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L.elettorale, trattativa al rush finale in maggioranza. Verso stop preferenze

L.elettorale, trattativa al rush finale in maggioranza. Verso stop preferenze

Roma, 25 feb. (askanews) – Si sono incontrati in mattinata a via della Scrofa. E poi si sono riaggiornati nel pomeriggio. E andranno avanti finché non ci sarà un accordo. Forse. Perché se è vero che la trattativa nel centrodestra per presentare una proposta comune di riforma della legge elettorale sembra arrivata al rush finale, al momento – a tavolo ancora in corso – il pronostico del confronto resta un classico 1-X-2. Da una parte c’è Fratelli d’Italia che vuole chiudere la partita e depositare un testo in settimana, dall’altra gli alleati che però condividono l’urgenza fino a un certo punto. Di mezzo c’è il tiro alla fune su alcuni punti ancora controversi, inevitabilmente alimentato dalla necessità di guardare ai propri interessi.

Fatto l’impianto ormai condiviso di un proporzionale con premio di maggioranza che scatta sopra il 40%, i nodi da sciogliere restano: preferenze, ballottaggi, quote per l’assegnazione del premio tramite listino, grandezza dei collegi. Ed è esattamente su questi punti che gli sherpa del centrodestra si stanno confrontando in una sorta di consultazione permanente. Stamattina si sono dati appuntamento alle 12 nella sede di Fratelli d’Italia e sono andati avanti fino alle 15.30 circa per poi rivedersi alle 18.30, stessa location. Nel mentre, una pausa che ha consentito, per esempio, agli emissari leghisti Andrea Paganella e Roberto Calderoli, di votare la fiducia sul Milleproroghe al Senato, al responsabile Organizzazione meloniano Giovanni Donzelli di fare un salto alla presentazione del libro di Italo Bocchino su Giorgia Meloni e agli azzurri, Stefano Benigni e a Alessandro Battilocchio, di prendere un caffè alla buvette della Camera. Ma anche a tutti quanti di riferire e confrontarsi con i propri leader di riferimento prima di riavviare i lavori del tavolo.

Per Fratelli d’Italia le preferenze restano una questione di principio e il mandato affidato dalla premier era quello di difenderle in ogni modo. E, tuttavia, le resistenze degli alleati (insieme al terrore che la sola parola ha già generato nei peones) avrebbero per il momento spinto a soprassedere. Il che, spiegano i meloniani, non vuol dire rinunciarvi: se non saranno nel testo saranno infatti riproposte con un emendamento durante la discussione. Che, per inciso, al momento appare più probabile possa cominciare da Montecitorio.

Se sulle preferenze Fdi avrebbe scelto di fare di necessità virtù, non ci sarebbe però nessuna intenzione di rinunciare al ballottaggio previsto nel caso che nessuno raggiunga la soglia del 40%. A Lega e a Forza Italia l’opzione non piace affatto. C’è anche l’appiglio per smontarla: il caso Trentino Alto Adige. Proprio come accade per la Valle d’Aosta, infatti, l’assegnazione dei seggi segue regole autonome. Come si fa quindi ad applicare un eventuale ballottaggio? Fratelli d’Italia è convinta che esista un meccanismo che possa risolvere la questione, per gli alleati invece è la dimostrazione che l’opzione del ballottaggio andrebbe accantonata. Altro nodo sul tavolo è quello della definizione dei collegi, ovvero se vadano modificati aumentandone la grandezza (come vorrebbero i meloniani) o lasciati come sono (come preferirebbe Fi).

Fin qui le questioni più strettamente tecniche. C’è poi un nodo squisitamente politico ancora da sciogliere. Una volta stabilito come funziona il meccanismo di assegnazione del premio di maggioranza – ossia attraverso dei listini che assegnano 70 deputati e 35 senatori a chi vince – la domanda posta dagli alleati alla premier è: con quali quote ce li dividiamo? A loro giudizio, viene spiegato, il criterio andrebbe definito prima. C’è anche chi avrebbe suggerito di fare una distribuzione alla pari, un terzo a testa. Per Fratelli d’Italia questa però è una trattativa che va affrontata solo in un momento successivo.

L’Italia domina al WBSS con 20 vini sui 115 selezionati da 16 Paesi

L’Italia domina al WBSS con 20 vini sui 115 selezionati da 16 Paesi

Milano, 25 feb. (askanews) – Con 20 vini selezionati su un totale di 115 etichette provenienti da 16 Paesi, l’Italia è il Paese più rappresentato nella “World’s Best Sommeliers’ Selection 2026” (WBSS). La lista di questa terza edizione della manifestazione inglese, include tutte le principali tipologie di vini ed è stata definita da un panel di 29 sommelier e wine director attivi in ristoranti di riferimento della scena gastronomica internazionale di 17 Paesi. A presiedere i lavori è stata Kristell Monot, head sommelier del ristorante Mugaritz a Errenteria, nei Paesi Baschi.

Tra le 20 etichette italiane figurano due produttori con tre vini ciascuno: Ceretto è presente con “Barolo Brunate” 2021, “Barbaresco Asili” 2014 e “Barolo Bricco Rocche” 2021, mentre Arianna Occhipinti entra in selezione con “Grotte Alte” 2020, “SP68 Rosso” 2022 e “Siccagno” 2020. Con due vini compaiono Ruffino, con “Romitorio di Santedame” 2022 e “Alauda” 2021, e Tenuta Del Paguro, con “Ostrea in Fondo” 2023 e “Homarus” 2021. Gli altri produttori italiani sono presenti con una sola etichetta ciascuno: Clara Marcelli con “Ruggine” 2021, Feudo Arancio con “Hedonis” 2022, La Scolca con “Gavi dei Gavi Black Label Limited Edition” 2021, Luca Leggero Villareggia con “Erbaluce di Caluso Docg Rend Nen” 2022, Mezzacorona con “Musivum Teroldego Rotaliano” 2019, Nino Franco con “Grave di Stecca Brut” 2018, Viabizzunoagricola con “donnacricri” 2023 e Argiano con “Solengo” 2021. Tra le nostre etichette prevalgono nettamente i rossi, che sono 13, il numero più alto per singolo Paese, e tra i vitigni spicca il Nebbiolo, rappresentato da quattro tra Barolo e Barbaresco. Chiudono la selezione quattro bianchi, un rosé e due spumanti.

La giovane vignaiola siciliana Arianna Occhipinti, reduce del 78esimo posto nella “The World’s 100 Best Vineyards 2025”, a commentato questo nuovo riconoscimento affermando che “è per noi un grande onore, perché conferma che i vini Occhipinti esprimono l’autenticità e la coerenza di un progetto agricolo radicale e orientato alla qualità. Ogni bottiglia nasce dal rispetto per la natura, dai vitigni autoctoni e dal desiderio di raccontare fedelmente il nostro terroir, esaltando i singoli appezzamenti tra Vittoria e Chiaramonte Gulfi. È un approccio che valorizza la policoltura, la biodiversità e la crescita professionale continua. Sapere che il nostro lavoro è apprezzato a livello internazionale ci rende orgogliosi e ci spinge a proseguire con passione e coerenza”.

Alle spalle dell’Italia, il Portogallo è il secondo Paese per numero di vini selezionati, con 18 etichette che coprono rossi (principalmente dal Douro), fortificati (Porto e Madeira) e bianchi dominati dall’Encruzado nella Doc Dao. Gli Stati Uniti totalizzano 17 vini, distribuiti tra California (che fa la parte del leone), Oregon (con Chardonnay e Pinot Noir) e Texas (ben sei etichette tra spumanti, bianchi e rossi). L’Argentina porta in lista 12 vini, in prevalenza rossi, con una presenza significativa del Malbec e una provenienza che attraversa diverse aree andine, da Mendoza a Salta e San Juan. Accanto ai rossi compaiono quattro bianchi e uno spumante da Metodo Classico.

Segue con 10 etichette la Spagna con i rossi provenienti da Denominazioni come Ribera del Duero, Rioja e Priorat, due Sherry e uno spumante Cava, mentre i bianchi scelti combinano vitigni storici e impostazioni più contemporanee. Per quanto riguarda il resto dell’Europa, il quadro è piuttosto desolante: la Francia compare con Champagne e rosé di Provenza (solo quattro vini), mentre la Germania è inclusa con i Riesling di tre produttori. Tra i territori emergenti figurano la Repubblica Ceca (tre) e la Georgia (due), con etichette legate ai vitigni Saperavi e Kisi e con l’unico orange wine della selezione. Anche la Grecia è presente con un bianco e un rosso.

Oltre all’Argentina, per completare lo spaccato del Sudamerica, la selezione 2026 include 26 vini: il Cile con otto rossi di quattro Cantine, l’Uruguay con cinque etichette accanto al Tannat, e il Brasile con un solo vino bianco, il “Casa Tés Grama Branco 2023”.

Foto: WBSS

NYTimes: Epstein Files mancanti sulla denuncia di una donna (all’epoca bambina) contro Trump

NYTimes: Epstein Files mancanti sulla denuncia di una donna (all’epoca bambina) contro Trump

Roma, 25 feb. (askanews) – Nella grande mole di documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia statunitense sulle indagini su Jeffrey Epstein mancano alcuni materiali chiave relativi a una donna che aveva sporto denuncia contro il presidente Donald Trump. Lo scrive il New York Times.

Si tratta – spiega l’analisi del quotidiano – di promemoria dell’Fbi che riassumono gli interrogatori condotti dopo le accuse presentate nel 2019 da una donna che, dopo l’arresto di Epstein, si era fatta avanti per dichiarare di essere stata aggredita sessualmente decenni prima, quando era minorenne, sia da Trump che dal finanziere.

L’esistenza dei promemoria è stata rivelata da un indice, reso pubblico, che elencava il materiale investigativo relativo al racconto della donna. Secondo tale indice, l’Fbi ha condotto quattro interrogatori in relazione alle affermazioni della donne e ha redatto riassunti per ciascuno di essi. Tuttavia, solo un riassunto dei quattro colloqui, che descrive le sue accuse contro Epstein, è stato pubblicato dal Dipartimento di Giustizia. Gli altri tre risultano mancanti.

I fascicoli pubblici non includono nemmeno le note a pie’ di pagina degli interrogatori, che l’indice indica come parte del fascicolo. Il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato note simili in relazione agli interrogatori dell’Fbi con altri possibili testimoni e vittime.

I funzionari Dipartimento di Giustizia non hanno spiegato direttamente perché i promemoria relativi alle affermazioni della donna non siano stati resi pubblici. La mancanza di questi documenti accresce gli interrogativi – chiosa il New York Times – su come il Dipartimento di Giustizia abbia gestito la pubblicazione dei documenti su Epstein, resa obbligatoria da una legge firmata da Trump lo scorso anno, in seguito alle pressioni bipartisan del Congresso.

Aston Martin chiude 2025 in rosso per 493 mln gbp e taglia 20% addetti

Aston Martin chiude 2025 in rosso per 493 mln gbp e taglia 20% addetti

Milano, 25 feb. (askanews) – Aston Martin chiude il 2025 con i conti in rosso e annuncia il taglio del 20% della forza lavoro, circa 600 addetti su 3mila. A pesare i dazi Usa e il calo delle consegne in particolare in Cina. Il titolo in Borsa a Londra ha ceduto il 3% a 55,2 sterline.

Il gruppo inglese di auto sportive ha registrato una perdita netta di 493 milioni di sterline (566 milioni di euro) in peggioramento rispetto ai -323,5 milioni del 2024. La perdita operativa è stata di 260 milioni quasi triplicata rispetto ai 99,5 milioni dello scorso anno. Il fatturato è calato a 1,26 miliardi (-21%), le consegne del 10% a 5.448 unità con tutte le regioni in calo, in particolare l’area Apac (-21%). In aumento l’indebitamento a 1,38 miliardi di sterline da 1,16 miliardi. La liquidità è pari a 250 milioni di sterline. Per fare cassa il proprietario di Aston Martin Lawrence Stroll, con il via libera dell’assemblea, ha ceduto i diritti del marchio alla squadra di F1 Amr GP Holding di cui controlla la maggioranza dei diritto di voto, con un incasso previsto di 50 milioni di sterline nel primo trimestre 2026.

Per il 2026 il gruppo prevede un “significativo” miglioramento dei conti, consegne stabili e un margine operativo in pareggio rispetto al -15% del 2025.

Schlein: governo approvi legge su ‘rider’ e su salario minimo

Schlein: governo approvi legge su ‘rider’ e su salario minimo

Roma, 25 feb. (askanews) – Il governo deve approvare la legge sul salario minimo e anche una normativa a tutela dei ‘rider’. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, a margine di una iniziativa pubblica. “La magistratura sta cercando di fare luce sullo sfruttamento dei rider. Io penso che la politica non possa stare a guardare. Chiedo di nuovo al governo di approvare una legge sul salario minimo, perché sotto i nove euro all’ora non è lavoro, ma è sfruttamento”, ha detto.

“Serve poi – ha aggiunto – una legge specifica di tutela dei rider che non hanno diritti, non hanno tutele, non hanno assicurazione, non hanno malattia. L’Europa si è già mossa in questa direzione, l’Italia deve approvare una legge specifica di tutela dei rider e lo deve fare tenendo a mente che non c’è spazio in questo paese per lo sfruttamento. Non ci deve essere spazio per lo sfruttamento lavorativo”.

Salute, apnee del sonno, verso l’inserimento nei Lea

Salute, apnee del sonno, verso l’inserimento nei Lea

Roma, 25 feb. (askanews) – La sindrome delle apnee ostruttive del sonno si avvia verso l’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza. Lo ha annunciato l’on. Luciano Ciocchetti (FdI), vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, intervenendo al dibattito ‘Apnee del sonno: idoneità alla guida e LEA, criticità normative e prospettive di riforma’, promosso su iniziativa della deputata Maria Carolina Varchi. L’obiettivo, ha spiegato, è “garantire su tutto il territorio nazionale diagnosi precoce, presa in carico omogenea e riduzione delle liste d’attesa”.

Nel corso dell’incontro, Silvia Sanasi del Ministero della Salute ha accolto “con favore” la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di riattivare il tavolo tecnico interistituzionale dedicato alla revisione della disciplina sul rinnovo della patente per i pazienti con apnee notturne. Il Ministero della Salute ha manifestato la volontà di “aderire e contribuire attivamente al coordinamento, che rappresenterà anche la sede per affrontare il riordino delle commissioni mediche locali e valutare interventi organizzativi finalizzati a migliorarne l’efficienza”.

Durante il confronto è stato ricordato che la normativa vigente limita la guida soltanto nei casi di OSAS moderata o grave associata a sonnolenza diurna e comorbilità rilevanti. I pazienti efficacemente trattati e privi di sonnolenza residua sono invece considerati a basso rischio e possono ottenere o rinnovare la patente con piena validità, previa certificazione specialistica che attesti diagnosi, terapia e aderenza. Secondo quanto segnalato dalle associazioni dei pazienti, tuttavia, nella pratica molti soggetti compensati vengono comunque inviati alle Commissioni Mediche Locali, con disparità territoriali, aumento dei costi e dei tempi, duplicazioni di accertamenti e talvolta limitazioni non previste dalla normativa. Da qui la richiesta di un tavolo interministeriale per ribadire il ruolo del medico monocratico nei casi a basso rischio, uniformare le procedure, promuovere formazione ECM per i medici certificatori ed evitare verifiche non necessarie, coniugando sicurezza stradale e tutela dei diritti dei pazienti. Nel corso del dibattito il presidente dell’associazione Luca Roberti ha inoltre sottolineato come una presa in carico adeguata della patologia permetterebbe di “prevenire comorbilità, migliorare la qualità della vita e generare risparmi per il Servizio sanitario nazionale: uno studio dell’Università Bocconi del 2019 stima un ritorno di 1,81 euro per ogni euro investito in diagnosi e trattamento dell’OSAS”.

Il convegno ha visto la Varchi ribadire “piena condivisione delle istanze” dei pazienti e l’impegno a far approvare una proposta di legge finalizzata a riconoscere la sindrome delle apnee ostruttive del sonno come patologia cronica e invalidante, invitando a “lottare insieme” e ad avere fiducia nel percorso parlamentare. È intervenuta anche la deputata Ilenia Malavasi, che ha ricordato come “in Italia ci sono 7,5 milioni di persone affette da questo disturbo”, sottolineando la necessità di un impegno politico trasversale per individuare strumenti legislativi capaci di garantire il diritto alla salute e migliorare la qualità della vita dei pazienti, con la disponibilità a sostenere un iter parlamentare che offra “qualche sicurezza in più” a chi soffre di OSAS.

Nel corso dell’incontro, Leonardo Arminio, Capo Servizio Medicina e Igiene del Lavoro del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Padova e delegato della Società Italiana Medici Certificatori, ha richiamato il legame tra OSAS e incidentalità stradale evidenziato dalla letteratura scientifica, auspicando una revisione normativa che introduca follow-up obbligatori, criteri oggettivi di valutazione dell’efficacia terapeutica e il coinvolgimento delle Commissioni Mediche Locali per le patenti superiori.

Ucraina, Cremlino: incontro Putin-Zelensky-Trump solo per firmare accordi. Il nodo la questione territoriale

Ucraina, Cremlino: incontro Putin-Zelensky-Trump solo per firmare accordi. Il nodo la questione territoriale

Roma, 25 feb. (askanews) – Un incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina a livello presidenziale può avvenire per “finalizzare l’accordo”, ha sottolineato oggi il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. “Qui dobbiamo concordare che i tre presidenti dovrebbero incontrarsi solo per finalizzare accordi o, come dicono gli americani, un accordo. Questo è probabilmente vero”, ha affermato il portavoce del Cremlino.

Inoltre, Peskov ha sottolineato come l’invito a Zelensky di recarsi a Mosca resta valido. “Putin mantiene sempre la parola data”, ha sottolineato Peskov. Il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov ha definito la questione territoriale la più complessa nell’accordo ucraino, rispondendo alle domande di un cronista russo. “La questione dei territori è la più difficile”, ha detto Peskov.

Giustizia, Conte a Nordio: state realizzando disegno di politica criminale

Giustizia, Conte a Nordio: state realizzando disegno di politica criminale

Roma, 25 feb. (askanews) – “Sin dall’inizio state realizzando un disegno di politica criminale, a partire dalla norma su rave party, un’oscenità andata in Gazzetta Ufficiale e poi finalmente modificata perché criminalizzavate persone che si riunivano per ascoltare musica. Da lì è stato tutto un crescendo. Oggi abbiamo tantissime nuove fattispecie di reato con decine e decine di inasprimenti di pene. Avete eliminato l’abuso d’ufficio e vi siete presi una stangata da parte dell’Unione europea, avete ridimensionato completamente il traffico di influenze illecite e lei, signor ministro, ha fatto una crociata nei confronti delle intercettazioni”. Così il presidente di M5s, Giuseppe Conte, a Palermo a un evento sul referendum sulla riforma della magistratura, assieme al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, presente sul palco.

Calcio, Vanoli: “Esame di maturità, la squadra sta crescendo”

Calcio, Vanoli: “Esame di maturità, la squadra sta crescendo”

Roma, 25 feb. (askanews) – Fiorentina attesa domani dal ritorno dei playoff di UEFA Europa Conference League contro il Jagiellonia Bialystok. Alle 18.45, allo stadio Stadio Artemio Franchi, i viola ripartono dal 3-0 conquistato all’andata in trasferta. Alla vigilia ha parlato l’allenatore Paolo Vanoli, tra prudenza e ambizione.

“È un esame molto importante. Il focus è affrontare la partita con il vantaggio dell’andata, provando a vincerla e pensando anche a risparmiare energie per il campionato che ha la priorità”, ha spiegato il tecnico. “Siamo stati bravi all’andata, ma è un esame di maturità. In passato l’attenzione ci ha portato a sprecare tante energie”.

Vanoli non esclude rotazioni: “Più giochi e meglio è. La Conference per noi deve essere qualcosa di bello, che ti fa crescere. Chi scenderà in campo dovrà farlo al meglio. Non dobbiamo calare l’attenzione, perché lo Jagiellonia è una squadra organizzata tecnicamente. Dobbiamo difendere il risultato provando a vincere e preservare energie in vista della trasferta con l’Udinese, che è il nostro focus primario”.

Sulla responsabilità europea: “Non sento la responsabilità di portare avanti il calcio italiano, ma quella di portare avanti la Fiorentina nel calcio internazionale. Non bisogna sottovalutare nessun avversario, tutti stanno crescendo”.

Il tecnico ha poi fatto il punto sul momento della squadra: “Stiamo crescendo. Sarà una stagione in cui soffriremo fino all’ultima partita. Abbiamo fatto passi importanti nel capire come affrontare le gare. La vittoria nel derby non è stata solo tre punti, ma un segnale per i tifosi. Però dobbiamo restare con i piedi per terra, fino alla fine ci sarà da lottare per salvarsi”.

In conferenza stampa Vanoli ha ribadito: “L’aspetto più importante è il passaggio del turno. Vincere aiuta a vincere. Dobbiamo migliorare nella gestione degli ultimi minuti”. Un passaggio anche sugli avversari: “Mi piace come giocano, pressano bene. Mi hanno dato spunti innovativi, sono organizzati e hanno un allenatore interessante”.

Infine sulle condizioni di Gudmundsson: “Si è allenato a parte, oggi sarà in gruppo e spero di dargli minutaggio”. E una riflessione sul calcio internazionale: “Da anni si è aperto in tutto il mondo ed è in continua evoluzione. A volte c’è l’ignoranza di sottovalutare questi campionati, ma il livello cresce ovunque”.

Calcio, Italiano: “Perdiamo Miranda, Heggem è a mezzo servizio”

Calcio, Italiano: “Perdiamo Miranda, Heggem è a mezzo servizio”

Roma, 25 feb. (askanews) – Vigilia europea per il Bologna atteso dal ritorno dei playoff di Europa League contro il Brann. Domani alle 21, allo stadio Renato Dall’Ara, i rossoblù difenderanno l’1-0 conquistato all’andata in Norvegia. Alla vigilia ha parlato l’allenatore Vincenzo Italiano, tra rispetto per l’avversario e fiducia nei progressi della squadra.

“Il calcio norvegese è in grande crescita, vanno rispettati al massimo. Siamo in vantaggio di un gol ma bisogna confermarlo contro una squadra organizzata, che cercherà di metterci in difficoltà”, ha spiegato Italiano, invitando i suoi a non sottovalutare l’impegno: “Parlando di percentuali direi 51% noi e 49% loro. Dobbiamo sfruttare il nostro stadio”.

Il tecnico ha sottolineato i miglioramenti difensivi delle ultime settimane: “È cresciuta l’attenzione nel non possesso, concediamo meno e abbiamo trovato più solidità. La produzione offensiva è rimasta, ma abbiamo tolto qualche pallone pericoloso di troppo quando attaccavamo”. Due vittorie consecutive in campionato hanno restituito fiducia: “Abbiamo ritrovato autostima, ora vogliamo andare avanti in Europa”.

Sul fronte formazione, Miranda resterà fuori tre settimane, mentre Heggem è recuperato ma non al meglio. Possibile adattamento sulla corsia sinistra. In avanti, riflettori sulla coppia Castro-Bernardeschi: “Le partite le vincono i giocatori di qualità. Castro ha fatto giocate decisive, Berna con il rigore è stato determinante. C’è margine per rivederlo a livelli alti: è un animale, sta tornando”.

Infine un passaggio su Nicolò Zaniolo, dopo il saluto nel post partita: “Pensavo non fosse successo nulla, invece aveva il naso sanguinante. Ho grande stima di lui, è un patrimonio del calcio italiano e può ancora mostrare le sue qualità”.

Obiettivo chiaro: superare il playoff e continuare il cammino europeo, senza distrazioni. “Concentriamoci su domani – ha concluso Italiano – poi penseremo al resto. Tutto è ancora in essere e può succedere di tutto”.