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Autore: Redazione StudioNews

Ca’ Foscari Short Film Festival: premio Carpenè-Malvolti a regista Siria

Ca’ Foscari Short Film Festival: premio Carpenè-Malvolti a regista SiriaMilano, 26 mar. (askanews) – È stato il cortometraggio “Khutaa ‘ab-Father’s Footsteps” del regista siriano Mohamad W. Ali a ricevere il 23 marzo a Venezia, nell’ambito della XIV edizione del “Ca’ Foscari Short Film Festival”, il premio “Carpenè-Malvolti – Ca’ Foscari Menzione Speciale Historia Vitae”. Il riconoscimento, che è stato consegnato da Domenico Scimone della Carpenè-Malvolti, la Cantina di Conegliano (Treviso) che per prima ha prodotto il Prosecco, è una scultura in legno dell’artista Davide Marangon che raffigura l’albero della vite, che la stessa Carpenè-Malvolti ha eletto a simbolo dei cinque premi internazionali destinati ogni anno alle nuove generazioni di studenti.


“La Carpenè-Malvolti è onorata di essere ancora una volta al fianco di Ca’ Foscari in questa importante kermesse” ha affermato Domenico Scimone, aggiungendo che “anche in questa occasione, la partnership tra l’azienda e lo storico ateneo veneziano si è rinnovata nel segno dei valori fondanti che le accomunano, ponendo al centro il sostegno ad eventi ed iniziative culturali di alto livello soprattutto in relazione al coinvolgimento delle nuove generazioni e riconoscendo ancora una volta a questa importante kermesse il merito di rappresentare un punto di riferimento per le scuole di cinema di tutto il mondo, nonché il primato di essere il primo festival cinematografico in Europa interamente concepito da una istituzione universitaria”. Questa edizione del concorso internazionale ha selezionato tra i circa tremila cortometraggi ricevuti, trenta film prodotti da studenti di università e scuole di cinema di 28 Paesi, dalla Lituania all’India, dall’Iran alla Cina, dalla Siria al Bangladesh oltre ovviamente all’Italia.


Mohamad W. Ali, laureato in comunicazione di massa presso l’Università di Damasco, a 24 anni si è trasferito in India per iscriversi al Satyajit Ray Film & Television Institute, dopo aver lavorato a numerosi documentari durante la guerra. Il premio gli è stato attribuito da una giuria tecnica composta dal presidente Domenico Scimone, dallo scrittore Eduardo Fernando Varela e dal founder e Ceo di WeShort, Alessandro Loprieno, con la seguente motivazione: “Una riflessione molto commovente, con un’eccellente regia, un ottimo lavoro di recitazione ed una sceneggiatura solida, sulle difficoltà della vita quotidiana durante le guerre e sugli sforzi di una donna per proteggere la sua famiglia e sopravvivere. Rafforzare le relazioni umane diventa l’unico modo per superare gli effetti disgreganti dei conflitti”.

Western Australia, la vacanza dell’essenziale nelle mini-case

Western Australia, la vacanza dell’essenziale nelle mini-caseMilano, 26 mar. (askanews) – Disconnettersi dalla routine e ritrovarsi circondati dalla bellezza della natura incontaminata, lasciarsi alle spalle lo stress della quotidianità in città e mettere in valigia solo la voglia di staccare la spina. Ecco cosa significa vivere un’esperienza di vacanza dentro una “mini-casa” in Western Australia: pura libertà e godere del piacere di un comfort minimal ed essenziale. Negli ultimi anni – si legge in un comunicato di Tourism hub – è cresciuta moltissimo la popolarità di queste sistemazioni, che danno la possibilità di soggiornare in strutture di design e allo stesso tempo di godere della tranquillità fuori dalla città. Il Western Australia, con la sua natura selvaggia e grandi spazi ricchi di vegetazione, si offre come ambiente perfetto per la nascita di queste “cabins”, e negli ultimi anni sono sorte moltissime sistemazioni differenti che offrono una grande varietà di scelta.


Le mini-case boutique di Heyscape Tiny Cabins. Heyscape Tiny Cabins collabora con i proprietari di diversi terreni immersi nella natura sui quali ha fatto installare alcune piccole cabine dotate di tutto l’essenziale per un soggiorno confortevole. Le cabine sono completamente auto-sufficienti e alimentate con l’energia solare: in Western Australia sono presenti 25 diverse strutture adatte a vivere un’esperienza all’insegna della sostenibilità, del comfort e della tranquillità. Alcune sono localizzate nei terreni di aziende vinicole nella regione di Margaret River, altre nella magica Esperance e vicino alla spettacolare costa del Cape Le Grand National Park, dove si trova una delle spiagge più belle del mondo: Lucky Bay. Heyscape. Nei pressi della cittadina di Cowaramup (a nord di Margaret River) è possibile vivere l’esperienza di un retreat rurale, grazie alle sistemazioni di 8 Paddocks. Si tratta di 3 nuovissimi chalet, completamente arredati secondo un design moderno utilizzando il più possibile materiali locali. Tutt’intorno, bosco e vegetazione incontaminata fanno da cornice a questa fuga bucolica. Durante i mesi più freddi, ci si può scaldare sedendosi attorno al braciere all’aperto, osservando le stelle grazie al cielo limpido. 8 Paddocks è il posto perfetto per perdere la concezione del tempo e lasciarsi andare a un completo relax, tra paesaggi unici e natura selvaggia, dove poter godere del comfort di un posto incredibilmente curato.


Paddocks. Le sue mini-case immerse nella natura sono la soluzione perfetta per staccare completamente. Una volta scelta la propria sistemazione e le date del soggiorno, basterà attendere il momento della partenza: solo pochi giorni prima dell’inizio della prenotazione verrà comunicata la location precisa della struttura, che si troverà ad un massimo di 3 ore di auto da Perth. Le case sono state disegnate per permettere agli ospiti di avere tutto quello di cui possano avere bisogno e di non dovere pensare a nulla. Le attività consigliate da vivere dentro la mini-casa? Rilassarsi, leggere un libro, bere un buon caffè, fare una piacevole chiacchierata, godersi ogni minuto. Il tutto potendo godere della vicinanza con la natura e della calma di questo speciale nido. Tra le varie opzioni, ci sono anche mini-case adatte a ospitare animali domestici e famiglie.

Copa Cogeca: da Consiglio Ue segnale positivo su semplificazioni

Copa Cogeca: da Consiglio Ue segnale positivo su semplificazioniRoma, 26 mar. (askanews) – Un segnale positivo quello giunto oggi dai rappresentanti degli Stati membri nel Comitato speciale Agricoltura (CSA), che hanno approvato le misure di semplificazione proposte dalla Commissione europea. In una nota il Copa e la Cogeca ribadiscono il sostegno al pacchetto di semplificazione e accolgono con favore questa mossa della Commissione europea, “che dimostra una comprensione delle difficoltà incontrate sul terreno” dagli agricoltori.


Il Copa e la Cogeca ritengono che questi cambiamenti forniranno maggiore flessibilità agli agricoltori nell’attuazione della transizione verso un’agricoltura più sostenibile in modo da considerare il suolo, le condizioni climatiche e locali e le specificità in tutta l’UE. “Ci aspettiamo soprattutto che queste misure di semplificazione – spiegano – facilitino le modifiche ai piani strategici nazionali della politica agricola comune (PAC) e rendano il loro processo di approvazione molto più rapido”. “Le misure devono essere applicate retroattivamente al gennaio 2024 – concludono Copa e Cogeva – e devono garantire la prevedibilità e la stabilità tanto necessarie agli agricoltori fino al 2027. Chiediamo ora al Parlamento europeo di impegnarsi rapidamente e di fornire un feedback positivo entro la fine di aprile sulle proposte, in modo che possano essere attuate sul campo dagli agricoltori”.

Uncem a Fitto: dove è finita la strategia nazionale aree interne?

Uncem a Fitto: dove è finita la strategia nazionale aree interne?Roma, 26 mar. (askanews) – “Dove è finita la SNAI, Strategia nazionale Aree interne? Interessa ancora a qualcuno? O tutto è stato spazzato via dall’illusione del Pnrr, dai magici borghi e dalla bolla delle comunità energetiche? Un miliardo di euro bloccato dal menefreghismo di tanti. 40 milioni di euro per la prevenzione degli incendi ancora da ripartire, bloccati a Roma. Regole per dare diritti di cittadinanza e servizi differenziati nei territori mai compiute. Sinergia con strategia Green communities, forestale, per la montagna rimasta un miraggio. Sveglia! Uncem chiede al Ministro Fitto di battere un colpo. I numeri della spesa della Strategia aree interne su Open Coesione sono drammatici: dal 2014 a oggi, 11% di progetti conclusi, 4% di progetti liquidati, 29% (su 1904 progetti monitorati) di progetti non avviati. Chi sta remando contro? Dove si ferma il meccanismo? Chi ci vuole ancora lavorare accompagnando i territori?”. Così il presidente Uncem, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, Marco Bussone.

Parmigiano Reggiano, in 2023 supera record 3 mld euro al consumo

Parmigiano Reggiano, in 2023 supera record 3 mld euro al consumoRoma, 26 mar. (askanews) – Superato il record dei 3 miliardi di euro al consumo, produzione stabile a 4 milioni di forma, vendite totali in aumento dell’8.4% e un prezzo medio all’ingrosso che ha registrato un lieve calo (-5%) rispetto al 2022, ma è in decisa ripresa nel 2024. Oggi, nel corso dell’annuale conferenza stampa il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha presentato i dati economici del 2023.


Per la Dop, si è trattato di un anno di grandi sfide: i caseifici e gli operatori commerciali hanno collocato sul mercato la produzione più alta, quella del 2021 (4,1 milioni di forme), in un contesto legato alle incertezze macroeconomiche causate dai conflitti internazionali e al trend inflattivo che ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie. Nonostante queste premesse, spiega il Consorzio, il 2023 è stato un anno positivo. Nel complesso, il giro d’affari al consumo ha toccato il massimo storico di 3,05 miliardi di euro contro i 2,9 miliardi del 2022, con un aumento del 5%. Risultati positivi per le vendite totali a volume (+8,4%), sostenute da un andamento positivo dell’export (+5,7%), e, soprattutto, delle vendite in Italia (+10,9%): un exploit sorretto in modo particolare dalla convenienza relativa del Parmigiano Reggiano nei canali retail e ingrosso, dovuta a un calo delle quotazioni del prodotto stagionato e al contemporaneo aumento dei prezzi dei prodotti alternativi.


Questa tendenza ha coinvolto anche il mercato del “fresco”: per il Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore la media annuale delle quotazioni all’origine, pari a 10,12 €/kg, ha registrato nel 2023 un lieve calo del 5% rispetto alla media del 2022 (10,65 €/kg). La produzione è risultata stabile rispetto al 2022: 4,014 milioni di forme vs 4,002 milioni nel 2022 (+0,3%). Tra le provincie della zona di origine, prima per produzione è Parma (1.350.415 forme vs 1.357.224, -0,50%), seguita da Reggio Emilia (1.217.380 forme vs 1.245.159, -2,23%), Modena (860.971 forme vs 849.145, +1,39), Mantova (476.361 forme vs 455.439, +4,59) e Bologna (109.173 forme vs 95.303, +14,55%). Tale stabilizzazione costituisce un punto di forza per guidare il comparto verso condizioni di equilibrio negli anni di commercializzazione 2024 e 2025.


La quota Italia si attesta al 57%. Per quanto riguarda i canali distributivi, la GDO rimane il primo (65%), seguita dall’industria (17,1%), che beneficia della crescente popolarità dei prodotti caratterizzati dalla presenza di Parmigiano Reggiano tra gli ingredienti. Il canale Horeca rimane fanalino di coda, e quindi con un enorme potenziale di sviluppo, attestandosi all’8,2% del totale. Il restante 9,9% è distribuito negli altri canali di vendita. Le vendite dirette dei caseifici (per oltre l’85% in Italia, con circa 8.000 t. vendute) rappresentano il 5% delle vendite totali e hanno registrato un forte aumento (+10,8%)


La quota export rappresenta oggi il 43%, con una crescita del 5,7%. Risultati particolarmente positivi in Spagna (+7,8%), Francia (+6,9%), Stati Uniti, primo mercato estero per la Dop (+7,7%) e Australia (+21,8%). Uniche note negative sono quelle registrate in Canada (-6,5%) e Giappone (-8,2%), rispettivamente per problemi legati alle quote e al cambio. “Il 2023 è stato un anno di grandi sfide per il Parmigiano Reggiano, ma si è concluso con risultati positivi, con vendite al +8,4% ed esportazioni al +5,7%”, ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “Nel prossimo futuro, il Consorzio dovrà sempre più investire sulla crescita nei mercati esteri, che rappresentano il futuro della nostra Dop. Ciò impone una partnership sempre più forte tra i produttori e quei commercianti che dispongono di una rete vendite e della forza per affrontare i mercati internazionali. È evidente come, in questo scenario, gli USA svolgano un ruolo fondamentale; motivo per cui siamo particolarmente preoccupati dal risultato delle elezioni di novembre, in cui rischia di prevalere una politica di protezionismo”.

Carabinieri Forestali e Lumsa insieme per contrastare gli incendi

Carabinieri Forestali e Lumsa insieme per contrastare gli incendiMilano, 26 mar. (askanews) – Prende il via la collaborazione tra il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (Cufa) e la Libera Università Maria SS Assunta (Lumsa) per il contrasto al fenomeno degli eventi boschivi. Il Generale C.A. Andrea Rispoli ha infatti incontrato il rettore dell’ateneo, Francesco Bonini, per la firma che perfeziona la convenzione tra Cufa e Lumsa nel settore della tutela degli incendi boschivi, correlato all’analisi degli aspetti sociali ed economici delle aree rurali e montane italiane.


In particolare, le modalità di collaborazione si attueranno mediante un Comitato di Coordinamento tra rappresentanti dell’Università e Ufficiali della specialità forestale dell’Arma e riguarderanno attività di comune interesse mediante la partecipazione congiunta a progetti di rilevanza nazionale e dell’Ue a valere sui fondi nazionali ed europei e transnazionali, nonché la realizzazione di iniziative di cooperazione, nell’ambito di attività di ricerca, analisi, formazione e specializzazione nelle tematiche oggetto dell’accordo. La Convenzione, inoltre, prevede lo scambio di dati geomatici relativi alla mappatura del fenomeno degli incendi boschivi, la redazione congiunta di documenti, pubblicazioni e articoli di alta valenza scientifica, la realizzazione di modelli matematici e/o software e/o sistemi esperti e/o database. E’ previsto, inoltre, lo scambio di docenze, esperti, pubblicazioni e materiale scientifico nelle aree oggetto della collaborazione, la reciproca disponibilità di strutture, laboratori e strumentazioni, la partecipazione di appartenenti all’Arma a corsi, seminari, master ed eventi organizzati dalla Lumsa sulle tematiche della Convenzione, nonché la partecipazione degli studenti dell’Università ad eventi e manifestazioni organizzati dall’Arma.


Il Cufa esercita, tra gli altri, compiti di prevenzione tutela e repressione delle violazioni in materia di incendi boschivi e gestisce l’impiego del simulatore d’incendi ad alta tecnologia (Forest fire area simulator) avvalendosi di un proprio Nucleo Informativo Antincendio Boschivo (Niab), struttura info-investigativa ad alta specializzazione dell’Arma dei Carabinieri. Dall’altro lato, la Lumsa dispone di un gruppo di esperti, ricercatori e tecnici con competenze multi-disciplinari per il contrasto, la prevenzione e l’analisi degli incendi boschivi anche sotto il profilo socio-economico del fenomeno. La Convenzione, che ha durata triennale con possibilità di rinnovo, rappresenta dunque un importante passo avanti per la salvaguardia dell’ambiente, non solo sul fronte repressivo, ma soprattutto di prevenzione e analisi. Il ruolo di referente della Lumsa sarà affidato a Antonio Ciaschi, mentre per il Cufa il referente è stato individuato nel Ten. Col. Renato Sciunnach, attuale Comandante del Niab. “L’accordo siglato oggi si inserisce in un rapporto di storica collaborazione che lega le due istituzioni e ribadisce ancora una volta il ruolo della ricerca al servizio del Paese, in un settore che desta grave allarme sociale”, sottolinea il rettore Bonini. “Il protocollo per il quale siamo convenuti si inserisce in tematiche in evoluzione costante – precisa il generale Rispoli – ed è pertanto di assoluta rilevanza il confronto tecnico-scientifico basato sulle scienze sociali che si avvia con la stipula dell’accordo”.

Fondazione Crt: nel 2023 oltre 70 mln erogazioni, +28% dividendi incassati

Fondazione Crt: nel 2023 oltre 70 mln erogazioni, +28% dividendi incassatiMilano, 26 mar. (askanews) – Salgono a 71 milioni di euro le risorse erogate da Fondazione Crt sul territorio nel 2023. Una crescita della ricchezza distribuita, sottolinea l’ente presieduto da Fabrizio Palenzona, che si deve agli ottimi risultati del bilancio consuntivo 2023, approvato all’unanimità dal cda.


L’esercizio si è chiuso con un avanzo di 121 milioni e con una posizione finanziaria netta che si è attestata a 652 milioni, in miglioramento rispetto ai 569 milioni del 2022. Il patrimonio netto a fine dicembre ha raggiunto quota 2,5 miliardi (+6,6%). Il patrimonio investito supera invece i 3,6 miliardi a valori di mercato. Il fondo di stabilizzazione, che tutela lo svolgimento dell’attività istituzionale, è stato incrementato di 11,2 milioni e al 31 dicembre 2023 ammontava a 169 milioni (158 mln nel 2022). Nel 2023 si è registrato un incremento del 28% delle cedole incassate: i dividendi introitati hanno raggiunto 138,9 milioni, principalmente grazie al miglioramento dei flussi da parte di UniCredit e Mundys. Il totale dei proventi ordinari ha raggiunto 166,6 milioni (escludendo componenti straordinarie presenti nell’esercizio precedente), tra i migliori risultati degli ultimi 10 anni.


“Il 2023 ci ha permesso di tracciare la nuova rotta di Fondazione Crt, che ha aumentato le risorse destinate al territorio, puntando al contempo a mantenere un livello di erogazioni stabile nel tempo”, ha commentato Palenzona. “L’obiettivo è far diventare Fondazione Crt non solo un punto di riferimento per le iniziative a supporto del Piemonte e della Valle d’Aosta, ma anche un presidio di stabilità economica e finanziaria che possa intervenire a sostegno del territorio anche nelle fasi congiunturali più complesse”. Nel corso del 2023 Fondazione Crt ha deliberato risorse a favore dell’attività istituzionale per 66,9 milioni (cui si aggiungono i 4,3 milioni destinati al Fondo per il volontariato e 0,2 milioni al Fondo nazionale per le iniziative comuni istituito dall’ACRI), rendendo possibili oltre 1.300 progetti (con un aumento dell’8,6% a 42.000 euro dell’erogazione media per intervento deliberato rispetto al 2022).


La solidità gestionale espressa dal bilancio 2023 consente di guardare al futuro con ottimismo, sottolinea l’ente, con l’obiettivo di garantire lo stesso impegno erogativo anche per il 2024, anno che vedrà Fondazione crt in prima linea su diversi fronti: dalla restituzione al pubblico del Tempio di Ellesija, in occasione del Bicentenario del Museo Egizio, alla conclusione del cantiere sulla facciata di Palazzo Madama; dall’intervento su grandi beni artistico-architettonici del territorio all’impegno per l’inclusione, con un focus particolare sul tema del sostegno alle famiglie.

Oxfam, a 9 anni da inizio conflitto in Yemen non c’è pace

Oxfam, a 9 anni da inizio conflitto in Yemen non c’è paceRoma, 26 mar. (askanews) – A 9 anni esatti dall’inizio della guerra uno Yemen a pezzi fa i conti con i bombardamenti aerei nel nord del Paese da parte di Stati Uniti e Regno Unito e una crisi economica che sta portando alla fame milioni di persone. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam, di fronte alla nuova escalation del conflitto seguita agli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso.


“Quello che sta succedendo nelle ultime settimane allontana inevitabilmente la prospettiva di una pace duratura o di una qualsiasi stabilità nell’intera regione, dopo che la tregua temporanea mediata dalle Nazioni Unite, aveva in una buona parte retto, nonostante fosse scaduta nel 2022. – ha detto Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – Lo Yemen non è in grado di reggere un’ulteriore escalation, perché quello che abbiamo di fronte è un Paese distrutto da una guerra che ha causato oltre 19 mila vittime civili e milioni di sfollati. In questo momento oltre 18 milioni di persone – più della metà della popolazione – dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere, una larga fascia della popolazione è sull’orlo della carestia e oltre 2,5 milioni di bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta con problemi di crescita in un quinto dei casi. Oltre 8 milioni di persone non hanno accesso all’acqua pulita, soprattutto nelle aree rurali. Lo Yemen rimane una delle più gravi emergenze umanitarie al mondo”. A questo si aggiunge il drastico calo dei finanziamenti per fronteggiare l’emergenza, che ha costretto il World Food Program lo scorso novembre a tagliare gli aiuti alimentari destinati a 9,5 milioni di persone. Nuovi tagli si sono sommati questo gennaio, lasciando fuori altri 2,4 milioni di yemeniti. “Senza un immediato aumento degli aiuti, lo Yemen potrebbe precipitare in una vera e propria carestia. – aggiunge Pezzati – Intanto il sistema sanitario è sull’orlo del collasso e gli ospedali sono privi di medicine e attrezzature essenziali, mentre il personale medico è senza stipendio da anni. Non possiamo che aspettarci nuove epidemie di colera, difterite e altro ancora, soprattutto nelle aree rurali”.


Come succede da anni la popolazione è costretta a fare i conti con la svalutazione della moneta nazionale, mentre l’aumento del costo del carburante e di altri beni di prima necessità ha spinto milioni di persone in povertà. La guerra, insieme alle devastazioni prodotte dal cambiamento climatico, ha gravemente danneggiato la produzione agricola e a partire da giugno si prevede il periodo di magra più acuta. Prospettive di pace La recente militarizzazione del Mar Rosso potrebbe portare ad una grave escalation del conflitto, come dimostrano le segnalazioni relative al numero di vittime o distruzione di mezzi di sussistenza nel governatorato di Hudaydah, dove l’industria della pesca è compromessa. Anche le rotte di navigazione potrebbero subire un impatto, ostacolando le importazioni nello Yemen e destabilizzando ulteriormente la regione. In questo contesto, designare come organizzazione terroristica gli Houthi, che sono parte fondamentale di questo conflitto e hanno il controllo del territorio più popoloso dello Yemen, non aiuterà il processo di pace. Inoltre ulteriori sanzioni potrebbero mettere a repentaglio le importazioni di cibo e beni di prima necessità, da cui lo Yemen dipende quasi completamente, come pure le attività di agenzie umanitarie come Oxfam. “Di fronte a un’intera popolazione ridotta a fame e miseria, l’escalation di violenza delle ultime settimane dovrebbe far vergognare le parti in conflitto e la comunità internazionale tutta – ha aggiunto Pezzati – L’ultima cosa di cui lo Yemen ha bisogno è un’altra guerra, dopo nove anni di indicibili privazioni e sofferenze. L’aumento degli aiuti umanitari per prevenire carestie e malattie diffuse sarà essenziale, come pure un accesso umanitario senza ostacoli.” Per ridurre la possibilità di un’ulteriore escalation nello Yemen, è senza dubbio urgente un cessate il fuoco permanente a Gaza, che risparmierebbe ulteriori vite nella Striscia, stabilizzando l’intera regione per salvare la vita di migliaia di persone.


Dal 2015, Oxfam ha soccorso oltre tre milioni di persone colpite dal conflitto in nove governatorati del paese, distribuendo acqua potabile e servizi igienici, fornendo aiuti per l’acquisto di cibo e beni di prima necessità, riabilitando le infrastrutture idriche e fornendone di nuove alimentate ad energia solare. Ha fornito acqua pulita e servizi igienico-sanitari a più di un milione di persone, anche in aree difficili da raggiungere.

Cavo Dragone: le forze armate italiane sono assolutamente sottodimensionate

Cavo Dragone: le forze armate italiane sono assolutamente sottodimensionateRoma, 26 mar. (askanews) – In base agli attuali impegni della Difesa l’entità delle forze sia insufficiente: “Oggi siamo assolutamente sottodimensionati: 150mila è improponibile, 160mila che è quello che ci è stato approvato è ancora poco e 170mila è il limite della sopravvivenza”. Lo ha affermato il Capo di Stato maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, intervenuto all’audizione delle Commissioni riunite Esteri e Difesa. “La legge Di Paola del 2102 avveniva in un contesto diverso, sono cambiati gli impegni e le minacce”, ha concluso Cavo Dragone: “Continuerò chiedere piu uomini fino a che non mi cacceranno”.

Basilicata, Chiorazzo (Bcc): fondi Fsc sono atto dovuto verso Regione

Basilicata, Chiorazzo (Bcc): fondi Fsc sono atto dovuto verso RegioneRoma, 26 mar. (askanews) – “La firma dei Patti di Coesione tra Regione Basilicata e governo è un atto dovuto nei confronti della nostra regione. I fondi comunitari di coesione (Fsc) spettano infatti a tutte le regioni del Mezzogiorno e dunque ci spettano di diritto”. Lo afferma Angelo Chiorazzo, candidato di Basilicata Casa Comune alle prossime elezioni regionali.


“La scelta di annunciare questo accordo (il diciasettesimo a livello nazionale, la Basilicata è in ritardo anche su questo), a meno di un mese dalle elezioni è chiaramente un esercizio di propaganda del governo nazionale nel tentativo di favorire di Bardi e un uso elettorale di risorse pubbliche”, sottolinea. “Ciò non toglie che alla Basilicata arriverà un miliardo di euro, a prescindere da chi vincerà le elezioni. Quindi i cittadini lucani devono scegliere, il 21 e il 22 aprile, chi dovrà avere la responsabilità di gestirli. E Bardi ha avuto cinque anni di tempo per dimostrare tutta la sua incapacità sull’argomento, come dimostrano le parole della stessa Presidente del Consiglio, che oggi ha parlato di ritardi della Basilicata sulla gestione del sistema idrico e sull’ammodernamento delle infrastrutture” aggiunge.


“Quindi ai lucani e alle lucane dico: votate per la competenza, senza paura che i soldi ci vengano sottratti in caso di sconfitta della destra alle regionali. Quei soldi sono della Basilicata, sono vostri, non di Bardi”, conclude.