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Tag: Sanremo 2023

Atp Finals, Nargiso: Djokovic favorito, ma Sinner può batterlo

Atp Finals, Nargiso: Djokovic favorito, ma Sinner può batterloTorino, 19 nov. (askanews) – “Djokovic è il favorito in questa finale, ma si è visto che Sinner può batterlo. Nole parte sicuramente più favorito, ma solo per una inezia”. Così ad askanews l’ex tennista italiano Diego Nargiso, a pochi minuti dalla finale delle Nitto Atp Finals di Torino tra Jannik Sinner e il numero uno al mondo, Novak Djokovic.

“E’ un match molto complicato per il semplice motivo che nessuno nella storia ha battuto due volte Djokovic in un torneo e non mai successo alle Nitto Atp Finals. È ovvio – ha sottolineato – che ci sono tutte le incognite di una finale, e in più c’è il fatto che Djokovic studia tantissimo l’avversario, avrà già preso le contromisure e saprà cosa aspettarsi rispetto alla precedente partita. È un match difficile, parte Djokovic più avvantaggiato sicuramente”.

Gaza, gli operatori Onu visitano l’ospedale Al Shifa: è una “zona di morte”

Gaza, gli operatori Onu visitano l’ospedale Al Shifa: è una “zona di morte”Roma, 19 nov. (askanews) – Quattro giorni dopo l’operazione militare israeliana al più grande complesso ospedaliero della Striscia di Gaza, gli operatori delle Nazioni Unite hanno avuto accesso ieri all’ospedale al Shifa, rimanendo all’interno della struttura per circa un’ora. Il team Onu, guidato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), ha descritto l’ospedale come una “zona di morte” e la situazione “disperata”.

In un comunicato diffuso dall’Oms, si afferma: “Erano evidenti i segni dei bombardamenti e degli spari. La squadra ha visto una fossa comune all’ingresso dell’ospedale e ha appreso che vi sono state sepolte più di 80 persone. La mancanza di acqua pulita, carburante, medicine, cibo e altri aiuti essenziali nelle ultime sei settimane ha fatto sì che l’ospedale Al-Shifa, un tempo il più grande, il più avanzato, e il meglio attrazzato ospedale di riferimento di Gaza, smettesse sostanzialmente di funzionare come struttura medica”. “I pazienti e il personale sanitario con cui hanno parlato erano terrorizzati per la loro sicurezza e la loro salute e hanno chiesto l’evacuazione”, ha aggiunto l’Oms, precisando che nella struttura sono rimasti 25 operatori sanitari e 291 pazienti, mentre “diversi pazienti sono deceduti negli ultimi due o tre giorni per l’assenza di servizi medici”.

L’Oms ha fatto quindi sapere di essere impegnata con i partner a definire “con urgenza piani per l’evacuazione immediata dei pazienti, del personale e delle loro famiglie” e che “nelle prossime 24-72 ore verranno organizzate ulteriori missioni per trasportare urgentemente i pazienti da Al-Shifa al Nasser Medical Complex e allo European Gaza Hospital, nel sud di Gaza”. “Tuttavia – ha ricordato l’Oms – questi ospedali stanno già lavorando oltre le loro capacità e i nuovi ricoveri dall’ospedale Al-Shifa metteranno ulteriormente a dura prova il personale sanitario e le risorse”.

Giulia Cecchettin, Valditara: martedì minuto di silenzio in scuole

Giulia Cecchettin, Valditara: martedì minuto di silenzio in scuoleMilano, 19 nov. (askanews) – “Domani invierò a tutte le scuole italiane un invito a rispettare uin minuto di silenzio nella giornata di martedì in onore di Giulia e di tutte le donne abuisate e vittime di violenze”. Lo scrive sui social il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, annunciando che mercoledì sarà presentato in conferenza stampa il piano “Educare alle relazioni”, che è “frutto di un lavoro accurato del Ministero all’insegna di un confronto ampio e di un pluralismo di apporti”.

Giulia Cecchettin, la sorella a Salvini: dubita della colpevolezza di Turetta perché bianco? (E il ministro replica)

Giulia Cecchettin, la sorella a Salvini: dubita della colpevolezza di Turetta perché bianco? (E il ministro replica)Milano, 19 nov. (askanews) – “Ministro dei trasporti che dubita della colpevolezza di Turetta. Perché bianco, perché di ‘buona famiglia’. Anche questa è violenza, violenza di stato”. Lo scrive Elena Cecchettin, sorella di Giulia, in una storia su Instagram.

“Bene. Se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita”, aveva scritto questa mattina Matteo Salvini suoi propri canali social. La storia su Instagram prosegue in riferimento a Salvini, “Ministro il cui partito (insieme a FdI, che però ha scelto l’astensione) a maggio ha votato contro alla ratifica della convenzione di Istanbul”, citando un post della scrittrice Carlotta Vagnoli. E aggiunge: “Così, nel caso voleste altri motivi per comprendere quanto il femminicidio sia un omicidio di Stato”.

La Convenzione di Istanbul obbliga gli Stati aderenti ad adottare delle leggi per la lotta contro la violenza sulle donne, le molestie sessuali, le mutilazioni genitali, i matrimoni forzati, oltre a creare dei rifugi per le vittime delle violenze. L’Ue ha aderito dopo la convalida da parte del Consiglio dell’ue e il via libera dell’Europarlamento, a maggio scorso. Ma Fdi e Lega si sono astenuti all’Europarlamento nella votazione che ha approvato la ratifica della Convenzione di Istanbul. Due esponenti della Lega hanno votato contro. Le motivazioni furono allora legate a denunciati rischi di “strumentalizzazioni” in favore della cosiddetta “ideologia gender”. A stretto giro la replica del leader della Lega. Matteo Salvini respinge le accuse di un maggiore garantismo nei confronti di Filippo Turetta, l’ex fidanzato di Giulia Cecchettin, in quanto italiano, bianco e di buona famiglia, rivoltegli dalla sorella di Giulia dopo il post del segretario leghista che chiedeva il carcere a vita per il ragazzo “se colpevole”.

In un post su Instagram, il vice premier scrive: “Per gli assassini carcere a vita, con lavoro obbligatorio. Per stupratori e pedofili, di qualunque nazionalità, colore della pelle e stato sociale, castrazione chimica e galera. Questo propone la Lega da sempre, speriamo ci sostengano e ci seguano finalmente anche altri. Ovviamente, come prevede la Costituzione, dopo una condanna stabilita in tribunale augurandoci tempi rapidi e nessun buonismo, anche se la colpevolezza di Filippo pare evidente a me e a tutti”.

Vino, Strada del Sagrantino: contest fotografico su foliage vitigni

Vino, Strada del Sagrantino: contest fotografico su foliage vitigniMilano, 19 nov. (askanews) – “Colori d’autunno, il foliage della vite del Sagrantino” è il titolo del contest fotografico in programma fino al 7 dicembre nel territorio di Montefalco (Perugia). Giunto alla sua 12esima edizione, questa iniziativa è firmata da La Strada del Sagrantino, associazione di cui è socio il Consorzio Tutela Vini Montefalco.

I caratteristici colori che i vigneti del Sagrantino assumono in autunno sono il tema del contest, aperto a tutti sul territorio dei cinque Comuni che fanno parte della zona di produzione dei vini della Denominazione Doc e Docg: Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo e Montefalco. La Strada del Sagrantino promuove anche “Sagrantino Trek in autunno” passeggiate tra vigneti e uliveti lungo appositi percorsi assieme alla guida escursionistica e ambientale Aigae, Cristiano Ceppi.

Salario minimo, Bonomi: problema c’è in finte coop, servizi e commercio

Salario minimo, Bonomi: problema c’è in finte coop, servizi e commercioMilano, 19 nov. (askanews) – In Italia c’è un problema di salario minimo ma “non è un tema di Confindustria, nel senso che se stiamo a guardare la discussione che c’è oggi, ossia la soglia dei famosi 9 euro lordi, i contratti di Confindustria sono tutti superiori a questo livello, quindi non è un tema che ci riguarda”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ‘In Mezz’ora’ su Rai Tre.

“C’è un problema di salari minimi? Sì, ma sappiamo dove? E’ questo il problema – ha proseguito -. Bisogna avere la volontà politica di vedere dov’è il problema, e per sapere questo basta incrociare due banche date, ma non lo si fa perchè non si vuole dire quali sono questi lavori”. Sono, ha detto Bonomi, “le finte cooperative, i servizi e il commercio, lo sappiamo quali sono i settori dove abbiamo basse paghe”. “Bisogna partire dall’analisi del fenomeno e intervenire su chi paga poco, perchè – ha proseguito – nell’immaginario collettivo è sempre l’industria, quando si parla di imprese il problema è delle imprese di Confindustria, non è così. I nostri contratti collettivi nazionali di lavoro sono superiori ai 9 euro lordi, il contratto dei metalmeccanici, le famose tute blu, è 11 euro l’ora”.

Tennis, Binaghi: Atp Finals in Italia non finiscono nel 2025

Tennis, Binaghi: Atp Finals in Italia non finiscono nel 2025Roma, 19 nov. (askanews) – “Le Atp Finals in Italia non finiscono nel 2025. Io vinco, questa partita la vinco. Quando dico io intendo il Consiglio federale. Non so dove, non so per quanto, ma le Atp Finals in Italia non finiscono nel 2025”: lo ha detto il presidnete della Fitp, Angelo Binaghi, rispondendo in conferenza stampa a Torino, se l’avventura a Torino delle Atp Finals terminerà nel 2025.

“Questo è il momento della responsabilità – ha aggiunto Binaghi -. Credo che ci siano tutte le condizioni perché questo sia il tempo perché noi ci muoviamo, facciamo una proposta la migliore possibile. Adesso il prodotto vale di più e quindi dobbiamo riuscire a migliorare. Io parto da qua, da Torino, e vinco”. “Dobbiamo presentare la migliore offerta economica, contro di noi ci sono gli arabi e le capitali di importanti nazioni”, ha concluso Binaghi.

Atp Finals, Binaghi: oltre 300 milioni di euro di impatto economico

Atp Finals, Binaghi: oltre 300 milioni di euro di impatto economicoTorino, 19 nov. (askanews) – “La più grande manifestazione sportiva indoor nella storia dello sport italiano”. Dati alla mano, “le 15 sessioni continue delle Atp Finals sono andate sold out. Abbiamo avuto 174mila biglietti venduti, 124mila spettatori unici, più del 40% stranieri, per il restante 60% i 2/3 sono arrivati dal resto di Italia, 1/3 dal Piemonte. Una permanenza media di 3 giorni, e oltre 300milioni di euro di impatto economico”. Sono i numeri snocciolati dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, nella conferenza stampa a conclusione delle Nitto Atp Finals a Torino.

Ad Asti convegno su crisi clima e sostenibilità economica nel vino

Ad Asti convegno su crisi clima e sostenibilità economica nel vinoMilano, 19 nov. (askanews) – Il 30 novembre alle ore 9.30, alla Banca di Asti in piazza Libertà ad Asti si terrà il convegno dal titolo “Cambiamento climatico e sostenibilità economica nel settore vitivinicolo”. L’iniziativa è promossa dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, e dalla Banca di Asti, “impegnati nel trovare una risposta concreta a partire dai dati che la ricerca scientifica e la sperimentazione in ambito agricolo mettono a disposizione”. Una giornata per ragionare sul futuro della viticoltura e sulle problematiche attuali e future, ma soprattutto sulle possibili soluzioni che possono essere trovate attraverso la sinergia tra enti, aziende e istituzioni.

“La volontà del Consorzio è quella di creare un dialogo tra viticoltori ed enti creditizi affinché possano nascere nuovi interessi e investimenti rivolti alla viticoltura” ha spiegato il presidente, Vitaliano Maccario, aggiungendo che “in quanto rappresentanti di piccole e grandi realtà del mondo vitivinicolo del nostro territorio lavoriamo affinché si sviluppino nuove forme di collaborazione e cooperazione che possano aiutare nella crescita e nell’innovazione le realtà che tuteliamo”. Il convegno, moderato da Luca Ferrua, sarà aperto da un ospite d’eccezione, Luca Mercalli, divulgatore e climatologo di grande fama, che affronterà il tema legato ai rischi connessi al cambiamento climatico e alle possibili soluzioni che ci saranno in futuro. A seguire interverrà il Luigi Bavaresco, professore di Viticoltura all’Università Cattolica di Piacenza che tratterà dell’adattamento della viticoltura al cambio climatico con un approfondimento sui vitigni resistenti studiati tramite le Tecniche di evoluzione assistita (Tea). A prendere la parola sarà poi Mario Fregoni, docente di Viticoltura e presidente onorario e membro del Consiglio Scientifico dell’Oiv, che parlerà della sperimentazione in corso sulla Vitis Vinifera franca di piede in rapporto alla resistenza agli stress idrici e termici. Chiuderanno il convegno Cristina Mobiglia e Francesco Degiovanni parlando del ruolo che gli enti bancari, in questo caso la Banca di Asti, possono avere in merito al finanziamento della ricerca e al sostegno della transizione ambientale.

Brescia, al Macof le foto sulla pena di morte di Luisa Menazzi Moretti

Brescia, al Macof le foto sulla pena di morte di Luisa Menazzi MorettiRoma, 19 nov. (askanews) – Immagini che danno parola alle emozioni. Dopo il successo della mostra alla Biennale di Fotografia di Berlino (EMOP Berlin 2016), il premio dell’International Photography Awards di New York del 2016 e l’esposizione a Santa Maria della Scala a Siena, arriva anche a Brescia, a conclusione del programma “Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023”, il progetto fotografico sulla pena di morte di Luisa Menazzi Moretti intitolato Ten Years and Eighty-Seven Days/Dieci anni e ottantasette giorni.

Una mostra composta da diciassette immagini il cui titolo fa riferimento al tempo medio che un condannato attende nel braccio della morte dalla condanna all’esecuzione. Si tratta di opere che trasformano in immagini le frasi, le dichiarazioni e i testi delle lettere scritte dai detenuti del carcere di Livingston, vicino ad Huntsville, in Texas, in attesa dell’esecuzione. Fotografie singole, dittici o trittici di grande formato con accanto i testi delle lettere conservate nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Le fotografie di Luisa Menazzi Moretti non raccontano le parole, ma danno forma e immagine ai pensieri degli uomini e delle donne che le hanno scritte e pronunciate: una sorta di antologia visiva sui travagli interiori dei condannati a morte. La mostra sarà aperta al pubblico dal 25 novembre al 24 dicembre al Macof – Centro della fotografia italiana di Brescia ed è inserita all’interno delle iniziative di Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023.

Nessun intento di reportage, né documentaristico. L’opera di Luisa Menazzi Moretti immortala la solitudine, i silenzi, crea uno stato d’animo e innesca una comunicazione non verbale. Non parla di morte, ma narra la vita sospesa dentro quel luogo e in quello Stato americano (dove l’artista ha vissuto per molti anni) in cui, dal 1982 al marzo di quest’anno, sono stati giustiziati 583 detenuti. La morte non è esibita, né ci sono innocenti o colpevoli. Ci sono solo immagini elaborate: scatti di oggetti, simboli, pensieri di uomini e donne le cui parole cercano libertà, chiedono perdono, riflettono sulla condizione cui sono costretti, maledicono o invocano il cielo, il tempo, le ore e o minuti dell’attesa.