamento per le persone. Bene le misure che integrano la cassa integrazione da parte della Regione, ma se arriviamo a questo provvedimento è perché lo Stato, che fino all’anno scorso contribuiva con sue risorse, adesso si è tirato indietro. Ma i soldi del Fondo sociale europeo finalmente possiamo anche utilizzarli sulla non autosufficienza e anche su questo possiamo lavorare subito”, ha poi concluso.

Termovalorizzatore Roma, Gualtieri: gara aggiudicata entro estate

Termovalorizzatore Roma, Gualtieri: gara aggiudicata entro estateRoma, 22 mag. (askanews) – Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri sceglie i suoi social per dare la notizia dell’apertura della busta dell’unico raggruppamento industriale presentatosi al bando per la costruzione del nuovo termovalorizzatore di Roma. “Andiamo avanti con il termovalorizzatore di Roma: lunedì è stata aperta la busta del bando pubblico per la realizzazione dell’impianto e debbo dire che la presentazione dell’offerta che è arrivata dal raggruppamento guidato da Acea è un’ottima notizia per la città”, spiega Gualtieri in un video.


“Ora verranno fatte tutte le dovute verifiche e valutazioni previste dalla legge – continua il sindaco -. Comincia una nuova fase operativa con l’obiettivo di arrivare all’aggiudicazione definitiva prima dell’estate. Quindi avanti tutta, per aprire il cantiere del termovalorizzatore tra la fine del 2024 e l’inizio dell’anno prossimo. Vogliamo cancellare una volta per tutte il ricorso alle discariche e la vergogna di un modello costoso, inquinante e inefficiente”. Roma, sottolinea Gualtieri, “vuole rivoluzionare il ciclo dei rifiuti e trattarli in proprio, e costruire finalmente un’autonomia impiantistica come tutte quante le altre capitali europee e le grandi città italiane hanno già fatto. Indietro non si torna”.

”A Nome loro”, la maratona musicale contro le mafie

”A Nome loro”, la maratona musicale contro le mafieRoma, 22 mag. (askanews) – Un fragoroso urlo collettivo contro tutte le forme di criminalità organizzata che si leva da un territorio fortemente segnato dalla presenza mafiosa. Per liberarsene, riverberandosi in tutta la Penisola.


Dopo il fulmineo successo dello scorso anno, torna “A Nome Loro – Musiche e voci per le vittime di mafia”, una lunga maratona musicale (e non solo) che il 25 maggio 2024, dal primo pomeriggio a mezzanotte, nello straordinario scenario del Parco Archeologico di Selinunte, Comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani, riunirà alcuni dei più importanti protagonisti della musica italiana, oltre a giornalisti, attivisti e familiari di vittime della mafia. L’evento inoltre verrà trasmesso in diretta su Rai Radio 2 e sul Canale 202 del digitale terrestre dalle 21 alle 23.


Una seconda edizione che intende ribadire con forza, attraverso la vitalità della musica e la bellezza di un luogo dall’immenso patrimonio archeologico, l’esigenza di tenere alta la guardia rispetto al fenomeno mafioso e mantenere vivo il ricordo delle vittime di mafia. Ma che intende anche valorizzare l’estrema ricchezza artistico-culturale di una terra per troppo tempo identificata esclusivamente con le attività del crimine organizzato, grazie alla costruzione di una relazione fra la produzione culturale locale e quella nazionale e internazionale. Levante, La Rappresentante di Lista, Malika Ayane, Raiz, Daniele Silvestri, Paolo Fresu, Arisa, Simona Molinari che si esibirà anche insieme al Coro Do Re Mi dei bambini della scuola “Giuseppe Di Matteo” di Castelvetrano, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Gianluca Petrella, Anna Castiglia, Davide Shorty, Modena City Ramblers, Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus, Andrea Satta dei Têtes de Bois, Angelo Sicurella, Bonnot, Giuseppe Anastasi, Silvia Mezzanotte e Mario Lavezzi sono i protagonisti della line up, oltre a una nutrita rappresentanza di musicisti siciliani come Martina Cirri, Cico Messina, Gli Asteroidi, Revolution Girl, Ermes Russo, I Musicanti, Senia, Gli Ottoni Animati, I Brugnano e il Coro Sinfonico Siciliano.


Due le resident band che abiteranno il palco durante tutto l’evento, accompagnando alcuni degli artisti in programma ma non solo. La prima, guidata dalla stessa Sade Mangiaracina al piano, con Marco Bardoscia al basso, Gianluca Brugnano alla batteria e Osvaldo Lo Iacono alla chitarra. La seconda, composta invece da Riccardo Russo al piano e alle chitarre, Salvatore Maltana al basso e Valter Sacripanti alla batteria. Sul palco, a portare la loro testimonianza di impegno e di memoria, saliranno inoltre attrici e attori come Dajana Roncione, Donatella Finocchiaro, Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Fabrizio Ferracane e I Sansoni mentre nell’area antistante al Tempio E, direttamente gestita dall’agenzia di stampa ANSA, si avvicenderanno giornalisti esperti dell’argomento, esponenti della società civile come i rappresentanti di Addiopizzo, il giornalista Lirio Abbate e alcuni familiari di vittime di mafia come Salvatore e Emilia Catalano, Francesco Mongiovì, Rosa Maria Vento, Fina Valenti e Giovanni Montinaro. Inoltre, sarà presente anche Giuseppe Cimarosa, apprezzato regista e performer di Teatro Equestre, figlio del collaboratore di giustizia Lorenzo e nipote di Matteo Messina Denaro, da cui molti anni fa ha preso nettamente le distanze, impegnandosi, da allora, in una continua e appassionata testimonianza contro tutte le mafie.

Panasonic venderà la produzione di proiettori per grandi eventi

Panasonic venderà la produzione di proiettori per grandi eventiRoma, 22 mag. (askanews) – Panasonic intende vendere la sua attività di produzione di proiettori di fascia alta, per concentrare le sue risorse sui sistemi di supply chain digitali. Lo riferisce oggi il Nikkei.


Panasonic Connect, appartenente al conglomerato Panasonic Holdings, deciderà un acquirente per l’attivit entro giugno, con un prezzo di vendita stimato di 80 miliardi di yen (471 milioni di euro). La vendita servirà a raccoglier fondi per espandere il business dei sistemi di Panasonic Connect, un’area di crescita prioritaria incentrata su Blue Yonder, uno sviluppatore di software per la supply chain con sede negli Stati Uniti.


Pare che il gruppo giapponese di servizi finanziari Orix abbia mostrato interesse come possibile acquirente del business dei proiettori, così come almeno un fondo di investimento internazionale. Panasonic Connect è uno dei nomi più importanti al mondo nei proiettori di fascia alta per grandi eventi e li ha forniti per le Olimpiadi di Tokyo 2020.


Panasonic Holdings ha acquistato Blue Yonder nel 2021 per oltre 7 miliardi di dollari. Per Panasonic Holdings, la cessione del business dei proiettori rappresenterebbe la più grande dismissione dalla vendita di Panasonic Automotive Systems alla società statunitense di private equity Apollo Global Management, annunciata lo scorso anno.


Panasonic Holdings sta avanzando una strategia di crescita tripartita che include batterie per veicoli elettrici, pompe di calore e gestione della supply chain. Prevede di investire quasi 600 miliardi di yen (3,5 miliardi di euro) nel business delle batterie per veicoli elettrici nei tre anni fino all’anno fiscale 2024.

Fivi presenta a europarlamentari il “Manifesto” per futuro del vino

Fivi presenta a europarlamentari il “Manifesto” per futuro del vinoMilano, 22 mag. (askanews) – La Federazione italiana dei vignaioli indipendenti (Fivi), di concerto con la Confederazione europea dei vignaioli indipendenti (Cevi), ha scritto nei giorni scorsi alle candidate e ai candidati italiani al Parlamento Europeo presentando il “Manifesto dei Vignaioli indipendenti per il futuro del sistema vitivinicolo”. Un documento, suddiviso in cinque punti prioritari, che vuole sensibilizzare i nostri europarlamentari “sull’importanza di legiferare in modo efficace, coerente e armonioso, per garantire un futuro al comparto vitivinicolo europeo”.


Ricordando che oltre metà delle normative che regolano il settore vitivinicolo vengono elaborate, discusse e approvate a Bruxelles, il presidente della Fivi, Lorenzo Cesconi, ha spiegato che “il vino non è semplicemente una bevanda alcolica ma è innanzitutto un prodotto agricolo: questo è il caposaldo non solo del nostro Manifesto ma di tutto l’impegno che mettiamo e metteremo in campo per tutelare la viticoltura italiana ed europea”. “I vignaioli sono protagonisti di un modello produttivo sostenibile in ogni fase della filiera: in campagna, in cantina, sul mercato” ha proseguito, ricordando che “senza viticoltura non c’è paesaggio rurale storico, non c’è tutela territoriale contro il dissesto idrogeologico, c’è abbandono della terra e spopolamento delle aree interne”. “Senza vignaioli, il mercato del vino sarebbe appannaggio di prodotti industriali avulsi dal territorio” ha continuato Cesconi, precisando che “alle istituzioni europee diciamo: non chiediamo semplicemente sussidi, ma il riconoscimento del nostro ruolo e una strategia coerente che punti a una riforma strutturale del sistema vitivinicolo europeo, all’altezza dei grandi cambiamenti in atto, climatici, geopolitici e di consumo”. I punti principali evidenziati dalla Fivi sono: “il riconoscimento del vino come prodotto agricolo, riformando la Pac in modo più inclusivo per i piccoli produttori; la sostenibilità economica, attuando misure che riducano i costi di produzione, semplifichino le vendite e rendano più semplice, efficiente e competitiva la conduzione delle piccole imprese vitivinicole; la sostenibilità ambientale, con il sostegno alla transizione agroecologica e la ricerca di nuove tecniche agronomiche, non puntando tutte le carte solo sulle tecnologie di evoluzione assistita; la sostenibilità sociale, rafforzando il raccordo tra aziende agricole e territorio, valorizzando le esternalità positive delle imprese verticali. Infine, la richiesta di non imporre nuove misure restrittive sul consumo moderato e consapevole di vino, sostenendo con forza l’obiettivo di combattere l’abuso e il consumo dannoso”.


“Nelle prossime settimane incontreremo tutti i candidati che avranno piacere e interesse a confrontarsi con noi” ha annunciato Cesconi, concludendo che “il futuro del sistema vitivinicolo europeo non riguarda solo i quasi tre milioni di addetti che lavorano direttamente o indirettamente nel settore, ma tutta la società europea e le comunità territoriali, generando 130 miliardi di euro di Pil, 52 miliardi di euro di entrate fiscali e attirando oltre 36 milioni di turisti del vino: chi avrà l’onore e l’onere di sedere in Parlamento europeo, è importante che ne sia consapevole e conosca a fondo un settore così importante per il futuro dell’Europa”. Foto di Michele Purin

Europee, Salvini sente Le Pen: punto su composizione gruppo Id

Europee, Salvini sente Le Pen: punto su composizione gruppo IdRoma, 22 mag. (askanews) – Videocollegamento tra Matteo Salvini e Marine Le Pen. “È stata l’occasione – fa sapere la Lega – per fare il punto della situazione in vista delle Europee, anche alla luce delle riflessioni condivise ieri sulla futura composizione del gruppo Id”.


Nella giornata di ieri il braccio destro di Le Pen, Jordan Bardella, ha annunciato la rottura con i tedeschi di AfD: “Non siederemo più nello stesso gruppo”, ha detto in seguito alle affermazioni di Maximilian Krah, capolista di AfD, secondo cui non tutte le SS possano essere considerati criminali di guerra.

Mosca vuole rivedere i confini del Baltico, la Lituania: è guerra ibrida

Mosca vuole rivedere i confini del Baltico, la Lituania: è guerra ibridaRoma, 22 mag. (askanews) – Il ministero della Difesa russo ha proposto una revisione dei confini delle acque territoriali russe nel Mar Baltico, un passo che il Cremlino oggi ha descritto come non politico, salvo poi aggiungere che “la situazione politica è cambiata in modo significativo” e la Federazione russa deve adottare “misure adeguate” a difesa della propria sicurezza.


Mosca ha lanciato “un’altra operazione ibrida, questa volta tentando di diffondere paura, incertezza e dubbio sulle loro intenzioni nel Mar Baltico”, ha affermato Gabrielius Landsbergis, il ministro degli Esteri lituano. “Si tratta di un’evidente escalation contro la NATO e l’UE, e deve essere affrontata con una risposta adeguatamente ferma”, aggiunge Landsbergis. Il governo lituano sulla vicenda ha convocato l’incaricato d’affari russo a Vilnius. Di minaccia ibrida ha parlato anche la Finlandia, che sta “elaborando i dettagli”, ha detto il ministro degli Esteri Elina Valtonen, neo-membro della Nato il cui confine con la Russia costeggia il Golfo di Finlandia, sui cui si affaccia San Pietroburgo. “Vale la pena ricordare che anche la confusione è un’influenza ibrida”, ma “la Finlandia non è confusa”, ha sottolineato Valtonen, ricordando che il trasferimento dei confini marittimi è regolato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, di cui la Russia è parte.


Secondo il dicastero russo che ha proposto la modifica, le coordinate delle frontiere marittime utilizzate dal 1985 fanno riferimento a carte della metà del secolo scorso e non sono adeguate a versioni cartografiche più recenti. La bozza di decreto non precisa come si intende modificare il confine marittimo. L’area interessata sarebbe quella di Kalinigrad, exclave russa incuneata tra Lituania e Bielorussia, avamposto iper-militarizzato dove si trovano il quartier generale della Flotta del Baltico, due basi aeree e batterie di missili Iskander in grado di trasportare testate atomiche. La Russia non ha intenzione di rivedere la linea di confine statale nel Baltico, ha detto una fonte diplomatico-militare russa citata dalle agenzie russe, “non c’erano e non ci sono intenzioni di rivedere l’ampiezza delle acque territoriali, della zona economica, della piattaforma continentale al largo della costa continentale e della linea di confine statale della Federazione Russa nel Baltico”.


Poi il portavoce del Cremlino ha rilanciato. “Vedete come le tensioni si stanno intensificando, il livello di confronto, soprattutto nella regione baltica. Naturalmente, ciò richiede misure adeguate da parte dei nostri dipartimenti competenti per garantire la nostra sicurezza”, ha detto Peskov, rimandando al ministero della Difesa per ulteriori dettagli.