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Tag: askanews

Urne aperte in Molise oggi e domani, 2 sindaci in corsa per Regione

Urne aperte in Molise oggi e domani, 2 sindaci in corsa per RegioneRoma, 25 giu. (askanews) – Urne aperte in Molise per le elezioni regionali: oggi si vota dalle 7 alle 23, mentre domani i seggi riapriranno alle 7 e chiuderanno alle 15, quando inizierà lo spoglio.

Sono due sindaci i principali aspiranti presidenti della regione più piccola d’Italia. Il centrodestra, al governo dal 2018 con Donato Toma, punta questa volta sul primo cittadino di Termoli, Francesco Roberti di Forza Italia (sostenuto anche da Fdi, Lega, Udc, Popolari, Molise che Vogliamo e Roberti Presidente). Il centrosinistra candida invece il primo cittadino di Campobasso, Roberto Gravina del M5s (sostenuto anche da Pd, Avs, Socialisti, Costruire Democrazia e Gravina Presidente). Il terzo candidato è Emilio Izzo, in campo con la lista civica “Io non voto i soliti noti”, mentre Forza Nuova è riuscita a sorpresa a presentarsi con Nicola Ninni. Sulle schede i molisani trovano 15 liste e 284 aspiranti alla carica di consigliere regionale a Palazzo D’Aimmo di Campobasso.

NY, Lollobrigida: Cucina italiana è tesoro e patrimonio umanità

NY, Lollobrigida: Cucina italiana è tesoro e patrimonio umanitàNew York, 25 giu. (askanews) – “La cucina italiana non è solamente i piatti che si mangiano, ma è quello che c’è dietro: la storia, la cultura, la tradizione, la biodiversità, l’ambiente della nostra Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, presentando sabato sera a New York la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco.

Intervenendo alla Gotham hall di New York, alla presenza di 150 personalità delle istituzioni, del mondo della ristorazione e di brand che raccontano il Made in Italy nel mondo, Lollobrigida ha sottolineato a più riprese che la cucina italiana “è un tesoro” e come tale va “difesa, tutelata e valorizzata”, al pari di altre cucine che l’agenzia delle Nazioni Unite ha già riconosciuto. La candidatura, che è stata lanciata nel marzo del 2023, per due anni promuoverà la cucina italiana attraverso le ambasciate italiane, i ristoratori qualificati, “ambasciatori delle eccellenze italiane”, ma anche attraverso la nave Amerigo Vespucci, che in ogni tappa dei suoi viaggi per il mondo dedicherà uno spazio alla cucina italiana.

Per il ministro, i due anni di campagna “permetteranno alle imprese italiane di avere un valore aggiunto”, facendo conoscere una filiera produttiva che offre risultati economici e sa “produrre benessere qualificante per il pianeta.

L’intelligence Usa sapeva dei piani di Prigozhin

L’intelligence Usa sapeva dei piani di PrigozhinRoma, 25 giu. (askanews) – L’intelligence americana ha informato mercoledì alti funzionari militari e amministrativi di Washington che Evgeny Prigozhin, il fondatore del gruppo mercenario Wagner, intendeva lanciare un’azione militare contro alti funzionari della difesa russa. Lo riporta il New York Times, citando funzionari al corrente della questione.

Le agenzie di spionaggio statunitensi hanno avuto indicazioni con giorni di anticipo sui piani di Prigozhin e “hanno lavorato per perfezionare quel materiale in una valutazione completa”, secondo le fonti del quotidiano. Le informazioni mostrano che gli Stati Uniti erano a conoscenza di eventi imminenti in Russia, il che ricorda come le agenzie di intelligence avevano avvertito alla fine del 2021 che il Cremlino stava progettando l’invasione dell’Ucraina.Ma all’epoca i funzionari statunitensi hanno declassificato i dati di intelligence, mentre ora è stato deciso di tacere sui piani di Prigozhin. “I funzionari statunitensi pensavano che se avessero detto qualcosa, Putin avrebbe potuto accusarli di aver orchestrato un colpo di stato. E chiaramente avevano poco interesse ad aiutare il signor Putin a evitare una grave, imbarazzante frattura” nel suo sistema di potere, scrive il Times.

Urne aperte in Grecia, Mitsotakis verso la maggioranza assoluta

Urne aperte in Grecia, Mitsotakis verso la maggioranza assolutaRoma, 25 giu. (askanews) – Urne aperte oggi in Grecia per il secondo turno delle elezioni legislative, che dovrebbero assicurare la maggioranza assoluta in parlamento al partito conservatore Nuova Democrazia del premier uscente Kyriakos Mitsotakis. I primi exit poll sono attesi alla chiusura dei seggi, prevista alle 18 italiane.

Al primo turno, il 21 maggio scorso, Nuova Democrazia ottenne il 40,8% dei voti, oltre 20 punti in più del suo principale oppositore, il partito di sinistra Syriza dell’ex premier Alexis Tsipras, conquistando 146 dei 300 seggi del parlamento. Ma Mitsotakis aveva escluso la costruzione di una coalizione di governo con un partner di minoranza, per cui oggi oltre 9,9 milioni di greci sono chiamati di nuovo alle urne. Ma se a maggio vigeva il sistema proporzionale semplice, oggi le elezioni si svolgeranno con un diverso sistema di voto che prevede di assegnare al partito vincitore un “bonus”: il partito che conquista almeno il 25% dei voti ottiene infatti un bonus di 20 seggi, che diventano 50 se si aggiudica circa il 40% dei consensi. “In tempi incerti, la Grecia ha bisogno di un governo che non dipenda da fragili maggioranze”, ha ribadito il premier uscente nel comizio tenuto due giorni fa ad Atene. Gli ultimi sondaggi hanno confermato un vantaggio di circa 20 punti percentuali di Nuova democrazia su Syriza.

Ucraina, Maimone: con Casa Famiglia Abramitica Francesco papa della pace

Ucraina, Maimone: con Casa Famiglia Abramitica Francesco papa della paceRoma, 25 giu. (askanews) – “Nel corso della missione di Pace in Ucraina del Festival della Canzone Cristiana, il cui Direttore artistico è Fabrizio Venturi, in occasione della Festa della Repubblica Italiana, organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Kiev, ho avuto modo di visitare la capitale, la città di Irpin e l’Ospedale Pediatrico Kyiv Regional Children’s Hospital. E’ stata un’esperienza mediante la quale ho constatato personalmente non solo che la guerra è distruttiva e disumana, ma anche come essa sia assolutamente inutile”. Così, il giornalista Biagio Maimone, Direttore della comunicazione del Festival del Cinema Italiano e del Festival della Canzone Cristiana. “In qualità di membro dell’Associazione Bambino Gesù del Cairo, il cui Presidente è Monsignor Gaid Yoannis Lahzi, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco – aggiunge – ho avuto modo di seguire sotto il profilo giornalistico la realizzazione della Casa della Famiglia Abramitica, che mi ha consentito di verificare come realmente e fattivamente Papa Francesco sia il ‘Papa della Pace’. Lo ha dimostrato, infatti, in modo incontrovertibile, realizzando ‘La Casa della Famiglia Abramitica’, inaugurata il 16 febbraio 2023 ad Abu Dhabi. Essa racchiude in un unico sito una Moschea, una Chiesa e una Sinagoga, edificate per vivere accanto, nel rispetto reciproco delle proprie differenze religiose”.

“La Casa della Famiglia Abramitica – sottolinea – è il primo frutto del Documento ‘Sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’, sottoscritto da Sua Santità Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb, il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi. La Moschea è stata inaugurata il 17 febbraio 2023, la Sinagoga e la Chiesa di San Francesco sono state inaugurate il 19 febbraio 2023. Il Documento ‘Sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’ dimostra come tre religioni diverse, pur mantenendo il loro credo religioso e, pertanto, la propria identità, possano vivere su un unico spazio, ossia su un unico territorio, facendo del dialogo il fulcro della loro coesistenza pacifica. La Casa della Famiglia Abramitica rappresenta un simbolo di pace, con cui Papa Francesco ha voluto dimostrare al mondo intero la coesistenza pacifica delle differenze, le quali hanno la possibilità di interagire, in modo costruttivo, attraverso il dialogo. E nel rappresentare un modello di convivenza pacifica delle diversità, dimostra a Putin e a Zelensky che le differenze non sono e non possono essere motivo di inutili e dannosi conflitti, ma fonte di relazioni proficue, di accrescimento reciproco e garanzia di pace, se a sorreggerle sarà il dialogo. Anche la Russia e l’Ucraina potranno coesistere, mantenendo la propria identità, divenendo, come ‘La Casa della Famiglia Abramitica’ insegna, territori le cui differenze saranno valorizzate e valorizzabili mediante il dialogo incessante, che apre orizzonti insospettabili per il miglioramento della condizione umana, sociale e politica di entrambi i popoli, in quanto pervasi dalla pace e dall’armonia”.

Il Papa ricorda Emanuela Orlandi scomparsa 40 anni fa: “Esprimo la mia vicinanza ai familiari”

Il Papa ricorda Emanuela Orlandi scomparsa 40 anni fa: “Esprimo la mia vicinanza ai familiari”Roma, 25 giu. (askanews) – “In questi giorni ricorre il 40mo anniversario dalla scomparsa di Emanuela Orlandi: desidero approfittare di questa circostanza per esprimere ancora una volta la mia vicinanza ai familiari, soprattutto alla mamma, e assicurare la mia preghiera”. Lo ha detto papa Francesco dopo l’Angelus rivolto ai fedeli in piazza San Pietro fra i quali c’erano i partecipanti al sit-in organizzato in ricordo di Emanuela: il fratello Pietro, l’avvocato di famiglia, Laura Sgrò, e la sorella di Mirella Gregori, coetanea di Emanuela anche lei sparita nel nulla 40 anni fa.

“Estendo il mio dolore a tutte le persone che portano il dolore di una persona cara scomparsa”, ha aggiunto il pontefice.

Papa: rinunciare agli idoli dell’efficienza e del consumismo per non buttar via la vita

Papa: rinunciare agli idoli dell’efficienza e del consumismo per non buttar via la vitaCittà del Vaticano, 25 giu. (askanews) – “Non bisogna tanto temere di subire incomprensioni e critiche, di perdere prestigio e vantaggi economici per restare fedeli al Vangelo, ma di sprecare l’esistenza a inseguire cose di poco conto, che non riempiono di senso la vita”. E’ il messaggio di Gesù che papa Francesco ha ricordato oggi all’Angelus facendo l’esempio della valle della Geenna, la grande discrica della città di Gerusalemme: “E questo – ha spiegato – è importante anche per noi. Pure oggi, infatti, si può essere derisi o discriminati se non si seguono certi modelli alla moda, che però mettono spesso al centro realtà di secondo piano: le cose anziché le persone, le prestazioni anziché le relazioni”.

“Facciamo qualche esempio – ha poi aggiunto – . Penso a dei genitori, che hanno bisogno di lavorare per mantenere la famiglia, ma non possono vivere solo per il lavoro: hanno bisogno del tempo necessario per stare con i figli. Penso anche a un sacerdote o a una suora: devono impegnarsi nel loro servizio, ma senza dimenticare di dedicare tempo a stare con Gesù, altrimenti cadono nella mondanità spirituale e perdono il senso di ciò che sono. E ancora, penso a un giovane o a una giovane, che hanno mille impegni e passioni: la scuola, lo sport, vari interessi, i telefonini e i social, ma hanno bisogno di incontrare le persone e realizzare dei sogni grandi, senza perdere tempo in cose che passano e non lasciano il segno. Tutto ciò comporta qualche rinuncia di fronte agli idoli dell’efficienza e del consumismo, ma è necessario per non andare a perdersi nelle cose, che poi vengono buttate via, come si faceva allora nella Geenna. E nelle Geenne di oggi, invece, spesso finiscono le persone: pensiamo agli ultimi, spesso trattati come materiale di scarto e oggetti indesiderati”. “Rimanere fedeli a ciò che conta costa – ha osservato il pontefice – costa andare controcorrente, liberarsi dai condizionamenti del pensare comune, essere messi da parte da chi “segue l’onda”. Ma non importa, dice Gesù: ciò che conta è non buttare via il bene più grande: la vita. Solo questo deve spaventarci. Chiediamoci allora: io, di che cosa ho paura? Di non avere quello che mi piace? Di non raggiungere i traguardi che la società impone? Del giudizio degli altri? Oppure di non piacere al Signore e di non mettere al primo posto il suo Vangelo? Maria, Vergine Sapiente, ci aiuti ad essere saggi e coraggiosi nelle scelte che facciamo”.

Le Banche centrali mantengono la rotta, la lotta all’inflazione diventa più dura

Le Banche centrali mantengono la rotta, la lotta all’inflazione diventa più duraRoma, 25 giu. (askanews) – Le banche centrali sono determinate a vincere l’inflazione, anche se l’ultimo miglio verso la stabilità dei prezzi potrebbe essere il più impegnativo. Esiste infatti un rischio significativo di ulteriore stress finanziario man mano che il sistema finanziario si adegua alla fine dei tassi di interesse bassi per lungo tempo. Per salvaguardare la stabilità e la fiducia, la politica monetaria e fiscale deve operare all’interno di una “regione di stabilità”. E’ quanto emerge dal rapporto annuale della Banca dei Regolamenti Internazionale, vera e propria ‘banca delle banche centrali’, presentato oggi a Basilea in Svizzera.

L’inflazione ha iniziato a diminuire dai massimi pluridecennali quasi ovunque, ma il lavoro di banche centrali è tutt’altro che finito, ha detto la Bri nel suo rapporto. Nonostante il più intenso inasprimento della politica monetaria della memoria recente, l’ultima tappa di il viaggio per ripristinare la stabilità dei prezzi sarà il più difficile. Secondo l’Annual Economic Report 2023 della BRI, i progressi compiuti finora nella lotta contro l’inflazione devono molto all’allentamento delle catene di approvvigionamento e al calo dei prezzi delle materie prime. Ma i mercati del lavoro restano ancora tesi e la crescita dei prezzi nei servizi si è rivelata più difficile da domare. Esiste un rischio concreto che un la psicologia dell’inflazione prenderà piede, dove gli aumenti dei salari e dei prezzi inizieranno a rafforzarsi a vicenda. Potrebbe dunque essere necessario che i tassi di interesse rimangano più alti più a lungo di quanto il pubblico e gli investitori si aspettino.

Il rapporto analizza i rischi posti dal mix unico di alta inflazione e rischi per la stabilità finanziaria. Le banche centrali stanno inasprendo la loro politica in un contesto di debito e prezzi delle attività elevati, eredità di una stagione nella quale i tassi di interesse sono stati bassi per lungo tempo. Le chiusure bancarie all’inizio del 2023 sono state l’esempio più eclatante di tali rischi che si stanno materializzando, ma sono lontani dall’essere gli unici. Lo sono i disallineamenti nascosti della leva finanziaria e della liquidità nel settore finanziario non bancario che costituiscono un’altra vulnerabilità. Se le banche centrali devono stringere di più o più a lungo per raggiungere la stabilità dei prezzi, il rischio di stress finanziario aumenterà.

“La sfida politica chiave oggi rimane domare completamente l’inflazione, e l’ultimo miglio è tipicamente il più difficile”, ha affermato Agustín Carstens, direttore generale della BRI. “Il fardello sta cadendo su molte spalle, ma i rischi di non agire tempestivamente saranno maggiori a lungo termine. Le banche centrali sono impegnate a mantenere la rotta per ripristinare la stabilità dei prezzi e proteggere il potere d’acquisto delle persone”, ha detto. Le politiche fiscali e prudenziali possono fare la loro parte per aiutare a stabilizzare l’economia e la finanza sistema. I governi dovrebbero restringere i propri budget, mirando al massimo di sostegno alle categorie più vulnerabili e intraprendendo un consolidamento a lungo termine della loro spesa. Questo aiuterebbe a frenare l’inflazione e tenere sotto controllo i rischi per la stabilità finanziaria riducendo la necessità per le banche centrali di mantenerli tassi più alti più a lungo.

Le autorità di regolamentazione e di vigilanza possono utilizzare l’intera gamma di strumenti a loro disposizione per rafforzare il sistema finanziario, dando alle banche centrali più spazio di manovra. Il rapporto discute poi di come l’inflazione elevata e le vulnerabilità finanziarie e le politiche fiscali stanno mettendo alla prova i confini della “regione della stabilità”. L’ultimo rischio di andare alla deriva fuori da quella regione significa perdere la fiducia che la società deve avere nello stato e nelle sue decisioni. A lungo termine, sono necessari aggiustamenti politici e tutele istituzionali per garantire che le politiche monetarie e fiscali rimangano saldamente all’interno della regione di stabilità. “Le attuali tensioni sono il culmine di decenni di dipendenza dalla politica monetaria e fiscale motori di fatto della crescita. Superare questa fallacia di “illusione di crescita” e trovare una combinazione di politiche coerenti richiede un cambiamento di mentalità, riconoscendo i limiti delle politiche di stabilizzazione”, ha affermato Claudio Borio, Capo Dipartimento Monetario ed Economico.

Putin non parteciperà al vertice Brics in Sudafrica (secondo i media)

Putin non parteciperà al vertice Brics in Sudafrica (secondo i media)Roma, 25 giu. (askanews) – Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano sudafricano The Sunday Times, il presidente russo Vladimir Putin non parteciperà al vertice dei leader Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in programma ad agosto a Johannesburg.

Secondo fonti al corrente del dossier interpellate dal Times, la decisione sarebbe maturata durante la recente visita in Russia del presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, nell’ambito della missione di pace africana per la guerra in Ucraina. Il leader sudafricano avrebbe illustrato a Putin le tre opzioni possibili dopo il mandato di arresto spiccato nei suoi confronti dalla Corte penale internazionale dell’Aia (Cpi), di cui fa parte il Sudafrica: non presenziare, partecipare online o partecipare di persona ma in un altro luogo. Putin avrebbe optato per la prima opzione, secondo le fonti, e al vertice dovrebbe partecipare il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov.

Banche centrali mantengono rotta, lotta inflazione diventa più dura

Banche centrali mantengono rotta, lotta inflazione diventa più duraRoma, 25 giu. (askanews) – Le banche centrali sono determinate a vincere l’inflazione, anche se l’ultimo miglio verso la stabilità dei prezzi potrebbe essere il più impegnativo. Esiste infatti un rischio significativo di ulteriore stress finanziario man mano che il sistema finanziario si adegua alla fine dei tassi di interesse bassi per lungo tempo. Per salvaguardare la stabilità e la fiducia, la politica monetaria e fiscale deve operare all’interno di una “regione di stabilità”. E’ quanto emerge dal rapporto annuale della Banca dei Regolamenti Internazionale, vera e propria ‘banca delle banche centrali’, presentato oggi a Basilea in Svizzera.

L’inflazione ha iniziato a diminuire dai massimi pluridecennali quasi ovunque, ma il lavoro di banche centrali è tutt’altro che finito, ha detto la Bri nel suo rapporto. Nonostante il più intenso inasprimento della politica monetaria della memoria recente, l’ultima tappa di il viaggio per ripristinare la stabilità dei prezzi sarà il più difficile. Secondo l’Annual Economic Report 2023 della BRI, i progressi compiuti finora nella lotta contro l’inflazione devono molto all’allentamento delle catene di approvvigionamento e al calo dei prezzi delle materie prime. Ma i mercati del lavoro restano ancora tesi e la crescita dei prezzi nei servizi si è rivelata più difficile da domare. Esiste un rischio concreto che un la psicologia dell’inflazione prenderà piede, dove gli aumenti dei salari e dei prezzi inizieranno a rafforzarsi a vicenda. Potrebbe dunque essere necessario che i tassi di interesse rimangano più alti più a lungo di quanto il pubblico e gli investitori si aspettino.

Il rapporto analizza i rischi posti dal mix unico di alta inflazione e rischi per la stabilità finanziaria. Le banche centrali stanno inasprendo la loro politica in un contesto di debito e prezzi delle attività elevati, eredità di una stagione nella quale i tassi di interesse sono stati bassi per lungo tempo. Le chiusure bancarie all’inizio del 2023 sono state l’esempio più eclatante di tali rischi che si stanno materializzando, ma sono lontani dall’essere gli unici. Lo sono i disallineamenti nascosti della leva finanziaria e della liquidità nel settore finanziario non bancario che costituiscono un’altra vulnerabilità. Se le banche centrali devono stringere di più o più a lungo per raggiungere la stabilità dei prezzi, il rischio di stress finanziario aumenterà.

“La sfida politica chiave oggi rimane domare completamente l’inflazione, e l’ultimo miglio è tipicamente il più difficile”, ha affermato Agustín Carstens, direttore generale della BRI. “Il fardello sta cadendo su molte spalle, ma i rischi di non agire tempestivamente saranno maggiori a lungo termine. Le banche centrali sono impegnate a mantenere la rotta per ripristinare la stabilità dei prezzi e proteggere il potere d’acquisto delle persone”, ha detto. Le politiche fiscali e prudenziali possono fare la loro parte per aiutare a stabilizzare l’economia e la finanza sistema. I governi dovrebbero restringere i propri budget, mirando al massimo di sostegno alle categorie più vulnerabili e intraprendendo un consolidamento a lungo termine della loro spesa. Questo aiuterebbe a frenare l’inflazione e tenere sotto controllo i rischi per la stabilità finanziaria riducendo la necessità per le banche centrali di mantenerli tassi più alti più a lungo.

Le autorità di regolamentazione e di vigilanza possono utilizzare l’intera gamma di strumenti a loro disposizione per rafforzare il sistema finanziario, dando alle banche centrali più spazio di manovra. Il rapporto discute poi di come l’inflazione elevata e le vulnerabilità finanziarie e le politiche fiscali stanno mettendo alla prova i confini della “regione della stabilità”. L’ultimo rischio di andare alla deriva fuori da quella regione significa perdere la fiducia che la società deve avere nello stato e nelle sue decisioni. A lungo termine, sono necessari aggiustamenti politici e tutele istituzionali per garantire che le politiche monetarie e fiscali rimangano saldamente all’interno della regione di stabilità. “Le attuali tensioni sono il culmine di decenni di dipendenza dalla politica monetaria e fiscale motori di fatto della crescita. Superare questa fallacia di “illusione di crescita” e trovare una combinazione di politiche coerenti richiede un cambiamento di mentalità, riconoscendo i limiti delle politiche di stabilizzazione”, ha affermato Claudio Borio, Capo Dipartimento Monetario ed Economico.