Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Tag: askanews

Avicoltura, fatturato 2022 a 7,4 mld (+24,5%), ma produzione e consumi giù

Avicoltura, fatturato 2022 a 7,4 mld (+24,5%), ma produzione e consumi giùMilano, 4 lug. (askanews) – Nel 2022 il settore avicolo, che comprende carni bianche e uova, ha realizzato un fatturato di 7,4 miliardi, un risultato in crescita del 24,5% rispetto a 5,9 delll’anno prima. A fronte di questo incremento a valore per la filiera, invece, la produzione di carne avicola è calata dell’11,2% con 1,22 milioni di tonnellate di carne prodotta e la produzione di uova del 2,5% a 11,8 miliardi. Anche sul fronte dei consumi si è registrato un calo che a livello pro-capite è stato pari al 4,3% sul 2021, in prevalenza di tacchino, passati da 21,43 a 20,5 chili. Per le uova invece il consumo pro-capite è stato di 227, in aumento del 7,4%.

A spiegare i numeri registrati lo scorso anno dal comparto, Antonio Forlini, presidente di Unaitalia, in occasione dell’assemblea dell’associazione nazionale delle carni bianche italiane, che conta 64mila addetti: “L’avicoltura italiana si trova di fronte a uno scenario complesso. In conseguenza del calo produttivo dell’11,2%, nel 2022, per la prima volta abbiamo rischiato di perdere la nostra storica autosufficienza a causa degli effetti dell’aviaria, che ha provocato danni al settore per 262 milioni di euro da ottobre 2021 a maggio 2022 e ci siamo trovati a perdere l’8% di tasso di approvvigionamento. A queste difficoltà si sommano ora i danni dell’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, tra le regioni a più alta vocazione avicola, per più di 15 milioni di euro, il peso dell’inflazione (+7,6% a maggio dati Istat) che frena i consumi e quello dei costi produttivi (+23% nell’ultimo anno). I fatti recenti ci hanno insegnato che le conquiste del nostro settore non possono essere date più per scontate e che la gestione delle emergenze è la nuova normalità. Per questo non ci possiamo più permettere di compiere scelte sbagliate nella definizione delle politiche produttive future, soprattutto a livello europeo”. Così Nel dettaglio nel 2022, il fatturato industriale si è diviso tra i 5,35 miliardi delle carni avicole (erano 4,83 mld nel 2021) e i 2 miliardi delle uova (1,07 mld nel 2021). Quest’anno la produzione si prevede ancora in calo del -3,3% rispetto all’anno di riferimento 2021 (quando si attestava a 1,36 milioni di tonnellate), ma in ripresa rispetto al 2022.

Durante l’assemblea sono stati affrontati anche alcuni temi relativi alla Farm to fork in attesa di revisione da parte della Commissione europea, in particolare del pacchetto di riforma delle regole sul benessere animale, della direttiva emissioni industriali e di quella sugli imballaggi, il presidente di Unaitalia ha sottolineato come “l’ipertrofia regolatoria a cui assistiamo rischia di mettere fuori gioco le nostre produzioni caricandole di maggiori costi e riducendone l’efficienza, senza che sia stata fatta una valutazione cumulativa degli impatti. Il cambiamento è possibile e duraturo se è guidato dalla scienza e mediato dal settore chiamato a generarlo, in accordo con il mercato, trovando il miglior punto di equilibrio possibile tra impatti ambientali, economici e sociali”. Forlini plaude agli interventi dall’attuale governo in materia agroalimentare, a partire da quello che definisce un “segnale politico” sulla carne artificiale, e chiede di difendere il comparto a Bruxelles oltre a misure che ridiano potere di acquisto ai consumatori. “Basta attacchi ideologici e un ambientalismo e animalismo che nasconde interessi economici molto rilevanti. Bene, dunque, i primi provvedimenti dell’attuale maggioranza, come il segnale politico sulla carne prodotta in laboratorio, la svolta impressa sul tema delle tecniche di evoluzione assistita (Tea) che potrebbe ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime per mangimi o il disegno di legge sul ‘meat sounding’. Al Governo chiediamo di proteggere in Europa un asset strategico del nostro made in Italy con meccanismi di vera reciprocità rispetto alle importazioni extra-UE, la difesa della sicurezza alimentare per i nostri consumatori, periodi di adeguamento alle nuove regole congrui e ben sostenuti – ha detto – E’ necessario procedere spediti sulla strada delle riforme, con l’attuazione efficace del Pnrr e con alcuni strumenti come i contratti di filiera, l’agrivoltaico e la transizione digitale. Occorre rendere l’Italia un paese più competitivo con l’auspicata riduzione del cuneo fiscale e con interventi pro-consumi erosi dall’inflazione, come la riduzione dell’IVA al 4% che garantirebbe a tutti l’accesso a carni bianche e uova, le proteine più democratiche sul carrello della spesa”.

Durante l’assemblea sono stati ribaditi alcuni passi fatti avanti dall’avicoltura italiana come l’uso degli antibiotici, sceso, secondo dati Ema Evsac, del 90% dal 2011 al 2020, o il dato sulle emissioni di Co2 della produzione avicola italiana che secondo la Fao sarebbe circa il 50% in meno di Co2 rispetto alla media mondiale (Fonte: Faostat). Il 62% della produzione avicola in Italia, inoltre, riporta informazioni volontarie aggiuntive in etichetta disponibili al consumatore. Di queste, il 52% riguarda l’uso di luce naturale e il 50% degli arricchimenti ambientali. La densità inferiore ai limiti di legge è indicata dal 30% degli aderenti al Disciplinare, mentre il 6% della produzione usa razze “a lento accrescimento”. Il 28% dei prodotti che riportano informazioni aggiuntive in etichetta (uno su tre) risponde infine a standard di “maggiore benessere”, ovvero sono garantite contemporaneamente in allevamento densità ridotte, arricchimenti ambientali e/o disponibilità di luce naturale. Per le uova da consumo il passaggio a produzioni cage free sugli allevamenti delle filiere aderenti ad Unaitalia, inclusi quelli in soccida, supera l’80%. “Le recenti esperienze sui dossier strategici per il settore – ha aggiunto Forlini – ci insegnano che non possiamo continuare a dipendere dagli studi di centri di ricerca e università, molto spesso del nord Europa, che si ispirano a modelli diversi dal nostro e che sono presi a riferimento nel processo decisionale europeo. Valorizziamo le nostre eccellenze anche in campo scientifico con un polo del made in Italy della ricerca nell’agroalimentare: una rete unica tra Istituti zooprofilattici, che sono un unicum italiano, università e centri di ricerca che ne coordini il lavoro per essere più visibili e competitivi nelle sedi che definiscono le policy europee”.

Magna Graecia Film Festival, a Susan Sarandon la Colonna d’Oro

Magna Graecia Film Festival, a Susan Sarandon la Colonna d’OroRoma, 4 lug. (askanews) – Dopo il concerto di Russell Crowe al Teatro Politeama di Catanzaro, che ha aperto la sua tournée in Italia, il Magna Graecia Film Festival annuncia un altro evento d’eccezione, per festeggiare i vent’anni del festival, che si terrà a Catanzaro dal 29 luglio al 5 agosto 2023. L’attrice Premio Oscar Susan Sarandon sarà, infatti, premiata con la Colonna d’Oro alla carriera realizzata dal brand Gb Spadafora e sarà protagonista di una masterclass aperta al pubblico, moderata dalla giornalista Silvia Bizio. Il Magna Graecia Film Festival, ideato e diretto da Gianvito Casadonte, omaggerà inoltre la Sarandon con la proiezione del film “Thelma & Louise”, diretto nel 1991 da Ridley Scott, film scelto nel 2016 per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti.

Susan Sarandon ha ricevuto in carriera cinque nomination ai premi Oscar vincendone uno, come miglior attrice protagonista, per “Dead Man Walking – Condannato a morte”. Ha ricevuto numerose nomination agli Emmy Awards e ai Golden Globe e ha plasmato molti personaggi iconici in film quali “The Rocky Horror Picture Show”; “Pretty Baby”; “Atlantic City”, “U.S.A.”; “Miriam si sveglia a mezzanotte”; “Bull Durham – Un gioco a tre mani”; “Thelma & Louise”; “L’olio di Lorenzo”; “Il cliente” e “Due amiche esplosive”, solo per citarne alcuni.

Il 90% dei crediti ‘non performing’ sono a rischio

Il 90% dei crediti ‘non performing’ sono a rischioRoma, 4 lug. (askanews) – Trecentoquaranta miliardi di euro. Una cifra pazzesca che dà conto del valore, in Italia, dei cosiddetti crediti non performing. Crediti che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente e per i quali il recupero è incerto sia in termini di rispetto della scadenza sia per l’ammontare dell’esposizione di capitale: “Fino a oggi -spiega Graziano Meloni, presidente e amministratore delegato di Manteia-Memar srl, società fintech specializzata in tecnologia avanzata e servizi per banche e asset manager- quando quei crediti vengono ceduti a fondi e servicer specializzati sono analizzati e presi in carico dai gestori, ma il vaglio e l’attività specializzata, vista la mole di documentazione, si limita al 10% del totale. Il che ovviamente offre una efficacia parziale e spesso incompleta con ricadute economiche di non poco conto”.

La pandemia prima e la guerra in Ucraina poi hanno ovviamente aggravato l’ineffcienza del settore che tuttavia già esisteva: “Il rimedio -afferma Meloni- è nella tecnologia avanzata e, in particolare, nell’uso dell’Intelligenza artificiale che aiuta a estrarre e ordinare le informazioni più o meno complesse, così da renderne più dettagliata l’analisi. I portafogli di credito contengono diverse tipologie di titoli, come crediti appunto problematici e inesigibili, ma anche incagli e debiti ancora performanti ma da attenzionare. Ad analizzare la documentazione sono di solito pool di specialisti che devono limitarsi a controllarne solo in parte, mentre il resto viene preso, diciamo così, a scatola chiusa. Una mancanza tecnica, quindi, che penalizza tutte le parti coinvolte, impedendo di fatto la possibilità di trovare nel credito una risorsa”. Ma non basta. Si chiama Imola il nuovo strumento che ha come proprio obiettivo quello di agevolare il percorso e di mettere mano a quel 90% di crediti che spesso vengono, in qualche modo, dimenticati. Si tratta di una virtual data room di nuova generazione a supporto di due diligence e gestione dei portafogli del credito. “Grazie all’automazione dei processi -sostiene Meloni- è possibile analizzare l’intera mole di informazioni, che diventa accessibile e governabile tramite il supporto di dashboard, alert e altri strumenti di gestione, compresi quelli per effettuare la bonifica documentale e informativa. Un supporto essenziale che di fatto movimenta il settore e lo rende decisamente più efficace e performante. Si dà così vita ad una gestione del credito esperto, crediti cioè che sono oggetto di una profonda analisi e che, come tali, danno vita a diverse tipologie di intervento. Sia rispetto a crediti complessi, sia in via preventiva nel decidere se finanziare o meno una persona fisica o giuridica”.

Diversi dunque i benefici che coinvolgono tutte le parti in causa: l’istituto di credito, il fondo che acquista il portafoglio e i singoli debitori. “Con una maggiore conoscenza delle informazioni a disposizione -dice Meloni- è possibile far emergere il doppio del valore, senza aumentare i costi di gestione. Ed è possibile soprattutto porre le basi per un mondo in cui la finanza possa essere strumento di valorizzazione delle storie dei singoli e complessivamente di miglioramento economico e produttivo delle nostre comunità. Il credito, del resto, ha sempre rappresentato una risorsa irrinunciabile per privati, aziende e istituzioni. Un’opportunità per realizzare i loro progetti e migliorare la qualità della loro vita. Ma perché ciò accada -conclude Meloni- è necessario eliminare i tratti patologici che, non solo in Italia, ancora persistono e che ne compromettono la sua natura originaria. La strada è appunto quella del credito esperto, grazie al quale si ragiona su come aiutare chi è in difficoltà e capire se è ancora meritorio di fiducia ma si valuta anche, non affidandosi più solo agli algoritmi di un computer, se è opportuno o meno sposare i progetti di privati o di aziende. Una valutazione profonda grazie alla quale le stesse banche non chiuderanno a priori i rubinetti per evitare crac stile Silicon Valley o Credit Suisse”.

Wep: Le top 5 delle regioni italiane più ricettive per studenti internazionali

Wep: Le top 5 delle regioni italiane più ricettive per studenti internazionaliRoma, 4 lug. (askanews) – È sempre più rilevante il numero di studenti internazionali che sceglie l’Italia per un programma di studio. WEP, organizzazione leader nel settore degli scambi culturali e linguistici nel mondo da ben 35 anni, presenta la top 5 delle regioni più ricettive per lo svolgimento di programmi scolastici dedicati a studenti exchange: 1. Lombardia; 2. Piemonte; 3. Veneto; 4. Lazio; 5. Sardegna.

Negli ultimi 5 anni sono state 400 le famiglie Italiane che hanno ospitato exchange students in visita in Italia per motivi di studio. Brillano nei tre primi posti in classifica Lombardia, Piemonte e Veneto che si distinguono per l’ospitalità offerta. Cresce l’attitudine a partecipare a programmi di ospitalità per giovani studenti internazionali anche nel Lazio e in Sardegna. Mentre Toscana, Campania, Sicilia e Marche sono le quattro regioni che al momento presentano un minore tasso di ricettività. Sempre secondo i dati WEP, gli studenti provenienti dall’estero che hanno scelto di frequentare una scuola superiore in Italia per un semestre o un anno di studio sono aumentati del 65% nel 2023 rispetto al 2022.

Le prime dieci nazioni di provenienza degli studenti presenti in Italia per programmi studio WEP sono: 1. Australia 2. Messico 3. Belgio 4. Giappone 5. Svizzera 6. Germania 7. Brasile 8. Slovacchia 9. Stati Uniti 10.Austria

Un focus sulle motivazioni: dalle origini degli antenati, all’amore per l’arte. Le motivazioni che li spingono ad intraprendere questa importante avventura sono variegate: imparare una seconda lingua (l’italiano), conoscere nuove persone, essere ambasciatori del proprio Paese, scoprire una cultura e uno stile di vita diversi da quelli a cui sono abituati. Molti di questi giovani hanno nonni o antenati italiani e desiderano quindi conoscere in prima persona parte delle loro origini. Altri sono fortemente attratti dall’arte, all’architettura, dalla musica classica e lirica. “Lo scambio culturale è una risorsa ancora più preziosa nel mondo in cui ci troviamo. Significa valorizzare il contatto umano e ricordarci chi siamo. Contribuisce alla creazione di amicizie senza confini e senza frontiere, nuovi stimoli ed emozioni nella vita quotidiana. Siamo orgogliosi di dire che l’Italia è una destinazione sempre più ambita dai giovani studenti internazionali e le famiglie ospitanti italiane ci rappresentano promuovendo la nostra cultura nel mondo, tramite questi giovani. L’esperienza è unica e anche piena di sfide: WEP accompagna famiglie ed exchange students lungo questa avventura. Il nostro lavoro è su misura, per ogni famiglia, ogni studente e ogni situazione”, spiega Micaela Suzuki, Responsabile del programma di ospitalità WEP in Italia.

“I soggiorni studio di studenti exchange in Italia durante le superiori rappresentano un’occasione unica sia per i giovani sia per le famiglie italiane che li ospitano”, afferma Diana Frattini, Head of Marketing di WEP Italia. “Il programma di ospitalità offre alle famiglie italiane l’opportunità di condividere la propria vita e cultura con uno studente internazionale per la durata di un anno, un semestre o un trimestre scolastico. Accogliere uno studente internazionale nella propria famiglia significa non solo offrire a lui o a lei un’opportunità di crescita, ma regalare a tutti i membri della casa la possibilità di fare un viaggio alla riscoperta del proprio quotidiano e del proprio modo di vita, nonché un momento di confronto unico. Per i figli italiani sarà inoltre un’occasione per individuare nuovi orizzonti, grazie allo scambio culturale: se i figli in casa sono piccoli, potrebbe essere un buon modo per iniziare fin da subito ad entrare in contatto con culture diverse dalla propria; i più grandi, invece, potranno conoscere nuovi punti di vista e scoprire curiosità da tutto il mondo. Grazie alle famiglie e alle scuole di accoglienza lo studente potrà familiarizzare con l’Italia, con la nostra cultura e imparerà la nostra lingua,” conclude Diana Frattini.

Quattro esperti lasciano il comitato Lep sull’autonomia differenziata: l’impatto della riforma non è chiaro

Quattro esperti lasciano il comitato Lep sull’autonomia differenziata: l’impatto della riforma non è chiaroRoma, 4 lug. (askanews) – E’ datata 26 giugno la lettera con cui Giuliano Amato, Franco Bassanini, Franco Gallo, Alessandro Pajno hanno comunicato al ministro Roberto Calderoli e al presidente Sabino Cassese “le motivazioni delle dimissioni dal Comitato tecnico per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e l’incostituzionalità di alcune disposizioni della Legge di bilancio per il 2023 in tema di attuazione della autonomia regionale differenziata”.

“Caro Ministro, caro Roberto, Caro Presidente, caro Sabino – inizia la lettera – abbiamo apprezzato l’attenzione che avete dedicato ai nostri rilievi sui problemi di procedura e di merito che solleva l’attuazione dell’art. 116 della Costituzione in materia di autonomia differenziata così come disciplinato dalla legge di bilancio per il 2023. Abbiamo anche apprezzato, caro Ministro, alcune tue importanti affermazioni sull’oggetto dell’autonomia differenziata, in particolare allorchè hai condiviso durante il seminario di Astrid l’interpretazione per la quale le “forme e condizioni particolari di autonomia” da attribuire alle Regioni ex art. 116 riguardano specifici compiti e funzioni e non intere materie, e hai escluso trasferimenti di competenze in materia di norme generali sull’istruzione. Abbiamo anche apprezzato il fatto che Sabino Cassese abbia proceduto nell’ambito del CLEP alla istituzione di un nuovo sottogruppo dedicato alla individuazione dei LEP nelle materie non ricomprese nel perimetro indicato dall’art. 116 terzo comma. Restano però irrisolti alcuni problemi di fondo”. Secondo i firmatati infatti “prima della attribuzione di nuove specifici compiti e funzioni ad alcune Regioni con le corrispondenti risorse finanziarie”, è necessaria “la determinazione di tutti i LEP attinenti all’esercizio di diritti civili e sociali e la definizione del loro finanziamento, secondo i principi e le procedure dell’art. 119 della Costituzione”.

Secondo i quattro esperti infatti non è sufficiente basarsi sui precedenti ma occorre che vengano individuati “i nuovi LEP necessari per assicurare effettivamente il superamento delle disuguaglianze territoriali nell’esercizio dei diritti civili e sociali. Vi sono infatti materie nelle quali il legislatore non ha mai proceduto a determinare LEP e molte altre nelle quali questa determinazione è stata parziale. E non è mai stato fatto il lavoro di comparazione complessiva dei LEP con le risorse finanziarie, volta a definire quali livelli essenziali effettivamente sono assicurabili a tutti, senza discriminare nessuno o creare insostenibili oneri per la finanza pubblica”. “Come avevamo proposto, la contraddizione fra il dettato costituzionale (116, 117 e 119) e il primo periodo del comma 791, da un lato, e le altre disposizioni della legge di bilancio, dall’altro, si potrebbe risolvere modificando queste ultime mediante appositi emendamenti al disegno di legge Calderoli, facendo così correttamente prevalere le norme costituzionali. Ma abbiamo inteso – spiegano Amato, Bassanini, Gallo e Pajno – che questa proposta non è condivisa né da te, né da Sabino Cassese. Non è stata parimenti condivisa la nostra proposta di consentire al Parlamento, nel corso dell’esame del disegno di legge Calderoli, di definire preventivamente alcuni limiti alla negoziazione delle intese, da intendersi come contenuti non negoziabili, quali per esempio le norme generali sull’istruzione o le grandi infrastrutture nazionali di trasporto (autostrade, ferrovie, grandi porti e aeroporti), le reti di telecomunicazione e le infrastrutture nazionali di trasporto e distribuzione dell’energia elettrica e del gas”.

Insomma “finchè non sono stati determinati tutti i LEP, e non sono stati ridefiniti, in relazione ai loro costi standard, gli strumenti e i modi per assicurare a tutte le Regioni una effettiva autonomia tributaria che consenta loro di finanziare integralmente i LEP medesimi, la effettiva portata di quei principi resta indeterminata e indeterminabile. Per tutte queste ragioni, che qui abbiamo solo sinteticamente riassunto (intelligenti pauca), siamo costretti a prendere atto che non ci sono le condizioni per una nostra partecipazione ai lavori del CLEP”, concludono.

Rifiuti Roma, sindaci e comitati no inc si convocano al Tar

Rifiuti Roma, sindaci e comitati no inc si convocano al TarRoma, 4 lug. (askanews) – Il Tribunale amministrativo del Lazio ha fissato per oggi l’udienza di merito dei 5 ricorsi contro la costruzione di un inceneritore per la Capitale alle 10.45 nella sede di via Flaminia, 189 e i ricorrenti, tra i quali i sindaci di Albano, Massimiliano Borelli, e Ardea, Maurizio Cremonini, il Forum Ambientalista, che rappresenta le associazioni del territorio riunite nella Rete Tutela Roma Sud, e le Aziende agricole, che difendono soprattutto la salubrità dei propri prodotti, danno appuntamento a stampa e cittadini a margine della convocazione.

Il ricorso, secondo i promotori, “può salvare la Città di Roma da un errore in grado di rovinare un territorio di pregio per sempre. Ricordiamo infatti – aggiungono- che questo tipo di impianti non sono finanziabili con risorse comunitarie perché producono un danno significativo all’ambiente e, inoltre, dal 2028 saranno disincentivati anche dal sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea (Ets), in base al quale i romani dovranno pagare per le emissioni di CO2 prodotte, invece di essere pagati per le materie prime differenziate. Il risultato a livello europeo è una progressiva riduzione di questo tipo di impianti, sempre più sostituiti da impianti di riciclo”. Desta molta preoccupazione, aggiungono, “anche il sistema dei controlli per gli inceneritori esistenti, l’ultimo caso è quello di Livorno dove ancora una volta è la cittadinanza attiva a costringere le istituzioni competenti a effettuare controlli, che puntualmente fanno emergere irregolarità. Nel 2022, ad esempio, l’agenzia sanitaria regionale francese ha imposto il divieto di consumo di uova provenienti da allevamenti a terra nell’area dell’inceneritore d’Ivry-Parigi a causa dei livelli di diossina riscontrati”.

Nel 2018, ricordano i ricorrenti, “l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha stabilito che i limiti di diossina negli alimenti sono insufficienti a tutelare la salute umana e vanno ridotti di 7 volte. A distanza di 5 anni, mentre gli Stati membri cercano un accordo per recepire tale indicazione nei regolamenti, l’indicazione scientifica resta: i limiti di emissioni inquinanti non tutelano la salute delle persone”, concludono.

Ue, Salvini: replicare formula di governo italiano, no a esclusioni

Ue, Salvini: replicare formula di governo italiano, no a esclusioniMilano, 4 lug. (askanews) – “Sui temi europei saranno gli italiani a scegliere con il voto l’anno prossimo. Però, siccome sono entusiasta di quello che sta facendo il governo italiano in questi mesi, mi piacerebbe che in Europa esistesse la stessa formula: governo di centrodestra esteso in Europa, senza escludere nessuno, senza dire di no a nessuno”. Lo ha ribadito il vicepremier Matteo Salvini, a Milano per l’inaugurazione della M4 in piazza San Babila.

“Altrimenti – ha aggiunto – ci sarà l’ennesima maggioranza con la sinistra, con i socialisti e con Macron. Mi domando come qualcuno di centrodestra possa preferire i socialisti, quelli dell’ideologia e degli sbarchi, al centrodestra. Un’idea di Europa – ha chiosato Salvini – che per me coincide con quello che sta facendo il governo italiano: centrodestra in Italia, che va bene, e centrodestra in Europa”.

Lazio, in 1.000 per l’ultimo saluto a Vincenzo D’Amico

Lazio, in 1.000 per l’ultimo saluto a Vincenzo D’AmicoRoma, 4 lug. (askanews) – Mille persone hanno voluto portare l’ultimo saluto stamane a Vincenzo D’Amico, bandiera della Lazio degli anni 70, componente della squadra che ha vinto lo scudetto nel 1974 i cui funerali sono stati celebrati nella Chiesa Gran Madre di Dio, nella piazza di Ponte Milvio. La stessa chiesa in cui vennero officiati i funerali di Tommaso Maestrelli (nel 1976) e Bob Lovati (nel 2011). D’Amico è stato ricordato anche da uno striscione della curva: “Chi non tradisce diviene immortale, Onore a Vincenzo vero laziale”.

Presente il ministro dello sport, Andrea Abodi, e ovviamente la società biancoceleste con Claudio ed Enrico Lotito, oltre che Danilo Cataldi. Presenti anche alcuni componenti della Primavera come Magro, Napolitano, Floriani e Bertini. La Federcalcio ha rinviato la presentazione della Strategia di Sostenibilità 2030 prevista oggi al Maxxi. D’Amico è scomparso a Roma sabato scorso, dopo aver perso la battaglia con una grave malattia che lo ha colpito alcuni mesi fa e con la maglia della Lazio ha giocato 14 stagioni, intervallate solo da un anno al Torino, mettendo insieme 338 presenze e 51 gol in tutte le competizioni, con lo scudetto vinto nella stagione 1973/74. Vincenzo D’Amico riposerà a Latina e aveva espresso la volontà di organizzare il funerale nella sua città di nascita nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti, l’oratorio dei Salesiani in cui da bambino aveva cominciato a giocare a pallone.

“Non l’ho mai visto rattristito, anche quando ne avrebbe avuto motivo – ha detto – Quello che mi porterò nel tempo è il sorriso fuori e dentro. Una persona fantastica”. “In qualsiasi momento, anche quando non ci sentivamo per un po’, c’era sempre la sintonia, la stima e l’amicizia – ha concluso – Aveva il sorriso nell’anima. Ha apprezzato la vita anche nei momenti di difficoltà, con un’umanità mai cambiata nel tempo”. “E’ stata una grande perdita come club della Lazio – le parole del presidente biancoceleste Claudio Lotito – Una persona che ha fatto la storia del nostro club, nel cuore dei nostri tifosi. E’ stato un punto di riferimento e in questo momento di tristezza ho sentito il dovere, l’obbligo di essere presente per testimoniare che la nostra storia non viene mai dispersa né dimenticata ma rimarrà sempre per il futuro come esempio di attaccamento ai nostri colori biancocelesti. Stiamo predisponendo una serie di attività per vedere che tipo di attività dobbiamo intraprendere. Bandiere oggi? Si tratta di impostare un atteggiamento nei confronti di tesserati diverso da quello basato esclusivamente alla prestazione sportiva e alla remunerazione. Devono essere portati avanti i valori dello sport che prevedono attaccamento al club alla maglia per la quale combattono sul campo non solo per interessi materiali ma per l’orgoglio e l’appartenza”

IIT, bando da 12 mln di euro per le imprese di Ligura e Mezzogiorno

IIT, bando da 12 mln di euro per le imprese di Ligura e MezzogiornoGenova, 4 lug. (askanews) – L’Istituto Italiano di Tecnologia lancia un bando da 12 milioni di euro rivolto a micro, piccole, medie e grandi imprese e finanzierà progetti innovativi nei settori della robotica e dell’Intelligenza Artificiale applicate a smart cities, ambiente e territorio, salute e aree portuali. L’iniziativa – che consentirà, a partire dal 5 luglio, di accedere a contributi per la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale – si colloca nelle attività di valorizzazione della ricerca del trasferimento tecnologico e della conoscenza gestite dallo Spoke 5 per tutto l’Ecosistema Raise e coordinate dall’Istituto Italiano di Tecnologia ed è di supporto alle attività di ricerca e sviluppo svolte dagli Spoke scientifici coordinati da CNR, Università Degli Studi di Genova e IIT stesso. In particolare, il bando si propone di supportare la fase di accelerazione tecnologica dei progetti di ricerca sviluppati dagli Spoke scientifici e ne vuole facilitare la vicinanza al mercato.

Il bando è stato studiato da un gruppo congiunto dei tre enti di ricerca che coordinano gli Spoke (IIT, CNR, Università Degli Studi di Genova) e dell’HUB per favorire l’allargamento di RAISE con nuovi affiliati in una rete di collaborazione con aziende di eccellenza nel Mezzogiorno. I progetti dovranno dimostrare un elevato livello di innovazione attraverso lo sviluppo di tecnologie abilitanti che migliorino la competitività del sistema produttivo e sociale e favoriscano la transizione verde e digitale. L’obiettivo primario del bando è quello è di stimolare lo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione in Liguria e creare filiere industriali e di ricerca e sviluppo con il Mezzogiorno secondo le disposizioni del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) incluse nel “Bando per la creazione e il rafforzamento di Ecosistemi dell’innovazione territoriali” nel contesto del quale è stato finanziato il progetto RAISE. Questo approccio mira a creare una robusta sinergia territoriale in grado di potenziare la competitività su scala nazionale e internazionale.

Il bando si rivolge a micro, piccole e medie imprese, in forma singola o in partenariato mentre le grandi imprese potranno accedere ai finanziamenti solo se in partenariato con almeno una di minore dimensione. Sono finanziati progetti con contributi fino a 500.000,00 euro nel caso di impresa singola o partenariato di micro, piccole e medie imprese, e fino a 700.000,00 euro nel caso di partenariati comprendenti una grande impresa. Il contributo sarà erogato, con differenti percentuali in base alla tipologia di beneficiario, a “fondo perduto”e le imprese singolarmente o in partenariato potranno presentare una sola proposta per Spoke. In particolare, saranno finanziati i progetti con riferimento alle 4 aree tematiche oggetto degli Spoke scientifici previsti dal progetto RAISE. Nel bando vengono identificate delle sfide tecnologiche espresse dai team di ricerca dei singoli Spoke. Le proposte progettuali saranno raccolte dal 5 luglio al 20 settembre e il processo di valutazione delle proposte sarà condotto da un panel di esperti selezionati e successivamente analizzate dai team di ricerca degli Spoke. Tutte le informazioni relative a questa opportunità sono pubblicate sui canali online di IIT www.iit.it e RAISE www.raiseliguria.it (nella foto:un nuovo robot morbido ispirato alla biologia dei lombrichi e realizzato dai ricercatori IIT)

Fiaip: E’l’anno dell’Italia. Boom di turisti in arrivo

Fiaip: E’l’anno dell’Italia. Boom di turisti in arrivoRoma, 4 lug. (askanews) – Il mercato delle locazioni turistiche si conferma essere un settore sempre più strategico per la crescita del turismo e dell’economia in Italia. È ciò che emerge chiaramente dal Report Immobiliare Nazionale Fiaip sulle locazioni brevi ad uso turistico delle principali località Italiane, incentrato sull’andamento della stagione estiva 2022 e tendenze per l’estate 2023, presentato a Roma questa mattina, presso la Sala Conferenze dell’Associazione Stampa Estera, elaborato dal Centro Studi Nazionale Fiaip unitamente ad un focus sulla regione Emilia-Romagna recentemente colpita dalla tragica alluvione.

Il Report è stato presentato da Francesco La Commare Presidente del Centro Studi Fiaip, Marco Bettiol Vicepresidente del Centro Studi Fiaip, Leonardo Piccoli Vicepresidente Nazionale Fiaip con delega al settore Turistico, e commentato dal Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini e dalla Senatrice Francesca Tubetti, relatrice del provvedimento sul Regolamento Europeo in materia di affitti turistici presso la Commissione IV delle Politiche Europee e attuale componente della VI e VIII Commissione al Senato. In Italia nel 2022 sono state circa 278.000 le seconde case compravendute (+24% rispetto al 2021) e le proiezioni indicano per il 2023 un incremento di un ulteriore 10% circa in quanto l’acquisto avviene prevalentemente non accedendo al credito ma tramite la liquidità proveniente dai risparmi accumulati. Infatti, si prevede che la crescita dei tassi di interesse dei mutui divenuti più onerosi per le famiglie interesserà prevalentemente l’acquisto della prima casa, quale segmento già dal 2022 in calo del 3,4% rispetto al 2021.

Aumentano i contratti di locazione breve ad uso turistico (+10% rispetto alla stagione estiva 2021) sia per l’ottima redditività, infatti, i rendimenti medi lordi (tra 5-8% in media nel 2022) offrono ai proprietari/locatori maggiori soddisfazioni rispetto alla locazione ordinaria, sia per le maggiori tutele contro il rischio di mancato pagamento o di mancata restituzione dell’immobile, praticamente assenti nella locazione turistica. Così come i canoni di locazione turistica hanno registrato un aumento rispetto al 2021 del +8%. Stimata per il 2023 una crescita di un +15% rispetto all’estate 2022 del numero dei contratti di locazione breve con finalità turistica. Si conferma la crescita di coloro che hanno scelto o sceglieranno per la propria vacanza forme di ricettività extra-alberghiera in particolare la locazione di ampie case indipendenti di medio/grandi dimensioni ovvero ampi appartamenti preferibilmente con ingresso autonomo, aspetto che evidenzia quanto, la locazione turistica, non rappresenti necessariamente una scelta di natura economica ma principalmente il desiderio di vivere un esperienza diversa, alternativa rispetto a quanto offerto dalle strutture ricettive tradizionali.

I valori dei canoni di locazione sono previsti in crescita per il terzo anno consecutivo (+12% rispetto all’estate 2022), dettati prioritariamente dall’aumento dei costi energetici e dall’inflazione oltre che da un consistente aumento della “domanda” generando un rendimento lordo medio per l’imminente stagione estiva stimato tra il 6% e il 9% in aumento rispetto al 2022. I flussi turistici crescono in maniera significativa registrando nei primi mesi del 2023 oltre il 10% in più rispetto all’anno precedente (443 mln rispetto ai 402 mln del 2022) confermando la ripresa del settore turistico in Italia, con una crescita esponenziale sia delle presenze di stranieri + 65% che domestiche +28%.

Infine dal Report emerge l’aumento del + 20% di intermediato e gestito di locazioni brevi ad uso turistico da parte degli agenti immobiliari professionali che diventano sempre più centrali quale punto di riferimento per il cittadino-turista in quanto garanzia di utile consulenza e soprattutto di legalità anche in relazione alla riscossione e versamento delle ritenute d’acconto e dell’imposta di soggiorno e quindi figura di garanzia contro le varie forme di evasione fiscale e abusivismo che da sempre minano il mercato immobiliare. “Il Report conferma un mercato immobiliare turistico sempre più dinamico – dichiara il Presidente del Centro Studi Fiaip Francesco La Commare – registrando un deciso aumento sia del numero delle locazioni turistiche che delle compravendite di seconde case, queste ultime spesso e volentieri destinate ad affitti brevi, scelta dettata, a differenza della locazione ordinaria, da rendimenti elevati e sicuri e dell’assenza dei rischi di morosità o di mancata restituzione dell’immobile”. “Significativo registrare – sottolinea il Vicepresidente del Centro Studi Marco Bettiol – il costante e crescente aumento di locazioni turistiche intermediate e gestite dalle agenzie immobiliari a conferma della sempre maggiore centralità e utilità, sia per i proprietari che per i vacanzieri, dei servizi di consulenza e assistenza erogati dagli intermediari professionali, oltre che opportuna garanzia di trasparenza e legalità nell’adempimento degli innumerevoli aspetti burocratici e normativi connessi alla locazione”. “Anche questa estate il turista, sia italiano che straniero, – commenta Leonardo Piccoli Vicepresidente Nazionale Fiaip con delega al settore Turistico – opterà, anzi ancora di più, per la locazione turistica, non tanto per motivi di risparmio economico, ma spinto dal desiderio di vivere un esperienza diversa, di maggiore autonomia e libertà, con l’intenzione di trascorrere una vacanza più dinamica, a discapito di alcuni servizi, confermando come il segmento delle locazioni turistiche non rappresenti una forma di ricettività concorrenziale ma alternativa, o meglio complementare, rispetto alle strutture ricettive tradizionali ampliando l’offerta turistica Nazionale con benefici trasversali per il mercato e per il Paese”. “In Parlamento stiamo lavorando – commenta la Senatrice Francesca Tubetti – alla definizione di un Regolamento Europeo che uniformi e semplifichi la raccolta di dati e informazioni sulle locazioni turistiche al fine di consentire agli Stati membri di adottare le migliori scelte politiche in materia. Il settore degli affitti turistici è sempre più importante per l’economia nazionale ma necessita, e su questo sta lavorando il Governo, di un riordino dell’attuale caos normativo affinché vi sia una normativa chiara che faciliti il rispetto della legalità e favorisca la massima trasparenza a tutela della collettività e nell’interesse del sistema Paese”. “Quest’anno in Italia è previsto uno straordinario boom di turisti, ma, per accoglierli tutti, sarà decisivo, al fine di ampliare l’offerta turistica nel nostro Paese, favorire le locazioni turistiche a conferma di come tale settore rappresenti, sempre di più, una strategica e potente risorsa per l’economia locale e Nazionale. – conclude il Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini – Ora stiamo lavorando al “Tavolo” istituito presso il Ministero del Turismo per delineare un disegno di legge che metta realmente ordine in materia prevedendo poche e semplici regole orientate ad armonizzare le attuali procedure ed evitare gli attuali ripetuti adempimenti, ma – sottolinea Baccarini – sarà determinante evitare disposizioni liberticide, sollecitate da alcune amministrazioni comunali e da una parte del mondo degli albergatori, ovvero evitare norme, così come sostenuto e dichiarato pubblicamente di recente dallo stesso Ministro Santanchè, che introducano chiusure, divieti o limitazioni di qualunque genere al diritto di affittare liberamente il proprio immobile.”