Basilicata, Galella incontra a Roma ministro LollobrigidaRoma, 26 lug. (askanews) – “Con il ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, abbiamo affrontato oggi, per diverse ore della mattinata, i problemi dell’agricoltura lucana. Abbiamo discusso in particolare del problema della peronospera per i viticoltori, dell’IGP della fragola di Basilicata e dell’efficientamento della gestione dell’acqua. L’incontro è stato molto fruttuoso anche per la grande esperienza dell’assessore Cosimo Latronico e per la presenza del segretario regionale di FdI, Piergiorgio Quarto. Un grazie per il totale supporto va anche al senatore, Gianni Rosa, e agli onorevoli Salvatore Caiata e Aldo Mattia”. È quanto dichiara in una nota l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Alessandro Galella.
La Russa: cambiamento clima c’è, Parlamento deve mitigare danniRoma, 26 lug. (askanews) – “Il cambiamento climatico c’è, non so da cosa dipende, non ho la capacità di spiegarlo, non so se sono negazionista o antinegazionista, ma fenomeni del genere non li ricordo così frequenti. Non so se sono destinati a proseguire o sono una parentesi, ma è un problema molto grave su cui la scienza deve cercare di darci risposte univoche al più presto”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare a Palazzo Madama.
“Noi dobbiamo esprimere non solo solidarietà a Lombardia, Veneto, alle altre zone in cui ci sono stati danni enormi, anche a quelle del Sud dove è il fuoco che provoca danni altrettanto gravi. Ma noi siamo il Parlamento – ha aggiunto – e insieme al governo dobbiamo cercare di mitigare i danni che questi fenomeni hanno portato e immaginare, avendo la capacità di leggere i dati scientifici, cosa possiamo fare per mitigare eventi simili che dovessero verificarsi in futuro, dobbiamo guardare in maniera strutturale al problema metereologico perchè i danni ci sono con una frequenza maggiore che in passato”.
Montagna, via libera a nuovi criteri per fondo sviluppo FosmitRoma, 26 lug. (askanews) – Nella seduta odierna della Conferenza Unificata è arrivato il via libera allo schema di decreto per la ripartizione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane – Fosmit, su iniziativa del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, che esprime soddisfazione.
“Sono orgoglioso dell’intesa raggiunta su questo provvedimento da me proposto, che si pone l’obiettivo di ridurre i divari tra i Comuni montani e il resto del Paese in modo serio, come i territori chiedevano da tempo. Grazie a questo intervento le risorse disponibili a Regioni ed Enti Locali vengono pressoché raddoppiate, passando da 109 a circa 215”, ha detto ancora. “Inoltre viene assicurato un attento monitoraggio non solo della spesa pubblica ma soprattutto degli interventi in favore delle vere realtà montane, attraverso criteri geografici oggettivi utilizzati anche nel resto d’Europa. Vi è inoltre garantito un criterio di sostegno differenziato in base alla situazione socio-economica dei diversi territori, per fare in modo di fornire le maggiori tutele possibili ai cittadini che risiedono in aree con maggiori complessità. Una ulteriore innovazione contenuta in questo schema di decreto è la priorità stabilita per investimenti contro il dissesto idrogeologico. L’impegno preso dal sottoscritto e dall’Esecutivo è quello di lavorare per fare in modo di accorciare le distanze tuttora esistenti tra la montagna e, ad esempio, le aree metropolitane. Il principio è lo stesso già più volte ribadito anche con il progetto di attuazione dell’autonomia: in un Paese già differenziato nei fatti, occorre applicare soluzioni particolari in base ai territori e cercare di valorizzare le diversità per colmare questo gap. Siamo convinti di essere sulla strada giusta e intenzionati a percorrerla, nell’interesse dei cittadini che hanno pieno diritto a vedersi garantiti servizi adeguati sia che vivano in montagna, in città o in altre aree del Paese senza distinzioni”, ha concluso Calderoli.
Incendi Sicilia, Schifani dichiara stato di crisi e chiede emergenzaRoma, 26 lug. (askanews) – Il governo della Sicilia ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale e richiesto al governo nazionale il riconoscimento dello stato di emergenza per gli incendi e l’eccezionale ondata di calore in Sicilia. La decisione è stata presa nel corso di una seduta straordinaria della giunta convocata appositamente dal presidente della Regione Renato Schifani a Palazzo d’Orleans.
Secondo una primissima stima fatta dalla Protezione civile siciliana – riferisce la Regione in una nota – i roghi che negli ultimi due giorni hanno devastato l’Isola, in oltre cento Comuni con picchi di 45-47 gradi, hanno causato oltre 60 milioni di euro di danni. A questi bisogna aggiungere gli oltre 200 milioni di euro, quantificati dagli Ispettorati provinciali dell’Agricoltura, per l’eccezionale ondata di calore e gli altri danni, in fase di determinazione, per la distruzione di produzioni e strutture agricole a seguito degli incendi. Secondo il report elaborato dal Corpo forestale della Regione, i roghi in Sicilia sono stati 338. Incendi che hanno visto impiegati 4.585 uomini e donne tra personale in divisa e lavoratori forestali, con 748 mezzi antincendio utilizzati. Ventisei gli interventi di velivoli nazionali e 53 quelli degli elicotteri regionali, con oltre 1.300 lanci. Attualmente, la superficie boscata incendiata è di 693 ettari, quella non boscata di 3 mila ettari. Altre 18 mila operai sono stati messi in campo dal dipartimento dello Sviluppo rurale per la pulizia dei boschi e a presidio e supporto delle attività del Corpo forestale.
La Protezione civile regionale ha coordinato circa 800 volontari e 200 mezzi. Il Corpo dei vigili del fuoco, invece, è intervenuto in 650 incendi urbani e di interfaccia con quasi 2.500 uomini. Rilevante l’apporto delle 14 squadre aggiuntive dei pompieri attivate grazie all’accordo stipulato e finanziato dalla Regione. Centinaia gli edifici distrutti o danneggiati, le infrastrutture e gli impianti di servizi generali (viari, elettrici, telefonici, fognari e di rifiuti). Migliaia le persone evacuate, anche solo precauzionalmente, di cui un centinaio non può rientrare nelle abitazioni e necessita di sistemazioni alternative.
Attualmente risultano ancora attivi una quarantina di roghi (l’80 per cento nei territori di Palermo, Catania e Messina), ma il dato è in progressiva diminuzione.
L’Unesco chiede il divieto globale di smartphone nelle scuoleRoma, 26 lug. (askanews) – Gli smartphone dovrebbero essere banditi dalle scuole per evitare distrazioni durante le lezioni, migliorare l’apprendimento e aiutare a proteggere i bambini dal cyberbullismo. E’ quanto raccomanda Global Education Monitor 2023, nuovo e importante rapporto delle Nazioni Unite sull’istruzione. L’Unesco, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’istruzione, la scienza e la cultura, ha affermato che vi sono prove che l’uso eccessivo del telefono cellulare è collegato a un rendimento scolastico ridotto e che lunghi periodi di tempo davanti allo schermo hanno un effetto negativo sulla stabilità emotiva dei bambini. L’agenzia afferma che la sua richiesta di divieto degli smartphone ha inviato un chiaro messaggio che la tecnologia digitale nel suo insieme, inclusa l’intelligenza artificiale, dovrebbe sempre essere sottomessa a una “visione incentrata sull’uomo” dell’istruzione e non soppiantare mai l’interazione con gli insegnanti. L’agenzia dell’Onu ha affermato nel rapporto che i paesi devono assicurarsi di disporre di obiettivi e principi chiari per garantire che la tecnologia digitale nell’istruzione sia benefica ed eviti danni, sia alla salute dei singoli studenti, sia più in generale alla democrazia e ai diritti umani, ad esempio attraverso l’invasione della privacy e alimentare l’odio online. L’uso eccessivo o inappropriato della tecnologia da parte degli studenti in classe e a casa, che si tratti di smartphone, tablet o laptop, potrebbe distrarre, disturbare e avere un impatto negativo sull’apprendimento, ha affermato, citando dati di valutazione internazionale su larga scala che indicano un “collegamento negativo” tra l’uso eccessivo della tecnologia digitale e il rendimento degli studenti. Sebbene la tecnologia possa potenzialmente aprire opportunità di apprendimento per milioni di persone, i benefici sono stati distribuiti in modo diseguale, con molte persone più povere di tutto il mondo effettivamente escluse, ha affermato. C’è stata poca ricerca solida per dimostrare che la tecnologia digitale ha intrinsecamente aggiunto valore all’istruzione, afferma l’Unesco nel suo Global Education Monitor del 2023. Gran parte delle prove è stata finanziata da società di istruzione private che cercavano di vendere prodotti per l’apprendimento digitale. La loro crescente influenza sulla politica dell’istruzione in tutto il mondo è “motivo di preoccupazione”, ha aggiunto. I Paesi si stanno “svegliando sull’importanza di mettere gli studenti al primo posto” quando si tratta di tecnologia digitale, afferma l’Unesco, citando la Cina, che ha affermato di aver fissato dei limiti per l’uso dei dispositivi digitali come strumenti didattici, limitandoli al 30% di tutto il tempo di insegnamento, con gli studenti che dovrebbero fare regolari pause dallo schermo. Sulla base della sua analisi di 200 sistemi educativi in tutto il mondo, l’Unesco ha stimato che un paese su quattro ha vietato gli smartphone a scuola fra cui la Francia, che ha introdotto la sua politica nel 2018, e i Paesi Bassi, che introdurranno restrizioni dal 2024.
Nasce lo studio legale PedersoliGattaiRoma, 26 lug. (askanews) – I partners di Gattai, Minoli, Partners e di Pedersoli, unitamente a Carlo Montagna e Stefano Cacchi Pessani, annunciano la creazione di un unico studio legale denominato PedersoliGattai. Lo Studio, informa una nota, sarà attivo dall’1 gennaio 2024 e conterà circa professionisti, di cui circa 64 partner, distribuiti nelle città di Milano, Roma e Torino. La nuova realtà nasce dall’alleanza di due dei più importanti studi legali italiani e da un gruppo di professionisti, di cui fanno parte anche i partners Enrico Vaccaro, Alessandro Capogrosso ed Elisabetta Bellini oltre ad un team di altri professionisti. I tre gruppi insieme danno vita a una realtà in grado di posizionarsi, fin da subito, ai vertici del panorama legale italiano con un fatturato combinato di oltre 120 milioni di euro.
L’unione consentirà di assistere la clientela a 360°, mettendo a fattor comune il grande bagaglio di esperienza e professionalità acquisita dai tre gruppi nella consulenza stragiudiziale e giudiziale, lavorando in modo integrato tra le diverse practice presenti in Studio. PedersoliGattai potrà contare su un importante network di rapporti internazionali, collocandosi in una posizione privilegiata per assistere clienti italiani ed esteri anche nelle operazioni cross-border. Carlo Pedersoli sarà Presidente e Bruno Gattai Managing Partner e faranno parte di un più ampio Comitato Esecutivo, insieme ai due Deputy Managing Partner Stefano Cacchi Pessani e Carlo Re, nel quale saranno equamente rappresentati i tre gruppi fondatori. Custode dei valori fondanti della nuova partnership sarà un Comitato Garanti formato da Carlo Pedersoli, Antonio Pedersoli, Bruno Gattai, Luca Minoli e Carlo Montagna.
Carlo Pedersoli, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di questo importante passo. PedersoliGattai è la perfetta convergenza di professionisti di grande esperienza e con la capacità di offrire ai propri clienti una consulenza di qualità, valorizzando una lunga e prestigiosa tradizione. L’unione con professionisti riconosciuti e stimati sul mercato garantisce il mantenimento nel tempo, anche a beneficio dei nostri colleghi più giovani, dei valori che hanno sempre caratterizzato il nostro approccio alla professione, il tutto orientato verso la creazione di uno studio moderno, all’avanguardia e di eccellenza”. Bruno Gattai ha dichiarato: “Siamo felici e orgogliosi di essere riusciti a riunire in un unico grande studio, due delle più importanti c.d. super boutique e un altro gruppo di amici ed eccellenti professionisti. Siamo convinti sia un’operazione straordinaria nel panorama legale italiano, che ci posiziona immediatamente al vertice del mercato, con la dimensione e i mezzi per poter investire in tecnologia, sui nostri giovani talenti e su quelli che sapremo attrarre e allo stesso tempo istituzionalizza le due maggiori realtà di provenienza, creando le premesse per garantire uno splendido futuro che vada ben oltre l’orizzonte lavorativo dei loro fondatori”.
Carlo Montagna, che sarà membro del Comitato Esecutivo e leader del terzo gruppo che darà vita a PedersoliGattai ha dichiarato: “Nasce oggi un nuovo, grande studio, con la mission condivisa di offrire alla clientela nazionale e internazionale un servizio di eccellente qualità, moderno e tempestivo. È una realtà che privilegerà i settori dell’M&A e dell’high-end litigation, ma dotata di professionisti capaci di affrontare con successo tutte le aree del diritto. Lo faremo nel più profondo rispetto dei valori etici e dei rapporti umani, elementi costitutivi del lavoro insieme e della capacità di crescere, e attrarre, i migliori talenti. Per questo, Stefano Cacchi Pessani, Enrico Vaccaro, Alessandro Capogrosso, Elisabetta Bellini e io siamo orgogliosi di partecipare alla sua fondazione, senza comunque dimenticare un sincero ringraziamento alla nostra realtà di provenienza, fondamentale nella nostra crescita professionale e umana”.
Fmi, economia Italia resistente, ora risanamento conti e riformeRoma, 26 lug. (askanews) – I direttori esecutivi del Fondo Monetario Internazionale, d’accordo con le recenti valutazioni dello staff elogiano la resilienza dell’economia italiana a shock avversi sequenziali, rilevando la forte ripresa della produzione e dell’occupazione. ma notano notato che il disavanzo fiscale si è notevolmente ampliato, il rapporto debito pubblico è molto elevato e l’inflazione core rimane elevata. Una popolazione in età lavorativa in declino potrebbe ridurre la crescita economica a lungo termine. Con i rischi principalmente al ribasso, è dunque necessario concentrarsi sull’aggiustamento fiscale e su ambiziose riforme strutturali per aumentare la produttività e la crescita potenziale, migliorare la sicurezza energetica e raggiungere gli obiettivi climatici delle autorità.
Il parere è contenuto nel rapporto finale sulle consultazioni ex articolo IV dello statuto del Fondo appena concluse in Italia “L’economia italiana – si legge nel documento appena pubblicato – ha resistito bene agli effetti della guerra della Russia in Ucraina, crescendo del 3,7% nel 2022. I consumi privati sono aumentati notevolmente grazie alla ripresa dell’occupazione, al turismo vivace e all’ampio sostegno fiscale del potere d’acquisto reale. La crescita dei servizi e delle costruzioni ha compensato la debolezza del settore manifatturiero, soprattutto nelle industrie ad alta intensità energetica colpite dagli alti prezzi dell’energia. I prezzi al consumo sono aumentati, in gran parte a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia, le condizioni finanziarie si sono notevolmente irrigidite ei rendimenti dei titoli di Stato italiani sono aumentati con l’inasprimento della politica monetaria. Il mercato del lavoro ha registrato ottime performance, i salari nominali sono aumentati ma quelli reali sono diminuiti. Le riserve di capitale e di liquidità delle banche sono rimaste sostanzialmente stabili a livelli confortevoli e i crediti deteriorati sono ulteriormente diminuiti, ma i rischi rimangono elevati a causa delle prospettive incerte per l’economia e del futuro percorso della politica monetaria”.
Secondo il Fmi “l’ampio sostegno politico e l’aumento del costo degli interessi hanno mantenuto i disavanzi di bilancio molto elevati. Il rapporto debito/PIL è diminuito ma rimane molto elevato. Un calo della popolazione in età lavorativa potrebbe rallentare la crescita a lungo termine. La crescita dovrebbe entrare in una fase più lenta e i rischi al ribasso dominano le prospettive. Si prevede che la crescita si modererà all’1,1% nel 2023 e allo 0,9% nel 2024, per poi aumentare temporaneamente all’1,1% nel 2025. abbassare i prezzi dell’energia e dei generi alimentari”. Un rischio è che “Un inasprimento più marcato della politica monetaria potrebbe trasmettersi in modo asimmetrico all’Italia e aumentare ulteriormente i costi di indebitamento, mentre una rinnovata tensione finanziaria globale potrebbe ridurre la disponibilità di finanziamenti, provocando un ridimensionamento della spesa pubblica e privata e ravvivando i timori sui legami sovrano-banca-imprese. Le politiche che rallentano la riduzione del debito pubblico o i ritardi prolungati nella ricezione degli esborsi NextGenerationEU (NGEU) potrebbero sollevare problemi di finanziamento. La crescita potrebbe essere influenzata negativamente da nuovi balzi dei prezzi dell’energia, dalla frammentazione del commercio estero e degli investimenti o da un calo generalizzato della domanda esterna”.
KFC e apre a Nola il 69esimo locale in Italia, il sesto in CampaniaNapoli, 26 lug. (askanews) – Kentucky Fried Chicken si estende nella cintura metropolitana di Napoli con una nuova apertura, la 69esima in Italia, ai piedi del Vesuvio a Nola nel centro commerciale Vulcano Buono. Il nuovo locale, situato nell’area food del centro commerciale firmato dall’architetto Renzo Piano, sarà gestito dal franchisee “2K16”, a cui fanno capo anche i ristoranti KFC di Pompei, Marcianise, Napoli Sant’Antimo e Napoli Carità.
Con questa nuova apertura il brand consolida la sua presenza in Campania ma anche la sua crescita in Italia e in particolare al Sud. Quello di Nola è infatti il 69esimo ristorante KFC aperto in Italia in meno di 10 anni, mentre sono 15 le regioni in cui è già presente il marchio, che punta al traguardo dei 200 ristoranti sul territorio nazionale nei prossimi 5 anni . Il locale KFC di Nola crea 30 nuovi posti di lavoro, con un’attenzione particolare ai giovani in cerca di un primo impiego con opportunità di crescita professionale. Il ristorante, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 23, sarà dotato di due grandi sale consumazioni adatte anche per feste di compleanno ed eventi privati, per un totale di 450 mq e 120 posti a sedere. Gli ordini saranno gestiti in modalità omnichannel in cassa, nei chioschi presenti nel ristorante, attraverso la app di KFC Italia con il servizio Clicca & Ritira, per un cosnsumo sia in modalità eat-in che take-away. E attraverso la app di Glovo anche in delivery.
Maurizio Marinella nominato Presidente onorario di FederitalyRoma, 26 lug. (askanews) – Federitaly, la Federazione italiana per la valorizzazione e tutela del Made in Italy, ha ufficializzato la nomina del noto imprenditore Maurizio Marinella a Presidente Onorario.
La decisione è stata il frutto di una scelta unitaria del Consiglio Nazionale della Federazione, nata dalla proposta del Presidente Carlo Verdone e annunciata durante la Conferenza Stampa svoltasi oggi presso la prestigiosa Sala Stampa della Camera dei Deputati. La nomina di Maurizio Marinella, imprenditore di successo, amministratore unico della prestigiosa e storica maison “E. Marinella”, figura di spicco nel settore della moda italiana nel mondo, ha suscitato una grande emozione per l’imprenditore napoletano e un grande entusiasmo per tutta la dirigenza nazionale e dei delegati italiani ed esteri di Federitaly.
Il ruolo di Presidente Onorario di Federitaly diviene un riconoscimento ufficiale alla diffusione dei valori dell’eccellenza e dell’artigianalità italiana in ambito internazionale. Nel corso della Conferenza stampa, il Presidente di Federitaly, Carlo Verdone, ha letto la motivazione della nomina, evidenziando l’influenza di Maurizio Marinella nel promuovere i principi ispiratori di Federitaly e sottolineando come l’esperienza, la reputazione impeccabile e la passione contagiosa per la moda italiana del noto imprenditore costituiscano un’ispirazione per tutti coloro che lavorano nel settore e per chi crede nel potere della creatività italiana.
Il segretario nazionale di Federitaly, Lamberto Scorzino, ha espresso la sua fiducia nell’efficacia della collaborazione con Maurizio Marinella in qualità di Presidente Onorario. Una nomina che porterà ad una fruttuosa sinergia e al rafforzamento della promozione della grande moda e dell’artigianalità italiana nel mondo.
Scorzino ha aggiunto che il nome di Marinella rappresenta un faro di speranza e di ispirazione per le future generazioni, le quali potranno guardare a lui come ad un esempio di successo e impegno per l’eccellenza italiana. Con evidente entusiasmo e soddisfazione il neo Presidente Onorario Maurizio Marinella ha voluto ringraziare il Presidente Carlo Verdone, il Segretario Nazionale Lamberto Scorzino e tutto il Consiglio Nazionale di Federitaly per questo importante riconoscimento dichiarando: “E’ una grande emozione per me avere questo riconoscimento: il frutto di 110 anni di storia della nostra azienda. Abbiamo sempre cercato di trasmettere una bella Italia e una bella Napoli e sono molto orgoglioso per me e per i miei antenati di questo grande riconoscimento”. Relatori dell’evento sono stati illustri personalità del panorama politico ed economico, tra cui l’eurodeputato ed economista Antonio Maria Rinaldi, noto sostenitore del Made in Italy, che ha dichiarato: “Una giornata importante per l’eccellenza italiana e per la promozione innovativa e certificata del tessuto produttivo italiano. La nomina di Marinella come Presidente Onorario di Federitaly garantirà ulteriore slancio e promozione alle imprese italiane all’estero”. A sottolineare la straordinaria portata di questa nomina per il rafforzamento delle iniziative di promozione del “Made in Italy” nel mondo è stata anche la già parlamentare della Repubblica e attuale responsabile delle relazioni parlamentari di Federitaly, Giuseppina Occhionero.
Veneto, Zaia: made in Italy vale 82 mld di euro nella regioneVenezia, 26 lug. (askanews) – “Il Veneto conferma la sua attrattività e il suo notevole grado di apertura ai mercati mondiali con le esportazioni che generano un’ampia quota del Prodotto interno lordo regionale. Il valore del fatturato estero realizzato dalle imprese venete nel 2022 è di oltre 82 miliardi di euro e rappresenta oltre il 46% della ricchezza prodotta a livello regionale; ciò rende il Veneto uno dei territori del Belpaese più aperti ai mercati internazionali. Il primo settore dell’export regionale è quello delle produzioni meccaniche, che raggiunge un ammontare globale pari a 15,1 miliardi di euro, mentre il giro d’affari sui mercati internazionali di vino veneto si avvicina ai 3 miliardi di euro, quota che conferma la Regione ai vertici della classifica nazionale. Anche nel 2022 la seconda e la terza regione, Piemonte e Toscana, considerate assieme, non riescono a fare meglio del Veneto, a cui è ascrivibile oltre il 36% delle esportazioni di vino italiano”. Lo dice il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in riferimento ai dati contenuti nella Statistica Flash di luglio 2023 sull’interscambio commerciale veneto, il quale prosegue sul sentiero espansivo che ha caratterizzato la dinamica dell’anno precedente.
Nel 2022, comunica l’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto, l’export regionale registra un’ulteriore progressione della sua capacità di penetrazione nei mercati esteri (+16 per cento) rispetto al 2021.