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Meloni: le pari opportunità battaglia meritocratica, non servono quote rosa o favori

Meloni: le pari opportunità battaglia meritocratica, non servono quote rosa o favori

Roma, 3 mar. (askanews) – Garantire “le pari opportunità e una società autenticamente meritocratica è una battaglia che dobbiamo ancora vincere” e “non potremo farlo davvero fin quando saremo costretti a credere che le donne abbiano bisogno di quote o di meccanismi di favore”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all’evento ‘1946-2026 Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni’ in corso presso l’Accademia della Scherma – Casa delle Armi del Parco del Foro Italico, a Roma.

“Io penso – ha aggiunto – che la vera libertà rimanga potersi guadagnare sul campo la propria posizione e non aspettare che quella posizione venga concessa. Anche qui ho sempre pensato che il compito dello Stato non sia stabilire a tavolino quante donne debbano ricoprire determinate posizioni in ogni ambito perché lo Stato non può giocare la partita al posto delle persone, quello che però lo Stato deve riuscire a fare è garantire che la partita non sia truccata, che non ci sia cioè una metà campo in piano e un’altra in salita, metà pista libera e metà pista piena di ostacoli per citare lo sport”.

Non arrendetevi ai pregiudizi perché chi ne ha fondamentalmente è un debole. Non ascoltate chi tenterà di minimizzarvi perché chi lo fa in fondo vi teme, verrete spesso sottovalutate, potete usarlo come se fosse un vantaggio ma soprattutto non credete mai ai limiti che gli altri hanno deciso per voi perché gli unici limiti nella vostra vita siete voi a deciderli, non aspettate che vi sia concesso perché ve lo potete guadagnare senza dover dire grazie a nessuno, siate chi siete fino in fondo, siate libere. Come scriveva Virginia Woolf ‘non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente’” ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiudendo il suo intervento.

Titoli Stato, adesioni Btp Valore ad oltre 10,2 mld dopo due giorni

Titoli Stato, adesioni Btp Valore ad oltre 10,2 mld dopo due giorni

Roma, 3 mar. (askanews) – Superano i 10,2 miliardi di euro le adesioni al nuovo Btp Valore al termine del secondo giorno di collocamento.

Secondo i dati diffusi da Borsa Italiana, il nuovo titolo riservato ai risparmiatori ha raccolto oggi circa 4,19 miliardi di euro, con oltre 134mila contratti sottoscritti, che si aggiungono ai 6,04 miliardi di euro raccolti ieri.

Il collocamento proseguirà fino a venerdì 6 marzo alle ore 13, salvo chiusura anticipata. Il nuovo Btp Valore ha una durata di 6 anni e cedole trimestrali crescenti nel tempo, secondo un meccanismo “step-up” (2+2+2 anni), e un premio finale extra dello 0,8%.

La serie dei tassi cedolari minimi garantiti è: 1°-2° anno 2,5%; 3°-4° anno 2,8%; 5°-6° anno 3,5%. Al termine del collocamento verranno annunciati i tassi cedolari definitivi che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato.

Calcio, Rocchi: “Il Var verrà usato di più con le nuove regole”

Calcio, Rocchi: “Il Var verrà usato di più con le nuove regole”

Roma, 3 mar. (askanews) – “Le novità regolamentari che arriveranno vanno in una direzione in cui il Var viene probabilmente usato di più su determinati casi”. Queste le parole del designatore arbitrale di A e B Gianluca Rocchi durante la puntata di ‘Open Var’ su Dazn, parlando dell’utilizzo della tecnologia in campo. “Il concetto del chiaro ed evidente errore nasce perché il Var deve avere un minimo impatto sulla gara col massimo beneficio”. “La problematica vera è lo sviluppo che ha avuto la tecnologia – le parole dagli studi di Dazn – e questa è una riflessione che dobbiamo fare a fine stagione, come faranno in tante altre competizioni, perché c’è chi dice che lo stiamo utilizzando troppo e chi sostiene che dovremmo usarlo di più. Dopo otto anni di utilizzo, possiamo sempre partire come eravamo otto anni fa? Secondo me no, perché le persone non si aspettano che io dica che il Var non può intervenire nonostante ci fosse un calcio di rigore. Il Var verrà probabilmente usato di più su determinati casi – in alcuni casi secondo me anche giustamente -, ma in altri c’è da fare una riflessione a stagione conclusa”. Poi il riferimento al caso Kalulu-Bastoni: “Nuove regole sul secondo giallo? Credo sia giusto. Il secondo giallo oggi di fatto decide una partita, specialmente se accade nei minuti iniziali. Le statistiche dicono che in dieci uomini si fatica a rimanere in partita e vincere. Un’altra buona novità riguarda il conteggio sulle riprese del gioco, strumento importante dato a disposizione degli arbitri”.

Poi Rocchi ha analizzato gli episodi della 27ª giornata di Serie A: “Calhanoglu-Ekuban in Inter-Genoa? La decisione è presa bene in campo e così tutto è più semplice. Controllano i parametri del DOGSO, qui potrebbe essercene al massimo uno, ma gli altri no. La decisione è assolutamente corretta. Gol Pavlovic? Hanno fatto un doppio controllo. Il primo, sul fuorigioco, è semplice perché la macchina aiuta, sul secondo è più difficile. Ma nessun dubbio e problema, il gol è stato convalidato correttamente. Blocco Valenti su Caprile? Ci abbiamo lavorato sopra, partendo da Milan-Parma. Ribadisco la bontà del gol: il giocatore che si mette fermo sulla linea di porta, non commette fallo. Se uno sta fermo davanti al portiere non possiamo intervenire e anzi ci sono campionati in cui lì si mettono in cinque. E quello è già un atteggiamento molto più pericoloso. Ma se sto fermo in una zona del campo, non posso essere punito. Ho spiegato ai ragazzi di essere proattivi e fare prevenzione, tanto che in un primo episodio non fischia niente. Poi però viene fatta una leggera spinta sul portiere del Cagliari e lì interveniamo. Espulsione Pinamonti? Una gran bella decisione. Grave fallo di gioco, l’arbitro vede bene perché è nella posizione migliore. In questi casi ai ragazzi chiedo coraggio, avremmo fatto l’espulsione anche con l’On Field Review, ma la forza e la credibilità dell’arbitro, agli occhi di giocatori, allenatori e ai nostri, passa anche dalle decisioni sul campo”.

Da Mattarella un messaggio di fiducia: non rassegnarsi ad un mondo di chi si impone

Da Mattarella un messaggio di fiducia: non rassegnarsi ad un mondo di chi si impone

Roma, 3 mar. (askanews) – Un nuovo conflitto si è aperto in Medioriente, sempre più vicino, con il suo carico di preoccupazioni e conseguenze per il nostro paese. Sergio Mattarella prova a lanciare un messaggio di fiducia per rassicurare e incoraggiare gli italiani chiarendo anche da che parte della storia il nostro paese tradizionalmente si colloca. L’occasione è la consegna delle onorificenze conferite motu proprio, il 31 gennaio scorso, a cittadine e cittadini che si sono distinti per il loro impegno nel sociale, manifestato attraverso l’uso etico e responsabile dei social network, l’attività sportiva come mezzo di inclusione, l’arte come strumento di integrazione sociale, l’assistenza e il supporto ai detenuti, le attività solidali e di volontariato, per aver costruito un modello di imprenditoria etica, per l’impegno elargito nella tutela del bene della salute, anche al di là dei confini nazionali, per il coraggio e l’eroismo dimostrato, oltre i propri doveri professionali, per essersi resi esempi di cittadinanza attiva.

Un modello positivo, secondo il capo dello Stato, da contrapporre a quello negativo che finisce col produrre i conflitti. “La guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia – osserva -. A tutti i livelli, a partire dalla vita quotidiana, fino a quella della dimensione della vita internazionale, si confrontano due modi contrapposti di pensare: c’è quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri” dice senza alcun riferimento all’attualità ma è facile intravedere quanto accade in Iran con l’attacco di Usa e Israele che ha ulteriormente destabilizzato tutta l’area del Medio Oriente e fino a lambire il nostro Mediterraneo da un lato, e l’aggressione russa all’Ucraina. Il Presidente della Repubblica ha spesso criticato e denunciato i rischi di questa politica di potenza che scavalca il multilateralismo in nome degli interessi del più forte.

Ma c’è un altro modo per stare nel mondo, assicura Mattarella, “quello di condividere invece difficoltà e opportunità, per cercare di conseguire successi insieme. Non dobbiamo rassegnarci, né pensare che siano derive inevitabili. Al contrario, occorre aver fiducia. Perché la premura per gli altri, il senso di comunità, la capacità di affrontare difficoltà, che a taluno appaiono insormontabili, sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi. E l’Italia di queste doti ne ha grande abbondanza”.

Il capo dello Stato elogia quindi la grande generosità degli italiani e la solidarietà che viene dimostrata ogni giorno nella società: “I gesti, i comportamenti di solidarietà, la scelta di non ignorare le esigenze degli altri fanno crescere la vita della società – assicura -. Rendono, inoltre, anche più forti le istituzioni. Si tratta di gesti e comportamenti di persone che non sono chiuse nel proprio io, che si assumono la responsabilità che le situazioni reclamano”.

“Particolarmente in questo nostro tempo – è l’invito del Presidente al paese – è necessario rifuggire, abbattere i muri della paura, dell’indifferenza, della rassegnazione. È necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità, non in un anonimo insieme di individui che si ignorano vicenda, indifferenti gli uni agli altri”. E le storie raccontate oggi al Quirinale, gli esempi di solidarietà, coraggio civile, superamento delle difficoltà, forza d’animo nell’affrontare eventi imprevisti “trasmettono fiducia e speranza in un tempo in cui abbiamo grande bisogno di fiducia e di speranza”.

Cinema, il docufilm “Agnus Dei” arriva in sala dal 21 al 24 aprile

Cinema, il docufilm “Agnus Dei” arriva in sala dal 21 al 24 aprile

Roma, 3 mar. (askanews) – Presentato in anteprima mondiale alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia all’interno della sezione Biennale College Cinema, dal 21 al 24 aprile arriva al cinema “Agnus Dei”, documentario di Massimiliano Camaiti, con la distribuzione di Kinèa Distribuzioni, realtà indipendente dedicata alla valorizzazione del cinema del reale e del documentario d’autore.

Tra i principali festival a cui ha partecipato, la selezione al Fipadoc di Biarritz, dove ha ricevuto il Premio Michel Mitrani come miglior opera prima, la partecipazione ad Alice nella Città e al Tertio Millennio Film Fest. Vincendo il Doc/it professional award 2025, “Agnus Dei” è stato inoltre eletto miglior documentario dell’anno dall’Associazione Documentaristi Italiani. Già venduto in Svizzera, Brasile e Giappone, il documentario è in shortlist per la cinquina ai Premi David di Donatello.

“Agnus Dei” osserva una tradizione plurisecolare che ogni anno lega due agnelli appena nati a una monaca del Monastero di Santa Cecilia a Roma. La donna nutre e cresce gli animali con un’attenzione materna. La presenza degli animali ha però uno scopo preciso: con la loro lana le stesse monache tesseranno una sciarpa per il Pontefice, il pallium. È il 2025 e mentre il rito si compie il Papa si ammala improvvisamente.

Con un linguaggio cinematografico essenziale, attento al silenzio e al tempo che scorre, Massimiliano Camaiti costruisce un’opera contemplativa che invita lo spettatore a rallentare, osservare e interrogarsi sul significato del sacrificio, della fede e della continuità.

A debuttare nelle sale con il film di Camaiti è anche Kinèa Distribuzioni, che inaugura il percorso theatrical di una realtà attiva nella valorizzazione del documentario indipendente.

Massimiliano Camaiti ha detto: “Sono convinto che quando si è girato un film piccolo e indipendente come ‘Agnus Dei’ bisogna uscire dagli ingranaggi della distribuzione classica. Sono meccanismi troppo pesanti che il film non riuscirebbe a sopportare. Bisogna essere flessibili, molto intraprendenti. Una società giovane come Kinèa Distribuzioni risponde a questa necessità”.

La Commissione d’inchiesta: la morte del manager Mps David Rossi è omicidio. Il mistero dell’uomo nel vicolo

La Commissione d’inchiesta: la morte del manager Mps David Rossi è omicidio. Il mistero dell’uomo nel vicolo

Roma, 3 mar. (askanews) – Le perizie a firma Manghi e Gregori Manghi mostrano “come David Rossi sia stato vittima di un’azione con l’intervento di soggetti terzi, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidiario, quanto invece di un omicidio”. E’ quanto si legge nella relazione intermedia sull’attività svolta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del manager di Mps David Rossi, presieduta dal deputato Gianluca Vinci (Fdi). La relazione è stata approvata all’unanimità.

Ecco perché per la Commissione si tratta di omicidio “La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere e contrastare la caduta del soggetto” e con l’intenzione “di farlo rientrare” si legge nelle conclusioni della relazione intermedia della Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi approvata stamane. Rossi, che era capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013, venne trovato morto sulla strada su cui si affacciava il suo ufficio in Rocca Salimbeni, a Siena.

La commissione parlamentare nel documento approvato, in riferimento alle ferite agli arti di Rossi, spiega che “escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo, sia per la tipologia delle lesioni riscontrate, che non sono compatibili con un solo impatto della cassa al suolo ma invece abbiano necessitato di più azioni ripetute, sia per gli esiti della perizia sul video della caduta, dove viene rinvenuto l’orologio in volo e quindi accertato come questo non fosse più al polso di David Rossi al momento della caduta ma invece già separato, con la cassa d’acciaio caduta qualche istante prima e il cinturino invece qualche istante dopo David Rossi”.

Insomma – si sottolinea – “sulla base di tale perizia, dunque, è stato chiarito definitivamente come non possa essersi trattato di suicidio e che le ferite al polso siano state formate da uno o più soggetti terzi, escludendo quindi, in forza di questo nuovo dirimente elemento, tutte le precedenti ipotesi avanzate negli anni circa una possibile causazione delle stesse a seguito dell’impatto al suolo”. Più avanti si aggiunge: “In merito agli istanti precedenti la morte di David Rossi, le risultanze tecniche e scientifiche della prima perizia del tenente colonnello Adolfo Gregori in forza ai Ris di Roma e di Robbi Manghi, medico legale, in merito alle lesioni sul polso di David Rossi ricostruiscono uno scenario chiaro, nel quale David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso”.

Il manager viene “sospeso all’esterno della finestra, trattenuto per il braccio sinistro, con, almeno nell’ultima fase, due mani che stringono il polso. La rottura dell’orologio e le specifiche lesioni al polso e al gomito sinistro sono coerenti con una dinamica di forte trazione e afferramento nel tentativo di sostenere o contrastare la caduta del soggetto, escludendo che tali danni siano stati prodotti dall’impatto al suolo”.

La Commissione d’inchiesta sul caso David Rossi spiega: “La prima perizia a firma Gregori Manghi e la seconda a firma Manghi, unitamente ai chiarimenti dati in audizione dagli stessi consulenti nelle sedute del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano quindi come David Rossi sia stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio”.

Perché “la prima perizia infatti accerta un forte tentativo di trattenere, sospendere il corpo per il polso sinistro sull’orologio e sul braccio destro con delle ecchimosi dette vibici, da parte di soggetti terzi, mentre la seconda perizia sul volto chiarisce come David Rossi abbia subito lesioni al volto appena prima della caduta, in posizione genuflessa, incompatibili con una volontà autolesiva”. Ma rimane “da individuare con certezza il movente di un tale accadimento. David Rossi, nella sua qualità di responsabile delle comunicazioni esterne e istituzionali del Monte dei Paschi di Siena, era però anche responsabile di tutta l’attività di raccolta pubblicitaria, pubblicità istituzionale e delle sponsorizzazioni, esprimeva a tal proposito le valutazioni preliminari da sottoporre al Consiglio di Mps per l’erogazione del relativo denaro, per importi di circa 50 milioni di euro l’anno”. La Commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi non ha concluso il suo lavoro, con la relazione intermedia che è stata depositata nelle ultime ore. In un passo del documento si spiega che “risultano inoltre tutt’ora in corso da parte del tenente colonnello Gregori le operazioni di verifica di corrispondenza dell’altezza della persona comparsa nelle immagini del vicolo pochi minuti dopo la caduta di David Rossi, come ricavata da perizia dei RIS della precedente Commissione e quella della persona indicata da alcuni auditi nell’attuale Commissione”. Quello dell’uomo nel vicolo, sotto Rocca Salimbeni, è uno dei misteri della vicenda, per cui da anni, osservatori, cronisti e reportage si sono concentrati. Anche alimentando ipotesi poco percorribili per gli inquirenti. Per questo “risulta inoltre attualmente in fase di preparazione il fascicolo da inviare alla Procura della Repubblica di Roma per contrasto tra le dichiarazioni di alcuni auditi della presente Commissione”.

Un altro inquietante particolare emerge dalla relazione della Commissione: se fosse stato tempestivamente soccorso, si sarebbe salvato. “Un dato di estrema rilevanza, emerso dall’esame istologico dei polmoni, riguarda l’agonia di David Rossi e le sue possibilità di sopravvivenza se soccorso tempestivamente. Le analisi microscopiche hanno mostrato una massiva aspirazione di sangue nei polmoni, definita ‘sommersione interna’, confermando che Rossi ha respirato per circa 20 minuti dopo la caduta, cercando disperatamente aria”. Alla domanda se un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvarlo, la risposta dei medici legali è stata affermativa, sottolineando che la lesività cranica non era immediatamente letale: ‘Un paziente di questo genere (…) se intubato rapidamente arriva vivo in ospedale e ha buone possibilità di sopravvivere’”.

Milano-Cortina, A.Fontana: Lombardia motore Olimpiadi e Paralimpiadi

Milano-Cortina, A.Fontana: Lombardia motore Olimpiadi e Paralimpiadi

Milano, 3 mar. (askanews) – “Il cuore pulsante di questi Giochi è stata la Lombardia. Lo è stata nella candidatura del 2018, lo è stata nelle garanzie economiche – circa 300 milioni di euro – che hanno reso possibile l’evento. Per la prima volta nella storia olimpica, le coperture non sono arrivate dallo Stato ma da Regione Lombardia e Regione Veneto. Un fatto senza precedenti”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo stamattina in Consiglio regionale al Pirellone per presentare un primo bilancio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.

“Dopo la rinuncia di Torino e il venir meno del sostegno del Governo dell’epoca, senza l’impegno della Lombardia e senza la collaborazione del Veneto con Cortina, queste Olimpiadi non si sarebbero mai realizzate. Il contributo del Trentino-Alto Adige ha poi completato il quadro. È stata la dimostrazione che le Regioni, quando lavorano insieme, sanno essere decisive” ha aggiunto.

“Questa è stata la prima vera edizione di Olimpiadi diffuse. Un modello innovativo, costruito insieme al Comitato Olimpico Internazionale, che ha riconosciuto il valore di un sistema territoriale interconnesso, dove grandi città e territori montani collaborano e si rafforzano reciprocamente. Milano è forte perché sono forti i territori che la circondano. In particolar modo, la montagna vuole essere occasione di realizzazione di sogni di vita, di qualità della vita e di tradizione. In altre parole, stiamo parlando di una vera concretizzazione del modello di regione smartland come l’abbiamo concepita dall’avvio del mio percorso amministrativo. Una Regione che può quindi continuare ad essere modello di qualità ed opportunità per tutti” ha osservato Fontana.

“Dal 2019 al 2026 abbiamo affrontato difficoltà enormi: la pandemia, i ritardi istituzionali, la crisi delle materie prime, l’aumento dei costi energetici dovuto al conflitto in Russia-Ucraina. Eppure, tutte le opere necessarie allo svolgimento dei Giochi sono state consegnate nei tempi previsti, alcune persino in anticipo” ha osservato. “In Lombardia ci sono oggi impianti sportivi migliorati, linee ferroviarie riqualificate, infrastrutture viarie potenziate, nuovi treni in servizio. Un investimento per tutti i cittadini lombardi e opere che, laddove non siano strettamente connesse alle gare, saranno ultimate nei prossimi mesi” ha continuato.

Quanto all’impianto finanziario dei Giochi Fontana ha evidenziato che l’investimento complessivo rappresenta circa lo 0,3% del PIL italiano 2025: “Un impegno significativo ma gestibile, che genera valore. E il valore si è visto” ha detto, e poi il “Villaggio Olimpico diventerà uno studentato da 1.700 posti letto. Le nuove infrastrutture ferroviarie e viarie resteranno al servizio dei cittadini. Le arene continueranno a ospitare eventi sportivi e culturali. Milano avrà una casa del ghiaccio per giovani e famiglie. Le ricadute economiche stimate parlano di 5,3 miliardi di ricavi, 600 milioni di gettito fiscale aggiuntivo, 36.000 lavoratori coinvolti, 18.000 volontari. Per Milano si stima un impatto sul PIL fino al +1,7%”.

“Oltre ai numeri, resta qualcosa di più profondo: la consapevolezza di aver dimostrato che il nostro modello funziona. Che un territorio forte, competente e coeso può superare scetticismi, ostacoli e polemiche ideologiche. A chi temeva Olimpiadi senza neve, il Cio ha detto al suo arrivo: ‘Finalmente abbiamo la neve’. A chi dubitava della mobilità, abbiamo risposto con l’efficienza. A chi parlava di sprechi, rispondiamo con infrastrutture che resteranno e che da anni erano richieste dal territorio. Il modello lombardo è un ecosistema fatto di istituzioni, imprese, università, volontari, cittadini che ha dimostrato sul campo il proprio valore. Abbiamo organizzato queste Olimpiadi anche quando non tutto il Paese ci sosteneva. È stata una scommessa. Una scommessa vinta” ha concluso.

Ringo Starr annuncia il nuovo album “Long Long Road”

Ringo Starr annuncia il nuovo album “Long Long Road”

Milano, 3 mar. (askanews) – Ringo Starr pubblica “It’s Been Too Long”, con le fantastiche voci di Molly Tuttle e Sarah Jarosz, martedì 3 marzo 2026. Si tratta del primo singolo tratto dal suo prossimo album Long Long Road, scritto e prodotto in collaborazione con T Bone Burnett. L’album, composto da 10 brani, include anche collaborazioni con Billy Strings, Sheryl Crow e St Vincent ed è l’attesissimo seguito di Look Up, album che ha scalato le classifiche lo scorso anno.

“Sono fortunato ad avere T Bone nella mia vita in questo momento e a lavorare con lui su questi dischi”, ha dichiarato Ringo. “Dopo aver realizzato l’ultimo disco, che adoro ascoltare, questo è venuto fuori quasi per caso. Mi piace dire che a volte faccio le mosse giuste, come quando puoi andare a destra o a sinistra in qualsiasi momento, e una delle mosse giuste è stata quella di collaborare con T Bone per Look Up, e ora per questo, che ho chiamato Long Long Road, perché ho percorso una strada molto lunga”.

Come suggerisce il titolo, e proprio come il percorso personale di Ringo, Long Long Road affonda le sue radici nella musica country e americana, evolvendosi poi in qualcosa di più ampio, creando un mosaico sonoro dell’eredità musicale e delle influenze di Starr, tra cui Carl Perkins. “Ho registrato due canzoni di Carl Perkins con i Beatles, e sia T Bone che io ne volevamo una in questo disco”, ha spiegato Ringo, “e lui ha trovato questo bellissimo brano che non avevo mai sentito prima, ‘I Don’t See Me In Your Eyes Anymore’”.

Registrato a Nashville e Los Angeles, questo disco vede il ritorno di molti dei musicisti di Look Up, compresa la band principale (che T Bone chiama affettuosamente The Texans, dal nome della band con cui Ringo suonava a Liverpool nel 1959) con Paul Franklin, David Mansfield, Dennis Crouch, Daniel Tashian, Rory Hoffman, Patrick Warren e Colin Linden.

“Ho sempre amato il modo di suonare e cantare di Ringo”, ha dichiarato T Bone. “Poi una sera eravamo insieme a una lettura di poesie e lui mi ha detto: ‘Perché non scrivi una canzone per me? Così gli ho scritto una canzone in stile Gene Autry, perché ho sempre considerato Ringo un artista texano: il suo modo di suonare mi ricordava la musica del Texas. Ringo Starr è un artista di altissimo livello e volevo circondarlo di questi giovani maestri, apportando un po’ di quella straordinaria energia giovanile che si respira a Nashville in entrambi questi dischi”.

La loro prima collaborazione, Look Up, pubblicata il 10 gennaio 2025, ha riscosso un successo travolgente e un grande consenso. È stato il primo disco country di Ringo in 50 anni e gli è valso la sua prima Top 10 nella classifica Billboard dei migliori album venduti di tutti i generi, oltre a fargli conquistare molte altre posizioni nelle classifiche Billboard. Nel Regno Unito l’album ha raggiunto un traguardo significativo nella sua carriera, facendogli ottenere il suo primo album solista al primo posto nella classifica ufficiale country. Nel febbraio 2025 Starr ha debuttato al Grand Ole Opry dopo essere stato invitato da Emmylou Harris durante la prima delle sue due serate al leggendario Ryman, registrate per uno speciale di 2 ore ancora in streaming su CBS/Paramount Plus.

10 canzoni, 6 scritte o co-scritte da T Bone Burnett, due co-scritte da Ringo e Bruce Sugar, una scritta da Ringo Starr, Mark Hudson e Gary Burr e una da Bernie Benjamin e George David Weiss e registrata da Carl Perkins.

L’album è stato prodotto da T Bone Burnett e co-prodotto da Daniel Tashian e Bruce Sugar

Disponibile in digitale, CD, LP standard, LP Limited Edition in vinile colorato “Ultraviolet Dream”

Milano-Cortina, Miky Bionic a cerimonia apertura Paralimpiadi

Milano-Cortina, Miky Bionic a cerimonia apertura Paralimpiadi

Milano, 3 mar. (askanews) – Michele Specchiale, in arte Dj Miky Bionic, sarà uno dei protagonisti della Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 marzo 2026 presso la storica Arena di Verona. Si tratta del primo DJ al mondo a espibirsi con una protesi della mano di ultima generazione.

L’evento si presenta come un incontro tra espressione artistica e valore simbolico, in sintonia con il tema “Life in Motion”, un concept che richiama il linguaggio dell’arte e la sua capacità di leggere una realtà in costante trasformazione, proponendo una visione rinnovata della disabilità come armonia dinamica tra individuo e ambiente.

Dopo aver perso il braccio sinistro in un grave incidente da giovanissimo, Dj Miky Bionic ha trasformato la propria esperienza in un percorso di rinascita personale e professionale, diventando un punto di riferimento nel panorama musicale e paralimpico italiano.

La sua protesi utilizza sensori in grado di leggere i segnali muscolari, consentendogli di manipolare vinili, mixer e controller con straordinaria precisione. Tecnologia e arte si fondono così in uno stile riconoscibile, coinvolgente ed energetico: Miky Bionic incarna un esempio concreto di come una condizione di disabilità possa trasformarsi in una forza creativa, capace di generare innovazione, ispirazione e una nuova consapevolezza sociale.

Per la prima volta, la Cerimonia di Apertura Paralimpica, così come è stato per quella di chiusura delle Olimpiadi, si svolgerà in un sito Patrimonio Mondiale Unesco, segnando ufficialmente l’inizio dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’Arena, già protagonista della spettacolare chiusura Olimpica, si trasformerà nuovamente in un grande teatro a cielo aperto per accogliere atleti, delegazioni e spettatori da tutto il mondo.

La produzione è realizzata in collaborazione con Filmmaster, già artefice della cerimonia del 22 febbraio nello stesso scenario. L’obiettivo è dare vita a uno spettacolo di altissimo profilo artistico e istituzionale, capace di intrecciare cultura italiana, narrazione paralimpica e linguaggi contemporanei.

La presenza di Miky Bionic alla Cerimonia di Apertura incarna lo spirito di questi Giochi: inclusione, resilienza, innovazione sociale. La sua performance si inserirà in un racconto che celebra il talento senza barriere e la capacità degli atleti di riscrivere i confini del possibile.

In un’Arena che diventa simbolo di storia e rinascita, la musica di un artista che ha fatto della trasformazione la propria cifra identitaria contribuirà a dare il via a un’edizione destinata a lasciare un segno profondo, non solo sportivo ma umano e culturale.

Wall Street apre in netto calo, DJ 1,77%, Nasdaq 1,85%

Wall Street apre in netto calo, DJ 1,77%, Nasdaq 1,85%

Roma, 3 mar. (askanews) – Apertura in netto calo per Wall Street. Il Dow Jones perde 1,77%, lo S&P 500 cede l’1,60%, mentre il Nasdaq arretra dell’1,85%. Sui listini pesano i prezzi del petrolio ancora in rialzo e i timori che il conflitto tra Usa e Iran possa protrarsi più a lungo del previsto.

L’impennata dei prezzi dell’energia ha fatto salire i rendimenti dei titoli del Tesoro, con il Treasury a 10 anni che balza al 4,115%, sui timori di una nuova fiammata dell’inflazione. Prosegue il rally del dolaro, ai massimi da tre mesi sull’euro che cala a 1,1575 sul biglietto verde.