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Tag: Sanremo 2023

Malattie rare, LIRH: “Diamo voce e luce alla Malattia di Huntington”

Malattie rare, LIRH: “Diamo voce e luce alla Malattia di Huntington”

Roma, 26 feb. (askanews) – In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2026, LIRH Puglia (Lega Italiana Ricerca Huntington – Puglia), affiliata alla Fondazione LIRH e a UNIAMO Rare Disease Italy, promuove la campagna “Diamo Voce e Luce alla Malattia di Huntington”, con l’obiettivo di rompere il silenzio e accendere i riflettori su una patologia rara, genetica, ereditaria e neurodegenerativa ancora poco conosciuta.

La malattia di Huntington compromette progressivamente le capacità motorie, cognitive e comportamentali della persona, incidendo profondamente sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Nonostante il suo forte impatto, resta spesso invisibile, nascosta dietro lo stigma e il senso di frustrazione di non poter far nulla per fronteggiare una malattia così debilitante.

In realtà, informazione sul territorio, presa in carico multidisciplinare e sostegno psicologico possono fare una grande differenza nel percorso di chi convive con questa condizione, così con la maggior parte delle circa 8.000 malattie rare conosciute.

In Italia si stimano circa 6.500 persone affette dalla malattia, a cui si aggiungono oltre 35.000 individui a rischio di ereditarla. In Puglia si contano oltre 3.000 famiglie potenzialmente coinvolte. Numeri che raccontano una realtà significativa, spesso silenziosa, che necessita di maggiore attenzione pubblica e istituzionale.

Per questo, nel giorno dedicato alle malattie rare, LIRH Puglia promuove un momento di incontro e confronto aperto alla cittadinanza. L’appuntamento è per domani alle ore 17.00 presso il Palazzo della Cultura di Noicattaro (BA). L’incontro, patrocinato dal Comune di Noicattaro e dall’Ordine degli Assistenti Sociali – Regione Puglia, sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco, Raimondo Innamorato e del presidente LIRH Puglia, Stefano Ronga.

Si alterneranno testimonianze di pazienti e caregiver, tra cui Antonella Bianco e Francesco Rossiello, autore del libro “L’Alba di cui sono grato”e interventi di approfondimento scientifico e clinico affidati alla dott.ssa Sabrina Maffi, psicologa presso la Fondazione LIRH di Roma e ricercatrice presso l’Unità Huntington e Malattie Rare dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.

Ampio spazio sarà dedicato anche al confronto con le istituzioni territoriali, per riflettere sul ruolo che enti locali e servizi possono svolgere nel rispondere in modo concreto ai bisogni delle famiglie. Interverranno: Antonio Giampietro, Garante dei diritti delle persone con disabilità – Regione Puglia; Domenico Chiarelli, Dirigente U.O.S.V.D. Riabilitazione Sovradistrettuale Area Sud; Massimiliano Fiorentino, Presidente Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia; Daniela De Orsi, Direttrice Centro Salute Mentale – Mola di Bari. L’incontro sarà moderato dalla Vicepresidente della LIRH Puglia, Loredana Giotta.

Accanto all’incontro pubblico, la campagna prevede anche un’iniziativa di forte impatto simbolico. Nei giorni 27 e 28 febbraio diversi Comuni pugliesi illumineranno di magenta, colore distintivo della nostra organizzazione e della malattia di Huntington che rappresentiamo, alcuni dei loro monumenti più rappresentativi. Hanno aderito all’iniziativa il Comune di Bari, che illuminerà la fontana monumentale di Piazza Moro, il Comune di Lecce con il Palazzo del Seggio, il Comune di Foggia con la fontana del Sele in Piazza Cavour, il Comune di Brindisicon la facciata del Teatro Verdi; Comune di Ostuni con la Colonna di San Oronzo in piazza della Libertà, il Comune di Gravina in Puglia, il Comune di Cellamare e il Comune di Bitonto daranno luce alla facciata del loro Palazzo di Città.

Un gesto simbolico ma significativo, per accendere una luce su una realtà che non deve più restare nell’ombra. Perché fare rete, condividere conoscenza e costruire alleanze tra famiglie, professionisti e istituzioni rappresenta il primo passo per affrontare insieme anche le sfide più complesse.

In E-R deroga per pesca specie eurialine in acque interne

In E-R deroga per pesca specie eurialine in acque interne

Roma, 26 feb. (askanews) – Anguille, cefali, spigole, orate, granchi e gamberi. Sono alcuni esemplari appartenenti alle cosiddette specie eurialine, che potranno continuare ad essere oggetto della pesca professionale in alcune delle acque interne dell’Emilia-Romagna, prima fra tutte quelle del Po, dal Ponte di Mesola, nel Ferrarese, fino al confine regionale piacentino. La Regione ha scelto infatti di derogare, come previsto peraltro dalla norma stessa, alla legge 154 del 2016, che sancisce il divieto di esercizio della pesca professionale nelle acque interne, consentendo tuttavia, laddove è già esercitata in forma cooperativa o tradizionale, la pesca delle specie eurialine, nei limiti e con le modalità previste dalle disposizioni dell’Unione europea e regionali. Si tratta di organismi acquatici (pesci, crostacei) in grado di adattarsi a variazioni significative della salinità, vivendo sia in ambienti marini che in acque salmastre o dolci, come lagune e foci.

“Abbiamo deciso di intervenire in deroga, come consentito dalla normativa nazionale, per sostenere un comparto importante – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Alessio Mammi – che coinvolge nella nostra regione tante imprese, lavoratrici e lavoratori. È una risposta concreta ai nostri pescatori, professionisti che, grazie alla loro attività, mantengono viva una tradizione millenaria garantendo allo stesso tempo un monitoraggio costante della salute delle nostre acque. Il Po e i suoi tratti terminali rappresentano un ecosistema unico, dove il confine tra acqua dolce e salmastra crea una biodiversità straordinaria. Permettere il prelievo regolamentato di specie come l’anguilla, il cefalo o la passera significa sostenere una filiera che porta sulle tavole dei consumatori un prodotto a chilometro zero, tracciato e di altissima qualità”.

La deroga verrà applicata lungo l’asta principale del fiume Po, nel tratto dal ponte di Mesola, sulla Strada Statale 309 Romea, fino al confine regionale piacentino (è la zona classificata come “A” nella delibera di Giunta 185 del 2025). Sarà valida anche nei tratti appositamente individuati dal Programma ittico annuale come “zone classificate ‘B’ accessibili per la pesca professionale” del territorio ferrarese, nonché nelle lanche adiacenti al Po del territorio reggiano e parmense, nel tratto compreso tra la località Gramignazzo di Sissa e la foce del torrente Crostolo, e nei tratti di foce dei fiumi Taro e Parma per gli ultimi 600 metri dalla confluenza con il Po. Le acque salse o salmastre o lagunari (zone sempre classificate “A” nella delibera di Giunta 185 del 2025) non rientrano nel provvedimento di deroga in quanto per questa aree non trova applicazione il divieto di esercizio della pesca professionale disposto dalla norma nazionale.

La Regione ha previsto, inoltre in base alla deroga, che per le specie autoctone e parautoctone vengano comunque applicate le disposizioni relative alle dimensioni minime prelevabili, ai periodi di divieto e ai limiti di detenzione previsti dal regolamento regionale in materia e, per quanto riguarda l’anguilla, dalla normativa nazionale. Tutte queste disposizioni, già entrate in vigore, saranno efficaci per tutta la durata dell’attuale Programma ittico e troveranno applicazione anche nel prossimo Programma ittico regionale, per l’annualità 2026-2027.

Nestlé in Italia: premio fino a 2.900 euro ai propri dipendenti

Nestlé in Italia: premio fino a 2.900 euro ai propri dipendenti

Milano, 26 feb. (askanews) – Il gruppo Nestlé in Italia corrisponderà un premio fino a 2.900 euro ai suoi collaboratori e collaboratrici che lavorano in tutte le sue sedi e fabbriche nel Paese. Lo riporta in una nota la multinazionale svizzera che ha deciso di riconoscere per i risultati raggiunti nel 2025. In 5 anni i dipendenti hanno ricevuto premi fino a 13.925 euro.

Il premio di produzione “è il risultato di un importante accordo con le organizzazioni sindacali e rappresenta – spiega l’azienda – un aiuto concreto a favore delle persone del gruppo Nestlé in Italia”.

“Siamo contenti di poter confermare anche quest’anno un importante premio di produzione. Supporto economico, servizi e soluzioni di welfare permettono di contribuire concretamente al benessere delle persone sul luogo di lavoro e nella loro vita privata, una priorità assoluta per il gruppo Nestlé in Italia” – ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del gruppo Nestlé in Italia.

Oltre a questo contributo monetario, l’azienda prevede anche la possibilità di usufruire di diverse tipologie di servizi e di soluzioni di welfare. Tra queste, il Fab working, il modello di smart working flessibile e bilanciato sviluppato da Nestlé, e il “Nestlé baby leave”, il congedo di paternità o per il secondo caregiver della durata di 3 mesi.

Malattie rare, Federsanità: se sistema risponde a fragili è virtuoso

Malattie rare, Federsanità: se sistema risponde a fragili è virtuoso

Milano, 26 feb. (askanews) – “Le malattie rare rappresentano, sul versante sanitario, ciò che le aree interne sono per il sistema sociosanitario: ambiti che riguardano numeri apparentemente piccoli ma caratterizzati da una complessità tale che, se il sistema è in grado di dare risposte efficaci, significa che è diventato davvero virtuoso”. Così il presidente di Federsanità Fabrizio d’Alba intervenendo a Roma al convegno conclusivo della campagna “Uniamole Forze”, promossa da Uniamo – Federazione italiana Malattie rare.

Nel suo intervento, il presidente ha sottolineato come solo negli ultimi dieci anni si sia sviluppata una piena consapevolezza istituzionale della dimensione del fenomeno delle malattie rare: “Questo ci dice molto, ma ci dice anche che in dieci anni si è fatto tanto. È la testimonianza di un percorso che passa attraverso una coscienza comune dei temi. In Italia le malattie rare coinvolgono complessivamente circa due milioni di persone. Una platea ampia, che richiede un approccio multifattoriale: dall’intercettazione precoce dei bisogni alla diagnosi, fino alla definizione di un modello strutturato di continuità assistenziale”.

“Le malattie rare – ha evidenziato d’Alba – pongono una sfida che può diventare un laboratorio di innovazione per tutto il Servizio sanitario nazionale. Se riusciamo a trovare soluzioni efficaci in questi ambiti ad alta complessità, possiamo estenderle anche ad altre aree del sistema”.

Due, in particolare, le criticità evidenziate. La prima riguarda la debolezza strutturale delle reti pediatriche. “Le malattie rare vanno intercettate in età pediatrica – ha detto – quindi la domanda che dobbiamo porci è se la rete delle strutture pediatriche sia oggi adeguata a svolgere pienamente questa funzione”. La seconda riguarda la transizione dall’età pediatrica all’età adulta, un passaggio ancora non sufficientemente strutturato. “Dobbiamo governare in modo efficace la transizione. Non è un processo scontato”.

Un altro elemento centrale è il valore delle reti. Il Presidente ha riconosciuto il ruolo svolto dal mondo associativo nel “tenere unite le reti”, rafforzando collaborazione e condivisione di obiettivi in un ambito che richiede integrazione costante tra sanità e sociale. Infine, un richiamo alla necessità di mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale: “È fondamentale che esistano momenti – giorni, mesi, campagne – in cui si lavora con continuità su una tematica. In questa fase del sistema sanitario e sociosanitario c’è bisogno che su alcune questioni l’attenzione resti alta. Se concentriamo il focus del Servizio sanitario nazionale solo su pronto soccorso sovraccarichi o le liste d’attesa, rischiamo di offrire una visione parziale non solo del sistema, ma anche del quadro complessivo dei bisogni. Le malattie rare – ha concluso – rappresentano quindi una cartina di tornasole della capacità del sistema di essere equo, inclusivo e realmente orientato alle persone più fragili”.

Sanremo, qualche anticipazione di Carlo Conti sulla terza serata

Sanremo, qualche anticipazione di Carlo Conti sulla terza serata

Sanremo, 26 feb. (askanews) – Questa sera, per la terza serata, “parliamo di pace con Laura Pausini con uno straordinario momento di spettacolo con Heal the World, brano di Michael Jackson” insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano. Lo hanno annunciato in conferenza stampa anticipando la scaletta della terza serata del Festival di Sanremo.

Questa sera verrà assegnato il primo titolo dell’edizione 2026, ovvero il vincitore delle Nuove Proposte. Sarà assegnato anche il Premio Mia Martini e il Premio Sala Stampa assegnato dalla sala Lucio Dalla. Ci saranno anche l’attore Fabio De Luigi e Virginia Raffaele. Momento clou l’interpretazione di Eros Ramazzotti e Alicia Keys, che si esibiranno per la prima volta con il brano “Aurora” in italiano.

Ismea e Masaf al Sol Expo per promuovere l’olio Evo italiano

Ismea e Masaf al Sol Expo per promuovere l’olio Evo italiano

Roma, 26 feb. (askanews) – Ismea sarà presente al SOL Expo 2026 di Verona con uno spazio istituzionale dedicato e un calendario di attività di informazione e divulgazione organizzato nell’ambito del Programma di promozione e valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva (EVO) italiano, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

L’Area espositiva Masaf-Ismea, dedicata al tema “L’olio extravergine d’oliva protagonista della Cucina italiana Patrimonio UNESCO”, si propone come punto di riferimento per operatori del settore, esperti e studenti. Da primo al 3 marzo si alterneranno masterclass rivolte agli Istituti alberghieri e agrari, condotte da docenti ONAOO e CREA, e momenti di approfondimento sui dati economici della filiera. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre attivo un desk informativo con personale specializzato, a disposizione per illustrare servizi, strumenti finanziari e opportunità che Ismea mette in campo a sostegno delle imprese olivicolo-olearie.

Un calendario ricco e qualificato che conferma l’impegno istituzionale nella valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva, rafforzando il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo della formazione e contribuendo alla crescita delle competenze dei futuri professionisti del mondo dell’Horeca.

Allianz: ricavi gruppo 2025 a 187mld, in Italia premi per 15,5 mld

Allianz: ricavi gruppo 2025 a 187mld, in Italia premi per 15,5 mld

Milano, 26 feb. (askanews) – Il gruppo assicurativo Allianz ha chiuso il 2025 con volume d’affari globale a 186,9 miliardi di euro, +8,1% in un anno, e un utile netto core degli azionisti che è cresciuto del 10,9% a 11,1 miliardi di euro. Il Solvency Ratio è aumentato di 10 punti percentuali al 218%, sostenuto da un’eccellente generazione di capitale.

Per l’esercizio 2026, Allianz prevede un Utile Operativo di 17,4 miliardi di euro, più o meno un miliardo di euro.

In Italia i Premi complessivi sono aumentati a 15,5 miliardi di euro (contro 13,6 del 2024), con una crescita interna del 14,3%, cui ha contribuito la performance particolarmente rilevante del segmento Vita. L’Utile Operativo nel Paese si è attestato a 1,4 miliardi di euro, in linea con il 2024, confermandosi ad un livello eccellente, con un solido aumento del 5,6%2.

“Nel 2025 Allianz Italia ha saputo gestire con perizia i costi dei sinistri, assorbendo la quasi totalità della spinta inflattiva degli stessi”, ha detto Giacomo Campora, Amministratore Delegato di Allianz S.p.A.. “Per il 2026 la strategia mira alla crescita della base clienti, offrendo servizi e prodotti di eccellenza con la migliore rete di Agenti Professionisti e Consulenti Finanziari, sostenuti dalle più moderne tecnologie e da sistemi di intelligenza artificiale applicata”.

Misure antismog a Bergamo, Cremona, Lodi, Mantova, Milano e Monza

Misure antismog a Bergamo, Cremona, Lodi, Mantova, Milano e Monza

Milano, 26 feb. (askanews) – I dati registrati da Arpa Lombardia ieri, mercoledì 25 febbraio, hanno certificato il superamento per il secondo giorno consecutivo del valore limite riferito alla media giornaliera di PM10 nelle province di Bergamo, Cremona, Lodi, Mantova, Milano e Monza. Considerate le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni, a partire da domani, venerdì 27 febbraio 2026, saranno attive le misure temporanee antinquinamento di primo livello in queste province.

Come previsto dalla delibera della Giunta di Regione Lombardia n. 5613 del 12 gennaio 2026, in tutti i Comuni della provincia saranno in vigore il divieto di utilizzo degli impianti termici alimentati a biomassa legnosa fino a 3 stelle comprese, il divieto di spandimento dei liquami zootecnici (salvo iniezione e interramento immediato), la riduzione di 1° C delle temperature massime nelle abitazioni e il divieto di qualsiasi tipo di combustione all’aperto (ad esclusione dei falò e dei fuochi rituali che si svolgono in occasione di manifestazioni di rievocazione storica di cui all’art. 2, comma 2, della legge n. 152/2024 o di ricorrenze della tradizione popolare riconosciute come tali dai Comuni).

Sarà inoltre attivo, nei Comuni con più di 30.000 abitanti e in quelli che hanno aderito su base volontaria, il divieto di circolazione dei veicoli fino a euro 1 benzina e fino a euro 4 diesel compresi, anche se dotati di FAP (filtro antiparticolato) efficace o aderenti al servizio Move-In, che si aggiunge alle limitazioni permanenti della circolazione già vigenti. Nei giorni futuri continuerà il monitoraggio per verificare se vi siano le condizioni per la eventuale disattivazione delle misure.

Sul sito www.infoaria.regione.lombardia.it sono riportate tutte le informazioni relative alle misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria. Il sito prevede anche un servizio di notifiche per essere informati tempestivamente circa l’attivazione delle misure temporanee. L’alert può essere attivato previa registrazione.

Nobel fisica Andre Geim va a Hong Kong: emorragia talenti verso Cina

Nobel fisica Andre Geim va a Hong Kong: emorragia talenti verso Cina

Roma, 26 feb. (askanews) – Il fisico premio Nobel 2010 Andre Geim – nato cittadino sovietico e naturalizzato olandese – entrerà a far parte dell’Università di Hong Kong come professore ordinario a partire da aprile. Lo ha annunciato l’ateneo, che rafforza così la propria strategia di attrazione di scienziati di primo piano nella competizione globale per i talenti della ricerca. Lo ha annunciato oggi la stessa facoltà di Fisica dell’ateneo cinese.

Geim, 67 anni, noto in Cina come il “padre del grafene”, lascerà il Regno unito dopo oltre due decenni trascorsi all’Università di Manchester, dove nel 2004 guidò il gruppo che isolò per la prima volta il grafene – il materiale più sottile e resistente al mondo, formato da un singolo strato di atomi di carbonio – utilizzando nastro adesivo.

Lo scienziato ha spiegato di essere stato attratto dalla sinergia tra Oriente e Occidente e dalle infrastrutture scientifiche di Hong Kong. “L’approccio lungimirante dell’Università di Hong Kong alla ricerca interdisciplinare e l’impegno nel sostenere idee audaci creano le condizioni in cui la grande scienza può prosperare”, ha dichiarato in una nota diffusa dall’ateneo. “Sono entusiasta di collaborare con colleghi eccellenti e contribuire a scoperte di rilevanza globale”.

Sostenitore della cooperazione scientifica internazionale, Geim mantiene da anni stretti legami con la comunità di ricerca cinese ed è membro straniero dell’Accademia cinese delle scienze dal 2017. In un’intervista – ripresa dal South China Morning Post – ha ricordato che il suo primo dottorando a Manchester era cinese e lavorava proprio sulla riduzione dello spessore della grafite. La svolta arrivò quando il gruppo, che includeva anche Konstantin Novoselov, poi co-vincitore del Nobel per la fisica nel 2010, utilizzò nastro adesivo per ottenere sottilissime lamelle trasparenti di grafene, individuate al microscopio.

Nel corso della carriera Geim ha formato decine di studenti cinesi e collaborato con aziende e istituti di ricerca del Paese, da lui definito “leader sia nelle applicazioni industriali sia nella ricerca di base” sulle tecnologie del grafene.

Nato a Sochi nel 1958 da genitori di origine tedesca, entrambi fisici, Geim ha conseguito il dottorato presso l’Accademia russa delle scienze a Chernogolovka, vicino Mosca. Dopo periodi di ricerca post-dottorale nel Regno unito e in Danimarca, nel 1994 ottenne una cattedra associata all’Università Radboud di Nimega, nei Paesi bassi, per poi trasferirsi a Manchester nel 2001.

Tra i numerosi riconoscimenti accademici, Geim è l’unica persona ad aver ricevuto sia un premio Nobel sia un IgNobel: quest’ultimo nel 2000 per aver fatto levitare una rana viva mediante campi magnetici.

La Cina sta attuando una strategia aggressiva e strutturata per attrarre talenti scientifici e tecnologici internazionali, mirando a diventare la principale superpotenza scientifica entro il 2035. Questa politica, evolutasi dal precedente “Piano Mille Talenti”, si concentra ora su scienziati giovani, altamente qualificati, in particolare nei settori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e intelligenza artificiale.

Recentemente, Pechino ha ha lanciato un nuovo visto – il cosiddetto “tipo K” – destinato ai talenti stranieri nel settore delle scienze e della tecnologia, sullo sfondo della rivalità globale con gli Stati Uniti.

Questo permesso nasce poco dopo l’annuncio da parte dell’amministrazione Trump di una tassa di 100mila dollari per le autorizzazioni destinate a lavoratori stranieri, scienziati, ingegneri o programmatori informatici, che vanno a lavorare negli Stati Uniti.

A differenza di altri tipi di visti cinesi, il permesso K non richiede un invito preliminare da parte di un datore di lavoro o di un’entità nazionale, secondo i media statali. Anzi, offre maggiori facilitazioni ai titolari circa la durata del soggiorno, il periodo di validità o il numero di ingressi autorizzati, indicava l’agenzia ufficiale Xinhua ad agosto.

“Mentre alcuni Paesi si ripiegano su se stessi e marginalizzano i talenti internazionali, la Cina coglie con entusiasmo un’opportunità importante e introduce senza indugio questa politica che avrà un impatto significativo sullo sviluppo futuro del Paese”, ha spiegato in occasione del lancio il Quotidiano del Popolo sui social media.

Comunque, Pechino continua a lavorare anche per portare in Cina scienziati dalla reputazione consolidata, come Geim. Tra i casi più noti figura Zhong Lin Wang, fisico sino-americano considerato il padre dei nanogeneratori, per decenni professore al Georgia Institute of Technology negli Stati uniti e dal 2024 trasferito stabilmente a Pechino alla guida del Beijing Institute of Nanoenergy. Anche Yan Ning, biologa strutturale specializzata nelle proteine di membrana, è rientrata in Cina dopo una carriera alla Princeton University e oggi dirige lo Shenzhen Bay Laboratory ed è accademica dell’Accademia cinese delle scienze.

Tra gli studiosi rientrati o trasferitisi in Cina figura inoltre Song-Chun Zhu, pioniere dell’intelligenza artificiale e della computer vision formatosi negli Stati uniti come professore all’Università della California Los Angeles, oggi in posizioni di vertice presso l’istituto BigAI di Pechino, dove promuove modelli di sviluppo dell’IA alternativi a quelli occidentali. Il fisico francese Gérard Mourou, premio Nobel per la tecnica laser chirped pulse amplification, ha assunto incarichi e programmi di ricerca in istituzioni cinesi mantenendo affiliazioni internazionali multiple ed è spesso citato tra i casi di collaborazione strutturata di alto livello con la Cina. Anche il matematico giapponese Kenji Fukaya, tra i massimi esperti mondiali di geometria simplettica, ha accettato posizioni e collaborazioni accademiche in Cina accanto alle sue affiliazioni internazionali.

Infine, il chimico statunitense Charles M. Lieber, pioniere delle nanostrutture e già professore ad Harvard, dopo il procedimento giudiziario negli Stati uniti si è trasferito in Cina assumendo ruoli accademici e di ricerca in istituzioni scientifiche del Paese.

Nasce in Sicilia realtà aggregata agroalimentare e turismo

Nasce in Sicilia realtà aggregata agroalimentare e turismo

Roma, 26 feb. (askanews) – E’ stata ufficializzata la fusione per incorporazione del Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in rete e del Distretto del Sud-Est Sicilia “Etna – Val di Noto che darà vita alla più grande realtà aggregativa di imprese del settore agroalimentare in Sicilia. Insieme portano in ‘dote’ un patrimonio produttivo di 7650 imprese e 17mila e 500 addetti di imprenditori agricoli con un fatturato complessivo, diretto e indiretto, legato alle produzioni di qualità che si aggira su 1miliardo di euro.

Una galassia dell’agroalimentare dell’eccellenza siciliana, di cui fanno parte le principali filiere regionali e di agricoltura sociale che grazie a questa fusione “avranno a disposizione uno strumento strutturale capace di accompagnare le imprese nei processi di transizione ecologica, digitale e internazionalizzazione”, ha detto Angelo Barone, presidente del Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in rete, nonché della Rete C.I.B.O. in Sicilia (Cultura – Identità – Biodiversità – Organizzazione) che è il soggetto attuatore del contratto di distretto.

L’operazione rappresenta una scelta di sistema, finalizzata a rafforzare in modo strutturale il comparto agroalimentare regionale, superando frammentazioni territoriali e costruendo una piattaforma integrata capace di unire dimensione locale e visione internazionale. Ne fanno parte molti distretti produttivi siciliani (Agrumi di Sicilia, Ortofrutticolo di qualità di Sicilia, Frutta in guscio, Filiera lattiero casearia, Cerealicolo siciliano, Pesca e della crescita blu, l’Associazione Produttori Olivicoli); centri di ricerca quali Corfilcarni, Corfilac, dai Biodistretti Terre degli Elimi e Valle del Simeto; più rilevanti consorzi di tutela, tra cui Pomodoro di Pachino IGP, Cioccolato di Modica IGP, Ragusano DOP, Olio Monti Iblei DOP, Cerasuolo di Vittoria DOCG, vini Etna DOC e Monte Etna DOP.

Nel corso dell’Assemblea è stato rinnovato il Direttivo del Distretto del Cibo, presieduto da Angelo Barone e con Giovanna Licitra vice presidente, Capo Area Attività Promozionali della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia. A breve sarà rinnovato anche il Comitato di Gestione della rete C.I.B.O. in Sicilia. Grazie a questa fusione, il Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in Rete consolida il proprio ruolo di piattaforma regionale di coordinamento delle filiere agroalimentari e dei territori produttivi.