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Sanremo su YouTube: Serena Brancale in cima alle tendenze

Sanremo su YouTube: Serena Brancale in cima alle tendenze

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il Festival di Sanremo entra nel vivo e YouTube è già il termometro ufficiale dell’entusiasmo. Ecco i trend, gli insight (e non solo) più rilevanti visti sulla piattaforma dopo le ultime performance. [NEW!] Su YouTube Music è da poco disponibile (e in continuo aggiornamento!) la playlist con i brani ufficiali degli artisti in gara. Tra i video delle performance live più visti sul canale YouTube di RAI spiccano Arisa con Magica Favola, Fedez & Marco Masini con Male Necessario, Ditonellapiaga con Che Fastidio!, Sal Da Vinci con Per sempre si e Serena Brancale con Qui Con Me.

In fervore anche la classifica Trending Music Videos di YouTube (Top 20) che vede già imporsi 6 video sanremesi tra le tendenze (aggiornata alle ore 10.45) #1 Serena Brancale – QUI CON ME #4 Ditonellapiaga – Che fastidio! #6 Tommaso Paradiso – I romantici #10 Samurai Jay – OSSESSIONE #12 Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare #14 Ermal Meta – Stella stellina #15 nayt – Prima che #16 J-AX – ITALIA STARTER PACK

??Anche quest’anno si conferma l’efficacia della strategia multiformato grazie agli YouTube Shorts: uno strumento chiave per connettere gli artisti al proprio pubblico e scalare le classifiche di visibilità. Tra questi, spiccano Chiello, Samuray Jay, J-AX, Ditonellapiaga, Leo Gassmann, Malika Ayane, Levante.

Sanremo è spettacolo a 360° ? Nella playlist dedicata di Rai, i momenti non in gara più cliccati sono: Can Yaman incontra Kabir Bedi, Olly canta Balorda Nostalgia.

Il Festival si vive anche attraverso il racconto dei Creator che, tra interviste e approfondimenti, offrono una prospettiva unica sul dietro le quinte: Passa dal BSMT: Gianluca Gazzoli intervista Arisa in un faccia a faccia intimo. Tintoria: Stefano Rapone e Daniele Tinti intervistano con la loro ironia tagliente Arisa. Supernova: conquista il pubblico con la serie originale “SANREMO È”. L’ultimo episodio vede protagonista Elettra Lamborghini tra pronostici e segreti del Festival. The Jackal – Un tributo al Maestro: Un momento di puro affetto che ha già conquistato la community. I The Jackal ripercorrono anni di collaborazione e amicizia, celebrando Peppe Vessicchio, l’uomo che è diventato il simbolo iconico della loro intera avventura sanremese.

Se vi siete persi qualcosa, tutti i video delle performance sul palco sono disponibili nella playlist dedicata sul canale YouTube di RAI.

Surgelati: nel 2025 a casa consumate 642mila ton (+1,1%), primi i vegetali

Surgelati: nel 2025 a casa consumate 642mila ton (+1,1%), primi i vegetali

Milano, 25 feb. (askanews) – I consumi di alimenti surgelati continuano a crescere nelle case degli italiani. Se guardiamo al solo canale retail (consumi domestici), i dati 2025, rilevati da quest’anno da NielsenIQ per l’Istituto italiano alimenti surgelati, parlano di una crescita dei consumi dell’1,1% rispetto al 2024 con oltre 642 mila tonnellate di prodotti surgelati consumati.

“I dati retail registrati nel 2025 hanno confermato l’apprezzamento dei consumatori italiani verso un settore che negli ultimi anni è diventato simbolo di praticità d’uso, ma anche di sicurezza e qualità nutrizionali elevate, bontà, convenienza economica e valenza antispreco”, commenta Giorgio Donegani, presidente Iias in occasione della Giornata del cibo surgelato, che ricorre il prossimo 6 marzo.

Ma quali sono state nel 2025 le categorie merceologiche surgelate più amate dai consumatori italiani? Con quasi 207 mila tonnellate consumate nel 2025, pur a fronte di una sostanziale stabilità (-0,1% rispetto al 2024), i vegetali surgelati si confermano di gran lunga al primo posto. Segue il pesce surgelato (naturale e preparato), che, con 104.000 tonnellate, registra un +3,5%, consolidando ulteriormente la ripresa dei consumi già evidenziata nel 2024. Al terzo posto, con quasi 93.000 tonnellate consumate, troviamo le patate, in un calo definito “fisiologico” (-0,9% rispetto al 2024) per una categoria che rimane sul podio delle preferenze dei consumatori come negli ultimi anni.

Fra gli altri segmenti a maggiore diffusione da segnalare le performance delle pizze surgelate, con un +3%, per un totale di oltre 72 mila tonnellate consumate, e dei piatti pronti, +1,8% per quasi 68 mila tonnellate. Crescite giustificate, nel caso delle pizze, da un’offerta divenuta sempre più varia, con l’introduzione di nuovi formati e ingredienti e dalla convenienza economica. Mentre per i piatti pronti a far premio sono stati, tra le altre cose, una gamma sempre più ampia di ricettazioni sia tradizionali sia innovative e la velocità di preparazione.

Tra i restanti segmenti, infine, da segnalare le prestazioni positive di tre categorie: carne, +4,4% per quasi 19.500 tonnellate consumate, grazie alle ottime performances del pollame; senza glutine, +4,2% e oltre 9.660 tonnellate; pane e paste, che hanno segnato l’incremento percentuale più alto (+4,7% rispetto al 2024) pur rimanendo un consumo di nicchia (5.300 tonnellate, meno dell’1% del consumo totale domestico di alimenti surgelati).

Smart working, Istat: quasi triplicato lavoro da remoto rispetto pre-pandemia

Smart working, Istat: quasi triplicato lavoro da remoto rispetto pre-pandemia

Roma, 25 feb. (askanews) – Lo smart working da necessità è diventato un nuovo stile di vita. Rispetto al periodo pre-pandemia il lavoro da remoto è quasi triplicato. In Italia, nel 2023, il 13,8% degli occupati ha svolto almeno un giorno di lavoro in modalità agile. Erano il 15,1% nel 2021, ma soltanto il 4,8% nel 2019. E’ la fotografia scattata da un report dell’Istat.

Lazio e Lombardia guidano la graduatoria dello smart working. A Milano lavora da remoto il 38,3% degli occupati, mentre a Roma la quota sfiora il 30%.

Lo smart working è più diffuso tra le donne (15,2% contro il 12,7% degli uomini). Per tutti, il lavoro da remoto resta sinonimo di flessibilità e migliore conciliazione tra lavoro e famiglia.

Secondo il Censimento permanente del 2023, poco meno di 3,4 milioni di occupati (il 13,8% del totale) hanno sperimentato una qualche forma di lavoro da remoto nelle quattro settimane precedenti la data della rilevazione (primo ottobre 2023). Più nel dettaglio, circa 1.436mila (5,9%) hanno svolto la propria attività da casa almeno la metà dei giorni lavorativi, mentre i restanti 1.933mila (7,9%) hanno adottato tale modalità in misura più limitata.

Il lavoro flessibile raggiunge il suo apice durante la pandemia e nella fase immediatamente successiva. Nel 2021 hanno lavorato anche solo alcuni giorni da casa 3.577.984 persone, con una incidenza pari al 15,1% del totale degli occupati (23.632.617). Si tratta – rileva l’Istat – di un risultato difficilmente ipotizzabile prima dell’emergenza sanitaria: nel 2018 e nel 2019, in base ai dati dell’Indagine Istat sulle Forze di Lavoro, la quota di smart workers e telelavoristi era appena del 4,8%. Nel 2022 e nel 2023 si assiste ad una sorta di stabilizzazione del fenomeno: in entrambe le edizioni del Censimento permanente gli occupati da remoto si attestano al 13,8%.

Nonostante le nuove modalità di organizzazione del lavoro abbiano avuto un forte slancio durante il lockdown e si siano cristallizzate nel corso del tempo, nel nostro Paese la percentuale di occupati che utilizzano il lavoro a distanza resta comunque inferiore a quella della maggior parte degli altri Paesi europei.

Secondo una statistica diffusa da Eurostat sugli occupati che, nel 2023, hanno svolto almeno la metà dei giorni di lavoro in smart working (“usually working from home”), l’Italia, con il 5,9%, è ben al di sotto della media Ue che è pari al 9,1% (Figura 2). In testa alla graduatoria, con valori più elevati del 20%, ci sono la Finlandia (22,2%) e l’Irlanda (21,8%), seguite da Svezia e Belgio che si collocano rispettivamente al 15,3% e 14,6%. Sopra la media Ue anche Germania e Francia con incidenze superiori al 10%.

Più alto è il titolo di studio, maggiore è la quota di quanti lavorano almeno qualche giorno da casa: tra i laureati, il 29% ha sperimentato una forma di lavoro a distanza.

I Servizi dell’informazione e comunicazione e le Attività finanziarie e assicurative sono i settori di attività in cui è più alta la quota di smart workers (rispettivamente il 60,2% e il 43,7%).

Il lavoro da remoto riguarda soprattutto le professioni altamente qualificate (30,2%), che permettono di organizzare tempi e modalità di lavoro in modo più autonomo.

L’Istat: quasi triplicato il lavoro da remoto rispetto al pre-pandemia

L’Istat: quasi triplicato il lavoro da remoto rispetto al pre-pandemia

Roma, 25 feb. (askanews) – Lo smart working da necessità è diventato un nuovo stile di vita. Rispetto al periodo pre-pandemia il lavoro da remoto è quasi triplicato. In Italia, nel 2023, il 13,8% degli occupati ha svolto almeno un giorno di lavoro in modalità agile. Erano il 15,1% nel 2021, ma soltanto il 4,8% nel 2019. E’ la fotografia scattata da un report dell’Istat.

Lazio e Lombardia guidano la graduatoria dello smart working. A Milano lavora da remoto il 38,3% degli occupati, mentre a Roma la quota sfiora il 30%.

Lo smart working è più diffuso tra le donne (15,2% contro il 12,7% degli uomini). Per tutti, il lavoro da remoto resta sinonimo di flessibilità e migliore conciliazione tra lavoro e famiglia.

A Sanremo Miss Italia contro Ditonellapiaga: quel brano lede la dignità delle ragazze

A Sanremo Miss Italia contro Ditonellapiaga: quel brano lede la dignità delle ragazze

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il Concorso Miss Italia attacca Ditonellapiaga e contesta “l’uso indebito della denominazione ‘Miss Italia’” da parte dell’artista che “l’ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell’album in cui esso è inserito. Il testo della canzone, inoltre, contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al Concorso”, si legge in una nota.

“Tale condotta – sottolinea – risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione ‘Miss Italia’, nonché dell’immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti. Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione ‘Miss Italia’ e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi”.

“Nessuno ha insultato nessuno. Il testo è inedito, parla di me e del rapporto con la perfezione. Non ho detto che le ragazze che vi partecipano sono disperate, ma che stanno male. Non ho mai detto che Miss Italia è una disperata, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco”. Ditonellapiaga ribatte così alla nota di Miss Italia che la accusa di “uso indebito” nel suo brano e che “contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al Concorso”.

“Ora basta perché mi sono anche agitata e non ho le sinapsi che funzionano. Penso di aver detto tutto”, ha aggiunto Ditonellapiaga, durante la prima conferenza stampa di giornata al Festival di Sanremo. “Nel brano parlo di me”. “Credo che l’interpretazione del testo sia erroneo. Non so neanche se abbiano sentito la canzone perché il brano è inedito. A prescindere da questo sono questioni legali e non conosco il legalese. Il senso del disco – ha concluso l’artista – è il rapporto con i canoni e la bellezza, speravo in un po’ di ironia, questo è il mio spirito”.

Lavoro, per le imprese difficili da coprire 46 contratti su 100

Lavoro, per le imprese difficili da coprire 46 contratti su 100

Roma, 25 feb. (askanews) – Le imprese italiane, in 46 casi su 100, fanno fatica a coprire le posizioni lavorative ricercate. Parallelamente, si allarga il bacino dei giovani potenzialmente impiegabili. In gran parte si tratta di studenti che non hanno ancora concluso il percorso di studi ma, nell’area degli “inattivi”, in aumento del 4% su base annua, figurano anche molti giovani che per vari motivi non riescono ad accedere alle opportunità occupazionali. È quanto emerge dal secondo Report di Cnel e Unioncamere, in collaborazione con Istat, il cui obiettivo è analizzare in modo sistematico le dinamiche del mercato del lavoro.

In particolare, il Report approfondisce il disallineamento tra competenze disponibili e fabbisogni occupazionali delle imprese sulla base dei dati Excelsior del ministero del Lavoro e di Unioncamere, affiancando all’analisi della domanda di lavoro focus specifici sulle caratteristiche dell’offerta di fonte Istat. Il focus di questa edizione riguarda la condizione dei giovani nel mercato del lavoro.

“I dati di questo Report indicano chiaramente una sfida cruciale e non più rimandabile: far incontrare i fabbisogni delle imprese, oggi alla ricerca di profili per quasi la metà delle assunzioni previste, con il capitale umano custodito nei serbatoi di potenziale inespresso del Paese, come i nostri giovani, le donne e gli anziani”, ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta.

“Grazie alla preziosa collaborazione con Unioncamere e Istat – ha aggiunto Brunetta – mettiamo a disposizione del decisore pubblico e delle parti sociali un solido strumento di orientamento. Attraverso una lettura attenta dei dati e interventi mirati abbiamo l’opportunità di affrontare i divari territoriali, anagrafici e di genere, rilanciando la competitività del nostro tessuto produttivo e costruendo le basi per un ingresso qualificato, inclusivo e di qualità nel mondo del lavoro”.

Per il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, “individuare le azioni più efficaci per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e trattenere i talenti è essenziale per assicurare competitività alle nostre imprese e crescita economica diffusa. I giovani sono un patrimonio prezioso che dobbiamo riuscire ad attrarre e valorizzare, offrendo loro una occupazione solida e soddisfacente”.

Zalando lancia la moda di seconda mano per i bambini in 14 Paesi Ue

Zalando lancia la moda di seconda mano per i bambini in 14 Paesi Ue

Milano, 25 feb. (askanews) – Zalando allarga all’abbigliamento per bambini la categoria degli articoli di seconda mano, i cosiddetti pre-owned. I genitori in 14 mercati europei, tra cui l’Italia, possono ora acquistare capi second-hand sottoposti a un rigido controllo qualità e permutare gli articoli non più utilizzati ricevendo credito su Zalando. Questo lancio supporta l’evoluzione della categoria kids, si legge nella nota, in una destinazione familiare completa, al servizio di genitori e caregiver dalla prima infanzia fino all’adolescenza.

L’offerta di Zalando si basa su un modello C2B2C (dal consumatore all’azienda, fino a un nuovo consumatore) che consente ai clienti di acquistare prodotti come nuovi e di rivendere l’abbigliamento per bambini direttamente all’azienda. È possibile permutare capi dell’infanzia come nuovi o poco indossati acquistati su Zalando in cambio di un buono regalo valido per qualsiasi acquisto futuro, inclusa la categoria pre-owned. Il team interno di Zalando verifica la qualità di ogni prodotto prima della pubblicazione, per garantire che gli articoli “come nuovi” rispettino gli standard qualitativi.

Le vendite della moda di seconda mano per adulti sono raddoppiate negli ultimi anni, trainate dalla domanda di articoli di alta qualità. I clienti stanno reagendo positivamente all’assortimento curato, con fino al 50% degli articoli pre-owned venduti entro le prime 24 ore dalla messa online – per i brand premium, questa percentuale sale al 90%. L’iniziativa è anche una risposta diretta al modo in cui le famiglie moderne fanno acquisti: nel 2025, oltre il 40% degli ordini su Zalando era composto da carrelli con articoli appartenenti a più categorie, in cui i clienti acquistavano capi pre-owned insieme a nuovi prodotti di moda o di bellezza in un unico checkout.

“Con la nostra categoria pre-owned, eliminiamo gli ostacoli spesso associati allo shopping second-hand. I clienti possono acquistare un cappotto invernale di seconda mano di fascia premium e un nuovo paio di scarpe da ginnastica in un unico carrello, con la certezza che ogni capo sia stato controllato manualmente per garantirne la massima qualità – afferma Alice Marshall, director della sezione pre-owned di Zalando – a loro volta, i consumatori possono vendere facilmente e comodamente i capi a Zalando. Espandendoci nell’abbigliamento e negli accessori second-hand per bambini, portiamo la comodità senza pari dell’acquisto e della vendita di moda pre-owned a tutta la famiglia”.

La nuova offerta kids nella categoria pre-owned è disponibile da oggi in Italia, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia.

Mattarella: Benedetto Croce intellettuale di primo piano nella cultura mondiale

Mattarella: Benedetto Croce intellettuale di primo piano nella cultura mondiale

Roma, 25 feb. (askanews) – “Benedetto Croce, intellettuale di primo piano del panorama culturale mondiale e figura politica italiana di grande rilievo, è stato un maestro, le cui ricerche hanno abbracciato molteplici discipline del sapere umanistico, dall’arte alla filosofia, dalla critica letteraria alla storiografia, tramandando un’inesauribile fonte di conoscenza”. Lo dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 160° anniversario della nascita di Benedetto Croce.

“Per Croce – continua Mattarella – la componente culturale era elemento imprescindibile per l’arricchimento della società e un bene da tutelare e diffondere per il progresso collettivo. La “religione della libertà”, evidenziata nella sua “Storia d’Europa nel secolo decimonono” ispirò tutta la sua azione. Senatore del Regno d’Italia, fu Ministro della Pubblica Istruzione, promuovendo provvedimenti volti a garantire la qualità del sistema scolastico e a salvaguardia del patrimonio artistico e paesaggistico del Paese. Nel 1925 – sottolinea il presidente – fu autore del Manifesto degli scrittori, professionisti e pubblicisti che si opposero al Manifesto degli intellettuali del fascismo: Croce condusse una tenace azione di contrasto all’ideologia fascista, opponendosi, anche al Senato, alle leggi liberticide del regime. Protagonista nel processo di transizione istituzionale – conclude Mattarella – fu Ministro senza portafoglio nei Governi Badoglio e Bonomi, per essere, successivamente, eletto all’Assemblea Costituente della Repubblica, apportando un prezioso contributo al processo di rinascita di un’Italia attraversata dai drammi del conflitto bellico mondiale, e partecipando alla costruzione di un ordinamento democratico avanzato, basato sul rispetto delle libertà fondamentali. Nel 160° anniversario della sua nascita, la Repubblica rende omaggio alla sua figura”.

Beni confiscati, confronto sugli amministratori giudiziari

Beni confiscati, confronto sugli amministratori giudiziari

Roma, 25 feb. (askanews) – Il 27 febbraio 2026, a Roma, si terrà il Congresso Nazionale promosso da Sinageco, appuntamento dedicato al sistema delle misure di prevenzione patrimoniale e alla gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

L’evento, ospitato al Centro congressi Roma eventi – Fontana di Trevi, riunirà amministratori giudiziari, magistrati, rappresentanti istituzionali e professionisti del settore per un confronto diretto sull’evoluzione normativa e sulle criticità operative del sistema.

Al centro del dibattito, il ruolo dell’amministratore giudiziario come snodo tecnico tra giurisdizione ed economia reale. La gestione dei patrimoni sequestrati non riguarda soltanto la conservazione dei beni, ma implica responsabilità gestionali, continuità aziendale, tutela dei livelli occupazionali e restituzione effettiva delle risorse alla collettività.

E’ prevista la partecipazione di rappresentanti del ministero della giustizia, dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e del Consiglio superiore della magistratura, a conferma della rilevanza istituzionale dell’iniziativa.

L’obiettivo è aprire un confronto concreto su strumenti, responsabilità e prospettive di riforma, in un momento in cui l’efficacia delle misure di prevenzione patrimoniale rappresenta un elemento centrale nella tutela della legalità economica.

Shenzhen locomotiva della Cina: superate Shanghai e Pechino

Shenzhen locomotiva della Cina: superate Shanghai e Pechino

Roma, 25 feb. (askanews) – Shenzhen è la locomotiva tecnologica e manifatturiera della Cina, superando Shanghai e Pechino per produzione industriale ed export e rafforzando il proprio primato nell’intelligenza artificiale e nell’ecosistema delle start-up. E’ quanto emerge dal rapporto di lavoro annuale presentato dal sindaco Qin Weizhong al congresso del popolo della metropoli meridionale, di cui dà notizia oggi il South China Morning Post.

L’economia della città è passata da 2.830 miliardi di yuan nel 2020 a 3.870 miliardi nel 2025 (circa 560 miliardi di dollari), con una crescita del 5,5 per cento lo scorso anno, superiore al 5,4 per cento registrato sia da Pechino sia da Shanghai. Nel 2025 Shenzhen ha inoltre superato le due capitali economiche del paese anche per valore della produzione industriale e per volume di import-export.

Il rapporto sottolinea come la città ospiti il più grande cluster nazionale di imprese tecnologiche specializzate – 1.333 cosiddette “piccole giganti” – e una delle più alte intensità di ricerca e sviluppo della Cina continentale, oltre a centri di supercalcolo tra i più avanzati al mondo. Shenzhen è sede di grandi gruppi come Tencent, Huawei, Zte, Dji e Byd, che ne alimentano il ruolo di avanguardia nelle strategie tecnologiche di Pechino.

La metropoli si prepara inoltre a ospitare a novembre il vertice dell’Apec, occasione che le autorità cinesi intendono utilizzare per promuovere il modello economico locale e difendere la globalizzazione in un contesto di crescente competizione tecnologica e geopolitica.

Non mancano tuttavia le sfide: dazi e restrizioni tecnologiche statunitensi, in particolare contro aziende come Huawei, la scarsità di terreni, la debolezza dei consumi interni e la crisi immobiliare. Per sostenere la crescita, Shenzhen punta su un modello trainato dall’innovazione, con forte enfasi sull’intelligenza artificiale.

Tra i progetti principali figurano la costruzione a Hetao di un campus dell’Accademia nazionale per l’intelligenza artificiale, lo sviluppo di un ecosistema Ai “pienamente autonomo e controllabile” su tutta la filiera hardware-software e l’espansione delle infrastrutture di supercalcolo. La città ospita già una base nazionale di test per applicazioni Ai mobili e 49 modelli linguistici di grandi dimensioni approvati dalle autorità centrali.

Per il 2026 Shenzhen punta a una crescita del Pil del 5 per cento e a un aumento del 6 per cento delle vendite al dettaglio, in linea con la strategia tecnologica della provincia del Guangdong, che mira a integrare l’Ai in tutti i settori produttivi per ottenere incrementi “moltiplicativi ed esponenziali” di efficienza e produzione.