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Autore: Redazione StudioNews

Giappone, numero degli ultracentenari supera 95mila

Giappone, numero degli ultracentenari supera 95milaRoma, 17 set. (askanews) – Il numero dei centenari in Giappone ha superato all’inizio di questo mese quota 95mila. Lo segnala oggi il Ministero del Welfare e del Lavoro nipponico, avvertendo che rispetto allo stesso momento dello scorso anno, il numero delle persone che hanno superato questa è età è cresciuto di 2.980 unità.


Sono 54 anni di seguito che la crescita degli ultracentenari prosegue ininterrotta. Il primo settembre il loro numero era precisatente di 95.119. Di questi, l’88% (83.958) dono donne, mentre gli uomini sono 11.161. La giapponese più vecchia si chiama Tomomi Itooka e ha 116 anni. E’ nata insomma quando in Giappone era ancora imperatore Meiji, il grande riformatore del Giappone moderno, e il mondo non era ancora entrato nell’”inutile carneficina” della Prima guerra mondiale. Per quanto riguarda gi uomini, invece, il più vecchio si chiama Kiyotaka Mizuno e ha “solo” 110 anni.


L’area con più centenari in rapporto alla popolazione resta, come da 12 anni a questa parte, quella sudoccidentale della prefettura Shimane, mentre quella con meno centenari da 35 anni a questa parte è la prefettura di Saitama, nell’area della Grande Tokyo. Un’indicazione ulteriore del fatto che la grande città non aiuta a vivere più a lungo.

Grana Padano: no guerre dei dazi, regole comuni a tutela Dop

Grana Padano: no guerre dei dazi, regole comuni a tutela DopRoma, 17 set. (askanews) – Le indicazioni geografiche possono essere sempre più uno strumento di cooperazione internazionale, in un quadro di accordi e di regole comuni che il 29 settembre sarà al centro del convegno promosso da Origin Italia con Fondazione Qualivita e oriGin a Siracusa Ortigia nell’ambito del G7 Agricoltura. E’ quanto sottolinea in una nota il Consorzio di Tutela del Grano Padano, ricordando che “le produzioni tutelate dalle denominazioni d’origine protetta, eccellenze tra le indicazioni geografiche tipiche, rappresentano una ricchezza da tutelare e valorizzare per l’Unione Europea, che nel 1996 le ha regolate, ma possono rappresentare un modello per tutti i paesi, da definire con principi e norme condivisi”.


Ma il G7 Agricoltura dovrà prendere posizioni anche sul tema dei dazi, che il Consorzio Grana Padano con forza ha posto all’attenzione delle istituzioni italiane ed europee. “Oggi il principale pericolo viene dalla Cina, che minaccia di colpire le produzioni europee, con un danno limitato per il nostro export, ma che comunque viene penalizzato – sottolinea Stefano Berni, direttore generale del Consorzio – Quindi vogliamo denunciare al G7 come sempre le limitazioni al libero scambio siano un pericolo per il sistema produttivo, perché condiziona e orienta i mercati in modo artificioso e pesante”. Al G7 il Consorzio Grana Padano con tutto il sistema delle DOP ribadirà quindi il no alle “guerre dei dazi”. “Siamo produttori a fianco dei consumatori di tutto il mondo – spiega Berni – affinché la loro capacità di spesa non sia compromessa da balzelli voluti dalla politica, destinati a pesare sui costi necessari per garantire la massima qualità dei prodotti”.


Oggi Grana Padano è il formaggio a denominazione d’origine protetta più consumato nel mondo con oltre 5,4 milioni di forme prodotte nel 2023 ed un export che si avvicina al 50% delle vendite complessive. “Abbiamo raggiunto questo risultato, perché accordi internazionali chiari per adottare tutele efficaci e comuni ci hanno permesso di valorizzare la qualità del Grana Padano – spiega Renato Zaghini, presidente del Consorzio di Tutela – I consumatori sui mercati esteri scelgono il prodotto originale e non la copia, perché apprezzano e giudicano conveniente il rapporto qualità-prezzo, nonostante la feroce e sempre massiccia concorrenza dell’Italian Sounding”. E “con il nuovo piano produttivo triennale punteremo a crescere nella sostenibilità, investendo nella riduzione dell’impronta ambientale che già ci vede all’avanguardia in ricerca e risorse – spiega Zaghini – E in un mercato che ci consenta di essere competitivi troveremo le risorse per farlo”.

Energia, Nevi (FI): lavoriamo per riduzione della bolletta

Energia, Nevi (FI): lavoriamo per riduzione della bollettaRoma, 17 set. (askanews) – “La nostra bolletta energetica è troppo alta. L’acciaieria di Terni, ad esempio, ha dovuto bloccare un altoforno perché il costo della bolletta è così alto che gli conviene importare il prodotto grezzo dall’estero. Noi di Forza Italia oggi ci riuniremo con Tajani e Pichetto Fratin per approfondire la questione e vedere cosa si può fare nell’immediato per consentire a imprese e famiglie di avere una diminuzione delle spese”. Così interviene a Restart il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi.


“Negli anni ci si è cullati nell’importare gas dalla Russia e ora subiamo le conseguenze dell’innalzamento dei prezzi dovuto anche alla guerra in Ucraina. Il governo lavora per sbloccare le rinnovabili e la questione del nucleare, ma dobbiamo andare avanti per costruire le condizioni per arrivare a una soluzione strutturale”, aggiunge.

Coldiretti: 1 italiano su 4 sceglie le ferie green

Coldiretti: 1 italiano su 4 sceglie le ferie greenRoma, 17 set. (askanews) – Un italiano su quattro (25%) pratica il turismo sostenibile, spinto dalla crescente sensibilità verso il rispetto dell’ambiente e dalla necessità di ridurre il consumo energetico, puntando a tavola sul km zero, sulla Dieta Mediterranea e sul biologico, ma anche scegliendo strutture ricettive “green”. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Noto Sondaggi presentato a Palazzo Rospigliosi a Roma.


Se la percentuale dei turisti italiani che scelgono le ferie sostenibili è praticamente raddoppiata nello spazio degli ultimi dieci anni (dal 12% al 25%), cresce anche la sensibilità verso i singoli aspetti della vacanza. Quasi sei italiani su 10 (59%) dichiarano di porre attenzione a fare scelte che non danneggino l’ambiente al momento di pianificare la vacanza, dalla meta al mezzo di spostamento, fino al tipo di struttura da prenotare. “I dati confermano che l’agricoltura italiana gioca un ruolo da protagonista nella lotta al cambiamento climatico nella percezione degli italiani come nella realtà, e ciò vale anche per un settore cardine della nostra economia come quello turistico dove la vacanza in campagna è diventata ormai il simbolo delle ferie sostenibili – ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – Non è un caso che la spesa per mangiare rappresenti la prima voce del budget di chi trascorre le vacanze nel Belpaese, oltre che il principale motore, con una considerazione che accomuna ormai italiani e stranieri”.


Un ruolo importante spetta, in tale ambito, alla tavola. Tra i servizi offerti, la presenza di menu a km zero e a basa di prodotti bio è indicata come la prima caratteristica a qualificare il rispetto dell’ambiente di una struttura ricettiva, davanti al riciclo dei rifiuti. E anche al ristorante le specialità locali e biologiche godono di una maggiore popolarità rispetto ai menù vegetariani e vegani, che continuano a rappresentare una nicchia di mercato. La maggioranza dei consumatori non considera questi ultimi fattori determinanti nella scelta di un locale dove mangiare. La buona tavola con la scoperta dei prodotti delle varie regioni è indicata come la prima esigenza associata alla vacanza in Italia, davanti a cultura e divertimento, secondo Noto Sondaggi. Il cibo e i prodotti enogastronomici italiani continuano a essere considerati un pilastro del turismo nazionale – rileva Coldiretti – con il 95% dei cittadini che li reputa fondamentali per attrarre turisti. Il 46% ritiene che siano adeguatamente promossi dalle istituzioni, evidenziando una necessità di maggiore impegno e strategie di marketing mirate. Ma la scelta del cibo è importante anche nella lotta al cambiamento climatico come dimostra il fatto che il 70% è favorevole al consumo di cibi a km 0, mentre il 73% preferisce seguire i principi della Dieta mediterranea, considerata la più sostenibile e salutare.

G7, Lollobrigida: a Ortigia per la prima volta confronto su Pesca

G7, Lollobrigida: a Ortigia per la prima volta confronto su PescaRoma, 17 set. (askanews) – “Per la prima volta la pesca sarà presente in un G7. Il focus sarà la valorizzazione della qualità e del buon cibo. Ma saranno presenti anche 11 nazioni africane per confrontarsi con i paesi più sviluppati e lavorare per crescere insieme, affrontando le grandi questioni del nostro tempo: dagli effetti del cambio climatico al giusto valore delle produzioni agricole”. Lo dice in un’intervista a il Giornale il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida che spiega il perché abbia scelto Siracusa come luogo ospitante del ‘Divinazione Expo e G7 Agricoltura’.


“A Ortigia tutte le civiltà che hanno caratterizzato la nostra terra hanno lasciato un segno. È lo scenario naturale per mostrare come la qualità del Made in Italy è il frutto di tremila anni di contaminazioni che hanno creato un’identità unica al mondo. Ho ricevuto autorevoli apprezzamenti bipartisan, tutti hanno riconosciuto il valore che potrà avere questo evento internazionale per la Sicilia. Aggiungo solo che tutti gli hotel sono già sold out”. Il ministro sottolinea che “il G7 rappresenterà uno straordinario indotto a questa meravigliosa terra”.

G7, Lollobrigida: a Siracusa eccellenze italiane e anche sport

G7, Lollobrigida: a Siracusa eccellenze italiane e anche sportRoma, 17 set. (askanews) – “Lo scopo del Divinazione Expo è quello di mostrare tutte le nostre eccellenze nella chiave del benessere alimentare. Mostrare che i nostri prodotti sono sicuri grazie ai controlli che vengono effettuati sul cibo”. Lo dice in un’intervista a Il Giornale, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida che spiega anche il perché della presenza del mondo dello sport durante il Divinazione Expo: “sarà un elemento centrale. Sport e corretta alimentazione garantiscono longevità e benessere. Sarà allestito un villaggio dello sport con le maggiori federazioni presenti e assisteremo ad una partita inaugurale di pallanuoto fra Italia e resto del mondo”.

Nordcorea cambierà Costituzione per definire Sud “nemico principale”

Nordcorea cambierà Costituzione per definire Sud “nemico principale”Roma, 17 set. (askanews) – La Corea del Nord terrà il 7 ottobre una riunione chiave dell’Assemblea suprema del popolo, organo legislativo del regime di Kim Jong Un, per emendare la Costituzione in termini bellicosi rispetto alla Corea del Sud, la quale non sarà più indicata come un possibile partner per l’unificazione, a un “nemico principale invariabile”. Lo riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap.


“L’11ma sessione della 14,a Assemblea Suprema del Popolo (SPA) si terrà a Pyongyang il 7 ottobre”, secondo quanto ha comunicato il giornale ufficiale del Partito dei lavoratori coreani, il partito unico del regime nordcoreano. Durante una riunione dello stesso organo a gennaio, il leader nordcoreano ha ordinato di rivedere la Costituzione per definire la Corea del Sud come “nemico principale invariabile” e codificare l’impegno a “occupare completamente” il territorio sudcoreano in caso di guerra. Dalla Costituzione andranno quindi eliminate tutte le definizioni che suggeriscono un accordo per l’unificazione e tutte le precedenti clausole di accordi per i confini.


Si tratta della presa d’atto di un deterioramento delle relazioni tra le due Coree con la presidenza a Sud di Yoon Suk Yeol e la nuova piattaforma dei rapporti intercoreani elaborata da Kim, che vede le due Coree come “Stati ostili”. Il prossimo passo potrebbe essere anhce l’abrogazione di un accordo firmato da Seoul e Pyongyang nel 1991, che definisce i rapporti tra i due Stati come una “relazione speciale”. L’Assemblea suprema del popolo, secondo la Costituzione, sarebbe il massimo organo del potere statale in Corea del Nord, ma in effetti è semplicemente un organo che si limita a prendere atto e formalizzare le decisioni del leader supremo.

Scuola, spesa e preparazione dei pasti per la famiglia incidono sullo stress

Scuola, spesa e preparazione dei pasti per la famiglia incidono sullo stressRoma, 17 set. (askanews) – In Italia, la stagione del “back to school” è spesso vissuta con particolare ansia non solo dai figli, ma anche dai genitori: secondo un sondaggio di HelloFresh, il servizio di box ricette a domicilio leader del settore, commissionato all’istituto di ricerca Censuswide, infatti, il 56% dei genitori italiani dichiara che il proprio carico mentale aumenta in particolar modo a settembre rispetto al resto dell’anno – percentuale che si alza fino al 71% per i genitori Millennial – un momento in cui quasi 2 italiani su 5 (36%) coordinano in media da 6 a 10 task diverse durante la giornata.


Proprio in concomitanza con il ritorno a scuola per molte famiglie italiane, informa una nota, HelloFresh, presenta i risultati della ricerca e, insieme alla collaborazione con Erica Liverani, Social Chef e vincitrice di MasterChef Italia 2016, fornisce alcuni consigli pratici per organizzare al meglio la propria routine “back to school” anche in cucina. Come emerge dalla ricerca, i pasti sono in particolare una parte significativa del carico mentale provato dai genitori durante il periodo del back to school, con il 74% dei rispondenti che afferma che la pianificazione, il budget, la spesa, la preparazione della cena per la famiglia sono tutti momenti che incidono sul livello di stress mentale quotidiano, un dato che posiziona i genitori italiani come secondi solo a quelli spagnoli (78%) nella classifica europea. Al terzo posto del podio europeo si collocano i genitori francesi con il 68%. Altre attività che vengono considerate stressanti sono l’esecuzione corretta dei compiti dei propri figli (45%) a cui segue il ritorno ad un’efficace routine quotidiana mattutina pre-scuola (41%) l’organizzazione logistica dei trasporti dei vari componenti della famiglia (31%), la preparazione delle nuove divise e la ricerca del materiale scolastico (25%).


Quando si cercano consigli da più fonti online, si rischia di generare aspettative pressanti tanto sui figli quanto sui genitori. Il cosiddetto “information overload” (“sovraccarico informativo”) è infatti una condizione tipica di chi si rivolge a più risorse su internet, per cui si finisce con il ricevere più informazioni di quante se ne possano elaborare efficacemente con conseguente stress e difficoltà nel prendere decisioni. I genitori italiani sono i più sensibili in Europa alle informazioni che ricevono online e dai social media quotidianamente, seguiti dal Belgio e dalla Francia: più di un quarto dei rispondenti (26%) afferma, infatti, di sentirsi sopraffatto dalla quantità di notizie e consigli che riceve su internet tutti i giorni. Il 38% dei genitori dichiara, inoltre, che la disponibilità di informazioni online e sui social media ha avuto un’influenza sul proprio carico mentale, percentuale che si alza al 47% per i genitori Millennial.


La guida di Erica Liverani: 4 pratici consigli per una migliore gestione in cucina. Social Chef e vincitrice di MasterChef Italia 2016, Erica Liverani è un esempio di genitore multi-tasking che ha trovato il giusto equilibrio tra lavoro, passione e famiglia. Insieme ad HelloFresh, ha stilato un elenco di 4 consigli semplici ed efficaci per ottimizzare il tempo e le risorse in cucina. Organizzare una spesa strategica con liste tematiche: per ottimizzare il tempo dedicato alla spesa e ridurre lo stress del rientro nella routine, si possono creare liste della spesa tematiche basate sui pasti settimanali pianificati. Dividere la lista in categorie come “colazione”, “pranzi al sacco”, “cene veloci”, e “snack” può aiutare evitare anche gli acquisti impulsivi, risparmiando tempo e denaro. Preparare colazioni veloci e nutrienti in anticipo: la colazione è fondamentale per iniziare la giornata con energia, ma può diventare stressante quando si è di fretta. Organizzarsi preparando spuntini veloci e nutrienti la sera prima o durante il weekend può essere una piccola abitudine rivoluzionaria per la propria routine mattutina. “Il porridge può essere una buona idea, ma noi in famiglia preferiamo i pancakes. La sera prepariamo l’impasto senza gli albumi montati, una operazione che verrà fatta la mattina oltre a cucinarli” commenta Erica Liverani. Coinvolgere la famiglia: rendere partecipi tutti i membri della famiglia nella preparazione dei pasti, programmando magari un momento settimanale dedicato alla cucina come una serata a tema o un brunch domenicale, può migliorare l’organizzazione dei pasti e supportare la redistribuzione delle incombenze quotidiane: “Assegnare compiti specifici a ciascuno può essere utile, come lavare le verdure, apparecchiare la tavola o preparare un’insalata. Attenzione, queste mansioni non devono essere intese come delle punizioni: mia figlia Emma sa che deve tenere in ordine la camera non perché ha preso un brutto voto, ma perché è importante prendersi cura delle proprie cose e degli spazi dove abitiamo!”.


Dedicare del tempo in cucina per se stessi: occorre infine riservarsi un momento settimanale in cui cucinare diventi un’attività solo per sé, senza pressioni o scadenze, sperimentando nuove ricette, preparando uno dei propri piatti preferiti, o semplicemente godendosi il processo di cucinare con calma. Come spiega Erica, questo momento di “cucina terapeutica” permetterà di riconnettersi con se stessi, riducendo lo stress e ricaricando le energie. Così facendo, si potrà essere più sereni e presenti sia in famiglia che al lavoro, trovando un equilibrio migliore nella propria routine quotidiana. “Consapevoli che settembre rappresenta un momento di particolare stress per molte famiglie italiane, abbiamo voluto approfondire i trend emergenti per sensibilizzare sull’importanza di trovare un equilibrio tra le varie attività quotidiane e tutelare il carico mentale delle famiglie. Dai risultati della ricerca, è emerso in modo significativo l’impatto dell’organizzazione dei pasti sul livello di stress quotidiano dei genitori italiani. Soluzioni come HelloFresh contribuiscono ad alleviare questo carico, permettendo alle famiglie di trascorrere più tempo insieme, liberandole dalla preoccupazione di dover pianificare e fare la spesa per i pasti della settimana” conclude Alessa Pomerantz, Responsabile dello sviluppo ricette di HelloFresh.

She’s Next, Visa premia le imprenditrici della seconda edizione

She’s Next, Visa premia le imprenditrici della seconda edizioneRoma, 17 set. (askanews) – Una startup che mira a contrastare lo spopolamento delle aree rurali in Europa grazie alla tecnologia, una vetreria d’arte che da Bologna vuole espandersi a livello internazionale, lo sviluppo di un tutor educativo digitale per bambini basato sulla prima “influencer del Medioevo”. Sono questi i progetti che si sono distinti nell’ambito della seconda edizione italiana di She’s Next, il programma globale di Visa che mira a favorire la piccola imprenditoria femminile.


Tra le circa 300 candidature ricevute, la giuria di She’s Next ha premiato le imprenditrici Paola Balduzzi, CEO di Inesto, Camilla Cevolani, titolare della Vetreria d’Arte Gamberini, e Roberta Pastore, ideatrice del progetto educativo Trotula. Per loro, beni e servizi per un valore fino a 10.000 euro, insieme a opportunità di formazione e tutoring attraverso le piattaforme Visa dedicate alle PMI. “Nel premiare Paola, Camilla e Roberta vogliamo mettere in luce il valore che le aziende a guida femminile sono in grado di portare alla società e all’economia italiana. Un valore che è emerso da tutte le candidature ricevute, a testimonianza del ruolo cruciale che le donne che fanno impresa ricoprono e vogliono ricoprire nel nostro Paese – ha commentato Stefano M. Stoppani, Country Manager Visa Italia. She’s Next ha l’obiettivo di puntare i riflettori proprio su di loro, sostenendone la crescita tramite la creazione di un ambiente favorevole, capace di fare leva sui benefici garantiti dai pagamenti digitali e dalla tecnologia. La grande partecipazione alla seconda edizione italiana del programma ci spinge a proseguire su questa strada nell’ambito del più ampio impegno di Visa a supporto delle piccole e medie imprese. Una mission che negli ultimi quattro anni ci ha portato ad accelerare la digitalizzazione di più di 13 milioni di PMI in Europa

I giapponesi non viaggiano più: crollo dei turisti in uscita

I giapponesi non viaggiano più: crollo dei turisti in uscitaRoma, 17 set. (askanews) – I folti gruppi di turisti giapponesi che, macchina fotografica alla mano, invadono l’Europa sono solo un ricordo del passato. Oggi, nonostante il boom impressionante dei flussi di visitatori in entrata in Giappone, sono sempre più scarsi quelli in uscita e questo sta contribuendo a creare un problema per “lo sviluppo di una mentalità globale”, oltre a rischiare di diventare un limite anche per l’evoluzione del turismo in ingresso. L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’Associazione giapponese dei tour operator Hiroyuki Takahashi.


Un po’, a deprimere la voglia di viaggiare dei giapponesi, ci si è messo il lungo periodo del Covid-19. Ma anche il cambio particolarmente sfavorevole, con lo yen debole rispetto a valute che si sono rafforzate – il dollaro e l’euro, su tutte – a causa della politica di alti tassi delle banche centrali, rende sempre meno propensi i giapponesi a mettere il naso fuori dai confini. Sicché, secondo quanto segnala Takahashi in un’intervista all’agenzia di stampa Kyodo, nel 2023 soltanto circa il 17% dei giapponesi possedeva un passaporto e, in particolare, erano i giovani ad avere poche “opportunità di viaggiare all’estero”. Da qui a sua proposta: il governo dovrebbe immediatamente e gratuitamente offrire passaporti ai più giovani, non appena abbiano raggiunto i 18 anni d’età.


Secondo l’Organizzazione nazionale del turismo del Giappone (JNTO), il numero di cittadini giapponesi che hanno viaggiato all’estero tra gennaio e luglio 2024 è stato di 6,85 milioni, con un calo del 38,9% rispetto allo stesso periodo nel 2019, prima della pandemia. Takahashi ritiene che regalare ai nuovi adulti un passaporto di cinque anni potrebbe incoraggiare i viaggi all’estero, e che un’altra opzione sarebbe fornire passaporti ai ragazzi al termine della scuola media, per aumentare il numero di scuole superiori che organizzano viaggi di studio all’estero.


Oltre al problema della mentalità aperta al mondo, c’è anche un problema pratico a muovere la proposta di Takahashi. Se il Giappone non esprimerà numeri più consistenti di turismo in uscita, le compagnie aeree straniere non saranno incentivate ad “aprire nuove rotte verso il Giappone”. Questo perché, per aprire una rotta, c’è bisogno che il traffico sia bidirezionale. Il governo giapponese punta ad arrivare a un flusso turistico in entrata di 60 milioni di visitatori entro il 2030. Ma, se entro quell’anno, non ci saranno anche 30 milioni di visitatori in uscita, l’idea diventa insostenibile, secondo Takahashi. Si tratta, insomma, entro il 2025 di tornare allo stesso livello del 2019, per poi salire ancora.