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Milano-Cortina, Malagò: Giochi spot formidabile per nostro Paese

Milano-Cortina, Malagò: Giochi spot formidabile per nostro Paese

Milano, 22 feb. (askanews) – “Penso che sia stato uno spot formidabile per il nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, durante la conferenza stampa finale dei Giochi olimpici invernali. “Sono stati anni molto complicati, molto difficili per tutta una serie di motivi, non ci siamo mai nascosti dietro alibi o giustificazioni, però credo che ci sia motivo di grande soddisfazione non solo mia, ma di tutta la squadra, della stragrande maggioranza degli italiani che credeva in questo progetto e in noi” ha aggiunto.

“Fino all’ultimo avevamo delle percentuali elevatissime di residenti dei territori che era favorevole ai Giochi, poi ovviamente, questo fa parte non so se della natura, della genetica, o della mentalità degli italiani, e credo che siamo discretamente in buona compagnia, magari si sentono di più quelli che hanno qualcosa contro, di avverso” ha osservato Malagò.

“Siamo molto felici, arriviamo adesso dalla sessione del Cio che era sostanzialmente rimasta aperta” e “poi credetemi, non sono parole mie ma di persone con molta più esperienza di me in questo tipo di manifestazioni, c’è stata una standing ovation come dicono non c’è mai stata nella storia delle sessioni, una standing ovation dopo un mio brevissimo intervento nel quale ho assolutamente trasferito e ribaltato a tutta la squadra” i meriti e “non mi sembra una cosa banale” ha concluso.

Aperol è l’aperitivo ufficiale del “FantaSanremo 2026″

Aperol è l’aperitivo ufficiale del “FantaSanremo 2026″

Milano, 22 feb. (askanews) – Aperol sarà l’aperitivo ufficiale del “FantaSanremo 2026”, il gioco online che da alcuni anni affianca il Festival della canzone italiana di Sanremo. Il marchio, nato a Padova nel 1919 e legato in particolare all’Aperol Spritz, punta così a rafforzare il proprio posizionamento nel mondo della musica e dell’intrattenimento, attraverso un format capace di coinvolgere un pubblico trasversale.

La partnership prevede innanzitutto una presenza all’interno dell’app FantaSanremo, dove è stata creata una Lega Aperol. L’obiettivo è trasformare la partecipazione al gioco in un’occasione di condivisione e interazione tra gli utenti, con dinamiche pensate per amplificare lo spirito del Festival dentro e fuori dallo schermo. La collaborazione avrà anche una dimensione fisica nella città di Sanremo: dove il marchio sarà presente nella centrale via Matteotti con un’installazione caratterizzata da una parete floreale composta da gerbere arancioni. Lo spazio sarà concepito come punto di incontro per il pubblico e sarà animato ogni pomeriggio da un DJ set ed è inoltre prevista “un’experience urbana diffusa”, con la distribuzione ai passanti di gerbere arancioni.

Il progetto non si limiterà a Sanremo. Aperol ha infatti programmato una serie di “watch party” a Milano, Roma e Napoli, con il coinvolgimento di locali partner, dove durante le serate del Festival verranno organizzate proiezioni delle dirette accompagnate da DJ set, live performance, momenti di intrattenimento. L’idea è quella di offrire alle diverse community locali la possibilità di seguire Sanremo in un contesto di socialità, ricalcando in chiave urbana la tradizione dell’aperitivo collettivo.

“Sanremo è uno dei momenti più attesi dell’anno, capace di unire generazioni e trasformarsi in un vero rito collettivo che ormai è parte della cultura italiana” ha dichiarato Alberto Ponchio, marketing director di Campari Group Italia, spiegando che “con Aperol vogliamo essere parte attiva di questa energia, celebrando il valore dello stare insieme e rendendo ogni occasione di condivisione ancora più speciale. Per questo siamo orgogliosi di essere l’aperitivo ufficiale di FantaSanremo 2026: un progetto che interpreta perfettamente lo spirito del Festival e lo trasforma in un’esperienza partecipata e autentica, tra amici.

Matterella: il sacrificio di Attanasio resterà patrimonio vivo

Matterella: il sacrificio di Attanasio resterà patrimonio vivo

Milano, 22 feb. (askanews) – “Sono certo che il sacrificio dell’Ambasciatore Attanasio e di chi lo accompagnava rimarrà patrimonio vivo della memoria collettiva di ciascuno”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Sindaco del Comune di Limbiate, Antonio Domenico Romeo, e alla famiglia dell’Ambasciatore Luca Attanasio.

“L’iniziativa per commemorare il quinto anniversario della cruenta scomparsa dell’Ambasciatore Luca Attanasio, del Carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo richiama a riaffermare, con profonda commozione, la più sentita vicinanza della Repubblica ai familiari delle vittime e all’intera comunità”, evidenzia il capo dello Stato.

“Nel drammatico scenario di crisi che ancora funesta la Repubblica Democratica del Congo, il ricordo dell’Ambasciatore Attanasio e della sua missione resta quanto mai esemplare. La sua dedizione incarna i nobili ideali dell’Italia repubblicana che guarda al continente africano con spirito di cooperazione e sentimenti di umanità – prosegue Mattarella -. Il valore dell’impegno quotidiano dei servitori della Repubblica Italiana che, con coraggio e senso del dovere, operano in territori segnati da instabilità e pericoli, si ripropone nella figura di Luca Attanasio e di quanti erano con lui”.

“Le manifestazioni promosse dal Comune di Limbiate rappresentano un giusto tributo a chi è caduto nell’adempimento del dovere – afferma ancora il capo dello Stato esprimendo “gratitudine agli organizzatori e a quanti sono oggi presenti”.

Consorzio Valtènesi: promozione, territorio e cultura del rosé

Consorzio Valtènesi: promozione, territorio e cultura del rosé

Milano, 22 feb. (askanews) – Il Consorzio Valtènesi apre la stagione 2026 con un calendario di appuntamenti che intreccia promozione internazionale, iniziative sul territorio e un racconto identitario dedicato al rosé della sponda bresciana del Lago di Garda. L’obiettivo è rafforzare la riconoscibilità della Denominazione attraverso attività pensate per operatori, stampa, ristorazione e pubblico, in un percorso che punta a coniugare qualità produttiva, cultura e relazione con il territorio.

La primavera si colloca in un momento simbolico per la Denominazione: dal 14 febbraio i Valtènesi rosé possono ufficialmente entrare in commercio, segnando l’avvio del nuovo ciclo produttivo e del dialogo con il mercato. “Il calendario di questi primi mesi del 2026 riflette una visione chiara e condivisa: raccontare la Valtènesi attraverso esperienze di qualità, capaci di unire vino, territorio e persone in un racconto autentico e contemporaneo” ha dichiarato il presidente del Consorzio, Paolo Pasini, spiegando che “ogni appuntamento è pensato come un’occasione concreta di dialogo, confronto e crescita, non solo sui mercati internazionali, ma anche nel rapporto con i winelovers, con la ristorazione, con la stampa e con tutti gli operatori che ogni giorno contribuiscono a costruire il valore della Denominazione. Un percorso che mette al centro l’identità della sponda bresciana del Lago di Garda, la specificità del nostro rosé che ne incarna lo spirito più autentico e il lavoro dei produttori, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento della Valtènesi e accompagnarne lo sviluppo in modo coerente e sostenibile”.

Dopo Wine Paris all’interno della collettiva Lake Garda Wines, affiancando gli altri Consorzi gardesani in un racconto unitario del territorio, la Bit di Milano in collaborazione con Regione Lombardia, con un focus sul legame tra vino, turismo e identità locale, e la Slow Wine Fair di Bologna, il Consorzio sarà marzo a Duesseldorf con i “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso, e con la presenza a ProWein 2026 (15-17 marzo). In questa cornice il Consorzio sarà protagonista di un momento formativo dedicato al rosé all’interno del progetto PDO Rosé Educational Hub, sviluppato con la Provence. Si tratta di un’iniziativa nata dal confronto tra due territori simbolo del rosé europeo, che punta a valorizzare le rispettive denominazioni attraverso la condivisione di competenze e visioni e a consolidare il ruolo del rosé come espressione legata al territorio e alla qualità.

Accanto alla promozione internazionale, il calendario dedica ampio spazio agli eventi in Valtènesi. Il 23 marzo tornerà “La Prima del Valtènesi”, appuntamento riservato a stampa e operatori per la presentazione delle nuove annate. Seguiranno la rassegna enogastronomica “Valtènesi in… Tavola!”, che coinvolgerà i ristoranti della Denominazione, e un educational tour per giornalisti italiani, pensato per offrire un’immersione tra aziende, paesaggio e cultura produttiva.

Tra gli appuntamenti simbolo della primavera figurano “Valtènesi in Rosa” al Castello di Moniga del Garda, la Festa del Vino di Polpenazze abbinata alla 20esima edizione del Concorso Enologico Valtènesi – Riviera del Garda Classico e San Martino della Battaglia, e il ciclo di cene nella Casa del Vino di Puegnago, dedicate al dialogo tra vino e alta cucina. Iniziative che confermano il ruolo del Consorzio come promotore di una Denominazione capace di coinvolgere pubblici diversi, mantenendo al centro il legame fra produzione, territorio e cultura del rosé.

Il Papa: tacciano tv e smartphone, dedichiamoci ai più soli

Il Papa: tacciano tv e smartphone, dedichiamoci ai più soli

Milano, 22 feb. (askanews) – “In questo tempo di grazia, pratichiamola generosamente, assieme all’orazione e alle opere di misericordia: diamo spazio al silenzio; facciamo tacere un po’ i televisori, le radio, gli smartphone”. Lo ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano a áfedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell’Angelus.

“Dedichiamo tempo a chi è solo, specialmente agli anziani, ai poveri, ai malati – è l’appello lanciato dal Santo Padre nell’introdurre la preghiera mariana -. Rinunciamo al superfluo e condividiamo ciò che risparmiamo con chi manca del necessario”.

“Meditiamo la Parola di Dio, accostiamoci ai Sacramenti – ha affermato ancora il Pontefice – Ascoltiamo la voce dello Spirito Santo, che ci parla nel cuore, e ascoltiamoci a vicenda, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità”.

Olimpiadi, le 30 medaglie azzurre: analisi per discipline

Olimpiadi, le 30 medaglie azzurre: analisi per discipline

Milano, 22 feb. (askanews) – Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 si chiudono oggi e l’Italia festeggia il più importante risultato sportivo mai ottenuto nei Giochi invernali: 30 medaglie, quando il precedente record era di 20 a Lillehammer 1994. Se a questo si aggiungono i piazzamenti tra il quarto e l’ottavo posto, che sono molto rilevanti ai fini delle classifiche internazionali e dei parametri sportivi, la spedizione risulta di assoluto rilievo e prestigio. Nelle parole del segretario generale del CONI e capo missione ai Giochi italiani, Carlo Mornati, quella azzurra del 2026 è stata “la squadra più forte di sempre”.

Analizzando più nel dettaglio le 30 medaglie italiane, le discipline che hanno raccolto più podi sono state il pattinaggio di velocità e lo sci alpino, con cinque, ma il pattinaggio di velocità ha raccolto il numero più alto di ori, tre, a cui si aggiungono due bronzi. Lo sci alpino invece ha fatto registrare due ori, un argento e due bronzi. Unica altra disciplina a raggiungere i due ori è stato lo slittino, che ha conquistato anche due bronzi, setto numero di medaglie totali (4) anche per lo short track, distribuite in un oro, due argenti e un bronzo. A quota tre medaglie complessive si collocano il freestyle (1-1-1) e lo snowboard (0-1-2), mentre il biathlon ne ha due, ma una è d’oro e l’altra d’argento. Due sono arrivate anche dallo sci di fondo, entrambe bronzi. Le ultime due discipline a fare medaglia, con un bronzo ciascuna, sono state il pattinaggio di figura e il curling. Complessivamente quindi l’Italia ha mandato a medaglia atleti in dieci discipline su 16 presenti, a dimostrazione della profondità del movimento e dell’attenzione anche a sport più recenti.

Le discipline nelle quali il Team Italia ha saputo vincere almeno una medaglia di ogni colore sono tre: sci alpino (2-1-2), short track (1-2-1) e freestyle (1-1-1). Se invece dovessimo comporre un medagliere delle discipline che hanno portato successi azzurri, secondo i criteri del CIO, al primo posto ci sarebbe il pattinaggio di velocità (3-0-2), seguito dallo sci alpino (2-1-2) e dallo slittino (2-0-2), lasciando in questo modo al quarto posto lo short track (1-2-1).

Milano-Cortina, Buonfiglio(CONI): prodotto entusiasmo diffuso

Milano-Cortina, Buonfiglio(CONI): prodotto entusiasmo diffuso

Milano, 22 feb. (askanews) – “Per rimanere in tema con l’organizzazione di un’Olimpiade diffusa, sono sempre più convinto che abbiamo prodotto un entusiasmo diffuso. Ci siamo riusciti grazie a un’ottima organizzazione dei Giochi, ma soprattutto grazie alla prestazione e alle medaglie dei nostri atleti delle nostre atlete”. Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a conclusione dei Giochi olimpici di Milano Cortina.

“Non so gli indici di ascolto delle varie trasmissioni televisive, ma credo che, tranne un giorno nel quale non abbiamo vinto medaglie, tutti gli altri giorni abbiano ottenuto attaccati al televisore migliaia, forse qualche milione di italiani e questo vuol dire produrre entusiasmo, voglia di fare sport, attenzionare per le industrie che sostengono il lavoro delle società sportive, delle federazioni e, perché no, anche del Comitato olimpico” ha aggiunto.

“È stato un continuo evolversi lungo questi giorni, queste due settimane, di entusiasmo, di mostrare la nostra capacità organizzativa, la nostra capacità di fare sistema sportivo, quindi ecco perché ho esordito dicendo 30 lode: 30 sono le medaglie, ma veramente la lode c’è perché ha funzionato tutto, anche i trasporti, facendo gli scongiuri anche il servizio di sicurezza, molto presente ma non visibile, i volontari, le istituzioni cittadine” ha ribadito.

Vino, Valoritalia: nel 2025 male Igt (-12%), rossi (-13%) e export (-3%)

Vino, Valoritalia: nel 2025 male Igt (-12%), rossi (-13%) e export (-3%)

Milano, 22 feb. (askanews) – Nel 2025 gli imbottigliamenti dei vini italiani certificati hanno registrato una flessione del 2,1% rispetto al 2024, mentre i vini Doc e Docg sono cresciuti dell’1% e gli Igt hanno segnato un calo del 12%. È il quadro delineato dai dati aggiornati al 31 dicembre 2025 da Valoritalia, ente di certificazione che controlla oltre il 60% dei volumi di produzione e imbottigliamento delle Denominazioni di Origine italiane. Il 2025 si configura come un anno di consolidamento per la filiera di qualità. Dopo la crescita del periodo post pandemico, il settore attraversa una fase di assestamento, con volumi in lieve arretramento ma ancora superiori al pre-Covid. All’interno di questo quadro, i vini a Docg e quelli Doc mostrano una crescita dell’1% sia su base annua sia rispetto alla media dell’ultimo triennio. Di segno opposto i vini a Igt, che rappresentano la base della piramide qualitativa: per gli Igt la contrazione è del 12% rispetto al 2024 e del 10% sulla media del triennio precedente.

La scomposizione per tipologia segnala dinamiche differenziate. Gli spumanti registrano un incremento dell’1%, i vini rosati crescono del 5,7% e i bianchi fermi del 2,7%, mentre i rossi evidenziano un calo superiore al 13%. Un andamento in linea con l’evoluzione delle preferenze di consumo, in cui i bianchi e gli spumanti risultano più dinamici rispetto ai rossi sul mercato interno e internazionale. L’analisi è resa possibile da Tessa, piattaforma digitale sviluppata da Valoritalia in collaborazione con Microsoft, che gestisce la tracciabilità delle fasi di certificazione e i movimenti generati da oltre 90mila imprese coinvolte nella produzione e commercializzazione di 219 Denominazioni. Il sistema elabora i dati e li restituisce in forma di reportistica a imprese e Consorzi di tutela.

Una lettura per classi dimensionali delle Denominazioni di Origine mette in luce forti differenze. Le micro Denominazioni che nel 2025 hanno imbottigliato meno di 10mila ettolitri rappresentano il 70% delle 219 Denominazioni certificate da Valoritalia, ma solo il 2% dell’imbottigliato complessivo: questo segmento ha registrato una perdita del 7,2%, superiore alla media del comparto. Le 13 piccole Denominazioni comprese tra 10 e 20mila ettolitri, pari al 6% delle Do e al 2% dei volumi totali, hanno invece mostrato una crescita del 3%. Le 19 Denominazioni medio piccole con volumi tra 20 e 50 mila ettolitri hanno segnato una contrazione del 4,7%, mentre le 20 medio grandi comprese tra 50 e 150mila ettolitri hanno chiuso l’anno con un incremento del 4%. Le 14 grandi Denominazioni con volumi superiori a 150 mila ettolitri hanno registrato una perdita del 2,7%. Nel complesso emerge una maggiore fragilità delle micro denominazioni, che faticano a rispondere alle oscillazioni del mercato.

Dal punto di vista strutturale, i dati confermano un’elevata frammentazione produttiva. Oltre il 75% degli imbottigliatori certificati da Valoritalia nel 2025 ha commercializzato meno di 65 mila bottiglie, mentre solo 171 imprese, pari al 3,2% del totale, hanno superato 1,3 milioni di bottiglie imbottigliate. A fronte di un numero elevato di operatori, il livello di concentrazione è comunque rilevante: i primi cinque imbottigliatori rappresentano lo 0,1% delle imprese e detengono il 18% dei volumi totali.

“Il report restituisce l’immagine di un settore solido, nel quale la disponibilità di dati strutturati e omogenei rappresenta uno strumento strategico per supportare le attività di analisi, programmazione e tutela delle denominazioni” ha commentato Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, spiegando che “la filiera, pur in una fase di assestamento dopo le tensioni generate dai dazi e dall’instabilità geopolitica, dimostra una buona capacità di tenuta. È fondamentale però andare oltre la lettura del puro dato numerico: l’obiettivo deve essere una valorizzazione sempre più consapevole del nostro patrimonio vitivinicolo. Territori, denominazioni e qualità delle produzioni devono rimanere al centro delle strategie del sistema Italia. Per questo, guardando al 2026, sarà importante puntare non tanto a un primato quantitativo, quanto a un rafforzamento del valore intrinseco delle nostre produzioni. La competitività del vino italiano – ha chiosato Liantonio – passa dalla capacità di raccontare e difendere le proprie denominazioni e le Indicazioni Geografiche sui mercati internazionali, facendo comprendere il peso reale del comparto”.

Le analisi di Nomisma Wine Monitor richiamate da Valoritalia indicano, per il 2025, una riduzione di circa il 3% nel valore dell’export di vino italiano, in un contesto in cui altri Paesi produttori hanno registrato flessioni più marcate: -15% l’Australia, -10% il Cile, -4,5% la Francia. Il calo dell’export si accompagna a una diminuzione delle vendite a volume nella grande distribuzione organizzata italiana pari al 2,8%. In questo canale i vini fermi e frizzanti perdono il 3,8%, mentre gli spumanti segnano un’ulteriore crescita del 3,1%, in continuità con un trend pluriennale.

Per mettere a disposizione dei Consorzi di tutela strumenti analitici più dettagliati, Valoritalia ha attivato un servizio di reportistica mensile dedicato a ciascuna Denominazione certificata. Nei prossimi mesi, grazie all’infrastruttura tecnologica di Tessa, ulteriori sezioni dei database saranno rese disponibili sul portale di Valoritalia, con un accesso più diretto ai dati per i Consorzi. “Anche se i dati del 2025 confermano la sostanziale tenuta del sistema nazionale, nondimeno mettono in luce una evidente frammentazione del comparto delle Denominazioni di Origine” ha affermato il presidente di Federdoc, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi,, rimarcando che “è a mio avviso sempre più urgente mettere mano a una riforma organizzativa del settore, puntando sempre più sul ruolo dei Consorzi di tutela anche alla luce delle nuove funzioni di programmazione imposte loro dall’Unione Europea. In tal senso – ha concluso Gallarati Scotti Bonaldi – il modello di analisi ed elaborazione dati messo a punto da Valoritalia fornisce un supporto fondamentale, perché è solo partendo dai dati concreti che si possono fare scelte oculate e lungimiranti”.

Buonfiglio: Olimpiadi volano anche per il brand Italia nel mondo

Buonfiglio: Olimpiadi volano anche per il brand Italia nel mondo

Milano, 22 feb. (askanews) – “Gli investitori hanno percepito che il brand Italia ha la capacità di suscitare interesse internazionale, un interesse così forte come non c’era mai stato. Questo vuol dire che dobbiamo aumentare le sinergie con gli stakeholder, con il coordinamento dalla Preparazione olimpica, che ha già portato a questi risultati”. Lo ha detto il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, nel corso della conferenza stampa conclusiva dei 25esimi Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

“Il medagliere – ha aggiunto Buonfiglio – rappresenta un sistema capace di lavorare insieme, cosa che non è facile e presuppone ascolto e il portare tutti gli aspetti nella maniera migliore, più efficace e più efficiente. Mi fa piacere aver vissuto nelle Case Italia: siamo state un’immagine forte del nostro Paese”.

Buonfiglio: Olimpiadi un successo, Italia tra i big dello sport

Buonfiglio: Olimpiadi un successo, Italia tra i big dello sport

Milano, 22 feb. (askanews) – “Il risultato per me è estremamente positivo ed evidentemente la formula “condannati a vincere” sta dando i suoi frutti. Con l’Olimpiade di Milano Cortina anche noi abbiamo contribuito ad arricchire la storia della nostra Repubblica, il Presidente Mattarella è sempre stato presente, affettuoso e competente. Questo è un segnale importante per lo sport italiano”. Lo ha detto il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, nel corso della conferenza stampa conclusiva dei 25esimi Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

“E’ stata l’Olimpiade delle prime volte – ha aggiunto il presidente – tutti i portabandiera sono andati a medaglia, così come tutti gli atleti che erano presenti a Losanna. Abbiamo registrato il record dei premi in denaro erogati agli atleti, ma le medaglie generano un indotto importane, attivando i valori che generano economia”.

“Considerando queste Olimpiadi e quelle di Parigi – ha concluso Buonfiglio – l’Italia si pone tra le prime quattro nazioni al mondo e questi risultati non nascono per caso. E posso dire oggi con serenità che sapevamo fina da prima dell’inizio dei Giochi una alta capacità di andare a medaglia in quasi tutte le discipline, sulla base delle nostre proiezioni”.