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Confagri Bologna: preoccupa stop impianto Coprob in Veneto

Confagri Bologna: preoccupa stop impianto Coprob in Veneto

Roma, 25 feb. (askanews) – La sospensione stagionale da parte di Coprob-Italia Zuccheri dell’impianto di Pontelongo, in provincia di Padova, “è un segnale preoccupante da non sottovalutare”. Lo sottolinea Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, dopo l’annuncio di Coprob-Italia Zuccheri in merito alla sospensione stagionale per il 2026 dell’impianto di trasformazione dello stabilimento di Pontelongo, in provincia di Padova, dove rimarrà l’attività di confezionamento, mentre il mantenimento dell’operatività produttiva resterà soltanto in quello di Minerbio.

La bieticoltura per l’area metropolitana di Bologna rappresenta una delle colture storiche e più importanti: a Minerbio c’è infatti la sede centrale con stabilimento produttivo di Coprob-Italia Zuccheri, l’ultimo produttore italiano rimasto, e nel 2025 “siamo stati la prima provincia italiana per la coltivazione di barbabietola da zucchero con oltre 5.500 ettari. Tuttavia, le difficoltà strutturali che il comparto bieticolo-saccarifero sta vivendo, rischiano di mettere in crisi l’intero sistema. Per questo, alla luce di difficoltà oggettive come gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, la riduzione degli strumenti efficaci per la difesa delle coltivazioni e le tensioni del mercato alla luce delle importazioni a basso costo dall’estero, è necessario cercare di correggere la rotta e superare questo periodo con il sostegno delle Istituzioni, e anche con una gestione responsabile e lungimirante della Cooperativa”.

“Non possiamo permetterci di perdere l’ultima filiera saccarifera nazionale: servono scelte rapide e coraggiose per restituire competitività e prospettiva agli agricoltori”, avverte Venturi ricordando che “quando un impianto si ferma, anche solo temporaneamente, l’intera filiera si indebolisce: programmazione, investimenti e fiducia dei soci agricoltori vengono messi alla prova. In un comparto già ridotto ai minimi termini a livello nazionale, non possiamo parlare di crisi locali, il discorso va esteso a livelli più alti”.

“Per questo chiediamo che Governo e Istituzioni a tutti i livelli si impegnino per la reintroduzione dei principi attivi necessari alla difesa di questa coltura, nel rispetto delle valutazioni tecnico-scientifiche, insieme ad un impegno condiviso per garantire stabilità pluriennale alla filiera”, conclude Venturi. “Il nostro auspicio è che questa fase venga affrontata con una gestione responsabile e lungimirante da parte della dirigenza di Coprob-Italia Zuccheri. Servono scelte trasparenti, ponderate e condivise. Solo in questo modo sarà possibile salvaguardare la filiera, rafforzandone la competitività e assicurando così un futuro sostenibile alla barbabietola nel nostro territorio”.

Dall’11 al 14 settembre torna Risò a Vercelli

Dall’11 al 14 settembre torna Risò a Vercelli

Roma, 25 feb. (askanews) – Torna dall’11 al 14 settembre a Vercelli la seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, un evento che trasforma la capitale europea del riso in una destinazione da scoprire tra gusto, paesaggio e cultura. Risò non è soltanto una manifestazione gastronomica, ma un viaggio dentro un territorio dove acqua e terra hanno costruito nei secoli uno dei paesaggi agricoli più affascinanti d’Europa.

L’evento si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione delle Terre del Riso, sempre più riconosciute come destinazione di turismo lento, enogastronomico e paesaggistico. Visitare questi luoghi significa infatti scoprire una destinazione sorprendente e autentica, ancora lontana dai circuiti più frequentati.

Vercelli sorprende con il suo patrimonio artistico e monumentale, rivelando un volto elegante, fatto di piazze porticate, chiese medievali, musei e scorci inattesi che testimoniano un passato importante. Le visite alle aziende agricole permettono di scoprire da vicino le fasi della coltivazione e della lavorazione del riso, mentre i piatti a tavola raccontano una cucina semplice e raffinata allo stesso tempo, fatta di ingredienti locali e ricette che parlano di stagioni e memoria.

Durante i giorni del festival il pubblico potrà vivere questo racconto attraverso degustazioni, incontri, talk ed esperienze gastronomiche dedicate al protagonista indiscusso, il riso. Dai risotti classici alle interpretazioni contemporanee, il cereale simbolo del Piemonte diventa protagonista indiscusso del Festival Internazionale del Riso, che dopo la sua prima edizione torna con l’obiettivo di raccontare un territorio attraverso il suo prodotto più rappresentativo.

Roma, 85 enne colpisce nuora in strada. Carabiniere: “Voleva ucciderla”

Roma, 85 enne colpisce nuora in strada. Carabiniere: “Voleva ucciderla”

Roma, 25 feb. (askanews) – “Questa mattina intorno alle 8 e mezza erano in quell’incrocio lì, l’85 enne ha parlato con la donna, le ha riferito proprio questa frase ‘perché stai facendo soffrire mio figlio?’. Lei se ne è andata e lui l’ha colpita da dietro. Aveva un’accetta come per tagliare la carne. La signora stava da sola, aveva appena lasciato i bambini a scuola. Il signore l’ha colpita almeno tre volte, poi è andato via. Mia mamma è intervenuta per aiutarla perché usciva tanto sangue”. Lo ha detto una testimone oculare di quanto accaduto stamattina a Roma a via di Bravetta dove un uomo di 85 anni ha aggredito la nuora di 41 anni, colpendola ripetutamente con un’ascia. La donna è stata intervistata dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante.

L’uomo è stato fermato dal maresciallo capo Lorenzo Librandi che in quel momento si trovava sul posto libero dal servizio. “Io – ha raccontato – stavo dopo il gazebo con mia moglie e un’altra amica. A un certo punto sento delle urla e inizio ad avvicinarmi, vedo questa persona insanguinata che si era seduta su questo muretto. Poi c’era una persona che si stava allontanando, io l’ho rincorso qualificandomi. Il soggetto poi l’ho bloccato, si era già rallentato con altre persone che erano accorse. Lui cercava sempre di scappare, dribblando le persone finché sono arrivato, qualificandomi nuovamente e l’ho fermato, bloccandolo. La donna fortunatamente è stata salvata da un’altra mamma che poi dopo ho saputo che era un’infermiera. Io mi sono concentrato sull’aggressore per non farlo scappare, lui urlando diceva ‘è andata male, la volevo uccidere’. Lui continuava a dire che voleva fare questo gesto e che poi si sarebbe tolto la vita. Mi è sembrato un uomo molto abbattuto”, ha concluso.

L’uomo è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio, mentre la donna è stata trasportata all’ospedale San Camillo, in codice rosso.

Calcio, gli arbitri per la Serie A: Sozza per Roma-Juventus

Calcio, gli arbitri per la Serie A: Sozza per Roma-Juventus

Roma, 25 feb. (askanews) – Sarà Simone Sozza l’arbitro designato per Roma-Juventus, in programma all’Olimpico domenica alle 20.45. Massa invece dirigerà Cremonese-Milan. Per Inter-Genoa c’è Fabbri. Colombo arbitrerà il Napoli, di scena a Verona sabato alle ore 18.

Questo il quadro completo dei direttori di gara per la 27ªgiornata di Serie A: Parma – Cagliari (venerdì 27 febbraio ore 20.45): Massimi Como-Lecce (sabato 28 febbraio ore 15): Fourneau Verona-Napoli (sabato 28 febbraio ore 18): Colombo Inter-Genoa (sabato 28 febbraio ore 20.45): Fabbri Cremonese-Milan (domenica 1 marzo ore 12.30): Massa Sassuolo-Atalanta (domenica 1 marzo ore 15): Marchetti Torino-Lazio (domenica 1 marzo ore 18): Abisso Roma-Juventus (domenica 1 marzo ore 20.45): Sozza Pisa-Bologna (lunedì 2 marzo ore 18.30): Feliciani Udinese-Fiorentina (lunedì 2 marzo ore 20.45): Pairetto Attenzione, però, anche alla B. Due nomi rubano l’occhio. Il primo è quello di La Penna, designato per Sudtirol-Venezia: l’arbitro della sezione di Roma 1 tornerà ad arbitrare dopo un turno di stop successivo alle polemiche del derby d’Italia. Mentre non sarà fermato Piccinini, nonostante le polemiche del match di San Siro tra Milan e Parma (il gol di Troilo dopo il blocco di Valenti su Maignan e un rigore non dato a Loftus-Cheek, gli episodi più discussi). Sarà il quarto uomo in Spezia-Reggiana. Stop invece per Chiffi dopo Atalanta-Napoli.

Golf, il DP World Tour in Sudafrica con tre azzurri

Golf, il DP World Tour in Sudafrica con tre azzurri

Roma, 25 feb. (askanews) – Il DP World Tour si sposta in Sudafrica per l’Investec South African Open Championship (26 febbraio – 1°marzo), undicesimo torneo stagionale e sesto dei sette eventi “International Swing”. A Stellenbosch, sul percorso dello Stellenbosch Golf Club, saranno al via tre italiani: Francesco Laporta, Matteo Manassero e Gregorio De Leo.

Difende l’unico titolo sul circuito il sudafricano Dylan Naidoo, che lo scorso anno superò allo spareggio l’inglese Laurie Canter. Nel field, che annovera, tra gli altri, l’inglese Andy Sullivan, past winner nel 2015, il francese Julien Guerrier, lo spagnolo Nacho Elvira e lo scozzese Calum Hill (tutti nella top ten della Race to Dubai), calamita le attenzioni l’americano Patrick Reed, numero 18 del World Ranking, protagonista di un avvio scintillante sul tour europeo con due successi e un secondo posto nel 2026.

Gli azzurri – In casa Italia Francesco Laporta (35enne pugliese di Castellana Grotte), che ha ottenuto un brillante quarto posto in Kenya (miglior risultato stagionale), si presenta sul tee in un ottimo stato di forma. Buon momento anche per Gregorio De Leo, che partecipa alla gara grazie alla vittoria nel torneo di Qualifica. Il 25enne biellese si è reso protagonista di un confortante avvio di stagione, andando per cinque volte a premio sui sei tornei giocati. Matteo Manassero (32enne veneto di Negrar di Valpolicella) è invece reduce dall’uscita al taglio in Kenya e cercherà un pronto riscatto.

Patrick Reed punta a consolidare la sua leadership – Per l’americano Patrick Reed il debutto in Sudafrica segna il 20° Paese diverso in cui ha gareggiato nel DP World Tour. Già a segno quest’anno a Dubai e in Qatar, in aggiunta al secondo posto in Bahrain, il 35enne di San Antonio si è già assicurato la vittoria nell’International Swing grazie a un vantaggio inattaccabile. Il campione del Masters 2018 è anche in testa alla classifica Race to Dubai e sogna di emulare Collin Morikawa, diventando così il secondo americano a salire sul trono d’Europa.

Sanremo, il singolo di Raf “Ora e per sempre” fuori ovunque

Sanremo, il singolo di Raf “Ora e per sempre” fuori ovunque

Sanremo, 25 feb. (askanews) – “Ora e per sempre” è di tutti: il brano di RAF, scritto a quattro mani con il figlio Samuele Riefoli e in gara alla 76° edizione del Festival di Sanremo, è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica. E le parole si fanno anche immagini nel videoclip di “Ora e per sempre”, online su YouTube, per la regia di Samuele Riefoli e la supervisione artistica di Gabriella Labate; una produzione Girotondo EM srl con Borotalco.tv. Una ballad romantica e introspettiva, autobiografica, che si presenta come una confessione sincera trasformata in musica: racconta la storia d’amore di due persone che si sono conosciute verso la fine degli anni ’80 e che continuano a vivere insieme, confrontandosi con un mondo che è completamente cambiato e che loro non avrebbero mai potuto immaginare così. “Ora e per sempre” (Warner Records / Warner Music Italy) non è solo una canzone, ma anche un insieme di fotogrammi di vita vissuta che prendono forma attraverso parole cariche di verità. “Stavo pensando al testo del brano quando da un cassetto è spuntato un biglietto ritagliato da un vecchio quaderno con le pagine ingiallite – ricorda Raf – Era la mia promessa di matrimonio scritta a macchina dal prete, in spagnolo, perché sposai Gabriella nel 1996 a Campo Florido, un piccolo villaggio vicino l’Avana. La promessa chiudeva con: hasta que la muerte nos separe. Io in quel frangente la trovai un po’ malinconica, quindi la cancellai e la cambiai scrivendo con la matita, sullo stesso biglietto: ahora y para siempre”. Con “Ora e per sempre” Raf torna al Festival di Sanremo tra i big per la quinta volta: ha partecipato nel 1988 con “Inevitabile follia”, nel 1989 con “Cosa resterà degli anni ’80”, nel 1991 con “Oggi un Dio non ho” e nel 2015 con “Come una favola”. Nel 1987 ha scritto insieme a Umberto Tozzi e a Giancarlo Bigazzi “Si può dare di più”, brano vincitore del Festival e interpretato dal trio Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi. Nel frattempo si scaldano i motori per la serata delle cover, venerdì 27 febbraio: sul palco dell’Ariston Raf duetterà con i The Kolors sulle note di “The Riddle”, brano icona degli anni ’80, della pop star britannica Nik Kershaw, e non mancheranno sorprese. 40 anni di carriera, 14 album pubblicati in studio, più di 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Raf ha scritto e realizzato successi che hanno segnato la storia della discografia del nostro Paese – come Self Control, Infinito, Sei La Più Bella Del Mondo, Il battito Animale, Cosa Resterà degli Anni ’80, Ti Pretendo, Stai con Me, Non è mai un errore – hit amate da milioni di persone e in vetta alle classifiche in tutto il mondo, brani che continuano ad essere veri e propri evergreen cantati anche dalle nuove generazioni. Dopo l’esperienza sanremese, Raf si dedicherà all’attività in studio per registrare il suo nuovo album e si appresterà a vivere una calda estate di live in tutta Italia del tour “Infinito – Estate 2026”, organizzato da Friends & Partners in collaborazione con Girotondo srl e MOMY RECORDS. Si esibirà: il 16 luglio a Capurso (BA) per Multiculturita Summer Festival; il 18 luglio a Carovigno (BR) per Arena 30/40; il 1 agosto al Forte di Bard a Bard (AO); il 3 agosto al Castello San Giusto di Trieste; il 6 agosto al Castello Pasquini di Castiglioncello (LI); l’8 agosto al Parco della Repubblica di Sirolo (AN); l’11 agosto al Teatro di Verdura di Palermo per Dream Pop Festival; il 12 agosto all’Anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea (CT) per Etna in Scena il 14 agosto al Teatro di Acri ad Acri (CS) per l’Estate Acrese; il 18 agosto a Presicce-Acquarica (LE) per il Festival “I colori dell’olio”; il 22 agosto a Marina di Pietrasanta (Lu) per La Versiliana Festival; il 1 settembre in Piazza dei Signori a Vicenza per Vicenza Festival; il 19 settembre al Palaterni di Terni per Tributo d’autore; il 20 settembre al Barrocci Festival di Sant’Angelo di Gatteo (FC). Il prossimo autunno invece sarà nei palazzetti con “INFINITO – Palasport 2026” – organizzato da Friends & Partners in collaborazione con Girotondo srl e MOMY RECORDS – che farà tappa: il 9 ottobre al Palapartenope di Napoli, il 12 ottobre all’Unipol Forum di Milano e il 17 ottobre al Palazzo dello Sport di Roma. A 25 anni dall’uscita di Infinito, uno dei brani “manifesto” della discografia di Raf – vero e proprio evergreen che continua a emozionarci – l’artista si esibirà in tre concerti che saranno show intensi e trascinanti, un viaggio musicale che scandisce le tappe più significative di una carriera lunga oltre 40 anni.

Emilia-Romagna a Vinitaly: filiera compatta, 90 aziende e chef Cracco

Emilia-Romagna a Vinitaly: filiera compatta, 90 aziende e chef Cracco

Milano, 25 feb. (askanews) – L’Emilia-Romagna si presenta a “Vinitaly 2026” con una partecipazione che mette insieme filiera del vino, istituzioni, turismo e grande cucina, sotto l’insegna del Padiglione 1 di Veronafiere. Dal 12 al 15 aprile, lo storico spazio dedicato ai vini emiliano-romagnoli ospiterà 90 aziende (13% rispetto al 2025), 16 masterclass e un doppio format di ristorazione firmato da Carlo Cracco, chiamato a raccogliere il testimone da Massimo Bottura per il racconto gastronomico della regione.

La presentazione del progetto si è svolta a Casa Maria Luigia, la Tenuta di campagna di Massimo Bottura alle porte di Modena. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, l’assessore regionale all’Agricoltura e Agroalimentare, Alessio Mammi, l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, gli chef Massimo Bottura e Carlo Cracco, il presidente di Enoteca Regionale Emilia-Romagna, Davide Frascari, e il Dg vicario di Veronafiere, Gianni Bruno.

Accanto alle Cantine regionali troveranno spazio il Consorzio del Parmigiano Reggiano e i Consorzi del vino: dal quello del Lambrusco a quello dei Vini di Romagna, dal Consorzio dei Colli di Parma a quello dell’Emilia-Romagna. Il calendario prevede quattro masterclass al giorno, un concept grafico rinnovato e due proposte di ristorazione curate dal 60enne vicentino: il ristorante “Cracco a Vinitaly” e la “Piadineria VistaMare”, legata all’azienda agricola che lo chef guida a Santarcangelo di Romagna insieme con la moglie Rosa Fanti.

La regia della partecipazione regionale riunisce Enoteca Regionale, Regione Emilia-Romagna e Apt Servizi Emilia-Romagna insieme con le rappresentanze della filiera. L’obiettivo è costruire una presenza unitaria in cui vini, prodotti a indicazione geografica e offerta turistica compongono un quadro coerente. La regione può contare su 44 prodotti Dop e Igp riconosciuti, ai quali si aggiunge l’Erbazzone Reggiano Igp, che porta a 45 il numero complessivo e contribuisce ad alimentare una Dop Economy strettamente connessa anche al comparto vitivinicolo.

“L’Emilia-Romagna arriva a Vinitaly 2026 con la forza della propria identità e con la responsabilità di un territorio che sa fare squadra, unendo istituzioni, consorzi, produttori e sistema turistico in un’unica narrazione che tiene insieme economia, cultura e comunità” ha affermato il governatore de Pascale, aggiugendo che “la nostra Dop Economy vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo, dentro un agroalimentare che ha raggiunto i 37 miliardi di valore e rappresenta la seconda voce dell’export regionale, con circa 10 miliardi di euro. Sono numeri che raccontano non solo la qualità delle nostre produzioni, ma la solidità di un modello fondato su lavoro, coesione e apertura ai mercati internazionali”.

“In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e trasformazioni nei consumi, scegliamo di supportare la filiera vitivinicola emiliano-romagnola con politiche concrete e investimenti mirati, valorizzandone il ruolo culturale ed economico e promuovendo il consumo responsabile e consapevole, nel pieno riconoscimento di produzioni che rappresentano un patrimonio storico, sociale e identitario della nostra regione” ha proseguito il presidente della Regione Emilia-Romagna, precisando che “la presenza al Vinitaly è una scelta strategica che contribuisce a rafforzare il posizionamento dei nostri vini sui mercati, accompagnare le imprese nell’internazionalizzazione e valorizzare l’integrazione sempre più stretta tra enogastronomia, turismo ed esperienza territoriale”.

Dal canto loro, gli assessori Mammi e Frisoni hanno ricordato che per il 2026 sono stati messi a disposizione 26 milioni di euro per la filiera vitivinicola, mentre Pper il biennio 2025-2026 sono stati stanziati 25 milioni destinati alla promozione dei prodotti a IG, tra cui i vini, sui mercati extra Ue e alle attività di valorizzazione di Dop e Igp in Italia attraverso fiere, manifestazioni e iniziative territoriali.

“L’appuntamento del Vinitaly 2026 consegna un messaggio: la grande cucina italiana cresce quando condivide, quando si passa il testimone, quando un territorio diventa il vero protagonista” ha spiegato Carlo Cracco. “Non è un caso che questo accada tra me e lo chef Massimo Bottura nel padiglione dell’Emilia-Romagna, che rappresenta la food valley mondiale. Per me sarà un’esperienza importante, anche perché ho scelto con mia moglie Rosa di condurre un’azienda agricola a Santarcangelo di Romagna: un’attività che tiene insieme territorio, identità rurale, qualità produttiva, anima popolare e nobile. Produrre vino vuol dire entrare nella terra, sporcarsi le mani per veder crescere un prodotto anno dopo anno. È con questo spirito che mi appresto a condurre “Cracco a Vinitaly”, il ristorante che racconterà l’Emilia-Romagna attraverso piatti simbolo reinterpretati con la mia cifra contemporanea”.

VistaMare, l’azienda agricola di Santarcangelo di Romagna nata insieme con Rosa Fanti, romagnola, rappresenta il punto di contatto più diretto tra lo chef e la regione. Qui Cracco ha scelto di produrre vino e di costruire un progetto che coniuga identità rurale, qualità delle materie prime e accoglienza, con l’idea di sviluppare anche funzioni di ospitalità e ristorazione. È questo percorso, già avviato sul territorio, a fare da sfondo alla partecipazione a “Vinitaly 2026”, dove l’Emilia-Romagna si presenterà come Paese del vino e della cucina, insieme colta e contadina, stellata e solare, legando la grande ristorazione alle produzioni enogastronomiche che ne hanno costruito la reputazione.

Aic Pesca: impianto MedWind Favignana insostenibile per territorio

Aic Pesca: impianto MedWind Favignana insostenibile per territorio

Roma, 25 feb. (askanews) – “Come AIC Pesca sosteniamo la posizione del Comune di Favignana in merito al maxi impianto eolico offshore ‘MedWind’. Non possiamo consentire che un’infrastruttura di tali dimensioni produca effetti irreversibili su un territorio fragile e unico, patrimonio di paesaggio, biodiversità e identità culturale”. Così in una nota Natale Amoroso, presidente di AIC Pesca, intervenendo sulla posizione espressa dall’amministrazione comunale sul progetto del maxi impianto eolico offshore, le cui turbine risulterebbero visibili anche dai territori di Erice e Marsala.

“Le ricadute ambientali ed economiche di un intervento di questa portata, se non accompagnate da misure concrete a favore dei territori e, soprattutto, delle marinerie locali, sono allo stato attuale insostenibili. Favignana continua a dipendere da centrali a gasolio senza che emergano benefici tangibili per la comunità e per le attività produttive tradizionali, a partire dalla pesca”, osserva.

“La sottrazione alla pesca di un areale pari a 945 chilometri quadrati – prosegue Amoroso – rappresenta un elemento di forte criticità per il comparto. Il progetto, per come prospettato, non appare sostenibile, in particolare per la piccola pesca che dipende direttamente dagli areali più prossimi”. “È necessario – conclude – avviare un tavolo di confronto che coinvolga istituzioni e operatori, al fine di ridurre gli impatti e garantire l’equilibrio degli ecosistemi sulla base di studi condivisi. AIC Pesca, fortemente presente nella zona, ribadisce la propria disponibilità a contribuire al confronto istituzionale”.

Confronto R. Toscana-Masaf su danni a colture cereali per pioggia

Confronto R. Toscana-Masaf su danni a colture cereali per pioggia

Roma, 25 feb. (askanews) – Focus sui danni prodotti alle colture in Toscana, e in particolare alla fase di semina per le produzioni di grano, in seguito al trend delle piogge che da inizio anno investono la regione, in particolare nelle zone della Maremma, senese e dell’Aretino. L’assessore all’agricoltura, Leonardo Marras, anche facendo seguito a segnalazioni già giunte dalla organizzazioni dei produttori agricoli, ha attivato un confronto con il Ministero dell’agricoltura (Masaf) e con Artea per individuare possibili interventi in base alla normativa nazionale e a quella unionale.

Le richieste riguardano due tipi di deroghe in ambito di Politica agricola comunitaria, una di competenza regionale e l’altra di competenza nazionale. “La Regione si attiverà su due livelli – afferma l’assessore – con un atto regionale si concederà la deroga al sistema della condizionalità per la rotazione delle colture nei seminativi e nello stesso atto la Giunta proporrà al Masaf la necessità di concedere la deroga all’assolvimento dei sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento. In quest’ultimo caso l’accoglibilità dipenderà dal Ministero”.

“Per i danni causati dalle produzioni dalle piogge alluvionali è già stata avviata la consueta procedura di raccolta della segnalazione danni, mediante il sistema informatizzato sul sistema informativo Artea – spiega Marras – I danni causati sono tutti assicurabili al mercato agevolato (contributo pubblico pari al 65 per cento del premio assicurativo) e pertanto non è possibile attivare le misure compensative previste dalla normativa nazionale per gli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole”.

Esce 2 marzo “Orcolat”, film Savonitto a 50 anni dal sisma in Friuli

Esce 2 marzo “Orcolat”, film Savonitto a 50 anni dal sisma in Friuli

Roma, 25 feb. (askanews) – Quando la terra trema il mito si risveglia. È quello che racconta il film documentario “Orcolat” di Federico Savonitto, presentato a Roma, nella Sala Ufficio Stampa della Camera dei Deputati a Montecitorio.

Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, il film ripercorre il trauma e la rinascita del Friuli a cinquant’anni dal terribile sisma che lo colpì nel 1976, prima a maggio, poi a settembre. Un viaggio che intreccia mito e realtà, esplorando le teorie sismiche e la leggenda dell’Orcolat – creatura mitologica associata ai terremoti locali – per raccontare la resilienza straordinaria di un popolo capace di rinascere davanti alla tragedia, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

Il documentario arriverà nelle sale dal 2 marzo distribuito da Kublai Film, nei giorni in cui ricorre l’anniversario della scomparsa del cronista friulano (5 marzo 2025).

Insieme a quella di Bruno Pizzul, molte sono le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi legati a quel territorio e a quegli avvenimenti — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo, tra gli altri — che contribuiscono a creare nel documentario un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti e di Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria profonda del Friuli, dove il terremoto del ’76 non è solo un evento storico ma una ferita ancora viva nel paesaggio e nelle coscienze.

A presentare il film mercoledì 25 febbraio a Roma erano presenti il regista, con i produttori e la famiglia di Bruno Pizzul, in particolare i figli Silvia e Fabio.

“Sono cresciuto ascoltando molto spesso racconti su quel grande trauma – ha raccontato il regista, Federico Savonitto – gradualmente ho iniziato a percepirlo come uno spartiacque collettivo tra un prima e un dopo. Orcolat nasce dal desiderio di raccontare il terremoto del Friuli non come un evento concluso, ma come una presenza ancora attiva, un movimento sotterraneo che continua a interrogare il territorio, la memoria e l’identità di chi lo abita. Fin dall’inizio ho sentito la necessità di costruire un racconto capace di tenere insieme mito e realtà, scienza e leggenda, passato e presente, evitando qualsiasi forma di pacificazione o di retorica commemorativa. La scelta di affidare la narrazione a Bruno Pizzul è stata centrale. La sua voce porta con sé un Friuli arcaico, atavico, fatto di misura, oralità e silenzi: un mondo che il sisma del 1976 ha in parte cancellato. Pizzul non è solo un narratore, ma un testimone del tempo, una voce che attraversa il film con una distanza sobria e profonda, capace di evocare ciò che non c’è più e, allo stesso tempo, di restituire il peso della consapevolezza maturata negli anni. Orcolat è, in definitiva, un film sull’ascolto: della terra, delle sue fratture visibili e invisibili, e delle storie che continuano a muoversi sotto la superficie del tempo”.

Questo il ricordo di Fabio Pizzul, intervenuto in conferenza stampa insieme alla sorella Silvia: “Nostro papà aveva preso molto sul serio questo lavoro di narratore del documentario, perché aveva un ricordo molto preciso di quei fatti storici. Dal punto di vista emotivo è una vicenda molto coinvolgente quella del terremoto per noi che siamo legati a quel territorio. Nel maggio del ’76, quando è avvenuta la prima scossa, ero appena andato a letto dopo aver visto il ‘Carosello’ e ricordo bene di aver sentito tremare il palazzo anche se vivevamo a Milano. E anche delle scosse che si sono registrate a settembre ho un ricordo molto nitido. Era come se ci fosse una forza ancestrale che si sprigiona e ti entra dentro; per i friulani è un’immagine estremamente forte e solo chi ha vissuto veramente il terremoto può capire. Siamo un popolo molto legato alla propria terra e vedere o, meglio ancora, sentire, che la terra a cui sei tanto legato si ribella contro di te con una forza che ti travolge, diventa qualcosa di molto potente e significativo. Fortunatamente però questa forza ancestrale si è trasformata in qualcosa che ha segnato la rinascita di quel territorio, creando anche un elemento di coesione per i friulani che in quel periodo erano lontani dalla propria terra. Trovo che il cinema possa essere veramente il mezzo più potente per restituire questo nostro pezzo di storia avvenuto cinquant’anni fa”.

“Il film nasce dal desiderio di far dialogare generazioni diverse attorno a un’esperienza che ancora oggi definisce l’identità di un territorio, e che può insegnare molto sulla capacità collettiva di rinascere dopo la distruzione”, ha commentato Marco Caberlotto, produttore Dublai Film.

“Con Orcolat abbiamo sentito la necessità di restituire voce e dignità a una memoria collettiva che appartiene non solo al Friuli, ma a tutto il Paese”, ha aggiunto, in conclusione Lucio Scarpa, produttore Dublai Film. “Il terremoto del 1976 non è soltanto un evento tragico: è la dimostrazione di come una comunità possa rinascere attraverso il legame umano, la solidarietà e la cultura. Raccontarlo con gli occhi e le parole di chi ne è stato protagonista, e con la narrazione di Bruno Pizzul, significa trasformare il dolore in racconto, e la memoria in futuro”, ha concluso.

Sabato 28 febbraio il documentario sarà presentato in anteprima al Pordenone Doc Fest dove è stato selezionato tra gli appuntamenti speciali di Aspettando Pordenone Docs Fest in attesa della XIX edizione del festival del cinema documentario di Cinemazero. La proiezione sarà accompagnata dal regista e dai produttori di Kublai Film.

Orcolat è prodotto da Lucio Scarpa e Marco Caberlotto una produzione Kublai Film con Rai Cinema, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione dell’ARLeF, con il patrocinio dell’Associazione dei Comuni terremotati del Friuli e dell’Ente Friuli nel mondo.