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Tag: Sanremo 2023

Austin: Usa continueranno ad armare Taiwan

Austin: Usa continueranno ad armare TaiwanRoma, 16 nov. (askanews) – Il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin ha rinnovato oggi l’impegno di Washington ad armare Taiwan, suggerendo che gli Stati Uniti continueranno a sviluppare legami militari con l’isola anche in caso di ripresa del dialogo con la Cina. Lo riferisce Nikkei Asia.

“Con il Taiwan Relations Act, ci impegniamo a fare ciò che è necessario per aiutare Taiwan ad acquisire i mezzi per difendersi”, ha detto Austin a un piccolo gruppo di giornalisti a Giacarta a margine della conferenza ASEAN Defense Ministers Plus. “Non credo che nulla… di ciò che entrambi i leader hanno discusso possa far sì che la situazione si muova in una direzione diversa”, ha aggiunto riferendosi al vertice tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping di ieri.

Il commento di Austin contrasta direttamente con la richiesta di Xi a Biden che Washington smetta di vendere armi a Taiwan. Xi ha affermato che Taiwan è la questione “più importante e delicata” nelle relazioni Usa-Cina, secondo la lettura dell’agenzia di stampa Xinhua. Xi ha detto agli Stati Uniti di smettere di armare Taiwan e di sostenere la riunificazione pacifica della Cina.

Stretta Ue sui crimini ambientali, nuovi reati e nuove sanzioni

Stretta Ue sui crimini ambientali, nuovi reati e nuove sanzioniBruxelles, 16 nov. (askanews) – I negoziatori del Parlamento europeo, della presidenza di turno spagnola del Consiglio Ue e della Commissione europea hanno raggiunto un accordo provvisorio, nel pomeriggio a Bruxelles, sulla revisione della direttiva Ue sui crimini ambientali, che comprende disposizioni per migliorare le indagini, la definizione di nuove tipologie di reati, e il rafforzamento e l’armonizzazione delle sanzioni non solo contro gli individui, ma per la prima volta anche contro le persone giuridiche nell’Unione.

L’accordo dovrà ora essere confermato dal Parlamento europeo, con un voto della plenaria dopo un passaggio in commissione Affari giuridici, e dal Consiglio Ue. La direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Le nuove norme sostituiscono la precedente direttiva del 2008, divenuta obsoleta di fronte agli sviluppi del diritto ambientale dell’Ue. A seguito di una valutazione nel 2019-2020, la Commissione europea ha concluso che gli effetti della direttiva erano stati limitati, poiché il numero di casi indagati con successo e conclusi le penalità previste è rimasto limitato. Inoltre, i livelli di sanzioni imposti erano troppo bassi per essere dissuasivi e la cooperazione transfrontaliera non veniva effettuata in modo sistematico. Il 15 dicembre 2021 la Commissione ha presentato perciò una proposta di revisione per migliorare l’efficacia della direttiva.

L’accordo raggiunto oggi dai co-legislatori sulla proposta della Commissione prevede di aumentare da nove a 18 il numero di reati attualmente previsti dal diritto penale dell’Ue. Tra i nuovi reati figurano il traffico di legname, che è una delle principali cause di deforestazione in alcune parti del mondo, il riciclaggio illegale di componenti inquinanti delle navi, gravi violazioni della legislazione sulle sostanze chimiche, l’importazione e l’uso di mercurio e gas fluorurati a effetto serra, l’importazione di specie invasive, l’esaurimento illegale delle risorse idriche e l’inquinamento causato dalle navi. Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno inoltre concordato una definizione di “reato aggravato”, con sanzioni più severe, per tutte le violazioni della legge, commesse intenzionalmente, che causano distruzione o danni particolarmente gravi all’ambiente (irreversibili, di lunga durata, diffusi e consistenti con impatto su un ecosistema di notevoli dimensioni o valore ambientale, o su un habitat naturale all’interno di un sito protetto, o sulla qualità dell’aria, del suolo o dell’acqua). Tra questi figurano reati paragonabili all’ecocidio con risultati catastrofici, come l’inquinamento diffuso o gli incendi boschivi su larga scala.

Per le persone fisiche, compresi i rappresentanti delle aziende, che commettono uno dei reati previsti dalla direttiva, è prevista la reclusione massima non inferiore a dieci anni in caso di delitti dolosi che causano la morte di una persona; non inferiore a otto anni in casi di reato aggravato con risultati catastrofici per l’ambiente; non inferiore a cinque anni per i reati commessi con negligenza grave che abbia causato la morte di una persona; e una pena detentiva massima fra i tre e i cinque anni per altri reati intenzionali inclusi nella legislazione, a seconda di fattori quali la durata, la gravità o la reversibilità del danno. Riguardo alle persone giuridiche è prevista una sanzione pecuniaria massima pari al 5% del fatturato complessivo mondiale dell’impresa, o in alternativa una multa da 40 milioni di euro per i reati più gravi, e per tutti gli altri reati una sanzione pecuniaria massima pari al 3% del fatturato complessivo mondiale della persona giuridica, o in alternativa una multa da 24 milioni di euro.

Possono inoltre essere adottate misure aggiuntive, come l’obbligo per i trasgressori di ripristinare l’ambiente danneggiato o di risarcire il danno causato, l’esclusione dall’accesso a finanziamenti pubblici e la revoca di permessi o autorizzazioni. Le persone e le associazioni che denunciano reati ambientali e collaborano con le autorità esecutive beneficeranno di misure di sostegno nell’ambito del procedimento penale. L’individuazione e la sanzione dei crimini ambientali richiede un’efficace catena di azioni che coinvolga la giustizia e le forze dell’ordine. Gli operatori che lavorano sul campo, compresi ispettori, agenti di polizia, pubblici ministeri e giudici, dovranno beneficiare di risorse sufficienti, sia finanziarie e che in termini di personale adeguato, e di una formazione specializzata regolare, nonché di strumenti efficaci per l’applicazione delle norme, il coordinamento, la cooperazione e la raccolta dei dati. Gli Stati membri dovranno organizzare anche delle campagne di sensibilizzazione per ridurre la criminalità ambientale, e saranno inoltre tenuti a preparare strategie nazionali di lotta alla criminalità ambientale e a raccogliere i relativi dati statistici, mentre la Commissione europea dovrà aggiornare regolarmente l’elenco dei reati penali. Dato che la criminalità ambientale è un fenomeno globale complesso che richiede l’impegno di diverse autorità e spesso ha effetti transfrontalieri, la nuova direttiva faciliterà la cooperazione e il coordinamento delle autorità nell’Ue e a livello internazionale. Nei casi di reati transfrontalieri, le autorità nazionali saranno tenute a cooperare tra loro e con altri organismi competenti, come Eurojust, Europol o la Procura europea. La Commissione europea ha accolto con favore l’accordo provvisorio, sottolineando in una nota che la nuova direttiva migliorerà l’efficacia dell’applicazione del diritto penale ai reati ambientali più gravi che possono avere effetti devastanti sia sull’ambiente che sulla salute umana, e contribuirà a raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo. “Una volta entrata in vigore la nuova direttiva, gli Stati membri dovranno includere nelle loro leggi penali una maggiore precisione nella definizione delle categorie di reati ambientali, nonché efficaci sanzioni dissuasive per i trasgressori. Il nuovo quadro giuridico contribuirà a garantire che gravi reati ambientali non rimangano impuniti”, rileva la nota. “La criminalità ambientale provoca danni devastanti al nostro ambiente, nuoce alla nostra salute e alla nostra economia. Per troppo tempo i criminali hanno tratto profitto dalla debolezza delle sanzioni e dalla mancanza di applicazione delle norme”, ha commentato Virginijus Sinkevicius, commissario per l’Ambiente. La nuova direttiva, ha aggiunto, “garantirà meglio che le violazioni più gravi delle norme ambientali siano considerate crimini, che le forze dell’ordine siano più efficaci sul campo e che i difensori dell’ambiente siano più protetti e riconosciuti”. La criminalità ambientale è la quarta attività criminale più importante al mondo ed è considerata una delle principali fonti di reddito per la criminalità organizzata insieme alla droga, alle armi e al traffico di esseri umani. E’ difficile da individuare, perseguire e punire e ha un impatto notevole non solo sull’ambiente ma anche sulla salute umana. Secondo la Commissione, il fenomeno sta crescendo a tassi annuali compresi tra il 5% e il 7% a livello globale, creando danni duraturi agli habitat, alle specie, alla salute delle persone e alle entrate fiscali dei governi e delle imprese. Secondo le stime dell’Unep e dell’Interpol, pubblicate nel giugno 2016, le perdite economiche annuali causata dalla criminalità ambientale sono comprese tra i 91 e i 258 miliardi di dollari.

Bmw, motorsport protagonista nella “casa” di via Monte Napoleone

Bmw, motorsport protagonista nella “casa” di via Monte NapoleoneMilano, 16 nov. (askanews) – Motorsport protagonista alla House of Bmw di via Monte Napoleone 12 a Milano con la Bmw M Hybrid V8 che nel 2024 segnerà il ritorno del brand nel Fia World Endurance Championship categoria Hypercars e alla 24 Ore di Le Mans. A fare da cornice all’hypercar, la Bmw M4 che ha vinto il campionato italiano GT e i protagonisti del mondo motorsport Bmw, insieme al presidente e Ad di Bmw Italia, Massimiliano Di Silvestre.

Bmw ha una storia di successi nelle corse di prototipi dove spicca la vittoria di Le Mans nel 1999 con la Bmw V12 Lmr guidata da Pierluigi Martini. La nuova Bmw M Hybrid V8 ha debuttato quest’anno nel campionato Imsa WeatherTech SportsCar nel Nord America, il mercato più importante per Bmw M. A caratterizzare la Bmw M Hybrid V8, la livrea creata dall’artista newyorkese Julie Mehretu che ha dato vita alla ventesima Bmw Art Car. Un’analogia con la vettura che vinse a Le Mans nel 1999 la Bmw V12 Lmr guidata da Pierluigi Martini, 15esima Bmw Art Car interpretata dall’artista Jenny Holzer. “Bmw iscriverà la Bmw M Hybrid V8 Art Car di Mehretu alla 24 Ore di Le Mans nel giugno 2024. Questa iniziativa prosegue una tradizione quasi cinquantennale: dal 1975, artisti come Alexander Calder, Andy Warhol e Jeff Koons hanno creato le livree delle auto da corsa per Bmw”, ha detto Di Silvestre. La Bmw M Hybrid V8 sarà visibile nel cortile della House of Bmw fino al 28 novembre.

Il dna sportivo di Bmw è stato riaffermato nel 2023 anche da Bmw Italia, con la partecipazione a campionati di spicco. Il Bmw Italia Ceccato Racing Team, gestito da Roberto Ravaglia, si è aggiudicato, infatti, sia il titolo Sprint che Endurance del Campionato Italiano Gran Turismo, con due Bmw M4 GT3. La serata è stata l’occasione per celebrare questo trionfo e premiare anche i vincitori delle varie categorie della Bmw M2 CS Racing Cup Italia.

Tensione alle stelle sul salario minimo, arriva delega che lo affonda

Tensione alle stelle sul salario minimo, arriva delega che lo affondaRoma, 16 nov. (askanews) – Tensione alle stelle sul salario minimo tra maggioranza e opposizione. Alla fine è arrivato in commissione Lavoro della Camera l’emendamento del centrodestra che, di fatto, affonda definitivamente la proposta delle opposizioni. E la minoranza annuncia un’opposizione “durissima e senza sconti”. Il testo è atteso in Aula il 28 novembre, dopo i rinvii di questi mesi.

La ricetta del centrodestra, messa nero su bianco, punta ad una retribuzione “equa” da costruire, categoria per categoria, nei tempi di una legge delega “in materia di retribuzione dei lavoratori e contrattazione collettiva”, con decreti legislativi da varare entro sei mesi, che certifica quindi il ‘no’ ad un salario minimo per legge su cui i gruppi di minoranza negli ultimi mesi hanno trovato la convergenza producendo il loro progetto di legge unitario (tranne Italia Viva) e su cui hanno raccolto le firme nel Paese. L’esecutivo, “dopo aver buttato la palla in tribuna rivolgendosi al Cnel sgonfierà la palla e umilierà il Parlamento”, attacca il presidente M5S Giuseppe Conte, che aggiunge: con un “decreto legislativo cercheranno di fermare l’onda perché hanno visto che stavamo ancora raccogliendo le firme. Si stanno industriando in tutti i modi per cercare di allontanare questa norma di civiltà”. Arturo Scotto (capogruppo Pd in commissione Lavoro) parla di “colpo di mano” che “trasforma una legge delle opposizioni in una delega”. Si “cancella la battaglia del salario senza mai nominarlo”, per Angelo Bonelli (co-portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra). E il segretario di Sinistra italiana Fratoianni: il governo è “contro in lavoratori poveri”.

In un passaggio dell’emendamento, interamente sostitutivo della pdl sul salario minimo, si legge che si dovranno “prevedere strumenti di incentivazione” per “favorire lo sviluppo progressivo della contrattazione di secondo livello” anche “per fare fronte alle diversificate necessità correlate all’incremento del costo della vita e alle differenze dei costi su base territoriale”. Immediata la protesta del Pd contro quelle che secondo i Dem sono “gabbie salariali”. Stesso giudizio dai Cinque Stelle: è “il ritorno di un principio, pericoloso e anacronistico, che, se già non bastasse l’Autonomia differenziata, provocherà ulteriori spaccature fra Nord e Sud”. A stretto giro, il presidente della commissione Lavoro, Walter Rizzetto (Fdi), risponde affermando che si tratta di “reazioni scomposte da chi si sente spogliato di un tema che pensava fosse esclusivo” e puntualizza che il testo non contempla le ‘gabbie salariali’, “piuttosto” la “contrattazione di secondo livello”, invitando a “leggere” meglio. “Invece no – replica Giuseppe Conte – all’articolo 1, secondo comma, lettera D del loro emendamento parlano di salari differenziati in relazione alle varie aree d’Italia, quindi significa tra nord e sud. Una prospettiva scellerata che reintroduce le gabbie salariali che pensavamo di aver superato una volta per tutte”.

“E’ una grave scorrettezza – osserva Matteo Richetti (Azione) – snatureranno il provvedimento, senza alcuna previsione di una soglia minima. Avremo cioè una proposta sul salario minimo che non ha un compenso minimo: è una presa in giro alla quale ci opporremo in Parlamento”. Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro Dem, si sofferma su un altro punto che definisce “pericoloso”: la “maggioranza ha tirato finalmente fuori il coniglio dal cilindro: il contratto collettivo nazionale maggiormente applicato”, ossia “non ancorato ad alcun criterio di rappresentatività dei soggetti che lo firmano” e che “favorisce paradossalmente i contratti pirata”, tagliando fuori le “associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative”.

Sinora sul tavolo c’era stato, oltre alla pdl delle opposizioni, un emendamento di Forza Italia. Che, spiegano fonti parlamentari, per il momento lì resta. Un testo che, secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani arginerà anche i contratti pirata. Spulciando tra le proposte arrivate in commissione Lavoro, ce n’è anche una di Italia Viva che cancella il riferimento dal testo dei “9 euro” chiedendo che sia una futura commissione a stabilirlo. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, aveva ribadito che il governo guarda ad una “equa retribuzione, nell’ambito della contrattazione collettiva” da ricavare “da tutta una serie di fattori”. Così nell’emendamento depositato, che verrà messo ai voti la prossima settimana, c’è la delega al governo per “garantire l’attuazione del diritto di ogni lavoratore e lavoratrice a una retribuzione proporzionata e sufficiente, come sancito dall’articolo 36 della Costituzione, rafforzando la contrattazione collettiva e stabilendo i criteri che riconoscano l’applicazione dei trattamenti economici complessivi minimi dei contratti collettivi nazionali maggiormente applicati”. Tra gli “obiettivi” esplicitati la lotta al dumping e al lavoro “sottopagato”. Nel caso di contratti scaduti e non rinnovati in tempi congrui si punta all’intervento del ministro ma “a valere sui soli trattamenti economici minimi complessivi, tenendo conto delle peculiarità delle categorie di riferimento e, se del caso, considerando i trattamenti economici minimi complessivi previsti da contratti collettivi più applicati vigenti in settori affini”.

Zurich Italia, Bruno Scaroni nominato Ceo da gennaio 2024

Zurich Italia, Bruno Scaroni nominato Ceo da gennaio 2024Milano, 16 nov. (askanews) – Zurich Insurance Group ha nominato Bruno Scaroni amministratore delegato di Zurich Italia. Bruno Scaroni lascerà dal 31 dicembre il gruppo Generali – dove attualment ricopre l’incarico di group chief transformation officer – e subentrerà a Giovanni Giuliani. La sua nomina avrà decorrenza dal primo gennaio 2024. Scaroni Riporterà ad Alison Martin, Ceo Emea & Bank Distribution.

Bruno Scaroni rientra quindi in Zurich, dove già dal 2008 al 2013 si era occupato dello sviluppo del business sia a livello di Country che a livello di Gruppo. Più recentemente, ha ricoperto ruoli crescenti nel Gruppo Generali: responsabile della Distribuzione in Italia, Ceo di Europe Assistance Italia, Group Strategy and Business Accelerator Director e, dal 2021, Group Chief Transformation Officer. “Questa nomina rappresenta un ulteriore passo in avanti per raggiungere i nostri obiettivi strategici e accelerare nella transizione verso la Zurich del futuro”, ha affermato Alison Martin. “Sono lieta – ha proseguito – che Bruno Scaroni faccia ritorno in Zurich, dove in passato aveva già seguito il business italiano. La sua visione strategica, la sua conoscenza del mercato italiano e l’esperienza degli ultimi dieci anni nell’ambito della trasformazione e dell’innovazione saranno fondamentali per guidare lo sviluppo futuro delle nostre attività in Italia. Ringrazio Giovanni Giuliani per l’importante contributo al successo del Gruppo Zurich negli ultimi sette anni”.

A loro volta, in una nota, Assicurazioni Generali e l’Ad Philippe Donnet hanno espresso il proprio “sentito ringraziamento” a Bruno Scaroni “per l’assiduo e proficuo impegno profuso a favore del Gruppo”. Donnet ha commentato: “Ringrazio Bruno per il grande impatto che ha sempre avuto in Generali nel contribuire a sviluppare e rendere sempre più efficace la nostra strategia di forte trasformazione. Gli auguro altrettanto successo nelle sue prossime sfide professionali”.

Violenza donne, Meloni: film Cortellesi coraggioso, spero incontrarla

Violenza donne, Meloni: film Cortellesi coraggioso, spero incontrarlaRoma, 16 nov. (askanews) – “Un film molto coraggioso e stimolante. Faccio i miei complimenti a Paola Cortellesi e sarei contenta di incontrarla a Palazzo Chigi”. Interpellata da Alley Oop – Il Sole 24 Ore, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde così all’appello di Paola Cortellesi, che alla sua prima prova alla regia con ‘C’è ancora domani’ sta spopolando nelle sale italiane.

Cortellesi aveva rivolto alla premier e alla segretaria del Pd, Elly Schlein, l’invito a unire le forze “su temi che le riguardano entrambe, come la prevenzione dei femminicidi, a partire dalla scuola”. “La politica del governo e la mia posizione personale sul contrasto alla violenza sulle donne sono sempre state tese alla ricerca della massima collaborazione”, sottolinea Meloni. “Lo abbiamo dimostrato con il ddl del ministro Roccella, sul quale abbiamo cercato le più ampie convergenze, ottenendo dopo alcune interlocuzioni e aperture l’unanimità del voto parlamentare”.

Roma, Gualtieri: prolungamenti metro A-B e linea D entro 2030

Roma, Gualtieri: prolungamenti metro A-B e linea D entro 2030Roma, 16 nov. (askanews) – “Sta per essere bandita la gara per la progettazione del prolungamento della metro A da Battistini a Monte Spaccato, mentre a breve affideremo a Roma metropolitane la progettazione del prolungamento fino a Monte Mario, le project review del prolungamento della linea B da Rebibbia a Casal Monastero e della linea D. L’obiettivo è di aprire il cantiere della D e di concludere tutti i prolungamenti della A della B entro il 2030”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri presentando il suo secondo Rapporto alla città presso l’Auditorium Parco della Musica.

Uila: positive norme in Cdm su condizionalità sociale Pac

Uila: positive norme in Cdm su condizionalità sociale PacRoma, 16 nov. (askanews) – “Esprimiamo soddisfazione per il recepimento da parte del governo delle istanze avanzate dal sindacato in merito alla condizionalità sociale della Politica agricola comune (PAC) e al relativo regime sanzionatorio previsto a carico delle aziende che violano le norme sul lavoro”. Così il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza in merito ai contenuti dello schema di Dlgs di modifica del precedente decreto del 17 marzo 2023 approdato oggi in Consiglio dei ministri.

“Apprezziamo, in particolare – aggiunge Mantegazza – l’incremento della percentuale di contributi Pac che saranno decurtati in caso di violazione delle Direttive europee indicate nel Regolamento 2021/2115 e l’aver previsto la sospensione dell’erogazione dei premi Pac nel caso di violazione della legge 199/2016 e dell’art. 603 bis del Codice penale”. “Il nostro paese è stato uno tra i primi in Europa ad aver voluto l’introduzione della condizionalità sociale nella riforma della PAC e ad applicarla volontariamente sin dall’anno in corso. Il sindacato italiano insieme a quello europeo Effat sono stati protagonisti di questa lunga battaglia che, con le decisioni assunte dal governo, segna un altro passo in avanti nella lotta allo sfruttamento del lavoro agricolo in Italia”, conclude Mantegazza.

Federazione apicoltori: bene Parlamento Ue su etichette miele

Federazione apicoltori: bene Parlamento Ue su etichette mieleRoma, 16 nov. (askanews) – “La storica posizione della Federazione Apicoltori Italiani (FAI), anticipatrice dell’obbligo di indicare l’origine geografica del miele e le percentuali in caso di miscela, viene sostenuta all’unanimità dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Le scelte espresse oggi sulla ‘Direttiva Colazione’, che riguarda soprattutto i consumatori ma anche noi apicoltori, portano verso una maggiore trasparenza delle etichette e rinforzano l’azione di contrasto alle frodi nel miele. Doveroso, da parte nostra, un ringraziamento a tutti gli Eurodeputati italiani che con il loro voto convinto hanno difeso la nostra apicoltura”. Il presidente nazionale della Federazione Apicoltori, Raffaele Cirone, commenta con soddisfazione le decisioni prese oggi a Bruxelles.

Il pacchetto di proposte legislative, noto come “Direttiva Breakfast”, contiene infatti svariate ipotesi di modifica della Direttiva miele 2001/110/CE: un provvedimento che gli apicoltori italiani, insieme ad una gran parte dei loro colleghi europei, hanno sempre considerato ambiguo e inadeguato a difendere i prodotti apistici di qualità, come anche gli interessi di produttori e consumatori. Già negli anni ’80, ricorda la Federazione Apicoltori Italiani, fu adottato il sigillo tricolore di origine e garanzia “FAI Miele Italiano” che ancora oggi i nostri produttori usano per distinguere e certificare la provenienza geografica del loro miele: iniziativa necessaria perché la Direttiva del miele non obbliga ancora a menzionare in etichetta i Paesi di origine e le percentuali del miele impiegato per le miscele presenti sul mercato e offerte a prezzi che mettono in ginocchio il comparto produttivo.

“L’obiettivo cui miriamo – conclude il presidente FAI Raffaele Cirone – è quello di far venire allo scoperto quegli Stati membri dell’Unione europea che nazionalizzano il miele extracomunitario, aggirando i dazi doganali e commercializzando miscele di mieli a prezzi insostenibili per gli apicoltori europei e italian”. Ben venga dunque il pronunciamento del Parlamento europeo, che, vogliamo tutti augurarci, vorrà presto introdurre l’obbligo generalizzato di etichette trasparenti per il miele.

Tennis, Djokovic vince in tre set e manda Sinner in semifinale

Tennis, Djokovic vince in tre set e manda Sinner in semifinaleRoma, 16 nov. (askanews) – Novak Djokovic firma il secondo successo nei round robin del “Gruppo Verde” alle Nitto ATP Finals di scena sul veloce indoor del Pala Alpitour di Torino. Ma ci mette un set di troppo: così al serbo potrebbe non bastare per centrare l’ingresso nelle semifinali ed inseguire il record del secondo trofeo al “Masters”.

Nella prima sfida della terza ed ultima giornata dei round robin del “Gruppo Verde” il 36enne di Belgrado (n.1), già sicuro di chiudere la stagione in testa per l’ottava volta in carriera, ha battuto 76(1) 46 61, in due ore e cinque minuti di partita, il polacco Hubert Hurkacz (n.9), subentrato come riserva ma senza poter puntare a nulla dopo il forfait (un po’ tardivo) del greco Tsitsipas. Complimenti, però, al 26enne Wroclaw che ha combattuto comunque fino all’ultimo. Grazie a questo successo in tre set Jannik Sinner è diventato il primo italiano in semifinale alle Nitto ATP Finals. Un traguardo ottenuto prima ancora di scendere in campo per la terza partita del girone contro Holger Rune. Deve ringraziare l’amico Hubert Hurkacz, subentrato al posto dell’infortunato Stefanos Tsitsipas, che ha vinto un set contro Novak Djokovic. Hurkacz è il miglior amico di Sinner nel torneo, ha sempre detto l’azzurro. Ed è anche il primo avversario che Jannik ha sconfitto in carriera all’esordio assoluto alle Nitto ATP Finals nel 2021 quando l’altoatesino è entrato come riserva al posto di Matteo Berrettini dopo la prima partita.

Quest’anno Sinner è già diventato il primo italiano con almeno due match vinti nella storia del torneo, ed è pronto a continuare la sua leggenda a Torino.